Mitilicoltura e Mar Piccolo, le associazioni: “Bene il lavoro del Commissario. Ora accelerare sulle decisioni e completare il confronto con tutte le istituzioni”.

Le scriventi associazioni sindacali e datoriali della mitilicoltura esprimono soddisfazione per l’esito dell’incontro svoltosi con il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, prof. Vito Uricchio. L’incontro si inserisce nel percorso di interlocuzione istituzionale che le associazioni hanno deciso di promuovere con tutti gli enti coinvolti nelle principali questioni che riguardano il futuro del Mar Piccolo, della mitilicoltura e dell’intero comparto della pesca e dell’acquacoltura, con l’obiettivo di verificare lo stato di avanzamento delle iniziative in corso, favorire il coordinamento tra le istituzioni e mantenere alta l’attenzione sulle numerose problematiche ancora aperte. Particolarmente positivo è stato il confronto sul progetto sperimentale relativo alla decontaminazione dei mitili, recentemente concluso.

Le associazioni esprimono apprezzamento non solo per i risultati raggiunti, ma anche per il rispetto dei tempi programmati nella realizzazione dello studio, elemento che testimonia l’efficienza della struttura commissariale e la volontà di mettere rapidamente a disposizione delle istituzioni strumenti tecnico-scientifici utili ad assumere decisioni attese da anni. Le evidenze emerse dalla sperimentazione confermano infatti che il trasferimento temporaneo dei mitili dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande consente un abbattimento stabile di diossine e PCB in tempi compatibili con il ciclo produttivo, preservando al tempo stesso le caratteristiche qualitative e nutrizionali del prodotto.

Si tratta di un risultato di grande rilievo che offre finalmente solide basi scientifiche per superare una gestione emergenziale ormai protrattasi per oltre un decennio. Per le associazioni questo rappresenta un passaggio fondamentale che deve ora tradursi rapidamente in atti amministrativi concreti. È necessario accelerare il percorso di revisione dell’Ordinanza Regionale n. 1989/2011, affinché i risultati della ricerca trovino applicazione nelle modalità di gestione della produzione, restituendo certezze alle imprese e ai lavoratori del comparto. Allo stesso tempo, diventa sempre più urgente avviare l’iter per la realizzazione di un’area strutturalmente attrezzata nel Mar Grande destinata alla decontaminazione dei mitili. Un’infrastruttura che consentirebbe di trasformare una fase oggi gestita in maniera transitoria in un modello stabile, efficiente e pienamente funzionale alle esigenze della filiera. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche altri temi di particolare interesse.

Sul progetto Sea Hub il Commissario ha comunicato che si è ormai in attesa della pubblicazione degli avvisi, mentre il progetto Mitica risulta procedere secondo un cronoprogramma soddisfacente. Di particolare importanza è stata inoltre la posizione ribadita dalla struttura commissariale circa la necessità di preservare la naturale vocazione produttiva del Mar Piccolo. È stato evidenziato come alcune ipotesi di destinazione dell’area ad attività diverse dalla mitilicoltura risultino difficilmente conciliabili con le finalità ambientali e di riqualificazione che stanno alla base degli interventi di bonifica in corso. Una valutazione che le associazioni condividono pienamente, nella convinzione che ogni scelta futura debba essere coerente con la tutela dell’ecosistema e con la valorizzazione delle attività produttive storicamente radicate nel territorio.

L’incontro con il Commissario rappresenta soltanto la prima tappa di un percorso di confronto che le associazioni intendono sviluppare con tutte le istituzioni competenti. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il Presidente della Provincia, finalizzato ad acquisire un quadro aggiornato delle iniziative di competenza dell’Ente e a condividere alcune riflessioni sulle prospettive di sviluppo della pesca e dell’acquacoltura, settori che meritano di continuare ad occupare un ruolo centrale nelle strategie di crescita del territorio. Successivamente sarà richiesto un incontro con l’Amministrazione comunale, con la quale le associazioni intendono affrontare le questioni di competenza dell’Ente che incidono direttamente sul futuro del Mar Piccolo e delle imprese del settore.

L’obiettivo è quello di avviare un confronto organico sui principali strumenti di pianificazione e programmazione ancora in fase di definizione, nella consapevolezza che il rilancio della mitilicoltura richieda un’azione coordinata tra tutti i livelli istituzionali. Le associazioni ritengono infatti che sia giunto il momento di affrontare in maniera complessiva tutte le partite ancora aperte, dalle bonifiche ai grandi progetti di sviluppo, dalla pianificazione territoriale agli interventi infrastrutturali, evitando iniziative frammentarie e costruendo una visione condivisa per il futuro del Mar Piccolo.

