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Taranto, 31 luglio 2026 – Le Segreterie territoriali della FAI CISL Taranto Brindisi, della FLAI CGIL Taranto e della UILA Pesca di Taranto esprimono apprezzamento per il Bando FEAMPA 2021-2027 dedicato al settore della pesca e dell’acquacoltura presentato lo scorso 29 luglio presso il comune di Taranto, ritenendolo uno strumento fondamentale per sostenere la crescita di un comparto che rappresenta un pilastro dell’economia, dell’identità e della cultura del territorio ionico.
Il settore ittico vive oggi una fase di profonde trasformazioni, chiamato ad affrontare l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, gli effetti dei cambiamenti climatici, una concorrenza internazionale sempre più competitiva e la necessità di accelerare i processi di innovazione e sostenibilità. In questo contesto il FEAMPA rappresenta un’importante leva di sviluppo, capace di accompagnare le imprese verso una maggiore competitività e di rafforzare l’intera filiera della pesca, della mitilicoltura, dell’acquacoltura e della trasformazione dei prodotti ittici.
Il Segretario Generale della FAI CISL Taranto Brindisi Alessandro Gesuè, il Segretario Generale della FLAI CGIL Taranto Giuseppe Romano e il Segretario Generale della UILA Pesca Vincenzo Guarino dichiarano congiuntamente: “Accogliamo con convinzione questo bando perché rappresenta un investimento concreto sul futuro del nostro territorio. Parlare di pesca e acquacoltura significa parlare di imprese, di lavoratori, di famiglie e di una tradizione che continua a rappresentare una delle principali risorse economiche della nostra provincia. Le risorse del FEAMPA possono consentire alle aziende di innovare, migliorare gli impianti, ridurre i consumi energetici, aumentare la qualità delle produzioni e affrontare con maggiore forza le sfide dei mercati nazionali e internazionali.
Allo stesso tempo riteniamo che ogni investimento debba produrre anche un miglioramento della qualità del lavoro. Innovazione significa più sicurezza, più formazione, maggiore qualificazione professionale, occupazione stabile e valorizzazione delle competenze. La crescita delle imprese e la tutela del lavoro devono procedere insieme, perché non esistono aziende competitive senza lavoratori qualificati e valorizzati.
Particolarmente importante è l’attenzione rivolta ai giovani e al ricambio generazionale. Occorre creare le condizioni affinché nuove generazioni possano scegliere di investire nella pesca e nell’acquacoltura, portando innovazione, competenze e nuove opportunità di sviluppo allo stesso modo, continuano i Segretari,la sostenibilità ambientale deve diventare un fattore di crescita e non un vincolo: tutelare il mare significa garantire il futuro delle imprese e delle migliaia di lavoratori che da esso traggono il proprio sostentamento.
Come organizzazioni sindacali riteniamo fondamentale che questo percorso sia accompagnato da procedure amministrative più semplici, tempi rapidi nell’erogazione delle risorse e una costante collaborazione tra istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e mondo della ricerca. Solo facendo sistema sarà possibile trasformare queste risorse in sviluppo duraturo, buona occupazione e maggiore competitività.
Taranto possiede tutte le potenzialità per consolidare il proprio ruolo di riferimento nazionale nella pesca, nella mitilicoltura e nell’acquacoltura. È una sfida che riguarda tutti e che richiede una visione comune. Investire oggi nel settore ittico significa investire nel futuro del territorio, nella tutela dell’ambiente, nella dignità del lavoro e nella crescita dell’intera economia locale.”
Le tre Organizzazioni sindacali confermano il proprio impegno a sostenere ogni iniziativa capace di coniugare sviluppo economico, innovazione, sostenibilità ambientale e lavoro di qualità, nella convinzione che il comparto ittico rappresenti una delle più importanti opportunità di crescita per il territorio di Taranto e dell’intera area ionica.
TARANTO, 30 luglio 2026 – La sanità della provincia di Taranto non può più essere gestita in condizioni di emergenza permanente. La persistente carenza di personale, le difficoltà organizzative e l’imminente scadenza di numerosi contratti stanno mettendo a rischio la continuità assistenziale e la qualità dei servizi erogati. È quanto denuncia la UIL FP Taranto, che sollecita un intervento immediato da parte della Direzione Strategica dell’ASL Taranto.
