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Taranto, 16 gennaio 2026 – Il Tavolo tecnico permanente per la transizione occupazionale di Taranto ha avviato il suo percorso con il primo incontro che ha visto la partecipazione delle principali istituzioni e parti sociali locali. Un progetto pensato per affrontare le sfide occupazionali del nostro territorio e per avviare un cambiamento concreto verso una riqualificazione professionale e la creazione di nuovi posti di lavoro. Un’opportunità per garantire un futuro migliore alla città e alle sue risorse umane.
Insieme a Luigi Bennardi, segretario UILM TARANTO, abbiamo preso parte alla discussione, confermando la volontà di non lasciare che la città continui a vivere in uno stato di emergenza occupazionale. Il Tavolo è stato istituito proprio per superare la gestione frammentata delle crisi e per promuovere un lavoro continuativo e ordinato, in grado di mettere a sistema competenze e risorse.
Gennaro Oliva, Coordinatore Territoriale UIL Taranto, ha espresso in modo chiaro la posizione della UIL: “In una città come la nostra, dove la transizione ecologica ed energetica ha portato a una desertificazione industriale, non possiamo accontentarci di corsi di formazione senza un vero impegno per creare lavoro. La politica deve finalmente agire concretamente. Non possiamo continuare a vedere investimenti al Nord mentre il nostro territorio rimane ignorato.”
Oliva ha anche puntato l’attenzione sull’importanza di riprendere a investire sull’arsenale di Taranto, uno dei bacini industriali più significativi d’Italia, che però è attualmente parzialmente inutilizzato. “Molti imprenditori mi hanno confermato che Taranto ha enormi potenzialità, ma manca una politica che sappia valorizzarle.” ha aggiunto Oliva.
Il Tavolo, dunque, non si propone come un’alternativa alla contrattazione sindacale o alle vertenze aziendali, ma come uno strumento di coordinamento e confronto che unisce tutte le forze in gioco, con l’obiettivo di trovare soluzioni concrete e condivise per il rilancio occupazionale e produttivo del nostro territorio. Il Tavolo si propone di definire priorità e misure concrete per il rilancio di Taranto, in un percorso che continuerà con i prossimi incontri previsti per il 21 gennaio.
La UIL di Taranto, come sempre, sarà in prima linea a fianco dei lavoratori, per costruire un futuro più sostenibile e prospero per tutti. Il nostro impegno per un Taranto migliore non si ferma!
TARANTO, 16 gennaio 2026 – Dopo la dura presa di posizione pubblica assunta nei giorni scorsi, l’ADOC Taranto passa ora all’azione formale e chiede la sospensione cautelativa della Delibera di Giunta Comunale n. 113 del 30 luglio 2024, nonché del successivo contratto di affidamento “in house providing” stipulato il 19 dicembre 2024 (repertorio n. 9645), che introduce una nuova disciplina della sosta cittadina.
La richiesta è stata ufficialmente indirizzata al Sindaco di Taranto, dott. Pietro Bitetti, e per conoscenza alla Presidente di Kyma Mobilità, avv. Giorgia Gira, tramite posta elettronica certificata.
Già lo scorso 12 gennaio, l’associazione dei consumatori, per voce del presidente Domenico Votano, aveva denunciato pubblicamente gli effetti del provvedimento, definendolo “un ulteriore salasso per i cittadini” e parlando apertamente di una città divisa in cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Nel dettaglio, la delibera prevede la concessione gratuita dei permessi di sosta esclusivamente ai residenti delle zone A-B-C-H-I, con la contestuale abolizione dei permessi gratuiti per le zone dalla D alla G.
Una scelta che, secondo ADOC Taranto, comporta un grave e immediato danno economico per migliaia di famiglie. Con l’eliminazione del permesso gratuito per una sola auto a nucleo familiare – diritto fino ad oggi riconosciuto – molti residenti si trovano ora costretti a sostenere costi mensili che possono arrivare fino a 75 euro, semplicemente per poter parcheggiare sotto casa.
“Siamo di fronte a un provvedimento che non tiene conto della realtà dei quartieri – ha dichiarato Votano nei giorni scorsi – e che scarica sulle famiglie il peso di scelte sbagliate, in un momento storico già segnato dall’aumento del costo della vita e dalla carenza di servizi adeguati”.
Alla denuncia pubblica segue ora una richiesta formale di intervento. In qualità di associazione dei consumatori, ADOC Taranto rivendica il proprio legittimo interesse, ai sensi dell’articolo 137 del Codice del Consumo, e chiede all’Amministrazione comunale: la riattivazione, a partire dal mese di febbraio, dei precedenti permessi di parcheggio per i residenti titolari; la convocazione di un tavolo consultivo con le associazioni portatrici di legittimo interesse; la rideterminazione delle tariffe, nonché dei criteri di concessione di permessi e abbonamenti.
In assenza di risposte concrete, l’associazione annuncia che proseguirà tutte le azioni di contestazione nei confronti di una delibera giudicata “dichiaratamente lesiva dei diritti di cittadini, utenti e consumatori”, riservandosi anche ulteriori iniziative legali.
