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Si è svolto oggi il Consiglio confederale regionale della UIL Puglia, un appuntamento particolarmente partecipato e caratterizzato dalla presenza del segretario generale nazionale PierPaolo Bombardieri, del segretario organizzativo Emanuele Ronzoni, del tesoriere nazionale Benedetto Attili e della segretaria nazionale Ivana Veronese. Nel corso della riunione, numerosi interventi hanno evidenziato la fase complessa che il territorio pugliese sta attraversando e la necessità di un rinnovato impegno sindacale.
Durante il Consiglio, il segretario generale regionale Gianni Ricci ha annunciato le proprie dimissioni per motivi personali. Un passaggio non privo di emozione, accolto dal ringraziamento unanime dell’organizzazione per gli anni trascorsi alla guida della UIL Puglia. A lui va il saluto e il sentito ringraziamento della UIL Taranto, insieme a un sincero augurio per il futuro.
Alla luce delle dimissioni, il Consiglio ha quindi eletto all’unanimità il nuovo segretario generale regionale: Stefano Frontini. Una nomina accolta con favore dalle strutture territoriali, che vedono nel nuovo segretario una figura capace di affrontare con determinazione un momento particolarmente delicato per il lavoro e per la coesione sociale in Puglia.
Il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, ha espresso i propri auguri di buon lavoro a Frontini, sottolineando l’importanza di un’azione sindacale coesa e radicata nelle comunità locali:
«La UIL Puglia affronta una fase decisiva, segnata da criticità strutturali ma anche da nuove opportunità. Siamo certi che Stefano Frontini saprà guidare l’organizzazione con responsabilità e visione, rafforzando il ruolo del sindacato in un contesto socio-economico complesso».
Tra le priorità indicate dal nuovo segretario figurano temi centrali per la UIL: il rilancio dei salari, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la definizione di un modello industriale sostenibile, il rafforzamento del welfare e della sanità territoriale. Fondamentale, ha dichiarato Frontini, sarà ristabilire un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni regionali, nella consapevolezza che il confronto sia indispensabile per rispondere ai bisogni reali delle lavoratrici, dei lavoratori e delle comunità.
La UIL Taranto, in piena sinergia con le categorie e con le altre strutture territoriali, ha confermato la propria disponibilità a collaborare per sostenere questo nuovo percorso, rafforzando la presenza del sindacato nei luoghi di lavoro e sui territori.
Taranto, 25 novembre 2025 – Un momento di ascolto, approfondimento e responsabilità condivisa quello che si è svolto nella Sala “Sandro Pertini” della UIL di Taranto con l’iniziativa “Donne, lavoro e dignità: un impegno quotidiano contro la violenza”, organizzata in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
L’incontro, moderato dall’avvocata Daniela Lafratta, ha riunito istituzioni, sindacato, operatori e cittadinanza. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore territoriale UIL Taranto Gennaro Oliva, che ha richiamato l’urgenza di un impegno costante: “La violenza di genere non può essere affrontata solo il 25 novembre. Ognuno di noi deve sentirsi responsabile e intervenire quando assiste a comportamenti che ledono la dignità delle donne. Il silenzio non è mai una soluzione”.
Il presidente del Consiglio comunale di Taranto Gianni Liviano ha invitato a riflettere sul valore dell’altro come fondamento della convivenza: “Viviamo un tempo in cui l’individualismo esasperato indebolisce il senso di comunità. La violenza nasce quando l’altro smette di essere un valore e diventa un possesso. Il rispetto si costruisce educando ai limiti, alla reciprocità e al bene comune”.
La consigliera comunale e presidente della Commissione Pari Opportunità Luana Riso ha illustrato il lavoro avviato dall’organo comunale: “La violenza è un fatto quotidiano e va affrontato con una rete istituzionale stabile. La nostra Commissione ascolta il territorio e sostiene percorsi dedicati ai diritti, alla fragilità e all’educazione. Serve coraggio per non restare in silenzio”.
Molto partecipato anche l’intervento della coordinatrice Pari Opportunità UIL Taranto Patrizia D’Arcangelo, che ha posto al centro il tema dell’autonomia economica: “Non può esserci libertà senza indipendenza. Troppo spesso le donne restano intrappolate in contesti violenti perché prive di un reddito. Il lavoro è dignità e possibilità di ricominciare. Nessuna deve sentirsi sola”.
A chiudere la parte degli interventi è stata Antonella Maselli, responsabile territoriale dello Sportello Mobbing & Stalking della UIL: “Il nostro sportello è aperto a tutti. Offriamo ascolto, supporto legale e psicologico a chi subisce mobbing, stalking e violenze anche sul lavoro. Le discriminazioni, le vessazioni e le pressioni psicologiche sono forme di violenza che non vanno sottovalutate”.
