Vestas e Hiab, UIL e UILM a Bari: “No allo svuotamento industriale, difendiamo lavoro e dignità”

Taranto, 28 gennaio 2026 – Difendere l’occupazione, fermare le delocalizzazioni e costruire soluzioni industriali vere per il territorio jonico. Con questi obiettivi la UIL Taranto, guidata dal coordinatore territoriale Gennaro Oliva, insieme alla UILM Taranto, è oggi a Bari per un incontro con la Task Force Lavoro della Regione Puglia, chiamata ad affrontare due vertenze simbolo della crisi industriale locale: Vestas Taranto e Hiab Statte.

Due situazioni diverse ma accomunate dallo stesso rischio: la perdita di centinaia di posti di lavoro e l’ennesimo arretramento produttivo per un’area che non può permettersi di perdere ulteriori presìdi industriali.

La vertenza Vestas: “Trasferimenti che sono licenziamenti mascherati”

Al centro del confronto c’è la procedura avviata da Vestas Italia per il trasferimento del magazzino, del training center e del reparto reparation blades da Taranto a San Nicola di Melfi, con decorrenza dal 1° marzo. Una scelta che coinvolge 32 lavoratrici e lavoratori, costretti a spostarsi a circa 200 chilometri di distanza.

Per UIL e UILM si tratta di fatto di uno svuotamento del sito tarantino e di una misura che rischia di trasformarsi in “licenziamenti mascherati”, spingendo molte persone alle dimissioni forzate. Da giorni è in corso uno sciopero ad oltranza, con presìdi permanenti e il blocco di straordinari e flessibilità.

“Non accetteremo operazioni che cancellano Taranto dalla geografia industriale del Paese”, dichiara Gennaro Oliva. “Spostare i lavoratori a 200 chilometri significa metterli con le spalle al muro. Per noi equivale a perdere posti di lavoro. L’azienda deve ritirare il trasferimento e aprire un confronto serio per garantire continuità produttiva e occupazionale qui, a Taranto”.

La crisi Hiab: un centinaio di famiglie appese a un filo

Sul tavolo della Task Force anche la situazione dello stabilimento Hiab di Statte, dove la produzione è stata delocalizzata e circa 100 lavoratori vivono tra cassa integrazione e incertezza sul futuro.

Con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo e la scadenza ravvicinata della cosiddetta “non opposizione”, il timore è che senza un piano di reindustrializzazione concreto il sito venga definitivamente dismesso, cancellando competenze e professionalità storiche del territorio.

UIL e UILM chiedono la sospensione di ogni atto unilaterale e garanzie chiare sul rilancio industriale, con nuovi investimenti e percorsi reali di ricollocazione.

“Statte non può diventare un’altra fabbrica fantasma”, sottolinea ancora Oliva. “Parliamo di lavoratori specializzati e di famiglie che rischiano di restare senza reddito. Prima si costruisce un progetto industriale credibile, poi si può discutere del resto. Senza prospettive non c’è alcuna tutela sociale possibile”.

La posizione della UIL

Per la UIL Taranto la difesa di Vestas e Hiab non è solo una battaglia sindacale, ma una questione di giustizia sociale e di futuro per l’intero territorio jonico, già duramente provato da anni di crisi industriali.

Dal vertice di Bari il sindacato ribadisce una linea netta: stop alle delocalizzazioni, salvaguardia dei posti di lavoro e reindustrializzazione vera dei siti produttivi.

“La nostra priorità – conclude Oliva – è una sola: difendere il lavoro. Taranto e Statte non possono essere lasciate sole. Continueremo a mobilitarci finché non arriveranno risposte concrete per i lavoratori”.

Crisi occupazionale a Taranto, Oliva (UIL): “Un territorio al limite del collasso sociale, la politica non può continuare a subire”

Taranto, 24 gennaio 2026 – Taranto è oggi un territorio che vive una crisi occupazionale profonda e strutturale, una crisi che non nasce all’improvviso ma che si aggrava giorno dopo giorno sotto il peso di vertenze industriali irrisolte, scelte aziendali calate dall’alto e di una politica che, a tutti i livelli, appare sempre più distante dal mondo del lavoro. A lanciare l’ennesimo, ma sempre più urgente, grido d’allarme è Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL di Taranto, che parla apertamente di un territorio spinto verso una pericolosa desertificazione produttiva e sociale.

