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Raggiunti accordi sulla concertazione degli orari di lavoro aeroportuali, riattivazione della mobilità provinciale anticipata, accesso alle tutele per patologie da causa di servizio, e assegnazione di nuove autobotti a favore della sicurezza degli operatori
Taranto, 7 novembre 2025 – In seguito alla proclamazione dello stato di agitazione e al preannuncio di sciopero da parte della UIL PA Vigili del Fuoco di Taranto, il 5 novembre si è svolta la riunione della commissione paritetica, composta dal Direttore Regionale VVF Puglia, dal Comandante Provinciale VVF Taranto e dai rappresentanti sindacali Gennaro Oliva, Valentino Prezzemolo, Giuseppe Santoro e Rocco Mortato. I lavori si sono protratti dalle 10 alle 14.30, a conferma della complessità e delicatezza della vertenza affrontata, conclusa positivamente.
“Con soddisfazione evidenziamo il raggiungimento di importanti risultati a tutela del personale dei Vigili del Fuoco”, ha dichiarato Rocco Mortato, segretario territoriale dei Vigili del Fuoco di Taranto. “Il Comandante provinciale è stato impegnato ad avviare l’istituto della concertazione riguardo all’orario di lavoro del personale aeroportuale, come da nostre richieste iniziali, e a garantire le necessarie misure di tutela economica per evitare qualsiasi pregiudizio ai lavoratori. Altresì, è stata disposta la riattivazione della mobilità provinciale, permettendo trasferimenti anticipati rispetto alla scadenza di febbraio 2026”.
Il tesoriere nazionale UIL PA Vigili del Fuoco, Valentino Prezzemolo, ha sottolineato: “È stato prioritario per la nostra organizzazione superare gli ostacoli che impedivano il riconoscimento delle patologie da causa di servizio, un tema cruciale per la tutela di un lavoro caratterizzato da elevati rischi e usura fisica e psicologica. Grazie all’intervento sindacale, il personale potrà ora accedere senza impedimenti alle tutele previste dalla normativa vigente”.
Sul tema dei mezzi operativi, Giuseppe Santoro, segretario regionale UIL PA VVF Puglia, ha evidenziato: “Al Comando di Taranto saranno assegnate due nuove autobotti. Abbiamo inoltre concordato l’istituzione di un gruppo di studio volto a definire procedure operative in caso di indisponibilità temporanea di mezzi adeguati, con l’obiettivo prioritario di garantire la sicurezza di cittadini e operatori”.
Soddisfazione è stata espressa anche da Gennaro Oliva, segretario UIL di Taranto: “La UIL conferma il proprio impegno costante e incondizionato nella tutela dei diritti del personale dei Vigili del Fuoco, confermando la propria presenza unitaria e compatta a tutti i livelli per garantire la piena tutela dei lavoratori”
Bari, 5 novembre 2025 – Il Congresso Regionale Straordinario della UIL Poste Puglia, svoltosi a Bari nella giornata di ieri 4 novembre alla presenza del segretario generale UIL Poste, Claudio Solfaroli Camillocci, dell’intera Segreteria Nazionale e del segretario organizzativo Confederale UIL Puglia, Stefano Frontini, ha sancito il rinnovo degli organismi regionali eleggendo all’unanimità la nuova Segreteria. Alla guida della struttura pugliese è stato designato Giuseppe Manfuso, che continuerà a ricoprire anche il ruolo di segretario generale della UIL Poste Taranto.
Il Congresso ha rappresentato un importante momento di confronto e rilancio per il sindacato, ribadendo i valori fondanti della UIL Poste: il radicamento territoriale, la coerenza sindacale e la partecipazione attiva dei lavoratori. Nel suo intervento, Solfaroli Camillocci ha richiamato la necessità di proseguire il percorso di rinnovamento e trasparenza che da sempre caratterizza l’azione della categoria, mentre Stefano Frontini ha evidenziato la centralità della UIL come punto di riferimento stabile per la tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori, anche in una fase di trasformazione profonda di Poste Italiane.
