PORTALETTERE COLPITA DA MALORE PER IL CALDO A TARANTO. MANFUSO (UILFPC PUGLIA): “QUANTO DEVE ANCORA ACCADERE PRIMA CHE SI INTERVENGA?”

Taranto, 15 luglio 2026 – “Esprimiamo innanzitutto la nostra vicinanza a Maria, la portalettere di Taranto colpita da un malore durante il servizio, e le auguriamo una pronta e completa guarigione. È un episodio che ci preoccupa profondamente perché riguarda una lavoratrice già dichiarata ipersuscettibile dal Medico Competente aziendale e che si è verificato mentre era impegnata nelle attività di recapito in una delle giornate caratterizzate dalle temperature più elevate”.

A dichiararlo è Giuseppe Manfuso, segretario generale aggiunto UILFPC Puglia, che aggiunge: “Maria è stata colta da malore e ha perso i sensi mentre consegnava la corrispondenza in via Dante a Taranto. Solo il tempestivo intervento di un cittadino presente sul posto, con ogni probabilità, ha evitato conseguenze più gravi. Non possiamo limitarci a commentare l’ennesimo episodio: dobbiamo chiederci perché si continui a non intervenire nonostante gli allarmi lanciati da tempo”.

“Purtroppo – continua Manfuso – non è la prima volta che questa lavoratrice manifesta difficoltà e accusa malori collegati alle condizioni climatiche durante lo svolgimento del servizio. Ci risulta inoltre che la collega avesse già segnalato attraverso i canali aziendali le proprie difficoltà a svolgere il recapito nelle fasce orarie maggiormente esposte al caldo e avesse richiesto una nuova valutazione da parte del Medico Competente. Una richiesta che, secondo quanto ci è stato rappresentato, non avrebbe trovato seguito da parte aziendale”.

“Da settimane – prosegue il segretario generale aggiunto UILFPC Puglia – chiediamo a Poste Italiane di adottare misure straordinarie per affrontare le ondate di calore e di rivedere gli orari del recapito nei periodi di temperature estreme. La Regione Puglia ha già richiamato la necessità di tutelare i lavoratori impegnati all’aperto nelle ore più calde della giornata, ma nonostante questo continuiamo ad assistere a una gestione che non tiene adeguatamente conto del rischio”.

“Anche a Taranto – sottolinea Manfuso – il caldo di questi giorni ha raggiunto livelli particolarmente critici. Gli organismi sanitari territoriali hanno segnalato condizioni di rischio elevato, ma Poste Italiane ha continuato a mantenere il servizio di recapito nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 16, proprio quella in cui l’esposizione al calore risulta più pericolosa”.

“Questa scelta – afferma – è incomprensibile e particolarmente grave se consideriamo la presenza di lavoratori fragili, ipersuscettibili e di età superiore ai 60 anni. La sicurezza sul lavoro non può essere sacrificata in nome di esigenze organizzative o produttive. La salute delle persone viene prima di qualsiasi obiettivo aziendale”.

“Poste Italiane – continua Manfuso – deve assumersi la responsabilità di prevenire i rischi e non limitarsi a intervenire dopo che un lavoratore ha già subito le conseguenze di una situazione ampiamente prevedibile. Non possiamo aspettare che un malore si trasformi in una tragedia per adottare provvedimenti che erano necessari già da tempo”.

“La UILFPC Puglia – conclude il segretario generale aggiunto – chiede l’immediata revisione degli orari di recapito durante le ondate di calore, una maggiore tutela per i lavoratori più esposti e risposte concrete alle segnalazioni provenienti dai territori e dagli stessi dipendenti. La questione sarà affrontata anche nell’imminente audizione presso la Regione Puglia con Azienda e Organizzazioni Sindacali proprio sul tema della gestione delle ondate di calore”.

 

POSTE ITALIANE, UIL FPC PUGLIA CHIEDE L’INTERVENTO DEGLI ORGANI ISPETTIVI: “AI LAVORATORI DEVE ESSERE GARANTITA ACQUA POTABILE GRATUITA IN TUTTE LE SEDI”

Taranto, 14 luglio 2026 –  La UIL FPLC Puglia – Settore Poste ha presentato un esposto ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPeSAL) delle ASL pugliesi, alla Direzione Interregionale del Lavoro del Sud e agli Ispettorati Territoriali del Lavoro, chiedendo un intervento ispettivo urgente sulla mancata disponibilità gratuita di acqua potabile nei luoghi di lavoro di Poste Italiane presenti sul territorio regionale.

Secondo l’organizzazione sindacale, la criticità interesserebbe in maniera diffusa uffici postali, centri di recapito e altre strutture aziendali delle province di Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. La UIL FPC evidenzia come, nonostante le ripetute segnalazioni rivolte all’azienda negli ultimi anni, non siano stati adottati interventi strutturali capaci di garantire ai lavoratori una disponibilità gratuita, facilmente accessibile e sufficiente di acqua potabile durante l’orario di servizio.

