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Bari, 31 marzo 2025 – Si è tenuto oggi lo sciopero nazionale del settore Telecomunicazioni, con una manifestazione regionale organizzata da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil Puglia sotto la sede di Confindustria Puglia, in via Amendola a Bari. L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerosi lavoratori del settore, uniti nella richiesta di un immediato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto da oltre due anni.
La mobilitazione ha evidenziato la crescente insoddisfazione per lo stallo della trattativa, attribuito esclusivamente alla controparte datoriale. Secondo i sindacati, questa situazione sta mettendo in difficoltà migliaia di lavoratrici e lavoratori, il cui potere d’acquisto è stato eroso dall’inflazione e dall’assenza di adeguamenti salariali.
“Non possiamo più tollerare l’atteggiamento dilatorio delle aziende e di ASSTEL – ha dichiarato Alfredo Neglia, Segretario UILCOM Puglia – Il settore delle telecomunicazioni è strategico per il Paese, ma viene costantemente penalizzato da politiche aziendali che non riconoscono il valore e il sacrificio dei lavoratori. Il mancato rinnovo del contratto è un’ingiustizia che deve essere sanata subito.”
A preoccupare i sindacati, inoltre, è la vertenza Assocontact, con epicentro proprio in Puglia, che sta cercando di imporre un contratto alternativo sottoscritto con il sindacato Cisal, per il comparto CRM/BPO. Patrizia D’Arcangelo, del coordinamento UILCOM Taranto – Serve una presa di responsabilità da parte delle aziende,
UILCOM Puglia e UILCOM Taranto continueranno la mobilitazione finché non sarà garantito un contratto equo, che valorizzi il lavoro e restituisca dignità ai lavoratori del settore.
Manfuso: “Basta intimidazioni e attacchi alla dignità dei dipendenti. Serve rispetto, non minacce”
Taranto, 29 marzo 2025 – UILPoste Taranto lancia un allarme sulle modalità inaccettabili con cui vengono condotte le riunioni commerciali all’interno della provincia, denunciando un clima lavorativo sempre più oppressivo e caratterizzato da pressioni indebite sui consulenti finanziari.
A specificarlo è il segretario generale UILPoste Taranto, Giuseppe Manfuso, affermando che “l’ultimo incontro tra la dirigenza e i consulenti finanziari si è trasformato in uno scenario inaccettabile, dove al posto di un confronto costruttivo si è assistito a un vero e proprio attacco alla dignità dei lavoratori”.
“Ancora una volta – denuncia Manfuso – si è assistito alle solite intimidazioni velate affinché i dipendenti non informino il sindacato su ciò che accade a porte chiuse. Tutto è iniziato con un tentativo maldestro di spacciare per semplice ‘condivisione’ quella che, nei fatti, è una pressione costante e crescente sulle spalle dei consulenti. Un pressing insostenibile, culminato con la minaccia di controlli più serrati, incontri individuali e un’analisi approfondita della produzione immediatamente dopo il periodo delle pensioni”.
Ma il momento più grave e umiliante, secondo la UILPoste Taranto, è stato riservato a una storica consulente, destinataria di una domanda offensiva da parte del DF: “Se fossi tu il direttore del tuo ufficio postale, ti pagheresti lo stipendio con questi numeri di produzione?”
“Riteniamo questa affermazione inaccettabile – prosegue Manfuso – perché mette in discussione un principio fondamentale: in Italia, il diritto alla retribuzione è basato sul lavoro svolto e non sulla produttività. I consulenti di Poste Italiane operano con professionalità e rispetto per le normative e per i clienti, affrontando inevitabili momenti di crescita e calo fisiologico”.
La UILPoste Taranto, inoltre, ribalta la provocazione, chiedendo al DF se lui stesso riterrebbe giusto percepire il proprio stipendio, considerato che i risultati commerciali della provincia di Taranto risultano tra i più bassi a livello nazionale.
“Ci troviamo di fronte a una gestione delle risorse umane sempre più orientata al dominio attraverso la paura – conclude Manfuso – piuttosto che alla costruzione di un ambiente lavorativo sereno e produttivo. È ora di dire basta: pretendiamo rispetto per i lavoratori e chiediamo un immediato intervento per garantire correttezza professionale e una gestione delle risorse umane che metta al centro la dignità delle persone e non la loro mortificazione”.La UILPoste Taranto non intende restare a guardare e annuncia che, se non vi saranno risposte concrete, sarà pronta a intraprendere ogni azione necessaria per la tutela dei diritti dei lavoratori.
