Emergenza mitilicoltura: moria del seme nel Mar Piccolo, sindacati e imprese chiedono interventi immediati

Le associazioni sindacali e datoriali: “Non possiamo aspettare che il danno diventi irreversibile. Servono monitoraggio immediato, interventi straordinari e un tavolo permanente con Regione e Comune”

Dopo le emergenze degli ultimi anni, sulla mitilicoltura tarantina si abbatte una nuova, pesante minaccia: il caldo eccessivo sta iniziando a produrre effetti preoccupanti anche sul seme di cozza presente nel Primo Seno del Mar Piccolo, dove vengono segnalati fenomeni di mortalità del novellame. È un campanello d’allarme che non può essere sottovalutato. La preoccupazione delle associazioni sindacali e datoriali del comparto non riguarda soltanto il prodotto che oggi rischia di essere perduto, ma soprattutto ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Il seme rappresenta infatti la base della produzione futura: se la mortalità dovesse estendersi o compromettere una parte significativa del novellame, il rischio concreto è quello di arrivare alla prossima stagione produttiva con una disponibilità di prodotto fortemente ridotta o addirittura assente. È esattamente ciò che sta accadendo in altre aree della molluschicoltura italiana, dove le elevate temperature marine hanno già determinato morie importanti e compromesso il novellame destinato a garantire la produzione successiva. Il fenomeno evidenzia come, oltre una determinata soglia termica e in presenza di condizioni ambientali sfavorevoli, i mitili possano subire un forte stress, indebolirsi e andare incontro a mortalità. Taranto non può permettersi di aspettare che la situazione degeneri prima di intervenire. La nostra mitilicoltura arriva a questo nuovo appuntamento con una condizione di partenza già estremamente fragile. Il comparto ha dovuto affrontare negli ultimi anni le conseguenze delle problematiche ambientali del Mar Piccolo, le limitazioni sanitarie, gli obblighi di movimentazione del novellame, la carenza di spazi disponibili, le difficoltà legate alle concessioni e alla regolarizzazione degli impianti, oltre agli effetti delle precedenti ondate di calore. Nel 2024 il caldo aveva già prodotto una perdita pesantissima di prodotto e seme, dimostrando quanto la variabile climatica sia ormai diventata una questione strutturale per la mitilicoltura tarantina. Oggi rischiamo di trovarci nuovamente nella stessa condizione. Il seme non è una produzione qualsiasi, è il futuro della cozza tarantina. La moria del seme nel Primo Seno deve essere considerata con particolare attenzione perché non rappresenta soltanto una perdita economica immediata per le imprese. Significa mettere a rischio la produzione dell’anno successivo. Il ciclo della mitilicoltura richiede tempi lunghi e programmazione. Perdere oggi il novellame significa compromettere una parte della capacità produttiva futura, con effetti che potrebbero manifestarsi quando ormai sarà troppo tardi per intervenire. Ecco perché chiediamo che venga attivato immediatamente un monitoraggio straordinario del Mar Piccolo, attraverso il coinvolgimento di Regione Puglia, Comune di Taranto, ASL, ARPA, CNR e Capitaneria di Porto, al fine di verificare scientificamente l’entità della mortalità, le condizioni dell’acqua, la temperatura, l’ossigenazione e gli eventuali ulteriori fattori ambientali che possono concorrere al fenomeno. Non è il momento delle supposizioni ma servono dati, rilievi e risposte rapide. Dal progetto di decontaminazione una possibile opportunità. Difatti proprio in questi mesi Taranto ha ottenuto risultati importanti sul fronte della ricerca e della gestione dei mitili del Primo Seno. Il progetto sperimentale realizzato da ARPA Puglia, ASL Taranto, CNR-IRSA e Capitaneria di Porto ha evidenziato la capacità dei mitili trasferiti dal Primo Seno al Mar Grande di ridurre sensibilmente la presenza di diossine e PCB, aprendo la strada a una gestione maggiormente programmata della movimentazione. Questo risultato deve ora tradursi in una nuova stagione di programmazione.

Le associazioni chiedono pertanto che i risultati scientifici raggiunti vengano utilizzati anche per affrontare l’emergenza climatica, valutando con le autorità competenti se e come sia possibile intervenire tempestivamente sui lotti di seme maggiormente esposti, nel pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle autorizzazioni previste. Non chiediamo scorciatoie rispetto alla tutela della salute pubblica. Chiediamo, al contrario, che scienza, monitoraggio e istituzioni vengano messi nelle condizioni di lavorare insieme per salvaguardare contemporaneamente salute, ambiente e lavoro. Le associazioni sindacali e datoriali chiedono quindi alla Regione Puglia e al Comune di Taranto di convocare con urgenza un incontro specifico sulla nuova emergenza del seme, coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali e scientifici interessati. È necessario mettere intorno allo stesso tavolo Regione, Comune, Commissario per le bonifiche, ASL, ARPA, CNR, Capitaneria di Porto e rappresentanze sindacali e datoriali della mitilicoltura. Un confronto che non deve essere l’ennesimo incontro interlocutorio, ma deve produrre un cronoprogramma di interventi, con responsabilità, tempi e strumenti definiti. Taranto ha già dimostrato di poter trasformare la ricerca scientifica in uno strumento concreto per superare alcune delle criticità che hanno condizionato per anni la mitilicoltura. Ora bisogna fare un passo ulteriore. Difendere oggi il novellame significa difendere la produzione di domani, il reddito delle imprese, il lavoro degli addetti e una delle più importanti identità produttive e culturali di Taranto. Le associazioni sindacali e datoriali sono pronte a fare la propria parte, ma chiedono alle istituzioni di assumere rapidamente le proprie responsabilità. Non aspettiamo che il seme sia morto per accorgerci che abbiamo perso la produzione dell’anno prossimo.