Particolare attenzione viene posta alla situazione dei portalettere, impegnati quotidianamente all’esterno anche durante le giornate caratterizzate da temperature elevate. La UIL FPC sottolinea come la consegna delle borracce termiche da parte dell’azienda rappresenti un’iniziativa incompleta se non accompagnata dalla presenza di punti di rifornimento gratuiti e idonei. In assenza di tali strumenti, infatti, i lavoratori sono costretti a portare acqua da casa oppure ad acquistarla a proprie spese, sostenendo un costo che, secondo il sindacato, dovrebbe invece essere a carico del datore di lavoro quale misura di prevenzione contro il rischio da calore, disidratazione e stress termico.

Analoga situazione viene segnalata negli uffici postali, dove in molti casi l’unica possibilità per idratarsi durante il servizio sarebbe rappresentata dall’acquisto di bottiglie ai distributori automatici oppure dall’acqua portata da casa. La presenza di distributori a pagamento, evidenzia la UIL FPC, non può sostituire l’obbligo datoriale di mettere gratuitamente a disposizione una risorsa essenziale per la tutela della salute dei lavoratori.

Nell’esposto il sindacato chiede agli organi competenti di effettuare sopralluoghi, anche senza preavviso, nelle strutture di Poste Italiane della Puglia per verificare la reale disponibilità di acqua potabile gratuita, l’idoneità degli impianti e dei punti di erogazione, l’adeguatezza delle misure adottate per fronteggiare il rischio da caldo e il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

“La tutela della salute dei lavoratori non può essere lasciata alla disponibilità economica del singolo dipendente”, dichiara Giuseppe Manfuso, segretario regionale aggiunto UIL FPC Puglia – Settore Poste. “Non è accettabile che chi presta servizio, soprattutto durante un’estate caratterizzata da temperature sempre più elevate, debba acquistare di tasca propria l’acqua necessaria per svolgere il proprio lavoro in sicurezza. L’idratazione rappresenta una misura di prevenzione e come tale deve essere garantita dal datore di lavoro, senza costi per il personale”.

“Con questo esposto – prosegue Manfuso – non chiediamo privilegi, ma il pieno rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Chiediamo che tutte le sedi di Poste Italiane della Puglia siano dotate di punti di erogazione gratuiti di acqua potabile oppure, nelle more della loro installazione, che venga fornita acqua confezionata ai lavoratori. Serve un intervento uniforme su tutto il territorio regionale, affinché non vi siano differenze tra una provincia e l’altra e venga assicurata la stessa tutela a tutti i dipendenti”.

La UIL FPC Puglia ribadisce infine che la richiesta non riguarda uno specifico sistema di distribuzione dell’acqua, ma il principio secondo cui ogni lavoratore deve poter disporre gratuitamente di acqua potabile sicura, facilmente accessibile e in quantità adeguata durante l’attività lavorativa, senza dover sostenere alcun costo personale

Kyma Ambiente, UILTRASPORTI: “Prima le garanzie sul futuro, poi il confronto sul presente”

La UILTRASPORTI Taranto, insieme a FP CGIL, FIT CISL, FIADEL e SIULS, ha deciso di non partecipare all’incontro convocato dalla governance di Kyma Ambiente, ritenendo impossibile affrontare questioni organizzative senza prima avere certezze sul futuro dell’azienda. Una posizione condivisa dalle organizzazioni sindacali e formalizzata in una comunicazione unitaria inviata all’azienda.

Al centro della vertenza resta il nuovo contratto di servizio, considerato l’unico strumento in grado di garantire continuità aziendale, salvaguardia dei posti di lavoro e stabilità del servizio di igiene urbana.

«Non si può discutere del presente se non si ha certezza sul futuro», ribadiscono i sindacati, sottolineando come ogni confronto possa riprendere soltanto dopo l’incontro con il socio unico e in presenza di rassicurazioni concrete sul futuro della società.

Il Segretario Generale della UILTRASPORTI Taranto, Carmelo Sasso, esprime forte preoccupazione per la situazione in cui versa Kyma Ambiente.

«Questa convocazione, alla vigilia dell’incontro con il Comune e a quaranta giorni dai Giochi del Mediterraneo, non ha alcuna logica. Non si può parlare del presente quando manca qualsiasi certezza sul futuro dell’azienda.»

Sasso richiama quindi il Comune alle proprie responsabilità, evidenziando come sia indispensabile definire rapidamente il nuovo contratto di servizio per scongiurare una crisi irreversibile.

«Il Sindaco e la Giunta devono dire con chiarezza se vogliono far fallire l’azienda. Senza un nuovo contratto di servizio nei primi sessanta giorni, il rischio di un crac è concreto.»

Per la UILTRASPORTI, la priorità assoluta resta la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e la salvaguardia di un servizio pubblico essenziale per la città di Taranto. Solo dopo aver ottenuto risposte chiare sul futuro dell’azienda sarà possibile affrontare i temi legati all’organizzazione del lavoro e alla gestione operativa.