La serata è stata impreziosita dalla partecipazione dei giovani musicisti dell’associazione “Emozioni Sonore”, salutati con particolare apprezzamento dai relatori per il contributo simbolico e culturale offerto.
La UIL Taranto rinnova il proprio impegno quotidiano contro ogni forma di violenza e discriminazione, con l’obiettivo di rafforzare una rete territoriale capace di prevenire, sostenere e costruire maggiore consapevolezza sociale.
La UIL denuncia la paralisi produttiva con altoforno a 4.000 tonnellate al giorno, sciopero di 24 ore e rottura totale con un governo che abbandona il futuro industriale di Taranto
Taranto, 20 novembre 2025 – Il coordinatore della UIL Taranto, Gennaro Oliva, interviene con fermezza sulla situazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto, dove stamane si è svolta una mobilitazione con assemblee e la proclamazione di uno sciopero di 24 ore.
“La reazione dei lavoratori non poteva essere più chiara. Stamattina si sono tenute assemblee sia all’interno dello stabilimento che negli appalti, seguite da una manifestazione interna con l’uscita dei lavoratori dalla fabbrica. Come già ribadito in questi giorni, il piano del governo è un vero piano di morte, che ci porta inevitabilmente alla chiusura totale dello stabilimento a marzo prossimo. Ma la realtà è che lo stabilimento è in condizioni di fermo produttivo da tempo ormai,” afferma Oliva.
“I numeri parlano chiaro: la produzione attuale dell’altoforno numero 4 è circa 4.000 tonnellate di ghisa al giorno, con un solo altoforno funzionante e con rilevanti problemi strutturali e di manutenzione straordinaria necessari. In passato, con tutti gli impianti attivi, si arrivava a 24-25 mila tonnellate di ghisa e fino a 90-100 colate al giorno. Oggi la situazione è drammaticamente ridotta a un solo impianto con colata continua che produce appena 15 colate al giorno, su tre turni. Lo stabilimento è praticamente fermo,” continua Oliva.
“Come UIL e UILM a queste condizioni ribadiamo con forza la rottura totale con il governo. Le decisioni annunciate, con 6.000 lavoratori posti in cassa integrazione e l’assenza di un piano industriale serio, sono un vero abbandono dei lavoratori, delle comunità e dell’intera filiera produttiva del territorio. La proposta di formazione per i lavoratori è solo un tentativo vuoto per mascherare quella che è una chiusura programmata. Le istituzioni e il governo hanno dimostrato una totale inerzia, e si tratta di un fallimento politico e industriale che condanna migliaia di famiglie e l’intero tessuto sociale.”
Oliva conclude: “Serve un intervento immediato e drastico con la nazionalizzazione e investimenti seri per garantire un futuro green e sostenibile allo stabilimento. Non ci sono più alibi: o si interviene subito con un piano industriale serio per l’acciaio verde, o quello stabilimento chiuderà definitivamente, portando alla desertificazione produttiva di Taranto e mettendo a rischio il futuro di molti.”
La UIL Taranto è al fianco dei lavoratori in questa battaglia e proseguirà nella mobilitazione per difendere i posti di lavoro e il futuro industriale della città.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, con rammarico e senso di responsabilità istituzionale, si vedono costrette a richiamare formalmente l’attenzione delle amministrazioni in indirizzo tutte, per par condicio, su gravi e reiterate violazioni dei principi fondanti delle relazioni sindacali, sanciti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e dai relativi accordi decentrati.
In diverse amministrazioni comunali, si registrano condotte omissive e, in taluni casi, atteggiamenti di aperto disprezzo verso le prerogative sindacali, da parte di organi politici, Segretari comunali, Dirigenti e funzionari apicali. Tali comportamenti si concretizzano nel mancato riscontro alle istanze delle OO.SS., in rappresentanza dei lavoratori, e nella violazione sistematica delle disposizioni contrattuali e normative vigenti.
Tali condotte, oltre a ledere l’immagine e la funzione delle Organizzazioni Sindacali, sono suscettibili di azione giuridica ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, come confermato da consolidata giurisprudenza che riconosce alle associazioni sindacali la piena legittimazione ad agire in sede ordinaria.
A titolo esemplificativo, si evidenziano le seguenti criticità:
In aggiunta, si denunciano episodi sempre più frequenti di comportamenti lesivi della dignità personale e professionale dei dipendenti, posti in essere – in forma palese o subdola – da amministratori, consiglieri comunali (di maggioranza e opposizione), Segretari comunali, Dirigenti e funzionari apicali. Tali condotte generano gravi condizioni di assoggettamento e disagio psichico, incompatibili con i principi di civiltà giuridica e amministrativa.
