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Votano: “Situazione di estremo pericolo, ripristino viabilità o sarà esposto alle Autorità Competenti”
TARANTO, 13 maggio 2026 – Strade dissestate, voragini a cielo aperto prive di barriere fisse e un cantiere di fatto abbandonato. L’ADOC Taranto denuncia il grave stato di incuria e pericolo in cui versa via Capotagliata a causa di lavori stradali mai conclusi, e annuncia l’invio di una formale diffida ad adempiere nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Taranto.
Secondo i cartelli apposti sul luogo, i lavori avrebbero dovuto iniziare il 27 aprile 2026 per concludersi il 9 maggio 2026. Ad oggi, la via risulta non fruibile e presenta buche profonde al centro della carreggiata, prive delle necessarie protezioni di sicurezza. Una situazione che crea un grave danno sia all’incolumità pubblica, violando i doveri di manutenzione in capo agli enti locali sanciti dall’Art. 14 del Codice della Strada, sia all’economia locale, causando forti disagi agli esercenti e alle attività commerciali della zona.
Il disagio per i cittadini residenti è ulteriormente aggravato dalla perdurante presenza delle strisce blu a pagamento nell’area, nonostante l’impedimento al transito e la recente contestata decisione dell’amministrazione di abolire i permessi di sosta gratuiti per i residenti in diverse zone tariffarie.
“Non si può andare avanti così, è il momento di dire basta e di smettere di subire le mancanze di questa amministrazione e le loro sciagurate decisioni” – attacca Domenico Votano, presidente provinciale di ADOC Taranto. “Chiediamo il ripristino immediato della viabilità e il riempimento delle buche. Diffidiamo ufficialmente il Comune ad adempiere nel più breve tempo possibile per eliminare questo evidente stato di pericolo. In caso di mancato e tempestivo intervento, siamo pronti a predisporre un’apposita denuncia alle Autorità Competenti per tutelare la sicurezza dei tarantini”.
Taranto, 12 maggio 2026 – La UIL FP Taranto, per voce del segretario generale Giovanni Maldarizzi e del dirigente sindacale Vincenzo Palmieri, rivolge un appello formale al Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, affinché venga disposto con estrema urgenza lo sblocco delle assunzioni in seno alla Sanitaservice ASL Taranto. La richiesta riguarda in particolare il sistema di emergenza-urgenza territoriale 118, un servizio essenziale, strategico e delicatissimo che necessita quotidianamente di personale adeguato, sia numericamente che professionalmente, per garantire risposte tempestive ed efficaci ai cittadini.
La situazione attuale non è più sostenibile, denunciano congiuntamente Maldarizzi e Palmieri. La grave carenza di personale impiegato nel servizio di emergenza territoriale, più volte segnalata e confermata anche dall’Amministratore Unico della Sanitaservice ASL TA, sta determinando criticità operative che rischiano di compromettere la piena efficienza del sistema. Attualmente gli operatori sono costretti a lavorare in condizioni di forte pressione e sottoposti a carichi di lavoro sempre più gravosi a fronte di una richiesta assistenziale del territorio che continua ad aumentare in maniera esponenziale. Diventa indispensabile garantire una presenza costante di personale sulle postazioni territoriali per non mandare ulteriormente in affanno operatori già stremati da turnazioni pesanti, carenze strutturali e continue emergenze operative.
Inoltre, lo sblocco delle assunzioni risulta vitale per evitare che un territorio come quello ionico, già profondamente in difficoltà sotto il profilo sanitario, subisca ulteriori indebolimenti del servizio. Taranto e la sua provincia non possono permettersi di perdere efficienza in un sistema che rappresenta il primo presidio di soccorso per la popolazione. Allo stesso tempo, i dirigenti sindacali sottolineano quanto sia doveroso riconoscere il sacrificio di coloro che, durante la pandemia, hanno svolto il proprio operato da volontari a bordo delle ambulanze garantendo assistenza e supporto. A questi operatori va dimostrata una gratitudine concreta, evitando di vanificare il percorso di chi ha superato un regolare concorso pubblico ed è in graduatoria da mesi. Ritardare ulteriormente queste assunzioni significherebbe mortificare professionalità e sacrifici messi al servizio della collettività nei momenti più drammatici.
