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La testimonianza di Montemurlo scuote l’Italia: “Basta morti sul lavoro, servono verità e giustizia”
TARANTO – È stato un Primo Maggio carico di emozione e consapevolezza quello celebrato ieri a Montemurlo, città simbolo della battaglia per la sicurezza sul lavoro. In una piazza gremita di lavoratrici, lavoratori, giovani, istituzioni e sindacati, il grido è stato uno solo: “Basta morti sul lavoro”. Un messaggio chiaro, netto, potente, lanciato nel giorno in cui tradizionalmente si celebra la festa del lavoro, ma che oggi più che mai si trasforma in occasione di memoria, denuncia e impegno civile.
Protagonista della giornata è stata la storia di Luana D’Orazio, giovane operaia morta a soli 22 anni in un’orditura tessile. A lei è stata dedicata una strada, in presenza della madre Emma Marrazzo, che con la sua testimonianza ha commosso la piazza. Momento fortissimo quando il segretario generale della UIL, PierPaolo Bombardieri, ha mostrato pubblicamente ciò che resta di quella giovane vita spezzata: una scarpa. “Un simbolo, una denuncia, la prova concreta di un sistema che troppo spesso mette il profitto davanti alla vita umana”, ha detto.
Tra le richieste ribadite dai sindacati: l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, una procura speciale per la sicurezza, più ispettori, più controlli e l’obbligo di rispetto delle normative da parte delle imprese. “Non si può più parlare di fatalità – ha affermato Bombardieri – perché queste sono tragedie annunciate. E chi le provoca deve rispondere penalmente”.
Anche da Taranto è arrivata una forte eco di partecipazione. Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL, ha voluto sottolineare come il tema della sicurezza debba essere priorità assoluta anche nel Mezzogiorno:
“Oggi, più che mai, è il momento di rompere il silenzio. A Taranto, come in tutta Italia, servono fatti concreti, non solo cordoglio. Non possiamo più permettere che il lavoro sia sinonimo di morte. Le nostre proposte sono da tempo sul tavolo: chi ha responsabilità politica e istituzionale non può più voltarsi dall’altra parte. Questo Primo Maggio ci restituisce un’immagine chiara: il popolo del lavoro è unito, e chiede sicurezza, stabilità e dignità”.
Oliva ha poi espresso solidarietà alle famiglie delle vittime sul lavoro e ha rinnovato l’impegno della UIL territoriale a vigilare, denunciare e proporre soluzioni:
“Non ci fermeremo. Continueremo a batterci per un lavoro che rispetti la vita, che non uccida, che non sacrifichi più nessuno in nome della produttività”.
Il Primo Maggio 2025 si chiude così, con una piazza che ha saputo trasformare il dolore in voce collettiva. E da Montemurlo a Taranto, il messaggio resta lo stesso: il lavoro deve essere vita, non morte.
Taranto, 2 maggio 2025 – Si è svolto questa mattina all’interno dello stabilimento siderurgico di Acciaierie d’Italia (ex Ilva) un importante incontro tra la segreteria territoriale della UILM Taranto, una delegazione di RSU di fabbrica e degli appalti, il segretario generale della UILM nazionale, Rocco Palombella, e il segretario territoriale della UILM TARANTO, Davide Sperti. All’incontro ha partecipato anche il coordinatore generale della UIL Taranto, Gennaro Oliva.
In un clima di partecipazione e consapevolezza, il segretario della UILM di Taranto Davide Sperti ha ribadito con fermezza la posizione del sindacato rispetto alla procedura di vendita in corso, denunciando la totale mancanza di trasparenza sulle trattative in atto: “Questa è una fase cruciale dove oltre a restare sempre molto attenti rispetto alle fasi della vendita diretta, dobbiamo prioritariamente mantenere un confronto costante con i lavoratori che possa trasmettere sempre la verità dei fatti. Come fatto in passato, a maggior ragione in un momento così delicato pretendiamo le soluzioni necessarie a tutela di tutti i lavoratori diretti, di Ilva in As e del sistema degli appalti. Non si fanno scelte irreversibili a danno di migliaia di vite umane.
