Porto di Taranto, ripresa dei traffici a Yilport: la UILTRASPORTI chiede strumenti stabili per lavoro e occupazione
Il porto di Taranto torna a registrare segnali di movimento dopo mesi particolarmente difficili per il terminal container Yilport. La crisi internazionale legata allo Stretto di Hormuz e la conseguente riprogrammazione delle rotte commerciali da parte delle grandi compagnie marittime stanno infatti producendo un aumento delle operazioni nello scalo ionico, con l’arrivo di diverse navi di MSC e Maersk utilizzate per attività temporanee di stoccaggio e movimentazione container.
Secondo quanto riportato dal Quotidiano di Taranto, negli ultimi giorni il terminal ha accolto nuove unità feeder impegnate nello scarico di container vuoti e nel recupero di parte dei carichi precedentemente depositati. Un’attività che ha prodotto un incremento significativo dei numeri relativi alla movimentazione container: a marzo sono stati registrati 7.736 teu movimentati contro i 294 dello stesso periodo del 2025, mentre anche gennaio e febbraio hanno mostrato una crescita importante rispetto all’anno precedente.
Una situazione che, pur rappresentando un segnale incoraggiante per il porto e per l’intero comparto logistico del territorio, viene osservata con attenzione dalla UILTRASPORTI, che invita però a non confondere questa fase con una reale ripartenza strutturale dei traffici.
A sottolinearlo è Carmelo Sasso, segretario UILTRASPORTI Taranto, intervenuto in un’intervista rilasciata al Quotidiano di Taranto.
“Quanto sta accadendo rende necessario istituire anche a Taranto l’agenzia per il lavoro temporaneo in porto così come hanno deciso a Ravenna. Sono ormai tre anni che non abbiamo più questo soggetto. Se avessimo avuto un prestatore di manodopera temporanea con 20 unità, avrebbe potuto integrare il personale diretto di Yilport e affrontare meglio il maggiore lavoro determinato dall’arrivo di queste navi”, ha dichiarato Sasso.
Per la UILTRASPORTI, infatti, l’attuale fase dimostra ancora una volta la necessità di dotare il porto di Taranto di strumenti moderni e adeguati per la gestione dei picchi operativi, garantendo al tempo stesso occupazione e tutela dei lavoratori.
Sasso ha inoltre evidenziato un altro elemento considerato strategico per il futuro del sistema portuale ionico: lo stanziamento da parte della Regione Puglia di 1,5 milioni di euro destinati alla formazione dei lavoratori coinvolti nelle crisi occupazionali della provincia di Taranto.
Una misura che consentirà finalmente di avviare i percorsi di riqualificazione per i 320 ex TCT, da anni in attesa di nuove opportunità occupazionali.
“Registriamo una notizia positiva: adesso i corsi per gli ex TCT possono partire. La profilatura dei lavoratori è già stata effettuata e c’è una bozza di avviso pubblico pronta. Ora l’Autorità deve indicare le azioni formative necessarie per avviare rapidamente i bandi”, ha aggiunto il segretario UILTRASPORTI.
Sul tema è intervenuto anche Andrea Toma della UIL Puglia, che ha chiesto la riconvocazione del comitato di pilotaggio previsto dall’accordo tra Regione e Autorità portuale.
“L’avvio tempestivo dei corsi di riqualificazione è una condizione imprescindibile per garantire il reinserimento occupazionale degli ex TCT, anche in vista della scadenza di fine anno dell’Agenzia che eroga l’indennità di mancato avviamento”, ha sottolineato Toma.
La UIL Taranto e la UILTRASPORTI continueranno a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione portuale, ribadendo la necessità di trasformare questa fase emergenziale e temporanea in una concreta occasione di rilancio stabile dello scalo ionico, dell’occupazione e dell’intero sistema logistico del territorio.


