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TARANTO, 1 luglio 2026 – A distanza di quasi due mesi dalla prima segnalazione e dalla diffida formale, la situazione di via Capotagliata resta irrisolta e, secondo l’ADOC Taranto, appare oggi ulteriormente peggiorata anche a causa delle recenti piogge.
L’associazione dei consumatori torna a chiedere un intervento concreto e risolutivo all’Amministrazione comunale, chiamando in causa direttamente il sindaco Piero Bitetti e l’assessore ai Lavori Pubblici Lucio Lonoce.
Nonostante le precedenti denunce pubbliche e gli atti formali già trasmessi, ad oggi non si registrano riscontri ufficiali né interventi decisivi per il ripristino delle condizioni di sicurezza e viabilità in una strada che continua a rappresentare un serio rischio per cittadini, residenti e attività commerciali.
In via Capotagliata, infatti, insistono bar, negozi e altre attività commerciali proprio a ridosso dell’area dissestata, con pesanti ripercussioni sull’accessibilità della zona e sulla normale fruizione della strada. Si tratta inoltre di un’arteria di collegamento con via Cugini e, nelle condizioni attuali, per raggiungere quella direttrice i cittadini sono costretti ad allungare il percorso, con ulteriori disagi per la circolazione.
Particolarmente critica, secondo ADOC Taranto, è anche la condizione dei residenti, costretti spesso a parcheggiare comunque in una strada fortemente compromessa, nonostante la presenza evidente di buche e voragini e un contesto giudicato altamente pericoloso. Una situazione che, per l’associazione, restituisce un quadro di sicurezza pressoché assente, viabilità compromessa e forti penalizzazioni anche per le attività economiche presenti nelle immediate adiacenze.
“Sono passati ben due mesi e questa strada è ancora abbandonata a se stessa – dichiara Domenico Votano, presidente provinciale di ADOC Taranto –. Abbiamo avuto solo comunicazioni informali e un post in cui si faceva riferimento a un possibile intervento dell’Acquedotto. Ma in questi casi riteniamo che sia l’Amministrazione comunale a doversi attivare ufficialmente, anche diffidando l’Ente competente qualora necessario”.
“Da parte nostra – prosegue Votano – abbiamo già inviato una diffida, ma non abbiamo ricevuto alcun riscontro ufficiale. È assurdo che cittadini e residenti debbano continuare a convivere con questa situazione, peraltro aggravata dalle piogge, che hanno reso ancora più critiche le condizioni del manto stradale”.
L’ADOC ribadisce come la vicenda rappresenti non solo un problema di decoro urbano, ma una questione che incide direttamente sui diritti dei cittadini-consumatori, in termini di sicurezza, mobilità, accessibilità e piena fruizione dei servizi e delle attività del quartiere.
Per questo l’associazione sollecita una risposta chiara e immediata da parte del Comune e dell’assessorato ai Lavori Pubblici, riservandosi ulteriori azioni a tutela della collettività in caso di ulteriore inerzia.
Il porto di Taranto deve tornare a essere un motore di crescita per il territorio. La UIL, insieme a CGIL e CISL, ribadisce la necessità di accelerare il percorso di rilancio dello scalo ionico, puntando su investimenti infrastrutturali, riconversione produttiva e tutela dell’occupazione.
Nel corso dell’incontro con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, il Comune di Taranto e la Provincia, il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, ha richiamato la piattaforma sindacale unitaria dedicata alla vertenza Taranto. Al centro, la richiesta di attivare tavoli permanenti di confronto per affrontare in modo strutturale le criticità che da tempo rallentano lo sviluppo del porto.
Tra le priorità indicate dalla UIL figurano il rilancio del Molo Polisettoriale, lo sviluppo della filiera dell’eolico offshore, gli investimenti sulle infrastrutture portuali e la valorizzazione delle nuove opportunità occupazionali legate alla riconversione dello scalo. Particolare attenzione è stata rivolta anche ai lavoratori dell’ex TCT, ancora in attesa dei percorsi di riqualificazione professionale, rallentati dai ritardi nell’attuazione degli interventi regionali.
“Ho parlato della piattaforma sindacale per la vertenza Taranto e di un percorso che abbiamo aperto insieme a Cgil, Cisl e Uil. All’interno di questa piattaforma ci sono una serie di punti dove bisogna fare rete e creare tavoli di condivisione che portino alla risoluzione dei problemi”, ha dichiarato Gennaro Oliva. Il sindacato, ha aggiunto, intende arrivare a un documento unitario da indirizzare alla Regione Puglia e ai Ministeri competenti per chiedere lo sblocco dei fondi e degli interventi necessari.
