Latest News
My latest ramblings.
Enjoy! I definitely got important things to say
My latest ramblings.
Enjoy! I definitely got important things to say
L’arrivo della nave WKyrenia al molo polisettoriale smentisce le vecchie giustificazioni sui mancati dragaggi. Il segretario generale della Uil Trasporti Taranto, sulle colonne del Quotidiano di Taranto, chiede chiarezza a Yilport: “Capiremo presto se è solo un approdo spot o l’inizio di un vero rilancio per il nostro scalo e i suoi lavoratori”.
Al terminal container del porto di Taranto si registrano segnali di movimento che impongono un’attenta riflessione sul futuro dello scalo. L’arrivo della grande portacontainer WKyrenia della compagnia Maersk, attraccata al molo polisettoriale gestito da Yilport, ha generato circa 2.400 movimenti tra container pieni, vuoti e refrigerati. Un volume di operazioni che non si vedeva da tempo nello scalo ionico, reduce da una lunga fase di stasi e da un preoccupante calo dei traffici nel corso dell’ultimo anno. Questo arrivo inaspettato apre nuovi scenari sulle reali potenzialità dell’infrastruttura.
La presenza di una nave con una portata lorda di oltre 93mila tonnellate solleva interrogativi cruciali sulle passate strategie del terminalista. Il segretario generale della Uil Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, interviene per fare chiarezza su un punto tecnico fondamentale. “Già il fatto del pescaggio di 14 metri della nave induce qualche riflessione”, sottolinea Sasso. “Questo dimostra che le navi con determinate caratteristiche possono approdare a Taranto, mentre Yilport ha sempre sostenuto che unità simili fossero tagliate fuori per la mancanza dei dragaggi dei fondali. Certo, le navi possono manovrare la zavorra per regolare l’assetto, ma il dato di fatto inequivocabile è che l’approdo c’è”.
Resta da comprendere se l’arrivo della WKyrenia rappresenti l’inizio di una rotta fissa o semplicemente una soluzione d’emergenza temporanea. Attualmente, la congestione di porti come quello di Malta e le tensioni geopolitiche internazionali spingono le grandi compagnie di navigazione a cercare scali alternativi e a variare gli itinerari. Su questo aspetto, il Segretario Sasso traccia una linea netta per interpretare gli sviluppi futuri: “Capiremo se per Maersk è solo un approdo spot o se potrà generare un indotto reale da quello che accadrà in seguito. Se si vorranno attivare servizi stabili da Taranto, vedremo arrivare navi feeder più piccole per movimentare i carichi. Se invece giungerà un’unica grande nave per riprendere tutti i container insieme, significherà che si è trattato solo di un passaggio dovuto alla congestione maltese”.
La posizione della Uil Trasporti Taranto è chiara e richiama alle proprie responsabilità tutti gli attori istituzionali e privati coinvolti. Il porto ionico non può continuare a vivere di approdi occasionali o sperare nei disagi degli scali concorrenti per vedere le proprie banchine finalmente operative. I lavoratori del comparto marittimo e portuale tarantino necessitano di certezze, di un piano industriale aggiornato e di traffici strutturali che garantiscano occupazione stabile e un vero rilancio per l’economia dell’intero territorio.
Il sindacato si scaglia contro il mancato rinnovo dei contratti per i lavoratori a tempo determinato assunti dal Ministero della Cultura durante l’emergenza. “Trattati come miseri ingranaggi da usare all’occorrenza. La Uil non ci sta”.
Taranto, 9 marzo 2026 – Quasi sei anni in cui il mondo ha conosciuto uno sconvolgimento senza precedenti, capace di mettere in dubbio tutte le nostre speranze in un futuro più luminoso. Eppure, non sono stati sufficienti al Ministero della Cultura per riconoscere, con una giusta e doverosa stabilizzazione, l’enorme impegno e la grande professionalità dei lavoratori a tempo determinato che hanno prestato servizio a beneficio dell’intera collettività.
Oggi, il Ministero ha pensato bene di rispedirli a casa e di non rinnovare i loro contratti, dimostrando nei fatti che queste persone sono state assunte solo per tappare situazioni emergenziali. È una pagina vergognosa della nostra storia, un’onta all’immagine di uno Stato che si definisce giusto e democratico, nonché un’offesa imperdonabile alla meritocrazia.