La mobilitazione unitaria di FP CGIL, UILTRASPORTI, FIT CISL, FIADEL e SIULS rappresenta un forte segnale di responsabilità nei confronti dei lavoratori, dei cittadini e del futuro di Kyma Ambiente, nella convinzione che trasparenza, programmazione e certezze siano condizioni imprescindibili per garantire continuità occupazionale e qualità del servizio.

Giochi del Mediterraneo, UIL FP Taranto: “Anche il personale tecnico del 118 merita il giusto riconoscimento economico. Basta disparità di trattamento”

TARANTO, 13 luglio 2026 –   In vista dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, che si svolgeranno dal 21 agosto al 3 settembre 2026, la UIL FP Taranto rivolge un appello formale alla Direzione Generale della ASL Taranto, all’Amministratore Unico di Sanitaservice ASL Taranto S.r.l. e alla Regione Puglia affinché siano previste specifiche misure economiche premiali anche per il personale non medico impiegato nel Servizio di Emergenza Territoriale 118.

L’evento internazionale comporterà inevitabilmente un incremento dell’attività di soccorso, della pressione operativa e delle responsabilità sugli equipaggi del SET 118, chiamati a garantire un dispositivo di emergenza straordinario, efficiente e continuo per la tutela di atleti, delegazioni e cittadini.

La UIL FP Taranto accoglie con favore la previsione di forme di remunerazione attraverso prestazioni aggiuntive per il personale sanitario, ma non può accettare che tale riconoscimento continui a escludere il personale tecnico del soccorso, che quotidianamente opera fianco a fianco con infermieri e medici, condividendone rischi, responsabilità, carichi di lavoro e condizioni operative.

Gli autisti soccorritori e gli operatori tecnici del 118 rappresentano una componente essenziale e insostituibile del sistema dell’emergenza-urgenza. Senza il loro contributo non sarebbe possibile garantire la tempestività degli interventi, la sicurezza dei trasporti sanitari, il supporto operativo alle équipe e la piena funzionalità del servizio.

È pertanto incomprensibile e profondamente ingiusto continuare a prevedere riconoscimenti economici limitati a una sola parte dell’equipaggio, ignorando chi, con identica esposizione ai rischi e con la medesima presenza sul territorio, contribuisce concretamente al successo dell’intero sistema di emergenza.

 

“Non è più tollerabile che all’interno dello stesso equipaggio vi siano lavoratori chiamati a sostenere identici sacrifici, la stessa esposizione ai rischi e la medesima responsabilità operativa, ma destinatari di trattamenti economici differenti”, dichiarano congiuntamente Giovanni Maldarizzi, segretario generale UIL FP Taranto, e Vincenzo Palmieri, responsabile organizzativo UIL FP Taranto. “Gli autisti soccorritori e gli operatori tecnici del 118 rappresentano una componente essenziale e insostituibile del sistema dell’emergenza-urgenza e senza il loro contributo non sarebbe possibile garantire tempestività degli interventi, sicurezza nei trasporti sanitari e piena funzionalità del servizio”.

Per la UIL FP Taranto è quindi indispensabile l’istituzione di un premio economico straordinario, o comunque di specifiche indennità aggiuntive, anche per tutto il personale non medico del Servizio di Emergenza Territoriale 118 impegnato durante i Giochi del Mediterraneo.

Allo stesso tempo la UIL FP Taranto chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Regione Puglia, ASL Taranto e Sanitaservice per individuare gli strumenti contrattuali ed economici idonei a garantire parità di trattamento e il pieno rispetto della dignità professionale di ogni componente dell’equipaggio.

“Chiediamo che venga istituito un premio economico straordinario, o comunque una specifica indennità aggiuntiva, anche per tutto il personale non medico del Servizio di Emergenza Territoriale 118 impegnato durante i Giochi del Mediterraneo”, proseguono Maldarizzi e Palmieri. “Allo stesso tempo riteniamo indispensabile l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Regione Puglia, ASL Taranto e Sanitaservice, per individuare strumenti contrattuali ed economici idonei a garantire parità di trattamento e pieno rispetto della dignità professionale di ogni componente dell’equipaggio”.

Il principio da affermare è semplice e non può essere aggirato: ogni componente del 118 contribuisce in egual misura alla gestione dell’emergenza e merita pari dignità professionale ed economica. Il tempo delle discriminazioni deve finire: chi salva vite insieme deve essere riconosciuto insieme.

Mitilicoltura e Mar Piccolo, le associazioni: “Bene il lavoro del Commissario. Ora accelerare sulle decisioni e completare il confronto con tutte le istituzioni”.

Le scriventi associazioni sindacali e datoriali della mitilicoltura esprimono soddisfazione per l’esito dell’incontro svoltosi con il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, prof. Vito Uricchio. L’incontro si inserisce nel percorso di interlocuzione istituzionale che le associazioni hanno deciso di promuovere con tutti gli enti coinvolti nelle principali questioni che riguardano il futuro del Mar Piccolo, della mitilicoltura e dell’intero comparto della pesca e dell’acquacoltura, con l’obiettivo di verificare lo stato di avanzamento delle iniziative in corso, favorire il coordinamento tra le istituzioni e mantenere alta l’attenzione sulle numerose problematiche ancora aperte. Particolarmente positivo è stato il confronto sul progetto sperimentale relativo alla decontaminazione dei mitili, recentemente concluso.

