Arsenale M.M. – Inaugurato l’hub logistico-manutentivo della Leonardo S.p.A.

NOTA INTRODUTTIVA AL COMUNICATO:

L’11 settembre scorso è stato inaugurato presso l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto un hub logistico gestito dalla Leonardo S.p.A. per la manutenzione e lo stoccaggio dei materiali del Sistema di combattimento UU.NN. classe FREMM.

Tuttavia, le sigle confederali con i segretari tarantini di categoria Grazia Albano (FP CGIL), Massimo Ferri (CISL FP) e Giuseppe Andrisano UILPA, evidenziano nella nota una crescente preoccupazione per il ruolo marginale che l’Arsenale di Taranto sta assumendo nel contesto del cosiddetto “Mediterraneo allargato”. Nonostante finanziamenti per modernizzazione e potenziamento, il personale dell’Arsenale non ha ricevuto formazione adeguata per i nuovi sistemi, e il numero di assunti è limitato. Le scelte politiche sembrano relegare il personale civile a un ruolo marginale, nonostante abbia sempre garantito l’efficienza necessaria. Inoltre, si evidenzia una crescente esclusività della Leonardo nei lavori di manutenzione, a costi notevolmente superiori. Il Sindacato si propone di riappropriarsi di aree simbolo dell’Arsenale e di internalizzare attività gradualmente perse.




COMUNICATO STAMPA

L11 settembre presso l’Arsenale di Taranto è stato inaugurato l’hub logistico per la manutenzione e lo stoccaggio materiali del Sistema di combattimento UU.NN. (Unità Navali) classe FREMM gestito dalla Leonardo S.p.A., alla presenza della Direzione Arsenale del Comando Logistico M.M. e dei rappresentanti dell’Azienda.

Quanto da oltre un ventennio paventato dalle Organizzazioni Sindacali Territoriali e dalle RSU nel documento del 2000 denominato “Vertenza Arsenale” si sta avverando nella perdita del ruolo da protagonista dell’Arsenale di Taranto che dovrebbe essere collocato all’interno di quello scenario di elevato interesse che ricordava l’ex Ministro Guerini viene definito di “Mediterraneo allargato” tant’è che lo stabilimento, almeno a parole, è sempre stato individuato come Polo Strategico fondamentale mentre i fatti contraddicono gli impegni assunti.

A fronte di significativi finanziamenti previsti dalle Leggi di Bilancio che hanno consentito lo sviluppo dei programmi di ammodernamento, potenziamento e rilancio della Difesa, il personale non è stato destinatario di quella necessaria formazione sui nuovi sistemi/apparati per acquisire il know-how da trasferire ai nuovi assunti, per quanto al momento in numero ridotto.

Nonostante le sfide derivanti dal mutevole quadro geo-politico che sono a fondamento del Modello Difesa, le scelte politiche hanno relegato il personale civile in un ruolo marginale sebbene quest’ultimo abbia sempre assicurato i livelli di efficienza necessari agli impegni operativi e di stabilizzazione della Forza Armata.

Alla prevedibile obiezione che Leonardo e Fincantieri sono aziende pubbliche e che pertanto non si può parlare di “privatizzazione” il sindacato risponde con almeno due dati di fatto.
Il primo: gli interventi di manutenzione e riparazione dei Sistemi di Combattimento, sino a poco tempo fa garantiti con le professionalità dell’Arsenale, oramai ridotto ai minimi termini, sarà sempre più esclusiva della Leonardo a costi decuplicati rispetto agli interventi gestiti con maestranze interne dello Stabilimento.

Ricordiamo a tal proposito che la riforma Andreatta- Saragozza degli anni ‘90 e la legge n. 244 del 2012, ancora in vigore, basate entrambe sul criterio del costo-efficacia e risparmi di spesa per la stabilità programmatica delle risorse finanziarie, hanno determinato la contrazione/riduzione delle dotazioni organiche da raggiungere nel 2024 incidendo profondamente sull’attuale carenza del personale riducendone la capacità operativa. Tutto ciò mal si coniuga con la limitazione degli impatti economici ed ottimizzazione delle risorse attraverso il contenimento dei costi rispetto all’affidamento delle attività alle citate Aziende, anche se il maggior azionista è il MEF, se agissero in regime di monopolio.