Il percorso avviato non ha finalità polemiche, ma nasce dalla volontà di esercitare un ruolo di proposta, di monitoraggio e di collaborazione con le istituzioni. L’obiettivo è contribuire, ciascuno per le proprie responsabilità, a trasformare i numerosi studi, i progetti finanziati e le opportunità oggi disponibili in risultati concreti per il territorio, per le imprese e per i lavoratori. Le associazioni sindacali e datoriali continueranno pertanto a seguire con attenzione ogni fase di questo percorso, mantenendo alta l’attenzione sulle questioni ancora aperte e favorendo un confronto costante con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, nella convinzione che soltanto attraverso una collaborazione leale e una programmazione condivisa sarà possibile restituire al Mar Piccolo il ruolo strategico che merita nello sviluppo economico, ambientale e sociale di Taranto.

 

f.to

COLDIRETTI TARANTO/SETTORE PESCA – EMILIO PALUMBO

UNCI AGROALIMENTARE – CARLA MACRIPO’

CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA – GIANLUCA BASILE

LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA – COSIMO BISIGNANO

CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – COSIMO D’ANDRIA

FAI CISL – ALESSANDRO GESUE’

FLAI CGIL – LUCIA LAPENNA

UILA PESCA – VINCENZO GUARINO

Adoc Taranto: Domenico Votano confermato Presidente. Nel mirino l’Intelligenza Artificiale e le inefficienze dell’amministrazione locale

L’elezione è avvenuta ieri presso la sede della Uil.

 Il coordinatore territoriale Uil Gennaro Oliva: “Adoc presidio fondamentale per i diritti dei cittadini, dai pass disabili ai parcheggi”.

Votano: “Tassazione altissima e servizi scarsi, continueremo a difendere i tarantini”.

 

TARANTO, 7 luglio 2026 – Domenico Votano si conferma alla guida dell’Adoc di Taranto. La rielezione, arrivata all’unanimità, si è tenuta nella giornata di ieri, 6 luglio 2026, nel corso dell’incontro svoltosi presso la sede territoriale della Uil di Taranto. Un rinnovo che premia il lavoro svolto negli ultimi quattro anni, definiti dallo stesso Votano “vissuti intensamente”, che hanno reso l’associazione dei consumatori la realtà più attiva e capillare dell’intera provincia ionica.

All’incontro hanno preso parte i vertici sindacali e associativi, tra cui il coordinatore territoriale della Uil Taranto, Gennaro Oliva.

L’impegno della Uil e le battaglie per il territorio

A suggellare il profondo legame tra l’organizzazione sindacale e l’associazione dei consumatori è stato Gennaro Oliva, coordinatore territoriale Uil Taranto, che ha ribadito la centralità della missione dell’Adoc: “L’Adoc rappresenta un presidio fondamentale e insostituibile per il nostro territorio. La sua missione quotidiana è quella di stare al fianco delle persone in carne ed ossa, affrontando i problemi reali. Negli ultimi periodi, in piena sinergia, abbiamo portato avanti battaglie cruciali a tutela dei cittadini: dalla strenua difesa dei diritti delle persone con disabilità per il corretto rilascio dei pass, alle vertenze sulle criticità dei parcheggi urbani, fino alla lotta quotidiana contro i soprusi subiti dai consumatori. Il supporto della Uil all’Adoc è totale, perché difendere i consumatori significa difendere i lavoratori e i pensionati”.

L’intervento e la sfida dell’Intelligenza Artificiale

Il tema predominante dell’incontro è stato quello dell’Intelligenza Artificiale (IA), un argomento che tocca da vicino anche il mondo del consumo. Nella sua relazione, il rieletto Presidente Domenico Votano ha voluto tracciare un parallelo letterario e filosofico con la visione di Isaac Asimov: “Asimov ha rivoluzionato l’idea di IA introducendo le famose Tre Leggi della Robotica, a cui si è aggiunta la Legge Zero: un robot non può recare danno all’umanità. Questi principi sono oggi le fondamenta dell’etica legata all’Intelligenza Artificiale. L’IA è uno strumento ormai necessario per la ricerca medica, scientifica, per la difesa e anche per la tutela del consumatore, ma c’è un limite: l’uomo deve saperla utilizzare e governare. Un utilizzo piegato a scopi diversi da quelli utili alla comunità può rivelarsi altamente distruttivo”.

Il bilancio, la squadra e i giovani del Servizio Civile

Votano ha dedicato ampio spazio ai ringraziamenti per la squadra che ha reso grande l’Adoc Taranto: “Il primo grazie va ai ragazzi del Servizio Civile Universale: siamo orgogliosi, insieme alla Uil e alla Uila, di aver ospitato un così alto numero di giovani che nelle nostre sedi hanno maturato un’esperienza vitale per il loro futuro lavorativo. Per le sedi di Taranto ringrazio l’insostituibile lavoro di Fabio, Francesca e della mia preziosa collaboratrice Alessandra. Un riconoscimento speciale va all’avvocato Francesco Pedone, fondamentale per la risoluzione di decine di casi complessi che hanno coinvolto i consumatori tra telefonia, energia e sovraindebitamento bancario”.