f.to

COLDIRETTI TARANTO/SETTORE PESCA – EMILIO PALUMBO

UNCI AGROALIMENTARE – CARLA MACRIPO’

CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA – GIANLUCA BASILE

LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA – COSIMO BISIGNANO

CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – COSIMO D’ANDRIA

FAI CISL – ALESSANDRO GESUE’

FLAI CGIL – GUSEPPE ROMANO

UILA PESCA – VINCENZO GUARINO

Parcheggi e viabilità, ADOC Taranto: “L’ironia sui balconi è fuori luogo. Ai cittadini servono risposte, non prese in giro”

Votano: “Da mesi i tarantini affrontano disagi per strisce blu, BRT e cantieri. Chiediamo scuse per una comunicazione social che riteniamo di cattivo gusto”

TARANTO, 25 agosto 2026 – “Poteva essere risparmiata”. È questo il giudizio di Domenico Votano, presidente di ADOC Taranto, sulla comunicazione pubblicata questa mattina sui canali social ufficiali di Kyma Mobilità dedicata alla difficoltà di reperire parcheggi in città durante i giorni dei Giochi del Mediterraneo.

Un messaggio dal tono ironico nel quale, di fronte alla difficoltà di trovare un posto auto, viene suggerita anche la possibilità di “parcheggiare sui balconi delle case”. Un’ironia che, secondo ADOC Taranto, arriva però in un momento particolarmente delicato per i cittadini.

“Al di là della volontà di essere scherzosi – afferma Votano – riteniamo che questa comunicazione sia fuori luogo. In città c’è poco da ironizzare. I cittadini tarantini sono sottoposti da mesi a una situazione di forte disagio sul fronte della mobilità e dei parcheggi e, con l’avvio dei Giochi del Mediterraneo, la situazione si è ulteriormente aggravata”.

Secondo il presidente di ADOC Taranto, il problema non nasce con i Giochi, ma si inserisce in una situazione che i cittadini stanno vivendo da tempo.

“Abbiamo assistito alla gestione delle strisce blu e al contestuale mancato rinnovo del PASS gratuito per i residenti – prosegue Votano –. Sono scomparsi migliaia di posti auto a causa dei lavori legati alla realizzazione delle linee BRT, senza che fosse predisposto contestualmente un piano capace di garantire ai residenti soluzioni alternative adeguate”.

A questo si aggiungono, in questi giorni, le numerose modifiche alla viabilità legate allo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo.

“I cittadini sono costretti a un continuo tour de force per spostare le proprie automobili e cercare un parcheggio, spesso molto distante dalla propria abitazione. Strade chiuse, divieti di sosta, modifiche alla circolazione e posti auto indisponibili stanno rendendo ancora più complicata la quotidianità di migliaia di persone”.

Per Votano, proprio per questo motivo, sarebbe stato opportuno utilizzare la comunicazione istituzionale di Kyma Mobilità per fornire informazioni e risposte ai cittadini, anziché ricorrere all’ironia.

“Kyma Mobilità dovrebbe spiegare ai cittadini quali sono le soluzioni messe in campo per affrontare questa emergenza parcheggi e mobilità. E dovrebbe anche chiarire cosa sia accaduto sul fronte del trasporto pubblico nella giornata dell’apertura dei Giochi del Mediterraneo, quando sono state segnalate criticità e mancanze di linee in alcune fasi della giornata”.

“Invece – aggiunge – si sceglie di pubblicare sui social una comunicazione che, per quanto voglia essere ironica, rischia di apparire come una presa in giro nei confronti di cittadini già esasperati. Non crediamo che questo sia il modo migliore per rapportarsi con l’utenza di un servizio pubblico”.

L’ADOC Taranto, associazione che tutela i consumatori e gli utenti, chiede quindi a Kyma Mobilità maggiore attenzione nella comunicazione e soprattutto un confronto concreto sui problemi che stanno interessando la città.

