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Taranto, 3 dicembre 2025 – Si è svolto ieri a Taranto il II Congresso Uila Pesca, un evento che ha visto la partecipazione delle principali figure sindacali e istituzionali del settore pesca. Durante l’incontro, Vincenzo Guarino è stato riconfermato Segretario Responsabile della Marineria Uila Pesca di Taranto, consolidando il suo ruolo di guida per i lavoratori del mare e per un settore che riveste un’importanza fondamentale per il territorio tarantino.
La conferma di Guarino, accolta con entusiasmo dai presenti, arriva in un momento cruciale per Taranto, una città la cui identità è profondamente legata alla tradizione della pesca e alla marineria. L’evento ha visto l’intervento di numerosi leader sindacali, tra cui Maria Laurenza, Segretaria Generale Uila Pesca Nazionale, Pietro Buongiorno, Segretario Generale Uila Puglia, e Andrea Losito, Segretario Generale Uila Pesca Puglia. A presiedere i lavori è stato Antonio Trenta, Segretario Generale Uila Taranto.
La pesca a Taranto non è solo una risorsa economica, ma è anche un patrimonio culturale che identifica la città e il suo popolo. Con la riconferma di Guarino, la Uila Pesca intende proseguire il suo lavoro di tutela dei diritti dei lavoratori del mare, promuovendo politiche che rispondano alle sfide del settore e alle necessità di chi vive quotidianamente di pesca.
“Taranto ha bisogno di un forte impegno per tutelare un settore che è parte integrante della sua storia e della sua cultura”, ha dichiarato Gennaro Oliva, Coordinatore Provinciale della UIL di Taranto. “Siamo felici della riconferma di Vincenzo Guarino, un segretario che ha saputo coniugare competenza e passione per il lavoro. Il suo impegno sarà determinante per continuare a difendere e promuovere il futuro della marineria tarantina.”
Durante il congresso, sono stati discussi i principali temi legati alla pesca, dall’innovazione nelle tecniche di lavorazione alla sostenibilità del settore, fino alla valorizzazione della cultura marinara. La conferma di Vincenzo Guarino alla guida della Uila Pesca è vista come un segno di continuità in un settore che deve affrontare molte sfide, dalla concorrenza internazionale alle difficoltà legate alla sostenibilità ambientale e alla gestione delle risorse marine.
Guarino ha ribadito la sua intenzione di continuare a lavorare al fianco dei lavoratori, per difendere i loro diritti, migliorare le condizioni di lavoro e garantire una maggiore attenzione alle politiche ambientali e alla sicurezza sul lavoro.
L’evento è stato anche un’occasione per riflettere sul futuro del settore pesca, un futuro che dovrà necessariamente puntare su innovazione e sostenibilità. “Il nostro obiettivo è quello di costruire un settore che non solo sia competitivo, ma che rispetti anche l’ambiente”, ha spiegato Vincenzo Guarino. “La sostenibilità non è più una scelta, è una necessità. La marineria tarantina deve evolversi per affrontare le nuove sfide globali, ma deve farlo senza mai dimenticare le sue radici.”
Il congresso di ieri ha segnato un momento importante per il settore pesca di Taranto, non solo per la riconferma di Guarino, ma anche per l’importante riflessione sul futuro della marineria e sul ruolo centrale che essa gioca nella vita sociale, economica e culturale della città. Con il sostegno delle istituzioni locali e della UIL, i lavoratori del mare possono guardare al futuro con maggiore speranza, fiduciosi che il settore pesca possa continuare a crescere e prosperare.
Taranto, come sempre, guarda al mare con speranza, e con il coraggio del lavoro che da sempre la caratterizza. L’impegno della Uila Pesca e dei suoi rappresentanti, come Vincenzo Guarino, è una garanzia che il futuro della marineria tarantina è in buone mani.
Taranto, 2 dicembre 2025 – FP CGIL e UIL Trasporti annunciano la convocazione ufficiale con di Kyma Ambiente Spa per giovedì 4 dicembre alle ore 12 presso le Commissioni Consiliari Controllo e Ambiente del Comune di Taranto. L’audizione è stata fissata in seguito alla richiesta formale inviata il 1° dicembre dalle due sigle, dopo le gravi anomalie riscontrate nella recente delibera del Cda di Kyma Ambiente.