“A Taranto – afferma Oliva – si continua a subire. Subiscono i lavoratori, subiscono le famiglie e, cosa ancora più grave, subisce la politica, che non riesce a incidere sulle decisioni delle grandi imprese. Le aziende decidono, spostano, chiudono, ridimensionano, e il territorio resta a guardare, senza strumenti reali di contrasto”.

Il quadro che emerge dalle principali vertenze aperte è emblematico. La vicenda Vestas Italia rappresenta un paradosso difficile da spiegare ai lavoratori e alla città. Circa quaranta addetti del sito di Taranto sono in sciopero a oltranza contro la decisione aziendale di trasferire le attività a San Nicola di Melfi, a oltre duecento chilometri di distanza. Una scelta motivata dall’azienda con ragioni di costi e logistica, ma che appare incomprensibile se si considera che, a poche centinaia di metri, un’altra realtà del gruppo continua ad assumere. L’effetto concreto è quello di costringere lavoratori con competenze consolidate a spostarsi lontano dalle proprie famiglie, mentre Taranto perde ulteriori posti di lavoro qualificati.

A questa vertenza si sommano quelle storiche (gli ex TCT da oltre un decennio mai ricollocati, i lavoratori HIAB lasciati al loro destino) e mai definitivamente risolte. L’ex Ilva continua a rappresentare una ferita aperta, con una produzione ridotta ai minimi termini, impianti fermi o rallentati, cokerie che si avviano a lunghi stop e migliaia di lavoratori sospesi tra cassa integrazione e incertezza. Gli interventi governativi, sbandierati come soluzioni, si traducono ancora una volta in ammortizzatori sociali e non in vero lavoro. “A Taranto – sottolinea Oliva – non abbiamo bisogno di cassa integrazione a vita, abbiamo bisogno di occupazione vera, stabile e sicura”.

Il peso della crisi emerge con forza anche dai dati ufficiali. I numeri dell’INPS, contenuti nel Rendiconto Sociale provinciale, fotografano una provincia con uno dei più bassi tassi di occupazione d’Italia, con livelli di disoccupazione elevati e con una concentrazione impressionante di ammortizzatori sociali. Taranto da sola assorbe quasi il sessanta per cento della cassa integrazione straordinaria dell’intera Puglia, un dato che certifica una dipendenza patologica da poche grandi realtà industriali e l’assenza di un’alternativa produttiva solida. Crescono gli inattivi, aumenta il lavoro precario e stagionale, mentre giovani e donne restano ai margini del mercato del lavoro. È un contesto che alimenta lo spopolamento e svuota il territorio delle sue energie migliori.

Nemmeno il porto, spesso indicato come possibile volano di sviluppo, riesce a compensare il quadro generale. Nonostante un timido incremento di alcuni traffici, centinaia di lavoratori, ex TCT, restano in cassa integrazione e vivono una condizione di precarietà prolungata, che non può essere considerata una prospettiva sostenibile nel medio e lungo periodo.

Anche strumenti nati per accompagnare la transizione industriale restano, ad oggi, incompiuti. Il Just Transition Fund, che mette a disposizione circa 800 milioni di euro per Taranto, non ha ancora prodotto risultati occupazionali concreti e tangibili. Così come il Tavolo tecnico permanente per la transizione occupazionale di Taranto avviato dal Comune rischia di restare un contenitore di buone intenzioni se non verrà accompagnato da scelte operative, tempi certi e investimenti reali. “Non vorremmo – avverte Oliva – che anche questa fosse l’ennesima occasione persa”.

Neppure l’Arsenale Militare di Taranto, con tutto il suo indotto, può essere considerato un’isola felice. Un comparto che sulla carta avrebbe il potenziale per diventare un polo occupazionale strategico, ma che nella realtà continua a perdere competenze e personale qualificato, senza un vero piano di rilancio. Eppure, negli ultimi mesi, sono stati presentati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy quindici nuovi progetti che spaziano dalla cantieristica navale alla nautica da diporto, dall’aerospazio alla logistica fino all’energia eolica offshore. Progetti che promettevano oltre cinquemila posti di lavoro e che avrebbero potuto cambiare il destino occupazionale del territorio. Ad oggi, però, di concreto non si è visto nulla.

