La richiesta di ottenere il congedo parentale indennizzato all’80% anziché al 30% della retribuzione deve essere presentata all’INPS. Questa è una nuova disposizione introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 per i dipendenti che terminano il congedo a partire dal 1° gennaio 2023. L’agevolazione può essere usufruita fino ai sei anni di età del bambino. La domanda può essere inviata tramite il sito dell’INPS, i patronati o chiamando il contact center.
L’INPS ha fornito istruzioni per la fruizione della nuova indennità di congedo parentale attraverso la circolare n. 45, pubblicata il 16 maggio sul sito istituzionale. La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto un contributo pari all’80% della retribuzione per un mese del periodo di congedo, anziché al 30% come precedentemente previsto, da fruire entro i primi sei anni di vita del bambino. Questa indennità è disponibile per i dipendenti, sia nel settore pubblico che privato, che terminano il periodo di congedo dopo il 31 dicembre 2022. Si ricorda che l’indennità è concessa solo ai dipendenti e non si applica ad altre categorie di lavoratori.
Pertanto, se solo uno dei genitori è dipendente, il mese di congedo parentale indennizzato all’80% spetterà solo a quel genitore. Questa novità si aggiunge alle modifiche introdotte dalla riforma del congedo parentale mediante il Decreto Legge n. 105 del 30 giugno 2022.
La disposizione della Legge di Bilancio 2023 non aggiunge un mese aggiuntivo al congedo parentale, ma aumenta l’indennità dall’attuale 30% all’80% per uno dei mesi di congedo già previsti per il genitore. Questo mese è lo stesso per entrambi i genitori e può essere utilizzato in modo frazionato, ad esempio, 15 giorni per uno dei genitori e 15 giorni per l’altro.
L’indennità all’80% si applica anche ai genitori adottivi o affidatari/collocatari e si applica a tutte le modalità di fruizione del congedo parentale.
Secondo quanto stabilito dal comma 359 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2023, questa novità si applica solo ai genitori che terminano il congedo a partire dal 1° gennaio 2023. Di conseguenza, i genitori che hanno completato il congedo prima del 31 dicembre 2022 non sono inclusi.
Va tenuto presente che questa disposizione riguarda solo i dipendenti, quindi se il padre è un dipendente mentre la madre è iscritta alla Gestione separata, non si considera la fine del periodo di maternità, ma solo quella del congedo di paternità.
Infine, si sottolinea che il diritto a un mese di congedo parentale indennizzato spetta anche se uno dei genitori usufruisce nel 2023 di almeno un giorno di maternità o paternità obbligatoria o di congedo di paternità alternativo.
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/05/WhatsApp-Image-2023-05-18-at-13.03.34.jpeg788940UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-05-18 11:08:392025-08-26 09:39:30Congedo parentale 2023: come fare domanda per l’indennità all’80 per cento
Il modello 730, dedicato principalmente ai lavoratori dipendenti e pensionati, è un modo semplice di presentare la dichiarazione dei redditi con i seguenti vantaggi:
non richiede calcoli perché sono effettuati dal CAF;
eventuali rimborsi o pagamenti di imposte sono effettuati direttamente dal sostituto d’imposta nelle prima retribuzione utile e comunque nel mese successivo alla liquidazione. Nel caso di dipendenti senza sostituto d’imposta il rimborso sarà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro 6 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione;
è possibile compensare eventuali crediti IRPEF con altre imposte da pagare (es. Imu, cedolare secca, ecc);
Quando e come si presenta
Il contribuente che presenta il modello 730 tramite il CAF deve autorizzarlo oppure non autorizzarlo a consultare i dati presenti nel modello 730 precompilato predisposto dall’agenzia delle Entrate.
Resta inteso che, indipendentemente dal consenso ad accedere alla precompilata il contribuente deve sempre consegnare la documentazione tributaria giustificativa dei dati da riportare nella dichiarazione (es. C.U., documenti relativi agli oneri deducibili e detraibili, altri redditi, visure catastali, ecc.).
Su tutta la documentazione acquisita e conservata dal Caf, verrà apposto il “visto di conformità”, vale a dire il Caf verifica la conformità tra i dati esposti nel modello 730 e quelli risultanti dalla documentazione presentata dal contribuente.
L’ eventuale controllo formale (verifica della documentazione) da parte dell’Agenzia delle Entrate è effettuato nei confronti del Caf, mentre il controllo relativo alla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, alle deduzioni o alle agevolazioni, viene effettuato sempre nei confronti del contribuente.