Dopo 13 anni di vergognosa vertenza i lavoratori devono essere al centro di ogni tipo di discussione che riguardi il loro futuro, perché è esclusivamente grazie alla loro resistenza se lo stabilimento di Taranto è ancora in piedi nonostante tutto”.
“Qualsiasi percorso – ha dichiarato Gennaro Oliva – deve ripartire dall’accordo del 6 settembre 2018. È lì che si garantisce la tutela dei lavoratori diretti, di quelli in amministrazione straordinaria e dell’intero indotto. Non ci interessano soluzioni calate dall’alto: la dignità delle persone viene prima di qualsiasi logica industriale.”
Un appello forte anche sul fronte della salute e della giustizia sociale. La UILM, proprio a Taranto, ha avviato da anni le battaglie per il riconoscimento dei danni da esposizione a fibre di amianto e agenti cancerogeni, ottenendo tavoli istituzionali e audizioni presso la Commissione Sanità della Regione Puglia. “Non smetteremo di chiedere verità e risarcimenti per chi ha subito danni irreparabili. Questa è una battaglia che ci identifica e che non abbandoneremo mai”, ha aggiunto Oliva.
Parole chiare anche dal segretario generale della UILM, Rocco Palombella, che ha partecipato all’assemblea con i delegati nello stabilimento.
“La vertenza è a uno snodo fondamentale per il futuro ambientale, occupazionale e industriale di Taranto e dell’intero Paese – ha affermato Palombella – Le prossime settimane saranno decisive: vogliamo conoscere il piano di Baku nel dettaglio, vogliamo risposte concrete per i lavoratori e il territorio. Non accetteremo accordi preconfezionati, la UILM pretende di essere coinvolta e di partecipare attivamente a ogni fase del confronto.”
Palombella ha poi lanciato un appello alla responsabilità istituzionale: “Siamo a un punto cruciale per il destino di oltre 20mila lavoratori, tra diretti, indiretti e appalto. Non c’è più tempo da perdere: è il momento delle scelte e della responsabilità. Per i lavoratori, per l’ambiente, per l’occupazione e per l’industria. La UILM non arretrerà di un passo.”
La giornata si è conclusa con l’impegno condiviso di proseguire la mobilitazione, a tutti i livelli, per garantire che il futuro dell’ex Ilva sia costruito nel rispetto della dignità del lavoro e del diritto alla salute. La UILM e la UIL restano un presidio insostituibile al fianco delle persone.
Il Segretario Generale Giuseppe Andrisano commenta l’incontro con il Comando Interregionale Marittimo Sud
Taranto, 30 aprile 2025 – Si è svolto ieri, su iniziativa dell’Ammiraglio Vincenzo Montanaro, Comandante del Comando Interregionale Marittimo Sud, un incontro di rilievo che ha visto il coinvolgimento inedito di tutti i responsabili degli Enti e Comandi del territorio di Taranto sotto la giurisdizione del Comando Marittimo. Un’occasione utile per discutere il futuro della Marina Militare nella nostra città, in vista del confronto nazionale ormai prossimo.
“Abbiamo ribadito con forza – dichiara Giuseppe Andrisano, segretario generale UILPA Taranto – che siamo arrivati a un punto di non ritorno. Non si può più rinviare la scelta politica sul mantenimento del ruolo pubblico della manutenzione navale e del supporto operativo. Attorno a questi comparti ruotano circa tremila lavoratori tra personale diretto e indotto. Non parliamo solo di numeri, ma della tenuta sociale ed economica di un’intera comunità.”
Durante l’incontro, UILPA ha riportato al centro del dibattito la necessità di rivedere la Legge 244/2012, che ha colpito duramente il personale civile della Difesa.
“È inaccettabile – continua Andrisano – che una norma abbia cancellato 10.000 posti di lavoro senza prevedere un piano di ricambio. Taranto ha bisogno di almeno 2.000 nuove assunzioni. Serve un piano straordinario, snello, basato sulle reali esigenze del territorio, che metta al centro le professionalità e garantisca futuro a chi vuole restare e lavorare qui.”
