25 aprile, Pallini (UIL):«Un giorno di riflessione contro la grave situazione economica e sociale»

25 aprile: Anniversario della Liberazione d’Italia

Pietro Pallini (UIL): «Un giorno di riflessione contro la grave situazione economica e sociale»«Festeggiamo una Repubblica parlamentare, una e indivisibile, antifascista, liberata e libera, democratica, socialmente eguale, pacifica, lavorativa e solidale»


«Anche quest’anno, come ogni anno – afferma il Coordinatore della UIL Taranto Pietro Pallini – celebriamo questo giorno nel rinnovamento dell’impegno in difesa di quei valori di Liberazione, e quindi di Resistenza, che hanno cambiato la storia d’Italia con la sconfitta del nazifascismo.

Festeggiamo orgogliosamente questo 25 aprile affinché mai affievolisca l’importanza di un modello di società libera e contraria a tutto ciò che affonda radici in una visione interclassista, corporativista e totalitaria dello Stato, contraria alla democrazia di massa e alla concezione di Terzo Millennio».

E continua: «È pur vero, un altro 25 aprile in una situazione instabile e difficile per l’Europa ma che deve vederci tutti impegnare, ancor di più, per tendere a liberarci dalle guerre, dalle disumanità, da tutti gli episodi di violenza e di apologia del fascismo stesso cui ancora si rendono protagonisti gruppi che si ispirano a quella ideologia e a quelle politiche che sono, e restano, fermamente da condannare e respingere.

Vogliamo che la memoria di questo straordinario giorno non solo resti tale, ma che sia anche da monito per insistere a lottare contro la grave situazione economica e sociale in cui versa l’intero Paese, a causa delle molte crisi che si sono sovrapposte e pericolosamente intrecciate».

«Oggi festeggiamo una Repubblica parlamentare, – conclude Pallini – una e indivisibile, antifascista, liberata e libera, democratica, socialmente eguale, pacifica, lavorativa e solidale, e continuiamo a farloa 75 anni dalla nostra costituzione Repubblicana del 27 dicembre 1947, giorno in cui Enrico De Nicola disse: “L’ho letta attentamente, possiamo firmare con sicura coscienza”. A noi il dovere di continuare a salvaguardarla, difendendola e onorandola.

Buon 25 aprile da tutta la UIL di Taranto, per una giornata di solenne festa unitaria, pacifica, antifascista e popolare a sostegno della democrazia e a difesa della Costituzione della nostra Repubblica».

28 aprile: “Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro” e “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”

Pietro Pallini (UIL TARANTO): “Non arretreremo di un passo, la sicurezza sul lavoro resta il perno centrale per la UIL”

«La “Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro”, quella del 28 aprile prossimo, – afferma il Coordinatore provinciale della UIL TARANTO, Pietro Pallini – non può essere soltanto una data fine a sé stessa. Una ricorrenza questa che si somma a quella della “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”.
Le motivazioni che sono alla base della International Labour Organization (IOL), che ha introdotto nel 2003 questa importante ricorrenza, affondano le radici nella sensibilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici ma soprattutto dei datori di lavoro e delle figure da questi preposte alla sicurezza nei posti di lavoro affinché collaborino per diminuire il numero di morti e infortuni che si verificano annualmente nei luoghi di lavoro».

«La UIL, su questo filone, – continua Pallini – da tempo ha sposato detta filosofia con la campagna “Zero Morti Sul Lavoro” avendo quale obiettivo quello di portare a ZERO i morti sui luoghi di lavoro.  È purtroppo chiaro che raggiungere l’obiettivo infortuni zero in tutte le aziende, in tutto il mondo, ogni anno sia un ideale utopistico ma ciò non significa che non si possa cercare di mitigare il problema agendo attraverso la prevenzione, la formazione elevando sempre più la soglia di guardia.


E ancora: «Numerose saranno, anche quest’anno, le iniziative realizzate dal sindacato, unitariamente o come singole sigle, dalle categorie o nei territori, a cui saremo invitate e invitati a partecipare. Peraltro, a nessuno sfugge come, proprio in questo periodo, tutte le articolazioni, le dirigenti e i dirigenti, i delegati e le delegate, le militanti e i militanti, sono impegnati e impegnate nella mobilitazione unitariamente decisa a fronte delle scelte del Governo e del Parlamento, tra cui il tema centrale della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro».

