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Taranto, 3 Agosto 2024 – “Ancora una volta, tutte le rassicurazioni ottenute vengono disattese nei fatti”. È il duro e secco commento dei rappresentanti del sindacato tarantino della UIL Pubblica Amministrazione sul recente bando di concorso del Ministero della Difesa, pubblicato il 18 luglio 2024, per l’assunzione di 1000 Assistenti Tecnici, che rappresenta un ennesimo colpo al territorio di Taranto.
Senza una suddivisione territoriale dei posti, il concorso penalizza in maniera inequivocabile la città di Taranto, che attendeva un recupero di oltre 160 assunzioni per l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, non realizzate nella precedente tornata concorsuale.
Solo 80 assunzioni sono previste per l’intera Regione Puglia, una cifra assolutamente insufficiente per rispondere alle esigenze del territorio. È incomprensibile come piani di ristrutturazione già avviati da tempo all’interno dello stabilimento, come il progetto della nuova Officina Artiglieria, con caratteristiche avveniristiche, possano scontare la mancanza di dipendenti necessari per il funzionamento delle attrezzature. Questo progetto è cruciale per rilanciare il ruolo pubblico nelle manutenzioni delle Unità Navali della Marina Militare Italiana.
Giuseppe Andrisano, segretario generale UILPA Taranto, ha dichiarato: “È scandaloso vedere come, nonostante le promesse, il nostro territorio venga continuamente ignorato. Solo 5 Motoristi sono previsti per la Puglia, una cifra ridicola rispetto ai 90 posti disponibili e ai soli 2 Motoristi assunti nel precedente concorso. È una situazione insostenibile.”
Cosimo Gualano, coordinatore della Difesa UILPA, aggiunge: “Le logiche che determinano queste scelte sono incomprensibili. Siamo pronti a intraprendere tutte le iniziative necessarie per rivendicare il forte impatto tecnico, economico e sociale che un’adeguata visione potrebbe determinare.”
Vincenzo Boccadamo, segretario aziendale e coordinatore RSU UILPA Maristanav Taranto, conclude: “La mancanza di un’adeguata visione strategica e la scarsa attenzione verso il nostro territorio stanno compromettendo il futuro dell’Arsenale e, con esso, quello di tutta la comunità locale. È inaccettabile e siamo pronti a far sentire la nostra voce.”
Il sindacato UIL Pubblica Amministrazione di Taranto condanna fermamente queste decisioni e si impegna a difendere i diritti dei lavoratori e il futuro del nostro territorio. “Siamo pronti – affermano dalla UILPA – a lottare per ottenere le risorse e le assunzioni necessarie per garantire il corretto funzionamento delle strutture e il rilancio economico e sociale di Taranto”.
Pallini (UIL Taranto): “Una legge che offende l’intelligenza e la dignità degli italiani. È fondamentale dire chiaramente NO!”
La CGIL e la UIL di Taranto hanno dato il via alla campagna referendaria per il “NO” all’Autonomia Differenziata, organizzando un incontro che ha visto la partecipazione di comitati, associazioni e partiti politici del territorio. L’incontro ha segnato l’inizio di una mobilitazione su scala nazionale con l’obiettivo di raccogliere le 500.000 firme necessarie per promuovere un referendum abrogativo contro la legge sull’Autonomia Differenziata.
Un appello per un’Italia unita
La campagna si svolgerà sotto lo slogan “Sì all’Italia unita, libera e giusta. Una firma contro l’Autonomia Differenziata”. I promotori sottolineano come questa legge rischi di dividere il paese in tante piccole patrie, aumentando le disuguaglianze sociali e territoriali, e mettendo a rischio il contratto collettivo nazionale e la sicurezza sul lavoro. La mobilitazione vedrà la presenza di rappresentanti di partiti, sindacati e associazioni in molte città, per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere le firme necessarie entro settembre.
Le Ragioni del NO
Secondo il Comitato referendario, l’Autonomia Differenziata non solo frammenterebbe l’Italia, ma aggraverebbe anche le disuguaglianze già esistenti. Tra i punti critici evidenziati, la legge potrebbe minare l’unità del sistema educativo e sanitario, regionalizzando servizi fondamentali e creando disparità nell’accesso ai diritti essenziali.