“Non contestiamo il diritto di utilizzare un linguaggio leggero sui social – conclude Votano – ma esistono momenti nei quali è necessario comprendere il sentimento della comunità. In questo momento i cittadini hanno bisogno di informazioni, soluzioni e rispetto. Per questo riteniamo doverose le scuse per una pubblicazione che consideriamo di cattivo gusto e chiediamo a Kyma Mobilità di concentrare l’attenzione sui problemi reali della mobilità cittadina e sulle risposte che devono essere date agli utenti”.

BASTA SCARICARE LE COLPE SUI LAVORATORI: KYMA MOBILITÀ HA DATO TUTTO

CGIL, CISL, UIL e SINAI: “I lavoratori di Kyma Mobilità non possono diventare il capro espiatorio di criticità che non dipendono da loro”

TARANTO, 24 agosto 2026 – In riferimento all’articolo pubblicato sulla stampa in merito alle criticità registrate al termine della cerimonia dei Giochi del Mediterraneo e, in particolare, alle problematiche relative al trasporto delle persone con disabilità, le Organizzazioni Sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e SINAI ritengono doveroso intervenire con fermezza a tutela dei lavoratori di Kyma Mobilità.

È necessario fare chiarezza e ristabilire la realtà dei fatti.

IL SERVIZIO PER LE PERSONE CON DISABILITÀ

Il servizio di navetta specificamente destinato alle persone con disabilità al quale fa riferimento l’articolo non rientrava tra gli impegni e le competenze affidate a Kyma Mobilità.

Questo, tuttavia, non significa che i mezzi e i lavoratori di Kyma Mobilità non siano in grado di garantire il trasporto delle persone con disabilità.

Al contrario, qualora una persona con disabilità si presenti per usufruire del servizio, i lavoratori di Kyma Mobilità provvedono al trasporto, mettendo a disposizione mezzi idonei e dotati anche di pedana mobile per consentire l’accesso alle persone con difficoltà motorie e agli utenti in carrozzina.

Pertanto, riteniamo assolutamente ingeneroso e inaccettabile che una criticità riconducibile all’organizzazione complessiva dell’evento possa essere rappresentata in maniera tale da coinvolgere, anche indirettamente, i lavoratori della nostra azienda.

EVENTUALI RITARDI NON SONO IMPUTABILI AI LAVORATORI

È altrettanto importante chiarire un altro aspetto.

Qualora si siano verificati ritardi nella circolazione delle navette, questi non sono certamente riconducibili né ai lavoratori né all’organizzazione del servizio di Kyma Mobilità.

Durante le fasi di afflusso e deflusso, infatti, numerose arterie stradali sono state temporaneamente chiuse al traffico per consentire il passaggio delle varie autorità, determinando inevitabili ripercussioni sulla viabilità.

In un contesto di questo tipo, i tempi di percorrenza possono inevitabilmente subire variazioni.

Non appena le condizioni della circolazione lo hanno consentito, le navette sono immediatamente ripartite, con il personale pronto a garantire il servizio e a fare tutto quanto nelle proprie possibilità.

È dunque fuorviante attribuire eventuali disagi ai lavoratori o all’organizzazione di Kyma Mobilità, quando gli stessi hanno operato in un contesto caratterizzato da importanti limitazioni alla viabilità e da condizioni del tutto straordinarie.

I LAVORATORI HANNO DATO TUTTO. E ANCHE DI PIÙ.

Quello che non può essere dimenticato è il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne di Kyma Mobilità.

I lavoratori hanno garantito massimo impegno, professionalità, disponibilità e spirito di sacrificio, mettendosi a disposizione dell’azienda e della città ben oltre il semplice adempimento delle proprie mansioni.

Dietro il servizio garantito durante i Giochi del Mediterraneo c’è stato un enorme lavoro di preparazione, organizzazione, coordinamento e gestione operativa.

Un lavoro che ha coinvolto tutti: dagli autisti agli operatori, dagli addetti ai servizi ai responsabili, ai funzionari e a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla gestione delle attività.

E proprio per questo riteniamo doveroso sottolineare che *l’organizzazione di Kyma Mobilità non è rimasta chiusa negli uffici*.

Durante la prima serata, infatti, la Presidente e i funzionari dell’azienda erano presenti sul campo, insieme ai lavoratori, impegnati nel coordinamento e nella gestione delle attività, condividendo direttamente le difficoltà operative e contribuendo alla soluzione delle problematiche che si presentavano.

Questa è la realtà che le Organizzazioni Sindacali intendono difendere.

Non è accettabile che lavoratori che hanno lavorato, sacrificato tempo ed energie e che hanno contribuito con professionalità alla gestione di un evento di tale portata vengano additati, accusati o messi alla berlina per problematiche che non dipendono dal loro operato.

 NESSUNO TOCCHI LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI

Se nell’organizzazione complessiva dell’evento si sono verificate delle criticità, queste dovranno essere analizzate nelle sedi opportune e attribuite ai soggetti competenti.

Non possono essere scaricate sui lavoratori.

I lavoratori di Kyma Mobilità hanno fatto la loro parte.