Il contribuente che presenta il 730 tramite il CAF deve sottoscrivere apposito documento con il quale conferisce, ovvero non conferisce, delega al CAF per l’accesso alla propria dichiarazione precompilata; Clicca qui per scaricare la delega.
Il modello 730 può essere presentato entro il 30 settembre.
Il conguaglio della dichiarazione avverrà in base a quando il modello verrà presentato e trasmesso all’Agenzia delle Entrate, quindi è bene affrettarsi per ricevere il conguaglio il prima possibile!
Tracciabilità pagamenti
Dall’anno d’imposta 2020 la detrazione degli oneri, spetta a condizione che la spesa sia sostenuta con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili. La nuova disposizione non si applica alle detrazioni relative alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.
Il contribuente dimostra l’utilizzo del pagamento «tracciabile» mediante prova cartacea della transazione con ricevuta bancomat, estratto conto, copia bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con PagoPA. In mancanza di tale documentazione si può ricorrere all’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione.
DOCUMENTI DA PRESENTARE
IL CONTRIBUENTE CHE SI PRESENTA AL CAF DOVRÀ ESIBIRE:
Documento d’identità in corso di validità e codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate;
Codice fiscale del coniuge e dei familiari a carico, anche per i familiari di extracomunitari rilasciati dall’Agenzia delle Entrate;
Eventuali modelli F24 pagati per le imposte e gli acconti dovuti;
Dati del datore di lavoro che effettuerà il conguaglio.
REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE/PENSIONE E ASSIMILATI:
Certificazione unica (CU);
Certificato delle pensioni estere;
Assegni periodici percepiti dal coniuge, in base a sentenza di separazione o divorzio;
Attestazione del datore di lavoro, delle somme corrisposte a lavoratori domestici (COLF o BADANTI).
REDDITI DA TERRENI E FABBRICATI:
Visure catastali;
Atti o contratti di compravendita, donazione, divisione, successione;
Contratti di locazione Legge 431/98;
Canone da immobili affittati.
SPESE DETRAIBILI O DEDUCIBILI
Tracciabilità dei pagamenti
A partire dall’anno d’imposta 2020 la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri, spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili.
Spese per visite generiche e specialistiche, scontrini della farmacia, spese per interventi chirurgici, esami di laboratorio;
Spese odontoiatriche o oculistiche (occhiali, lenti a contatto e liquidi);
Documentazione attestante la marcatura CE per i dispositivi medici (inclusi occhiali da vista);
Ticket ospedalieri/sanitari o per esami di laboratorio;
Ricevute per interventi chirurgici, degenze e ricoveri;
Ricevute per acquisto protesi sanitarie;
Ricevute per spese sanitarie sostenute all’estero;
Spese per soggetti con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA);
Spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, sollevamento o sussidi informatici);
Spese per veicoli per i portatori di handicap (autoveicoli o motoveicoli).
CHI LO PUÒ PRESENTARE
Pensionati o lavoratori dipendenti;
Soggetti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (quali il trattamento di integrazione salariale, l’indennità di mobilità, ecc.);
Soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;
Sacerdoti della Chiesa cattolica;
Giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);
Soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
Personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato;
I soggetti che nell’anno di imposta posseggono soltanto redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis), del Tuir – definiti redditi di collaborazione coordinata e continuativa – almeno nel periodo di consegna del modello per la liquidazione delle imposte e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio.
IL MODELLO 730 PUÒ ESSERE PRESENTATO ANCHE:
In forma congiunta da uno dei due coniugi;
Per conto delle persone incapaci, compresi i minori;
Dagli eredi di persone decedute nel 2020 o entro il 30 settembre 2021, purché il deceduto abbia i requisiti per presentare il 730.
CHI NON PUÒ PRESENTARLO
Non possono utilizzare il modello 730 e devono presentare Modello REDDITI (ex modello Unico) i contribuenti che:
Devono dichiarare redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione o redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;
Devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, sostituti d’imposta Modello 770;
Non sono residenti in Italia nell’anno di presentazione della dichiarazione e in quello precedente.
ERRORI E DIMENTICANZE
Se il contribuente riscontra errori di compilazione o di calcolo, si deve rivolgere al Caf per correggerli. Il Caf procede all’elaborazione di un modello 730 rettificativo.
Se il contribuente si accorge di non aver indicato nella dichiarazione un elemento che doveva essere inserito, può procedere alla relativa correzione.