Le associazioni esprimono apprezzamento non solo per i risultati raggiunti, ma anche per il rispetto dei tempi programmati nella realizzazione dello studio, elemento che testimonia l’efficienza della struttura commissariale e la volontà di mettere rapidamente a disposizione delle istituzioni strumenti tecnico-scientifici utili ad assumere decisioni attese da anni. Le evidenze emerse dalla sperimentazione confermano infatti che il trasferimento temporaneo dei mitili dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande consente un abbattimento stabile di diossine e PCB in tempi compatibili con il ciclo produttivo, preservando al tempo stesso le caratteristiche qualitative e nutrizionali del prodotto.

Si tratta di un risultato di grande rilievo che offre finalmente solide basi scientifiche per superare una gestione emergenziale ormai protrattasi per oltre un decennio. Per le associazioni questo rappresenta un passaggio fondamentale che deve ora tradursi rapidamente in atti amministrativi concreti. È necessario accelerare il percorso di revisione dell’Ordinanza Regionale n. 1989/2011, affinché i risultati della ricerca trovino applicazione nelle modalità di gestione della produzione, restituendo certezze alle imprese e ai lavoratori del comparto. Allo stesso tempo, diventa sempre più urgente avviare l’iter per la realizzazione di un’area strutturalmente attrezzata nel Mar Grande destinata alla decontaminazione dei mitili. Un’infrastruttura che consentirebbe di trasformare una fase oggi gestita in maniera transitoria in un modello stabile, efficiente e pienamente funzionale alle esigenze della filiera. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche altri temi di particolare interesse.

Sul progetto Sea Hub il Commissario ha comunicato che si è ormai in attesa della pubblicazione degli avvisi, mentre il progetto Mitica risulta procedere secondo un cronoprogramma soddisfacente. Di particolare importanza è stata inoltre la posizione ribadita dalla struttura commissariale circa la necessità di preservare la naturale vocazione produttiva del Mar Piccolo. È stato evidenziato come alcune ipotesi di destinazione dell’area ad attività diverse dalla mitilicoltura risultino difficilmente conciliabili con le finalità ambientali e di riqualificazione che stanno alla base degli interventi di bonifica in corso. Una valutazione che le associazioni condividono pienamente, nella convinzione che ogni scelta futura debba essere coerente con la tutela dell’ecosistema e con la valorizzazione delle attività produttive storicamente radicate nel territorio.

L’incontro con il Commissario rappresenta soltanto la prima tappa di un percorso di confronto che le associazioni intendono sviluppare con tutte le istituzioni competenti. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il Presidente della Provincia, finalizzato ad acquisire un quadro aggiornato delle iniziative di competenza dell’Ente e a condividere alcune riflessioni sulle prospettive di sviluppo della pesca e dell’acquacoltura, settori che meritano di continuare ad occupare un ruolo centrale nelle strategie di crescita del territorio. Successivamente sarà richiesto un incontro con l’Amministrazione comunale, con la quale le associazioni intendono affrontare le questioni di competenza dell’Ente che incidono direttamente sul futuro del Mar Piccolo e delle imprese del settore.

L’obiettivo è quello di avviare un confronto organico sui principali strumenti di pianificazione e programmazione ancora in fase di definizione, nella consapevolezza che il rilancio della mitilicoltura richieda un’azione coordinata tra tutti i livelli istituzionali. Le associazioni ritengono infatti che sia giunto il momento di affrontare in maniera complessiva tutte le partite ancora aperte, dalle bonifiche ai grandi progetti di sviluppo, dalla pianificazione territoriale agli interventi infrastrutturali, evitando iniziative frammentarie e costruendo una visione condivisa per il futuro del Mar Piccolo.

Il percorso avviato non ha finalità polemiche, ma nasce dalla volontà di esercitare un ruolo di proposta, di monitoraggio e di collaborazione con le istituzioni. L’obiettivo è contribuire, ciascuno per le proprie responsabilità, a trasformare i numerosi studi, i progetti finanziati e le opportunità oggi disponibili in risultati concreti per il territorio, per le imprese e per i lavoratori. Le associazioni sindacali e datoriali continueranno pertanto a seguire con attenzione ogni fase di questo percorso, mantenendo alta l’attenzione sulle questioni ancora aperte e favorendo un confronto costante con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, nella convinzione che soltanto attraverso una collaborazione leale e una programmazione condivisa sarà possibile restituire al Mar Piccolo il ruolo strategico che merita nello sviluppo economico, ambientale e sociale di Taranto.