“La politica locale e regionale – conclude Oliva – deve assumersi fino in fondo la responsabilità di incidere. Chi governa questa città e questa regione, a partire dal sindaco di Taranto Piero Bitetti e dal neo presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, non può restare a guardare o limitarsi a subire decisioni prese altrove. Taranto è al limite del collasso sociale. Servono scelte coraggiose, un confronto vero con le imprese e un piano industriale credibile. Senza lavoro non c’è futuro, e senza futuro non c’è coesione sociale”.

UILCOM | Taranto paga il prezzo della crisi delle telecomunicazioni

Neglia su Tiscali Taranto: “Rispetto per le scelte individuali, ma il settore resta fragile. Necessaria una visione industriale per fermare la perdita di competenze”

Taranto, 23 gennaio 2026 – La segreteria regionale della Uilcom Puglia ha seguito con attenzione e rispetto le lavoratrici e i lavoratori ( in tutto 50) di Tiscali Taranto che, nella giornata di ieri, hanno sottoscritto a Bari le conciliazioni per l’uscita volontaria incentivata prevista dal piano aziendale, in un comparto delle telecomunicazioni interessato da anni da processi di riorganizzazione e ridimensionamento.

“Si tratta di una scelta personale, spesso complessa e sofferta – dichiara Alfredo Neglia, segretario regionale della Uilcom Puglia – che merita rispetto e ascolto. A chi ha deciso di intraprendere nuovi percorsi professionali va il nostro augurio più sincero. Tuttavia, il compito del sindacato e delle istituzioni resta quello di creare le condizioni per un’occupazione stabile, duratura e di qualità”.

La Uilcom Puglia richiama l’attenzione sul progressivo indebolimento del tessuto occupazionale, in particolare tra i lavoratori più giovani, che sono spesso i primi a lasciare il territorio. Secondo i più recenti dati statistici disponibili, nel mercato del lavoro pugliese il numero complessivo degli occupati nella fascia 15-74 anni registra una flessione rispetto all’anno precedente, con un calo stimato di oltre 10mila unità nel 2025 e un tasso di occupazione che si attesta poco sopra il 50%.
Nel territorio di Taranto, il comparto ICT e delle telecomunicazioni coinvolge alcune migliaia di addetti inseriti in contesti produttivi particolarmente fragili, anche alla luce dei percorsi di riconversione industriale legati al Just Transition Fund.

“Una dinamica – sottolinea Neglia – che rischia di tradursi in una perdita strutturale di competenze e professionalità, aggravata dai piani di uscita e riorganizzazione che stanno interessando diversi grandi gruppi del settore, da TIM a Vodafone-Fastweb fino a WindTre”.

Il quadro nazionale conferma le criticità del comparto TLC. I dati dell’Osservatorio AGCOM sulle Comunicazioni evidenziano un mercato complessivamente stabile in termini di ricavi, ma caratterizzato da una persistente pressione competitiva, in particolare sul segmento mobile, e da una riduzione dei costi del personale legata al calo degli addetti. Parallelamente, il Rapporto Assintel 2025 segnala una crescita della spesa ICT business a livello nazionale, concentrata soprattutto nelle regioni del Nord, con benefici che faticano a ricadere sui territori del Mezzogiorno.

Per la Uilcom Puglia è necessario un cambio di passo. “Non possiamo continuare a governare questa fase con strumenti emergenziali o con il ricorso sistematico agli esodi incentivati – conclude Neglia –. Serve una visione industriale di lungo periodo e un patto sociale su lavoro, formazione e sostenibilità, capace di accompagnare la transizione digitale senza scaricarne i costi su lavoratrici, lavoratori e territori come Taranto”.

UIL F.P. Vigili del Fuoco, Valentino Prezzemolo eletto segretario generale nazionale

In servizio al Comando provinciale di Taranto, il vigile del fuoco legato al territorio ionico guiderà il sindacato nazionale del Corpo

Reggio Calabria, 22 gennaio 2026 – Si è concluso oggi a Reggio Calabria il I Congresso Nazionale della UIL F.P. Vigili del Fuoco, una tre giorni di confronto e dibattito che ha rappresentato un passaggio significativo per il sindacato e per l’intero comparto del soccorso pubblico. L’assise congressuale ha eletto Valentino Prezzemolo, Capo Squadra dei Vigili del Fuoco, nuovo segretario generale nazionale della UIL F.P. Vigili del Fuoco.

