I VIGILI DEL FUOCO DI TARANTO ADERISCONO ALLO SCIOPERO NAZIONALE DEL 25 LUGLIO: “INACCETTABILE RISCHIARE LA VITA SENZA TUTELE ADEGUATE”

TARANTO, 24 luglio 2026 – Anche il Comando di Taranto incrocia le braccia sabato dalle 15:00 alle 18:00. “Le carenze di organico sul nostro territorio, il mancato riconoscimento del rischio professionale e salari inadeguati non sono più tollerabili” dichiara il Segretario UIL FP VVF, Valeria Trovato.

Lo sciopero arriva dopo la rottura del tavolo di conciliazione, con le premesse di un rinnovo contrattuale ritenuto inidoneo a tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori e a riconoscere la specificità dei Vigili del Fuoco per i requisiti peculiari di efficienza psico-fisica e l’impiego in attività usuranti che, pur previsti per legge, continuano a non trovare un riscontro economico adeguato.

“Sul nostro territorio viviamo quotidianamente le ricadute di un sistema che non investe su chi lo protegge,” dichiara Valeria Trovato, Segretario Provinciale della UIL FP VVF di Taranto. “I colleghi di Taranto affrontano turni massacranti per coprire le carenze d’organico croniche e le emergenze boschive estive, con un potere d’acquisto ormai eroso dall’inflazione e dall’IRPEF regionale e comunale. Ma la vera ferita è il silenzio dello Stato sulla nostra salute, respiriamo quotidianamente fumi tossici e sostanze cancerogene, operiamo in condizioni estreme, soprattutto d’estate eppure il rischio oncologico e cardio-circolatorio non ci viene riconosciuto come malattia correlata al servizio.”

“Il problema non è quello dell’esiguità delle risorse e dei vincoli di bilancio, ma di come si decide che queste risorse debbano essere investite,” dichiara Valentino Prezzemolo. “Un taglio dello 0,4% sui sussidi indiretti o sulla massa dei crediti d’imposta concessi ai grandi gruppi, tecnicamente irrilevante per questi ultimi, consentirebbe di stanziare le risorse sufficienti per un contratto dignitoso. La proclamazione dello sciopero non nasce da una logica di contrapposizione, ma dalla necessità di richiamare lo Stato a una responsabilità concreta, investire nei Vigili del Fuoco significa investire nella sicurezza dei cittadini. Un Corpo efficiente, motivato e adeguatamente valorizzato rappresenta una garanzia per l’intero Paese”

La mobilitazione si pone l’obiettivo di riaprire un tavolo di confronto costruttivo con il Governo.

Lo sciopero si svolgerà nel rigoroso rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali. La UIL FP VVF assicura che tutti gli interventi di soccorso urgente e le prestazioni indispensabili previste dalla legge saranno garantite, al fine di tutelare in ogni momento l’incolumità della popolazione.

Caldo estremo, UIL Taranto: “Nei cantieri e in tutti i lavori all’aperto la salute viene prima di ogni scadenza”

Taranto, 23 luglio 2026 – Di fronte alle temperature torride che in queste ore investono il territorio ionico, la UIL Taranto richiama con forza il pieno rispetto dell’ordinanza anticaldo della Regione Puglia, firmata dal presidente Antonio Decaro, che prevede limitazioni alle attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni in cui il livello di rischio da stress termico è elevato. Il provvedimento regionale è finalizzato a prevenire malori, infortuni e patologie connesse all’esposizione prolungata al sole e impone una organizzazione del lavoro compatibile con la tutela della salute e della sicurezza.

A richiamare l’attenzione sulla situazione di Taranto è Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, che punta i riflettori sui lavoratori impegnati nei cantieri connessi ai Giochi del Mediterraneo e agli interventi sulla rete BRT, ma anche su tutte le altre categorie che ogni giorno operano all’aperto, a partire dagli addetti dei cantieri stradali, dell’edilizia, della manutenzione urbana, dei servizi esterni, della logistica e delle attività esposte direttamente al sole. La UIL, a livello nazionale, ha più volte sostenuto che le misure contro il caldo estremo vanno rafforzate e accompagnate da modelli organizzativi, tutele effettive e ammortizzatori adeguati per i lavoratori più esposti.

“A Taranto non si può chiedere ai lavoratori di pagare con la salute il prezzo della corsa contro il tempo. Nei cantieri legati ai Giochi del Mediterraneo, nelle opere per il BRT, nei cantieri stradali e in tutte le attività svolte all’aperto, il rispetto dell’ordinanza regionale deve essere rigoroso e non formale. La sicurezza non può essere compressa dalla fretta di chiudere lavori, aprire opere o rispettare cronoprogrammi”.

“L’ordinanza della Regione Puglia, firmata dal presidente Antonio Decaro, parla chiaro: nelle fasce orarie più a rischio, dalle 12:30 alle 16:00, quando lo stress termico raggiunge livelli elevati, bisogna fermare o rimodulare le lavorazioni esposte al sole. Non è un suggerimento, ma una misura di civiltà e di prevenzione che serve a evitare malori, incidenti e conseguenze anche gravi per chi lavora”.