Il duro attacco all’Amministrazione Comunale

Non è mancato un passaggio fortemente critico sulle dinamiche politico-amministrative locali: “Negli ultimi anni – ha tuonato Votano – abbiamo dovuto constatare un continuo attacco ai diritti dei cittadini di Taranto da parte dell’amministrazione cittadina. Viviamo un paradosso inaccettabile: a fronte della tassazione più alta d’Italia, abbiamo i servizi più scarsi del Paese. Una tassazione che stride drammaticamente con un territorio soffocato dalla mancanza di lavoro e da un altissimo numero di lavoratori in cassa integrazione. Come associazione ci siamo opposti a questo modo di operare dell’amministrazione: purtroppo, nonostante i cambi al vertice, nulla è migliorato, anzi la situazione è peggiorata”.

Le eccellenze e lo sguardo al futuro

L’Adoc Taranto guarda al futuro forte dei risultati ottenuti, tra cui la costante presenza nelle commissioni per il rilascio di certificazioni per commercio e artigianato, e l’ingresso nelle scuole per promuovere educazione alimentare, lotta allo spreco, economia circolare e integrazione.

“In questi quattro anni – ha concluso Votano – abbiamo fatto crescere il nostro ‘Premio Fiducia’, diventato oggi ‘Premio Fiducia Eccellenze di Puglia’, riconoscendo il merito a decine di realtà virtuose del territorio. Siamo un’associazione in continua espansione, con sedi su tutta la provincia, sempre pronta a difendere i diritti. Dove c’è Adoc c’è accoglienza, serietà e professionalità. Continueremo a crescere, perché il nostro modo di porci al servizio degli utenti è unico”.

 

Ex TCT, la UIL di Taranto: “La formazione sia il primo passo verso il lavoro vero. Ora servono assunzioni e un futuro stabile”

TARANTO, 6 luglio 2026 – La pubblicazione dell’Avviso pubblico JTF Portuali 2026, destinato alla riqualificazione professionale dei lavoratori ex Taranto Container Terminal oggi in forza alla Taranto Port Workers Agency, rappresenta un passaggio importante per il futuro del porto di Taranto e di oltre 320 lavoratori che da dodici anni attendono una concreta prospettiva di reinserimento occupazionale. Un risultato maturato al termine di un lungo percorso di confronto tra istituzioni e parti sociali, che ha portato alla definizione di undici nuovi profili professionali destinati ad accompagnare la trasformazione dello scalo ionico nei settori della logistica, della movimentazione merci, dell’eolico offshore, della cantieristica navale e dei servizi portuali.

La UIL di Taranto esprime soddisfazione per un traguardo che segna l’avvio operativo di un percorso atteso da anni, ma ribadisce che la formazione dovrà essere strettamente collegata ai nuovi investimenti industriali e logistici previsti nel porto. I corsi finanziati con 1,5 milioni di euro del Just Transition Fund dovranno infatti tradursi in concrete opportunità occupazionali e non limitarsi a rappresentare un semplice aggiornamento professionale.

«Accogliamo con favore la pubblicazione del bando – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore UIL Taranto – perché finalmente si apre una fase nuova dopo anni di attesa. Ma vogliamo essere molto chiari: questi percorsi formativi devono servire a creare lavoro vero. Non abbiamo bisogno di corsi fine a sé stessi o di iniziative che producano soltanto attestati. Abbiamo bisogno che le competenze acquisite trovino immediatamente sbocco nelle imprese che investiranno nel porto e nella logistica. Taranto ha bisogno di occupazione stabile, i lavoratori hanno bisogno di tornare a lavorare e non di restare sospesi. Ci auguriamo che questo rappresenti davvero l’inizio di un percorso nuovo e virtuoso capace di restituire dignità professionale e prospettive concrete alle centinaia di lavoratori ex TCT.»

Il bando prevede la formazione su undici figure professionali strategiche per accompagnare la transizione produttiva dello scalo ionico, dalla gestione dei terminal alle attività amministrative, fino alla conduzione di mezzi e gru portuali. Un investimento sulle competenze che nasce proprio dall’aggiornamento del repertorio regionale delle qualifiche professionali, realizzato nell’ambito del Protocollo sottoscritto tra Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e organizzazioni sindacali.