Prezzemolo è vigile del fuoco in servizio presso il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto, dove svolge attività operativa all’interno del Corpo Nazionale. Figura sindacale e professionale profondamente legata al territorio ionico.

Insieme al nuovo segretario generale è stata nominata la Segreteria Nazionale, composta dal Tesoriere Gianni Alampi e dai Segretari Massimiliano Santoro, Ignazio Modica, Ciro Notaro, Cristina Cini e Arianna Parolin. Una squadra chiamata ad affrontare una fase complessa per il comparto, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti, la sicurezza sul lavoro, la dignità professionale e il potenziamento delle risorse destinate al soccorso pubblico.

L’elezione di Prezzemolo arriva in un momento cruciale per il settore, attraversato da importanti trasformazioni organizzative e normative. Nel suo intervento programmatico, il nuovo segretario generale ha delineato una visione sindacale capace di coniugare il radicamento nei valori storici della UIL con una prospettiva orientata al futuro, sottolineando il ruolo strategico del Dipartimento Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico della UIL, guidato dal Tesoriere Confederale Benedetto Attili.

“In una società in rapido e continuo cambiamento, la UIL continua ad essere capace di interpretare i bisogni delle persone – ha dichiarato Prezzemolo – con uno sguardo rivolto al futuro e con una strategia chiara per raggiungere gli obiettivi che si prefigge. In un contesto in cui il terreno dei valori etici e morali di alcuni sindacati appare sempre più impoverito, la UIL rappresenta un punto di riferimento solido, come dimostra la nostra costante crescita”.
Prezzemolo ha poi ribadito la linea che caratterizzerà il suo mandato: “La UIL è moderazione, intesa come sobrietà, senso della misura ed equilibrio. Ma se questa virtù dovesse essere scambiata per debolezza, allora siamo pronti a intervenire con la massima fermezza”.

Al nuovo segretario generale sono giunte anche le congratulazioni della UIL e della UILPA di Taranto, che hanno espresso piena soddisfazione per la nomina: “Si tratta di un incarico di grande responsabilità – sottolineano UIL e UILPA di Taranto – che rappresenta il giusto riconoscimento dell’impegno, della competenza e della dedizione dimostrati da Valentino Prezzemolo nel suo percorso sindacale, prima come dirigente territoriale e successivamente come Tesoriere nazionale della UILPA Vigili del Fuoco”.

Un percorso iniziato con l’ingresso nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nel 2005, proseguito nel 2011 con l’ingresso nella segreteria UILPA Vigili del Fuoco di Taranto, quindi nel 2016 con l’elezione a Segretario regionale UILPA Vigili del Fuoco Puglia e, dal 2019, con l’incarico di Tesoriere nazionale.

L’esito del Congresso di Reggio Calabria conferma la UIL F.P. Vigili del Fuoco come una realtà sindacale in crescita, determinata a rinnovare il patto di fiducia con le lavoratrici e i lavoratori del Corpo attraverso una presenza costante sui territori e una difesa rigorosa dei diritti del personale in divisa.

Negato il trasferimento nonostante la Legge 104: UILPoste Puglia vince la battaglia legale

Taranto, 21 gennaio 2026 – Il Tribunale di Milano – Sezione Lavoro, con ordinanza del 19 gennaio 2026, ha riconosciuto il diritto di un dipendente tarantino di Poste Italiane a essere trasferito nella sede della Regione Puglia più vicina alla residenza della madre, affetta da handicap grave, ai sensi dell’art. 33 della Legge 104/1992. Il lavoratore, Specialista Consulente Finanziario in servizio a Milano, aveva chiesto di rientrare in Puglia per assistere la madre residente a Taranto, rimasta senza coniuge convivente.