Se l’integrazione o la rettifica comporta un maggiore credito o un minor debito il contribuente può scegliere di:
Presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo;
Presentare, in alternativa, entro il 30 novembre un Modello REDDITI Persone Fisiche correttivo nei termini o integrativo, richiedendo eventualmente il rimborso della differenza a credito ovvero rimandando l’eccedenza alla successiva dichiarazione;
Se invece l’integrazione o la rettifica comporta un minor credito o un maggior debito, si può effettuare la correzione solo mediante l’utilizzo del modello REDDITI Persone fisiche integrativo.
IMPORTANTE
L’art. 5, D.L. n. 193/2016 uniforma il termine di presentazione delle dichiarazioni integrative, sia a sfavore che a favore del contribuente. Ci sarà tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione incompleta o infedele per correggere eventuali errori ed usufruire del maggior credito derivante dalla dichiarazione dei redditi. Prima di procedere, contatta sempre la sede CAF che ti ha assistito per l’elaborazione del tuo modello 730.
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/05/20230516_140345_0000.png10801080UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-05-16 11:37:452025-08-26 09:39:31MODELLO 730, DICHIARAZIONE DEI REDDITI
ɪɴᴛᴇʀᴠɪsᴛᴀ ᴀ 𝙋𝙞𝙚𝙩𝙧𝙤 𝙋𝙖𝙡𝙡𝙞𝙣𝙞 𝐶𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑈𝐼𝐿 𝑇𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑜 per 🅃🄴🄻🄴🄽🄾🅁🄱🄰
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/05/WhatsApp-Image-2023-05-13-at-10.32.40.jpeg827977UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-05-13 08:34:222023-05-13 08:37:23Mobilitazione nazionale unitaria per il 20 maggio a Napoli
Protesta con i sindacati e con i dipendenti della Pasquinelli «Situazione finanziaria terribile: senza rilancio non c’è futuro»
da Quotidiano di Puglia, ed. Taranto
Le incertezze del presente e le preoccupazioni sul futuro di Kyma Ambiente, la società partecipata del Comune di Taranto che si occupa della gestione dei rifiuti, hanno fatto scattare l’ennesima protesta dei lavoratori dipendenti, che insieme ai 21 operatori dell’impianto di selezione Pasquinelli, in cassa integrazione da novembre 2022, hanno dato vita ieri a un sit-in sotto Palazzo di città, nelle ore che precedevano il consiglio comunale. All’ordine del giorno, tra gli altri punti in discussione, c’erano infatti due delibere collegate in qualche modo alla crisi dell’azienda, che sarebbe a un passo dal collasso per insolvenza a detta di sindacati e consiglieri (si parla di oltre 20 milioni di euro di debiti): la 129, riguardava l’anticipazione di liquidità da parte del socio unico per 2,5 milioni, destinati a ridare fiato alle casse di Kyma Ambiente (passata con 18 voti a favore, nonostante il parere contrario dei revisori dei conti); la 77, invece, prevedeva la cessione in comodato a titolo oneroso degli impianti di Pasquinelli all’Amiu (è stata ritirata).
I sindacati, prima dell’inizio della massima assise cittadina, avevano incontrato il sindaco Rinaldo Melucci per una rassicurazione sull’approvazione della delibera del «prestito ponte» (discussa in mattinata anche in Commissione), che tuttavia non può essere risolutiva. È la classica boccata d’ossigeno.«Kyma Ambiente è in una situazione debitoria assolutamente preoccupante: è arrivato il momento che la politica, che per anni ha gestito con i cda questa azienda, si assuma la responsabilità di questo disastro e metta in campo tutte le azioni utili e necessarie a salvare l’azienda. Deve decidere se questa azienda deve restare pubblica, come noi auspichiamo, oppure far vincere gli appetiti di qualche privato», ha dichiarato Carmelo Sasso, segretario generale Uiltrasporti di Taranto. Lo stato di agitazione derivato dal ritardo sul pagamento degli stipendi dovrebbe essere oggetto di confronto col prefetto la prossima settimana, ma nel frattempo il servizio di raccolta dei rifiuti procede a singhiozzo in tutta la città, perché i dipendenti diretti hanno sospeso le prestazioni straordinarie. Se a questo si aggiunge il fatto che i lavoratori somministrati Tempor sono oggi meno della metà (aggravando di conseguenza la criticità della carenza di personale), si comprende «la grave carenza di igiene» per le strade. «Abbiamo un’azienda come Kyma Ambiente in una situazione finanziaria terribile: basti pensare che le retribuzioni di aprile sono state pagate solo l’altro giorno.