“Per questo chiediamo alle imprese, alle stazioni appaltanti e a tutti i soggetti coinvolti di riorganizzare i turni, prevedere pause reali, garantire acqua, zone d’ombra, dispositivi di protezione e un controllo costante delle condizioni operative. La produttività non si difende mettendo a rischio i lavoratori, ma costruendo condizioni di lavoro sicure, dignitose e sostenibili”. La UIL ha infatti sostenuto che l’emergenza climatica richiede strumenti strutturali, protocolli chiari e tutele automatiche per chi è esposto a temperature estreme.

“A Taranto il tema è ancora più delicato perché ci sono opere considerate strategiche per la città. I Giochi del Mediterraneo prenderanno il via il 21 agosto e si concluderanno il 3 settembre, e questo sta determinando un’accelerazione dei lavori in più punti del territorio. Ma proprio per questo occorre una assunzione di responsabilità ancora maggiore: nessuna scadenza può valere più della vita e della salute di una lavoratrice o di un lavoratore”.

“Lo stesso vale per i cantieri del BRT e per tutti gli altri interventi sulla viabilità urbana: è indispensabile che l’avanzamento delle opere non si traduca in un aggravio insostenibile né per chi lavora né per la mobilità cittadina. Bisogna evitare lavorazioni disordinate, ridurre al minimo l’impatto sui percorsi stradali e assicurare una programmazione seria, soprattutto in una fase in cui Taranto si prepara ad affrontare un aumento della pressione sul traffico urbano”.

“Il caldo estremo non è più un fatto eccezionale: è una condizione strutturale con cui il mondo del lavoro deve fare i conti, mettendo al centro prevenzione, organizzazione e tutela delle persone”.

Porto di Taranto, CGIL CISL UIL: “Esclusi dal documento inviato al Ministero. Disattesi gli impegni assunti, serve un percorso condiviso per il futuro dei lavoratori”

I sindacati: “Il rilancio del porto passa dal lavoro e dalle prospettive per i 322 lavoratori ex TCT. Necessario rispettare gli accordi e costruire una strategia comune per il territorio”

 

Taranto, 21 luglio 2026 – CGIL, CISL e UIL Taranto esprimono forte preoccupazione per quanto accaduto dopo l’incontro del 30 giugno presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, convocato per affrontare il futuro del porto di Taranto, il rilancio delle attività dello scalo e la situazione occupazionale dei lavoratori ex TCT.

Alla riunione, richiesta dalle organizzazioni sindacali insieme alle categorie portuali, erano presenti il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Giovanni Gugliotti e il sindaco di Taranto Piero Bitetti. In quella sede era stata condivisa la necessità di predisporre un documento unitario da inviare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il coinvolgimento di istituzioni e parti sociali.

CGIL, CISL e UIL hanno però appreso soltanto dagli organi di stampa dell’invio di una comunicazione al Ministero senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, nonostante gli impegni assunti durante l’incontro. La comunicazione inviata dalle segreterie territoriali aveva infatti richiesto la trasmissione della bozza del documento per poter procedere alle eventuali integrazioni e arrivare all’invio congiunto concordato.

“Il nostro obiettivo – dichiara Giovanni D’Arcangelo, segretario generale CGIL Taranto – è rilanciare il porto attraverso il lavoro delle persone. Il 30 giugno abbiamo chiesto un confronto perché era necessario affrontare insieme il futuro dello scalo jonico e dare risposte concrete ai lavoratori”.

“Abbiamo rivendicato – prosegue D’Arcangelo – la necessità di rilanciare le attività del porto, dove ci sono 322 lavoratori in attesa di riprendere il proprio percorso occupazionale. Sono persone che da tempo vivono una situazione di incertezza e per le quali abbiamo chiesto un impegno preciso da parte di tutti i soggetti istituzionali. A breve partirà il percorso di formazione professionale sul quale il sindacato si è fortemente impegnato, ma la formazione deve essere accompagnata da reali opportunità di lavoro”.

“Abbiamo inoltre chiesto – aggiunge il segretario generale della CGIL Taranto – di lavorare insieme per ottenere l’autorizzazione ministeriale per il riconoscimento dell’articolo 17 della legge 84/1994, uno strumento fondamentale per organizzare la manodopera temporanea e creare condizioni favorevoli alla ripresa delle attività portuali”.

“Sul tavolo – conclude D’Arcangelo – c’è anche il futuro della cantieristica navale, con le opportunità legate al decreto interministeriale MASE/MIT n.167/2025 e all’investimento di 28 milioni di euro per la realizzazione dell’hub dell’eolico offshore. Erano tutte richieste condivise che avrebbero dovuto portare alla sottoscrizione di un documento comune da inviare al Governo. Apprendere dai giornali che quel percorso è stato modificato rappresenta una scelta inspiegabile. Chiediamo il rispetto delle relazioni sindacali e degli impegni presi”.