Anzi, hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità e, in molti casi, anche di più.

Per questo motivo FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e SINAI respingono con fermezza qualsiasi ricostruzione che possa ledere la professionalità, l’immagine e la dignità dei lavoratori di Kyma Mobilità.

A tutti loro va il nostro ringraziamento e il pieno riconoscimento per il lavoro svolto, per la disponibilità dimostrata e per i sacrifici affrontati.

Perché dietro ogni autobus che parte, dietro ogni servizio garantito e dietro ogni emergenza affrontata, ci sono lavoratrici e lavoratori che fanno il proprio dovere ogni giorno.

E questi lavoratori meritano rispetto.

 

I Segretari Aziendali

 

FILT CGIL – Vincenzo Lo Papa

FIT CISL – Vincenzo Galletta

UILTRASPORTI – Giuseppe Fumarola

SINAI – Giuseppe Cavallo

Taranto pronta ad accogliere i XX Giochi del Mediterraneo. Ora l’auspicio è che la qualità dei servizi lasci un segno oltre i Giochi

Taranto, 20 agosto 2026- Taranto è pronta a vivere un evento internazionale di straordinaria importanza. L’avvio dei XX Giochi del Mediterraneo rappresenta per la città una grande occasione sportiva, ma anche un momento di confronto e di crescita sotto il profilo economico, sociale, turistico e culturale.

Non mancheranno, inevitabilmente, le difficoltà legate alla mobilità, alla viabilità e alla sosta, che residenti e visitatori saranno chiamati a tollerare durante lo svolgimento della manifestazione. L’auspicio di tutti, però, deve essere quello che l’organizzazione sappia rispondere pienamente alle esigenze legate alla riuscita dell’evento e che questi Giochi possano lasciare un segno indelebile e positivo nella storia della città.

Perché, in fondo, ciò che verrà dopo i Giochi sarà ancora più importante di ciò che accadrà durante il loro svolgimento.

Come associazioni dei consumatori abbiamo scelto di accompagnare questo importante appuntamento attraverso un percorso concreto di partecipazione e condivisione. Pochi giorni fa, infatti, Adiconsum, Adoc e Federconsumatori del territorio hanno sottoscritto con il Comune di Taranto un protocollo d’intesa sui servizi pubblici locali, un accordo che rappresenta un’esperienza unica nella storia della città e che pone al centro la qualità dei servizi e la qualità della vita di chi Taranto la vive ogni giorno.

Il protocollo nasce dalla volontà condivisa di avviare un percorso finalizzato, successivamente, alla definizione e alla sottoscrizione delle Carte dei servizi, quali strumenti concreti di tutela, partecipazione e garanzia della qualità dei servizi pubblici erogati ai cittadini.

Per questo motivo guardiamo con attenzione e fiducia a tutto l’impegno che l’Amministrazione comunale, insieme alle proprie aziende partecipate e agli enti preposti, sta mettendo in campo in questi giorni.

Ci auguriamo che quanto si sta realizzando in occasione dei Giochi possa rappresentare l’inizio di un processo virtuoso e strutturale, destinato a diventare una caratteristica permanente della nostra bella città mediterranea.

Taranto dovrà essere all’altezza di esprimere e valorizzare al meglio le proprie straordinarie peculiarità paesaggistiche, culturali e turistiche, ma soprattutto dovrà saper trasformare le proprie potenzialità in nuove opportunità economiche e occupazionali. A partire dal suo mare, una risorsa straordinaria capace di generare valore, attrattività e sviluppo.

È proprio questo il significato che intendiamo attribuire al protocollo d’intesa sottoscritto dalle nostre associazioni: un percorso condiviso, fondato sulla partecipazione e orientato al bene comune.

L’obiettivo deve essere quello di rendere Taranto sempre più attrattiva non soltanto per chi sceglierà la città per motivi turistici o sportivi, ma soprattutto per chi la abita e la vive quotidianamente.

E, in particolare, per i tanti giovani ai quali abbiamo il dovere di consegnare una città migliore: pulita, accogliente, attrattiva, dotata di servizi efficienti, nuove infrastrutture e nuove opportunità.

Le nuove strutture sportive realizzate per i XX Giochi del Mediterraneo rappresentano, in questo senso, un patrimonio che non può esaurire la propria funzione con la conclusione della manifestazione. Dovranno essere mantenute, valorizzate e gestite in maniera efficace, efficiente e continuativa, affinché possano diventare una risorsa permanente per lo sport, per i giovani e per l’intera comunità.

Taranto ha oggi l’opportunità di mostrarsi al Mediterraneo nella sua veste migliore.
L’auspicio è che i Giochi siano non soltanto una grande manifestazione sportiva, ma l’inizio di una nuova stagione per la città.