“Invitiamo la cittadinanza a non restare in silenzio e a partecipare alle iniziative che saranno promosse – conclude Votano –. Questa battaglia riguarda tutti e il diritto alla mobilità non può essere trasformato in un privilegio per pochi né in una nuova tassa occulta a carico delle famiglie”.
Taranto, 15 gennaio 2026 – Si è svolto nelle scorse ore l’incontro tra il Consiglio di Amministrazione di Kyma Ambiente e le organizzazioni sindacali, un confronto che non ha prodotto le risposte attese sul futuro dell’azienda e sulle prospettive occupazionali dei lavoratori.
La UIL di Taranto, insieme a FP CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti, FIADEL e SIULS, ha ribadito la necessità di affrontare con urgenza le criticità strutturali che da tempo compromettono il funzionamento dell’azienda: mezzi obsoleti, impianti fermi, carenza di programmazione e assenza di un reale coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori nelle scelte strategiche.
Per la UIL Trasporti, attraverso il segretario generale Carmelo Sasso, la questione centrale resta la mancanza di un indirizzo chiaro da parte del socio unico, il Comune di Taranto, che non ha preso parte al confronto. Senza decisioni politiche e industriali precise, Kyma Ambiente rischia di continuare a operare in una condizione di precarietà permanente, limitandosi alla gestione dell’ordinario senza alcuna prospettiva di rilancio.
La UIL sottolinea come il futuro dell’azienda passi necessariamente dalla rimessa in funzione degli impianti e da un piano industriale credibile, in grado di garantire sostenibilità economica, tutela occupazionale e qualità del servizio pubblico. Un’azienda ambientale non può reggersi esclusivamente sui costi di raccolta e smaltimento, ma deve poter contare su investimenti e su entrate strutturali.
In assenza di risposte concrete, resta aperto lo stato di agitazione. Il prossimo passaggio sarà il coinvolgimento del prefetto di Taranto, così come previsto dalla normativa che disciplina gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Qualora non dovessero arrivare segnali chiari sul futuro di Kyma Ambiente, la mobilitazione dei lavoratori diventerà inevitabile.
La UIL di Taranto continuerà a mantenere alta l’attenzione, a tutela dei lavoratori e nell’interesse della città, chiedendo responsabilità, trasparenza e scelte coraggiose per il futuro di Kyma Ambiente.
La nota di CGIL, CISL e UIL Taranto
Il cordoglio di fronte all’ennesima morte sul lavoro ferisce, genera rabbia e dolore. È inaccettabile pensare di cavarsela con il cordoglio fine a sé stesso. Difatti, da anni si parla ma si ignora il grido di allarme delle lavoratrici e dei lavoratori, delle RSU e RLS, che cercano di attirare l’attenzione delle istituzioni preposte sul rispetto delle condizioni di sicurezza all’interno della fabbrica e sulla tutela della salute di tutta la comunità.
Perché non ci stiamo più ad essere il bersaglio di una campagna contro le lavoratrici e i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali che li rappresentano, consentendo la più grande operazione di annientamento e cancellazione della memoria storica e sociale di questa terra.
Tutto questo avviene, di fronte alla morte dell’ennesimo lavoratore in quella fabbrica. Un vociare scomposto e a volte irriguardoso che oggi ci indigna e ci fa inorridire. Perché il lutto diventa il terreno di propaganda per tutti, anche per quelli che quella fabbrica non l’hanno mai vista neanche da lontano.
Così mentre quel padre di famiglia, quel lavoratore, oggi non torna a casa da suo figlio, da sua moglie, dagli affetti più cari, è l’”uso” di quel corpo che ci lascia senza parole.
La morte di un operaio ex ILVA è un argomento “utile” per tutti.
Ma una cosa deve essere chiara. Non è vero che non ci sono responsabilità. Non è vero che non ci sono colpevoli.
Lo sciopero di 24 ore indetto dai sindacati di categoria è solo la punta di un iceberg composto da anni di segnalazioni, denunce, coinvolgimento degli organi ispettivi; un “lavoro” quasi invisibile che serviva a non lasciare soli, ancora una volta in quell’acciaieria, Claudio e quelli come lui.
Non arretreremo di un passo. Per Claudio. Per il suo lavoro. Per il lavoro di tutti. Per la comunità.
Taranto, 12 gennaio 2026
Giovanni D’Arcangelo Luigi Spinzi Gennaro Oliva
Segretario CGIL Ta Segretario CISL Ta Segretario UIL Ta
Taranto, 12 gennaio 2026 – Il 2026 si apre con l’ennesima brutta sorpresa per i cittadini di Taranto. In un contesto già segnato da rincari continui e da un potere d’acquisto sempre più fragile, arriva un nuovo provvedimento che pesa in maniera concreta sulla vita quotidiana di tante famiglie: l’abolizione del permesso gratuito di sosta per i residenti delle zone dalla D alla G della città.
