CGIL – CISL – UIL: “TARANTO RISCOPRA IL SANO ORGOGLIO DI CITTÀ MEDITERRANEA IN GRADO DI GUARDARE AL MONDO!”

  Taranto sarà il cuore pulsante dei XX Giochi del Mediterraneo, dal prossimo 21 agosto, alla cui inaugurazione saranno presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, altri capi di Stato e di Governo ed autorità istituzionali del Paese e della Regione Puglia.

CGIL, CISL e UIL territoriali, nel rivolgere un caloroso benvenuto agli illustri ospiti, a tutte le delegazioni partecipanti, al pubblico delle competizioni, ai volontari, alle maestranze, auspicano che l’evento testimoni ed esalti i valori della pace, della fratellanza, dell’inclusione, della lealtà, della solidarietà, del rispetto delle diversità che riconosce il valore unico di ogni persona; sentimenti di cui la comunità nazionale ed internazionale sente il forte bisogno, in questo momento storico oltremodo delicato.

La dimensione internazionale dell’evento è nella partecipazione dei circa 4 mila tra atlete e atleti di 26 Comitati olimpici dell’area mediterranea, 498 gli italiani, ovvero 259 uomini e 239 donne, 25 i pugliesi, impegnati a gareggiare in 33 discipline, presso impianti sportivi dislocati in più di 20 comuni, tra le province di Taranto, di Brindisi e di Lecce.

Rilevanti, dunque, sono le premesse di un grande evento che collocherà la Città dei due mari al centro di quella ribalta internazionale che le compete, per bellezza, storia millenaria, cultura, tradizioni, tracce indelebili di civiltà passate e per la capacità di generare valore in settori-chiave come industria, agricoltura, agroindustria, turismo, portualità, aerospazio, blue economy, crocierismo, commercio, artigianato, tessile, moda, ricerca, cultura, arte.

Tutto ciò è una ricchezza esclusiva di Taranto, già capitale della Magna Grecia, città che non è povera, che è snodo geografico e portuale strategico nel Mediterraneo per traffici navali di merci e di energia tra l’Europa, i mercati africani e quelli asiatici ed anche epicentro geografico di rotte rapide per i Balcani e l’Oriente.

Condizioni essenziali, queste, nel processo qui in atto, di superamento della monocultura siderurgica.

Attualmente, infatti, questo territorio è alle prese con transizioni epocali verso la sostenibilità, la de-carbonizzazione di processi produttivi importanti, l’innovazione tecnologica e l’efficienza di settori che hanno caratterizzato le politiche industriali del Paese, senza che ciò si accompagnasse alla contestuale valorizzazione delle ricordate peculiarità produttive che lo contraddistinguono.

Ed è esattamente in questo, oggi, il cambio di passo, la nuova visione insita nella  vertenzialità unitaria di CGIL, CISL e UIL territoriali, che hanno chiesto di condividere a tutte le componenti istituzionali, alle rappresentanze parlamentari, regionali e professionali del territorio.

Gli obiettivi sono la diversificazione dello sviluppo, nuovi investimenti pubblici e privati in una logica di sistema, salvaguardia degli attuali livelli occupazionali diretti, indiretti e del sistema indotto, in tal caso varando ammortizzatori sociali speciali; ed una occupazione aggiuntiva che restituisca la speranza ai giovani di poter rimanere qui, per realizzare le loro aspirazioni personali e professionali.

I XX Giochi del Mediterraneo lasceranno in eredità un patrimonio infrastrutturale importante, che potrà attirare altri grandi eventi e sulla cui destinazione sarà opportuno l’avvio di un confronto con gli interlocutori istituzionali, al fine di privilegiarne anche le finalità sociali oltreché sportive ed economiche.

CGIL, CISL e UIL territoriali confidano, dunque, che questi Giochi costituiranno occasione di ripartenza, così che la città di Taranto e dell’intero territorio ionico riscoprano l’amore per la propria identità ed il sano orgoglio di poter progettare oggi il proprio futuro, guardando al Mediterraneo, all’Europa e al resto del mondo.