 

   Adiconsum – Adoc – Federconsumatori

              I presidenti territoriali

           Solazzo  –   Votano –   Zicari

L’appello di CGIL, CISL e UIL al  Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del consiglio Giorgia Meloni

“Non dimenticate i lavoratori. Il dramma riguarda tutti. Chiediamo il blocco dei licenziamenti”

Taranto, 19 agosto 2026- “A pochi giorni dall’avvio della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, forieri anche di svolte che noi stessi auspichiamo, vorremmo che ci fosse un impegno fermo e deciso di tutte le rappresentanze istituzionali che arriveranno in città a non dimenticare l’ulteriore dramma che rischia di abbattersi su un territorio costretto a vivere, dopo l’emergenza epidemiologica, anche quella di natura occupazionale”.

L’appello delle organizzazioni sindacali territoriali CGIL, CISL e UIL, arriva giunge all’indomani del saluto ai Giochi da parte delle stesse, auspicando che questo appuntamento esalti i valori della pace, della fratellanza e della solidarietà tra popoli.

Va bene l’ondata di entusiasmo per i XX Giochi del Mediterraneo ma a Taranto c’è anche un’emergenza sociale che riguarda 8mila lavoratori dipendenti di Acciaiere d’Italia in AS, i 1500 dipendenti di ILVA in AS e oltre 2500 lavoratrici e lavoratori dell’indotto e degli appalti, quest’ultimi ancora più vulnerabili ed esposti agli effetti della crisi industriale” – proseguono i segretari generali Giovanni D’Arcangelo (CGIL Taranto), Antonio Baldassarre (CISL Taranto Brindisi)  e il coordinatore Gennaro Oliva (UIL Taranto).

Siamo certamente preoccupati per il futuro produttivo dell’ex ILVA – aggiungono – ma innanzitutto lo siamo del futuro di queste lavoratrici e di questi lavoratori e delle prospettive economiche di interi territori, che rischiano di impoverirsi, mentre l’opinione pubblica è distratta dalle performance sportive, dalle navi illuminati e dai teli ombreggianti ed anche di un altro pezzo di opinione pubblica è convinta che non sarà toccata da questo dramma sociale, accarezzando una miope illusione. La preoccupazione dei sindacati confederali è, come ovvio, collegata al fatto che alcune associazioni datoriali hanno già dichiarato di essere pronte a spedire le procedure di licenziamento collettivo, all’indomani del decreto con cui la Corte d’Appello di Milano ha disposto la chiusura dell’area a caldo dell’ex ILVA di Taranto, entro fine ottobre”.

Per questo CGIL, CISL e UIL territoriali invocano un intervento di emergenza, simile a quello che riguardò il Paese durante il periodo dell’emergenza pandemica.

Chiediamo alle istituzioni, ai parlamentari ed a tutti coloro che hanno protagonismo in questa vicenda di avviare una discussione immediata in Parlamento, per varare una misura efficace come quella dell’art. 46 del DL 18/2020 (Decreto Cura Italia) dedicata solo alle lavoratrici e ai lavoratori all’area ex ILVA certificata dai Commissari Straordinari di Acciaierie d’Italia SpA in AS, per il blocco dei licenziamenti per l’area dell’indotto e degli appalti dell’area dello stabilimento –sottolineano – e contestualmente di varare uno strumento come ammortizzatore sociale speciale, con l’obiettivo di mettere in sicurezza il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori nell’attesa che si avvii un percorso di riqualificazione professionale a loro dedicato. Dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci aspettiamo il necessario sostegno; dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ci aspettiamo fatti, azioni concrete di sostegno, per mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori.

E lo facciamo anche per quelli che pensano che un’emergenza del genere non tocchi la loro condizione – concludono D’Arcangelo, Baldassarre e Oliva – mentre noi siamo convinti del contrario. I XX Giochi del Mediterraneo rappresentino un nuovo inizio ma che non siano una parentesi temporale prima della condanna ad una fine drammatica”.

 

 

 

CGIL – CISL – UIL: “TARANTO RISCOPRA IL SANO ORGOGLIO DI CITTÀ MEDITERRANEA IN GRADO DI GUARDARE AL MONDO!”

  Taranto sarà il cuore pulsante dei XX Giochi del Mediterraneo, dal prossimo 21 agosto, alla cui inaugurazione saranno presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, altri capi di Stato e di Governo ed autorità istituzionali del Paese e della Regione Puglia.

CGIL, CISL e UIL territoriali, nel rivolgere un caloroso benvenuto agli illustri ospiti, a tutte le delegazioni partecipanti, al pubblico delle competizioni, ai volontari, alle maestranze, auspicano che l’evento testimoni ed esalti i valori della pace, della fratellanza, dell’inclusione, della lealtà, della solidarietà, del rispetto delle diversità che riconosce il valore unico di ogni persona; sentimenti di cui la comunità nazionale ed internazionale sente il forte bisogno, in questo momento storico oltremodo delicato.