In vista dell’imminente periodo estivo, la UIL FP Taranto ritiene indispensabile che la Regione Puglia valuti l’autorizzazione di assunzioni a tempo determinato, necessarie per sopperire al naturale aumento del carico di lavoro che interesserà il 118. Durante i mesi caldi, infatti, bisognerà fronteggiare l’incremento delle richieste sul territorio e al contempo garantire le ferie maturate dal personale in servizio, coprendo assenze per eventuali infortuni, malattie o congedi. Senza un immediato rafforzamento dell’organico, si comprometterà inevitabilmente la qualità del servizio aumentando il sovraccarico di chi è già in forze. Per questo, Maldarizzi e Palmieri chiedono un intervento concreto e immediato alla Regione: bloccare le assunzioni in un settore così delicato significa esporre lavoratori e cittadini a rischi inaccettabili. L’appello conclusivo al Presidente Decaro è di assumere rapidamente ogni iniziativa utile allo sblocco delle procedure assunzionali, ricordando che la salute pubblica e il sistema di emergenza-urgenza non possono attendere i tempi della politica o della burocrazia.
Il coordinatore territoriale della UIL commenta la brutale uccisione del bracciante maliano di 35 anni in Piazza Fontana. Un forte richiamo alle coscienze contro l’abbandono delle periferie, l’emarginazione giovanile e i finti moralismi della politica.
Taranto, 12 maggio 2026 – L’alba di sabato in Piazza Fontana ha restituito a Taranto l’immagine agghiacciante di un tessuto sociale ed economico arrivato al limite del collasso: l’uccisione di Bakari Sako, bracciante maliano di 35 anni, aggredito a morte mentre si recava al lavoro. Una vita spezzata da colpi letali inferti da un gruppo di giovanissimi, un dramma che vede coinvolti ragazzi tra i 15 e i 20 anni per futili motivi. Di fronte a questa violenza cieca e ingiustificata, che ha colpito un uomo integrato e onesto, la UIL di Taranto prende una posizione attraverso le parole del suo coordinatore territoriale, Gennaro Oliva.
“In questi giorni è successa una tragedia che mi ha profondamente colpito. Un giovane, venuto dal suo paese in cerca di un futuro migliore, è stato ucciso da un gruppo di ragazzi. Io sono sempre stato e sarò sempre dalla parte di queste persone, che arrivano da terre martoriate per cercare rispetto e dignità. Il mio pensiero non cambierà mai: ogni persona, quando arriva qui, ha il diritto di essere rispettata come essere umano, in una società civile come la nostra. E purtroppo, come sempre, ci sono i finti moralisti, che parlano solo in base alle esigenze del momento, senza mai fare i conti con la realtà delle vite di queste persone”
“La morte di Bakari – continua Oliva – non può e non deve essere derubricata a semplice caso di cronaca nera. L’aggressione mortale scaturita nel cuore della Città Vecchia mette in luce il profondo disagio sociale che avvelena le periferie urbane e i quartieri più a rischio di Taranto. La violenza espressa da questa baby gang è anche il sintomo di un vuoto educativo, di una rabbia generazionale e di un impoverimento generale che la UIL denuncia da tempo. Quando la politica non si assume le proprie responsabilità e si limita agli annunci, il tessuto economico si disgrega, lasciando indietro i più fragili: da un lato i giovani tarantini senza prospettive che scivolano nella criminalità, dall’altro i lavoratori stranieri che diventano facili bersagli di frustrazioni collettive. La UIL di Taranto ribadisce il suo impegno a presidiare i luoghi dove i diritti e la dignità umana vengono calpestati, chiedendo alle istituzioni di smettere di rincorrere le emergenze e di iniziare finalmente a curare le ferite sociali di questa città”.
TARANTO, 11 maggio 2026 – La UIL Scuola di Taranto denuncia con fermezza la mancata autorizzazione del tempo normale per le sezioni della scuola dell’infanzia del Comune di Roccaforzata da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Una decisione che priva il territorio di un servizio educativo essenziale e nega, di fatto, un diritto fondamentale all’istruzione piena e inclusiva nella delicata fascia dell’infanzia, penalizzando gravemente i bambini e le loro famiglie.