Boccadamo (UILPA Taranto): “Lavoriamo in turni, festivi e missioni lontano da casa, ma il Ministero continua a ignorare i nostri diritti”
Taranto, 28 marzo 2025 – I dipendenti civili del Ministero della Difesa di Taranto sono esasperati. Da oltre nove mesi attendono il pagamento delle indennità accessorie, senza ricevere risposte certe. Un ritardo inaccettabile che si somma a una condizione lavorativa già critica, segnata da carenze di organico e da un impegno straordinario non adeguatamente riconosciuto.
“Non è più accettabile che chi lavora con professionalità e sacrificio venga lasciato senza le spettanze dovute. I dipendenti hanno prestato servizio in turni, festivi e in reperibilità, arrivando persino a essere imbarcati per settimane senza ricevere la giusta remunerazione”, denuncia Vincenzo Boccadamo, dirigente sindacale UILPA Taranto.
A questa grave situazione si aggiunge l’impatto del mancato taglio del cuneo fiscale 2025 e di un aumento contrattuale irrisorio, che hanno ulteriormente ridotto il netto delle retribuzioni. “Mentre si parla di inflazione e calo del potere d’acquisto, ai lavoratori del Ministero della Difesa viene chiesto di fare sacrifici senza nemmeno garantire loro le indennità maturate”, sottolinea la UILPA Taranto. Il sindacato chiede un intervento immediato per sbloccare i pagamenti arretrati e garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori. “Non siamo più disposti a tollerare ulteriori ritardi – conclude Boccadamo –. Il Ministero della Difesa ha il dovere di riconoscere e retribuire il lavoro svolto dai suoi dipendenti”.
Un percorso lungo otto anni, segnato da incertezze e attese, si avvia finalmente verso una soluzione concreta per gli ex lavoratori della Taranto Container Terminal (TCT). Con l’approvazione del Protocollo d’Intesa in Regione Puglia, prende forma un investimento di 15 milioni di euro destinato alla riqualificazione professionale di oltre 300 lavoratori. Un traguardo che arriva a pochi mesi dalla proroga dell’IMA (Indennità di Mancato Avviamento) e che pone le basi per un reinserimento stabile nel mercato del lavoro.
“Le politiche attive del lavoro devono garantire ai lavoratori non solo formazione, ma reali prospettive di occupazione, rispettando le competenze maturate nel tempo” dichiarano congiuntamente Andrea Toma, segretario regionale UIL Puglia con delega all’Industria, e Carmelo Sasso, segretario generale UIL Trasporti Taranto. “Per questo abbiamo chiesto un monitoraggio costante dell’impianto formativo prima dell’uscita del bando, per assicurare che il percorso sia efficace e mirato alla ricollocazione.”
L’accordo raggiunto con Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, SEPAC e ARPAL Puglia prevede un programma di formazione strutturato, con percorsi di upskilling e reskilling, progettati per allineare le competenze dei lavoratori alle nuove esigenze del mercato. I corsi, della durata variabile tra 300 e 630 ore, comprenderanno anche stage in azienda e il rilascio di certificazioni valide a livello europeo, garantendo così un’opportunità concreta di reinserimento.
L’investimento si inserisce in un più ampio piano di rilancio del porto di Taranto, che guarda con interesse alle prospettive legate all’eolico offshore e agli sviluppi logistici della zona. “Siamo convinti – proseguono Toma e Sasso – che le nuove iniziative governative nel settore dell’energia e delle infrastrutture creeranno opportunità di lavoro importanti per questi lavoratori, che potranno finalmente tornare a essere una risorsa qualificata per il nostro territorio”.
Il cammino verso la piena ricollocazione non è ancora concluso, ma il Protocollo d’Intesa rappresenta una tappa fondamentale in un percorso di politiche attive del lavoro mai sperimentato prima su scala nazionale. “L’obiettivo – concludono i segretari della UIL – è che entro la scadenza della Taranto Port Workers Agency, fissata al 31 dicembre 2026, la totalità dei lavoratori ex TCT trovi una sistemazione stabile, chiudendo definitivamente una lunga fase di precarietà”.