La dimensione internazionale dell’evento è nella partecipazione dei circa 4 mila tra atlete e atleti di 26 Comitati olimpici dell’area mediterranea, 498 gli italiani, ovvero 259 uomini e 239 donne, 25 i pugliesi, impegnati a gareggiare in 33 discipline, presso impianti sportivi dislocati in più di 20 comuni, tra le province di Taranto, di Brindisi e di Lecce.

Rilevanti, dunque, sono le premesse di un grande evento che collocherà la Città dei due mari al centro di quella ribalta internazionale che le compete, per bellezza, storia millenaria, cultura, tradizioni, tracce indelebili di civiltà passate e per la capacità di generare valore in settori-chiave come industria, agricoltura, agroindustria, turismo, portualità, aerospazio, blue economy, crocierismo, commercio, artigianato, tessile, moda, ricerca, cultura, arte.

Tutto ciò è una ricchezza esclusiva di Taranto, già capitale della Magna Grecia, città che non è povera, che è snodo geografico e portuale strategico nel Mediterraneo per traffici navali di merci e di energia tra l’Europa, i mercati africani e quelli asiatici ed anche epicentro geografico di rotte rapide per i Balcani e l’Oriente.

Condizioni essenziali, queste, nel processo qui in atto, di superamento della monocultura siderurgica.

Attualmente, infatti, questo territorio è alle prese con transizioni epocali verso la sostenibilità, la de-carbonizzazione di processi produttivi importanti, l’innovazione tecnologica e l’efficienza di settori che hanno caratterizzato le politiche industriali del Paese, senza che ciò si accompagnasse alla contestuale valorizzazione delle ricordate peculiarità produttive che lo contraddistinguono.

Ed è esattamente in questo, oggi, il cambio di passo, la nuova visione insita nella  vertenzialità unitaria di CGIL, CISL e UIL territoriali, che hanno chiesto di condividere a tutte le componenti istituzionali, alle rappresentanze parlamentari, regionali e professionali del territorio.

Gli obiettivi sono la diversificazione dello sviluppo, nuovi investimenti pubblici e privati in una logica di sistema, salvaguardia degli attuali livelli occupazionali diretti, indiretti e del sistema indotto, in tal caso varando ammortizzatori sociali speciali; ed una occupazione aggiuntiva che restituisca la speranza ai giovani di poter rimanere qui, per realizzare le loro aspirazioni personali e professionali.

I XX Giochi del Mediterraneo lasceranno in eredità un patrimonio infrastrutturale importante, che potrà attirare altri grandi eventi e sulla cui destinazione sarà opportuno l’avvio di un confronto con gli interlocutori istituzionali, al fine di privilegiarne anche le finalità sociali oltreché sportive ed economiche.

CGIL, CISL e UIL territoriali confidano, dunque, che questi Giochi costituiranno occasione di ripartenza, così che la città di Taranto e dell’intero territorio ionico riscoprano l’amore per la propria identità ed il sano orgoglio di poter progettare oggi il proprio futuro, guardando al Mediterraneo, all’Europa e al resto del mondo.

                                                                                                

                                                                                                           CGIL CISL UIL

Assegno di inclusione negato dall’Inps, il Tribunale di Taranto dà ragione alla ricorrente: “Primo caso in Italia”

Il coordinatore Oliva: “Questa ordinanza può diventare un precedente nazionale”. L’avvocato Altamura: “Riconosciuta la validità dell’invalidità accertata giudizialmente ai fini dell’Assegno di inclusione”

TARANTO, 11 agosto 2026 – Il Tribunale di Taranto, Sezione lavoro, con ordinanza dell’11 agosto 2026, ha disposto il ripristino immediato dell’Assegno di inclusione in favore di una cittadina alla quale l’Inps aveva negato la prestazione per presunta decadenza dal beneficio.

La decisione, emessa dal giudice del lavoro dott. Lorenzo De Napoli, rappresenta un passaggio di particolare rilevanza perché, secondo quanto evidenziato dai legali che hanno seguito il procedimento, si tratta del primo caso in Italia in cui viene riconosciuto il diritto all’Assegno di inclusione sulla base di un’invalidità civile accertata successivamente in sede giudiziaria, anche se maturata nell’ambito di un procedimento avviato per una diversa prestazione.

L’Inps aveva negato la prosecuzione dell’Assegno di inclusione sostenendo che il requisito della disabilità media non potesse essere riconosciuto sulla base dell’invalidità civile successivamente accertata dal Tribunale.

Il giudice del lavoro non ha accolto questa interpretazione, rilevando come il decreto di omologa dell’accertamento tecnico preventivo avesse riconosciuto alla ricorrente un’invalidità civile non inferiore al 67%, requisito previsto dalla normativa per la condizione di disabilità media ai fini dell’accesso alla misura.

Il Tribunale ha quindi ordinato all’Inps il ripristino urgente dell’Assegno di inclusione e il pagamento dei ratei non corrisposti dal febbraio 2026, condannando inoltre l’Istituto alla rifusione delle spese di causa.