Ma questo è uno dei problemi, perché un altro problema è il futuro dell’azienda stessa. Chiediamo al socio, quindi al Comune di Taranto, chiarezza sul futuro dell’azienda: va rinnovato il management, per un’azienda moderna», ha precisato Cosimo Sardelli, segretario generale della FP Cgil Taranto.«Crediamo – ha aggiunto – che la gestione pubblica del ciclo dei rifiuti deve rimanere tale, e questa è la nostra richiesta più forte. Ma occorre una guida efficiente che garantisca servizi ai cittadini e condizioni di lavoro dignitose. È necessario un nuovo contratto di servizi che effettivamente remuneri i servizi che l’azienda deve erogare alla città, e che garantisca sia il risanamento della situazione pregressa ma anche il rilancio dell’azienda. Senza rilancio non c’è futuro. Lo diciamo chiaramente: se qualcuno ha in mente di far nascere da questa situazione ipotesi di esternalizzazione e privatizzazione, deve sapere che si troverà le organizzazioni sindacali e le lavoratrici e i lavoratori del settore contro». Lo Slai Cobas, intanto, fa sapere che «vi sarà un affidamento diretto temporaneo della gestione dell’impianto di selezione rifiuti Pasquinelli a una ditta che, con la clausola sociale, occuperà tutti e 21 lavoratori. La direzione aziendale di Kyma Ambiente ha convocato un nuovo incontro per lunedì 15 maggio».
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/05/png_20230512_082239_0000.png788940UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-05-13 08:10:442023-05-13 08:13:28Sit-in dei lavoratori di Kyma ambiente: «Azienda in bilico»
L’assemblea fa parte delle iniziative di mobilitazione promosse in tutta Italia
per rivendicare da Governo e sistema delle imprese un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali
«Il cambiamento non è solo contenuto nei caratteri cubitali che accompagnano l’acronimo PNRR, il cambiamento che vogliamo è quello che finalmente consenta al paese di mettere in atto azioni necessarie per realizzare quegli investimenti previsti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e cambiare finalmente la vita dei cittadini e dei lavoratori».
È così che anche CGIL, CISL e UIL Taranto si preparano alla manifestazione interregionale che per il Sud si svolgerà il prossimo 20 maggio a Napoli.
Per l’occasione domani 11 maggio a Taranto, all’Hotel Salina, si riuniranno i quadri e i delegati dei sindacati confederali territoriali, per rafforzare e fare sintesi delle richieste che giungeranno da Taranto.
La tutela dei redditi dall’inflazione, la riforma del fisco, la riforma previdenziale, il potenziamento degli investimenti nel settore socio-sanitario, la sicurezza e l’orientamento al lavoro, le politiche industriali di investimento utili ad attuare la cosiddetta transizione ambientale e sostenibile, la visione legata al futuro delle giovani generazioni che vanno via dal Mezzogiorno e anche dal Paese e che rappresentano uno degli elementi che porta il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione. Questi sono elementi che il territorio di Taranto conosce benissimo e che nella loro declinazione locale rappresentano già un nutrito piano di proposte da cui partire.
«Cambiamento per noi significa questo – dicono i segretari della CGIL Giovanni D’Arcangelo, della CISL Gianfranco Solazzo, della UIL Pietro Pallini – e siamo pronti a un confronto serrato con il Governo e con il sistema delle imprese per non parlare più soltanto di riconversione e transizione, ma farne un asse portante della nuova stagione di lavoro stabile e di qualità».
L’attivo dei quadri e delegati di CGIL CISL UIL Taranto si svolgerà giovedì 11 maggio a partire dalle ore 9.00 nella sala convegni dell’Hotel Salina.
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/05/CGIL-CISL-UIL-11-MAGGIO-SALINA.jpeg15231080UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-05-10 15:10:122025-08-26 09:39:32L’11 maggio a Taranto l’attivo unitario dei quadri e delegati di CGIL, CISL e UIL in vista della manifestazione nazionale del 20 maggio a Napoli
CGIL CISL UIL: «Tutto quanto accaduto da parte degli organi amministrativi si sintetizza in arroganza, protervia e incultura del rispetto dei ruoli»
Si è svolta nella mattinata di mercoledì 3 maggio 2023 presso il Comune di Castellaneta un incontro tra le rappresentanze sindacali territoriali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, la RSU aziendale, la parte pubblica nelle persone del Commissario Straordinario, il Segretario Comunale e tutti i responsabili apicali, per porre in essere il tentativo di conciliazione, così come voluto dalla Prefettura, a cui si erano rivolte le stesse segreterie da tempo.