Da settimane l’organizzazione sindacale raccoglie segnalazioni provenienti da diversi presidi ospedalieri del territorio, delineando un quadro di criticità strutturale. Reparti costretti a continue rimodulazioni, turni di lavoro sempre più gravosi e organici ridotti evidenziano una situazione che rischia di compromettere sia la sicurezza degli operatori sia il diritto dei cittadini a un’assistenza sanitaria adeguata.
Particolarmente complessa la situazione dell’Ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria, dove alla cronica carenza di personale si affiancano rilevanti disfunzioni logistiche. Sono state segnalate difficoltà operative legate alla mancanza di strumenti essenziali per l’attività quotidiana, tra cui stampanti funzionanti, toner e materiali di consumo. Ulteriori criticità riguardano la gestione delle sale mortuarie, attualmente prive di dotazioni adeguate a garantire standard di servizio dignitosi.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è la prossima scadenza di numerosi contratti a tempo determinato, il cui mancato rinnovo determinerebbe un ulteriore indebolimento degli organici, aggravando una situazione già oggi particolarmente critica.
“La tenuta del sistema sanitario non può continuare a basarsi esclusivamente sul senso di responsabilità degli operatori – dichiara il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi –. È necessario che l’ASL Taranto assuma decisioni tempestive, procedendo alla proroga dei contratti in scadenza, all’avvio di un piano straordinario di assunzioni e al rafforzamento degli organici. Ulteriori ritardi rischiano di compromettere in modo significativo l’efficienza del sistema sanitario provinciale”.
“Non è accettabile che il personale sanitario – rimarca il responsabile organizzativo della UIL FP Taranto, Vincenzo Palmieri – operi in condizioni di carenza di strumenti essenziali o con dotazioni insufficienti, anche in ambiti particolarmente delicati come le sale mortuarie. Si tratta di criticità che evidenziano la necessità di un intervento strutturale e non più rinviabile”.
La UIL FP Taranto chiede infine l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Direzione Strategica dell’ASL Taranto, al fine di affrontare con urgenza le problematiche segnalate e individuare soluzioni concrete prima che la situazione diventi irreversibile.
Taranto, 25 luglio 2026- Dopo vari solleciti con richieste formali e informali ci vediamo costretti ad autoconvocarci per rivendicare il diritto delle Associazioni dei consumatori, sancito da norme e leggi, nazionali e regionali, in merito alla stesura delle “carte dei servizi pubblici locali”. Documenti, questi ultimi, che hanno lo scopo di condividere obiettivi, azioni, risultati, per una migliore qualità dei servizi stessi nell’interesse primario della collettività.
A tal riguardo abbiamo anche definito un protocollo, tra il Comune di Taranto e le nostre Associazioni, poi deliberato dalla Giunta Comunale il 26 marzo 2026 e che necessita ora della sottoscrizione tra le Parti per renderlo esecutivo.
L’inutile decorso del tempo ci ha impedito di svolgere pienamente il nostro ruolo in merito a tutte le questioni e le criticità che stanno emergendo nella nostra città e che sono oggetto di innumerevoli reclami e denunce delle tante cittadine e cittadini ai nostri sportelli.
Dai problemi inerenti alla raccolta dei rif iuti ed il pagamento della Tari, soprattutto del costo di quest’ultima, ai problemi legati al traff ico urbano e alla sicurezza urbana, ai parcheggi, ai trasporti, ai servizi di prossimità, allo stato del mercato Fadini, ai servizi di anagrafe con spostamenti di uff ici da una sede all’altra coni consequenziali problemi ai cittadini, soprattutto ai più anziani, in giorni in cui il termometro ha toccato i 40 gradi. Senza trascurare l’avvio dei Giochi del Mediterraneo dal 21 agosto al 3 settembre.
Come se le consumatrici e i consumatori che rappresentiamo fossero estranei a questo profondo cambiamento amministrativo e organizzativo.