A seguire la vicenda legale sono stati gli avvocati Silvia Torsella e Giuseppe Altamura.

“Questa ordinanza – dichiara l’avvocato Giuseppe Altamura – affronta una questione di grande rilievo perché riconosce che l’invalidità accertata in sede giudiziaria produce effetti anche ai fini dell’Assegno di inclusione, indipendentemente dal fatto che il procedimento sanitario sia nato per ottenere un’altra prestazione. Si tratta, per quanto ci risulta, del primo provvedimento in Italia su questo specifico principio. Il giudice ha riconosciuto il diritto della ricorrente al ripristino della misura e al pagamento degli arretrati. Inoltre, alla luce delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia, il provvedimento d’urgenza ex articolo 700 c.p.c. mantiene la propria efficacia anche senza la successiva instaurazione del giudizio di merito”.

Sulla vicenda interviene il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva.

“Quella arrivata dal Tribunale di Taranto è una decisione di straordinaria importanza. Siamo davanti, per quanto ci risulta, al primo caso in Italia in cui viene riconosciuto il diritto all’Assegno di inclusione attraverso un accertamento dell’invalidità civile ottenuto in sede giudiziaria. Una pronuncia che può rappresentare un punto di riferimento per tantissimi cittadini che si trovano in condizioni di fragilità e che rischiano di vedere negati diritti fondamentali a causa di interpretazioni restrittive”.

“Questa vicenda dimostra ancora una volta – aggiunge Oliva – quanto sia importante garantire un sistema di protezione sociale realmente vicino alle persone. La burocrazia non può diventare un ostacolo per chi ha bisogno di sostegno. Come UIL Taranto continueremo a essere al fianco dei cittadini attraverso i nostri servizi e la nostra attività di tutela, affinché i diritti riconosciuti dalla legge trovino piena applicazione”.

La decisione del Tribunale di Taranto assume quindi un rilievo che va oltre il singolo caso, ponendo un principio interpretativo destinato a essere seguito con attenzione anche a livello nazionale.

Arsenale di Taranto al buio e al caldo: la UIL FP denuncia il disastro strutturale

Taranto, 4 agosto 2026 – “Non è più tollerabile che un presidio strategico come l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto venga lasciato al buio e al caldo per gravi carenze strutturali che mettono in difficoltà lavoratori e servizi.”

Lo dichiara Giovanni Maldarizzi, segretario generale territoriale della UIL FP Taranto, intervenendo sulla grave emergenza energetica che ha interessato l’Arsenale, dove circa metà della struttura è rimasta senza energia elettrica.

Il disservizio ha creato forti criticità nei capannoni e nelle postazioni di guardia, dove i dipendenti si sono ritrovati senza aria condizionata proprio nei giorni di temperature più elevate, con conseguenti disagi per la salute e per la regolare operatività delle attività.

La segnalazione è stata raccolta tempestivamente dai dirigenti sindacali UIL FP (Funzione Pubblica/Difesa), che hanno immediatamente allertato i vertici dell’organizzazione. Sul posto è intervenuto lo stesso Maldarizzi, insieme ai vice coordinatori nazionali Difesa UIL PA Michele Puca e Vincenzo Boccadamo, per ascoltare direttamente le maestranze e verificare la situazione.

“È inaccettabile che nel 2026 un’infrastruttura strategica per il Paese si trovi senza un trasformatore efficiente e debba subire blocchi di questa portata”, prosegue Maldarizzi. “Non si può chiedere efficienza e sacrificio ai lavoratori se poi non si garantiscono le condizioni minime di sicurezza, vivibilità e continuità operativa.”

Alla luce dell’accaduto, la UIL FP ha già formalizzato una richiesta urgente di incontro con i vertici dell’Arsenale di Taranto, per chiarire le cause del guasto, conoscere i tempi del ripristino definitivo della rete e sollecitare interventi strutturali immediati, affinché episodi simili non si ripetano.

UIL FP Taranto: “Deleghe sindacali fatte firmare al momento dell’assunzione? Se confermato, sarebbe un fatto gravissimo. Pronti ad andare in Procura”

TARANTO, 01 agosto 2026 –   La UIL FP Taranto denuncia con forza quanto appreso da più lavoratori neoassunti nelle ultime settimane: secondo le segnalazioni raccolte, in occasione della sottoscrizione del contratto di lavoro, ad alcuni dipendenti sarebbe stata sottoposta contestualmente anche la firma di deleghe sindacali, in un contesto che, se accertato, solleverebbe interrogativi pesantissimi sulla piena libertà di scelta dei lavoratori.

“Parliamo di fatti che, se confermati, sarebbero di una gravità inaudita”, dichiara il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi. “L’adesione a un sindacato deve essere una scelta libera, personale, consapevole e mai anche solo lontanamente agevolata o sollecitata nel momento delicatissimo dell’assunzione, quando un lavoratore si trova in una condizione di evidente fragilità e di naturale soggezione psicologica.”