Nel suo discorso di insediamento, Giuseppe Manfuso ha posto l’accento sulla volontà di rilanciare il principio di libertà sindacale, aprendo una nuova stagione di collaborazione e responsabilità condivisa. Ha sottolineato come i recenti accordi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali di maggioranza abbiano prodotto conseguenze gravi sull’assetto occupazionale e sull’organizzazione del lavoro, richiamando in particolare il piano di 3.300 tagli nel settore del recapito, che ha determinato forti criticità nella distribuzione della corrispondenza e un aumento delle pressioni operative sul personale. Manfuso ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà crescenti negli uffici postali, ormai in sofferenza per la carenza di organico e per gli eccessivi distacchi, sottolineando la necessità di un intervento sindacale deciso e unitario per restituire dignità al lavoro e stabilità al servizio.
A margine dei lavori congressuali è intervenuto anche Gennaro Oliva, coordinatore della UIL di Taranto, che ha espresso le proprie congratulazioni a Giuseppe Manfuso per la nomina, augurandogli buon lavoro alla guida della struttura regionale in una fase particolarmente impegnativa per il settore postale. Oliva ha ricordato come numerose siano oggi le vertenze aperte, sottolineando che Manfuso ha già dimostrato, nel corso del suo impegno sindacale sul territorio ionico, grande sensibilità e capacità nel gestire situazioni complesse e nel dare risposte concrete ai lavoratori.
La nuova Segreteria Regionale UIL Poste Puglia, guidata da Manfuso, si propone di restituire ai lavoratori fiducia e rappresentanza reale, riaffermando il valore del sindacato come presidio di libertà e giustizia sociale.
“Il nostro obiettivo – ha concluso il Segretario Regionale – è far tornare la UIL Poste Puglia ad essere una casa aperta, pluralista e determinata, al servizio esclusivo delle persone che ogni giorno garantiscono la continuità e la qualità del servizio postale nel nostro territorio.”
Carmelo Sasso: “Abbiamo 15 milioni pronti per la formazione, ma senza indirizzi chiari da Governo e Ministeri non possiamo avviare nulla. Serve subito il tavolo per la portualità promesso ad agosto.”
TARANTO, 4 novembre 2025 – Nonostante le grandi aspettative e le numerose risorse stanziate dalla Regione Puglia per la riqualificazione dei lavoratori ex TCT – parliamo di 15 milioni di euro già destinati a corsi di formazione professionale – la situazione del molo polisettoriale di Taranto resta in uno stato di incertezza che pesa come un macigno sul futuro occupazionale del territorio. Carmelo Sasso, segretario generale UIL Trasporti Taranto, sottolinea ancora una volta la drammatica urgenza di convocare il tavolo per la portualità, accordato dagli attori istituzionali lo scorso agosto in Autorità Portuale, ma rimasto senza seguito concreto.
“Non possiamo avviare nemmeno un percorso di formazione reale finché le istituzioni non chiariranno gli indirizzi precisi che il porto e il molo polisettoriale dovranno seguire – spiega Sasso – La politica locale e nazionale espressione del territorio deve sostenere l’Autorità di Sistema Portuale nel pretendere risposte chiave dai Ministeri competenti e dal Governo nazionale. Senza queste risposte non saremo mai in grado di fornire ai lavoratori le competenze utili per nuove opportunità professionali.”
Il sindacato denuncia che la mancata attuazione del decreto MASE sull’eolico offshore, con la conseguente assenza di linee guida operative, sta di fatto bloccando i corsi di riqualificazione. “I finanziamenti ci sono – afferma Sasso – ma non ci è dato sapere quali competenze occorrerà sviluppare, a chi saranno destinati i futuri lavori sull’eolico portuale e quali saranno i soggetti coinvolti. Senza una visione definita perdiamo solo tempo e rischiamo di lasciare i lavoratori in un limbo senza via d’uscita.”
Non è solo la questione eolica a generare stallo: la logistica Vestas, che ha preso possesso della piazza portuale da oltre due mesi, ancora non fornisce piani occupazionali chiari. Rimangono oscure, inoltre, le intese raggiunte tra Ministero e Porto sulle ricadute reali in termini di lavoro, e l’incertezza regna anche sulla compatibilità tra i diversi progetti che insistono sul molo polisettoriale – dall’eolico al terminal container, fino al rigassificatore onshore – senza una regia politica che faccia ordine.