In un incontro di maggioranza al gran completo, riunito dal Sindaco a Palazzo di Città nel pomeriggio del 14 luglio u.s., tra le altre cose, si è fatto il punto sull’andamento dei cantieri relativi ai Giochi del Mediterraneo dichiarando che si intende arrivare a quell’appuntamento con le carte in regola e con l’immagine di una città ordinata, pulita ed eff iciente: dichiarazione che contrasta con la realtà odierna. E’ stata altresì manifestata la necessità di rendere i cittadini protagonisti di questa manifestazione, informandoli della portata dell’evento per sviluppare e diffondere il senso di orgoglio e di appartenenza al territorio. Ciò perché i tarantini non considerino i Giochi del Mediterraneo come qualcosa di estraneo e dedicato solo agli addetti ai lavori, ma che siano pronti a viverli con entusiasmo.
Bellissime parole pronunciate nelle stanze tra “addetti ai lavori”, che restano un bello slogan considerato che proprio le associazioni che rappresentano quelle persone che si proclama voler coinvolgere alla vita amministrativa della città sono state e continuano ad essere snobbate.
Non sappiamo se in questi ultimi tempi si sta registrando il sentimento di orgoglio e di appartenenza al nostro territorio tra gli automobilisti che percorrono le strade della nostra città.
Un confronto reale e continuativo con le Associazioni dei consumatori, come era previsto nel Protocollo succitato, ma rimasto nei cassetti, avrebbe consentito di prevenire molte delle criticità che oggi gravano sui cittadini.
Per questo riteniamo doveroso autoconvocarci a breve, a Palazzo di città, luogo che appartiene all’intera comunità, aff inché l’opinione pubblica e gli organi di stampa siano informati delle ragioni del nostro dissenso e dell’azione propositiva e costruttiva che avremmo voluto svolgere.
Adiconsum – Adoc – Federconsumatori I presidenti territoriali
Solazzo – Votano – Zicari
TARANTO, 24 luglio 2026 – Anche il Comando di Taranto incrocia le braccia sabato dalle 15:00 alle 18:00. “Le carenze di organico sul nostro territorio, il mancato riconoscimento del rischio professionale e salari inadeguati non sono più tollerabili” dichiara il Segretario UIL FP VVF, Valeria Trovato.
Lo sciopero arriva dopo la rottura del tavolo di conciliazione, con le premesse di un rinnovo contrattuale ritenuto inidoneo a tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori e a riconoscere la specificità dei Vigili del Fuoco per i requisiti peculiari di efficienza psico-fisica e l’impiego in attività usuranti che, pur previsti per legge, continuano a non trovare un riscontro economico adeguato.
“Sul nostro territorio viviamo quotidianamente le ricadute di un sistema che non investe su chi lo protegge,” dichiara Valeria Trovato, Segretario Provinciale della UIL FP VVF di Taranto. “I colleghi di Taranto affrontano turni massacranti per coprire le carenze d’organico croniche e le emergenze boschive estive, con un potere d’acquisto ormai eroso dall’inflazione e dall’IRPEF regionale e comunale. Ma la vera ferita è il silenzio dello Stato sulla nostra salute, respiriamo quotidianamente fumi tossici e sostanze cancerogene, operiamo in condizioni estreme, soprattutto d’estate eppure il rischio oncologico e cardio-circolatorio non ci viene riconosciuto come malattia correlata al servizio.”
“Il problema non è quello dell’esiguità delle risorse e dei vincoli di bilancio, ma di come si decide che queste risorse debbano essere investite,” dichiara Valentino Prezzemolo. “Un taglio dello 0,4% sui sussidi indiretti o sulla massa dei crediti d’imposta concessi ai grandi gruppi, tecnicamente irrilevante per questi ultimi, consentirebbe di stanziare le risorse sufficienti per un contratto dignitoso. La proclamazione dello sciopero non nasce da una logica di contrapposizione, ma dalla necessità di richiamare lo Stato a una responsabilità concreta, investire nei Vigili del Fuoco significa investire nella sicurezza dei cittadini. Un Corpo efficiente, motivato e adeguatamente valorizzato rappresenta una garanzia per l’intero Paese”
La mobilitazione si pone l’obiettivo di riaprire un tavolo di confronto costruttivo con il Governo.
Lo sciopero si svolgerà nel rigoroso rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali. La UIL FP VVF assicura che tutti gli interventi di soccorso urgente e le prestazioni indispensabili previste dalla legge saranno garantite, al fine di tutelare in ogni momento l’incolumità della popolazione.