Nella richiesta di incontro – già agli atti delle Commissioni – i sindacati avevano denunciato l’assegnazione del settimo livello a tre dipendenti, una progressione definita “distonica e ingiustificata” rispetto allo stato dell’azienda, che versa in condizioni finanziarie critiche:
– 40 milioni di euro di massa debitoria;
– oltre 2,2 milioni di euro non versati al Fondo di previdenza complementare;
– regolamento interno che prevede il titolo di laurea come requisito di accesso al livello riconosciuto.
“Siamo stati convocati perché abbiamo chiesto un confronto serio, trasparente e urgente” dichiarano Cosimo Sardelli (FP CGIL) e Carmelo Sasso (UIL Trasporti). “Giovedì porteremo in Commissione tutte le criticità già sollevate e chiederemo all’azienda spiegazioni puntuali e, soprattutto, documenti che attestino la legittimità delle progressioni decise dal Cda. I lavoratori meritano risposte, non favoritismi”.
Le due sigle confermano che durante l’audizione ribadiranno la richiesta di una verifica complessiva sulla gestione dell’azienda, anche alla luce degli scarsi risultati sulla raccolta differenziata e dell’annunciata – ma ancora indefinita – due diligence. “Kyma Ambiente – concludono – deve tornare a essere un’azienda pubblica credibile, non un terreno di scelte incomprensibili”.
Il Segr. Gen. FP CGIL Cosimo Sardelli
Il Segr. Gen. Uiltrasporti Carmelo Sasso
Taranto, 1 dicembre 2025 – Si è svolta questa mattina davanti all’Ufficio Postale di via Arco Paisiello la conferenza stampa convocata dalla UIL Poste Taranto e dalla UIL Taranto per denunciare pubblicamente le gravi criticità che da mesi interessano il presidio postale della Città Vecchia, aggravate in seguito alla chiusura dell’ufficio di piazza Fontana. Una decisione, quella di Poste Italiane, che secondo il sindacato ha riversato l’intera utenza del centro storico – oltre 2.200 residenti – su un unico sportello non attrezzato, generando disservizi pesantissimi per cittadini e lavoratori.
Il segretario regionale UIL Poste Puglia e segretario generale UIL Poste Taranto, Giuseppe Manfuso, ha spiegato come la situazione sia ormai diventata insostenibile. “Quella che viviamo qui non è più una semplice difficoltà operativa: è una condizione che definirei senza esitazioni scandalosa”, ha dichiarato. La chiusura dell’ufficio di piazza Fontana ha prodotto limitazioni ai prelievi per i correntisti trasferiti, costretti a vedersi negata la possibilità di ritirare somme superiori a quelle consentite dalla giacenza assegnata al nuovo sportello. “È inconcepibile che un pensionato debba essere trattato diversamente solo perché il suo ufficio è stato chiuso”, ha aggiunto Manfuso, sottolineando come “la Città Vecchia meriti gli stessi diritti degli altri quartieri”.
Allo stesso tempo gli sportellisti operano con disponibilità economiche irrisorie, talmente ridotte da non permettere di servire più di 15-20 clienti. “Chiediamo solo di poter lavorare – ha ribadito – e non di essere messi nella condizione di dover spiegare ai cittadini perché non possiamo effettuare operazioni essenziali”. Una situazione aggravata in una giornata come quella del primo dicembre, dedicata anche all’erogazione delle tredicesime. A ciò si aggiunge l’impossibilità dei lavoratori di svolgere pienamente le attività previste, tanto da essere spesso distaccati in altri uffici. “È assurdo che un dipendente venga mandato ogni giorno in un luogo diverso perché qui non ha gli strumenti per lavorare. È una mortificazione professionale e umana”.
“Questa situazione – ha aggiunto Manfuso – sta generando un livello di stress insostenibile per i lavoratori, che ogni giorno si ritrovano costretti a discutere con cittadini arrabbiati e frustrati, pur non avendo alcuna responsabilità diretta. Non possiamo accettare che un servizio pubblico scarichi il proprio malfunzionamento su chi è in prima linea”.