                                                                                                

                                                                                                           CGIL CISL UIL

Assegno di inclusione negato dall’Inps, il Tribunale di Taranto dà ragione alla ricorrente: “Primo caso in Italia”

Il coordinatore Oliva: “Questa ordinanza può diventare un precedente nazionale”. L’avvocato Altamura: “Riconosciuta la validità dell’invalidità accertata giudizialmente ai fini dell’Assegno di inclusione”

TARANTO, 11 agosto 2026 – Il Tribunale di Taranto, Sezione lavoro, con ordinanza dell’11 agosto 2026, ha disposto il ripristino immediato dell’Assegno di inclusione in favore di una cittadina alla quale l’Inps aveva negato la prestazione per presunta decadenza dal beneficio.

La decisione, emessa dal giudice del lavoro dott. Lorenzo De Napoli, rappresenta un passaggio di particolare rilevanza perché, secondo quanto evidenziato dai legali che hanno seguito il procedimento, si tratta del primo caso in Italia in cui viene riconosciuto il diritto all’Assegno di inclusione sulla base di un’invalidità civile accertata successivamente in sede giudiziaria, anche se maturata nell’ambito di un procedimento avviato per una diversa prestazione.

L’Inps aveva negato la prosecuzione dell’Assegno di inclusione sostenendo che il requisito della disabilità media non potesse essere riconosciuto sulla base dell’invalidità civile successivamente accertata dal Tribunale.

Il giudice del lavoro non ha accolto questa interpretazione, rilevando come il decreto di omologa dell’accertamento tecnico preventivo avesse riconosciuto alla ricorrente un’invalidità civile non inferiore al 67%, requisito previsto dalla normativa per la condizione di disabilità media ai fini dell’accesso alla misura.

Il Tribunale ha quindi ordinato all’Inps il ripristino urgente dell’Assegno di inclusione e il pagamento dei ratei non corrisposti dal febbraio 2026, condannando inoltre l’Istituto alla rifusione delle spese di causa.

A seguire la vicenda legale sono stati gli avvocati Silvia Torsella e Giuseppe Altamura.

“Questa ordinanza – dichiara l’avvocato Giuseppe Altamura – affronta una questione di grande rilievo perché riconosce che l’invalidità accertata in sede giudiziaria produce effetti anche ai fini dell’Assegno di inclusione, indipendentemente dal fatto che il procedimento sanitario sia nato per ottenere un’altra prestazione. Si tratta, per quanto ci risulta, del primo provvedimento in Italia su questo specifico principio. Il giudice ha riconosciuto il diritto della ricorrente al ripristino della misura e al pagamento degli arretrati. Inoltre, alla luce delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia, il provvedimento d’urgenza ex articolo 700 c.p.c. mantiene la propria efficacia anche senza la successiva instaurazione del giudizio di merito”.

Sulla vicenda interviene il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva.

“Quella arrivata dal Tribunale di Taranto è una decisione di straordinaria importanza. Siamo davanti, per quanto ci risulta, al primo caso in Italia in cui viene riconosciuto il diritto all’Assegno di inclusione attraverso un accertamento dell’invalidità civile ottenuto in sede giudiziaria. Una pronuncia che può rappresentare un punto di riferimento per tantissimi cittadini che si trovano in condizioni di fragilità e che rischiano di vedere negati diritti fondamentali a causa di interpretazioni restrittive”.

“Questa vicenda dimostra ancora una volta – aggiunge Oliva – quanto sia importante garantire un sistema di protezione sociale realmente vicino alle persone. La burocrazia non può diventare un ostacolo per chi ha bisogno di sostegno. Come UIL Taranto continueremo a essere al fianco dei cittadini attraverso i nostri servizi e la nostra attività di tutela, affinché i diritti riconosciuti dalla legge trovino piena applicazione”.

La decisione del Tribunale di Taranto assume quindi un rilievo che va oltre il singolo caso, ponendo un principio interpretativo destinato a essere seguito con attenzione anche a livello nazionale.

Arsenale di Taranto al buio e al caldo: la UIL FP denuncia il disastro strutturale

Taranto, 4 agosto 2026 – “Non è più tollerabile che un presidio strategico come l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto venga lasciato al buio e al caldo per gravi carenze strutturali che mettono in difficoltà lavoratori e servizi.”