«Come UILTRASPORTI – afferma Carmelo Sasso, segretario generale UILTRASPORTI Taranto – esprimiamo soddisfazione per un risultato inseguito per anni e costruito grazie al lavoro unitario del sindacato, delle istituzioni e della cabina di pilotaggio. Oggi possiamo finalmente offrire ai lavoratori un’opportunità concreta di riqualificazione professionale, ma il nostro obiettivo resta quello dell’occupazione stabile. Voglio rivolgere un particolare ringraziamento ad Andrea Toma, segretario regionale della UIL Puglia, che ha rappresentato la nostra Organizzazione con grande competenza e determinazione all’interno del Comitato di pilotaggio costituito in task force, contribuendo in maniera decisiva al raggiungimento di questo importante risultato.»

Sulla stessa linea interviene Andrea Toma, segretario regionale UIL Puglia con delega all’Industria.

«L’avvio del bando formativo rappresenta un risultato importante, frutto del lavoro svolto dalla cabina di pilotaggio e del confronto costante tra istituzioni e parti sociali. Si tratta di un passaggio positivo che offre finalmente una prospettiva concreta ai lavoratori ex TCT. Ora, però, questa esperienza deve tradursi in ciò che rappresenta il vero obiettivo: il completo reintegro occupazionale dei lavoratori nella nuova compagine produttiva del porto di Taranto, valorizzando le competenze acquisite e garantendo stabilità e futuro a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. La formazione è uno strumento essenziale, ma dovrà essere accompagnata dalla realizzazione degli investimenti programmati e dall’insediamento delle nuove imprese affinché nessuna professionalità venga dispersa.»

Per la UIL resta inoltre prioritario affrontare il tema della continuità delle tutele per i lavoratori. L’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), che ha consentito in questi anni di sostenere economicamente gli ex portuali, è destinata a scadere il prossimo 31 dicembre. Per questo il sindacato ritiene indispensabile che il percorso di formazione proceda parallelamente all’avvio delle nuove attività produttive e alla proroga degli strumenti di sostegno, evitando qualsiasi vuoto di tutela fino al completo reinserimento occupazionale dei lavoratori.

La sfida, conclude la UIL, sarà vinta soltanto quando gli investimenti previsti sul porto si tradurranno in assunzioni e in un rilancio stabile dell’occupazione, consentendo agli ex lavoratori TCT di tornare finalmente protagonisti dello sviluppo dello scalo ionico.

Frecciarossa Taranto, Sasso (UIL Trasporti): “Le soluzioni c’erano e costavano anche meno, non bisogna cedere ai ricatti”

Il Segretario Generale della UIL Trasporti Taranto interviene dopo il ripristino del collegamento ad Alta Velocità: «Si poteva garantire il servizio attraverso una diversa organizzazione del trasporto regionale, senza subire imposizioni e senza ulteriori costi per i cittadini»

La ripartenza del Frecciarossa da Taranto rappresenta certamente una notizia positiva per il territorio e per i tanti cittadini che quotidianamente utilizzano il collegamento con la Capitale. Tuttavia, secondo la UIL Trasporti Taranto, il ritorno del servizio non può chiudere il dibattito sulle modalità con cui si è giunti a questa soluzione e sulle prospettive future della mobilità ferroviaria ionica.

A intervenire è il Segretario Generale della UIL Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, che offre una lettura tecnica della vicenda, evidenziando come il collegamento con Taranto sia stato negli anni conveniente anche per Trenitalia.

«Il Frecciarossa in tutti questi anni è venuto da Metaponto a Taranto per una questione di convenienza di Trenitalia – spiega Sasso –. Il treno si ricoverava a Taranto, dove veniva ripulito, sanificato e rifornito per poi ripartire il giorno successivo da Metaponto già pronto per il servizio. È evidente che riportare il convoglio ogni sera fino a Potenza e farlo tornare a Metaponto il mattino seguente rappresenta uno spreco operativo».

Secondo il Segretario della UIL Trasporti, la Regione avrebbe potuto seguire una strada diversa, senza accettare quella che definisce una posizione di forza da parte di Governo e Trenitalia.

«Se fossi stato assessore regionale – afferma Sasso – anziché sentirmi ricattato da Governo e Trenitalia, avrei organizzato un treno regionale fino a Metaponto per collegarsi alla Freccia. La Regione ha competenza sul trasporto ferroviario regionale e questa soluzione avrebbe consentito di garantire il servizio. Non ci si sottomette ai ricatti, le soluzioni esistono e costano pure meno».

Per la UIL Trasporti Taranto il confronto non può limitarsi all’emergenza del momento, ma deve trasformarsi in una programmazione strutturale capace di assicurare collegamenti ferroviari efficienti e stabili per il territorio ionico.

L’organizzazione sindacale ribadisce la necessità di una strategia complessiva sulla mobilità ferroviaria che metta al centro le esigenze dei pendolari, dei lavoratori e delle imprese, valorizzando il ruolo strategico di Taranto nella rete nazionale dei trasporti.