“Serve che la politica capisca definitivamente cosa intende fare il Governo con la grande fabbrica dell’ex Ilva,” aggiunge Sasso. “Le decisioni su quella realtà impatteranno enormemente sugli spazi concessi in autonomia funzionale allo stabilimento e sulla funzionalità portuale di Taranto. Ormai da anni assistiamo ad una narrazione fatta di progetti e promesse, che spesso restano solo sulla carta – come quello di Renexia – e troppo spesso svaniscono nel nulla.”
Da otto anni, in questo clima di stagnazione e di attesa, l’Agenzia del Lavoro Portuale continua a contare ben 350 lavoratori ex TCT in attesa di ricollocazione. “Abbiamo aggiornato e arricchito i cataloghi regionali della formazione, ma senza sapere quale pagina dovremo effettivamente applicare, non possiamo partire. I bandi che spesso si invocano e si attendono non possono decollare senza indirizzi politici e industriali chiari. È ormai indispensabile convocare subito il tavolo tecnico che riunisca tutte le forze della politica e dell’amministrazione portuale, in modo da orientare finalmente le scelte occupazionali e rilanciare il porto.”
Il porto di Taranto da più di due anni è sprovvisto di un fornitore di manodopera temporanea autorizzato ai sensi della L 84/94 ed il MiMS ancora non riesce a dare al territorio una risposta sulla procedura di legge da seguire per la realizzazione di questo importante fattore di competitività per le imprese portuali e più in generale per lo sviluppo dei traffici di cui tutti i porti Italiani sono dotati. Confidavamo che la nomina del Commissario di diretta emanazione ministeriale potesse sbloccare l’impasse consentendoci di ricollocare qualche decina di lavoratori della Agenzia, peraltro già formati e pronti, ma ancora nulla.
Sasso rilancia l’allarme sulle prospettive: “Se le risposte tarderanno ancora, le organizzazioni sindacali e i lavoratori saranno costretti a valutare ogni azione utile alla tutela del lavoro e allo sviluppo dell’area portuale tarantina. Finora abbiamo trovato collaborazione e fatto quadrato con AdSP, istituzioni e politica, ma questa pazienza non può essere infinita. Occorre una svolta immediata oppure prenderemo iniziative concrete.”
UIL Trasporti Taranto rinnova l’appello in maniera accorata alla responsabilità istituzionale e chiede che si passi urgentemente dalle buone intenzioni ai fatti. Le grandi occasioni di sviluppo non possono essere vanificate da incertezze e ritardi; la dignità dei lavoratori e la crescita dell’intera città dipendono dalla capacità di decidere, agire e progettare davvero.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti: “Ancora una notte di paura e violenza sui bus cittadini. Il Prefetto ha bocciato il rientro anticipato e le Forze dell’Ordine non sono bastate come paventato.”
Le Organizzazioni Sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI di Taranto denunciano con forza l’ennesima notte di violenza che ha coinvolto i mezzi e i lavoratori di Kyma Mobilità nella serata di Halloween, nonostante i reiterati appelli e le proposte di intervento avanzate anche quest’anno dalle scriventi OO.SS.
Come già richiesto negli anni precedenti, le scriventi avevano sollecitato interventi drastici e un rientro anticipato del servizio per la serata del 31 ottobre, misura già condivisa dall’Azienda e ritenuta necessaria per tutelare il personale e i mezzi aziendali. Tuttavia, ancora una volta, S.E. il Prefetto ha preferito respingere tale proposta, assicurando che un adeguato controllo da parte delle Forze dell’Ordine sarebbe stato sufficiente a garantire la sicurezza del servizio.
Così non è stato purtroppo: nonostante l’impegno delle FF.OO. che hanno presidiato diverse zone della città, come paventato, tale misura non si è rivelata sufficiente ad evitare sassaiole ed attacchi dall’interno e dall’esterno ai mezzi del servizio pubblico di Kyma Mobilità. Già dalle 17.00 del pomeriggio sono iniziati i primi lanci di pietre e atti vandalici ai danni dei bus in servizio, episodi proseguiti fino a tarda sera con danni ingenti ai mezzi aziendali e rischi altissimi per l’incolumità degli autisti e dei passeggeri.