Oggetto dell’incontro è stato ancora una volta il fallito Contratto Collettivo Integrativo del 2022 dei dipendenti del Comune di Castellaneta, in assenza delle corrette relazioni sindacali. Un incontro, questo, ad ostacoli viste le due richieste di convocazioni non riscontrate dal Commissario che, comunque, ha visto la luce al terzo tentativo, per delega del sub-Commissario, che però ha negato la verbalizzazione su input dello stesso Commissario.
«Si è dovuti ricorrere alla Prefettura – scrivono i segretari Grazia Albano (FP CGIL), Enrico Giannini (FP CISL), Diego Murri e Giuseppe Zingaropoli (UIL FPL) – avendo dichiarato lo stato di agitazione affinché si attivasse il cosiddetto “esperimento di conciliazione” con l’obbligo della verbalizzazione».
«Ad ogni modo – continuano le segreterie provinciali – quello che è emerso è che il Segretario comunale, per sua ammissione, si è assunto la responsabilità per il mancato perfezionamento del contratto integrativo non avendo inviato per tempo utile i contenuti della preintesa contrattuale sottoscritta il primo dicembre 2022, né al Commissario né al Collegio dei revisori dei conti, con ciò sterilizzando gli incontri, producendo un danno irreparabile ai lavoratori e violando la rispettabilità delle rappresentanze sindacali e della Rappresentanza Sindacale Unitaria aziendale».
«Tutto quanto accaduto da parte degli organi amministrativi – continuano – si sintetizza in arroganza, protervia e incultura del rispetto dei ruoli. E che sia chiaro CGIL, CISL e UIL non baratteranno mai per gentile concessioni i diritti dei lavoratori, e della loro dignità. Pertanto l’auspicio è che la prossima Amministrazione sappia riportare chiarezza e trasparenza nei comportamenti, nella consapevolezza che i risultati raggiunti dalla Pubblica Amministrazione sono il frutto della dedizione e capacità professionale dei dipendenti che rendono fattivo il raggiungimento degli obiettivi, e che nessun responsabile apicale potrebbe realizzare se non grazie a costoro. Per il resto ci si riserva ulteriori valutazioni di carattere giurisprudenziale, come di opportunità».
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/05/WhatsApp-Image-2023-05-10-at-17.27.42.jpeg319827UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-05-08 15:32:032023-05-10 15:33:41Mancato Contratto Collettivo Integrativo 2022 dei dipendenti del Comune di Castellaneta
CGIL CISL UIL denunciano gravi ritardi: «In ballo ci sono i servizi essenziali per i cittadini più fragili che a luglio potrebbero essere interrotti»
L’AmbitoTerritoriale, ovvero la sede principale della programmazione locale, concertazione e coordinamento degli interventi dei servizi sociali e delle altre prestazioni integrate, attive a livello locale, composto dal Comune di Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello preoccupa e non poco i tre sindacati confederali di CGIL, CISL e UIL che nella mattinata di giovedì 4 maggio 2023 si sono dati appuntamento presso la sala consiliare del Comune di Ginosa.
Oggetto dell’assemblea pubblica è stato in particolar modo il Piano Sociale di Zona 2022-2024 che i 4 Comuni ancora non hanno del tutto definito che comprometterebbero, secondo i segretari territoriali di Taranto Tiziana Ronsisvalle (CGIL), Mariangela Frulli (CISL Taranto Brindisi) e Gabriele Pugliese (responsabile Ambito UIL), i servizi essenziali destinati ai cittadini.
“Purtroppo registriamo un grave ritardo nella programmazione nell’Ambito Territoriale 1 – affermano CGIL, CISL e UIL – che se non definito per tempo il Piano Sociale di Zona a pagarne lo scotto saranno i cittadini, specie le categorie più fragili. Ci troviamo di fronte alle inadempienze dell’erogazione delle cosiddette risorse ‘terze’, provenienti in questo caso dal Governo nazionale, che, passando dalle casse regionali, dovrebbero essere sommate a quelle stanziate dai Comuni per definire il budget per il Piano Sociale di Zona e quindi i servizi ai cittadini bisognosi, fragili, anziani.