Manfuso ha ricordato come “nei mesi scorsi abbiamo scritto, segnalato, denunciato. Ma da parte di Poste Italiane non è arrivata nemmeno una risposta formale”. E ha concluso avvertendo che “non esistono cittadini di serie A e serie B: serve un frazionario unico per garantire uguaglianza. Non si può continuare a ignorare una comunità intera”.
Nel corso della mattinata sono emersi ulteriori problemi strutturali e organizzativi. Il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, ha raccontato un episodio particolarmente significativo: un cittadino invalido non riusciva a entrare nell’ufficio a causa delle barriere architettoniche ed è potuto accedere solo grazie all’aiuto di altri utenti. “È una scena che non dovrebbe più ripetersi in una città moderna. Qui non mancano solo i servizi: manca la dignità garantita a chiunque acceda a un ufficio pubblico”, ha commentato.
Oliva ha denunciato anche la totale assenza di privacy allo sportello dedicato ai prelievi, dove le operazioni economiche vengono effettuate senza alcuna tutela. “A Taranto Vecchia un pensionato deve dire davanti a tutti quanti soldi vuole prelevare. È semplicemente inaccettabile”. Non meno grave la mancanza del sistema di prenotazione tramite ticket, che costringe le persone ad attendere in fila senza ordine. “La scena delle file disordinate, delle persone che arrivano e non sanno a chi spetti il turno, è ormai la normalità. E Poste fa finta di non vedere”.
Il coordinatore territoriale ha continuato: “Noi non siamo qui a fare passerelle. Siamo qui per difendere i cittadini. E se non arriveranno risposte, le nostre iniziative non si fermeranno”. Poi ha aggiunto: “La UIL Taranto sarà al fianco della UIL Poste sempre, su ogni problematica. E se servirà, torneremo con forme di mobilitazione più forti. Perché quello che sta succedendo qui è una mancanza di rispetto per un’intera comunità». Infine, con toni netti, ha concluso: «Se non verranno prese misure immediate, la UIL si farà sentire ancora più duramente. Non permetteremo che questo quartiere venga abbandonato”.
La UIL annuncia che, qualora non arrivassero risposte rapide e concrete, la mobilitazione proseguirà con iniziative ancora più incisive. La Città Vecchia, conclude il sindacato, non può essere privata di un servizio pubblico essenziale, soprattutto in un momento storico in cui fragilità sociali e bisogni del territorio richiedono una presenza più forte e responsabile delle istituzioni
“Non si governa una città raccontandole quel che vorrebbe sentirsi dire: si governa affrontando la realtà, anche quando è dura”
Taranto, 30 novembre 2025 – Taranto scivola mentre la politica resta immobile, incastrata in equilibri precari che hanno trasformato Palazzo di Città in un teatro di attese infinite. Gli indicatori demografici, occupazionali e sociali diffusi dall’INPS e dalle ricerche nazionali raccontano una realtà che si assottiglia, un territorio che arretra mentre chi dovrebbe governarlo preferisce evitare il confronto con i problemi reali. Da oltre nove mesi, con la caduta dell’amministrazione Melucci il 21 febbraio 2025 e la successiva ascesa della esile maggioranza guidata da Bitetti, l’azione politica si è ridotta a una campagna elettorale permanente – con esponenti politici che addirittura offendono i propri compagni di partito sui social – più attenta agli equilibri interni, precari, che allo stato della città.
Il rapporto INPS 2024 conferma il crollo demografico: nel 2023 il saldo naturale è stato di –2.914, cifra che evidenzia un arretramento ben più pesante del –421 registrato un decennio fa. Le fasce giovani continuano a emigrare, riducendo ulteriormente la capacità produttiva del territorio. A questo declino si affianca la nuova classifica di Italia Oggi 2025, che colloca Taranto al 101° posto su 107 province, in ulteriore peggioramento. In Puglia solo Foggia fa peggio. I punteggi più bassi riguardano ambiente, lavoro e reddito, salute, sicurezza sociale e istruzione, confermando un quadro di fragilità strutturale che si intensifica.