A intervenire sulla questione è Domenico Votano, presidente dell’Associazione dei Consumatori ADOC Taranto, che parla senza mezzi termini di una decisione ingiusta e penalizzante, passata quasi sotto silenzio ma destinata ad avere effetti pesantissimi. Secondo ADOC, il nuovo anno “regala” ai cittadini l’ennesimo salasso.
Con l’annullamento del permesso gratuito per una sola auto a famiglia, diritto fino ad oggi riconosciuto, molti residenti si trovano ora costretti a sostenere costi mensili che possono arrivare fino a 75 euro pur di poter parcheggiare sotto casa. Una situazione che ADOC definisce un vero attentato alle tasche dei cittadini, già messe a dura prova dall’aumento del costo della vita e dalla carenza di servizi adeguati.
“Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una città divisa in cittadini di serie A e cittadini di serie B – sottolinea Votano – perché una gran parte di Taranto, come chiaramente indicato nel regolamento di Kyma Mobilità, viene privata di qualsiasi diritto. Un provvedimento che non tiene conto della realtà dei quartieri e che scarica sulle famiglie il peso di scelte sbagliate”.
Una linea che, secondo ADOC Taranto, non rappresenta una novità ma la continuazione di politiche già viste in passato e che, a quanto pare, non stanno cambiando nemmeno con l’attuale amministrazione. Per questo l’associazione ribadisce con forza di non accettare questa ulteriore ingiustizia e annuncia azioni immediate.
ADOC Taranto ha infatti deciso di chiedere con urgenza un confronto diretto con Kyma Mobilità, con il Consiglio Comunale e con il Sindaco di Taranto, attraverso una formale richiesta inviata anche via PEC, affinché il provvedimento venga ritirato o profondamente modificato. In assenza di risposte concrete, l’associazione si dice pronta a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela dei cittadini.
“Invitiamo la cittadinanza a non restare in silenzio e a partecipare alle iniziative che saranno promosse – conclude Votano – perché questa battaglia riguarda tutti. Rivolgiamo inoltre un appello alle associazioni imprenditoriali affinché si costruisca un fronte comune contro una scelta che penalizza l’intera comunità e rende la vita in città sempre più difficile”.
ADOC Taranto ribadisce che il diritto alla mobilità e alla vivibilità urbana non può essere trasformato in un privilegio per pochi, né tantomeno in una nuova tassa occulta a carico delle famiglie.
Taranto, 9 gennaio 2026 – Si è tenuto oggi, presso l’Auditorium della Nuova Base Navale di Taranto, l’incontro conoscitivo con il nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio Berutti Bergotto.
A margine dell’iniziativa, la UILPA ha espresso apprezzamento per le parole del vertice militare, ribadendo tuttavia alcuni nodi fondamentali legati alla valorizzazione del personale civile e allo sviluppo del territorio ionico.
“La piena efficienza dello strumento militare – ha sottolineato la delegazione UILPA – non può prescindere dal contributo delle lavoratrici e dei lavoratori civili del Ministero della Difesa. Senza il loro apporto, non esiste prospettiva di crescita né per la Marina Militare né per l’intero sistema produttivo tarantino.”
Nel corso dell’incontro, la UILPA ha richiamato l’attenzione sulle croniche carenze di organico, chiedendo un intervento del vertice politico della Difesa affinché i posti banditi nei prossimi concorsi siano coerenti con le reali esigenze operative di un territorio ad alta concentrazione militare come Taranto, evitando ulteriori depotenziamenti.
Il sindacato ha inoltre sollecitato una revisione e un incremento delle risorse destinate al lavoro straordinario, considerato che il personale civile è quotidianamente chiamato a garantire la continuità delle attività con turni gravosi di reperibilità per sopperire alle carenze d’organico.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla prospettiva di un progetto di cantieristica e dismissione delle unità navali, che potrebbe avere un impatto rilevante sul tessuto economico locale, già provato da numerose vertenze e dalla crisi della grande industria.
La UILPA ha quindi espresso apprezzamento per l’intervento dell’Ammiraglio Berutti Bergotto, che ha posto al centro la necessità di restituire centralità al benessere del personale. “È un principio che condividiamo pienamente – ha dichiarato la delegazione – e che deve tradursi in scelte concrete, capaci di generare effetti strutturali.”
Nel medesimo contesto, il sindacato ha sottolineato l’urgenza di rafforzare gli Organismi di Protezione Sociale (OPS), oggi in difficoltà nel territorio ionico per incertezze gestionali e carenza di prospettive. “Gli OPS devono essere strumenti reali di welfare – ha rimarcato la UILPA – capaci di rispondere ai bisogni dei dipendenti civili e delle loro famiglie.”
La UILPA ha concluso assicurando il proprio impegno a presidiare ogni tavolo di confronto, affinché alle parole seguano atti concreti, nel rispetto del lavoro civile, del benessere del personale e dello sviluppo del territorio ionico.
La delegazione UILPA presente all’incontro era composta da Giuseppe Andrisano, segretario generale UILPA TARANTO, Cosimo Gualano, coordinatore Difesa UILPA Taranto, e Vincenzo Boccadamo, RSU-RLS UILPA Taranto.