«Taranto – conclude la UIL Trasporti – merita infrastrutture moderne, servizi affidabili e una pianificazione che guardi al futuro, senza dover rincorrere continuamente soluzioni emergenziali. Continueremo a vigilare affinché il diritto alla mobilità venga garantito con scelte efficaci, sostenibili e rispettose delle esigenze del territorio».

XIX Congresso Nazionale UIL, la delegazione della UIL Taranto a Padova: “Dal territorio un contributo alle sfide del lavoro del futuro”

PADOVA – È presente anche la delegazione della UIL Taranto, guidata dal Coordinatore territoriale Gennaro Oliva e composta da tutti i Segretari generali delle categorie della UIL del territorio, al XIX Congresso Nazionale della UIL, in programma a Padova dal 2 al 4 luglio.

L’assise nazionale rappresenta il più importante momento di confronto dell’Organizzazione e riunisce oltre 3.000 delegate e delegati e più di 1.000 ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’università, della ricerca, delle parti sociali e del sindacato internazionale.

Al centro dei lavori le grandi trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, all’innovazione tecnologica, alla contrattazione collettiva, alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla tutela dei salari, alla produttività e al futuro del welfare.

L’apertura del Congresso è stata preceduta dalla lettura del messaggio inviato da Papa Leone XIV, che ha richiamato la centralità della persona, della solidarietà e dell’accoglienza, auspicando che l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento di sviluppo e progresso al servizio dell’uomo e del bene comune.

Nella relazione introduttiva, il Segretario generale della UIL, PierPaolo Bombardieri, ha ribadito la necessità di rafforzare la sicurezza sul lavoro, contrastare ogni forma di sfruttamento e lavoro irregolare, valorizzare la contrattazione collettiva e garantire salari dignitosi, rilanciando il ruolo del sindacato nel governare le trasformazioni economiche e sociali in atto.

La prima giornata congressuale ha visto anche la partecipazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’importanza del confronto tra Governo e parti sociali, riconoscendo il ruolo della UIL nel dialogo istituzionale e condividendo la necessità di affrontare le sfide poste dalla precarietà del lavoro e dalla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per la UIL Taranto, la partecipazione al Congresso rappresenta un’importante occasione di confronto e di condivisione delle strategie sindacali che guideranno l’Organizzazione nei prossimi anni.

«Essere presenti al Congresso nazionale significa portare la voce delle lavoratrici e dei lavoratori della provincia di Taranto nel luogo in cui si definiscono le strategie del sindacato per i prossimi anni. È un momento di partecipazione, confronto e responsabilità che rafforza il legame tra il territorio e la nostra Organizzazione», dichiara il Coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva.

«Le trasformazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale e le nuove forme di organizzazione del lavoro devono rappresentare un’opportunità di crescita e non un fattore di esclusione. La UIL continuerà a battersi affinché innovazione significhi più diritti, più sicurezza e migliori condizioni di lavoro».

«La presenza compatta della delegazione della UIL Taranto testimonia una comunità sindacale unita, pronta a raccogliere le sfide del futuro con competenza, partecipazione e spirito di servizio. Da Padova ripartiamo con idee, proposte e un rinnovato impegno nei confronti del nostro territorio».

Il XIX Congresso Nazionale della UIL proseguirà fino al 4 luglio con numerosi momenti di approfondimento dedicati al lavoro, all’innovazione, alle politiche sociali e al futuro del sindacato, confermando il ruolo della UIL quale protagonista del cambiamento e punto di riferimento per la tutela dei diritti delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati.

ADOC Taranto: “Via Capotagliata ancora nel degrado dopo due mesi”, chiesta risposta immediata al Comune

TARANTO, 1 luglio 2026 – A distanza di quasi due mesi dalla prima segnalazione e dalla diffida formale, la situazione di via Capotagliata resta irrisolta e, secondo l’ADOC Taranto, appare oggi ulteriormente peggiorata anche a causa delle recenti piogge.

L’associazione dei consumatori torna a chiedere un intervento concreto e risolutivo all’Amministrazione comunale, chiamando in causa direttamente il sindaco Piero Bitetti e l’assessore ai Lavori Pubblici Lucio Lonoce.

Nonostante le precedenti denunce pubbliche e gli atti formali già trasmessi, ad oggi non si registrano riscontri ufficiali né interventi decisivi per il ripristino delle condizioni di sicurezza e viabilità in una strada che continua a rappresentare un serio rischio per cittadini, residenti e attività commerciali.

In via Capotagliata, infatti, insistono bar, negozi e altre attività commerciali proprio a ridosso dell’area dissestata, con pesanti ripercussioni sull’accessibilità della zona e sulla normale fruizione della strada. Si tratta inoltre di un’arteria di collegamento con via Cugini e, nelle condizioni attuali, per raggiungere quella direttrice i cittadini sono costretti ad allungare il percorso, con ulteriori disagi per la circolazione.

