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Taranto, 29 ottobre 2025 – Negli scorsi giorni si sono succeduti da parte di alcuni parlamentari jonici interventi relativi a fondi, richiesti o/e “erogati” ai mitilicoltori tarantini in relazione alle perdite subite, anche nell’anno 2024, a causa del ripetersi del fenomeno dell’innalzamento della temperatura delle acque del mar piccolo. A riguardo riteniamo doveroso fare chiarezza per evitare che i mitilicoltori subiscano oltre al danno la beffa. Ad oggi i mitilicoltori di Taranto non hanno ottenuto alcun contributo. Solo in questi giorni sono in corso di presentazione le domande di indennizzo relative all’avviso pubblicato dalla Regione Puglia lo scorso 9 ottobre, che rende disponibili £ 250.000 per i mitilicoltori della intera Puglia (una goccia nel mare!!). Le risorse provengono dal “bilancio regionale autonomo” in riferimento alla legge regionale 26/2013 che istituì il “Fondo di solidarietà per il settore della pesca e della mitilicoltura”, a seguito della emanazione delle ordinanze sanitarie, tuttora vigenti, che imposero pesanti limiti alla coltivazione dei mitili nelle acque del 1°seno del Mar Piccolo. Con l’assessorato regionale all’agricoltura si stava verificando la possibilità di incrementare le risorse del bando che quest’anno risultano particolarmente insufficienti, tanto per il fatto che nel 2024 la moria ha interessato anche il seme, con grave pregiudizio della produzione 2025, quanto perché il fenomeno del surriscaldamento ha investito anche le aree di produzione del Gargano, allargando la platea dei destinatari dei fondi. Purtroppo ad oggi questa possibilità non si è concretizzata. Il governo nazionale quest’ anno, per la prima volta ha riconosciuto lo stato di calamità naturale del settore della mitilicoltura, in considerazione del fatto che la problematica del surriscaldamento ha interessato gli allevamenti di tutta Italia. Ma al momento non ci risulta che siano stati stanziati specifici fondi per affrontare la emergenza. Ben diversamente, purtroppo, si è intervenuti in relazione alla problematica del “Granchio blu” che ha interessato l’alto Adriatico, per la quale il governo ha stanziato con grande immediatezza oltre 50 milioni di euro, cui vanno aggiunti gli importanti interventi delle regioni interessate. D’altra parte per i nostri mitilicoltori sarà difficilissimo accedere ai fondi nazionali (se e quando saranno effettivamente resi disponibili), perché le procedure adottate presuppongono eventi eccezionali e non certo situazioni ricorrenti, se non strutturali, come quelle che affliggono puntualmente da anni la nostra mitilicoltura.
L’evento naturale del surriscaldamento a Taranto determina, come è noto, conseguenze più dannose e ricorrenti a causa dei vincoli sanitari esistenti che costringono l’allevamento esclusivamente negli spazi angusti del 2 seno del mar piccolo. In questo difficile contesto è particolarmente apprezzabile l’azione del comune di Taranto che, non potendo intervenire direttamente a sostegno del settore, sta promuovendo delle azioni che consentano di coinvolgere i mitilicoltori in diverse attività finalizzate alla diffusione della conoscenza dei metodi produzione, della storia, delle tradizioni culturali ed enogastronomiche della cozza di Taranto. Ci piacerebbe che su argomenti così complessi e dolorosi la politica tutta, a prescindere dagli schieramenti, condividesse percorsi concreti e producesse uno sforzo comune. La mitilicoltura ha necessità di interventi di sostegno concreti che ne evitino la scomparsa, così come ha bisogno di rimuovere le cause strutturali che determinano questa condizione di emergenza permanente, certamente non riconducibili a responsabilità della categoria.
Distinti saluti.
f.to
COLDIRETTI TARANTO/SETTORE PESCA – EMILIO PALUMBO
UNCI AGROALIMENTARE – CARLA MACRIPO’
CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA – GIANLUCA BASILE
LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA – COSIMO BISIGNANO
CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – COSIMO D’ANDRIA
FAI CISL – ALESSANDRO GESUE’
FLAI CGIL – LUCIA LAPENNA
UILA PESCA – VINCENZO GUARINO
TARANTO 25 ottobre – Ieri, nella sala consiliare di Palazzo di Città, la UIL di Taranto rappresentata dal coordinatore territoriale Gennaro Oliva ha partecipato alla cerimonia di firma del Manifesto per la Pace della Città di Taranto, promosso dal presidente del consiglio comunale Gianni Liviano.