 

f.to

COLDIRETTI TARANTO/SETTORE PESCA – EMILIO PALUMBO

UNCI AGROALIMENTARE – CARLA MACRIPO’

CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA – GIANLUCA BASILE

LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA – COSIMO BISIGNANO

CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – COSIMO D’ANDRIA

FAI CISL – ALESSANDRO GESUE’

FLAI CGIL – LUCIA LAPENNA

UILA PESCA – VINCENZO GUARINO

Adoc Taranto: Domenico Votano confermato Presidente. Nel mirino l’Intelligenza Artificiale e le inefficienze dell’amministrazione locale

L’elezione è avvenuta ieri presso la sede della Uil.

 Il coordinatore territoriale Uil Gennaro Oliva: “Adoc presidio fondamentale per i diritti dei cittadini, dai pass disabili ai parcheggi”.

Votano: “Tassazione altissima e servizi scarsi, continueremo a difendere i tarantini”.

 

TARANTO, 7 luglio 2026 – Domenico Votano si conferma alla guida dell’Adoc di Taranto. La rielezione, arrivata all’unanimità, si è tenuta nella giornata di ieri, 6 luglio 2026, nel corso dell’incontro svoltosi presso la sede territoriale della Uil di Taranto. Un rinnovo che premia il lavoro svolto negli ultimi quattro anni, definiti dallo stesso Votano “vissuti intensamente”, che hanno reso l’associazione dei consumatori la realtà più attiva e capillare dell’intera provincia ionica.

All’incontro hanno preso parte i vertici sindacali e associativi, tra cui il coordinatore territoriale della Uil Taranto, Gennaro Oliva.

L’impegno della Uil e le battaglie per il territorio

A suggellare il profondo legame tra l’organizzazione sindacale e l’associazione dei consumatori è stato Gennaro Oliva, coordinatore territoriale Uil Taranto, che ha ribadito la centralità della missione dell’Adoc: “L’Adoc rappresenta un presidio fondamentale e insostituibile per il nostro territorio. La sua missione quotidiana è quella di stare al fianco delle persone in carne ed ossa, affrontando i problemi reali. Negli ultimi periodi, in piena sinergia, abbiamo portato avanti battaglie cruciali a tutela dei cittadini: dalla strenua difesa dei diritti delle persone con disabilità per il corretto rilascio dei pass, alle vertenze sulle criticità dei parcheggi urbani, fino alla lotta quotidiana contro i soprusi subiti dai consumatori. Il supporto della Uil all’Adoc è totale, perché difendere i consumatori significa difendere i lavoratori e i pensionati”.

L’intervento e la sfida dell’Intelligenza Artificiale

Il tema predominante dell’incontro è stato quello dell’Intelligenza Artificiale (IA), un argomento che tocca da vicino anche il mondo del consumo. Nella sua relazione, il rieletto Presidente Domenico Votano ha voluto tracciare un parallelo letterario e filosofico con la visione di Isaac Asimov: “Asimov ha rivoluzionato l’idea di IA introducendo le famose Tre Leggi della Robotica, a cui si è aggiunta la Legge Zero: un robot non può recare danno all’umanità. Questi principi sono oggi le fondamenta dell’etica legata all’Intelligenza Artificiale. L’IA è uno strumento ormai necessario per la ricerca medica, scientifica, per la difesa e anche per la tutela del consumatore, ma c’è un limite: l’uomo deve saperla utilizzare e governare. Un utilizzo piegato a scopi diversi da quelli utili alla comunità può rivelarsi altamente distruttivo”.

Il bilancio, la squadra e i giovani del Servizio Civile

Votano ha dedicato ampio spazio ai ringraziamenti per la squadra che ha reso grande l’Adoc Taranto: “Il primo grazie va ai ragazzi del Servizio Civile Universale: siamo orgogliosi, insieme alla Uil e alla Uila, di aver ospitato un così alto numero di giovani che nelle nostre sedi hanno maturato un’esperienza vitale per il loro futuro lavorativo. Per le sedi di Taranto ringrazio l’insostituibile lavoro di Fabio, Francesca e della mia preziosa collaboratrice Alessandra. Un riconoscimento speciale va all’avvocato Francesco Pedone, fondamentale per la risoluzione di decine di casi complessi che hanno coinvolto i consumatori tra telefonia, energia e sovraindebitamento bancario”.

Il duro attacco all’Amministrazione Comunale

Non è mancato un passaggio fortemente critico sulle dinamiche politico-amministrative locali: “Negli ultimi anni – ha tuonato Votano – abbiamo dovuto constatare un continuo attacco ai diritti dei cittadini di Taranto da parte dell’amministrazione cittadina. Viviamo un paradosso inaccettabile: a fronte della tassazione più alta d’Italia, abbiamo i servizi più scarsi del Paese. Una tassazione che stride drammaticamente con un territorio soffocato dalla mancanza di lavoro e da un altissimo numero di lavoratori in cassa integrazione. Come associazione ci siamo opposti a questo modo di operare dell’amministrazione: purtroppo, nonostante i cambi al vertice, nulla è migliorato, anzi la situazione è peggiorata”.