Sul fronte UIL Trasporti, Carmelo Sasso ha posto l’accento sulle scelte legate alla gestione delle concessioni e all’organizzazione del lavoro portuale. “Il presidente ci ha comunicato che o Yilport riconsegna mezza area, oppure la concessione va in decadenza”, ha spiegato, evidenziando il nodo del riassetto degli spazi in funzione delle nuove strategie di sviluppo, tra cui l’eolico offshore.
Sasso ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare gli strumenti operativi per la gestione del lavoro portuale: “Abbiamo parlato anche dell’ex articolo 17 per la costituzione dell’operatore di manodopera temporanea, che oggi manca per gestire picchi e flessioni di lavoro”.
La UIL conferma la propria posizione: senza decisioni rapide e investimenti certi, il rischio è quello di rallentare ulteriormente la transizione dello scalo. L’obiettivo resta quello di coniugare sviluppo industriale, occupazione e sostenibilità, in una fase decisiva per il futuro del porto di Taranto e dell’intero territorio ionico.
Taranto, 29 giugno 2026 – “I Giochi del Mediterraneo rappresentano molto più di un grande evento sportivo: devono diventare un’eredità concreta per Taranto e per le nuove generazioni. Lo sport ha la straordinaria capacità di unire dove troppo spesso la politica divide, ed è da questo spirito che bisogna ripartire per costruire il futuro della nostra città”.
È quanto dichiara il Coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, a margine della presentazione ufficiale delle medaglie dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.
Le medaglie, realizzate dalla Zecca dello Stato, rappresentano i valori dell’incontro, del dialogo e della condivisione tra i popoli del Mediterraneo, richiamando attraverso il loro design il profondo legame tra Taranto, il mare e la sua storia.
“Accogliamo con favore tutto ciò che i Giochi stanno portando sul nostro territorio – prosegue Oliva –. Le infrastrutture, la cantieristica, gli impianti sportivi e gli investimenti rappresentano un’opportunità importante. Ma il vero successo non si misurerà soltanto durante i giorni delle competizioni: sarà fondamentale che tutto questo si traduca in occupazione stabile, sviluppo economico e benessere per la nostra comunità anche dopo la conclusione dell’evento”.
Il Coordinatore della UIL Taranto richiama inoltre le parole pronunciate dal presidente della Regione, che ha auspicato che la medaglia presentata oggi possa “restare sul collo della città di Taranto e dei tarantini”, diventando il simbolo di un futuro di crescita e rinascita.
“Condividiamo pienamente questo auspicio – conclude Oliva –. La vera vittoria sarà lasciare ai giovani una città più moderna, competitiva e ricca di opportunità. Questa è la medaglia più importante che Taranto deve conquistare”.
TARANTO, 24 giugno 2026 – La UIL FP Taranto rompe il silenzio e denuncia pubblicamente una condizione che, all’interno del Comune di Taranto, ha ormai superato il livello di guardia. Per mesi il sindacato ha scelto con responsabilità la via del confronto nelle sedi istituzionali, evitando polemiche pubbliche nella convinzione che le criticità potessero trovare soluzione attraverso il dialogo e nel solo interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e della città. Oggi, però, il perdurare dell’assenza di risposte concrete e il progressivo aggravarsi delle condizioni organizzative impongono una presa di posizione netta.
Da mesi la UIL FP Taranto segnala una macchina amministrativa sempre più fragile, segnata da carenza cronica di personale, uffici impoveriti e carichi di lavoro ormai insostenibili. Ogni pensionamento, ogni trasferimento, ogni posto lasciato vacante determina un ulteriore aggravio per chi resta in servizio, mentre lo stress lavoro correlato è diventato una realtà quotidiana per tanti dipendenti comunali. In questo quadro, continuare a garantire servizi essenziali ai cittadini diventa ogni giorno più difficile.
A tutto questo si aggiunge una evidente difficoltà nell’azione amministrativa, con una carenza di coordinamento e una distanza sempre più marcata tra le decisioni assunte e la realtà concreta degli uffici. Il continuo intreccio tra indirizzo politico e gestione amministrativa finisce inoltre per rallentare i processi, generare sovrapposizioni e aumentare la confusione organizzativa, con ricadute dirette sui lavoratori e, di conseguenza, sulla qualità dei servizi resi alla cittadinanza.
La UIL FP Taranto ricorda di avere rappresentato più volte al Sindaco, anche nella sua veste di assessore al Personale, tutte le criticità presenti nei diversi settori dell’Ente, avanzando proposte e sollecitando interventi immediati. Alle parole, però, non sono seguiti i fatti e il cambio di passo annunciato continua a non trovare alcun riscontro nella realtà quotidiana degli uffici comunali.