«A livello nazionale – conclude il Coordinatore di Taranto – , abbiamo deciso di non arretrare sul tema e, nel caso specifico, di caratterizzare la nostra presenza con un manifesto che contiene, allo stesso tempo, un messaggio di speranza e un preciso impegno: per l’integrità psicofisica di ogni lavoratrice e lavoratore, per sistemi produttivi che non mettano a repentaglio la vita e che siano rispettosi dell’ambiente e di tutti i cittadini e le cittadine, in un quadro che ancora oggi registra quotidianamente incidenti sul lavoro gravissimi ed inaccettabili. La nostra è semplicemente una battaglia di vivere civile».

Somministrati Tempor arrivano le mensilità non erogate di febbraio e marzo 2023


Stasi-Sasso: “Oggi saniamo una situazione incresciosa per questi lavoratori ma dobbiamo assicurare agli stessi una continuità lavorativa”

Si è svolto nella giornata di mercoledì 19 aprile presso la Prefettura di Taranto, con il Viceprefetto aggiunto la dottoressa Rosa Anna Giulitto, un incontro con la Tempor Spa (agenzia di lavoro in somministrazione) , Kyma Ambiente AMIU, rappresentata dal presidente Giampiero Mancarelli, il Comune di Taranto, con l’assessore Francesca Viggiano e il dottor Carmine Pisano, e i rappresentanti sindacali della UIL: Antonio Stasi, segretario regionale della UIL Temp, e Carmelo Sasso, segretario generale UIL Trasporti Taranto.

L’incontro ha avuto come oggetto la mancata retribuzione della Tempor Spa di una parte dello stipendio di febbraio 2023 ai lavoratori somministrati per la municipalizzata dei rifiuti (di cui una parte di questo era stato già anticipato dalla stessa Kyma Ambiente) e l’intero stipendio non ancora erogato agli stessi di marzo 2023. Ritardi accumulati a causa dei mancati pagamenti di fatture da parte di Kyma Ambiente a Tempor Spa.
L’occasione ha anche permesso di discutere del futuro di 88 lavoratori somministrati per i quali il contratto lavorativo è in via di scadenza proprio alla fine del mese di aprile 2023.

«Oggi registriamo un incontro – affermano Carmelo Sasso e Antonio Stasi – che ha avuto un esito positivo per i lavoratori utilizzati da Kyma Ambiente per la raccolta dei rifiuti urbani. Lavoratori della Tempor che sono stati preziosi soprattutto durante l’emergenza Covid-19».

E ancora: «Una parte delle problematiche sollevate da noi sembrano essere in fase risolutiva dopo un pressing della UIL durato per mesi. Azione questa resasi necessaria per assicurare a queste famiglie sicurezza lavorativa e dignità. Adesso parte della mensilità di marzo 2023, 1.000 euro, verrà corrisposta dalla Tempor entro il 21 aprile 2023 e il saldo della mensilità di febbraio 2023 entro il 27 aprile».

«Adesso l’attenzione non cala – affermano i segretari della UIL – su questi somministrati. Perché c’è ancora in ballo l’erogazione del TFR per una trentina di lavoratori della Tempor che hanno smesso di lavorare a fine gennaio 2023. Per questo aspetto auspichiamo che le somme vengano versate entro il mese di maggio». 

Altro nodo spinoso resta il futuro lavorativo degli 88 somministrati a cui a fine aprile 2023 scadrà il contratto lavorativo: «Per queste famiglie, con la Tempor e Kyma Ambiente, stiamo trovando una soluzione lavorativa in continuità nel rispetto delle regole». 

CGIL, CISL e UIL: “Pronti a fare ‘squadra’, ma Accordo di Programma strada impercorribile”

Dopo l’incontro con Melucci, D’Arcangelo (CGIL), Solazzo (CISL) e Pallini (UIL) confermano la disponibilità a lavorare su un progetto comune. Sì a un protocollo d’intesa per la giusta transizione

“L’incontro con il Sindaco e Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci è un punto di partenza che da tempo auspicavamo. Ora da quel punto occorre partire davvero, attraverso un percorso di confronto permanente scevro da ogni fraintendimento e con un progetto di “squadra” che finalmente prenda in seria considerazione i temi della transizione giusta, che riguarda anche i lavoratori e le lavoratrici di questo territorio”.