“Ci sono servizi – denunciano le segreterie territoriali – che a luglio in questi 4 Comuni potrebbero essere compromessi come quelli rivolti ai trasporti per i disabili. Tutto questo per mancanza di fondi che non permettono la stessa riprogrammazione. Se non dovessero intervenire fonti di finanziamento sia di livello nazionale che quelli compartecipativo (Regione-Comune) presto potremmo vedere la sospensione dei servizi. A preoccupare maggiormente per la già grave condizione di fragilità di una fetta importante di popolazione, è intervenuto nei Comuni di quell’Ambito, anche l’abbattimento delle soglie ISEE che consentivano alle famiglie in condizione di grave deprivazione economica di accedere a servizi gratuiti”.
E concludono: “Era stata paventata da parte dei Comuni dell’Ambito 1 la soluzione per tenere vivi tutti i servizi. Soluzione che consisteva in un ulteriore impegno di spesa da parte degli stessi che ad oggi, dobbiamo dire, non si è tradotto in atti amministrativi: restano parole, intenti. E noi come CGIL, CISL e UIL, finché non vedremo gli atti per iscritto, manterremo alta l’attenzione su questo argomento fino ad arrivare alla mobilitazione di massa perché non è possibile che il sistema socio-sanitario venga bistrattato in questo modo”.
La Costituzione al centro del Primo maggio dei sindacati confederali. La stessa che come primo principio fondamentale richiama il lavoro.
CGIL, CISL e UIL quest’anno hanno scelto la Basilicata, Potenza, per mettere al centro del dibattito delle politiche del Governo nazionale il lavoro, la dignità e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. 75 anni dalla promulgazione di quel “fondata sul lavoro”. Non certo un caso da parte dei padri costituenti.
Nonostante la pioggia, piazza Mario Pagano si è riempita di lavoratori e lavoratrici, con bandiere e ombrelli, migliaia di persone giunte da tutta Italia. Un Primo maggio apparentemente di festa ma fatto di rivendicazione e lotta.
«Oggi ricorre il primo maggio più che una festa una protesta per quella che è l’amara realtà del lavoro in terra Jonica» dichiara da Piazza Mario Pagano il Coordinatore provinciale della UIL di Taranto Pietro Pallini.
«Una città, Taranto e un Paese l’Italia – continua il numero uno di Piazza Dante – che si spopolano e invecchiano inesorabilmente nella totale incertezza del futuro. 250 mila giovani pugliesi non riescono a trovare un lavoro e non riescono a formarsi, mentre tanti altri lo perdono».
E ancora: «A Taranto tante troppe parole, crisi e cassa integrazione shock. 3000 lavoratori diretti di Acciaierie d’Italia, oltre 1600 di Ilva in Amministrazione straordinaria, un numero del tutto imprecisato di lavoratori dell’appalto e indotto. E poi, 353 portuali ex TCT ( Port Workers Agency), 109 della Tessitura Albini, 45 dell’impianto CemItaly, 21 dell’impianto Pasquinelli e molti altri delle partecipate comunali, solo per citarne alcuni. Sarebbe quasi impossibile citarle tutte e tutti, ma uno dei dati certi è che la Puglia resta stretta dalla morsa dei tavoli di crisi. Dai 49 in Puglia nel 2022 ai 38 del 2023, non perché le crisi si sono risolte, ma perché le aziende sono scomparse. Qualcosa come oltre 5 mila lavoratori coinvolti e circa il 25% sul totale dei tavoli sono targati Taranto».
«Un primo maggio – conclude Pallini – in direzione della manifestazione di giorno 20 maggio prossimo a Napoli per riaffermare i diritti a 75 anni dalla nostra Costituzione che fonda e affonda sul Lavoro. Ricostruiamo dal Lavoro, di qualità, tutti insieme e determinati perché è il lavoro che fa l’economia e non l’economia che fa il lavoro».
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/05/344750676_2363678567126148_7934292190036673246_n.jpg788940UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-05-01 17:44:122023-05-01 17:44:12Primo maggio, Pietro Pallini: «Fondata e affondata sul lavoro, Taranto ha troppe vertenze da risolvere»
Una giornata dedicata alla prevenzione e alla salute del personale dei Vigili del Fuoco di Taranto quella che si è svolta sabato 29 aprile presso il Comando Provinciale di Taranto.
La “Giornata per la prevenzione del melanoma nei Vigili del Fuoco”, tumore molto aggressivo che deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti ossia le cellule che determinano il colore della pelle, è stata organizzata dalla UIL Pubblica Amministrazione, e ha previsto la mappatura gratuita per tutti i Vigili del Fuoco della provincia di Taranto.
