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Dopo mesi di intense trattative, è stato finalmente siglato l’accordo sul Premio di Risultato per il triennio 2025/2027 in Kyma Mobilità. Un traguardo di grande rilievo che garantirà un miglioramento economico per tutti i lavoratori dell’azienda, con un incremento della premialità annuale che raggiunge i 1200 euro, rispetto ai precedenti 240 euro annui.
“Un accordo dalla valenza storica che rende dignità e reddito a queste lavoratrici e questi lavoratori impegnati in un servizio pubblico fondamentale svolto tra mille sacrifici. Il coronamento di mesi di lavoro da parte del gruppo aziendale UILTRASPORTI Kyma Mobilità, guidato egregiamente da Giuseppe Fumarola, dopo la perdita del compianto Antonio Schiano”, ha dichiarato Carmelo Sasso, Segretario Generale UILTRASPORTI Taranto.
L’intesa è stata raggiunta nonostante le difficoltà e le numerose modifiche richieste dalle organizzazioni sindacali FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, che l’azienda ha accolto. Il nuovo accordo introduce un incremento significativo della premialità per la produttività, con il bonus previsto che passa da 60 euro ogni tre mesi a 200 euro per bimestre, garantendo così un aumento sostanziale del reddito dei dipendenti.
“Si tratta di un risultato importante”, prosegue Sasso, “che si somma alle conquiste già ottenute con l’accordo 2022/2024, che prevedeva già altre premialità trimestrali e l’incremento del buono pasto da 6,50 euro a 8,00 euro, utilizzabile su tutto il territorio nazionale”.
L’accordo siglato non riguarda solo gli aspetti economici, ma segna anche un passo avanti significativo nella formazione continua del personale di Kyma Mobilità. Tale investimento nella crescita professionale dei lavoratori avrà importanti riflessi sulla qualità del servizio offerto alla cittadinanza, migliorando ulteriormente gli standard aziendali.
Alla firma dell’intesa erano presenti, oltre ai rappresentanti sindacali, anche il management aziendale e il Direttore Generale Pietro Carallo. Per l’Amministrazione comunale ha partecipato l’Assessore alle Società Partecipate, Michele Mazzariello, il cui contributo è stato riconosciuto come fondamentale nel raggiungimento dell’accordo.
La UILTRASPORTI esprime grande soddisfazione per questo risultato, frutto di un confronto costruttivo e della determinazione dimostrata nel perseguire migliori condizioni per i lavoratori. “Questo accordo conferma il nostro impegno costante per il benessere dei dipendenti di Kyma Mobilità e per la valorizzazione di un settore essenziale per la città di Taranto”, conclude Sasso.
Taranto, 6 febbraio 2025 – Si è concluso con grande successo il corso di autodifesa personale organizzato dalla UIL di Taranto attraverso lo Sportello Mobbing e Stalking. Nella giornata odierna, presso la sede sindacale, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione alle donne che hanno preso parte alle lezioni, un’importante esperienza formativa nata con l’obiettivo di fornire strumenti utili per affrontare situazioni di pericolo e aumentare la consapevolezza della propria sicurezza.
Un’iniziativa per la sicurezza delle donne
Il corso, fortemente voluto da Antonella Maselli, responsabile territoriale dello Sportello Mobbing e Stalking della UIL di Taranto, ha rappresentato un primo passo significativo verso la diffusione della cultura dell’autodifesa femminile. Attraverso un ciclo di otto lezioni della durata di circa due ore ciascuna, il maestro di karate Antonio Vitarelli, della palestra Eurosport 2000, ha offerto gratuitamente la propria esperienza per insegnare alle partecipanti tecniche basilari di difesa personale.
“La possibilità di apprendere strategie di autodifesa – ha dichiarato Antonella Maselli – è stata per noi un’opportunità fondamentale. Abbiamo acquisito competenze essenziali per reagire in situazioni di pericolo. L’obiettivo è quello di proseguire con nuove edizioni del corso, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone”.
Il supporto della UIL e la consegna degli attestati
Alla cerimonia di consegna degli attestati ha partecipato Luigi Galiano, coordinatore della UILTUCS Taranto. Durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza dello Sportello Mobbing e Stalking, un servizio gratuito a disposizione dei lavoratori e di tutti coloro che necessitano di supporto legale e psicologico.