Lo dichiara Giovanni Maldarizzi, segretario generale territoriale della UIL FP Taranto, intervenendo sulla grave emergenza energetica che ha interessato l’Arsenale, dove circa metà della struttura è rimasta senza energia elettrica.

Il disservizio ha creato forti criticità nei capannoni e nelle postazioni di guardia, dove i dipendenti si sono ritrovati senza aria condizionata proprio nei giorni di temperature più elevate, con conseguenti disagi per la salute e per la regolare operatività delle attività.

La segnalazione è stata raccolta tempestivamente dai dirigenti sindacali UIL FP (Funzione Pubblica/Difesa), che hanno immediatamente allertato i vertici dell’organizzazione. Sul posto è intervenuto lo stesso Maldarizzi, insieme ai vice coordinatori nazionali Difesa UIL PA Michele Puca e Vincenzo Boccadamo, per ascoltare direttamente le maestranze e verificare la situazione.

“È inaccettabile che nel 2026 un’infrastruttura strategica per il Paese si trovi senza un trasformatore efficiente e debba subire blocchi di questa portata”, prosegue Maldarizzi. “Non si può chiedere efficienza e sacrificio ai lavoratori se poi non si garantiscono le condizioni minime di sicurezza, vivibilità e continuità operativa.”

Alla luce dell’accaduto, la UIL FP ha già formalizzato una richiesta urgente di incontro con i vertici dell’Arsenale di Taranto, per chiarire le cause del guasto, conoscere i tempi del ripristino definitivo della rete e sollecitare interventi strutturali immediati, affinché episodi simili non si ripetano.

UIL FP Taranto: “Deleghe sindacali fatte firmare al momento dell’assunzione? Se confermato, sarebbe un fatto gravissimo. Pronti ad andare in Procura”

TARANTO, 01 agosto 2026 –   La UIL FP Taranto denuncia con forza quanto appreso da più lavoratori neoassunti nelle ultime settimane: secondo le segnalazioni raccolte, in occasione della sottoscrizione del contratto di lavoro, ad alcuni dipendenti sarebbe stata sottoposta contestualmente anche la firma di deleghe sindacali, in un contesto che, se accertato, solleverebbe interrogativi pesantissimi sulla piena libertà di scelta dei lavoratori.

“Parliamo di fatti che, se confermati, sarebbero di una gravità inaudita”, dichiara il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi. “L’adesione a un sindacato deve essere una scelta libera, personale, consapevole e mai anche solo lontanamente agevolata o sollecitata nel momento delicatissimo dell’assunzione, quando un lavoratore si trova in una condizione di evidente fragilità e di naturale soggezione psicologica.”

“La libertà sindacale non è un dettaglio aggirabile né una pratica da piegare a logiche di convenienza”, prosegue Maldarizzi. “È un principio cardine dell’ordinamento e della dignità del lavoro. Se qualcuno pensa di poter trasformare il momento della firma del contratto in un’occasione per rastrellare adesioni, sappia che siamo davanti a un comportamento che merita di essere denunciato senza esitazioni.”

La UIL FP Taranto precisa di aver raccolto più di una segnalazione convergente e sta procedendo a verificare ogni elemento con il massimo rigore e con la necessaria tutela della riservatezza delle persone coinvolte. “I lavoratori devono essere lasciati liberi di scegliere da chi farsi rappresentare, senza pressioni, senza condizionamenti, senza scorciatoie”, aggiunge Maldarizzi. “Il sindacato vive di credibilità, consenso e fiducia vera, non di firme raccolte in corsia o nei reparti nel momento in cui si entra a lavorare.”

Per queste ragioni, la UIL FP Taranto annuncia che, non appena vi saranno ulteriori disponibilità formali da parte dei lavoratori interessati, si recherà presso la Procura della Repubblica per depositare gli elementi raccolti e chiedere tutti gli accertamenti del caso. “Non faremo finta di nulla. Andremo fino in fondo”, afferma Maldarizzi. “Chi ha sbagliato dovrà risponderne nelle sedi competenti. Su questi temi non possono esistere ambiguità, silenzi o zone grigie.”