Le eccellenze e lo sguardo al futuro

L’Adoc Taranto guarda al futuro forte dei risultati ottenuti, tra cui la costante presenza nelle commissioni per il rilascio di certificazioni per commercio e artigianato, e l’ingresso nelle scuole per promuovere educazione alimentare, lotta allo spreco, economia circolare e integrazione.

“In questi quattro anni – ha concluso Votano – abbiamo fatto crescere il nostro ‘Premio Fiducia’, diventato oggi ‘Premio Fiducia Eccellenze di Puglia’, riconoscendo il merito a decine di realtà virtuose del territorio. Siamo un’associazione in continua espansione, con sedi su tutta la provincia, sempre pronta a difendere i diritti. Dove c’è Adoc c’è accoglienza, serietà e professionalità. Continueremo a crescere, perché il nostro modo di porci al servizio degli utenti è unico”.

 

Ex TCT, la UIL di Taranto: “La formazione sia il primo passo verso il lavoro vero. Ora servono assunzioni e un futuro stabile”

TARANTO, 6 luglio 2026 – La pubblicazione dell’Avviso pubblico JTF Portuali 2026, destinato alla riqualificazione professionale dei lavoratori ex Taranto Container Terminal oggi in forza alla Taranto Port Workers Agency, rappresenta un passaggio importante per il futuro del porto di Taranto e di oltre 320 lavoratori che da dodici anni attendono una concreta prospettiva di reinserimento occupazionale. Un risultato maturato al termine di un lungo percorso di confronto tra istituzioni e parti sociali, che ha portato alla definizione di undici nuovi profili professionali destinati ad accompagnare la trasformazione dello scalo ionico nei settori della logistica, della movimentazione merci, dell’eolico offshore, della cantieristica navale e dei servizi portuali.

La UIL di Taranto esprime soddisfazione per un traguardo che segna l’avvio operativo di un percorso atteso da anni, ma ribadisce che la formazione dovrà essere strettamente collegata ai nuovi investimenti industriali e logistici previsti nel porto. I corsi finanziati con 1,5 milioni di euro del Just Transition Fund dovranno infatti tradursi in concrete opportunità occupazionali e non limitarsi a rappresentare un semplice aggiornamento professionale.

«Accogliamo con favore la pubblicazione del bando – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore UIL Taranto – perché finalmente si apre una fase nuova dopo anni di attesa. Ma vogliamo essere molto chiari: questi percorsi formativi devono servire a creare lavoro vero. Non abbiamo bisogno di corsi fine a sé stessi o di iniziative che producano soltanto attestati. Abbiamo bisogno che le competenze acquisite trovino immediatamente sbocco nelle imprese che investiranno nel porto e nella logistica. Taranto ha bisogno di occupazione stabile, i lavoratori hanno bisogno di tornare a lavorare e non di restare sospesi. Ci auguriamo che questo rappresenti davvero l’inizio di un percorso nuovo e virtuoso capace di restituire dignità professionale e prospettive concrete alle centinaia di lavoratori ex TCT.»

Il bando prevede la formazione su undici figure professionali strategiche per accompagnare la transizione produttiva dello scalo ionico, dalla gestione dei terminal alle attività amministrative, fino alla conduzione di mezzi e gru portuali. Un investimento sulle competenze che nasce proprio dall’aggiornamento del repertorio regionale delle qualifiche professionali, realizzato nell’ambito del Protocollo sottoscritto tra Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e organizzazioni sindacali.

«Come UILTRASPORTI – afferma Carmelo Sasso, segretario generale UILTRASPORTI Taranto – esprimiamo soddisfazione per un risultato inseguito per anni e costruito grazie al lavoro unitario del sindacato, delle istituzioni e della cabina di pilotaggio. Oggi possiamo finalmente offrire ai lavoratori un’opportunità concreta di riqualificazione professionale, ma il nostro obiettivo resta quello dell’occupazione stabile. Voglio rivolgere un particolare ringraziamento ad Andrea Toma, segretario regionale della UIL Puglia, che ha rappresentato la nostra Organizzazione con grande competenza e determinazione all’interno del Comitato di pilotaggio costituito in task force, contribuendo in maniera decisiva al raggiungimento di questo importante risultato.»

Sulla stessa linea interviene Andrea Toma, segretario regionale UIL Puglia con delega all’Industria.

«L’avvio del bando formativo rappresenta un risultato importante, frutto del lavoro svolto dalla cabina di pilotaggio e del confronto costante tra istituzioni e parti sociali. Si tratta di un passaggio positivo che offre finalmente una prospettiva concreta ai lavoratori ex TCT. Ora, però, questa esperienza deve tradursi in ciò che rappresenta il vero obiettivo: il completo reintegro occupazionale dei lavoratori nella nuova compagine produttiva del porto di Taranto, valorizzando le competenze acquisite e garantendo stabilità e futuro a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. La formazione è uno strumento essenziale, ma dovrà essere accompagnata dalla realizzazione degli investimenti programmati e dall’insediamento delle nuove imprese affinché nessuna professionalità venga dispersa.»