Il Coordinamento Territoriale Uil-Pa MIC e la RSU del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), direttamente interessati dal fenomeno, si fanno fieri portavoce di questa battaglia. Non è possibile cancellare con un colpo di spugna il lavoro eccellente svolto dai precari per il nostro Museo; un impegno andato spesso ben oltre quanto concretamente richiesto dal contratto. In questi anni abbiamo conosciuto non solo validi colleghi, ma amici e confidenti che hanno arricchito la nostra struttura. E adesso, dove sono? Cosa fanno?
Dobbiamo forse aspettare un’altra pandemia per riaverli tra noi? O magari un terremoto?
Alle logiche spersonalizzanti, che vedono i lavoratori come miseri ingranaggi da usare alla bisogna, la Uil-Pa NON CI STA.
Alle logiche puramente economiche, che considerano queste persone solo come buste paga in meno da erogare, la Uil-Pa NON CI STA.
Alle logiche miopi e apatiche di chi non si interessa del futuro di queste famiglie e delle loro necessità, la Uil-Pa NON CI STA.
Per questo motivo non possiamo esimerci dal denunciare con forza questa inaccettabile situazione. Pretendiamo un’immediata stabilizzazione: è il minimo che lo Stato possa e debba fare per i nostri colleghi.
Franco Villani – Coordinatore Territoriale UIL-PA MIC
Domenico D’Onchia – RSU UIL-PA Museo Nazionale MArTA-
Pari Opportunità UIL Taranto e Sportello Mobbing & Stalking: “Nel nostro territorio disuguaglianze ancora profonde. Inaccettabile la cancellazione di Opzione Donna, ennesimo schiaffo alle lavoratrici”
Taranto, 6 marzo 2026 – L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, per la UIL di Taranto è un momento di memoria storica e di mobilitazione concreta per diritti, parità salariale, dignità e sicurezza nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana.
“In questa giornata ricordiamo le battaglie che hanno permesso alle donne di conquistare diritti fondamentali, ma registriamo anche quanto sia ancora lunga la strada verso una piena parità – dichiara Patrizia D’Arcangelo, coordinatrice Pari Opportunità UIL Taranto –. A oltre un secolo dalle prime mobilitazioni, restano profonde disuguaglianze anche nel nostro territorio: la crisi occupazionale e la precarietà continuano a colpire con maggiore forza le donne, con effetti diretti su redditi, autonomia e prospettive previdenziali.”
La UIL Taranto richiama l’attenzione sui dati che fotografano una fragilità strutturale: nella fascia 25-34 anni, l’occupazione femminile a Taranto e provincia è drammaticamente bassa (24,4%), con un divario netto rispetto al dato maschile (43,2%). Sul fronte delle retribuzioni, in Puglia il divario resta significativo: nel settore privato la retribuzione media giornaliera delle donne (91,9 euro) è inferiore a quella degli uomini (102,6 euro), divario che nel pubblico si amplia ulteriormente.
Alle disparità salariali si aggiunge l’allarme sul fronte pensionistico, dove le donne continuano a pagare il prezzo più alto di un welfare inefficiente. “La recente Legge di Bilancio ha definitivamente cancellato dal 1° gennaio 2026 lo strumento di Opzione Donna, sancendone la fine dopo vent’anni – prosegue Patrizia D’Arcangelo –. È un fatto gravissimo che la UIL contesta duramente: chiediamo il ripristino della misura nella sua versione originaria, per restituire flessibilità in uscita alle tante lavoratrici penalizzate da carriere discontinue, bassi salari e anni dedicati al lavoro di cura non retribuito all’interno delle famiglie”.
“Accanto al tema del lavoro e dei diritti negati, l’8 marzo ci impone di parlare con chiarezza di violenza di genere, stalking, ricatti e molestie – sottolinea Antonella Maselli, responsabile dello Sportello Mobbing & Stalking UIL Taranto –. Troppo spesso le donne subiscono pressioni o violenze che si consumano nel silenzio, dentro casa e nei luoghi di lavoro. Questo fenomeno affonda le radici in una cultura patriarcale che fatica a scomparire. Per spezzare questa catena è indispensabile educare i giovani: famiglia e scuola devono promuovere il rispetto dell’altro. Il femminicidio è una ferita sociale che lascia vittime invisibili, come i tanti orfani privati del loro futuro. In questo contesto, l’introduzione da dicembre 2025 della pena dell’ergastolo diventa un segnale forte, un atto di giustizia per sancire che la violenza sulle donne non può essere tollerata”.