Lo sportello, oltre a garantire un primo ascolto gestito direttamente da Antonella Maselli, offre la consulenza di un’avvocata e di una psicologa, fornendo assistenza su problematiche legate a molestie, violenze e atti persecutori. Nel corso della cerimonia si è discusso anche di altre tematiche rilevanti, come la condizione delle donne in situazioni di vulnerabilità e il fenomeno del bullismo nelle scuole.
Le partecipanti e l’impegno per il futuro
Presenti all’evento le corsiste Tania, Margaret, Marika, Anna Maria, Lucia, Antonella, Patrizia e Alessandra, che hanno espresso soddisfazione per l’esperienza vissuta e la volontà di continuare a migliorare le proprie capacità di autodifesa.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio impegno della UIL di Taranto nel supporto alle donne e alla tutela dei diritti dei lavoratori, con la prospettiva di ampliare l’offerta formativa in futuro. “Ci auguriamo di poter riproporre corsi simili – ha concluso Maselli – affinché sempre più persone possano sentirsi più sicure e consapevoli”.
La UIL di Taranto invita chiunque abbia bisogno di supporto a rivolgersi allo Sportello Mobbing e Stalking, un punto di riferimento fondamentale per la tutela dei diritti e la prevenzione della violenza di genere.
Vertenza call center. Si apre il confronto legislativo
Si apre un varco di discussione sulla vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori call center: 6000 in tutta Italia, di cui circa 500 solo nella sede di Taranto.
A definire la strada di un dialogo, soprattutto legislativo, in materia di contratti di lavoro e rappresentanza, è stato l’incontro che si è svolto ieri a Roma nella sede del Ministero del Lavoro. Il prossimo 12 febbraio un tavolo tecnico-politico tornerà a riunirsi insieme al Governo.
Un passaggio chiave si svolgerà, invece, a Taranto dove venerdì prossimo (7 febbraio), partire dalle 11.30, davanti ai cancelli della Network Contacts, a Paolo VI in via della Transumanza n. 5,ad incontrare sindacati, lavoratrici lavoratori, ci sarà la segretaria nazionale del PD, Elly Schlein.
Un incontro pubblico con sit-in pacifico e dibattito aperto, che servirà a ribadire le ragioni di chi si oppone all’applicazione di un contratto pirata che mina diritti e retribuzioni di queste lavoratrici e lavoratori.
Si invia la cittadinanza tutta a partecipare all’iniziativa perché siamo convinti che questa vertenza sia la vertenza della territorio jonico, che rischia di impoverire non solo i 500 addetti di Network Contacts ma l’intera collettività Tarantina.
Nel frattempo ieri grande adesione allo sciopero nazionale indetto da SLC CGIL, FISTEL CISL UILCOM UIL e UGL Telecomunicazioni.
Abbiamo toccato punte dell’85% di adesione con picchi del 100% in molte aziende a livello nazionale – afferma Tiziana Ronsisvalle, segretaria generale della SLC CGIL di Taranto – Un dato che da anche la cifra di quanto sia sentito tra le lavoratrici e i lavoratori questo abuso contrattuale, questo ritorno al passato rispetto al perimetro dei diritti. Un abuso di arbitrarietà e non rappresentanza, considerato che il contratto pirata proposto ai lavoratori non li rappresenta in termini di delega, che ha portato indietro le lancette dei rapporti di lavoro e rispetto dei lavoratori di oltre 20 anni.
Sarà importante continuare la nostra azione “politica” da qui in avanti senza demordere, farci prendere dallo sconforto o indietreggiare – commenta Gianfranco Laporta coordinatore territoriale della FISTEL CISL Taranto Brindisi – Il tema di questa vertenza e del cambio contrattuale ci vedrà di qui a poco impegnati sul tavolo tecnico interministeriale previsto per giorno 12 febbraio, in cui sarà importante l’affermazione del contratto delle Telecomunicazioni quale contratto di riferimento per i Contact Center.
Siamo vicini a tutti lavoratori coinvolti in questa vertenza con un obiettivo comume, ovvero che il CCNL Tlc venga identificato dal Ministero del lavoro come il contratto di riferimento – dice il coordinare UILCOM Taranto, Alfredo Neglia.
In Piazza ieri abbiamo portato la disperazione dei lavoratori e l’indignazione per il mutismo della committenza – termina Francesco Russo segretario di UGL Telecomunicazioni – E’ necessaria la responsabilizzazione delle istituzioni ma risulta sempre più fondamentale anche quella della committenza (come ENEL – ndr) che deve vedere nei servizi di outsourcing non un semplice strumento di contenimento dei costi, ma soprattutto uno strumento di qualità, un volano, per offrire servizi adeguati e necessari a tutto il Paese.