Per la UIL resta inoltre prioritario affrontare il tema della continuità delle tutele per i lavoratori. L’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), che ha consentito in questi anni di sostenere economicamente gli ex portuali, è destinata a scadere il prossimo 31 dicembre. Per questo il sindacato ritiene indispensabile che il percorso di formazione proceda parallelamente all’avvio delle nuove attività produttive e alla proroga degli strumenti di sostegno, evitando qualsiasi vuoto di tutela fino al completo reinserimento occupazionale dei lavoratori.

La sfida, conclude la UIL, sarà vinta soltanto quando gli investimenti previsti sul porto si tradurranno in assunzioni e in un rilancio stabile dell’occupazione, consentendo agli ex lavoratori TCT di tornare finalmente protagonisti dello sviluppo dello scalo ionico.

Frecciarossa Taranto, Sasso (UIL Trasporti): “Le soluzioni c’erano e costavano anche meno, non bisogna cedere ai ricatti”

Il Segretario Generale della UIL Trasporti Taranto interviene dopo il ripristino del collegamento ad Alta Velocità: «Si poteva garantire il servizio attraverso una diversa organizzazione del trasporto regionale, senza subire imposizioni e senza ulteriori costi per i cittadini»

La ripartenza del Frecciarossa da Taranto rappresenta certamente una notizia positiva per il territorio e per i tanti cittadini che quotidianamente utilizzano il collegamento con la Capitale. Tuttavia, secondo la UIL Trasporti Taranto, il ritorno del servizio non può chiudere il dibattito sulle modalità con cui si è giunti a questa soluzione e sulle prospettive future della mobilità ferroviaria ionica.

A intervenire è il Segretario Generale della UIL Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, che offre una lettura tecnica della vicenda, evidenziando come il collegamento con Taranto sia stato negli anni conveniente anche per Trenitalia.

«Il Frecciarossa in tutti questi anni è venuto da Metaponto a Taranto per una questione di convenienza di Trenitalia – spiega Sasso –. Il treno si ricoverava a Taranto, dove veniva ripulito, sanificato e rifornito per poi ripartire il giorno successivo da Metaponto già pronto per il servizio. È evidente che riportare il convoglio ogni sera fino a Potenza e farlo tornare a Metaponto il mattino seguente rappresenta uno spreco operativo».

Secondo il Segretario della UIL Trasporti, la Regione avrebbe potuto seguire una strada diversa, senza accettare quella che definisce una posizione di forza da parte di Governo e Trenitalia.

«Se fossi stato assessore regionale – afferma Sasso – anziché sentirmi ricattato da Governo e Trenitalia, avrei organizzato un treno regionale fino a Metaponto per collegarsi alla Freccia. La Regione ha competenza sul trasporto ferroviario regionale e questa soluzione avrebbe consentito di garantire il servizio. Non ci si sottomette ai ricatti, le soluzioni esistono e costano pure meno».

Per la UIL Trasporti Taranto il confronto non può limitarsi all’emergenza del momento, ma deve trasformarsi in una programmazione strutturale capace di assicurare collegamenti ferroviari efficienti e stabili per il territorio ionico.

L’organizzazione sindacale ribadisce la necessità di una strategia complessiva sulla mobilità ferroviaria che metta al centro le esigenze dei pendolari, dei lavoratori e delle imprese, valorizzando il ruolo strategico di Taranto nella rete nazionale dei trasporti.

«Taranto – conclude la UIL Trasporti – merita infrastrutture moderne, servizi affidabili e una pianificazione che guardi al futuro, senza dover rincorrere continuamente soluzioni emergenziali. Continueremo a vigilare affinché il diritto alla mobilità venga garantito con scelte efficaci, sostenibili e rispettose delle esigenze del territorio».

XIX Congresso Nazionale UIL, la delegazione della UIL Taranto a Padova: “Dal territorio un contributo alle sfide del lavoro del futuro”

PADOVA – È presente anche la delegazione della UIL Taranto, guidata dal Coordinatore territoriale Gennaro Oliva e composta da tutti i Segretari generali delle categorie della UIL del territorio, al XIX Congresso Nazionale della UIL, in programma a Padova dal 2 al 4 luglio.

L’assise nazionale rappresenta il più importante momento di confronto dell’Organizzazione e riunisce oltre 3.000 delegate e delegati e più di 1.000 ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’università, della ricerca, delle parti sociali e del sindacato internazionale.

Al centro dei lavori le grandi trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, all’innovazione tecnologica, alla contrattazione collettiva, alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla tutela dei salari, alla produttività e al futuro del welfare.

L’apertura del Congresso è stata preceduta dalla lettura del messaggio inviato da Papa Leone XIV, che ha richiamato la centralità della persona, della solidarietà e dell’accoglienza, auspicando che l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento di sviluppo e progresso al servizio dell’uomo e del bene comune.