Un altro punto chiave è l’assenza di una strategia industriale adeguata.
“Non si può pensare al futuro – afferma Andrisano – senza un piano industriale aggiornato, che risponda ai cambiamenti tecnologici e preveda percorsi formativi seri e mirati. Solo così possiamo ridurre il ricorso all’esternalizzazione, che sta impoverendo il know-how interno e favorendo interessi privati a scapito dell’occupazione pubblica.”
UILPA Taranto ha anche rilanciato la proposta di localizzare nel capoluogo ionico parti delle costruzioni navali previste dalla Legge Navale.
“Taranto – aggiunge – può e deve essere un polo di eccellenza. Se si portassero qui lavorazioni oggi svolte altrove, si aprirebbero reali prospettive occupazionali per il territorio. Non servono promesse, ma scelte coraggiose.”
Attenzione è stata posta anche sul personale ex militare transitato nei ruoli civili.
“Parliamo di lavoratori che hanno subito limitazioni sanitarie e che spesso operano in condizioni difficili. A loro dobbiamo garantire formazione, sicurezza, e il diritto al rientro nelle sedi di origine. Non possiamo lasciarli soli”, denuncia Andrisano.
Infine, il sindacato ha puntato il dito contro il divario salariale tra personale militare e civile.
“È una vergogna che i salari dei civili restino fermi, e che il tetto al salario accessorio imposto dalla legge Madia continui a penalizzare i lavoratori. Questo gap va colmato, se davvero si vuole riconoscere pari dignità e professionalità a chi ogni giorno manda avanti la macchina dello Stato”, conclude il segretario generale.
“Per tutte queste ragioni – chiosa Andrisano – chiediamo che il Comando Marittimo si faccia carico delle istanze espresse dal territorio e dalle organizzazioni sindacali. Ora servono i fatti. Taranto non può più aspettare. Il processo di civilizzazione del Ministero della Difesa passa anche da qui.”
La Festa dei Lavoratori si celebra nel segno dell’impegno per i diritti, la sicurezza e la dignità di chi lavora. Il Coordinatore Generale della UIL Taranto: “La precarietà è una ferita sociale, la Costituzione deve tornare a essere il faro”
In occasione della Festa dei Lavoratori del 1° Maggio, la UIL Taranto sarà presente con il suo Coordinatore Generale Gennaro Oliva a Prato per riaffermare con forza il diritto a un lavoro stabile, sicuro e dignitoso. Un appuntamento non solo simbolico, ma carico di significato, in una città e in un territorio dove troppo spesso il lavoro è sinonimo di precarietà, sfruttamento o assenza di tutele.
Il tema scelto quest’anno da CGIL, CISL e UIL per celebrare la giornata è “Sicurezza e Salute nei luoghi di lavoro”, un’urgenza sempre più drammatica in Italia. “Difendere la vita, la dignità e i diritti dei lavoratori è una responsabilità comune”, ha dichiarato Gennaro Oliva, che sarà presente alle celebrazioni per portare la voce dei lavoratori tarantini.
“In questo Primo Maggio – ha affermato Oliva – rinnoviamo il nostro impegno per un lavoro che sia davvero sicuro, stabile e dignitoso. La nostra battaglia contro i lavoratori fantasma – precari, in nero, invisibili – è una lotta per restituire dignità a milioni di persone. La precarietà non è solo una condizione lavorativa: è una ferita sociale che mina il futuro di intere generazioni.
Troppi cassintegrati a Taranto, troppe vertenze nel territorio ionico che vanno avanti da anni e che la UIL con forza richiede siano finalmente definite. Non si può più aspettare: serve salvaguardare il lavoro e il patrimonio di competenze che rischia di andare disperso in una pericolosa spirale di rassegnazione e abbandono.”
Al centro dell’attenzione anche la campagna nazionale della UIL “No ai lavoratori fantasma”, nata per accendere i riflettori su una realtà spesso ignorata: in Italia si stima che siano circa tre milioni le persone impiegate in nero, senza tutele, senza garanzie, senza futuro.