Sulla stessa linea Antonio Baldassarre, segretario generale CISL Taranto/Brindisi: “Dopo la riunione alla presenza dell’Autorità Portuale, del sindaco e della Provincia ci aspettavamo un documento da condividere e inviare al Ministero. Questo non è avvenuto e non per responsabilità del sindacato. La difficoltà di affrontare insieme le questioni del territorio rischia di indebolire la capacità di ottenere risposte”.

Per Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, serve maggiore chiarezza nelle scelte strategiche che riguardano il futuro del porto e dello sviluppo industriale.

“Non possiamo assistere a percorsi separati mentre centinaia di lavoratori attendono risposte – afferma Oliva –. La vertenza ex TCT, la scadenza dell’Agenzia per il lavoro portuale e il futuro della cantieristica richiedono responsabilità e confronto. Anche il progetto dell’ex yard Belleli e il futuro insediamento di Cantieri di Puglia devono essere affrontati con una visione complessiva, evitando che opportunità importanti per l’occupazione del territorio rimangano bloccate”.

CGIL, CISL e UIL chiedono quindi al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti di ripristinare il metodo condiviso annunciato nell’incontro del 30 giugno e di procedere alla definizione di un documento comune con tutte le parti coinvolte.

“Il futuro del porto di Taranto – concludono le organizzazioni sindacali – passa dalla capacità di mettere al centro il lavoro, la dignità delle persone e lo sviluppo del territorio. Gli impegni assunti devono essere rispettati e il confronto istituzionale deve tornare ad essere fondato su trasparenza e collaborazione”.

Sanità ionica, Maldarizzi (UIL FP): “Bene lo sblocco delle prestazioni aggiuntive, ma a Taranto non accetteremo ospedali ridotti a scatole vuote. Pronti alla mobilitazione.”

TARANTO, 20 luglio 2026 –   La UIL FP Taranto prende atto delle recenti precisazioni fornite dall’ASL Taranto riguardo le risorse destinate alle prestazioni aggiuntive per i reparti in sofferenza. Si tratta di un chiarimento importante, ottenuto grazie alla forte pressione sindacale, che scongiura un blocco immediato ma che non può essere considerato la cura definitiva per i mali della sanità ionica.

Il quadro economico delineato dalla Regione Puglia continua a destare profonda preoccupazione, lasciando presagire ulteriori accorpamenti e la trasformazione di interi reparti in semplici ambulatori. Taranto è un territorio che sconta già una pesante eredità ambientale, dove il diritto alla salute dei cittadini non può finire schiacciato dalle logiche del pallottoliere e del rientro dal disavanzo regionale.

“Non possiamo accettare che la provincia ionica paghi il prezzo di una programmazione che taglia i servizi anziché azzerare sprechi e inefficienze,” dichiara Giovanni Maldarizzi, segretario generale della UIL FP Taranto. “I nostri Pronto Soccorso sono costantemente congestionati, il personale è stremato da carichi di lavoro non più dignitosi e i cittadini sono costretti a rinunciare alle cure o a fuggire fuori provincia.”

Qualsiasi ulteriore ipotesi di riduzione della capacità assistenziale rappresenterebbe un colpo mortale alla sanità pubblica tarantina. La sanità non si governa esclusivamente con i tagli lineari, ma richiede investimenti immediati sulle assunzioni e il rafforzamento capillare della rete ospedaliera e territoriale.

La UIL FP Taranto annuncia che non consentirà alcun arretramento dei livelli essenziali di assistenza. In assenza di garanzie strutturali contro il depotenziamento dei servizi, il sindacato chiederà l’apertura di un tavolo di crisi regionale ed è pronto ad avviare ogni iniziativa di mobilitazione necessaria a tutela dei lavoratori e della comunità ionica.

RISORSE FINANZIARIE PUBBLICHE NON SPESE PER CITTADINI IN DIFFICOLTÀ AGGRAVANO LA GIÀ DRAMMATICA CONDIZIONE SOCIALE DI TARANTO E DEL TERRITORIO IONICO

 ZERO EURO PER IL FONDO POVERTÀ ESTREMA, DIFFICOLTÀ NELL’ASSISTENZA DOMICILIARE DI DISABILI E ANZIANI, RITARDI NELLE MISURE A SOSTEGNO DEL SERVIZIO EDUCATIVO PER MINORI.

TARANTO, 20 luglio 2026 –I bisogni delle persone non sono numeri ma i numeri ci aiutano a spiegare meglio le responsabilità pubbliche che ogni anno colpiscono chi ha fragilità sociali e sofferenze diffuse.

Se i Comuni possono scegliere su cosa risparmiare, di norma scelgono di farlo a danno di uomini, donne, anziani e bambini in difficoltà.

A dimostrarlo, sono i dati sulla spesa sociale dei Comuni dei vari Ambiti sociali di zona della provincia di Taranto, organi chiave per la programmazione e gestione integrata dei servizi socio-assistenziali locali.

Dati a macchia di leopardo, perché malgrado i sindacati possono contrattare con gli Enti locali sulle risorse da spendere nel welfare, alcuni ambiti rallentano o addirittura si sottraggono alla pratica della contrattazione sociale.