Nella stessa serata di Halloween, anche un autista del CTP – Consorzio Trasporti Pubblici – che percorreva corso Roma a Massafra, è rimasto ferito all’occhio sinistro dopo essere stato colpito da una grossa palla di carta inzuppata d’acqua entrata dal finestrino del bus durante la corsa. Dopo aver arrestato il mezzo in sicurezza, il conducente ha allertato le Forze dell’Ordine e il 118, venendo poi trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno refertato sei giorni di prognosi.
Nulla, purtroppo, è cambiato rispetto agli anni scorsi, e il copione si è ripetuto come tristemente previsto dalle scriventi. L’ultimo episodio gravissimo, accaduto solo pochi giorni fa – il 19 ottobre 2025 sulla statale Terni-Rieti, con la tragica morte del secondo autista Raffaele Marianella, colpito mortalmente da un sasso – avrebbe dovuto indurre tutti ad una riflessione profonda e ad azioni preventive immediate. Ma anche di fronte a tale tragedia, il sistema di tutela e prevenzione si è dimostrato inefficace e inadeguato.
Già nel comunicato del 3 novembre 2024, le scriventi denunciavano un quadro di violenza crescente e impunità diffusa, con 11 bus vandalizzati nella sola serata di Halloween dello scorso anno e diversi lavoratori minacciati o aggrediti. Anche allora, come oggi, la decisione di non interrompere il servizio di trasporto pubblico non si è rivelata una scelta idonea.
Le scriventi dichiarano che non è più accettabile che la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini sia affidata alla fortuna o a promesse non mantenute. Il fenomeno delle sassaiole non è più un gioco di ragazzi, ma una piaga sociale che coinvolge gruppi organizzati e che rappresenta un vero attacco alle Istituzioni e al servizio pubblico. Il prossimo anno le posizioni saranno ancora più drastiche. Se non verranno garantite misure di sicurezza reali e preventive, il 31 ottobre 2026 cercheremo con tutte le nostre forze di impedire che il servizio venga espletato. Non possiamo e non vogliamo più rischiare la vita dei lavoratori e dei cittadini per una mancata assunzione di responsabilità.
UIL FPL TARANTO: “Intervenire subito per garantire la sicurezza e i diritti dei lavoratori del soccorso!”
Taranto, 30 ottobre 2025 – La UIL FPL di Taranto denuncia pubblicamente una situazione che ha ormai superato qualsiasi soglia di tollerabilità presso l’ospedale Santissima Annunziata: la cronica indisponibilità degli stalli dedicati alle ambulanze del S.E.T. 118 nei pressi del Pronto Soccorso, con mezzi di emergenza costretti a sostare all’esterno della struttura, anche durante interventi in codice rosso.
Nonostante la segnaletica chiara e le norme che vietano ogni sosta abusiva, le aree riservate risultano spesso occupate da auto private e persino da ambulanze di associazioni di volontariato. Questo comportamento viola non solo il Codice della Strada ma anche le basi stesse della sicurezza e del diritto al soccorso, rimarca la UIL FPL.
“Il recente episodio di un equipaggio del 118 lasciato fuori dal Pronto Soccorso in attesa di poter parcheggiare – racconta Giovanni Maldarizzi, segretario generale UIL FPL Taranto – è gravissimo e inaccettabile. Un paziente in codice rosso e un team di operatori lasciati esposti a rischi insensati per semplice disorganizzazione logistica. Parliamo di una vera e propria interruzione di pubblico servizio, con possibili ricadute penali per chi permette il verificarsi di simili situazioni”.
Il sindacato sottolinea l’obbligo, previsto dal D.Lgs. 81/2008, di garantire condizioni di sicurezza agli operatori e agli utenti anche attraverso una gestione rigorosa degli spazi di sosta. Su questo fronte, la UIL FPL chiede con forza interventi immediati, a partire dal ripristino della piena disponibilità degli stalli riservati ai mezzi di emergenza-urgenza e dall’attivazione di controlli costanti e puntuali, anche con l’intervento delle Forze dell’Ordine, per contrastare e sanzionare ogni abuso. È indispensabile garantire la priorità assoluta per le ambulanze del S.E.T. 118, nel rispetto della normativa nazionale e regionale, e procedere contestualmente all’adozione di nuove misure organizzative e strutturali per impedire il ripetersi di tali episodi.