Poste Italiane aveva negato il trasferimento sostenendo l’assenza di posti vacanti, mentre risultavano scoperture in Puglia e, in particolare, nelle filiali di Bari e Lecce, oltre a movimenti di personale nella stessa area. Il giudice ha rilevato che l’azienda non ha dimostrato l’impossibilità di collocare il lavoratore in altre sedi pugliesi né ha spiegato le priorità con cui sono state soddisfatte altre richieste di mobilità.

​“Accogliamo con grande soddisfazione una ordinanza che restituisce dignità alla persona e ai diritti di chi assiste un familiare disabile”, dichiara il segretario regionale UILPoste Puglia, Giuseppe Manfuso. “La Legge 104 non è una concessione discrezionale, ma un diritto che va rispettato: dietro le fredde esigenze organizzative non possono essere sacrificati i diritti umani, familiari e costituzionali dei lavoratori”.

“Un risultato frutto del lavoro capillare della UILPoste sul territorio, che non lascia soli i lavoratori nelle battaglie per i loro diritti”, aggiunge Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto. “Questa vittoria rafforza il nostro impegno a Taranto per tutelare ogni diritto sancito dalla legge, specialmente quando coinvolge famiglie in difficoltà”.

​“Per me questa decisione significa poter tornare nella mia città e garantire a mia madre l’assistenza quotidiana di cui ha bisogno”, afferma il lavoratore interessato. “Ringrazio la UILPoste Puglia e il mio legale per aver creduto fino in fondo in questa battaglia di civiltà”.

L’ordinanza, ottenuta grazie all’azione della UILPoste Puglia e alla difesa dell’avvocato Basilio Puglia, condanna Poste Italiane anche alla rifusione delle spese di lite, pari a 4.524 euro. Per UILPoste Puglia questo provvedimento costituisce un precedente rilevante e un messaggio chiaro: il diritto all’assistenza familiare tutelato dalla Legge 104 va concretamente garantito e non può essere aggirato da scelte unilaterali di gestione del personale.

UIL FPL Taranto: “Rispetto per i lavoratori del Comune di Crispiano e uso corretto dei social”

TARANTO, 20 GENNAIO 2026 – “Serve più rispetto per i dipendenti comunali e un uso responsabile dei social network, strumenti di comunicazione pubblica che non possono trasformarsi in vetrine di offese o diffamazioni”. È il richiamo che arriva da Diego Murri e Giuseppe Zingaropoli, componenti di segreteria della UIL FPL Taranto, dopo che in alcune dirette Facebook locali sono stati rivolti giudizi offensivi e commenti denigratori verso il personale del Comune di Crispiano.

“Siamo i primi a difendere la libertà di espressione – sottolineano Murri e Zingaropoli – ma ricordiamo che essa incontra il limite del rispetto della dignità altrui, come previsto dall’articolo 2 della Costituzione e dall’articolo 595 del Codice Penale in materia di diffamazione, anche telematica. Il dibattito pubblico, per essere utile, deve restare nei confini della correttezza e del confronto civile”. La UIL FPL evidenzia che i dipendenti comunali di Crispiano, in particolare quelli impegnati negli uffici istituzionali e nella gestione delle risorse tributarie, “svolgono ogni giorno i propri compiti nel rispetto delle norme e delle procedure, senza condizionamenti politici e nell’interesse esclusivo dei cittadini”.

“Si tratta – aggiungono – di lavoratori che rappresentano un presidio essenziale di legalità e di buon andamento dell’Ente, come stabilito dall’articolo 97 della Costituzione. Etichettarli con toni denigratori non solo è ingiusto, ma rischia di minare la fiducia fra cittadinanza e istituzioni”. La sigla sindacale invita inoltre amministratori e consiglieri comunali “a riconoscere e valorizzare la professionalità e lo spirito di servizio dei dipendenti pubblici, evitando narrazioni fuorvianti che alimentano diffidenza o delegittimazione”.

“Ogni accusa infondata o attacco personale a un lavoratore pubblico – rimarcano Murri e Zingaropoli – costituisce una violazione dei principi di correttezza e può configurare responsabilità civili e penali”.

“Desideriamo ringraziare tutte le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Crispiano per l’impegno e la dedizione con cui garantiscono ogni giorno il funzionamento dei servizi e la tutela della legalità. Il loro lavoro merita rispetto e riconoscimento, non polemiche gratuite né strumentalizzazioni”.

