Sicurezza sul lavoro, la UIL Taranto dopo la tragedia ai Tamburi: “Non è fatalità, servono controlli e prevenzione”
Taranto, 14 aprile 2026 – Taranto torna a fare i conti con l’ennesima tragedia sul lavoro. La morte di Domenico Di Ponzio, elettricista di 38 anni, deceduto mentre era impegnato in un intervento nei pressi del cimitero San Brunone, nel quartiere Tamburi, riaccende i riflettori su un’emergenza che continua a mietere vittime e che non può più essere derubricata a fatalità.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato colpito da un palo della luce staccatosi dal braccio di una gru mentre erano in corso operazioni di manutenzione della pubblica illuminazione. Un incidente avvenuto in condizioni meteorologiche particolarmente avverse, con forti raffiche di vento che da ore interessavano la zona, rendendo estremamente rischiose le lavorazioni in quota e l’utilizzo di mezzi di sollevamento.
Sulla vicenda la Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità e chiarire la dinamica dell’accaduto, mentre sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, lo Spesal e il Nucleo ispettorato del lavoro.
Dura la presa di posizione della UIL Taranto, attraverso il coordinatore territoriale Gennaro Oliva, che invita a non parlare di fatalità. “Quando ci sono condizioni meteo così critiche – sottolinea – determinate attività devono essere sospese. Non è accettabile che si continui a lavorare mettendo a rischio la vita delle persone. La sicurezza deve venire prima di qualsiasi altra esigenza”.
Oliva punta il dito anche sulle condizioni operative del cantiere e sul sistema degli appalti. “Dalle prime informazioni e dalle immagini circolate emergono elementi che meritano un approfondimento serio. Parliamo di cantieri che devono rispettare standard elevati di sicurezza, con attrezzature adeguate e procedure rigorose. Non si può improvvisare né risparmiare sulla pelle dei lavoratori”.
Il coordinatore della UIL Taranto richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare i controlli, soprattutto nei contesti caratterizzati da appalti e subappalti. “Troppo spesso è proprio in questi ambiti che si annidano le maggiori criticità. Serve un sistema di verifiche più stringente e continuo, capace di prevenire situazioni di rischio prima che si trasformino in tragedie”.
Quella di Di Ponzio è la terza morte sul lavoro registrata a Taranto dall’inizio dell’anno, dopo i due incidenti mortali avvenuti all’interno dello stabilimento ex Ilva. Un dato che conferma, secondo la UIL, l’esistenza di una vera e propria emergenza che richiede risposte immediate e concrete.
“La sicurezza non può essere considerata un costo o un ostacolo – conclude Oliva – ma un diritto fondamentale. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa sano e salvo. Non possiamo più limitarci al cordoglio: è il momento della responsabilità, della prevenzione e del rispetto rigoroso delle norme”.
La UIL Taranto ribadisce il proprio impegno affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e affinché si intervenga con decisione per garantire condizioni di lavoro sicure, ponendo fine a una scia di morti che continua a colpire il territorio ionico.