Il Manifesto, sottoscritto dalle principali realtà associative, sindacali e di categoria del territorio, sancisce un patto civico e morale per promuovere una comunità fondata sul dialogo, sul rispetto e sulla solidarietà, e per affermare i valori della non violenza e della dignità umana.
“Abbiamo voluto testimoniare concretamente che la pace non è solo assenza di conflitti, ma anche giustizia sociale, lavoro dignitoso, uguaglianza e sicurezza per tutte e tutti,” dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto. “La storia di Taranto è segnata da tante ferite, ma anche da una grande capacità di rinascere: questa firma rappresenta un impegno reale a costruire una città coesa, inclusiva e attenta ai bisogni della propria gente. La UIL sarà parte attiva di questo percorso, promuovendo solidarietà nei luoghi di lavoro e nella comunità, e favorendo sempre il confronto e l’ascolto. La pace si costruisce attraverso il rispetto della persona e la difesa dei diritti.”
Con questo atto, la UIL Taranto rinnova il proprio impegno al fianco di tutte le realtà cittadine per rendere la pace un cammino quotidiano, fatto di scelte concrete e gesti di speranza, giustizia e coesione sociale.
TARANTO 24 ottobre 2025 – Un importante risultato per le lavoratrici e i lavoratori di Kyma Mobilità S.p.A. è stato raggiunto grazie alla firma dell’accordo tra le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e UIL Trasporti Taranto, che dà attuazione all’articolo 3 del nuovo CCNL Autoferrotranvieri 2024-2026.
L’intesa prevede un incremento economico di 40 euro mensili e una serie di innovazioni mirate al benessere e alla flessibilità del personale, senza oneri aggiuntivi per i dipendenti.
Il documento introduce infatti la possibilità di trasformare il 50% delle ore straordinarie in permessi retribuiti aggiuntivi (non in banca ore), la cessione solidale delle ferie per colleghi con familiari in condizioni di salute gravi, e l’avvio di un tavolo tecnico per l’introduzione dei doppi riposi ciclici nel settore esercizio. Tra le novità anche una rilevazione presenze più flessibile per il personale addetto alla sosta, per agevolare la conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze familiari.
“Questo accordo – ha sottolineato Carmelo Sasso, segretario generale della UIL Trasporti Taranto – è una dimostrazione concreta di come la contrattazione territoriale possa migliorare la vita quotidiana dei lavoratori.
Abbiamo voluto che il benessere, la sicurezza e la qualità del tempo fossero al centro del confronto, e la disponibilità della nuova dirigenza di Kyma è stata fondamentale per costruire una soluzione equilibrata e condivisa”.
Sasso ha poi aggiunto: “In un contesto nazionale dove il potere d’acquisto continua a erodersi a causa dell’inflazione, questi 40 euro mensili rappresentano un segnale tangibile di attenzione verso chi garantisce ogni giorno il servizio pubblico di mobilità della città. È un passo avanti che valorizza il lavoro e il ruolo dei trasporti locali come servizio essenziale per la comunità”.
Kyma Mobilità si conferma così una delle prime aziende italiane del trasporto pubblico locale ad aver recepito pienamente le novità del nuovo contratto collettivo nazionale, dimostrando apertura e lungimiranza nelle relazioni industriali.
Un risultato che vede la UIL Trasporti Taranto in prima linea nel promuovere un modello di contrattazione capace di unire miglioramenti economici e attenzione al benessere organizzativo, con l’obiettivo di costruire un lavoro sempre più sostenibile.
Taranto, 21 ottobre 2025 – UIL Pubblica Amministrazione Vigili del Fuoco di Taranto ha ufficialmente proclamato lo stato di agitazione del personale, preannunciando lo sciopero provinciale e chiedendo l’attivazione della procedura di conciliazione prevista dalla normativa vigente. La decisione, comunicata attraverso una lettera indirizzata ai vertici del Corpo Nazionale, al Prefetto di Taranto e alla Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, arriva dopo una lunga serie di criticità interne che hanno determinato una forte tensione nel comando provinciale.