Il Ponte Girevole in crisi: la Uiltrasporti lancia l’allarme sulla sicurezza e la viabilità

Taranto, 19 gennaio 2026 – Il Ponte Girevole di Taranto, simbolo della città, è al centro di nuove preoccupazioni legate alla sua sicurezza e alla gestione della viabilità cittadina. Le vibrazioni sempre più forti, percepite dai cittadini durante il passaggio di bus e auto, stanno sollevando segnali di allarme. A questo si aggiungono i timori per i Giochi del Mediterraneo, in programma per quest’anno, che potrebbero ulteriormente mettere alla prova una struttura già sotto stress. La Commissione Ambiente e Territorio del Comune di Taranto ha chiesto un intervento urgente alla Marina Militare, chiedendo una relazione tecnica per rassicurare la cittadinanza e garantire la sicurezza del ponte.

Ma la situazione non riguarda solo l’urgenza di ripristinare le condizioni di sicurezza del Ponte Girevole. Il problema è che il ponte, con i suoi quasi 70 anni di storia, è destinato a essere sostituito, ma non prima della fine del 2027. Un ritardo che mette a rischio la gestione del trasporto pubblico locale, soprattutto con l’avvio del Bus Rapid Transit (BRT), il nuovo sistema di trasporto pubblico che prevede l’utilizzo di autobus più lunghi e pesanti, destinati a cambiare radicalmente la mobilità cittadina. Il progetto BRT, infatti, rischia di entrare in rotta di collisione con la viabilità esistente, a partire dal Ponte Girevole, che già oggi vieta il transito simultaneo di due autobus, una limitazione che potrebbe diventare un serio ostacolo con l’introduzione dei nuovi mezzi.

Carmelo Sasso, segretario generale della Uiltrasporti, ha sollevato un punto cruciale: “Nessuno ci ha spiegato come si farà con il ponte girevole da giugno 2023 al 2027, quando i nuovi mezzi del BRT entreranno in servizio. Senza una pianificazione chiara, il rischio di criticità operative è concreto. Abbiamo bisogno di risposte concrete, non solo promesse.”

Un altro aspetto preoccupante riguarda la viabilità cittadina, che da anni è priva di interventi significativi. Le corsie preferenziali per il BRT e le modifiche alla rete stradale, necessarie per la gestione del nuovo sistema di trasporto, sono temi che la città sembra ignorare da troppo tempo. Secondo Sasso, “la viabilità di Taranto va ripensata. Corsie preferenziali e la gestione del traffico vanno modificate da almeno dieci anni, non possiamo più aspettare.”

Nel frattempo, la Marina Militare ha già avviato il progetto per la costruzione di un nuovo ponte, che richiamerà l’attuale struttura dal punto di vista architettonico, ma sarà più tecnologicamente avanzato e strutturalmente adeguato a ospitare il transito dei mezzi del BRT. Un ponte più sicuro e moderno, ma la cui realizzazione richiederà ancora tempo. Durante la fase di transizione, quando il Ponte Girevole verrà sostituito, la città dovrà affrontare il problema della mobilità quotidiana, e la domanda che sorge spontanea è: come si garantirà la viabilità durante questo periodo di lavori?

Il sindacato risposte rapide e concrete. In un momento cruciale per la città, con i Giochi del Mediterraneo in arrivo e la sfida di modernizzare il trasporto pubblico locale, le soluzioni non possono più essere rimandate. La sostituzione del Ponte Girevole è una necessità, ma la gestione della mobilità cittadina nei mesi precedenti richiede urgentemente interventi mirati e rapidi.

 

Sanità Taranto, UIL FPL: “Regolarizzare la Centrale Operativa 118 di Sanitaservice Asl Ta. Basta autisti alla gestione del personale”

TARANTO, 17 gennaio 2026 – La segreteria territoriale della UIL FPL di Taranto lancia un appello urgente alla direzione strategica della Asl ionica affinché si proceda a una ristrutturazione professionale e organizzativa della Centrale Operativa 118 in seno alla Sanitaservice. Al centro della denuncia sindacale vi è l’attuale gestione dei turni e del personale, che – secondo la sigla guidata dal segretario generale Giovanni Maldarizzi – non risponderebbe più a criteri di efficienza e adeguatezza professionale.