Particolarmente critica, secondo ADOC Taranto, è anche la condizione dei residenti, costretti spesso a parcheggiare comunque in una strada fortemente compromessa, nonostante la presenza evidente di buche e voragini e un contesto giudicato altamente pericoloso. Una situazione che, per l’associazione, restituisce un quadro di sicurezza pressoché assente, viabilità compromessa e forti penalizzazioni anche per le attività economiche presenti nelle immediate adiacenze.

“Sono passati ben due mesi e questa strada è ancora abbandonata a se stessa – dichiara Domenico Votano, presidente provinciale di ADOC Taranto –. Abbiamo avuto solo comunicazioni informali e un post in cui si faceva riferimento a un possibile intervento dell’Acquedotto. Ma in questi casi riteniamo che sia l’Amministrazione comunale a doversi attivare ufficialmente, anche diffidando l’Ente competente qualora necessario”.

“Da parte nostra – prosegue Votano – abbiamo già inviato una diffida, ma non abbiamo ricevuto alcun riscontro ufficiale. È assurdo che cittadini e residenti debbano continuare a convivere con questa situazione, peraltro aggravata dalle piogge, che hanno reso ancora più critiche le condizioni del manto stradale”.

L’ADOC ribadisce come la vicenda rappresenti non solo un problema di decoro urbano, ma una questione che incide direttamente sui diritti dei cittadini-consumatori, in termini di sicurezza, mobilità, accessibilità e piena fruizione dei servizi e delle attività del quartiere.

Per questo l’associazione sollecita una risposta chiara e immediata da parte del Comune e dell’assessorato ai Lavori Pubblici, riservandosi ulteriori azioni a tutela della collettività in caso di ulteriore inerzia.

Porto di Taranto, la UIL: servono scelte concrete per lavoro, sviluppo e futuro

Il porto di Taranto deve tornare a essere un motore di crescita per il territorio. La UIL, insieme a CGIL e CISL, ribadisce la necessità di accelerare il percorso di rilancio dello scalo ionico, puntando su investimenti infrastrutturali, riconversione produttiva e tutela dell’occupazione.

Nel corso dell’incontro con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, il Comune di Taranto e la Provincia, il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, ha richiamato la piattaforma sindacale unitaria dedicata alla vertenza Taranto. Al centro, la richiesta di attivare tavoli permanenti di confronto per affrontare in modo strutturale le criticità che da tempo rallentano lo sviluppo del porto.

Tra le priorità indicate dalla UIL figurano il rilancio del Molo Polisettoriale, lo sviluppo della filiera dell’eolico offshore, gli investimenti sulle infrastrutture portuali e la valorizzazione delle nuove opportunità occupazionali legate alla riconversione dello scalo. Particolare attenzione è stata rivolta anche ai lavoratori dell’ex TCT, ancora in attesa dei percorsi di riqualificazione professionale, rallentati dai ritardi nell’attuazione degli interventi regionali.

“Ho parlato della piattaforma sindacale per la vertenza Taranto e di un percorso che abbiamo aperto insieme a Cgil, Cisl e Uil. All’interno di questa piattaforma ci sono una serie di punti dove bisogna fare rete e creare tavoli di condivisione che portino alla risoluzione dei problemi”, ha dichiarato Gennaro Oliva. Il sindacato, ha aggiunto, intende arrivare a un documento unitario da indirizzare alla Regione Puglia e ai Ministeri competenti per chiedere lo sblocco dei fondi e degli interventi necessari.

Sul fronte UIL Trasporti, Carmelo Sasso ha posto l’accento sulle scelte legate alla gestione delle concessioni e all’organizzazione del lavoro portuale. “Il presidente ci ha comunicato che o Yilport riconsegna mezza area, oppure la concessione va in decadenza”, ha spiegato, evidenziando il nodo del riassetto degli spazi in funzione delle nuove strategie di sviluppo, tra cui l’eolico offshore.

Sasso ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare gli strumenti operativi per la gestione del lavoro portuale: “Abbiamo parlato anche dell’ex articolo 17 per la costituzione dell’operatore di manodopera temporanea, che oggi manca per gestire picchi e flessioni di lavoro”.

La UIL conferma la propria posizione: senza decisioni rapide e investimenti certi, il rischio è quello di rallentare ulteriormente la transizione dello scalo. L’obiettivo resta quello di coniugare sviluppo industriale, occupazione e sostenibilità, in una fase decisiva per il futuro del porto di Taranto e dell’intero territorio ionico.

Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, Oliva (UIL): “Lo sport unisce dove la politica divide. Le opere e gli investimenti siano un’eredità di lavoro e futuro per i giovani”

Taranto, 29 giugno 2026 – “I Giochi del Mediterraneo rappresentano molto più di un grande evento sportivo: devono diventare un’eredità concreta per Taranto e per le nuove generazioni. Lo sport ha la straordinaria capacità di unire dove troppo spesso la politica divide, ed è da questo spirito che bisogna ripartire per costruire il futuro della nostra città”.

È quanto dichiara il Coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, a margine della presentazione ufficiale delle medaglie dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.

Le medaglie, realizzate dalla Zecca dello Stato, rappresentano i valori dell’incontro, del dialogo e della condivisione tra i popoli del Mediterraneo, richiamando attraverso il loro design il profondo legame tra Taranto, il mare e la sua storia.

“Accogliamo con favore tutto ciò che i Giochi stanno portando sul nostro territorio – prosegue Oliva –. Le infrastrutture, la cantieristica, gli impianti sportivi e gli investimenti rappresentano un’opportunità importante. Ma il vero successo non si misurerà soltanto durante i giorni delle competizioni: sarà fondamentale che tutto questo si traduca in occupazione stabile, sviluppo economico e benessere per la nostra comunità anche dopo la conclusione dell’evento”.

Il Coordinatore della UIL Taranto richiama inoltre le parole pronunciate dal presidente della Regione, che ha auspicato che la medaglia presentata oggi possa “restare sul collo della città di Taranto e dei tarantini”, diventando il simbolo di un futuro di crescita e rinascita.

“Condividiamo pienamente questo auspicio – conclude Oliva –. La vera vittoria sarà lasciare ai giovani una città più moderna, competitiva e ricca di opportunità. Questa è la medaglia più importante che Taranto deve conquistare”.

Il Comune di Taranto al limite, la UIL FP: “Lavoratori sotto pressione, servono risposte immediate”

TARANTO, 24 giugno 2026 – La UIL FP Taranto rompe il silenzio e denuncia pubblicamente una condizione che, all’interno del Comune di Taranto, ha ormai superato il livello di guardia. Per mesi il sindacato ha scelto con responsabilità la via del confronto nelle sedi istituzionali, evitando polemiche pubbliche nella convinzione che le criticità potessero trovare soluzione attraverso il dialogo e nel solo interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e della città. Oggi, però, il perdurare dell’assenza di risposte concrete e il progressivo aggravarsi delle condizioni organizzative impongono una presa di posizione netta.

Da mesi la UIL FP Taranto segnala una macchina amministrativa sempre più fragile, segnata da carenza cronica di personale, uffici impoveriti e carichi di lavoro ormai insostenibili. Ogni pensionamento, ogni trasferimento, ogni posto lasciato vacante determina un ulteriore aggravio per chi resta in servizio, mentre lo stress lavoro correlato è diventato una realtà quotidiana per tanti dipendenti comunali. In questo quadro, continuare a garantire servizi essenziali ai cittadini diventa ogni giorno più difficile.

A tutto questo si aggiunge una evidente difficoltà nell’azione amministrativa, con una carenza di coordinamento e una distanza sempre più marcata tra le decisioni assunte e la realtà concreta degli uffici. Il continuo intreccio tra indirizzo politico e gestione amministrativa finisce inoltre per rallentare i processi, generare sovrapposizioni e aumentare la confusione organizzativa, con ricadute dirette sui lavoratori e, di conseguenza, sulla qualità dei servizi resi alla cittadinanza.

La UIL FP Taranto ricorda di avere rappresentato più volte al Sindaco, anche nella sua veste di assessore al Personale, tutte le criticità presenti nei diversi settori dell’Ente, avanzando proposte e sollecitando interventi immediati. Alle parole, però, non sono seguiti i fatti e il cambio di passo annunciato continua a non trovare alcun riscontro nella realtà quotidiana degli uffici comunali.

“Non siamo più davanti a disagi episodici, ma a una condizione strutturale che sta mettendo in sofferenza lavoratori e servizi”, dichiarano Ilaria Noci (segreteria aziendale) e Patrizia Catucci (segretaria territoriale) . “Non è più accettabile che il senso di responsabilità dimostrato finora venga scambiato per rassegnazione. I dipendenti comunali non sono il problema, ma la principale risorsa dell’Ente, e meritano rispetto, ascolto e decisioni concrete”.

“Chi guida l’Amministrazione conosce bene la realtà del Comune di Taranto e proprio per questo non può fingere di non vedere”, aggiungono le firmatarie. “I lavoratori hanno bisogno di certezze, di programmazione, di un rafforzamento degli organici, di una riorganizzazione condivisa e di una reale valorizzazione delle professionalità interne. Continuare con rinvii, annunci e promesse non mantenute significa scaricare ancora una volta il peso delle inefficienze su chi ogni giorno manda avanti la macchina comunale”.