I dati pertanto sono suscettibili a ciò che i Comuni hanno voluto comunicare; più aggiornati per quelli che hanno convocato i sindacati e meno per quanti che hanno deciso di non rispettare la scadenza di aggiornamento ogni tre mesi, circa l’utilizzo e l’impegno della spesa prevista.

In tutti i casi, le risorse finanziarie provenienti da extra bilancio comunale e quelli del previsto cofinanziamento comunale c’erano, almeno sulla carta; ma si è deciso di non spenderli, o per incapacità di programmazione e intervento o per cofinanziamento comunale di fatto inesistente.

Il Comune di Taranto non convoca da un anno e l’ultima volta che lo ha fatto ha fornito un aggiornamento sui dati di spesa sociale riferito al 31 dicembre del 2023.

L’ambito sociale di Taranto risparmiava, a quel tempo, rispetto a ciò che aveva programmato, oltre 6 milioni e 600 mila euro.

Così mentre le mense della Caritas raccontano di situazioni emergenziali e di nuova drammatica povertà, il Comune rendiconta per ben tre volte (2018-2019-2020) il ritorno in cassa delle somme impegnate ma non spese per interventi sulla povertà estrema.

Quasi 500mila euro che avrebbero potuto cambiare la vita di famiglie.

Nel frattempo il quadro di osservazione sul campo ci riporta di attese anche di un anno per l’assistenza domiciliare educativa, di 8 mesi per l’assistenza domiciliare integrata (ADI) per gli anziani e di ADI e SAD disabili o in netto ritardo o non erogate.

L’Ambito Territoriale Sociale 7 (ATS 7) di Manduria raggruppa sette comuni (Manduria capofila, Avetrana, Fragagnano, Lizzano, Maruggio, Sava e Torricella) non fa meglio.

In questo caso il dato di aggiornamento della spesa è stato fornito circa un anno fa: il 30 settembre 2025.

In quei comuni si arriva a non impegnare circa 800mila euro; il fondo povertà estreme rimane a zero malgrado i 100mila previsti, così come rimangono a quota zero i fondi per il sostegno educativo scolastico (programmati 325.600,70 euro), per il Dopo di noi (715mila euro programmati) e gli interventi sull’assistenza domiciliare previsti nel PNRR (330mila euro programmati).

L’Ambito Territoriale Sociale TA/1, gestito dal comune capofila Ginosa, comprende invece i comuni di Laterza, Castellaneta e Palagianello.

Qui i fondi comunali risparmiati sono di 863.084,69 euro e quelli etero finanziati sono 300mila.

Il dato è cristallizzato al 31 dicembre 2025.

Risparmio che mal si concilia con alcuni macro-bisogni rimasti senza interventi come il Fondo Povertà estreme (zero euro su 100mila programmati), il sostegno educativo domiciliare (zero euro su 119.633,46 programmati), i Dopo di noi (zero euro su 502.200 programmati) e il supporto alle famiglie in difficoltà (zero euro su 207.620,63 programmati).

L’Ambito Territoriale Sociale di Massafra (TA/2) che gestisce i servizi socio-assistenziali per i comuni di Massafra (capofila), Mottola, Palagiano e Statte, riesce a spendere solo il 66,9 % delle somme programmate con residui in cassa al 31 ottobre 2025 di oltre 3milioni di euro (3.635.260,12).

Così in un territorio che registra forte marginalità economica e occupazionale stride ad esempio il dato sulla spesa riferita all’azione contro le povertà estreme: solo 6mila euro a fronte dell’oltre un milione di euro previsti, così come i 68.453 euro per l’integrazione e l’inclusione sociale rispetto a gli oltre 314mila euro programmati. Resta a zero invece il fondo economico destinato alle attività di mediazione famigliare (207.114,59 previsti).

Il dato più recente arriva dall’ambito di Martina Franca che oltre il comune capofila include anche il Comune di Crispiano.

Al 12 giugno 2026 residuano somme sia sulla parte dei fondi eterofinanziati per 2.202.567,26 euro, sia per risorse provenienti dalla quota di coopartecipazione comunale: 800mila euro per il 2024 e 102mila euro per il 2025. Il risultato è quello di servizi ADI e SAD ridotti al minimo e accessibili solo per persone con ISEE al di sotto dei 2000 euro. Una vera aberrazione.

Sull’ambito sociale di Grottaglie che comprende ben 11 comuni della provincia di Taranto (Carosino, Faggiano, Leporano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio e San Marzano), i sindacati denunciano il buio. Nessuna convocazione e nessuna relazione con Comuni che – denunciano i sindacati – hanno deciso anche di percorrere la via del definanziamento delle quote di coopartecipazione.

I sindacati dei pensionati di CGIL, CISL e UIL sul fronte di ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e SAD (Servizio Assistenza Domiciliare) prendono in considerazione soprattutto l’ambito sociale del comune capoluogo.

A Taranto per l’ADI disabili si registrano medie di 40 ore settimanali non erogate e liste d’attesa. Per ADI e SAD anziani le liste d’attesa sono ferme a novembre e settembre 2025. Nel frattempo gli anziani muoiono da soli nelle loro case senza aver ricevuto ciò che spettava loro di diritto.