Taranto, 23 luglio 2026 – Di fronte alle temperature torride che in queste ore investono il territorio ionico, la UIL Taranto richiama con forza il pieno rispetto dell’ordinanza anticaldo della Regione Puglia, firmata dal presidente Antonio Decaro, che prevede limitazioni alle attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni in cui il livello di rischio da stress termico è elevato. Il provvedimento regionale è finalizzato a prevenire malori, infortuni e patologie connesse all’esposizione prolungata al sole e impone una organizzazione del lavoro compatibile con la tutela della salute e della sicurezza.
A richiamare l’attenzione sulla situazione di Taranto è Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, che punta i riflettori sui lavoratori impegnati nei cantieri connessi ai Giochi del Mediterraneo e agli interventi sulla rete BRT, ma anche su tutte le altre categorie che ogni giorno operano all’aperto, a partire dagli addetti dei cantieri stradali, dell’edilizia, della manutenzione urbana, dei servizi esterni, della logistica e delle attività esposte direttamente al sole. La UIL, a livello nazionale, ha più volte sostenuto che le misure contro il caldo estremo vanno rafforzate e accompagnate da modelli organizzativi, tutele effettive e ammortizzatori adeguati per i lavoratori più esposti.
“A Taranto non si può chiedere ai lavoratori di pagare con la salute il prezzo della corsa contro il tempo. Nei cantieri legati ai Giochi del Mediterraneo, nelle opere per il BRT, nei cantieri stradali e in tutte le attività svolte all’aperto, il rispetto dell’ordinanza regionale deve essere rigoroso e non formale. La sicurezza non può essere compressa dalla fretta di chiudere lavori, aprire opere o rispettare cronoprogrammi”.
“L’ordinanza della Regione Puglia, firmata dal presidente Antonio Decaro, parla chiaro: nelle fasce orarie più a rischio, dalle 12:30 alle 16:00, quando lo stress termico raggiunge livelli elevati, bisogna fermare o rimodulare le lavorazioni esposte al sole. Non è un suggerimento, ma una misura di civiltà e di prevenzione che serve a evitare malori, incidenti e conseguenze anche gravi per chi lavora”.
“Per questo chiediamo alle imprese, alle stazioni appaltanti e a tutti i soggetti coinvolti di riorganizzare i turni, prevedere pause reali, garantire acqua, zone d’ombra, dispositivi di protezione e un controllo costante delle condizioni operative. La produttività non si difende mettendo a rischio i lavoratori, ma costruendo condizioni di lavoro sicure, dignitose e sostenibili”. La UIL ha infatti sostenuto che l’emergenza climatica richiede strumenti strutturali, protocolli chiari e tutele automatiche per chi è esposto a temperature estreme.
“A Taranto il tema è ancora più delicato perché ci sono opere considerate strategiche per la città. I Giochi del Mediterraneo prenderanno il via il 21 agosto e si concluderanno il 3 settembre, e questo sta determinando un’accelerazione dei lavori in più punti del territorio. Ma proprio per questo occorre una assunzione di responsabilità ancora maggiore: nessuna scadenza può valere più della vita e della salute di una lavoratrice o di un lavoratore”.
“Lo stesso vale per i cantieri del BRT e per tutti gli altri interventi sulla viabilità urbana: è indispensabile che l’avanzamento delle opere non si traduca in un aggravio insostenibile né per chi lavora né per la mobilità cittadina. Bisogna evitare lavorazioni disordinate, ridurre al minimo l’impatto sui percorsi stradali e assicurare una programmazione seria, soprattutto in una fase in cui Taranto si prepara ad affrontare un aumento della pressione sul traffico urbano”.
“Il caldo estremo non è più un fatto eccezionale: è una condizione strutturale con cui il mondo del lavoro deve fare i conti, mettendo al centro prevenzione, organizzazione e tutela delle persone”.
I sindacati: “Il rilancio del porto passa dal lavoro e dalle prospettive per i 322 lavoratori ex TCT. Necessario rispettare gli accordi e costruire una strategia comune per il territorio”
Taranto, 21 luglio 2026 – CGIL, CISL e UIL Taranto esprimono forte preoccupazione per quanto accaduto dopo l’incontro del 30 giugno presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, convocato per affrontare il futuro del porto di Taranto, il rilancio delle attività dello scalo e la situazione occupazionale dei lavoratori ex TCT.