Dopo mesi di battaglia sindacale, UILPoste Taranto ottiene un’importante vittoria: Poste Italiane ha finalmente riconosciuto il diritto alla priorità nella mobilità volontaria per una lavoratrice madre di un bambino autistico. Un risultato che segna un precedente significativo per molte altre famiglie in situazioni analoghe e che premia l’impegno costante del sindacato nel difendere i diritti dei lavoratori più fragili.
Una battaglia iniziata tra ingiustizie e silenzi. Da anni, la dipendente – operatrice di sportello – chiedeva il trasferimento dagli uffici di San Giorgio Ionico a quelli più vicini ai quartieri Lama/San Vito, richiesta pienamente giustificata dalle esigenze di cura del figlio. Nonostante gli accordi sindacali in materia di mobilità volontaria prevedano agevolazioni per i genitori di figli con disabilità gravi, Poste Italiane ha continuato a ignorare la situazione, lasciando la lavoratrice in difficoltà.
“È inaccettabile che una madre di un figlio autistico debba subire un tale disinteresse. Poste Italiane ignora principi di equità e inclusione”, aveva denunciato nei mesi scorsi il segretario generale Giuseppe Manfuso, puntando il dito contro la condotta dell’azienda. Un atteggiamento ritenuto non solo scorretto, ma in aperta contraddizione con i principi di responsabilità sociale che un’azienda di servizio pubblico dovrebbe rispettare.
L’ingiustizia era evidente: mentre la lavoratrice vedeva respingere ogni richiesta, altri colleghi venivano trasferiti negli stessi uffici da lei richiesti, scavalcandola senza alcuna motivazione. “Questo comportamento non solo è profondamente scorretto, ma rappresenta una violazione delle tutele che dovrebbero essere garantite ai lavoratori più vulnerabili”, aveva denunciato Manfuso.
Grazie all’impegno congiunto di UILPoste Taranto, della Confederazione territoriale e di quella nazionale, la situazione si è finalmente sbloccata. Il risultato ottenuto non è solo una conquista per la lavoratrice, ma una vittoria che potrà fare da riferimento per altri casi simili in tutta Italia.“Non possiamo permettere che questa diventi un’eccezione. Questa vittoria deve trasformarsi in una prassi consolidata, affinché nessuna famiglia venga lasciata sola in situazioni di difficoltà. La UILPoste sarà sempre al fianco dei lavoratori per garantire rispetto e dignità”, conclude Giuseppe Manfuso.
La UIL Trasporti Taranto, con in prima linea il segretario generale Carmelo Sasso, ha ottenuto un importante risultato nella vertenza riguardante i 140 lavoratori dell’appalto multiservizi del Comune di Taranto. Dopo un’intensa giornata di trattative, la struttura commissariale ha concesso una proroga di tre mesi ai contratti in scadenza il 31 marzo, scongiurando il rischio di licenziamenti e garantendo la continuità occupazionale.
“Inizialmente la proroga sembrava esclusa – dichiara Carmelo Sasso – e ci venivano proposte soluzioni inaccettabili, come l’utilizzo di ammortizzatori sociali che avrebbero ridotto le retribuzioni dei lavoratori. Inoltre, ci veniva prospettata un’interruzione di circa due mesi con la garanzia, tutta da verificare, della clausola sociale. Abbiamo detto chiaramente che questa ipotesi non era percorribile e abbiamo preteso che venisse assunta una decisione responsabile”.
La UIL Trasporti Taranto ha dunque spinto affinché la struttura commissariale adottasse un provvedimento immediato per garantire la proroga dei contratti e solo dopo discutere di soluzioni per il futuro. Dopo momenti di forte tensione tra i lavoratori in presidio sotto Palazzo di Città, è arrivata la convocazione di una nuova riunione con i commissari e i dirigenti comunali, che ha portato alla tanto attesa conferma della proroga fino al 30 giugno.
“Abbiamo ottenuto tre mesi di respiro per questi lavoratori – sottolinea Sasso –. Ora vigileremo affinché il nuovo appalto non sia limitato a sei mesi, ma abbia una durata congrua per dare maggiore stabilità ai dipendenti coinvolti”.
La UIL Trasporti Taranto continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione, mantenendo alta l’attenzione affinché i lavoratori non siano più ostaggio di scelte politiche o amministrative incerte.