Tutto questo “non speso” si abbatte su una provincia in cui disoccupazione, lavoro povero, aumento degli ammortizzatori sociali, marginalità economica e sanitaria, violenza, disagio minorile e degli anziani, povertà abitativa ed educativa, disabilità, donne ancora vittime di segregazione e violenza, stanno consumando e sfiancando una comunità.

Drammatica fotografia di Taranto e della sua provincia nel presente e che trova conferma anche nelle posizioni di coda di quasi tutte le classifiche economiche e sociali nazionali, nel rendiconto INPS e all’interno dei centri di assistenza ai bisogni di CGIL, CISL e UIL.

Nonostante un’emergenza sociale elevata a Taranto e provincia la spesa sociale pro-abitante rimane sulla carta. Somme impegnate, allocate nei capitoli di spesa ma poi non liquidate perché non utilizzate. Il risultato è quello che anche la stampa registra tutti i giorni nelle sue cronache: devianze, marginalità, precarietà e disperazione.

Oggi la denuncia di CGIL, Cisl e UIL arriva come un grido d’allarme, dopo i tentativi vani di una programmazione partecipata con i Comuni, su problematiche che riguardano la sopravvivenza di donne, uomini, minori, anziani e famiglie.

In questo quadro pertanto è chiaro che il problema non risultano essere le risorse quanto la capacità di tornare a rendere esigibili i diritti di tutti.

Nella conferenza stampa è stata consegnata ai giornalisti anche una lettera con richiesta d’aiuto inviata da un cittadino padre di due figli piccoli con forti disabilità. Al di là della denuncia per un servizio di Assistenza Domiciliare Educativa mai ottenuto, quello che emerge è il grande senso di disperazione e solitudine di queste famiglie.

Si legge: “Non chiediamo privilegi, ma il rispetto dei diritti fondamentali dei nostri figli e della nostra famiglia”.

Sono le persone che CGIL, CISL e UIL ascolteranno, insieme alle associazioni, in tutti i comuni della provincia avviando nell’alveo della grande vertenza “Taranto è Italia”, una grande campagna di rivendicazione che arriverà direttamente sul tavolo di chi di competenza.

AGGRESSIONI AL PERSONALE DEL SERVIZIO 118 ASL TARANTO: “VIOLENZA INTOLLERABILE CONTRO CHI SALVA VITE. ORA BASTA, SERVONO TUTELE VERE E MISURE IMMEDIATE”

TARANTO, 16 luglio 2026 – Le Segreterie Territoriali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP esprimono una ferma condanna e profonda indignazione a seguito dell’ennesimo, grave episodio di violenza ai danni del personale del 118 e di Sanitaservice ASL Taranto, verificatosi durante un intervento di soccorso avvenuto lo scorso 14 luglio.

L’equipaggio, giunto sul posto per un’emergenza, è stato investito da un’auto in transito che, non riuscendo a passare, ha forzato la viabilità, travolgendo un soccorritore.

Solo per una fortuita circostanza l’operatore coinvolto non ha riportato conseguenze fisiche rilevanti, ma il rischio corso e la paura sono stati considerevoli.

Purtroppo, questo episodio non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesimo grave campanello d’allarme. Gli operatori del SET 118 operano quotidianamente in prima linea, spesso in condizioni complesse e difficili, per garantire il diritto alla salute e salvare vite umane. Subire minacce, aggressioni fisiche e verbali o danneggiamenti ai mezzi di soccorso non è più tollerabile.

Il luogo di lavoro non può e non deve essere considerato un bersaglio di violenza.

È ora di dire basta. FP CGIL, CISL FP e UIL FP chiedono risposte concrete e immediate alle istituzioni competenti, in particolare alla Direzione Generale della ASL di Taranto, a Sanitaservice e alla Regione Puglia.

Vi è, inoltre, un ulteriore aspetto rilevante da denunciare: nonostante questi operatori garantiscano un servizio essenziale e indifferibile per l’intera cittadinanza, continuano a subire l’ingiustizia derivante dal mancato riconoscimento economico dell’indennità di rischio, diversamente da quanto previsto per i colleghi della sanità pubblica. Oltre al danno, quindi, anche la beffa.

Denunciamo questa situazione da mesi, ma nessuno ha finora voluto affrontare concretamente la problematica.

Ora basta. Chiediamo al nuovo Direttore Generale della ASL Taranto, dott. Vito Bavaro, e all’Amministratore Unico di Sanitaservice, dott. Giuseppe Pulito, l’istituzione di un tavolo tecnico permanente finalizzato alla definizione di protocolli operativi per la gestione degli interventi in scenari a rischio, con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine.

La sicurezza del personale rappresenta una rivendicazione che non può più essere disattesa.

Sono necessarie risposte immediate, efficaci e risolutive.

È indispensabile una rigorosa applicazione delle normative vigenti nei confronti di chi aggredisce il personale impegnato nell’esercizio di una pubblica funzione.