Il mercato del lavoro conferma un affanno profondo: tasso di occupazione al 40,7%, ben lontano dalla media regionale e ancor più da quella nazionale. La disoccupazione supera il 10,5% e l’inattività raggiunge il 54,4%, segno di una rinuncia diffusa alla ricerca di impiego. Mentre aumentano i lavoratori irregolari e le ispezioni calano, cresce anche il peso degli ammortizzatori sociali: Taranto assorbe quasi il 60% della CIG straordinaria pugliese, con un raddoppio delle ore di cassa ordinaria e del Fondo integrazione salariale. La NASPI sale a 24.506 beneficiari. Numeri che descrivono non una crisi momentanea, ma una condizione strutturale di precarietà.
Tutto questo è un macigno al collo.
“Possiamo continuare a raccontarci che Taranto è proiettata nel futuro — dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto — ma i dati dicono l’opposto. Il territorio arretra mentre la politica evita il confronto, preferendo gestire equilibri fragili invece di assumersi responsabilità. Non si governa una città raccontandole quel che vorrebbe sentirsi dire: si governa affrontando la realtà, anche quando è dura. Il cambio di passo con il passato è pressoché impalpabile”.
Lo stesso sbilanciamento emerge sul fronte industriale. La vicenda dell’ex Ilva resta sospesa tra rinvii e incertezze, mentre la riconversione degli impianti è rimasta un annuncio. La città continua a pagare un prezzo altissimo in termini di lavoro, ambiente e salute. Le bonifiche procedono a rilento, e la frattura tra ambientalisti e aziendalisti resta un alibi per non decidere.
A pesare è anche la crisi del porto, dove investitori strategici come Renexia hanno scelto altre destinazioni, nonostante la retorica dell’hub dell’eolico offshore. I fondi del JTF, del CIS e delle bonifiche avrebbero già dovuto delineare una traiettoria alternativa, ma nessun cambio di rotta è stato realmente avviato.
La situazione rifiuti rappresenta un nuovo capitolo del declino: Kyma Ambiente — l’azienda incaricata del servizio di igiene urbana — si presenta con un debito stimato in circa 43 milioni di euro. Nonostante questo, la raccolta resta inadeguata: cumuli di rifiuti, cassonetti traboccanti, ritardi nella raccolta, aree urbane trasformate in discariche a cielo aperto, segnalate ormai da mesi in più quartieri.
“Una città sommersa dai rifiuti — accusa Oliva — non può chiedere fiducia nel futuro. È paradossale che la prima emergenza — la salute, l’igiene urbana — venga affrontata con lentezza e retorica, mentre da Palazzo di Città si continua a parlare di sviluppo e hub ambientali”.
Il fallimento delle promesse su decoro urbano e raccolta differenziata pesa come un macigno sulla credibilità della giunta Bitetti: la città appare meno pulita di ieri, senza alcun segnale di inversione reale. Eppure, per il Comune la narrativa resta quella di una Taranto “in cammino verso il domani”.
“La gente non vuole più pacche sulle spalle — conclude Oliva —. Vuole che la citta venga liberata dall’immondizia, che i debiti vengano onorati, che il servizio torni regolare. Vuole rispetto”.
L’astensione delle ultime regionali, con un’affluenza intorno al 40% in provincia, è il sintomo di un rapporto logoro tra cittadini e istituzioni. È la prova di una distanza che cresce ogni giorno e che nessuna narrazione ottimista potrà colmare. Se la politica continuerà a muoversi dentro logiche di sopravvivenza e non di governo, Taranto resterà prigioniera del suo declino.
UIL Taranto lancia un appello: basta compromessi, basta propaganda, basta inerzia. Occorre un programma vero, con un tavolo permanente, con misure concrete per lavoro, ambiente, servizi, decoro urbano. Occorre che la politica — soprattutto quella comunale — si assuma responsabilità reali, non si nasconda dietro slogan o emergenze temporanee.
ROMA 29 novembre 2025 – La manifestazione nazionale della UIL al Teatro Brancaccio di Roma ha rappresentato un momento di grande partecipazione e di forte tensione civile. Delegazioni provenienti da ogni parte d’Italia hanno riempito un teatro colmo già dalle prime ore della mattina, portando sul palco esperienze, problemi e speranze di un mondo del lavoro che chiede ascolto e risposte concrete. Anche la UIL Taranto era presente con una delegazione nutrita e attenta, consapevole che i temi discussi nella capitale toccano profondamente il nostro territorio, dalla crisi dell’ex Ilva alle condizioni del lavoro fragile e frammentato.