Le Dichiarazioni di Pietro Pallini
Pietro Pallini, Coordinatore Generale della UIL Taranto, ha espresso forti preoccupazioni durante l’incontro: “Questa legge fa male all’Italia intera. È una follia pura che rischia di spezzare il paese e compromettere il nostro futuro. Dobbiamo unire le forze e dire chiaramente NO! Non possiamo fallire, il tempo è contro di noi.” Pallini ha sottolineato l’importanza di un impegno capillare e costante, anche durante il mese di agosto, per raccogliere tutte le firme necessarie e sensibilizzare il maggior numero possibile di cittadini.
Prossimi passi della mobilitazione
La UIL Taranto e le altre organizzazioni coinvolte hanno già pianificato una serie di incontri e iniziative per le prossime settimane. Saranno allestiti banchetti e punti informativi in tutta Italia, con l’obiettivo di raggiungere quante più persone possibile e garantire che il messaggio del NO all’Autonomia Differenziata venga ascoltato in tutto il paese.
La campagna rappresenta un’opportunità per il Sud e per l’Italia intera di riaffermare un’unità che non può essere messa in discussione. La raccolta firme non è solo un atto formale, ma un vero e proprio appello a tutti i cittadini affinché si uniscano in una battaglia per il futuro del paese.
La decisione di Kyma Mobilità di trasferire gli utili di bilancio al Comune di Taranto ha scatenato una forte reazione da parte dei sindacati. UIL Trasporti, Filt Cgil e Fit Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, denunciando la mancanza di sicurezza e riconoscimenti per i dipendenti.
«Mancano sicurezza e riconoscimenti per i lavoratori di Kyma Mobilità che svuota gli utili di bilancio. Filt Cgil, Fit Cisl e UIL Trasporti dichiarano lo stato di agitazione», affermano le organizzazioni sindacali, annunciando la protesta dopo aver appreso dai media della decisione aziendale.
I sindacati chiedono che i 4,3 milioni di euro di utili vengano utilizzati per la sicurezza e i riconoscimenti ai dipendenti, piuttosto che essere trasferiti nelle casse del Comune.
«Apprendiamo – dice Francesco Zotti, segretario generale Filt Cgil di Taranto – che Kyma Mobilità chiude con un utile di bilancio di 4 milioni e 300mila euro. Questo significa che oggi diventa un’azienda virtuosa del territorio tarantino. E cosa fa? Invece di riutilizzare questi fondi per garantire investimenti o migliorare le condizioni di lavoro, come la sicurezza nelle officine dove si soffoca dal caldo, impiega questi utili in altre municipalizzate.»
Marcello D’Arcangelo, segretario aziendale di Fit Cisl, sottolinea gli sforzi fatti dai dipendenti per rendere Kyma Mobilità solida economicamente: «La Fit-Cisl ha sempre chiesto e ribadito, anche nel documento dell’11 luglio 2024, la volontà di incontrarsi per premiare i lavoratori di Kyma Mobilità, non solo con il premio di risultato, ma anche con l’accesso a un welfare aziendale che possa fronteggiare l’inflazione galoppante che mette i dipendenti e le loro famiglie in grosse difficoltà. Di contro, l’azienda ha sempre ribadito che non era in grado di sostenere spese aggiuntive se non si fosse raggiunto un obiettivo di economicità aziendale.»
Carmelo Sasso, segretario generale di UIL Trasporti Taranto, esprime la necessità di chiarezza da parte dell’azienda e del Comune: «Vogliamo conoscere quale sia il piano industriale di Kyma Mobilità. Vogliamo capire quando l’azienda adempierà alle richieste sindacali circa la sicurezza e la qualità degli ambienti di lavoro, come il microclima dell’officina, e quando il Comune pensa di effettuare la manutenzione delle strade servite dal trasporto pubblico locale con tutti gli utili drenati. Questo però – conclude Sasso – dopo aver compreso, soprattutto grazie ai componenti del collegio dei revisori dei conti, come sia stato possibile considerare un bene per l’azienda la redistribuzione al socio unico di così tante risorse invece di reinvestirle nella società.»