Lo Sportello Mobbing & Stalking UIL Taranto, attivo come centro di ascolto, nasce proprio per intercettare situazioni di disagio e offrire tutela, anche nei casi in cui la violenza si intreccia con dinamiche lavorative.
“Non bastano le celebrazioni: la parità si costruisce con scelte politiche e contrattuali che garantiscano occupazione stabile, servizi e tutele vere – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto –. La condizione femminile nel mercato del lavoro tarantino è un indicatore decisivo della salute sociale ed economica del territorio: se le donne restano ai margini, Taranto perde futuro. Serve un impegno serio per creare lavoro di qualità, contrastare la precarietà e rafforzare le infrastrutture sociali, a partire dagli asili nido, per permettere alle donne la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Senza queste basi, il rilancio di Taranto resterà solo uno slogan.”
Taranto, 02 marzo 2026 – Condizioni di lavoro inaccettabili, turni massacranti e licenziamenti definiti “discriminatori e arbitrari” hanno innescato una dura protesta sindacale nel capoluogo ionico. La Uiltucs Taranto ha proclamato lo stato di agitazione e indetto una giornata di sciopero per giovedì 5 marzo 2026, dalle ore 8:30 alle 12:30. In concomitanza con l’astensione dal lavoro, i dipendenti e i dirigenti sindacali terranno un sit-in di protesta davanti al punto vendita Todis di via Tre Fontane.
Il conflitto sindacale con la società Chigiu Srl, attuale gestore del supermercato, è precipitato dopo la decisione aziendale di licenziare il Rappresentante Sindacale Aziendale e il lavoratore Fabio Murianni. Il coordinatore generale della Uiltucs Taranto, Luigi Galiano, ha criticato fermamente il provvedimento, inserendolo in un contesto di preesistente e grave sfruttamento. Già nell’aprile 2025, infatti, il sindacato aveva segnalato che i dipendenti erano costretti a lavorare fino a 60 ore settimanali a fronte di contratti part-time da sole 20 ore.
Il subentro della nuova società non ha determinato il ripristino della legalità auspicato dai lavoratori e dall’organizzazione sindacale. I ripetuti tavoli di confronto si sono rivelati del tutto infruttuosi riguardo al mancato pagamento degli straordinari e al mancato rispetto delle maggiorazioni salariali. L’intervento degli organi ispettivi, sollecitato dalla Uiltucs, ha inoltre accertato in via ufficiale la presenza di personale irregolare e a nero all’interno del supermercato.
Di fronte a queste gravi violazioni, l’organizzazione sindacale esige la revoca immediata e incondizionata dei due licenziamenti. Luigi Galiano ha inoltrato una richiesta formale per un tavolo urgente con Addis, la società titolare del marchio Todis, affinché intervenga direttamente a tutela dei lavoratori. L’obiettivo dell’incontro è spingere l’azienda madre a valutare concretamente la revoca della concessione del punto vendita all’attuale gestione.
Taranto, 2 marzo 2026 – Il Governo si assuma la responsabilità di dire la verità, di fronte all’ennesimo lutto di una famiglia e di una
comunità portata all’esasperazione. Dica la verità subito, proprio ora durante l’ennesimo sciopero proclamato dalle categorie metalmeccaniche, multiservizi ed edili.
Dichiari, certifichi che lo stabilimento è sicuro attraverso i commissari straordinari. Oggi è morto un lavoratore di una fabbrica al collasso. Abbiamo denunciato e dichiarato più e più volte le criticità degli impianti, la mancanza delle manutenzioni ordinarie e straordinarie.
La fabbrica è abbandonata a sé stessa da una politica che negli anni è stata incapace di trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita perché vanno a lavorare. È un atto di accusa grave e solenne che noi da qui solleviamo con forza.
Con le continue denunce dei Rls e delle organizzazioni sindacali, anche ai tavoli ministeriali, sono state segnalate più volte le criticità degli impianti e la necessità di reperire risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Siamo rimasti inascoltati e, mentre il Governo continua a trattare con i “futuri” acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi e porta con sé operai e la speranza di un territorio continuamente abusato e oltraggiato.
Come si fa a discutere del futuro se il presente è fatto di pericoli continui sul luogo di lavoro?! Il Governo si assuma le sue di responsabilità e non continui a scaricarle su gli altri, soprattutto quando questi sono l’anello debole costretto a pagare punte di oltre il 50 o il 60 per centro di Cassa Integrazione.