La mattinata ha raccolto interventi di lavoratrici, lavoratori, pensionati e giovani. Sono emerse storie di precarietà nei centri commerciali, contratti part-time che nascondono orari da full-time, turni massacranti nella sanità, vite sospese nel lavoro somministrato, schiene rotte nei campi agricoli, difficoltà crescenti nel trasporto pubblico, nell’edilizia e nel turismo. Un’Italia reale, quella che spesso non trova voce nei palazzi ma che rappresenta la colonna portante del Paese.
Il momento centrale della giornata è stato l’intervento conclusivo del segretario generale Pierpaolo Bombardieri, il quale ha richiamato con forza il senso della mobilitazione. Prima di avviare il suo discorso, Bombardieri ha ricordato il valore della partecipazione responsabile, spiegando che si può protestare senza violenza, senza assaltare redazioni o minacciare chi informa, ma avanzando proposte serie e credibili. Ha sottolineato che la mobilitazione della UIL nasce da un principio semplice: “si può chiedere di cambiare le cose”.
Al centro del suo intervento c’è stato il tema della democrazia economica e sindacale, un punto cardine per il segretario: Bombardieri ha ricordato che il contratto collettivo non è un ingombro, ma un atto di democrazia sostanziale, perché definisce salari, orari, diritti, tutele. “Dove c’è lavoro deve esserci democrazia” ha affermato, ribadendo il valore della contrattazione come luogo dell’equilibrio sociale, della rappresentanza e della responsabilità condivisa.
Un passaggio molto significativo del suo intervento ha riguardato le pensioni. Bombardieri ha spiegato che la riforma non può più essere rinviata e che occorre finalmente separare previdenza e assistenza, perché se si continuano a sommare le due voci diventa impossibile ragionare su sistemi equi. Ha chiesto un confronto serio su come garantire una pensione di garanzia ai giovani precari, sulla possibilità di consentire l’uscita anticipata a chi svolge lavori usuranti, e sul rilancio del secondo pilastro, proponendo l’accettazione semiautomatica della previdenza complementare dal 2027 per dare solidità alle pensioni future.
Toccante e molto applaudito il richiamo alla condizione dei giovani, che secondo Bombardieri “hanno già la certezza di essere penalizzati se le regole non cambieranno”, e la denuncia di un lavoro che non garantisce futuro. Anche per questo, ha ricordato, serve una politica fiscale più giusta: Bombardieri ha citato le sue proposte di aumento della tassazione sui dividendi azionari al 31% e dell’IRES al 26%, misure che potrebbero recuperare fino a dieci miliardi da reinvestire in sanità, pensioni e welfare, alleggerendo il peso su lavoratori e pensionati, oggi tra i più tassati d’Europa.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle disuguaglianze territoriali, con un riferimento diretto alla vicenda dell’ex Ilva. Bombardieri ha ricordato che il futuro dell’acciaio in Italia non può essere discusso solo per gli stabilimenti del Nord, come avvenuto nell’ultimo tavolo ministeriale. Ha denunciato con fermezza l’esclusione di Taranto dal confronto, definendola inaccettabile, e ha ribadito la richiesta – avanzata da tempo dalla UIL – di un intervento pubblico forte, fino alla valutazione della nazionalizzazione sull’esempio francese.
Nel suo intervento, Bombardieri ha più volte richiamato l’idea che questo “non è un tempo per essere spettatori”, ma un momento in cui bisogna difendere i diritti e costruire soluzioni, perché ciò che si decide oggi influenzerà il modello sociale dei prossimi decenni. La sua conclusione è stata un invito all’unità e alla responsabilità: lavorare insieme sulle piattaforme unitarie, superare le divergenze non sostanziali, creare percorsi condivisi per migliorare lo Stato sociale, rafforzare la contrattazione e rispondere alle fragilità crescenti del Paese.