La denuncia della UIL si accompagna a proposte concrete: maggiori controlli, sanzioni efficaci, incentivi all’emersione e soprattutto una riforma del mercato del lavoro che ponga fine all’abuso dei contratti atipici e intermittenti.
“La nostra Costituzione – ha ricordato Oliva – ci guida in questa battaglia. L’articolo 36 garantisce una retribuzione sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa; l’articolo 4 riconosce a tutti il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. È tempo di trasformare questi principi in realtà quotidiana per ogni lavoratore e lavoratrice. E anche il monito del Capo dello Stato, Sergio Mattarella non può essere lasciato inascoltato. I salari dei lavoratori, ha ammonito Mattarella, sono troppo bassi, molte famiglie sono in difficoltà, stentano. È un grande problema per l’Italia.”
Celebrazioni anche a livello nazionale
Come da tradizione, il 1° Maggio sarà celebrato anche con tre comizi principali: il Segretario Generale della UIL, PierPaolo Bombardieri, concluderà l’evento a Montemurlo (Prato); Maurizio Landini (CGIL) sarà a Roma, ai Fori Imperiali, mentre Daniela Fumarola (CISL) interverrà da Casteldaccia, in provincia di Palermo.
Le manifestazioni prenderanno il via dalle ore 10:00 con la partecipazione di delegate, delegati e pensionati delle tre sigle. Gli interventi conclusivi saranno trasmessi in diretta su Rai 3 e visibili anche nelle piazze.
Il lavoro è la base della Repubblica
In un’Italia che ogni anno conta centinaia di morti sul lavoro e milioni di lavoratori in condizioni precarie, la Festa del Lavoro non è solo una ricorrenza, ma un’occasione per richiamare tutti – istituzioni, politica, imprese – alle proprie responsabilità.
“La Repubblica è fondata sul lavoro”, recita l’articolo 1 della Costituzione. Ma il lavoro, per essere davvero fondante, deve essere sicuro, retribuito equamente, tutelato nella sua dignità. È questa la sfida che la UIL Taranto rilancia in questo 1° Maggio: dare voce e forza a chi non ne ha.
Frisenna, Loiudice, Fiore e Oliva guidano il confronto tra numeri, diritti e futuro del lavoro
Taranto, 29 aprile 2025 – Si è svolto questa mattina, presso la sede del Formedil Cpt di Taranto, il Consiglio Territoriale della FENEALUIL, la categoria della UIL che rappresenta i lavoratori dell’edilizia e dei settori affini. Un appuntamento di straordinaria rilevanza, alla presenza del Segretario Nazionale Organizzativo Pierpaolo Frisenna, del Segretario Generale FENEALUIL Puglia Saverio Loiudice, del Segretario Generale Territoriale Ivo Fiore, del tesoriere territoriale Paola Esposito e con la partecipazione del coordinatore UIL Taranto Gennaro Oliva.
Tra i punti all’ordine del giorno, la discussione sul bilancio consuntivo 2024 e sul preventivo di spesa per il 2025, ma anche e soprattutto un’analisi della situazione politico-organizzativa del territorio jonico. Il dibattito ha offerto uno spaccato lucido e preoccupato delle criticità che ancora oggi gravano sul mondo del lavoro tarantino, a partire dalla vertenza ex Ilva, tema centrale e irrinunciabile per il sindacato.
«La FENEALUIL si conferma una delle principali organizzazioni di categoria a livello nazionale per numero di iscritti, un risultato che testimonia l’efficacia del lavoro svolto sul territorio, in particolare dalla segreteria di Taranto e dalle RSU aziendali», è stato evidenziato nel corso dei lavori. Un riconoscimento che dà valore all’impegno quotidiano del sindacato sui luoghi di lavoro, nelle vertenze, nella difesa della dignità dei lavoratori.
Dalla riunione è emersa forte la preoccupazione per i fenomeni di precarizzazione in corso, a cominciare dal ricorso sempre più diffuso ai contratti multiservizi, che penalizzano i lavoratori in termini di sicurezza e salario. «Si tratta – è stato detto – di un dumping contrattuale che non possiamo più tollerare: a parità di mansioni, i diritti non possono essere negoziati al ribasso».