“Non siamo più davanti a disagi episodici, ma a una condizione strutturale che sta mettendo in sofferenza lavoratori e servizi”, dichiarano Ilaria Noci (segreteria aziendale) e Patrizia Catucci (segretaria territoriale) . “Non è più accettabile che il senso di responsabilità dimostrato finora venga scambiato per rassegnazione. I dipendenti comunali non sono il problema, ma la principale risorsa dell’Ente, e meritano rispetto, ascolto e decisioni concrete”.
“Chi guida l’Amministrazione conosce bene la realtà del Comune di Taranto e proprio per questo non può fingere di non vedere”, aggiungono le firmatarie. “I lavoratori hanno bisogno di certezze, di programmazione, di un rafforzamento degli organici, di una riorganizzazione condivisa e di una reale valorizzazione delle professionalità interne. Continuare con rinvii, annunci e promesse non mantenute significa scaricare ancora una volta il peso delle inefficienze su chi ogni giorno manda avanti la macchina comunale”.
“Anche la città sta pagando un prezzo pesantissimo”, concludono Noci e Catucci. “I cittadini chiedono servizi efficienti, tempi certi e risposte, ma troppo spesso il malcontento si riversa ingiustamente sui dipendenti, che non hanno alcuna responsabilità rispetto alle scelte organizzative e alle carenze di personale. Il tempo delle parole non rispettate è finito. Adesso è il momento delle responsabilità, politiche e amministrative”.
BARI, 17 giugno 2026 – Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha convocato oggi, 17 giugno, le organizzazioni sindacali per un confronto sulla crisi dell’ex Ilva, accogliendo la richiesta avanzata nei giorni scorsi dalle sigle metalmeccaniche che avevano lanciato l’allarme su una possibile “bomba sociale” legata alle prospettive dello stabilimento e alle ricadute occupazionali.
All’incontro, svoltosi nella sala Di Jeso del palazzo della Presidenza, hanno partecipato le segreterie confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil e le segreterie regionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Usb e Ugl Metalmeccanico. Al centro del confronto, la situazione sempre più critica del siderurgico di Taranto, tra produzione ridotta, aumento della cassa integrazione e le prime procedure di licenziamento nel sistema degli appalti.
Nel corso dell’incontro è intervenuto Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, che ha ringraziato il presidente Decaro per aver accolto la richiesta di confronto, sottolineando però la necessità di trasformare il momento di ascolto in un percorso concreto e condiviso.
“Quella di oggi non è la sede in cui si assumono decisioni sul futuro dello stabilimento – ha dichiarato Oliva – ma è il luogo da cui deve partire un’iniziativa comune per incalzare il Governo. La situazione è drammatica e chi conosce la fabbrica sa bene che fermare le batterie equivale di fatto a fermare la produzione: oggi lo stabilimento è acceso, ma non produce. Si tratta solo di capire quando verrà spento”.
Oliva ha evidenziato come il tema della decarbonizzazione sia rimasto, negli anni, privo di attuazione concreta: “Si è parlato per troppo tempo di transizione senza che si realizzassero interventi reali. Non c’è stata alcuna inversione di marcia e oggi ci troviamo con una produzione minima, basata su impianti vecchi di decenni, con tutte le conseguenze ambientali e sanitarie che conosciamo”.
Il coordinatore UIL ha poi richiamato l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori: “A Taranto abbiamo costruito una piattaforma che non è più solo sindacale, ma di comunità, perché i problemi riguardano tutti. Ci sono lavoratori che vivono esclusivamente di ammortizzatori sociali, famiglie che non riescono a sostenere spese sanitarie o a garantire un futuro ai propri figli. Questa vertenza è sociale prima ancora che industriale”.
Nel suo intervento, Oliva ha ripreso anche le criticità emerse nel confronto nazionale, denunciando l’assenza di una strategia chiara: “Ci troviamo davanti a un continuo scaricabarile istituzionale. Il Governo non offre una visione né una prospettualità concreta, mentre il tempo scorre e la situazione peggiora. La cassa integrazione è diventata una condizione permanente e nel sistema degli appalti si registrano già procedure di licenziamento collettivo”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: “Se non si è in grado di rilanciare lo stabilimento, bisogna avere il coraggio di costruire soluzioni alternative per i lavoratori. Non è più accettabile trascinare questa situazione nell’incertezza. Il destino delle persone deve venire prima di quello degli impianti”.