“Non possiamo più accettare – dichiara Maldarizzi – che la gestione dei turni di lavoro e l’organizzazione complessa di un servizio fondamentale come quello dell’emergenza-urgenza vengano affidate ad autisti soccorritori. Con il massimo rispetto per la loro attività operativa, la Centrale Operativa del 118 richiede competenze amministrative e gestionali specifiche. È tempo di riportare la professionalità al centro delle scelte e di garantire una gestione coerente con le esigenze del servizio e del personale».

La UIL FPL indica con chiarezza la strada da seguire: regolarizzare il servizio attraverso procedure trasparenti e meritocratiche. Il sindacato sollecita l’indizione di un concorso interno per titoli ed esami, capace di individuare figure idonee per la gestione del personale e la pianificazione dei turni, con requisiti precisi in materia di gestione delle risorse umane e organizzazione dei servizi sanitari. Solo così – sottolinea il sindacato – sarà possibile coniugare efficienza, qualità del servizio e tutela dei diritti dei lavoratori.

“La gestione del 118 è il cuore pulsante dell’emergenza-urgenza nella nostra provincia – aggiunge Maldarizzi – e non può essere affidata a chi non dispone degli strumenti adeguati a gestire criticità operative e risorse umane. La nostra non è una battaglia contro qualcuno, ma una battaglia per la qualità del servizio e per la dignità professionale di tutti gli operatori coinvolti. Taranto, in questo settore, ha bisogno di un cambio di passo che metta la competenza al primo posto”.

 

Il sindacato rinnova quindi la richiesta alla direzione della Asl di Taranto di aprire un confronto chiaro e costruttivo, orientato a trovare soluzioni efficaci che garantiscano continuità e trasparenza nella gestione della Centrale Operativa.

Nel frattempo, la UIL FPL Taranto rivolge un pensiero istituzionale al nuovo vertice della sanità pugliese. Dopo la nomina della nuova Giunta regionale da parte del presidente Antonio Decaro, è stato infatti scelto il martinese Donato Pentassuglia come nuovo assessore alla Salute della Regione Puglia.

“A nome della Segreteria Territoriale UIL FPL di Taranto – prosegue Maldarizzi – desidero esprimere i più sinceri auguri di buon lavoro al nuovo assessore. La sua nomina giunge in un momento cruciale per il nostro sistema sanitario, che deve affrontare carenze di personale, lunghe liste d’attesa e la necessità di potenziare strutture e servizi sul territorio. Come sindacato confermiamo la nostra piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione istituzionale, convinti che solo attraverso l’ascolto delle parti sociali si possano individuare soluzioni concrete e sostenibili”.

Pensione finalmente riconosciuta dopo 15 mesi: Vittoria di giustizia grazie all’impegno di UILPoste e UIL

Taranto, 16 gennaio 2026 – Si chiude oggi una vicenda che ha segnato profondamente la vita di Domenico Maiuri, ex lavoratore di Poste Italiane, che dopo 15 lunghi mesi di attesa ha finalmente visto riconosciuto il suo diritto alla pensione, con il pagamento degli arretrati dovuti. Un risultato frutto del costante impegno di UILPoste e UIL, che hanno lavorato instancabilmente per garantire che questo diritto sacrosanto fosse rispettato.

Maiuri, dopo aver lavorato per anni con Poste Italiane, aveva maturato il diritto alla pensione, ma, a causa di problematiche legate ai contributi, ha vissuto un periodo difficile, segnato da incertezze economiche e psicologiche. Oggi, grazie alla battaglia sindacale condotta dalla UIL e dalle sue strutture, finalmente può tornare a vivere serenamente la propria vita da pensionato.

“Questa è una storia a lieto fine” commenta il segretario regionale UILPoste Giuseppe Manfuso. E poi: “Oltre un anno di attesa per vedere riconosciuto un diritto fondamentale è una situazione che non dovrebbe mai ripetersi. La vicenda di Maiuri non è un caso isolato: molti altri lavoratori di Poste Italiane sono tuttora alle prese con anomalie simili nel proprio estratto contributivo. È necessario un tavolo tecnico urgente tra INPS e Poste Italiane per risolvere le problematiche che coinvolgono gli ex lavoratori con contratto a tempo determinato, stabilizzati a seguito di sentenza giudiziaria. È inaccettabile che qualcuno resti indietro in questo modo”.