Taranto, 02.03.2026
Giovanni D’Arcangelo segreatrio generale CGIL TARANTO
Gennaro Oliva coordinatore territoriale UIL TARANTO
Taranto, 2 marzo 2026 – È stata pubblicata sul sito istituzionale della Regione l’autorizzazione che dispone la proroga dei termini per il trasferimento dei mitili, inizialmente fissati al 28 febbraio, posticipandoli al 31 marzo 2026. Le associazioni e i sindacati dei mitilicoltori del territorio esprimono profonda soddisfazione e sincero ringraziamento al Dipartimento di prevenzione della ASL Taranto e alla Regione Puglia per l’attenzione dimostrata nei confronti degli operatori a fronte delle difficoltà operative emerse nell’applicazione dell’ordinanza relativa alla movimentazione del novellame. L’ordinanza regionale prevede il trasferimento dei mitili dal primo seno del Mar Piccolo al secondo seno o al Mar Grande entro il 28 febbraio come misura preventiva a tutela della salute pubblica e della continuità produttiva. Si tratta quindi di un intervento programmato di gestione del rischio sanitario a sostegno dell’intera filiera mitilicola. Le criticità riscontrate nelle ultime settimane avrebbero rischiato di incidere in maniera significativa sull’attività produttiva del comparto, con ripercussioni concrete sul lavoro quotidiano di numerose imprese e operatori impegnati in una filiera strategica per l’economia locale e per la tradizione del territorio. Per tale ragione, le rappresentanze dei mitilicoltori avevano formalmente richiesto un differimento dei termini previsti, evidenziando le oggettive difficoltà legate alla piena attuazione delle disposizioni nei tempi stabiliti. L’accoglimento della richiesta di differimento rappresenta un risultato concreto per i lavoratori, che potranno beneficiare di tempi più adeguati per gestire le operazioni di movimentazione del novellame. La proroga consente infatti di evitare concentrazioni forzate delle attività entro scadenze troppo ristrette, permettendo una programmazione più ordinata ed efficace del lavoro. Questo si traduce in condizioni operative più sicure, in una migliore organizzazione delle attività in mare e in una riduzione delle situazioni di urgenza che avrebbero potuto incidere negativamente sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro svolto. Al tempo stesso, la possibilità di proseguire le operazioni nel rispetto dei controlli sanitari garantisce continuità
lavorativa, tutelando l’occupazione e consentendo agli operatori di operare con maggiore serenità e responsabilità. La disponibilità al dialogo e al confronto istituzionale da parte del Dipartimento di prevenzione della ASL Taranto, unita alla sensibilità mostrata dalla Regione guidata dal Presidente Antonio Decaro, ha consentito di giungere ad una soluzione equilibrata e responsabile. Il differimento concesso, infatti, rappresenta un punto di equilibrio tra le imprescindibili esigenze di tutela sanitaria e la necessità di garantire la continuità delle attività produttive. Il provvedimento adottato testimonia concretamente come la collaborazione tra istituzioni e rappresentanze del settore possa produrre risultati efficaci, nel rispetto delle normative vigenti e della sicurezza alimentare, ma anche delle esigenze economiche e sociali delle comunità coinvolte. I mitilicoltori rinnovano il proprio impegno a operare nel pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie e dei controlli previsti, confermando la volontà di proseguire in un percorso di collaborazione costruttiva con le autorità competenti. L’auspicio condiviso è che questo approccio, fondato sull’ascolto e sul confronto, possa proseguire anche in futuro, nella prospettiva di una revisione complessiva della norma alla luce degli incoraggianti risultati emersi dagli ultimi rilievi e dal progetto di decontaminazione dei mitili, supportato anche dall’attenzione puntuale del Commissario per le bonifiche, a tutela di un comparto che rappresenta non solo una risorsa economica, ma anche un patrimonio identitario del territorio.
f.to
COLDIRETTI TARANTO/SETTORE PESCA – EMILIO PALUMBO CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA – GIANLUCA BASILE CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – COSIMO D’ANDRIA
LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA – COSIMO BISIGNANO
UNCI AGROALIMENTARE – CARLA MACRIPO’
FAI CISL – ALESSANDRO GESUE’
FLAI CGIL – GIUSEPPE ROMANO
UILA PESCA – VINCENZO GUARINO