Il segretario generale della UIL Scuola di Taranto, Giuseppe Tagliente, evidenzia come tale scelta risulti del tutto incomprensibile, soprattutto alla luce della disponibilità già formalizzata dal Commissario Prefettizio del Comune di Roccaforzata. Quest’ultimo, infatti, ha garantito la piena copertura del servizio di refezione scolastica, eliminando in partenza ogni possibile ostacolo organizzativo o economico che potesse impedire l’attivazione dell’orario prolungato.
“La scuola dell’infanzia deve garantire prioritariamente il tempo normale, che rappresenta la condizione ordinaria e più rispondente ai bisogni educativi dei bambini e delle famiglie – dichiara il segretario Giuseppe Tagliente –. Il tempo ridotto dovrebbe costituire un’eccezione e non la regola, specialmente quando le richieste delle famiglie sono orientate in modo inequivocabile verso il tempo pieno”.
Il sindacato sottolinea inoltre che il tempo scuola prolungato non deve essere visto esclusivamente come un mero supporto organizzativo per i genitori lavoratori. Esso costituisce, prima di tutto, un elemento qualificante dell’offerta formativa, indispensabile per garantire percorsi educativi adeguati, spazi di socializzazione e vera inclusione per i più piccoli.
Per queste ragioni, la UIL Scuola Taranto chiede all’Ufficio Scolastico Provinciale un immediato ripensamento della decisione assunta, rivendicando l’autorizzazione del tempo normale per le sezioni della scuola dell’infanzia di Roccaforzata, nel pieno rispetto delle legittime esigenze espresse dalle famiglie e del diritto dei bambini a ricevere un servizio scolastico completo e adeguato.
La UIL Scuola continuerà a vigilare sulla vertenza, pronta a mettere in campo ogni azione necessaria affinché vengano tutelati i diritti degli alunni, delle famiglie e dell’intera comunità scolastica ionica.
Il porto di Taranto torna a registrare segnali di movimento dopo mesi particolarmente difficili per il terminal container Yilport. La crisi internazionale legata allo Stretto di Hormuz e la conseguente riprogrammazione delle rotte commerciali da parte delle grandi compagnie marittime stanno infatti producendo un aumento delle operazioni nello scalo ionico, con l’arrivo di diverse navi di MSC e Maersk utilizzate per attività temporanee di stoccaggio e movimentazione container.
Secondo quanto riportato dal Quotidiano di Taranto, negli ultimi giorni il terminal ha accolto nuove unità feeder impegnate nello scarico di container vuoti e nel recupero di parte dei carichi precedentemente depositati. Un’attività che ha prodotto un incremento significativo dei numeri relativi alla movimentazione container: a marzo sono stati registrati 7.736 teu movimentati contro i 294 dello stesso periodo del 2025, mentre anche gennaio e febbraio hanno mostrato una crescita importante rispetto all’anno precedente.
Una situazione che, pur rappresentando un segnale incoraggiante per il porto e per l’intero comparto logistico del territorio, viene osservata con attenzione dalla UILTRASPORTI, che invita però a non confondere questa fase con una reale ripartenza strutturale dei traffici.
A sottolinearlo è Carmelo Sasso, segretario UILTRASPORTI Taranto, intervenuto in un’intervista rilasciata al Quotidiano di Taranto.
“Quanto sta accadendo rende necessario istituire anche a Taranto l’agenzia per il lavoro temporaneo in porto così come hanno deciso a Ravenna. Sono ormai tre anni che non abbiamo più questo soggetto. Se avessimo avuto un prestatore di manodopera temporanea con 20 unità, avrebbe potuto integrare il personale diretto di Yilport e affrontare meglio il maggiore lavoro determinato dall’arrivo di queste navi”, ha dichiarato Sasso.
Per la UILTRASPORTI, infatti, l’attuale fase dimostra ancora una volta la necessità di dotare il porto di Taranto di strumenti moderni e adeguati per la gestione dei picchi operativi, garantendo al tempo stesso occupazione e tutela dei lavoratori.
Sasso ha inoltre evidenziato un altro elemento considerato strategico per il futuro del sistema portuale ionico: lo stanziamento da parte della Regione Puglia di 1,5 milioni di euro destinati alla formazione dei lavoratori coinvolti nelle crisi occupazionali della provincia di Taranto.