Si tratta, dunque, di una importante giornata, alla quale hanno partecipato il direttore generale della Asl di Taranto Gregorio Colacicco, il direttore sanitario della Asl Sante Minerba, il dirigente medico ASL Taranto Responsabile scientifico Peppo Turco, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto Alberto Maiolo, che ha sposato da subito l’iniziativa, il dirigente medico dermatologo del Distretto Sanitario 7 di Manduria Martino Carriero, la dermatologa della Asl di Brindisi Annarita Dell’Anna, il tesoriere nazionale UIL PA dei Vigili del Fuoco Valentino Prezzemolo, il segretario provinciale della UIL PA Giuseppe Andrisano e il coordinatore provinciale della UIL Taranto Pietro Pallini e Rocco Mortato (UIL PA) Vigile del Fuoco.
«Oggi è stata una giornata importante – hanno detto i segretari Pallini e Andrisano – all’insegna della prevenzione e del controllo che spesso, come cittadini, trascuriamo a causa delle vicissitudini della vita. Fare questo sul luogo di lavoro dà un messaggio nuovo: prima che lavoratori siamo essere umani di cui prenderci cura. Come sindacato da anni ci battiamo per portare a zero gli infortuni sul posto di lavoro che spesso sfociano in tragiche morti. A questo la UIL vuole affiancare anche la tutela della persona che è anche lavoratore. Da tempo siamo il Sindacato delle Persone è per far questo bisogna lavorare ancora di più per il benessere delle persone sia sul posto di lavoro che nella vita di tutti giorni. Una iniziativa all’interno del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco non casuale: i lavoratori che mettono a repentaglio la loro vita ogni giorno per la incolumità di una comunità intera non possono correre altri rischi che se individuati per tempo, come il melanoma, non arrecano danni. Come UIL e UIL PA ringraziamo tutti coloro i quali hanno reso possibile questa giornata rivolta alla tutela dei lavoratori e alla prevenzione».
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/04/WhatsApp-Image-2023-04-30-at-10.04.12.jpeg788940UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-04-30 08:08:272023-04-30 08:10:42UIL e UIL PA “Giornata per la prevenzione del melanoma nei Vigili del Fuoco”
Inizialmente opererà affiancandosi alla Taranto Port Workers Agency fino al 2024 Sasso (Uiltrasporti) chiarisce: «Questa non è affatto una misura assistenziale»
La nuova Agenzia del lavoro del porto di Taranto tutelerà i lavoratori ancora disoccupati e fornirà personale alle imprese che hanno scelto di insediarsi nelle aree portuali. Dopo Progetto Internazionale 39 (servizi alle merci con l’intermodalità), cui è stata assegnata la piattaforma logistica, e Cantieri di Puglia (costruzione e refitting di yacht medio-grandi), cui è andata l’ex Soico, ora sono in corsa per altre aree Termocentro (stoccaggio e logistica di prodotti per acquedotti e fognature), Gracocem (stoccaggio di cemento Portland) e Unaitalia Solar Batterie (pannelli fotovoltaici). A queste, si aggiungono altre imprese in lizza.
«Non è una misura assistenziale. La nuova Agenzia del lavoro pubblico-privata, partecipata dall’Authority in maggioranza e dagli operatori, somministrerà manodopera temporanea e utilizzerà i lavoratori della Taranto Port Workers Agency». Carmelo Sasso, segretario Uil Trasporti, a Quotidiano spiega il lavoro in campo. Taranto Port Workers è l’Agenzia esistente. È stata creata a giugno 2017 e deriva da una legge di febbraio 2017 che ha previsto a livello nazionale Agenzie per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale. Destinatari, i lavoratori in esubero delle imprese addette alla movimentazione dei container che, alla data del 27 luglio 2016, erano coperti da ammortizzatori sociali. Taranto Port Workers ha così preso in carico il personale ex Taranto Container Terminal rimasto disoccupato dopo l’abbandono (nel 2015) della compagnia Evergreen e la messa in liquidazione della società concessionaria, cioè Tct. Taranto Port Workers a fine marzo aveva ancora in carico 353 ex Tct. Rispetto all’iniziale platea di 560 unità, c’è stata una riduzione di 200 perché il nuovo terminalista Yilport, attraverso la società San Cataldo Container Terminal, ha effettuato circa 120 assunzioni e ne ha programmate altre 20, mentre gli altri hanno cambiato lavoro oppure sono stati ricollocati in imprese del porto.