Riteniamo ormai non più rinviabile la dotazione di adeguati dispositivi di protezione individuale, compresi sistemi di allarme e bodycam per gli operatori del 118, strumenti utili a documentare le aggressioni e a svolgere una funzione di prevenzione e deterrenza.

Nell’esprimere la massima solidarietà e vicinanza ai colleghi coinvolti nei frequenti episodi di aggressione fisica e verbale, ribadiamo che, in assenza di adeguate misure di prevenzione e sicurezza, saremo pronti ad avviare ulteriori e più incisive azioni di mobilitazione a tutela della salute e della sicurezza del personale interessato.

 

FP CGIL Taranto CISL FP Taranto-Brindisi UIL FP Taranto
Alessio D’ALBERTO Flavia CIRACI’ Giacomo DI PIETRO

 

PORTALETTERE COLPITA DA MALORE PER IL CALDO A TARANTO. MANFUSO (UILFPC PUGLIA): “QUANTO DEVE ANCORA ACCADERE PRIMA CHE SI INTERVENGA?”

Taranto, 15 luglio 2026 – “Esprimiamo innanzitutto la nostra vicinanza a Maria, la portalettere di Taranto colpita da un malore durante il servizio, e le auguriamo una pronta e completa guarigione. È un episodio che ci preoccupa profondamente perché riguarda una lavoratrice già dichiarata ipersuscettibile dal Medico Competente aziendale e che si è verificato mentre era impegnata nelle attività di recapito in una delle giornate caratterizzate dalle temperature più elevate”.

A dichiararlo è Giuseppe Manfuso, segretario generale aggiunto UILFPC Puglia, che aggiunge: “Maria è stata colta da malore e ha perso i sensi mentre consegnava la corrispondenza in via Dante a Taranto. Solo il tempestivo intervento di un cittadino presente sul posto, con ogni probabilità, ha evitato conseguenze più gravi. Non possiamo limitarci a commentare l’ennesimo episodio: dobbiamo chiederci perché si continui a non intervenire nonostante gli allarmi lanciati da tempo”.

“Purtroppo – continua Manfuso – non è la prima volta che questa lavoratrice manifesta difficoltà e accusa malori collegati alle condizioni climatiche durante lo svolgimento del servizio. Ci risulta inoltre che la collega avesse già segnalato attraverso i canali aziendali le proprie difficoltà a svolgere il recapito nelle fasce orarie maggiormente esposte al caldo e avesse richiesto una nuova valutazione da parte del Medico Competente. Una richiesta che, secondo quanto ci è stato rappresentato, non avrebbe trovato seguito da parte aziendale”.

“Da settimane – prosegue il segretario generale aggiunto UILFPC Puglia – chiediamo a Poste Italiane di adottare misure straordinarie per affrontare le ondate di calore e di rivedere gli orari del recapito nei periodi di temperature estreme. La Regione Puglia ha già richiamato la necessità di tutelare i lavoratori impegnati all’aperto nelle ore più calde della giornata, ma nonostante questo continuiamo ad assistere a una gestione che non tiene adeguatamente conto del rischio”.

“Anche a Taranto – sottolinea Manfuso – il caldo di questi giorni ha raggiunto livelli particolarmente critici. Gli organismi sanitari territoriali hanno segnalato condizioni di rischio elevato, ma Poste Italiane ha continuato a mantenere il servizio di recapito nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 16, proprio quella in cui l’esposizione al calore risulta più pericolosa”.

“Questa scelta – afferma – è incomprensibile e particolarmente grave se consideriamo la presenza di lavoratori fragili, ipersuscettibili e di età superiore ai 60 anni. La sicurezza sul lavoro non può essere sacrificata in nome di esigenze organizzative o produttive. La salute delle persone viene prima di qualsiasi obiettivo aziendale”.

“Poste Italiane – continua Manfuso – deve assumersi la responsabilità di prevenire i rischi e non limitarsi a intervenire dopo che un lavoratore ha già subito le conseguenze di una situazione ampiamente prevedibile. Non possiamo aspettare che un malore si trasformi in una tragedia per adottare provvedimenti che erano necessari già da tempo”.

“La UILFPC Puglia – conclude il segretario generale aggiunto – chiede l’immediata revisione degli orari di recapito durante le ondate di calore, una maggiore tutela per i lavoratori più esposti e risposte concrete alle segnalazioni provenienti dai territori e dagli stessi dipendenti. La questione sarà affrontata anche nell’imminente audizione presso la Regione Puglia con Azienda e Organizzazioni Sindacali proprio sul tema della gestione delle ondate di calore”.

 

POSTE ITALIANE, UIL FPC PUGLIA CHIEDE L’INTERVENTO DEGLI ORGANI ISPETTIVI: “AI LAVORATORI DEVE ESSERE GARANTITA ACQUA POTABILE GRATUITA IN TUTTE LE SEDI”

Taranto, 14 luglio 2026 –  La UIL FPLC Puglia – Settore Poste ha presentato un esposto ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPeSAL) delle ASL pugliesi, alla Direzione Interregionale del Lavoro del Sud e agli Ispettorati Territoriali del Lavoro, chiedendo un intervento ispettivo urgente sulla mancata disponibilità gratuita di acqua potabile nei luoghi di lavoro di Poste Italiane presenti sul territorio regionale.