Prevenzione, formazione e rispetto della sicurezza Non restino soltanto parole. Serve impegno concreto
Trenta: “Basta morti sul lavoro. Il conto delle vittime è inaccettabile. Urgono azioni mirate, non difficili da perseguire. Occorre avere la volontà. Siamo dalla parte della famiglia della vittima di quest’ennesima tragedia che si poteva evitare”
“L’ennesimo incidente mortale, in questo caso di un agricoltore, aumenta l’inaccettabile conto delle vittime sul lavoro e ci riporta alla necessità improrogabile di porre in essere tutte le azioni necessarie per raggiungere l’obiettivo di zero morti sul lavoro”.
In questi termini Antonio Trenta, segretario generale della Uila-Uil di Taranto manifesta al contempo la vicinanza alla famiglia di Giuseppe Lonoce, agricoltore 65enne di Sava, che ha perso la vita mentre tagliava i rami di un ulivo per la potatura a causa della recisione di un’arteria con la motosega, e la necessità che le richieste della categoria dei lavoratori agricoli siano ascoltate una volta per tutte.
“Il dolore di questa ennesima morte – prosegue Trenta – ci porta a ribadire con ancora più forza le nostre istanze verso un impegno sempre più serio nella formazione dei lavoratori ed una sempre più attenta organizzazione del lavoro. Un paese civile deve poter fornire la garanzia dei diritti: il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto alla vita. Sono tre diritti che si legano a doppio filo. Rispettiamo la dignità del lavoro, ma anche l’inalienabilità del diritto a vivere una vita serena”.
Con forza e con rabbia, di fronte all’ennesima morte che si poteva evitare, la Uila Uil ribadisce la sua volontà improrogabile e improcrastinabile: “Zero morti sul lavoro. Non è un traguardo impossibile – insiste il Antonio Trenta – ma per raggiungerlo bisogna profondere il massimo sforzo. Il fenomeno delle morti bianche va evitato prima di tutto con l’impegno”.
E con “impegno”, il segretario generale della Uila-Uil di Taranto si riferisce espressamente all’“impegno di portare avanti la prevenzione, la formazione e le politiche di contrasto all’elusione delle misure sulla sicurezza che devono rappresentare la risposta minima all’ennesima vittima sul lavoro”.
Intanto, in questo momento di dolore, il sindacato accorato si rivolge alla famiglia del povero lavoratore agricolo: “Esprimiamo tutta la nostra rispettosa vicinanza”.
Manfuso (UIL Poste Taranto): “Pressioni insostenibili, minacce agli apprendisti e orari di lavoro non rispettati. Serve un intervento immediato, i diritti dei lavoratori non sono negoziabili.”
Taranto, 01/02/2025 – Pressioni commerciali eccessive, riunioni imposte oltre l’orario di lavoro, minacce velate agli apprendisti e un clima aziendale che sta diventando insostenibile. UIL Poste Taranto lancia un allarme sulle condizioni lavorative nella Filiale di Taranto di Poste Italiane, denunciando un sistema che sta esasperando i lavoratori del settore Mercato Privati.
“Non è più tollerabile quello che sta accadendo – dichiara il segretario generale UIL Poste Taranto, Giuseppe Manfuso –. Gli Specialisti Consulenti sono sottoposti a un carico di pressione costante, che va ben oltre gli obiettivi commerciali. Si lavora in un clima di ansia, con richieste che violano apertamente il contratto nazionale, senza alcun rispetto per la dignità dei lavoratori”.
Secondo la denuncia del sindacato, negli ultimi mesi i consulenti sono stati costretti a partecipare a riunioni su Teams e corsi di formazione fuori dall’orario lavorativo, senza alcun riconoscimento delle ore straordinarie. “Ci troviamo di fronte a una pratica inaccettabile – aggiunge Manfuso –. La formazione è importante, ma deve essere pianificata nel rispetto dei contratti. Non si può imporre la partecipazione a incontri fuori orario come se fosse un obbligo gratuito. È una violazione palese delle regole”.
Il sindacato punta il dito anche sulle condizioni degli apprendisti, che subiscono continue pressioni per il raggiungimento di obiettivi commerciali, con la minaccia implicita del mancato rinnovo del contratto. “È un abuso gravissimo – denuncia Manfuso –. Il contratto di apprendistato è già un contratto a tempo indeterminato, e il mancato rinnovo deve dipendere solo dagli obiettivi formativi, non dalle vendite. Questi ragazzi vengono messi sotto stress, spinti oltre i limiti della decenza, perché sanno che il loro futuro dipende dal compiacere l’azienda”.