Si invita pertanto ogni amministrazione a rileggere e applicare con rigore la normativa vigente in materia di relazioni sindacali e tutela della persona, e si chiede ai Segretari comunali, per competenza, di emanare apposita circolare interna volta a sensibilizzare tutti i soggetti della pubblica amministrazione al rispetto dei ruoli, delle prerogative e della dignità individuale, secondo i codici etici e civici di riferimento, altrimenti opponibili in sede giudiziaria.
Le scriventi OO.SS. confermano il proprio impegno unitario a tutela dei dipendenti e della cultura democratica rappresentativa, nel solco dei valori costituzionali tuttora vigenti.
Si richiede alle amministrazioni in indirizzo di comunicare, entro 60 giorni dalla presente, le eventuali determinazioni assunte in merito alle questioni che afferiscono alla richiesta, nota interna, sul rispetto della dignità individuale e professionale dei dipendenti.
Seguirà comunicato stampa con riferimento alle amministrazioni inadempienti.
Taranto, 10 novembre 2025
Taranto, 10 novembre 2025 – In questi giorni, due temi cruciali tengono alta l’attenzione della UIL di Taranto e del suo Segretario Generale Carmelo Sasso dei Trasporti: la difesa dei diritti dei lavoratori appaltatori del Comune di Taranto e il futuro della Kyma Ambiente, l’azienda comunale che gestisce i servizi ambientali nella città. Due problematiche distinte, ma entrambe fondamentali per la vita lavorativa e sociale dei tarantini.
Ogni anno, al termine dell’anno solare, si ripresenta la stessa situazione drammatica per oltre 100 lavoratori tarantini impegnati negli appalti comunali. Questi lavoratori svolgono funzioni essenziali per il Comune, tra cui la gestione della guardiania, piccole manutenzioni e servizi fondamentali come l’archivio e l’anagrafe, spesso a supporto di uffici che sarebbero altrimenti incapaci di operare.
Tuttavia, la scadenza annuale degli appalti, fissata al 31 dicembre, porta con sé l’incertezza e la precarietà. Una situazione che dura ormai da anni, con i lavoratori che non possono fare affidamento su contratti a lungo termine, ma sono costretti ad affrontare ogni fine anno con la preoccupazione di perdere il posto di lavoro. La UIL, insieme ad altre sigle sindacali, ha più volte sollevato la questione, chiedendo che il Comune di Taranto risolva una volta per tutte questa ingiustizia.
Carmelo Sasso ha dichiarato: “Ogni anno, queste persone sono costrette a vivere con la paura di perdere il lavoro, nonostante svolgano compiti indispensabili per il funzionamento del Comune. Chiediamo che il Comune avvii finalmente una programmazione chiara, con appalti a lungo termine che possano garantire la stabilità lavorativa per queste famiglie. Non possiamo più accettare che i lavoratori vengano trattati come se fossero merce usa e getta.”
La UIL ha già chiesto un incontro urgente con il Sindaco di Taranto Piero Bitetti e l’Assessora Federica Stamerra per avviare un tavolo di discussione che permetta di definire un piano di stabilizzazione per i lavoratori degli appalti e garantire la continuità dei servizi pubblici.
Parallelamente, un altro fronte di battaglia per la UIL riguarda il futuro della Kyma Ambiente, la società pubblica che gestisce i servizi ambientali a Taranto. Kyma Ambiente si trova in una situazione economica e gestionale critica, con debiti significativi e una gestione che ha sollevato preoccupazioni da parte delle organizzazioni sindacali.
Nella recente riunione con il Comune di Taranto e i vertici di Kyma, è emersa la difficile realtà economica dell’azienda. Nonostante ciò, l’Amministrazione ha confermato la volontà di mantenere la natura pubblica di Kyma Ambiente, escludendo ogni ipotesi di privatizzazione, e ha avviato una due diligence per fare chiarezza sulla reale portata dei debiti e per definire le strategie di rilancio.
Carmelo Sasso, insieme ai colleghi sindacali, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa di avviare una due diligence, ma ha sottolineato il rammarico per il ritardo con cui la situazione è stata affrontata: “Abbiamo sempre messo in guardia sull’eccessivo debito e sull’incapacità di Kyma di fare fronte alle difficoltà economiche, ma le nostre preoccupazioni sono state ignorate per troppo tempo. Ora, finalmente, c’è la volontà di fare chiarezza, e noi continueremo a vigilare affinché si tutelino i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori.”