“La sanità e il pubblico impiego hanno bisogno di trasparenza, correttezza e rispetto assoluto delle regole”, conclude Maldarizzi. “Ogni eventuale forzatura sulle deleghe sindacali sarebbe uno schiaffo ai lavoratori, alla loro libertà e alla stessa idea di rappresentanza. La UIL FPL Taranto vigilerà fino all’ultimo, perché la dignità di chi lavora non si tocca.”

Ex Ilva, la UIL Taranto al fianco dei metalmeccanici: “Servono scelte immediate per tutelare lavoro, ambiente e futuro della città”

Taranto, 1 agosto 2026 – La UIL Taranto scende in campo al fianco dei lavoratori dell’ex Ilva e delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici nella giornata di mobilitazione che ha visto protagonisti gli operai dello stabilimento siderurgico. La Confederazione territoriale ha partecipato alla protesta insieme alle categorie della UIL, ribadendo la necessità di garantire un futuro industriale e occupazionale per il sito di Taranto e per l’intero territorio.

La giornata di sciopero, proclamata dalle organizzazioni dei metalmeccanici, arriva in una fase particolarmente delicata per la vertenza ex Ilva, con il futuro dello stabilimento al centro degli incontri convocati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con la necessità di individuare soluzioni concrete dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano sull’area a caldo.

Per la UIL Taranto la mobilitazione rappresenta un momento importante per ribadire la vicinanza ai lavoratori e richiamare istituzioni e Governo alla responsabilità.

“Siamo al fianco dei lavoratori metalmeccanici perché questa vertenza riguarda non soltanto chi ogni giorno entra nello stabilimento, ma l’intera città di Taranto – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto –. Sono in gioco migliaia di posti di lavoro, il futuro delle famiglie, delle imprese dell’indotto e la prospettiva economica di un territorio che da troppo tempo attende risposte definitive”.

Secondo Oliva, è necessario superare la fase dell’incertezza e costruire un percorso capace di coniugare sviluppo industriale e tutela delle persone.

“Taranto ha bisogno di una strategia chiara, di investimenti e di garanzie. La continuità occupazionale deve essere una priorità, così come la salvaguardia dei lavoratori diretti, dell’appalto e dell’intero sistema produttivo collegato all’acciaieria – aggiunge il coordinatore UIL –. La transizione industriale deve essere reale e deve mettere al centro il lavoro, la sicurezza, l’ambiente e la salute dei cittadini”.

Alla mobilitazione erano presenti le categorie della UIL, a testimonianza dell’impegno della Confederazione nel seguire una delle vertenze più complesse per il territorio ionico. La posizione del sindacato resta quella di chiedere un intervento che garantisca prospettive certe e che eviti di lasciare lavoratori e comunità senza risposte.

Nei prossimi giorni saranno decisivi gli incontri istituzionali al Mimit, ai quali prenderanno parte rappresentanti sindacali, enti locali, istituzioni nazionali e soggetti interessati ai futuri investimenti sul territorio.

“Il tempo delle attese è terminato – conclude Oliva –. Servono decisioni responsabili che restituiscano fiducia ai lavoratori e alla città. Difendere il lavoro significa difendere Taranto e costruire un futuro nel quale occupazione, ambiente e salute possano convivere”.

La UIL Taranto conferma così la propria presenza accanto ai lavoratori e alle categorie metalmeccaniche, ribadendo la necessità di un confronto serio e di un progetto industriale capace di accompagnare il territorio verso una nuova fase.

Manfuso: “Non è una battaglia di campanile, ma una questione di metodo. I numeri del territorio impongono un confronto trasparente”

TARANTO, 01 agosto 2026 – Poste Italiane ha deciso di accorpare le strutture dirigenziali delle Filiali di Taranto e Brindisi individuando Brindisi come sede della nuova organizzazione. Una scelta che, secondo la UILFPC Puglia, rischia di determinare un progressivo depotenziamento del ruolo direzionale di Taranto e sulla quale il sindacato chiede un confronto immediato e dati chiari.