Nella relazione introduttiva, il Segretario generale della UIL, PierPaolo Bombardieri, ha ribadito la necessità di rafforzare la sicurezza sul lavoro, contrastare ogni forma di sfruttamento e lavoro irregolare, valorizzare la contrattazione collettiva e garantire salari dignitosi, rilanciando il ruolo del sindacato nel governare le trasformazioni economiche e sociali in atto.

La prima giornata congressuale ha visto anche la partecipazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’importanza del confronto tra Governo e parti sociali, riconoscendo il ruolo della UIL nel dialogo istituzionale e condividendo la necessità di affrontare le sfide poste dalla precarietà del lavoro e dalla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per la UIL Taranto, la partecipazione al Congresso rappresenta un’importante occasione di confronto e di condivisione delle strategie sindacali che guideranno l’Organizzazione nei prossimi anni.

«Essere presenti al Congresso nazionale significa portare la voce delle lavoratrici e dei lavoratori della provincia di Taranto nel luogo in cui si definiscono le strategie del sindacato per i prossimi anni. È un momento di partecipazione, confronto e responsabilità che rafforza il legame tra il territorio e la nostra Organizzazione», dichiara il Coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva.

«Le trasformazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale e le nuove forme di organizzazione del lavoro devono rappresentare un’opportunità di crescita e non un fattore di esclusione. La UIL continuerà a battersi affinché innovazione significhi più diritti, più sicurezza e migliori condizioni di lavoro».

«La presenza compatta della delegazione della UIL Taranto testimonia una comunità sindacale unita, pronta a raccogliere le sfide del futuro con competenza, partecipazione e spirito di servizio. Da Padova ripartiamo con idee, proposte e un rinnovato impegno nei confronti del nostro territorio».

Il XIX Congresso Nazionale della UIL proseguirà fino al 4 luglio con numerosi momenti di approfondimento dedicati al lavoro, all’innovazione, alle politiche sociali e al futuro del sindacato, confermando il ruolo della UIL quale protagonista del cambiamento e punto di riferimento per la tutela dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati.

ADOC Taranto: “Via Capotagliata ancora nel degrado dopo due mesi”, chiesta risposta immediata al Comune

TARANTO, 1 luglio 2026 – A distanza di quasi due mesi dalla prima segnalazione e dalla diffida formale, la situazione di via Capotagliata resta irrisolta e, secondo l’ADOC Taranto, appare oggi ulteriormente peggiorata anche a causa delle recenti piogge.

L’associazione dei consumatori torna a chiedere un intervento concreto e risolutivo all’Amministrazione comunale, chiamando in causa direttamente il sindaco Piero Bitetti e l’assessore ai Lavori Pubblici Lucio Lonoce.

Nonostante le precedenti denunce pubbliche e gli atti formali già trasmessi, ad oggi non si registrano riscontri ufficiali né interventi decisivi per il ripristino delle condizioni di sicurezza e viabilità in una strada che continua a rappresentare un serio rischio per cittadini, residenti e attività commerciali.

In via Capotagliata, infatti, insistono bar, negozi e altre attività commerciali proprio a ridosso dell’area dissestata, con pesanti ripercussioni sull’accessibilità della zona e sulla normale fruizione della strada. Si tratta inoltre di un’arteria di collegamento con via Cugini e, nelle condizioni attuali, per raggiungere quella direttrice i cittadini sono costretti ad allungare il percorso, con ulteriori disagi per la circolazione.

Particolarmente critica, secondo ADOC Taranto, è anche la condizione dei residenti, costretti spesso a parcheggiare comunque in una strada fortemente compromessa, nonostante la presenza evidente di buche e voragini e un contesto giudicato altamente pericoloso. Una situazione che, per l’associazione, restituisce un quadro di sicurezza pressoché assente, viabilità compromessa e forti penalizzazioni anche per le attività economiche presenti nelle immediate adiacenze.

“Sono passati ben due mesi e questa strada è ancora abbandonata a se stessa – dichiara Domenico Votano, presidente provinciale di ADOC Taranto –. Abbiamo avuto solo comunicazioni informali e un post in cui si faceva riferimento a un possibile intervento dell’Acquedotto. Ma in questi casi riteniamo che sia l’Amministrazione comunale a doversi attivare ufficialmente, anche diffidando l’Ente competente qualora necessario”.

“Da parte nostra – prosegue Votano – abbiamo già inviato una diffida, ma non abbiamo ricevuto alcun riscontro ufficiale. È assurdo che cittadini e residenti debbano continuare a convivere con questa situazione, peraltro aggravata dalle piogge, che hanno reso ancora più critiche le condizioni del manto stradale”.

L’ADOC ribadisce come la vicenda rappresenti non solo un problema di decoro urbano, ma una questione che incide direttamente sui diritti dei cittadini-consumatori, in termini di sicurezza, mobilità, accessibilità e piena fruizione dei servizi e delle attività del quartiere.

Per questo l’associazione sollecita una risposta chiara e immediata da parte del Comune e dell’assessorato ai Lavori Pubblici, riservandosi ulteriori azioni a tutela della collettività in caso di ulteriore inerzia.