Così i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Taranto, Giovanni D’Arcangelo, Gianfranco Solazzo e Pietro Pallini, che martedì hanno incontrato Melucci per fare il punto della situazione su ex ILVA, Transizione, Giochi del Mediterraneo e CIS, ma anche per sollecitare maggiore coinvolgimento territoriale sul fronte delle risorse economiche da spendere nell’ambito del Just Transition Fund e del successivo PNRR.

Non esiste transizione senza lavoro – continuano D’Arcangelo, Solazzo e Pallini – e pertanto prima di azzardare ogni ipotesi di Accordo di Programma, va sgomberato il campo dall’idea che quella formula così come utilizzata a Genova, sia adeguata anche a Taranto, all’attuale contesto produttivo nazionale e internazionale, e alle problematiche ambientali, occupazionali e produttive che vive la città e la sua provincia. Per noi pertanto l’Accordo di Programma, del quale, comunque, al momento non esiste né un programma né un accordo, resta una ipotesi impercorribile perché farebbe pagare la transizione solo ai lavoratori“.

“Siamo disponibili, pertanto, – continuano – a sottoscrivere un protocollo d’intesa orientato verso la giusta transizione, per noi vincolata a bassi livelli di impatto ambientale, ad una sanità efficiente, ma che soprattutto non sacrifichi nessun lavoratore in vista di progetti di diversificazione economica e produttiva ancora troppo poco chiari. Il percorso più opportuno è quello del confronto permanente che individui con certezza ogni possibile insediamento produttivo nuovo e le sue ricadute occupazionali”.

I sindacati, dunque, chiedono di liberare il campo dalle incognite e partire dalle cose certe.

Le potenzialità del Just Transition Fund, le risorse europee della programmazione 2021-2027, lo stanziamento certo e la celerità nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, il futuro del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) e la mai definita vicenda dell’ex ILVA con il destino dei lavoratori diretti, di quelli in AS e di quelli dell’appalto.

“Troppe volte abbiamo partecipato a tavoli in cui si discuteva di progetti come il Tecnopolo, Ospedale San Cataldo o l’insediamento Ferretti, e le loro possibili ripercussioni sul piano sociale e occupazionale – continuano – ma di fatto, ad oggi, restiamo a gestire sul campo una delle crisi occupazionali più profonde del post dopoguerra“.

Pertanto rinnoviamo la massima disponibilità a percorrere strade comuni, a patto che ci persegui una reale collaborazione nei processi decisori per il bene comune che come sindacato confederale rappresentiamo idealmente e nel numero dei lavoratori e delle lavoratrici nostri iscritti – sottolineano i tre segretari generali – Come sindacato confederale siamo portatori degli interessi del lavoro delle persone dentro un contesto sostenibile e che guarda al progresso del territorio per consentire ai più giovani di poter scegliere se rimanere qui o andare altrove, e non ad essere obbligati ad andare via per costruire il proprio futuro fondato sul lavoro”.

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L’appuntamento è per il 20 maggio a Napoli

🔵🔴🟢 Cgil, Cisl, Uil insieme per una nuova stagione del lavoro e dei diritti!

📌 Siamo stanchi di una politica che continua a non prestare ascolto alle esigenze del Paese reale. Pensiamo servano scelte diverse e per questo insieme porteremo avanti la nostra mobilitazione:

• Il 6 maggio a Bologna;

• Il 13 maggio a Milano;

𝙄𝙡 𝟮𝟬 𝙢𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙖 𝙉𝙖𝙥𝙤𝙡𝙞 👈🏼

Uniti per cambiare in meglio il nostro Paese!

𝟙° 𝕄𝔸𝔾𝔾𝕀𝕆 𝕋𝕌𝕋𝕋𝕀 𝔸 ℙ𝕆𝕋𝔼ℕℤ𝔸

🔵🔴🟢 1° MAGGIO 2023“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.In occasione dei 75 anni dell’entrata in vigore della nostra Costituzione, Cgil, Cisl, Uil hanno deciso di renderle omaggio dedicandole l’edizione del Primo Maggio 2023.

📍 La città scelta è Potenza. Un luogo simbolo delle difficoltà del nostro Meridione dal quale ripartire con una nuova stagione di rilancio e crescita del Sud e dell’intero Paese.

📌 I lavori inizieranno a partire dalle ore 10.30 con gli interventi delle delegate, dei delegati e pensionati, ai quali seguiranno le conclusioni dei tre Segretari Generali UIL, CISL, CGIL: Bombardieri, Sbarra, Landini.