Nel frattempo, Kyma Mobilità ha annunciato che, per motivi di forza maggiore e indipendenti dalla volontà aziendale, a partire dal 20 luglio saranno annullate due corse di collegamento con l’Isola di San Pietro, con partenza da Piazzale Democrate alle ore 12.15 e alle 14. Annullate anche le rispettive corse di ritorno dall’isola di San Pietro delle ore 13.15 e delle ore 18.35. Confermate le altre corse e le escursioni turistiche serali. Chi avesse acquistato i biglietti per le corse annullate, potrà recarsi presso l’Ufficio Vendite di Kyma Mobilità per ottenere il rimborso.
Lunghissima replica del coordinatore della Uil, Pietro Pallini, al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
La polemica era iniziata quando Pallini aveva messo a nudo le cifre della crisi che attraversa Taranto: numeri impietosi su vertenze aperte, tasso di disoccupazione, spopolamento, eccetera. Una serie di dati messi sul tavolo dopo la narrazione edulcorata della città fatta dal sindaco alla presentazione del corso di laurea in farmacia. Melucci gli aveva risposto accusando Pallini di essere assente rispetto alle problematiche della città. Ora arriva la replica dello stesso coordinatore della Uil. Ecco la sua lettera aperta al sindaco:
Egregio Dr. Melucci,
Non siamo soliti rispondere a repliche sterili e che non offrono beneficio alcuno alle persone perché abbiamo cose molto più serie cui pensare che sono i problemi di queste, ma dopo aver riscontrato attentamente la Sua nota stampa di ieri, che rilevo poco degna di nota e rovinosa sul piano di improperi, peraltro individuali, ritengo doveroso rispondere punto su punto al Suo compiuto sproloquio. Un gemito che attesta l’impronta di chi, non solo non consegna valore alcuno ai problemi della città che Lei amministra, ma mette tristemente a nudo un vuoto politico che si rileva tale anche dinanzi a dati statistici impietosi e che la UIL è in dovere di richiamare. Lei nella Sua funesta performance non ha lesinato nel deridere me, la UIL e l’allarme lanciato dal nostro approfondimento, ma questo conoscendoLa c’era anche da aspettarselo. Per fortuna non tutto è perduto, tanto che il report della UIL è stato ricondotto al un articolo nazionale molto ben strutturato de “Il manifesto”, che assevera quanto da noi sollevato.
Dati e dettagli attraverso i quali ci saremmo aspettati che Lei da Primo cittadino approfondisse, perché avvertono anche chi è meno avvezzo alla politica, che a Taranto mentre si ricercano spasmodicamente equilibri di Palazzo, ci si sta giocando quello che è chiamato futuro del nostro territorio, delle nostre persone, dei nostri lavoratori.
Ciò che non Le perdono è la Sua assenza mentre si consumavano e continuano a consumarsi drammi del mondo del lavoro a Taranto. V’è qualcosa di più profondo Dott. Melucci del semplice esame di coscienza come Lei richiama.
Non citi solo Hiab e Leonardo, si chieda piuttosto Lei dov’era durante le decine e decine di mobilitazioni, scioperi e presidi a partire da Acciaieria d’Italia, l’ex ILVA, Leonardo, ex TCT, Cemitaly, ex Albini, Kyma Ambiente e Mobilità, Pubblica amministrazione, Centro per l’impiego Taranto ed ex Isolaverde, solo per citarne alcune.
Tanto col solleone che d’inverno, sotto la pioggia e con i geloni a mani e piedi, molte di queste giornate avevano inizio prima delle Sue albe nel tepore del Suo letto. Momenti in cui noi, e sottolineo noi, eravamo in migliaia riversi per strada, ma Lei sempre altrove. Neppure una nota stampa da parte Sua come segno di vicinanza al dramma dei lavoratori e delle famiglie, molti dei quali suoi concittadini. Fa specie assodare che i Suoi comunicatati stampa partano a razzo non appena qualcuno prova a contraddirla, in questo Lei si mostra più lesto di Speedy Gonzales davanti alla tastiera di un PC.