Quando la nuova Agenzia sarà operativa, coesisterà con la Taranto Port Workers e si farà carico anche dei 6 addetti della Nuova Neptunia. Quest’ultima è già fornitrice di manodopera e nei giorni scorsi ha ottenuto un’ulteriore proroga rispetto a quella in scadenza (da aprile 2021 ad aprile 2023). In base alla legge 84/94 sulle Authority, non è però possibile che in un porto ci siano due soggetti che forniscono personale. Allo stesso tempo, non era nemmeno possibile trasformare la Taranto Port Workers. «Non si poteva – spiega Sasso – perché il numero dei lavoratori che ha in carico è elevato in quanto il terminal gestito da Yilport, avendo avuto uno sviluppo più lento del previsto, ha assorbito meno addetti. Con 353 persone, il ministero delle Infrastrutture e trasporti non avrebbe quindi garantito direttamente l’indennità di mancato avviamento. Sarebbe stato un numero di operatori assolutamente sproporzionato rispetto alle esigenze del porto».
E allora si è scelta un’altra strada. Un’Agenzia con l’Authority capofila e gli operatori portuali come soci e con “numeri proporzionati alle esigenze”. «La nuova Agenzia – afferma Sasso – il primo anno avrà 10 lavoratori, il secondo 25 e il terzo 45. Arriveranno tutti da Tpwa. Questa è la scansione occupazionale prevista. Quindi, facendo un esempio, se il primo anno un’azienda nel porto ha bisogno di 20 lavoratori in somministrazione, i primi 10 verranno dalla nuova Agenzia e gli altri dalla Taranto Port Workers». «Tenere temporaneamente in piedi la Taranto Port Workers non serve solo a garantire un reddito ai lavoratori ma soprattutto a mantenere, rendendola esigibile, la clausola sociale che deriva dalla legge 84/94 – prosegue il sindacalista -. Altrimenti, le imprese che si insedieranno nel porto non avrebbero più l’obbligo di assumere dall’attuale bacino di manodopera. L’Agenzia non serve, come è stato detto, a dare la cassa integrazione ai lavoratori – sottolinea Sasso -. Serve a proteggerli con l’unica, vera clausola sociale che esiste in Italia. Vedi la vicenda dell’accordo ex Ilva, dove c’è una clausola sulla rioccupazione del personale in Acciaierie d’Italia ma non viene rispettata. I portuali hanno invece una clausola sociale che stabilisce che le imprese che si insediano nel porto, e se ne stanno insediando più di dieci, devono prioritariamente assumere dalla manodopera disponibile».
Secondo Sasso, «stando al fabbisogno annunciato dalle imprese, il bacino dei 353 si prosciugherà. Alla fine, i lavoratori che residueranno saranno pochi, rimarranno comunque inseriti e serviranno al pool di manodopera necessario in seguito, quando unificheremo le due Agenzie. Le due Agenzie hanno una stessa finalità: il futuro occupazionale dei lavoratori – prosegue il segretario Uil Trasporti -. La nuova, in particolare, dovrà dare al porto manodopera flessibile, adeguata alle esigenze del terminalista e delle altre imprese. Dobbiamo perciò istituire la nuova Agenzia perché serve alla buona operatività del porto e, al contempo, prorogare i termini della Taranto Port Workers di almeno un anno per allungare i termini della clausola sociale. Così saremo allineati con i piani delle imprese e con la messa a terra dei loro investimenti. Abbiamo consultato quasi tutti gli operatori del porto, più della metà si sono dichiarati disponibili alla nuova Agenzia, ma una riunione definitiva non l’abbiamo fatta ancora. Dovrebbe forse tenersi la prossima settimana». L’attuale Agenzia durerà sino a giugno 2024, vale a dire sino a 6 anni dalla sua istituzione. La copertura finanziaria è invece sino a fine anno. Si punta a prorogare la Taranto Port Workers di un altro anno nel presupposto che, con lo strumento normativo in piedi, arriveranno poi anche i fondi. Con l’Agenzia, l’indennità di mancato avviamento, che equivale alla cassa integrazione ed è gestita come procedura dall’Inps, è stata corrisposta per i primi quattro anni dalle risorse del Fondo coesione territoriale mentre dal 2021 attinge dal Fondo sociale per occupazione e formazione.
Quotidiano di Puglia
https://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2023/04/343073296_6352314044824599_6229049311147624087_n.jpg960960UIL Tarantohttps://uiltaranto.it/wp-content/uploads/2025/07/Logo_UIL-sindacato-delle-persone-copia.pngUIL Taranto2023-04-29 15:00:002023-04-29 08:27:05Porto di Taranto, nasce la nuova Agenzia «Così lavoratori più tutelati»
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