Il risultato di questa gestione si misura anche nei numeri: negli ultimi due anni, quattro apprendisti hanno scelto di dimettersi prima ancora della fine del periodo di formazione. “Quando un giovane lavoratore preferisce rinunciare a un’opportunità lavorativa piuttosto che restare in un ambiente tossico, vuol dire che c’è un problema serio – sottolinea Manfuso –. E questo problema non può più essere ignorato”.
Ad aggravare la situazione è il sistema delle classifiche di produzione, esibite pubblicamente durante le riunioni per spingere i consulenti a una competizione esasperata. “Questo metodo di gestione non è motivazionale, è vessatorio – spiega il Segretario –. I lavoratori non possono essere messi continuamente a confronto in modo pubblico, con il rischio di essere umiliati se non raggiungono gli obiettivi imposti. Così si genera solo stress, frustrazione e paura di sbagliare”.
Il clima che si respira in filiale è teso, con un aumento preoccupante delle lettere di contestazione disciplinare per presunte irregolarità nelle pratiche commerciali. “Quando il livello di stress è così alto, il rischio di errori cresce inevitabilmente – osserva Manfuso –. Ma invece di affrontare il problema alla radice, l’azienda si limita a contestare le mancanze, aggravando ancora di più la pressione psicologica sui dipendenti”.
UIL Poste Taranto chiede un intervento immediato della Dirigenza per riportare equilibrio e rispetto nei rapporti di lavoro. “Non si può andare avanti così – conclude Manfuso –. È necessario ristabilire condizioni dignitose, eliminare queste pratiche oppressive e restituire ai lavoratori la serenità necessaria per svolgere il proprio compito. Chiediamo un confronto urgente, ma siamo pronti a far sentire la nostra voce in ogni sede se non arriveranno risposte concrete”.
Una buona notizia per i lavoratori dell’appalto multiservizi del Comune di Taranto. Dopo un lungo iter e numerose difficoltà, si è finalmente giunti alla soluzione del problema riguardante il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti dell’impresa Arca, subappaltatrice della società Servizi Integrati srl. A partire dal 1° febbraio, questi lavoratori saranno internalizzati da Servizi Integrati, garantendo loro stabilità occupazionale e il pagamento delle spettanze arretrate.
Stamane, intervenendo a Studio100, il segretario generale della UIL Trasporti di Taranto, Carmelo Sasso, ha commentato l’evoluzione della vicenda:
“Siamo riusciti a incardinare la soluzione per un altro pezzo dell’appalto multiservizi del Comune di Taranto, quello del Lotto 1, che riguarda 27 lavoratori impegnati in piccole manutenzioni e guardiania. La cooperativa Arca, subappaltatrice, aveva avuto difficoltà a proseguire i servizi e, soprattutto, a garantire il pagamento degli stipendi. Appena i lavoratori ci hanno segnalato il problema, ci siamo subito attivati insieme ai colleghi della FILCAMS CGIL e della FISASCAT CISL, interfacciandoci con l’amministrazione comunale. Grazie a un intervento rapido, abbiamo messo in sicurezza i lavoratori, facendoli transitare direttamente alla Servizi Integrati, società più affidabile, che garantirà loro stabilità occupazionale e il pagamento degli arretrati”.
Questa vicenda ha evidenziato le fragilità del sistema di subappalto e la necessità di garantire maggiore tutela ai lavoratori coinvolti. Sasso ha inoltre sottolineato l’importanza di un nuovo bando di gara che assicuri condizioni migliori per tutti i lavoratori impiegati nei servizi comunali:
“Ora gli appalti sono in proroga, ma sappiamo che nelle prossime ore verranno predisposti gli atti necessari per l’emissione di un nuovo bando di gara per tutti e tre i lotti del multiservizi. Ricordiamo che questi appalti riguardano circa 150 lavoratori e, in precedenza, erano stati messi a gara con un valore insufficiente. Il Comune dovrà ritirare il bando e ripresentarlo con un adeguato incremento delle risorse, stimato in circa 5 milioni di euro. Solo così potranno essere garantite continuità lavorativa, sicurezza e dignità ai lavoratori coinvolti”.
L’accordo raggiunto rappresenta quindi un passo significativo nella salvaguardia dei diritti dei lavoratori, evitando che situazioni di precarietà e mancati pagamenti possano ripetersi in futuro.