Secondo l’organizzazione sindacale, la criticità interesserebbe in maniera diffusa uffici postali, centri di recapito e altre strutture aziendali delle province di Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. La UIL FPC evidenzia come, nonostante le ripetute segnalazioni rivolte all’azienda negli ultimi anni, non siano stati adottati interventi strutturali capaci di garantire ai lavoratori una disponibilità gratuita, facilmente accessibile e sufficiente di acqua potabile durante l’orario di servizio.

Particolare attenzione viene posta alla situazione dei portalettere, impegnati quotidianamente all’esterno anche durante le giornate caratterizzate da temperature elevate. La UIL FPC sottolinea come la consegna delle borracce termiche da parte dell’azienda rappresenti un’iniziativa incompleta se non accompagnata dalla presenza di punti di rifornimento gratuiti e idonei. In assenza di tali strumenti, infatti, i lavoratori sono costretti a portare acqua da casa oppure ad acquistarla a proprie spese, sostenendo un costo che, secondo il sindacato, dovrebbe invece essere a carico del datore di lavoro quale misura di prevenzione contro il rischio da calore, disidratazione e stress termico.

Analoga situazione viene segnalata negli uffici postali, dove in molti casi l’unica possibilità per idratarsi durante il servizio sarebbe rappresentata dall’acquisto di bottiglie ai distributori automatici oppure dall’acqua portata da casa. La presenza di distributori a pagamento, evidenzia la UIL FPC, non può sostituire l’obbligo datoriale di mettere gratuitamente a disposizione una risorsa essenziale per la tutela della salute dei lavoratori.

Nell’esposto il sindacato chiede agli organi competenti di effettuare sopralluoghi, anche senza preavviso, nelle strutture di Poste Italiane della Puglia per verificare la reale disponibilità di acqua potabile gratuita, l’idoneità degli impianti e dei punti di erogazione, l’adeguatezza delle misure adottate per fronteggiare il rischio da caldo e il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

“La tutela della salute dei lavoratori non può essere lasciata alla disponibilità economica del singolo dipendente”, dichiara Giuseppe Manfuso, segretario regionale aggiunto UIL FPC Puglia – Settore Poste. “Non è accettabile che chi presta servizio, soprattutto durante un’estate caratterizzata da temperature sempre più elevate, debba acquistare di tasca propria l’acqua necessaria per svolgere il proprio lavoro in sicurezza. L’idratazione rappresenta una misura di prevenzione e come tale deve essere garantita dal datore di lavoro, senza costi per il personale”.

“Con questo esposto – prosegue Manfuso – non chiediamo privilegi, ma il pieno rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Chiediamo che tutte le sedi di Poste Italiane della Puglia siano dotate di punti di erogazione gratuiti di acqua potabile oppure, nelle more della loro installazione, che venga fornita acqua confezionata ai lavoratori. Serve un intervento uniforme su tutto il territorio regionale, affinché non vi siano differenze tra una provincia e l’altra e venga assicurata la stessa tutela a tutti i dipendenti”.

La UIL FPC Puglia ribadisce infine che la richiesta non riguarda uno specifico sistema di distribuzione dell’acqua, ma il principio secondo cui ogni lavoratore deve poter disporre gratuitamente di acqua potabile sicura, facilmente accessibile e in quantità adeguata durante l’attività lavorativa, senza dover sostenere alcun costo personale

Kyma Ambiente, UILTRASPORTI: “Prima le garanzie sul futuro, poi il confronto sul presente”

La UILTRASPORTI Taranto, insieme a FP CGIL, FIT CISL, FIADEL e SIULS, ha deciso di non partecipare all’incontro convocato dalla governance di Kyma Ambiente, ritenendo impossibile affrontare questioni organizzative senza prima avere certezze sul futuro dell’azienda. Una posizione condivisa dalle organizzazioni sindacali e formalizzata in una comunicazione unitaria inviata all’azienda.

Al centro della vertenza resta il nuovo contratto di servizio, considerato l’unico strumento in grado di garantire continuità aziendale, salvaguardia dei posti di lavoro e stabilità del servizio di igiene urbana.

«Non si può discutere del presente se non si ha certezza sul futuro», ribadiscono i sindacati, sottolineando come ogni confronto possa riprendere soltanto dopo l’incontro con il socio unico e in presenza di rassicurazioni concrete sul futuro della società.

Il Segretario Generale della UILTRASPORTI Taranto, Carmelo Sasso, esprime forte preoccupazione per la situazione in cui versa Kyma Ambiente.

«Questa convocazione, alla vigilia dell’incontro con il Comune e a quaranta giorni dai Giochi del Mediterraneo, non ha alcuna logica. Non si può parlare del presente quando manca qualsiasi certezza sul futuro dell’azienda.»