“Anche la città sta pagando un prezzo pesantissimo”, concludono Noci e Catucci. “I cittadini chiedono servizi efficienti, tempi certi e risposte, ma troppo spesso il malcontento si riversa ingiustamente sui dipendenti, che non hanno alcuna responsabilità rispetto alle scelte organizzative e alle carenze di personale. Il tempo delle parole non rispettate è finito. Adesso è il momento delle responsabilità, politiche e amministrative”.

Ex Ilva, Oliva (Uil): “Stabilimento di fatto fermo, serve subito una soluzione per evitare la bomba sociale”

BARI, 17 giugno 2026 – Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha convocato oggi, 17 giugno, le organizzazioni sindacali per un confronto sulla crisi dell’ex Ilva, accogliendo la richiesta avanzata nei giorni scorsi dalle sigle metalmeccaniche che avevano lanciato l’allarme su una possibile “bomba sociale” legata alle prospettive dello stabilimento e alle ricadute occupazionali.

All’incontro, svoltosi nella sala Di Jeso del palazzo della Presidenza, hanno partecipato le segreterie confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil e le segreterie regionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Usb e Ugl Metalmeccanico. Al centro del confronto, la situazione sempre più critica del siderurgico di Taranto, tra produzione ridotta, aumento della cassa integrazione e le prime procedure di licenziamento nel sistema degli appalti.

Nel corso dell’incontro è intervenuto Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, che ha ringraziato il presidente Decaro per aver accolto la richiesta di confronto, sottolineando però la necessità di trasformare il momento di ascolto in un percorso concreto e condiviso.

“Quella di oggi non è la sede in cui si assumono decisioni sul futuro dello stabilimento – ha dichiarato Oliva – ma è il luogo da cui deve partire un’iniziativa comune per incalzare il Governo. La situazione è drammatica e chi conosce la fabbrica sa bene che fermare le batterie equivale di fatto a fermare la produzione: oggi lo stabilimento è acceso, ma non produce. Si tratta solo di capire quando verrà spento”.

Oliva ha evidenziato come il tema della decarbonizzazione sia rimasto, negli anni, privo di attuazione concreta: “Si è parlato per troppo tempo di transizione senza che si realizzassero interventi reali. Non c’è stata alcuna inversione di marcia e oggi ci troviamo con una produzione minima, basata su impianti vecchi di decenni, con tutte le conseguenze ambientali e sanitarie che conosciamo”.

Il coordinatore UIL ha poi richiamato l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori: “A Taranto abbiamo costruito una piattaforma che non è più solo sindacale, ma di comunità, perché i problemi riguardano tutti. Ci sono lavoratori che vivono esclusivamente di ammortizzatori sociali, famiglie che non riescono a sostenere spese sanitarie o a garantire un futuro ai propri figli. Questa vertenza è sociale prima ancora che industriale”.

 

Nel suo intervento, Oliva ha ripreso anche le criticità emerse nel confronto nazionale, denunciando l’assenza di una strategia chiara: “Ci troviamo davanti a un continuo scaricabarile istituzionale. Il Governo non offre una visione né una prospettualità concreta, mentre il tempo scorre e la situazione peggiora. La cassa integrazione è diventata una condizione permanente e nel sistema degli appalti si registrano già procedure di licenziamento collettivo”.

Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: “Se non si è in grado di rilanciare lo stabilimento, bisogna avere il coraggio di costruire soluzioni alternative per i lavoratori. Non è più accettabile trascinare questa situazione nell’incertezza. Il destino delle persone deve venire prima di quello degli impianti”.

Oliva ha inoltre sollecitato interventi concreti sul territorio, a partire dalle opportunità occupazionali già esistenti: “All’Arsenale mancano centinaia di lavoratori e nessuno interviene. Allo stesso tempo si continuano a raccontare prospettive occupazionali, come quelle legate a nuovi investimenti, che nei fatti non si realizzano. Serve verità e servono atti concreti”.

Tra le richieste avanzate anche la riapertura del confronto sull’estensione dei benefici legati all’amianto e la necessità di evitare disparità tra lavoratori: “Non possiamo creare lavoratori di serie A e di serie B. Le tutele devono riguardare tutti, non solo chi è direttamente coinvolto nello stabilimento”.

Infine, l’appello alla Regione Puglia e a tutte le parti coinvolte: “Da questo tavolo deve uscire una richiesta congiunta al Governo: bisogna fare presto. Perché il rischio concreto è che qualcuno spenga definitivamente l’interruttore dello stabilimento. E una fabbrica spenta, senza alternative, rischia di fare ancora più male al territorio e ai lavoratori”.

L’incontro si inserisce in un contesto di forte tensione, con le organizzazioni sindacali che continuano a chiedere risposte urgenti per evitare una crisi sociale senza precedenti che coinvolgerebbe non solo Taranto, ma l’intera regione e il Mezzogiorno.