“La libertà sindacale non è un dettaglio aggirabile né una pratica da piegare a logiche di convenienza”, prosegue Maldarizzi. “È un principio cardine dell’ordinamento e della dignità del lavoro. Se qualcuno pensa di poter trasformare il momento della firma del contratto in un’occasione per rastrellare adesioni, sappia che siamo davanti a un comportamento che merita di essere denunciato senza esitazioni.”

La UIL FP Taranto precisa di aver raccolto più di una segnalazione convergente e sta procedendo a verificare ogni elemento con il massimo rigore e con la necessaria tutela della riservatezza delle persone coinvolte. “I lavoratori devono essere lasciati liberi di scegliere da chi farsi rappresentare, senza pressioni, senza condizionamenti, senza scorciatoie”, aggiunge Maldarizzi. “Il sindacato vive di credibilità, consenso e fiducia vera, non di firme raccolte in corsia o nei reparti nel momento in cui si entra a lavorare.”

Per queste ragioni, la UIL FP Taranto annuncia che, non appena vi saranno ulteriori disponibilità formali da parte dei lavoratori interessati, si recherà presso la Procura della Repubblica per depositare gli elementi raccolti e chiedere tutti gli accertamenti del caso. “Non faremo finta di nulla. Andremo fino in fondo”, afferma Maldarizzi. “Chi ha sbagliato dovrà risponderne nelle sedi competenti. Su questi temi non possono esistere ambiguità, silenzi o zone grigie.”

“La sanità e il pubblico impiego hanno bisogno di trasparenza, correttezza e rispetto assoluto delle regole”, conclude Maldarizzi. “Ogni eventuale forzatura sulle deleghe sindacali sarebbe uno schiaffo ai lavoratori, alla loro libertà e alla stessa idea di rappresentanza. La UIL FPL Taranto vigilerà fino all’ultimo, perché la dignità di chi lavora non si tocca.”

Ex Ilva, la UIL Taranto al fianco dei metalmeccanici: “Servono scelte immediate per tutelare lavoro, ambiente e futuro della città”

Taranto, 1 agosto 2026 – La UIL Taranto scende in campo al fianco dei lavoratori dell’ex Ilva e delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici nella giornata di mobilitazione che ha visto protagonisti gli operai dello stabilimento siderurgico. La Confederazione territoriale ha partecipato alla protesta insieme alle categorie della UIL, ribadendo la necessità di garantire un futuro industriale e occupazionale per il sito di Taranto e per l’intero territorio.

La giornata di sciopero, proclamata dalle organizzazioni dei metalmeccanici, arriva in una fase particolarmente delicata per la vertenza ex Ilva, con il futuro dello stabilimento al centro degli incontri convocati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con la necessità di individuare soluzioni concrete dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano sull’area a caldo.

Per la UIL Taranto la mobilitazione rappresenta un momento importante per ribadire la vicinanza ai lavoratori e richiamare istituzioni e Governo alla responsabilità.

Siamo al fianco dei lavoratori metalmeccanici perché questa vertenza riguarda non soltanto chi ogni giorno entra nello stabilimento, ma l’intera città di Taranto – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto –. Sono in gioco migliaia di posti di lavoro, il futuro delle famiglie, delle imprese dell’indotto e la prospettiva economica di un territorio che da troppo tempo attende risposte definitive”.

Secondo Oliva, è necessario superare la fase dell’incertezza e costruire un percorso capace di coniugare sviluppo industriale e tutela delle persone.

Taranto ha bisogno di una strategia chiara, di investimenti e di garanzie. La continuità occupazionale deve essere una priorità, così come la salvaguardia dei lavoratori diretti, dell’appalto e dell’intero sistema produttivo collegato all’acciaieria – aggiunge il coordinatore UIL –. La transizione industriale deve essere reale e deve mettere al centro il lavoro, la sicurezza, l’ambiente e la salute dei cittadini”.

Alla mobilitazione erano presenti le categorie della UIL, a testimonianza dell’impegno della Confederazione nel seguire una delle vertenze più complesse per il territorio ionico. La posizione del sindacato resta quella di chiedere un intervento che garantisca prospettive certe e che eviti di lasciare lavoratori e comunità senza risposte.

Nei prossimi giorni saranno decisivi gli incontri istituzionali al Mimit, ai quali prenderanno parte rappresentanti sindacali, enti locali, istituzioni nazionali e soggetti interessati ai futuri investimenti sul territorio.

Il tempo delle attese è terminato – conclude Oliva –. Servono decisioni responsabili che restituiscano fiducia ai lavoratori e alla città. Difendere il lavoro significa difendere Taranto e costruire un futuro nel quale occupazione, ambiente e salute possano convivere”.

La UIL Taranto conferma così la propria presenza accanto ai lavoratori e alle categorie metalmeccaniche, ribadendo la necessità di un confronto serio e di un progetto industriale capace di accompagnare il territorio verso una nuova fase.