Uno degli aspetti più critici riguarda proprio i livelli occupazionali. La UIL ha chiesto un impegno serio per tutelare i posti di lavoro e per garantire che i crediti dei lavoratori vengano saldati. Inoltre, è fondamentale per la UIL che venga sviluppato un piano di rilancio serio, che non solo consenta a Kyma di superare la crisi finanziaria, ma che valorizzi anche gli impianti aziendali, risorse strategiche per la città, non solo per uscire dalla crisi, ma anche per chiudere il ciclo dei rifiuti a Taranto, migliorando il servizio per i cittadini.
La UIL di Taranto, con la guida di Carmelo Sasso, continua la sua battaglia per la difesa dei lavoratori e per il rilancio dei servizi pubblici nella città. Non solo attraverso azioni sindacali concrete e incontri con le istituzioni, ma anche sensibilizzando l’opinione pubblica sulla necessità di una politica del lavoro che metta al centro i diritti dei lavoratori, la loro sicurezza e la loro stabilità.
Il Segretario Generale della UIL ha concluso: “La nostra città merita un futuro migliore, fatto di lavoro sicuro, di aziende pubbliche che funzionano e di servizi efficienti per tutti. Non ci fermeremo fino a quando non avremo trovato soluzioni concrete per i lavoratori di Taranto. Continueremo a battersi per garantire un futuro migliore a chi lavora con impegno e serietà ogni giorno.”
L’impegno della UIL per i lavoratori tarantini non è solo una lotta sindacale, ma una vera e propria battaglia per il futuro della città. La stabilità lavorativa, la tutela dei diritti e il rilancio delle aziende pubbliche sono le parole chiave di un percorso che, con determinazione, la UIL intende percorrere al fianco dei lavoratori.
Taranto ha bisogno di un futuro più giusto, più sicuro e più dignitoso per tutti i suoi lavoratori. La UIL è pronta a lottare per questo futuro.
Il Segretario Generale UILTRASPORTI Carmelo Sasso e il Segretario Generale della FILT CGIL, Francesco Zotti, e, denunciano e accendono i riflettori ancora una volta sul settore degli ausiliari della sosta, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori di Kyma Mobilità.
Come già rappresentato un anno fa a Sua Eccellenza il Prefetto, al Questore e alle diverse autorità presenti all’incontro del 15 novembre 2024, avente ad oggetto la sicurezza dei lavoratori e la piaga dei parcheggiatori abusivi, nulla è cambiato.
Anzi, la situazione è ulteriormente peggiorata, degenerando sotto gli occhi di tutti.
Ogni giorno si assiste a richieste sempre più insistenti e moleste da parte di soggetti che, dietro il pretesto di “qualche spicciolo per il caffè”, mettono in atto vere e proprie forme di estorsione e intimidazione nei confronti dei cittadini e dei lavoratori.
A pagarne le conseguenze sono in primo luogo gli operatori della sosta, che quotidianamente si trovano a gestire la rabbia degli utenti, costretti spesso a “pagare due volte” e la crescente aggressività dei parcheggiatori abusivi, i quali agiscono indisturbati e senza timore delle conseguenze.
Qualche giorno fa’ l’ennesimo episodio di aggressione ai danni di due operatrici della sosta, colpevoli unicamente di aver svolto con professionalità il proprio lavoro. Un fatto grave, che non può e non deve essere più tollerato.
È inaccettabile che tali episodi avvengano nell’indifferenza generale, persino sotto gli occhi di chi è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini.
Già un anno fa’ il Prefetto e il Questore avevano assicurato una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, promessa che purtroppo non ha trovato riscontro nella realtà.
Da anni queste OO.SS. chiedono una presenza costante e permanente delle forze dell’ordine nelle aree cittadine più critiche, per tutelare la sicurezza non solo dei lavoratori ma anche dei cittadini.
I Segretari Generali Francesco Zotti FILT CGIL e Carmelo Sasso UIL TRASPORTI ribadiscono con forza la necessità di interventi immediati e concreti di tutte le autorità competenti, affinché si garantiscano condizioni di lavoro sicure e dignitose agli operatori della sosta e si restituisca legalità e serenità agli spazi pubblici.
Le OO.SS. Filt Cgil e UIL Trasporti Taranto, con una nota congiunta, al fine di garantire sicurezza, legalità e tutela a tutti i lavoratori del settore, hanno inoltre chiesto, a Sua Eccellenza il Prefetto di Taranto l’apertura urgente di un tavolo di confronto per affrontare e dirimere in maniera definitiva la problematica dei parcheggiatori abusivi, ovvero della sicurezza degli operatori d’esercizio, alla luce di quanto accaduto qualche settimana fa’ durante la notte di Halloween, ai danni del trasporto Pubblico locale, con rottura di bus e lancio di uova, atti inaccettabili già denunciati mezzo stampa giorno 01 u.s..
La misura è colma: non si può più tollerare che la sicurezza venga sacrificata sull’altare dell’indifferenza.