Al centro della protesta, secondo quanto denunciato dal sindacato, vi sarebbero gravi violazioni delle relazioni sindacali e gestionali. La UIL PA contesta il mancato avvio della contrattazione sulle materie oggetto di concertazione, la modifica unilaterale degli orari di lavoro presso la sede aeroportuale e la mancata informativa preventiva alle organizzazioni sindacali, configurando a tutti gli effetti comportamenti antisindacali.
Non meno rilevanti le questioni legate alla sicurezza e all’efficienza del servizio: i Vigili del Fuoco tarantini lamentano la riduzione dei mezzi di soccorso — con l’impiego di autobotti al posto delle autobotti-pompa standard (APS) — e la conseguente diminuzione dell’efficacia degli interventi sul territorio, nonché violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. La comunicazione segnala inoltre una grave carenza di organici, il blocco delle mobilità provinciali fino al febbraio 2026 e la diffusione non conforme di dati sensibili del personale, incluso materiale sanitario soggetto alla normativa sulla privacy.
A questi elementi si aggiungono — secondo la UIL PA — disparità di trattamento nelle pratiche per il riconoscimento di patologie da causa di servizio, condizioni di lavoro stressogene e il mancato pagamento della banca delle ore, tutti fattori che hanno progressivamente deteriorato il clima lavorativo interno e la tenuta psicofisica degli operatori.
“La nostra decisione di proclamare lo stato di agitazione — spiega Rocco Mortato, segretario provinciale della UIL PA Vigili del Fuoco di Taranto — non nasce da una volontà conflittuale, ma dalla necessità di riaffermare il rispetto delle regole, delle persone e delle corrette relazioni sindacali. Da troppo tempo registriamo scelte unilaterali e comportamenti che ledono la dignità dei lavoratori, costretti a operare in condizioni logoranti e non sempre sicure”.
Mortato sottolinea inoltre il crescente disagio operativo della categoria: “Non è più accettabile che i nostri colleghi debbano affrontare emergenze con mezzi inadeguati o carenze di organico, mentre le decisioni sull’organizzazione del lavoro vengono prese senza alcun confronto. Rivendichiamo semplicemente trasparenza, equità e una gestione che non penalizzi né il personale né la qualità del servizio ai cittadini”.
La UIL PA confida che la procedura di conciliazione possa riportare il confronto su un piano costruttivo, ma avverte che, in assenza di risposte concrete, sarà inevitabile procedere con lo sciopero provinciale annunciato. “Il nostro obiettivo — conclude Mortato — resta la tutela dei lavoratori e la garanzia di un soccorso tecnico urgente efficace e sicuro, perché dietro ogni divisa ci sono persone che ogni giorno rischiano la vita per la comunità”.
Sulla questione è intervenuto anche la UIL di Taranto con il coordinatore Gennaro Oliva, che ha espresso piena solidarietà alla categoria dei Vigili del Fuoco e ha posto l’accento sulla violazione sistematica delle regole sindacali. “Quello che sta accadendo nel comando provinciale dei Vigili del Fuoco rappresenta un caso emblematico di come le relazioni sindacali vengano calpestate quando manca la volontà di confronto da parte delle istituzioni — afferma Oliva —. Non stiamo parlando di richieste irragionevoli, ma del rispetto delle procedure previste dai contratti collettivi e dalla normativa vigente”.
Il coordinatore ha concluso ribadendo il sostegno dell’intera UIL tarantina: “Staremo al fianco dei Vigili del Fuoco fino a quando non sarà ristabilito il rispetto delle corrette relazioni sindacali. Le regole esistono per tutti e per tutti devono valere, a maggior ragione quando si tratta di lavoratori che quotidianamente mettono a rischio la propria incolumità per garantire la sicurezza dei cittadini”.