A margine della manifestazione, Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto, ha espresso la sua valutazione sull’esito della giornata e sul ruolo del territorio nell’agenda nazionale. Oliva ha ricordato che Taranto vive una condizione particolarmente complessa, ma proprio per questo non può essere esclusa dai tavoli decisivi, né può attendere soluzioni “parziali o provvisorie”. Ha affermato che la manovra deve essere migliorata con interventi che tengano insieme lavoro, salute e sviluppo, restituendo speranza ai lavoratori e alle famiglie. Ha ribadito inoltre l’urgenza di un piano per la sicurezza sul lavoro, di pensioni più dignitose e di una sanità accessibile, sottolineando che la UIL Taranto continuerà a farsi sentire: la mobilitazione non si ferma qui, perché “la dignità del lavoro non è negoziabile”.
La giornata del Teatro Brancaccio ha così rappresentato un momento di ascolto, partecipazione e proposta. Non una semplice protesta, ma un percorso collettivo che punta a incidere sulle scelte politiche e a dare voce a chi non vuole rassegnarsi. La UIL Taranto proseguirà questo cammino con convinzione, per difendere il diritto a un lavoro sicuro, a un salario equo e a un futuro che appartenga davvero a tutti.
Taranto 28 novembre 2025- Si è svolto a Taranto il congresso della UIL PA Vigili del Fuoco, un appuntamento particolarmente significativo per la categoria, segnato da un forte impulso al rinnovamento interno e alla valorizzazione delle nuove generazioni. Un incontro che ha confermato la volontà della UIL di investire su una dirigenza giovane, capace di affiancare l’esperienza consolidata dei membri storici dell’organizzazione.
Durante i lavori congressuali è stata ufficializzata la nuova segreteria territoriale, guidata da Valeria Trovato, eletta Segretario Generale. Accanto a lei, la nuova composizione della segreteria: Forleo Arcangelo (vicario), De Punzio Domenico (organizzativo), Villani Cosimo, Ditana Lorenzo, Grano Giovanni e Antonacci Salvatore, quest’ultimo in qualità di tesoriere.
Nel corso degli interventi è stato più volte sottolineato come la scelta della UIL PA VVF Taranto sia andata in controtendenza rispetto ad altre realtà, con un modello partecipativo che valorizza l’ingresso attivo dei giovani nel sindacato. Una scelta strategica, che mira a garantire continuità, competenza e un progressivo passaggio di testimone tra generazioni diverse ma unite dai medesimi valori.
Il tema dell’unità è stato centrale nel dibattito congressuale. È stato ricordato come il termine “sindacato” derivi dall’idea stessa di giustizia condivisa, di aggregazione e collaborazione, principi che da sempre guidano l’azione della UIL. La presenza dei vertici territoriali e regionali della Confederazione, della UIL PA e della UIL FPL ha testimoniato la solidità del percorso intrapreso e la convergenza verso una gestione sempre più coordinata delle categorie.
Al congresso hanno preso parte: Stefano Frontini, Segretario Regionale UIL Puglia; Valentino Prezzemolo, Tesoriere Nazionale UIL PA VVF; Giuseppe Santoro, Segretario Regionale UIL PA VVF Puglia; Gennaro Oliva, Coordinatore Territoriale UIL Taranto; Giuseppe Andrisano, Segretario Regionale UIL PA Puglia; Paola Bruno, della Segreteria Regionale UIL FPL Puglia; Giovanni Maldarizzi, Segretario Provinciale UIL FPL Taranto; e Rocco Mortato, Segretario Provinciale UIL PA VVF Taranto.
Il congresso ha evidenziato non solo la necessità di un rinnovamento strutturale, ma anche la volontà di rafforzare una collaborazione già esistente tra categorie e livelli territoriali della UIL. Un percorso che punta a consolidare una delle realtà più numerose e rilevanti nel panorama sindacale pugliese.
La UIL PA Vigili del Fuoco Taranto si presenta così con una squadra rinnovata, determinata e pronta ad affrontare le sfide del settore, mantenendo saldo il principio secondo cui la UIL può cambiare, evolversi e crescere, ma resta sempre fedele ai suoi valori fondativi: unità, giustizia e partecipazione.