“Non siamo di fronte a una contrapposizione tra territori – dichiara Giuseppe Manfuso, Segretario Regionale Aggiunto UILFPC Puglia – ma alla necessità di comprendere quali siano stati i criteri adottati. Quando si modifica la presenza organizzativa di un grande gruppo come Poste Italiane, le motivazioni devono essere fondate su elementi oggettivi e verificabili”.

I numeri del territorio evidenziano una realtà significativa. La città di Taranto conta circa 185 mila abitanti contro gli 81 mila di Brindisi. A livello provinciale, il territorio ionico raggiunge circa 548 mila residenti distribuiti su 29 comuni, mentre quello brindisino conta circa 374 mila abitanti su 20 comuni.

Anche la rete degli uffici postali riflette questa differenza: circa 58 sedi operative nel Tarantino rispetto alle 50 del Brindisino. Una distribuzione che comporta una gestione più ampia e articolata del servizio, con un bacino territoriale maggiore da presidiare.

“Se la motivazione della riorganizzazione riguarda efficienza e produttività – prosegue Manfuso – chiediamo che Poste Italiane renda disponibili i dati alla base della decisione: volumi commerciali, attività finanziarie, raccolta, operazioni effettuate, consulenze, ricavi e portafogli clienti. Senza questi elementi diventa difficile comprendere la logica industriale della scelta”.

La UILFPC Puglia solleva inoltre un interrogativo sul reale impatto economico dell’operazione. Poste Italiane manterrà comunque presidi operativi sia a Taranto sia a Brindisi, mentre a Taranto resterà attiva anche la struttura del recapito, che necessita di coordinamento e gestione.

“Se entrambe le sedi continueranno a essere operative – aggiunge Manfuso – quale sarà il risparmio effettivo? Verranno ridotti costi immobiliari, utenze o personale? Oppure si assisterà soltanto allo spostamento di funzioni con possibili nuovi costi organizzativi? Sono domande alle quali è necessario dare risposte concrete”.

Per il sindacato, la scelta arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per Taranto, territorio alle prese con una complessa transizione industriale e con le incertezze legate alla vertenza ex Ilva.

“Taranto non chiede trattamenti privilegiati – conclude Manfuso – ma criteri trasparenti e decisioni coerenti con la realtà dei territori. Chiediamo a Poste Italiane di aprire un confronto e spiegare le ragioni di questa scelta. Il depotenziamento della presenza direzionale appare evidente, mentre il vantaggio economico e organizzativo dell’operazione non è stato ancora dimostrato”.

Ex Ilva, la UIL Taranto al fianco dei lavoratori: “Serve la messa in sicurezza dell’occupazione e del futuro del territorio”

Lunedì 3 agosto la UIL Taranto aderirà allo sciopero dei lavoratori di Acciaierie d’Italia in AS, Ilva in AS e Appalto. Insieme alla Confederazione saranno presenti anche tutte le categorie della UIL per sostenere una mobilitazione che punta a chiedere risposte concrete sul futuro industriale e occupazionale della città.

La vertenza ex Ilva torna al centro della mobilitazione sindacale. Lunedì 3 agosto i lavoratori di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, Ilva in AS e dell’Appalto saranno protagonisti di una giornata di sciopero proclamata da FIM, FIOM, UILM e USB, alla quale aderisce anche la UIL Taranto con la partecipazione della Confederazione e delle proprie categorie.

Una mobilitazione che nasce dalla necessità di chiedere un cambio di passo nella gestione di una crisi che da anni coinvolge migliaia di lavoratori e l’intero territorio ionico. Per la UIL Taranto è arrivato il momento di assumere decisioni definitive, capaci di garantire insieme il diritto al lavoro, la tutela della salute e la salvaguardia ambientale.

“Il tempo delle soluzioni emergenziali deve finire – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto –. I lavoratori non possono essere ancora una volta quelli chiamati a pagare il prezzo delle scelte mancate e dei ritardi accumulati negli anni. Serve una vera messa in sicurezza dei lavoratori di Acciaierie d’Italia in AS, Ilva in AS e dell’Appalto, garantendo continuità occupazionale, tutele e prospettive concrete”.