Sasso richiama quindi il Comune alle proprie responsabilità, evidenziando come sia indispensabile definire rapidamente il nuovo contratto di servizio per scongiurare una crisi irreversibile.

«Il Sindaco e la Giunta devono dire con chiarezza se vogliono far fallire l’azienda. Senza un nuovo contratto di servizio nei primi sessanta giorni, il rischio di un crac è concreto.»

Per la UILTRASPORTI, la priorità assoluta resta la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e la salvaguardia di un servizio pubblico essenziale per la città di Taranto. Solo dopo aver ottenuto risposte chiare sul futuro dell’azienda sarà possibile affrontare i temi legati all’organizzazione del lavoro e alla gestione operativa.

La mobilitazione unitaria di FP CGIL, UILTRASPORTI, FIT CISL, FIADEL e SIULS rappresenta un forte segnale di responsabilità nei confronti dei lavoratori, dei cittadini e del futuro di Kyma Ambiente, nella convinzione che trasparenza, programmazione e certezze siano condizioni imprescindibili per garantire continuità occupazionale e qualità del servizio.

Giochi del Mediterraneo, UIL FP Taranto: “Anche il personale tecnico del 118 merita il giusto riconoscimento economico. Basta disparità di trattamento”

TARANTO, 13 luglio 2026 –   In vista dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, che si svolgeranno dal 21 agosto al 3 settembre 2026, la UIL FP Taranto rivolge un appello formale alla Direzione Generale della ASL Taranto, all’Amministratore Unico di Sanitaservice ASL Taranto S.r.l. e alla Regione Puglia affinché siano previste specifiche misure economiche premiali anche per il personale non medico impiegato nel Servizio di Emergenza Territoriale 118.

L’evento internazionale comporterà inevitabilmente un incremento dell’attività di soccorso, della pressione operativa e delle responsabilità sugli equipaggi del SET 118, chiamati a garantire un dispositivo di emergenza straordinario, efficiente e continuo per la tutela di atleti, delegazioni e cittadini.

La UIL FP Taranto accoglie con favore la previsione di forme di remunerazione attraverso prestazioni aggiuntive per il personale sanitario, ma non può accettare che tale riconoscimento continui a escludere il personale tecnico del soccorso, che quotidianamente opera fianco a fianco con infermieri e medici, condividendone rischi, responsabilità, carichi di lavoro e condizioni operative.

Gli autisti soccorritori e gli operatori tecnici del 118 rappresentano una componente essenziale e insostituibile del sistema dell’emergenza-urgenza. Senza il loro contributo non sarebbe possibile garantire la tempestività degli interventi, la sicurezza dei trasporti sanitari, il supporto operativo alle équipe e la piena funzionalità del servizio.

È pertanto incomprensibile e profondamente ingiusto continuare a prevedere riconoscimenti economici limitati a una sola parte dell’equipaggio, ignorando chi, con identica esposizione ai rischi e con la medesima presenza sul territorio, contribuisce concretamente al successo dell’intero sistema di emergenza.

 

“Non è più tollerabile che all’interno dello stesso equipaggio vi siano lavoratori chiamati a sostenere identici sacrifici, la stessa esposizione ai rischi e la medesima responsabilità operativa, ma destinatari di trattamenti economici differenti”, dichiarano congiuntamente Giovanni Maldarizzi, segretario generale UIL FP Taranto, e Vincenzo Palmieri, responsabile organizzativo UIL FP Taranto. “Gli autisti soccorritori e gli operatori tecnici del 118 rappresentano una componente essenziale e insostituibile del sistema dell’emergenza-urgenza e senza il loro contributo non sarebbe possibile garantire tempestività degli interventi, sicurezza nei trasporti sanitari e piena funzionalità del servizio”.

Per la UIL FP Taranto è quindi indispensabile l’istituzione di un premio economico straordinario, o comunque di specifiche indennità aggiuntive, anche per tutto il personale non medico del Servizio di Emergenza Territoriale 118 impegnato durante i Giochi del Mediterraneo.

Allo stesso tempo la UIL FP Taranto chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Regione Puglia, ASL Taranto e Sanitaservice per individuare gli strumenti contrattuali ed economici idonei a garantire parità di trattamento e il pieno rispetto della dignità professionale di ogni componente dell’equipaggio.

“Chiediamo che venga istituito un premio economico straordinario, o comunque una specifica indennità aggiuntiva, anche per tutto il personale non medico del Servizio di Emergenza Territoriale 118 impegnato durante i Giochi del Mediterraneo”, proseguono Maldarizzi e Palmieri. “Allo stesso tempo riteniamo indispensabile l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Regione Puglia, ASL Taranto e Sanitaservice, per individuare strumenti contrattuali ed economici idonei a garantire parità di trattamento e pieno rispetto della dignità professionale di ogni componente dell’equipaggio”.

Il principio da affermare è semplice e non può essere aggirato: ogni componente del 118 contribuisce in egual misura alla gestione dell’emergenza e merita pari dignità professionale ed economica. Il tempo delle discriminazioni deve finire: chi salva vite insieme deve essere riconosciuto insieme.