“La tutela della salute pubblica e della sicurezza degli operatori non è negoziabile – conclude Maldarizzi – Ogni minuto sottratto al soccorso può trasformarsi in un dramma. Chi ha responsabilità nella gestione degli ospedali e dei servizi sanitari non può più chiudere gli occhi: servono risposte immediate e atti concreti, non solo promesse”.
UIL FPL Taranto invita la direzione ospedaliera, l’ASL e le autorità competenti a farsi carico immediatamente del problema, attuando quanto necessario a garantire il funzionamento di un servizio pubblico essenziale.
SERVE UNA SVOLTA POLITICA PER IL LAVORO, LE DONNE E I GIOVANI”
Taranto, 30 ottobre 2025 – “I dati resi noti dall’INPS nel Rendiconto Sociale Provinciale 2024 – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL di Taranto – restituiscono l’immagine di una provincia in profonda sofferenza occupazionale e sociale. Numeri che non possono lasciarci indifferenti e che impongono alla politica la responsabilità di cambiare rotta”.
Nonostante un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni, Taranto rimane fanalino di coda in Puglia e in Italia per i principali indicatori del lavoro: il tasso di occupazione si ferma al 40,7% (contro il 51,2% regionale e il 62,2% nazionale), mentre la disoccupazione continua a pesare drammaticamente soprattutto sulle donne e sui giovani. “Il lavoro femminile continua a essere marginalizzato – sottolinea Oliva – e questo si riflette non solo nei redditi, ma anche nelle pensioni: a Taranto si conferma un gender gap inaccettabile con importi medi più bassi rispetto agli uomini”.
Al contempo, la realtà industriale tarantina continua a essere segnata dall’ex ILVA e dalle crisi dell’indotto. Lo dimostrano i dati sulla Cassa Integrazione Straordinaria: delle 19.666 posizioni regionali, quasi il 60% – ben 10.813 – è stato gestito nella provincia ionica. “Questo dato – aggiunge il coordinatore della UIL – fotografa la dipendenza del nostro territorio da un modello industriale ormai insostenibile, incapace di garantire futuro e stabilità”.
Il quadro sociale resta altrettanto complesso: nel 2024 sono stati oltre 40.900 i trattamenti pensionistici per invalidità civile, con una prevalenza femminile del 60%. Crescono anche gli ammortizzatori sociali e le richieste di sostegno al reddito (14.054 per l’Assegno di Inclusione e 2.717 per il Supporto Formazione Lavoro). “Dietro questi numeri – rimarca Oliva – ci sono famiglie che non ce la fanno più, lavoratori espulsi dal ciclo produttivo e giovani costretti ad emigrare”.
Emblematico anche il crollo delle pensioni anticipate di “Opzione Donna”, passate dalle 142 del 2022 alle sole 21 del 2024: “Un segnale ulteriore di quanto le politiche nazionali continuino a penalizzare le donne, già colpite da carriere discontinue e salari più bassi”.
Per la UIL di Taranto, i dati del Rendiconto INPS devono rappresentare un punto di svolta: “Non possiamo limitarci alla cronaca delle difficoltà – continua Oliva – serve un nuovo modello di sviluppo territoriale fondato su occupazione stabile, sicurezza del lavoro e pari opportunità. Il futuro di Taranto non può essere il declino, ma la rinascita: questo territorio merita politiche industriali e sociali che guardino ai giovani, alle donne e a un lavoro dignitoso per tutti”.
E conclude: “In questi anni, soprattutto a Taranto, la politica non è stata capace di cambiare rotta. Il non fare, il non assumersi responsabilità ha portato all’impoverimento del tessuto economico e sociale della città. Il futuro non si costruisce con annunci e promesse, ma con scelte coraggiose e concrete. Taranto merita rispetto, impegno reale e una svolta che faccia tornare speranza e lavoro per tutti”.