Secondo la UIL Taranto, la crisi dell’ex Ilva non può essere affrontata scaricando sulle maestranze le conseguenze di anni di incertezze industriali e politiche. È necessario un intervento strutturale che accompagni una reale transizione ecologica e sociale del sito siderurgico, con il coinvolgimento delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori.

“Serve una nuova fase per Taranto – prosegue Oliva – una vertenza territoriale che guardi al futuro di migliaia di persone e dell’intera comunità ionica. Il futuro dell’ex Ilva deve essere costruito attraverso scelte responsabili, mettendo al centro chi in questi anni ha continuato a garantire il funzionamento dello stabilimento e dell’indotto”.

Tra le richieste avanzate dal sindacato ci sono misure straordinarie per i lavoratori di ADI in AS, Ilva in AS e Appalto, la continuità occupazionale attraverso un percorso pubblico capace di garantire una vera transizione industriale e l’introduzione di una clausola sociale per tutelare i lavoratori dell’indotto.

La giornata di sciopero prevede per il primo turno due ore di assemblea dalle 7 alle 9 nell’area antistante il Consiglio di Fabbrica, al termine della quale seguiranno sei ore di sciopero fino alla conclusione del turno. Per il secondo e terzo turno è previsto lo sciopero per l’intera giornata lavorativa.

“La UIL Taranto sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori – conclude Oliva – perché non può esserci futuro per il territorio senza lavoro, diritti e sicurezza. Questa vertenza riguarda tutta la città e richiede risposte immediate”.

La UIL Taranto conferma quindi la propria presenza nella mobilitazione di lunedì 3 agosto, ribadendo che il futuro dell’ex Ilva e del sistema industriale ionico deve passare dalla tutela delle persone e dalla costruzione di un modello sostenibile per il territorio.

FEAMPA 2021-2027, FAI CISL Taranto Brindisi, FLAI CGIL Taranto e UILA Pesca: “Un’opportunità strategica per rilanciare il settore ittico e creare sviluppo e buona occupazione”

Taranto, 31 luglio 2026 – Le Segreterie territoriali della FAI CISL Taranto Brindisi, della FLAI CGIL Taranto e della UILA Pesca di Taranto esprimono apprezzamento per il Bando FEAMPA 2021-2027 dedicato al settore della pesca e dell’acquacoltura presentato lo scorso 29 luglio presso il comune di Taranto, ritenendolo uno strumento fondamentale per sostenere la crescita di un comparto che rappresenta un pilastro dell’economia, dell’identità e della cultura del territorio ionico.

Il settore ittico vive oggi una fase di profonde trasformazioni, chiamato ad affrontare l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, gli effetti dei cambiamenti climatici, una concorrenza internazionale sempre più competitiva e la necessità di accelerare i processi di innovazione e sostenibilità. In questo contesto il FEAMPA rappresenta un’importante leva di sviluppo, capace di accompagnare le imprese verso una maggiore competitività e di rafforzare l’intera filiera della pesca, della mitilicoltura, dell’acquacoltura e della trasformazione dei prodotti ittici.

Il Segretario Generale della FAI CISL Taranto Brindisi Alessandro Gesuè, il Segretario Generale della FLAI CGIL Taranto Giuseppe Romano e il Segretario Generale della UILA Pesca Vincenzo Guarino dichiarano congiuntamente:  “Accogliamo con convinzione questo bando perché rappresenta un investimento concreto sul futuro del nostro territorio. Parlare di pesca e acquacoltura significa parlare di imprese, di lavoratori, di famiglie e di una tradizione che continua a rappresentare una delle principali risorse economiche della nostra provincia. Le risorse del FEAMPA possono consentire alle aziende di innovare, migliorare gli impianti, ridurre i consumi energetici, aumentare la qualità delle produzioni e affrontare con maggiore forza le sfide dei mercati nazionali e internazionali.

Allo stesso tempo riteniamo che ogni investimento debba produrre anche un miglioramento della qualità del lavoro. Innovazione significa più sicurezza, più formazione, maggiore qualificazione professionale, occupazione stabile e valorizzazione delle competenze. La crescita delle imprese e la tutela del lavoro devono procedere insieme, perché non esistono aziende competitive senza lavoratori qualificati e valorizzati.