“È stata un’esperienza incredibile – ha detto Domenico Maiuri coinvolto direttamente nella vicenda – , che non mi sarei mai aspettato da un’azienda statale come Poste Italiane. Ringrazio la UILPoste e la UIL per non avermi mai lasciato solo in questo periodo difficile, e anche gli organi di stampa che hanno dato visibilità alla mia situazione. Spero che la mia storia possa essere da monito affinché situazioni del genere non si ripetano più”.

“Questa vicenda è un chiaro esempio – chiude il coordinatore territoriale Gennaro Oliva –  di quanto sia fondamentale il ruolo del sindacato nella tutela dei diritti dei lavoratori. Se non fosse stato per l’intervento deciso della UIL e della UILPoste, oggi saremmo ancora qui a parlare di una ingiustizia. Non ci fermiamo qui: continueremo a monitorare e ad agire affinché nessun lavoratore, dopo una vita di lavoro, venga mai lasciato solo. Va ricordato che sono ancora 30mila i lavoratori che, come Maiuri, sono stati assunti in modalità precaria e hanno affrontato o stanno affrontando difficoltà enormi con i propri contributi. È nostro dovere intervenire per loro».

UILPoste e UIL ribadiscono il loro impegno a tutela dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, affinché casi come quello di Domenico Maiuri non si ripetano mai più e i diritti acquisiti vengano sempre riconosciuti tempestivamente e senza ostacoli.

Tavolo tecnico per la transizione occupazionale di Taranto: un percorso di sviluppo per il nostro futuro

Taranto, 16 gennaio 2026 – Il Tavolo tecnico permanente per la transizione occupazionale di Taranto ha avviato il suo percorso con il primo incontro che ha visto la partecipazione delle principali istituzioni e parti sociali locali. Un progetto pensato per affrontare le sfide occupazionali del nostro territorio e per avviare un cambiamento concreto verso una riqualificazione professionale e la creazione di nuovi posti di lavoro. Un’opportunità per garantire un futuro migliore alla città e alle sue risorse umane.

Insieme a Luigi Bennardi, segretario UILM TARANTO, abbiamo preso parte alla discussione, confermando la volontà di non lasciare che la città continui a vivere in uno stato di emergenza occupazionale. Il Tavolo è stato istituito proprio per superare la gestione frammentata delle crisi e per promuovere un lavoro continuativo e ordinato, in grado di mettere a sistema competenze e risorse.

Gennaro Oliva, Coordinatore Territoriale UIL Taranto, ha espresso in modo chiaro la posizione della UIL: “In una città come la nostra, dove la transizione ecologica ed energetica ha portato a una desertificazione industriale, non possiamo accontentarci di corsi di formazione senza un vero impegno per creare lavoro. La politica deve finalmente agire concretamente. Non possiamo continuare a vedere investimenti al Nord mentre il nostro territorio rimane ignorato.”

Oliva ha anche puntato l’attenzione sull’importanza di riprendere a investire sull’arsenale di Taranto, uno dei bacini industriali più significativi d’Italia, che però è attualmente parzialmente inutilizzato. “Molti imprenditori mi hanno confermato che Taranto ha enormi potenzialità, ma manca una politica che sappia valorizzarle.” ha aggiunto Oliva.

Il Tavolo, dunque, non si propone come un’alternativa alla contrattazione sindacale o alle vertenze aziendali, ma come uno strumento di coordinamento e confronto che unisce tutte le forze in gioco, con l’obiettivo di trovare soluzioni concrete e condivise per il rilancio occupazionale e produttivo del nostro territorio. Il Tavolo si propone di definire priorità e misure concrete per il rilancio di Taranto, in un percorso che continuerà con i prossimi incontri previsti per il 21 gennaio.

La UIL di Taranto, come sempre, sarà in prima linea a fianco dei lavoratori, per costruire un futuro più sostenibile e prospero per tutti. Il nostro impegno per un Taranto migliore non si ferma!