Una misura che consentirà finalmente di avviare i percorsi di riqualificazione per i 320 ex TCT, da anni in attesa di nuove opportunità occupazionali.
“Registriamo una notizia positiva: adesso i corsi per gli ex TCT possono partire. La profilatura dei lavoratori è già stata effettuata e c’è una bozza di avviso pubblico pronta. Ora l’Autorità deve indicare le azioni formative necessarie per avviare rapidamente i bandi”, ha aggiunto il segretario UILTRASPORTI.
Sul tema è intervenuto anche Andrea Toma della UIL Puglia, che ha chiesto la riconvocazione del comitato di pilotaggio previsto dall’accordo tra Regione e Autorità portuale.
“L’avvio tempestivo dei corsi di riqualificazione è una condizione imprescindibile per garantire il reinserimento occupazionale degli ex TCT, anche in vista della scadenza di fine anno dell’Agenzia che eroga l’indennità di mancato avviamento”, ha sottolineato Toma.
La UIL Taranto e la UILTRASPORTI continueranno a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione portuale, ribadendo la necessità di trasformare questa fase emergenziale e temporanea in una concreta occasione di rilancio stabile dello scalo ionico, dell’occupazione e dell’intero sistema logistico del territorio.
Taranto, 6 maggio 2026 – La Regione Puglia ha approvato il riparto delle risorse del Servizio Sanitario Regionale per l’anno 2025, destinando all’ASL di Taranto un’importante disponibilità finanziaria lorda di oltre 1,11 miliardi di euro, supportata da un ulteriore fondo di riequilibrio regionale di 250 milioni per le aziende con maggiori criticità. Una notizia che, tuttavia, non rassicura ma apre pesanti interrogativi nel nostro territorio, dove i cittadini e i lavoratori convivono ogni giorno con carenze strutturali croniche, servizi depotenziati e condizioni operative al limite del collasso.
Giovanni Maldarizzi, segretario generale della UIL FP Taranto, è netto e non fa sconti. Oggi, a fronte di una dotazione economica così ingente, non bastano più annunci o semplici riparti contabili comunicati attraverso autoreferenziali note stampa istituzionali. Taranto si porta dietro un deficit di bilancio locale che sfiora i 54 milioni di euro, uno dei più gravi dell’intera rete regionale. Il sindacato esige di sapere se queste risorse verranno assorbite per coprire i buchi generati da una cattiva gestione o se, finalmente, si trasformeranno in servizi reali e assunzioni per il territorio.
La sanità tarantina vive un’emergenza inaccettabile che non ammette ulteriori distrazioni. Il sistema del 118 è letteralmente al collasso, con la presenza stimata di soli 13 medici a fronte dei 75 che sarebbero previsti in organico per garantire la sicurezza su tutte le postazioni provinciali. A questa drammatica carenza si aggiungono le gravi e costanti difficoltà operative del Polo Oncologico Moscati e i forti ritardi organizzativi per il nuovo Ospedale San Cataldo, una struttura imponente che rischia di restare una cattedrale nel deserto senza un piano straordinario di assunzioni.
Per la UIL FP Taranto serve un’inversione di rotta immediata e non più rinviabile. La Direzione Strategica della ASL Taranto ha il dovere di chiarire pubblicamente e senza alcuna ambiguità quante risorse saranno destinate allo sblocco delle assunzioni, al rafforzamento dell’emergenza-urgenza, alla stabilizzazione del personale e all’abbattimento delle liste d’attesa. Non è più tollerabile che fiumi di denaro pubblico vengano dispersi senza una programmazione chiara, verificabile e condivisa con le organizzazioni sindacali e con chi, ogni giorno, tiene in piedi gli ospedali tra enormi sacrifici e rischi crescenti.
I lavoratori della sanità e i cittadini ionici meritano trasparenza e responsabilità amministrativa. La sanità tarantina non può più permettersi sprechi, silenzi o scelte calate dall’alto: occorrono atti concreti, investimenti reali e un confronto serio con le parti sociali. Chi governa e gestisce il sistema sanitario pubblico deve assumersi pienamente le proprie responsabilità, perché la salute del territorio non è un’operazione contabile.