La laicità della nostra organizzazione è un qualcosa per noi inviolabile, al pari delle libertà e di cui ne siamo profondamente orgogliosi, peraltro ben nota ad ogni schieramento politico. Essere laici si traduce in prezzo da pagare, che non tutti sono disposti a pagare, ma che rende liberi.
Si chieda Sig. Sindaco, infine, che séguito ha dato al Protocollo CGIL – CISL – UIL sulla Governance dello sviluppo dell’area Ionica e Fondi per Taranto (PNRR, CIS, JTF, FSC, SIE) sottoscritto nel lontano aprile 2023. Rilevi quante e quali riunioni ha convocato da quella data, non le risulterà difficile accertare l’immobilismo del Tavolo provinciale per lo Sviluppo sostenibile nell’ologramma dei Tavoli di settore per la co-progettazione e procedure di attuazione di cui all’Art.1.
Dott. Melucci, La saluto speranzoso che la prossima volta concentri la Sua attenzione meno sulla UIL e più sui numeri che Le abbiamo consegnato, che impietosi per Taranto non prestano fianco alcuno alla interpretazione della politica e di schieramento. Ci risponda su quelli, posto che oltre al dato statistico, Lei possegga anche volontà e coraggio per commentarli, soprattutto per ridurli.
Cordialmente.
Il Coordinatore UIL di Taranto Dott. Pietro Pallini
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La 🅤.🅡. 🅤🅘🅛 🅟🅤🅖🅛🅘🅐 🅢🅔🅓🅔 🅓🅘 🅣🅐🅡🅐🅝🅣🅞 comunica a tutti gli iscritti di aver predisposto una convenzione con:
🅢🅣🅤🅓🅘🅞 🅞🅓🅞🅝🅣🅞🅘🅐🅣🅡🅘🅒🅞 🅛🅞🅟🅐🅝🅔 🅢.🅡.🅛
📍Via Medaglie D’Oro, 60-74121 Taranto P.IVA 03282030737 rappresentata da Dott. Egidio Lopane, in qualità di legale rappresentante pro tempore TEL: 099/4521640
Lo studio odontoiatrico LOPANE S.R.L nel più ampio rispetto della collaborazione con UIL
e comunque in linea con le sue proprie politiche commerciali, offrirà agli associati, possessori del tesserino univoco:
𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐢 𝐚𝐥 𝟏𝟓% 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐨𝐝𝐨𝐧𝐭𝐨𝐢𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞
𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐢 𝐚𝐥 𝟏𝟎% 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐞 𝐨𝐫𝐭𝐨𝐝𝐨𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐢𝐜𝐚.
La convenzione è estesa anche al nucleo familiare degli iscritti.
Critiche del coordinatore UIL Taranto, Pietro Pallini, al Sindaco Rinaldo Melucci sulla situazione economico-sociale della città
Il 12 luglio 2024, durante la presentazione del corso universitario in farmacia a Taranto, il sindaco Rinaldo Melucci ha delineato una visione idilliaca della città, evocando immagini di prosperità e benessere.
Pietro Pallini, coordinatore della UIL di Taranto, ha criticato duramente questa narrazione, definendola una “fantasilandia” lontana dalla realtà che i cittadini vivono ogni giorno.
“Il nostro sindaco ha tracciato un quadro di Taranto che, se fosse reale, ci permetterebbe di dormire sonni tranquilli – ha affermato Pallini -. Ha descritto una città perfetta, quasi fiabesca, che ricorda il famoso serial televisivo del 1977 con Mr. Roarke e Tattoo. Tuttavia, la realtà è ben diversa, e i dati lo confermano.”
Il numero uno di Piazza Dante ha poi elencato una serie di statistiche che illustrano la grave situazione economica e industriale di Taranto. “La nostra città registra il maggior numero di crisi industriali in Puglia, con 73 tavoli di crisi, di cui 52 riguardano l’industria. Nove di questi sono a Taranto, coinvolgendo oltre 10.500 lavoratori. Questi numeri non includono neppure l’ex Ilva e il Porto.”