Taranto, 17 ottobre 2025 – Oggi, 900 operatori dell’igiene urbana di Taranto hanno incrociato le braccia in adesione allo sciopero nazionale del settore, una mobilitazione che ha interessato anche altre città italiane. La protesta, che si è svolta sotto la Prefettura di Taranto, è stata lanciata dai sindacati Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel per rivendicare un rinnovo del Contratto Nazionale dei Servizi Ambientali, scaduto ormai da mesi.
Gli operatori del settore dell’igiene urbana, che svolgono un ruolo fondamentale nelle città, chiedono con forza un adeguamento salariale che risponda all’inflazione crescente degli ultimi anni, oltre a miglioramenti nelle condizioni di salute e sicurezza sul posto di lavoro. La protesta, che ha visto un’alta adesione da parte dei lavoratori, arriva dopo mesi di trattative con le imprese del settore, Utilitalia, Cisambiente, Confindustria, Assoambiente e le Centrali cooperative, che non hanno portato a risultati concreti.
Il segretario generale Uil Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, ha commentato l’adesione massiccia alla protesta: «Oggi siamo sotto la Prefettura di Taranto per difendere un settore che è fondamentale per la nostra città e per l’intero Paese. La nostra richiesta è semplice: un rinnovo contrattuale giusto, che riconosca il valore del lavoro svolto ogni giorno da questi operatori, che spesso sono invisibili ma imprescindibili. Chiediamo anche un intervento per combattere la precarizzazione del lavoro e migliorare la sicurezza sul posto di lavoro, dove spesso si mettono in gioco la salute e la vita dei lavoratori.»
Gennaro Oliva, coordinatore territoriale Uil Taranto, ha aggiunto: «Questo sciopero è una risposta alla mancanza di sensibilità da parte delle imprese e delle istituzioni. Non possiamo più accettare che i lavoratori del settore, che assicurano servizi essenziali per la collettività, vengano trattati come lavoratori di serie B. La nostra lotta è per un rinnovo contrattuale che vada incontro alle reali esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici, sempre più precari e sotto-pagati.»
Lo sciopero ha posto l’accento su alcuni punti cruciali. In primis, la retribuzione, che secondo i sindacati è erosiva a causa dell’inflazione e delle scarse indicizzazioni dei contratti. Inoltre, i lavoratori chiedono un adeguamento della classificazione professionale del personale, che oggi non rispecchia i cambiamenti tecnologici in atto nel settore, come l’introduzione della raccolta differenziata e le innovazioni tecnologiche nella gestione dei rifiuti.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la privatizzazione dei servizi. I sindacati temono che le scelte delle aziende private possano spingere verso forme contrattuali meno tutelate per i lavoratori, abbassando il livello di protezione sociale e riducendo i diritti acquisiti.
L’astensione dal lavoro ha incluso tutti i turni, a partire da quelli della notte precedente, e si è concretizzata in un sit-in sotto la Prefettura di Taranto, dalle 9.30 alle 12.30, con la partecipazione di decine di lavoratori che hanno chiesto alle istituzioni un impegno concreto nella risoluzione delle problematiche del settore.
La Uil Trasporti, insieme agli altri sindacati, ha formulato alcune proposte specifiche per il rinnovo contrattuale. Tra queste, la richiesta di un adeguamento salariale che tenga conto dell’inflazione, la revisione delle condizioni di sicurezza sul lavoro e un impegno concreto per evitare la privatizzazione selvaggia dei servizi, che rischia di compromettere diritti e tutele.
La protesta di oggi non si limita a un semplice atto simbolico: è il risultato di mesi di trattative infruttuose e di un atteggiamento ritenuto inaccettabile dalle imprese del settore, che non hanno mostrato la necessaria volontà di trovare un accordo. I sindacati dichiarano che non finiranno la mobilitazione fino a quando non riceveranno risposte concrete. «Speriamo che le parti datoriali riflettano e riprendano il dialogo per il bene di tutti i lavoratori e delle comunità che serviamo», ha concluso Sasso.
Lo sciopero di oggi si inserisce in un contesto nazionale di crescente tensione nei settori dei servizi pubblici e non sembra destinato a fermarsi se le richieste dei lavoratori non verranno soddisfatte.