#1maggio #uil #potenza

CEMITALY – La UIL fortemente preoccupata per 45 famiglie

“Ci batteremo affinché la transizione occupazionale non diventi ‘disoccupazionale’ per i lavoratori”

Si è svolto nella giornata di martedì 4 aprile presso la Regione Puglia l’incontro avente ad oggetto la vertenza ex Cementir di Taranto alla presenza della Task Forse regionale, delle organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL, dei rappresentanti di Confindustria Taranto e di quelli di CemItaly, prima Cementir.
Un tavolo, questo, definito di monitoraggio sullo stato della vertenza e degli eventuali sbocchi possibili al fine di un’auspicata reindustrializzazione dello storico cementificio. 

«Purtroppo non sono emersi elementi tesi ad avvalorare – afferma Pietro Pallini, Coordinatore provinciale UIL Taranto – le dichiarazioni che alcuni organi di stampa avevano riportato tempi addietro. Parliamo della possibilità di un’economia circolare da loppa di altoforno prodotta da Acciaierie d’Italia, nell’impegno, si leggeva, di far ripartire il cementificio ionico».

Nel corso dell’incontro non sono emersi dettagli rassicuranti sulla possibilità che il sito industriale di CemItaly risulti tra quelli candidati al progetto Hydrogen Valley. Infatti si ha evidenza che siano 26 le realtà produttive che hanno chiesto di riconvertire su hub a idrogeno, attese anche la mole di risorse economiche ministeriali e regionali stanziate. Delle 26 realtà industriali, 23 sono quelle che hanno concorso entro i termini previsti e 5 sono le aziende e progetti finali ammessi all’agevolazione concedibile nel limite di € 40 mln.

«Quanto queste iniziative possano nei fatti coinvolgere i lavoratori CemItaly in futuro, purtroppo, ancora non è dato saperlo» afferma Pallini.

«Come UIL – commenta il Coordinatore della UIL – restiamo fortemente preoccupati sul futuro di questi lavoratori. Sono 45 le famiglie di lavoratori appartenenti a CemItaly con un ammortizzatore sociale, (CIGS per transizione occupazionale) che ne sta permettendo il minimo sostentamento, tuttavia in scadenza al 15 settembre 2023. Il tempo non è dunque dalla nostra parte sebbene la disponibilità della Regione Puglia e della Task Force Lavoro per la convocazione di un tavolo d’incontro prossimo finalizzato alle politiche attive da mettere in campo per la formazione mirata di questi lavoratori».

E ancora: «Ci batteremo affinché la transizione occupazionale non diventi “disoccupazionale” per i lavoratori di CemItaly Taranto e non solo. La transizione occupazionale affinché sia tale deve vedere profondere ogni sforzo, ai limiti dell’impossibile. Da quello istituzionale e politico a quello di tutti i soggetti in campo, per dare un futuro a tutti lavoratori coinvolti in crisi complesse come questa e per non infrangere il principio stesso della norma.

«Siamo difronte – conclude Pallini – a un numero di vertenze del territorio e per portata, che necessita anche convergere su strumenti paritetici, a carattere straordinario; che monitorino gli insediamenti futuri sul territorio, li sostengano, e attuino le robuste politiche di riqualificazione professionale necessarie per il loro sviluppo. Questa è la forma di transizione occupazionale che la UIL immagina e che non lasci indietro nessuno».

UIL FPL chiede l’istituzione della mensa aziendale


Il subcommissario della UIL FPL di Taranto, Giovanni Maldarizzi, con una nota inviata all’Amministratore unico della SANITASERVICE ASL TA, la dottoressa Maria Rosa Di Leo, chiede l’istituzione della mensa aziendale.

«Nonostante più volte la UIL FPL – scrive Giovanni Maldarizzi – abbia segnalato la mancanza dell’applicazione dell’art. 68 del CCNL – AIOP, codesta Amministrazione non ha ancora riconosciuto, in favore di tutto il personale dipendente, l’istituzione di mense aziendali ovvero, in mancanza, l’erogazione di buoni pasto per i dipendenti che garantiscono l’attività continuativa accedente alle 6 ore».