La disoccupazione a Taranto è allarmante: “Il tasso di disoccupazione in Italia è dell’8,1%, in Puglia del 12,1% e a Taranto del 13,3%. Il tasso di occupazione è altrettanto scoraggiante, con un 38,4% rispetto al 52,2% nazionale.”
La cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria, rappresenta un altro indicatore della crisi. “Nel 2023, la cassa integrazione ordinaria processata a Taranto ha rappresentato il 34% del totale in Puglia. Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria, su un totale di 19.305 posizioni in Puglia, 11.208 sono state quelle processate a Taranto, pari al 58,6% del totale regionale. Il dato più recente ci fornisce una statistica drammatica: 13.794.603 ore di cassa integrazione in Puglia, con un aumento del +203,56% rispetto al già inquietante dato del 2023. Da gennaio a giugno 2023, ci sono state 1.870 ore di cassa integrazione a Taranto, che si conferma la prima provincia in Puglia per ore di cassa integrazione”.
Il declino delle attività commerciali è evidente. “In tre anni, dal 2021 al 2023, hanno chiuso 507 attività commerciali a Taranto. Nel 2023, le cessazioni di attività sono state il doppio delle aperture. Un trend impietoso che riflette una crisi senza precedenti.”
Pallini ha poi sottolineato la grave situazione demografica. “Taranto ha perso 60.000 abitanti in 40 anni, 3.000 abitanti in meno solo nell’ultimo anno. La città si sta auto estinguendo nel silenzio generale. Ogni anno, muoiono 2.500 persone a fronte di soli 1.300 neonati. Questo trend è in linea con la provincia, tranne che per Roccaforzata.”
La fuga dei giovani è un altro problema grave. “Tra il 2002 e il 2021, il Sud ha perso 808.000 under 35, di cui 263.000 laureati. L’industria contribuisce alla ripresa del Sud con solo il 10%, contro il 24,5% del resto d’Italia. Sedici operai su 100 al Sud vivono in povertà assoluta.”
La povertà è in aumento. “Secondo l’ISTAT, le famiglie in povertà assoluta sono passate dal 10,1% del 2001 al 10,7% del 2021, con un picco dell’11,2% al Sud. Il 41,4% delle famiglie povere risiede nel Mezzogiorno. Secondo la Caritas, un italiano su 10 è in stato di povertà, con il 9,4% della popolazione in povertà assoluta, un dato triplicato in 15 anni.”
Pallini ha anche criticato la gestione dei rifiuti. “La raccolta differenziata a Taranto è ferma al 27%, con una voragine di 10,8 milioni da colmare a fronte della sentenza del Consiglio di Stato che azzera gli impianti minimi fino al 2024.”
Le risorse del PNRR e altri fondi europei sono un punto critico. “Siamo ancora in attesa di sapere come saranno allocate le risorse del PNRR, Just Transition Fund e altre risorse FSC e FAS. Taranto è il primo beneficiario in Italia con quasi 290 milioni già assegnati a dicembre 2023, ma non c’è stata trasparenza sulla loro destinazione.”
La mobilità è un altro problema. “Dopo la soppressione della linea ferroviaria Taranto-Roma per lavori tra Eboli e Potenza, la città è ulteriormente isolata. Il 12 luglio, Kyma Mobilità ha emesso un’ordinanza che priva del trasporto pubblico parte della cittadinanza.”
Pallini, infine, ha espresso frustrazione per la mancanza di visione politica e la gestione delle risorse. “Continuiamo a ricevere nomine e ricompense per vertici aziendali che non rispecchiano la meritocrazia. L’aeroporto Arlotta di Grottaglie è un esempio di come si preferisca esplorare lo spazio invece di garantire una normale mobilità aerea e terrestre.”
“Crediamo nello sviluppo alternativo e nelle opportunità – ha concluso Pallini – ma siamo ansiosi di vedere che ciò avvenga realmente, senza penalizzare chi crede nella politica seria e nell’interesse esclusivo delle persone.”