Oggi, 16 ottobre, la città di Taranto si è fermata per un nuovo, importante sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva. La mobilitazione, organizzata dalla UIL Taranto, ha visto la partecipazione di migliaia di persone, pronte a gridare il proprio disagio economico e sociale. Il corteo è partito alle 8:30 dallo stabilimento industriale per dirigersi verso il Palazzo di Città, dove i manifestanti hanno chiesto risposte concrete alle istituzioni locali.
L’intera giornata di protesta è stata organizzata con l’intento di chiedere al governo e alle istituzioni un intervento urgente per la salvaguardia dell’occupazione e della salute dei cittadini. “Questa città non può più attendere”, ha affermato Gennaro Oliva, coordinatore della UIL di Taranto. “È indispensabile un Accordo di Programma che metta al centro i diritti dei lavoratori, la salvaguardia occupazionale e la sicurezza ambientale. Taranto merita fatti concreti, non più annunci”.
Il corteo è stato accompagnato da un documento congiunto sottoscritto dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti, insieme alle principali categorie dei metalmeccanici e alle confederazioni di Cgil, Cisl e Uil, che hanno tracciato una roadmap per il futuro della città e del suo settore industriale. Secondo il documento, è necessario un “cambio di passo immediato” che includa un “intervento pubblico deciso” per garantire la transizione industriale e la protezione dei diritti dei lavoratori.
La manifestazione di oggi non è solo una protesta contro la situazione attuale dell’ex Ilva, ma anche un appello per un futuro più sostenibile e sicuro per Taranto. “No alla Cassa Integrazione senza piani industriali seri”, è uno degli slogan che ha accompagnato il corteo. La UIL ha ribadito con forza la necessità di avere una visione chiara per il futuro dell’industria tarantina, che includa investimenti concreti, innovazione tecnologica e tutela della salute dei lavoratori e della cittadinanza.
L’ex Ilva, ormai in mano ad ArcelorMittal, è al centro di una vertenza lunga e complessa che riguarda non solo i lavoratori, ma anche l’intera città. Taranto è una delle aree più industrializzate d’Italia, ma allo stesso tempo è anche una delle più inquinate, con gravi conseguenze per la salute dei suoi abitanti.
La protesta di oggi segna anche un punto di svolta nelle battaglie per la transizione ecologica e industriale della città. Il passaggio verso un’industria più verde e meno impattante sull’ambiente è una delle priorità per i sindacati, che chiedono scelte concrete e non solo promesse. “La transizione ecologica e industriale di Taranto è una responsabilità collettiva. Ora servono scelte, atti e certezze”, hanno dichiarato i rappresentanti della UIL.
L’obiettivo è quello di garantire un futuro in cui il lavoro e la salute non siano in contrapposizione. “Vogliamo un’industria sana, che rispetti l’ambiente e tuteli i diritti dei lavoratori”, ha aggiunto Oliva, esortando le istituzioni a non perdere altro tempo in discussioni sterili.
La UIL Taranto non si ferma. Nonostante i numerosi scioperi e manifestazioni già organizzati negli ultimi anni, il sindacato ha ribadito la sua intenzione di proseguire nella battaglia per la difesa dei diritti dei lavoratori e la tutela della salute pubblica. “Il rispetto e la dignità di chi lavora sono fondamentali”, ha sottolineato Oliva, aggiungendo che la UIL continuerà a essere al fianco dei lavoratori in ogni passo di questo percorso.
Oggi, più che mai, Taranto ha dimostrato la propria determinazione. La città ha bisogno di scelte coraggiose, di un impegno concreto per il lavoro e per l’ambiente. E i lavoratori dell’ex Ilva sono pronti a lottare per il futuro che meritano.
La palla passa ora nelle mani delle istituzioni locali e nazionali. Il sindaco Bitetti, insieme ai rappresentanti sindacali, ha fatto appello affinché si attui una “vera transizione industriale”, puntando su una pianificazione che coniughi sviluppo economico e sostenibilità ambientale.
L’industria di Taranto è un settore fondamentale, ma il futuro di questa città dipende dalle scelte che verranno fatte ora. I cittadini e i lavoratori sono pronti a dare il loro contributo, ma chiedono in cambio un impegno concreto, che non si limiti a proclami o rinvii.