Altro tema cardine affrontato è stato quello della sicurezza, con particolare attenzione all’emergenza amianto. A tal proposito, il coordinatore UIL Taranto Gennaro Oliva ha annunciato l’intenzione di chiedere un nuovo incontro presso la Commissione Sanità della Regione Puglia, presieduta da Mauro Vizzino, per rilanciare la questione dell’estensione dei benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto. Un tema che la UIL, a tutti i livelli, considera una battaglia di civiltà.
Inoltre, Oliva ha sottolineato l’importanza di fare rete all’interno dell’organizzazione: «Lavorerò per unire tutte le categorie, affinché ogni iniziativa trovi il sostegno e la forza dell’intera UIL. Uniti si vince».
Il Consiglio Territoriale si è concluso con un messaggio chiaro e unitario: rafforzare la rappresentanza, consolidare l’azione sindacale nei luoghi di lavoro, e portare avanti con determinazione le vertenze aperte, a tutela di ogni singolo lavoratore. La FENEALUIL Taranto c’è, è presente e continuerà ad esserci.
28 aprile 2025 – Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro
In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la UIL di Taranto rinnova con forza il proprio impegno per la tutela della vita dei lavoratori e delle lavoratrici, ribadendo l’urgenza di promuovere una cultura della prevenzione che riduca infortuni, malattie professionali e rischi emergenti.
«Celebrare questa giornata non deve essere solo un rito – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore generale UIL Taranto – ma un richiamo forte alla responsabilità di tutti: istituzioni, imprese, cittadini. I dati ci raccontano una realtà drammatica che non possiamo più tollerare.»
I numeri parlano chiaro: nei primi due mesi del 2025 sono stati 101 i morti in occasione di lavoro in Italia, 10 in più rispetto allo stesso periodo del 2024, con un incremento dell’11%, che arriva al 16% includendo anche gli incidenti in itinere, per un totale di 138 vittime. La Puglia, con 10 decessi (+150%), resta tra le regioni con la più alta incidenza di mortalità. Un fenomeno che colpisce soprattutto i lavoratori più anziani, quelli stranieri e i settori tradizionalmente più esposti come manifattura, costruzioni e trasporti.
«È una strage silenziosa che non può e non deve essere normalizzata – prosegue Oliva –. Non possiamo abituarci a leggere ogni giorno di persone che non fanno più ritorno a casa dopo il lavoro. Servono più ispezioni, più formazione e pene severe per chi mette a rischio la vita degli altri.»
La UIL, con la sua campagna “Zero morti sul lavoro”, lanciata nel 2021, continua a battersi per un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario: nessuno deve più morire lavorando. Una battaglia civile e culturale che ha ricevuto anche il sostegno di Papa Francesco, che ha pubblicamente sposato la causa della UIL, ricordando come “ogni vita persa sul lavoro è una sconfitta per tutta l’umanità”. Messaggio questo che la UIL ha rilanciato dalla rotonda del lungo mare di Taranto a febbraio scorso durante la carovana nazionale “No ai lavoratori fantasma”.
«Il sostegno di Papa Francesco – sottolinea Oliva – ci ha dato ancora più forza: la vita umana deve essere posta sempre al di sopra di ogni interesse economico. Non possiamo rassegnarci a pensare che sul lavoro si possa morire.»
La UIL chiede alle istituzioni un impegno concreto: rafforzamento degli organi di controllo, più investimenti nella prevenzione e nella formazione, piena applicazione delle norme sulla sicurezza e un piano straordinario per la tutela di chi lavora, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
Anche se complessivamente le denunce di infortunio sono diminuite del 3,4%, il rischio rimane altissimo. I settori più colpiti restano quelli della manifattura, della sanità, dell’edilizia e dei trasporti.
«Taranto, come tutta la Puglia, conosce fin troppo bene il prezzo pagato in termini di vite umane – conclude Oliva –. Il lavoro deve essere dignità, non tragedia. Continueremo a batterci ogni giorno finché non sarà raggiunto l’obiettivo di ZERO morti sul lavoro. È una sfida che riguarda tutti noi, e che dobbiamo vincere.»