Particolarmente importante è l’attenzione rivolta ai giovani e al ricambio generazionale. Occorre creare le condizioni affinché nuove generazioni possano scegliere di investire nella pesca e nell’acquacoltura, portando innovazione, competenze e nuove opportunità di sviluppo allo stesso modo, continuano i Segretari,la sostenibilità ambientale deve diventare un fattore di crescita e non un vincolo: tutelare il mare significa garantire il futuro delle imprese e delle migliaia di lavoratori che da esso traggono il proprio sostentamento.

Come organizzazioni sindacali riteniamo fondamentale che questo percorso sia accompagnato da procedure amministrative più semplici, tempi rapidi nell’erogazione delle risorse e una costante collaborazione tra istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e mondo della ricerca. Solo facendo sistema sarà possibile trasformare queste risorse in sviluppo duraturo, buona occupazione e maggiore competitività.

Taranto possiede tutte le potenzialità per consolidare il proprio ruolo di riferimento nazionale nella pesca, nella mitilicoltura e nell’acquacoltura. È una sfida che riguarda tutti e che richiede una visione comune. Investire oggi nel settore ittico significa investire nel futuro del territorio, nella tutela dell’ambiente, nella dignità del lavoro e nella crescita dell’intera economia locale.”

Le tre Organizzazioni sindacali confermano il proprio impegno a sostenere ogni iniziativa capace di coniugare sviluppo economico, innovazione, sostenibilità ambientale e lavoro di qualità, nella convinzione che il comparto ittico rappresenti una delle più importanti opportunità di crescita per il territorio di Taranto e dell’intera area ionica.

 

                                                                                                

 

 

UIL FP Taranto: sanità ionica in forte criticità, necessario un intervento urgente dell’ASL

TARANTO, 30 luglio 2026 –  La sanità della provincia di Taranto non può più essere gestita in condizioni di emergenza permanente. La persistente carenza di personale, le difficoltà organizzative e l’imminente scadenza di numerosi contratti stanno mettendo a rischio la continuità assistenziale e la qualità dei servizi erogati. È quanto denuncia la UIL FP Taranto, che sollecita un intervento immediato da parte della Direzione Strategica dell’ASL Taranto.

Da settimane l’organizzazione sindacale raccoglie segnalazioni provenienti da diversi presidi ospedalieri del territorio, delineando un quadro di criticità strutturale. Reparti costretti a continue rimodulazioni, turni di lavoro sempre più gravosi e organici ridotti evidenziano una situazione che rischia di compromettere sia la sicurezza degli operatori sia il diritto dei cittadini a un’assistenza sanitaria adeguata.

Particolarmente complessa la situazione dell’Ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria, dove alla cronica carenza di personale si affiancano rilevanti disfunzioni logistiche. Sono state segnalate difficoltà operative legate alla mancanza di strumenti essenziali per l’attività quotidiana, tra cui stampanti funzionanti, toner e materiali di consumo. Ulteriori criticità riguardano la gestione delle sale mortuarie, attualmente prive di dotazioni adeguate a garantire standard di servizio dignitosi.

A rendere ancora più preoccupante il quadro è la prossima scadenza di numerosi contratti a tempo determinato, il cui mancato rinnovo determinerebbe un ulteriore indebolimento degli organici, aggravando una situazione già oggi particolarmente critica.

“La tenuta del sistema sanitario non può continuare a basarsi esclusivamente sul senso di responsabilità degli operatori – dichiara il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi –. È necessario che l’ASL Taranto assuma decisioni tempestive, procedendo alla proroga dei contratti in scadenza, all’avvio di un piano straordinario di assunzioni e al rafforzamento degli organici. Ulteriori ritardi rischiano di compromettere in modo significativo l’efficienza del sistema sanitario provinciale”.

“Non è accettabile che il personale sanitario – rimarca il responsabile organizzativo della UIL FP Taranto, Vincenzo Palmieri – operi in condizioni di carenza di strumenti essenziali o con dotazioni insufficienti, anche in ambiti particolarmente delicati come le sale mortuarie. Si tratta di criticità che evidenziano la necessità di un intervento strutturale e non più rinviabile”.