Alla riunione, richiesta dalle organizzazioni sindacali insieme alle categorie portuali, erano presenti il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Giovanni Gugliotti e il sindaco di Taranto Piero Bitetti. In quella sede era stata condivisa la necessità di predisporre un documento unitario da inviare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il coinvolgimento di istituzioni e parti sociali.
CGIL, CISL e UIL hanno però appreso soltanto dagli organi di stampa dell’invio di una comunicazione al Ministero senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, nonostante gli impegni assunti durante l’incontro. La comunicazione inviata dalle segreterie territoriali aveva infatti richiesto la trasmissione della bozza del documento per poter procedere alle eventuali integrazioni e arrivare all’invio congiunto concordato.
“Il nostro obiettivo – dichiara Giovanni D’Arcangelo, segretario generale CGIL Taranto – è rilanciare il porto attraverso il lavoro delle persone. Il 30 giugno abbiamo chiesto un confronto perché era necessario affrontare insieme il futuro dello scalo jonico e dare risposte concrete ai lavoratori”.
“Abbiamo rivendicato – prosegue D’Arcangelo – la necessità di rilanciare le attività del porto, dove ci sono 322 lavoratori in attesa di riprendere il proprio percorso occupazionale. Sono persone che da tempo vivono una situazione di incertezza e per le quali abbiamo chiesto un impegno preciso da parte di tutti i soggetti istituzionali. A breve partirà il percorso di formazione professionale sul quale il sindacato si è fortemente impegnato, ma la formazione deve essere accompagnata da reali opportunità di lavoro”.
“Abbiamo inoltre chiesto – aggiunge il segretario generale della CGIL Taranto – di lavorare insieme per ottenere l’autorizzazione ministeriale per il riconoscimento dell’articolo 17 della legge 84/1994, uno strumento fondamentale per organizzare la manodopera temporanea e creare condizioni favorevoli alla ripresa delle attività portuali”.
“Sul tavolo – conclude D’Arcangelo – c’è anche il futuro della cantieristica navale, con le opportunità legate al decreto interministeriale MASE/MIT n.167/2025 e all’investimento di 28 milioni di euro per la realizzazione dell’hub dell’eolico offshore. Erano tutte richieste condivise che avrebbero dovuto portare alla sottoscrizione di un documento comune da inviare al Governo. Apprendere dai giornali che quel percorso è stato modificato rappresenta una scelta inspiegabile. Chiediamo il rispetto delle relazioni sindacali e degli impegni presi”.
Sulla stessa linea Antonio Baldassarre, segretario generale CISL Taranto/Brindisi: “Dopo la riunione alla presenza dell’Autorità Portuale, del sindaco e della Provincia ci aspettavamo un documento da condividere e inviare al Ministero. Questo non è avvenuto e non per responsabilità del sindacato. La difficoltà di affrontare insieme le questioni del territorio rischia di indebolire la capacità di ottenere risposte”.
Per Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, serve maggiore chiarezza nelle scelte strategiche che riguardano il futuro del porto e dello sviluppo industriale.
“Non possiamo assistere a percorsi separati mentre centinaia di lavoratori attendono risposte – afferma Oliva –. La vertenza ex TCT, la scadenza dell’Agenzia per il lavoro portuale e il futuro della cantieristica richiedono responsabilità e confronto. Anche il progetto dell’ex yard Belleli e il futuro insediamento di Cantieri di Puglia devono essere affrontati con una visione complessiva, evitando che opportunità importanti per l’occupazione del territorio rimangano bloccate”.
CGIL, CISL e UIL chiedono quindi al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti di ripristinare il metodo condiviso annunciato nell’incontro del 30 giugno e di procedere alla definizione di un documento comune con tutte le parti coinvolte.
“Il futuro del porto di Taranto – concludono le organizzazioni sindacali – passa dalla capacità di mettere al centro il lavoro, la dignità delle persone e lo sviluppo del territorio. Gli impegni assunti devono essere rispettati e il confronto istituzionale deve tornare ad essere fondato su trasparenza e collaborazione”.