Oliva ha inoltre sollecitato interventi concreti sul territorio, a partire dalle opportunità occupazionali già esistenti: “All’Arsenale mancano centinaia di lavoratori e nessuno interviene. Allo stesso tempo si continuano a raccontare prospettive occupazionali, come quelle legate a nuovi investimenti, che nei fatti non si realizzano. Serve verità e servono atti concreti”.
Tra le richieste avanzate anche la riapertura del confronto sull’estensione dei benefici legati all’amianto e la necessità di evitare disparità tra lavoratori: “Non possiamo creare lavoratori di serie A e di serie B. Le tutele devono riguardare tutti, non solo chi è direttamente coinvolto nello stabilimento”.
Infine, l’appello alla Regione Puglia e a tutte le parti coinvolte: “Da questo tavolo deve uscire una richiesta congiunta al Governo: bisogna fare presto. Perché il rischio concreto è che qualcuno spenga definitivamente l’interruttore dello stabilimento. E una fabbrica spenta, senza alternative, rischia di fare ancora più male al territorio e ai lavoratori”.
L’incontro si inserisce in un contesto di forte tensione, con le organizzazioni sindacali che continuano a chiedere risposte urgenti per evitare una crisi sociale senza precedenti che coinvolgerebbe non solo Taranto, ma l’intera regione e il Mezzogiorno.
Taranto, 14 giugno 2026 – La UIL FP Taranto esprime la più ferma e indignata condanna per l’ennesimo gravissimo episodio di violenza consumatosi all’interno dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, nel reparto di Neurochirurgia, dove un uomo di 55 anni ha aggredito un medico provocandogli la rottura del setto nasale, con una prognosi di 30 giorni. Per l’aggressore sono scattati gli arresti domiciliari. Un fatto di inaudita gravità che colpisce non soltanto il professionista coinvolto, al quale va tutta la solidarietà e la vicinanza della nostra organizzazione sindacale, ma l’intero sistema sanitario pubblico, sempre più esposto a episodi intollerabili di violenza e intimidazione.
Questo episodio non è purtroppo un caso isolato. Solo pochi giorni fa, in via Oberdan a Taranto, il personale del 118 è stato aggredito durante un intervento domiciliare da un ragazzo di 17 anni mentre gli operatori stavano tentando di prestargli soccorso. Due episodi diversi, per dinamica e contesto, ma uniti dallo stesso inquietante fil rougue: la crescente violenza contro chi ogni giorno indossa una divisa sanitaria e opera per salvare vite, assistere i cittadini e garantire un servizio essenziale alla collettività.
“Non è più tollerabile assistere, quasi con cadenza quotidiana, a episodi di questa natura – dichiara Giovanni Maldarizzi, segretario generale della UIL FP Taranto –. Siamo stanchi di intervenire ogni volta con denunce, note ufficiali e richieste di attenzione, senza che a queste parole seguano poi azioni realmente risolutive. Non si può continuare a chiedere a medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale dell’emergenza urgenza di lavorare in trincea, esposti a rischi gravissimi, senza un piano straordinario di prevenzione e protezione. La sicurezza di chi cura deve diventare una priorità assoluta, non un tema da affrontare solo dopo l’ennesima aggressione”.
A rilanciare l’allarme è anche Vincenzo Palmieri, responsabile organizzativo della UIL FP Taranto: “Siamo davanti a un’escalation che non può più essere letta come una somma di episodi isolati. Qui c’è un problema strutturale che riguarda la tenuta stessa del sistema sanitario territoriale e ospedaliero. Servono presidi di sicurezza adeguati, protocolli operativi chiari, collegamenti rapidi con le forze dell’ordine, vigilanza nei reparti più esposti e una rete di tutela concreta per tutti gli operatori. Non si può attendere che accada qualcosa di ancora più grave prima di intervenire”.
La UIL FP Taranto chiede con forza alla Direzione Generale della ASL Taranto di attivare immediatamente misure straordinarie di protezione nelle strutture sanitarie più sensibili, a partire dai reparti ospedalieri maggiormente esposti e dai servizi di emergenza-urgenza. Allo stesso tempo, rivolge un appello al Prefetto di Taranto affinché convochi con urgenza un tavolo istituzionale dedicato al fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, coinvolgendo azienda sanitaria, organizzazioni sindacali, forze dell’ordine e tutti i soggetti competenti, per definire interventi concreti, tempestivi e verificabili.
Chi lavora nella sanità non può farlo nella paura. Difendere medici, infermieri, soccorritori e operatori significa difendere il diritto alla cura di tutta la comunità. Su questo la UIL FP Taranto non arretrerà di un solo passo.