La UIL FP Taranto chiede infine l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Direzione Strategica dell’ASL Taranto, al fine di affrontare con urgenza le problematiche segnalate e individuare soluzioni concrete prima che la situazione diventi irreversibile.

Servizi pubblici e diritti dei cittadini, ADOC Taranto: “Serve un confronto reale con l’Amministrazione”

Taranto, 25 luglio 2026- Dopo vari solleciti con richieste formali e informali ci vediamo costretti ad autoconvocarci per rivendicare il diritto delle Associazioni dei consumatori, sancito da norme e leggi, nazionali e regionali, in merito alla stesura delle “carte dei servizi pubblici locali”. Documenti, questi ultimi, che hanno lo scopo di condividere obiettivi, azioni, risultati, per una migliore qualità dei servizi stessi nell’interesse primario della collettività.

A tal riguardo abbiamo anche definito un protocollo, tra il Comune di Taranto e le nostre Associazioni, poi deliberato dalla Giunta Comunale il 26 marzo 2026 e che necessita ora della sottoscrizione tra le Parti per renderlo esecutivo.

L’inutile decorso del tempo ci ha impedito di svolgere pienamente il nostro ruolo in merito a tutte le questioni e le criticità che stanno emergendo nella nostra città e che sono oggetto di innumerevoli reclami e denunce delle tante cittadine e cittadini ai nostri sportelli.

Dai problemi inerenti alla raccolta dei rif iuti ed il pagamento della Tari, soprattutto del costo di quest’ultima, ai problemi legati al traff ico urbano e alla sicurezza urbana, ai parcheggi, ai trasporti, ai servizi di prossimità, allo stato del mercato Fadini, ai servizi di anagrafe con spostamenti di uff ici da una sede all’altra coni consequenziali problemi ai cittadini, soprattutto ai più anziani, in giorni in cui il termometro ha toccato i 40 gradi. Senza trascurare l’avvio dei Giochi del Mediterraneo dal 21 agosto al 3 settembre.

Come se le consumatrici e i consumatori che rappresentiamo fossero estranei a questo profondo cambiamento amministrativo e organizzativo.

In un incontro di maggioranza al gran completo, riunito dal Sindaco a Palazzo di Città nel pomeriggio del 14 luglio u.s., tra le altre cose, si è fatto il punto sull’andamento dei cantieri relativi ai Giochi del Mediterraneo dichiarando che si intende arrivare a quell’appuntamento con le carte in regola e con l’immagine di una città ordinata, pulita ed eff iciente: dichiarazione che contrasta con la realtà odierna. E’ stata altresì manifestata la necessità di rendere i cittadini protagonisti di questa manifestazione, informandoli della portata dell’evento per sviluppare e diffondere il senso di orgoglio e di appartenenza al territorio. Ciò perché i tarantini non considerino i Giochi del Mediterraneo come qualcosa di estraneo e dedicato solo agli addetti ai lavori, ma che siano pronti a viverli con entusiasmo.

Bellissime parole pronunciate nelle stanze tra “addetti ai lavori”, che restano un bello slogan considerato che proprio le associazioni che rappresentano quelle persone che si proclama voler coinvolgere alla vita amministrativa della città sono state e continuano ad essere snobbate.

Non sappiamo se in questi ultimi tempi si sta registrando il sentimento di orgoglio e di appartenenza al nostro territorio tra gli automobilisti che percorrono le strade della nostra città.

Un confronto reale e continuativo con le Associazioni dei consumatori, come era previsto nel Protocollo succitato, ma rimasto nei cassetti, avrebbe consentito di prevenire molte delle criticità che oggi gravano sui cittadini.

Per questo riteniamo doveroso autoconvocarci a breve, a Palazzo di città, luogo che appartiene all’intera comunità, aff inché l’opinione pubblica e gli organi di stampa siano informati delle ragioni del nostro dissenso e dell’azione propositiva e costruttiva che avremmo voluto svolgere.

 

Adiconsum – Adoc – Federconsumatori I presidenti territoriali

Solazzo – Votano – Zicari