«Vorrei ricordare – continua Maldarizzi – che la giurisprudenza, ormai consolidata, ha riconosciuto che: “la compatibilità con le risorse finanziarie disponibili non può intendersi come condizione ostativa all’esercizio del diritto in questione, posto che in nessun caso una norma pattizia o una norma regionale possono indurre, in materia, deroghe o interpretazioni restrittive rispetto a norme legislative di rango para pubbliche”».

«Come UIL – conclude il subcommissario – chiediamo che venga avviata contrattazione urgente sul punto, onde scongiurare azioni di lotta anche di natura giuridica per il riconoscimento dei diritti in questione».

CIGS ex ILVA, Pallini (UIL): “Mancano tutele”

Ex ILVA: l’accordo del disaccordo

Limitarsi a commentare le decisioni che ci trovano in disaccordo con le organizzazioni sindacali – afferma il Coordinatore della UIL Taranto Pietro Pallini –  nel firmare l’accordo sulla CIGS per Acciaierie d’Italia, nella situazione in cui versa la grande fabbrica, sarebbe riduttivo. La UIL resta fermamente convinta che, con la ratifica di questo patto, gli eventi, purtroppo, non possano che peggiorare perché di riorganizzazione non c’è la benché minima traccia. Le tutele? Meglio non dire. Un azzardo, tanto sul piano dei numeri di lavoratori coinvolti che delle tutele, nondimeno delle provocazioni. Per la prima volta si assiste a una dichiarazione da parte dell’azienda che di fatto è tesa a smentire la valenza dell’accordo del 6 settembre 2018, dietro la minaccia, tutt’altro che velata, della rescissione del contratto del 2017 sul delicatissimo tema del reintegro degli oltre 1600 lavoratori di ILVA in A.S.

Le ragioni che spingono la UIL a queste valutazioni sono molto semplici. Una tra tutte: le salvaguardie dell’accordo del 6 settembre 2018 mai ridiscusso. Con un minimo di analisi si considera il perché l’accordo appena siglato, così com’è, si dimostra svuotato, lontano da tutto e tutti. Con un minimo di memoria, riaffiorano le dichiarazioni dell’amministratore delegato Lucia Morselli nel corso della lunga intervista al programma di RAI1 Porta a Porta del 17 giugno 2020. L’A.D. dichiarò nel corso dello speciale che durante gli accordi commerciali del 4 marzo 2020 tra multinazionale e governo, fu proprio quest’ultimo a non voler coinvolgere il sindacato, dal fatto che avrebbe dovuto legittimamente essere coinvolto in seguito per tutti gli aspetti necessari al riequilibrio dell’azienda, quello occupazionale incluso.

Com’è andata lo sappiamo. Nessuna convocazione e riequilibrio, tanto che a neanche sei mesi dal 4 marzo 2020 si dà avvio al secondo accordo commerciale del 10 dicembre del 2020 per l’ingresso dello stato attraverso Invitalia. La prima (si fa per dire) pioggia di milioni pubblici, ben 400 per l’aumento di capitale a cui si associa la seconda grandinata di milioni del 13 febbraio 2023 con un finanziamento soci da ben 680 milioni di euro. Del rispetto, della correttezza e della giustizia annunciati, in tutto questo la UIL ci vede ben poco, anzi, nulla.

Sottraendosi al confronto (quello serio) con il sindacato, ma davvero si ha la presunzione di credere che si possano sottoscrivere accordi di questo tipo? che valenza oggi avrebbero? e quale credibilità mi chiedo. Tutto va nel perfetto senso contrario al principio stesso di una CIG straordinaria e di tutti i crismi necessari. Manca tutto: dall’ambientalizzazione certa al mantenimento di tutti i livelli occupazionali, a partire dagli oltre 1600 lavoratori di Ilva in Amministrazione straordinaria e le tutele sacrosante dei lavoratori del bacino degli appalti. Si sancisce, condividendolo, perfino la disparità di trattamento tra lavoratori.

Adesso è doveroso che la UIL, primo sindacato nella categoria dei metalmeccanici, continui a mettere in campo ogni iniziativa necessaria a evitare la catastrofe ambientale e occupazionale che si preannuncia con la prosecuzione di una CIGS, per accordo, di cui fatico a intravederne i confini. Ci mobilitiamo da anni con presidi e scioperi e continueremo a farlo, soprattutto adesso, diversamente dimenticheremmo anche noi il senso stesso di quelle proteste che certo non possono essere racchiuse in una paginetta di accordo.