La seconda obiezione: L’Arsenale rappresenta una doverosa opportunità di sviluppo per un territorio che è importante ricordare ha ceduto 90 ettari all’Arsenale ai quali vanno aggiunti i

30 ettari di area demaniale ove è stata realizzata la Stazione Navale di Mar Grande oltre a sommare tutti gli altri Enti; una città e una provincia che pertanto meritano e pretendono la salvaguardia dei livelli occupazionali e di ricchezza sui quali in passato si è basata in parte l’economia ed il benessere del nostro capoluogo, occupazione che le Aziende che non sono del territorio non garantiscono.

Pur consapevoli che le attuali carenze organiche e le inevitabili difficoltà che ne conseguono, al momento non ci consentono di contrastare adeguatamente l’assegnazione di aree dell’Arsenale alla Leonardo, resta immutato l’obiettivo del Sindacato di riappropriarsi dei luoghi simbolo dell’Arsenale quali ad esempio l’officina Artiglieria oggetto per venti anni di progetti di ristrutturazione faraonici, mai realizzati, e oggi ceduta per l’HUB mentre i motoristi dello stabilimento sono stati allocati in altro Reparto, ma soprattutto di internalizzare quelle attività che gradualmente sono state perse

UIL: Sostegno totale alla Pigiama Run della LILT a Taranto

La sezione di Taranto dell’Unione Italiana del Lavoro (UIL) esprime il suo pieno sostegno e partecipazione alla Pigiama Run organizzata dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) che si terrà il prossimo 15 settembre a Taranto.

L’evento, giunto alla quinta edizione, rappresenta un momento significativo di mobilitazione e sensibilizzazione nei confronti dei bambini malati di tumore. La Pigiama Run, attraverso una corsa-camminata non competitiva in abiti da letto, mira a raccogliere fondi destinati all’Associazione Genitori di Taranto, a supporto delle necessità del reparto di Oncoematologia Pediatrica “Nadia Toffa” presso l’ospedale SS. Annunziata.

La UIL – Coordinamento Pari Opportunità, tra i partner locali dell’evento, riconosce l’importanza di iniziative come questa che mettono in luce il coraggio e la forza dei bambini affetti da questa difficile malattia. Indossare un pigiama in segno di solidarietà rappresenta un gesto simbolico di vicinanza e supporto concreto.

“La UIL di Taranto è orgogliosa di associarsi a questa iniziativa di grande valore umano e sociale” ha dichiarato Doriana Caleandro, coordinatrice della Pari Opportunità. “Sostenere i bambini affetti da tumore e le loro famiglie è una priorità per noi, e la Pigiama Run rappresenta un modo tangibile per contribuire a migliorare le condizioni di chi si trova a combattere questa difficile battaglia.”

L’appuntamento è fissato alle ore 17:30 in piazza Garibaldi, dove i partecipanti riceveranno un pacco-gara contenente omaggi degli sponsor. La sfilata, condotta in un’atmosfera di festa e solidarietà, attraverserà diverse vie del centro cittadino per culminare nuovamente in piazza Garibaldi.

Per partecipare all’evento è possibile iscriversi visitando la pagina dedicata a Taranto sul sito pigiamarun.it o contattando il numero 349.8850999. Il contributo minimo per la raccolta fondi è di 15,00 euro.

La UIL di Taranto invita tutti i suoi membri e la cittadinanza a partecipare numerosi a questa giornata speciale, affinché insieme possiamo contribuire concretamente a sostenere i bambini e le famiglie colpite dalla malattia.

Porto, chiesto il rifinanziamento per TPWA

L’Autorità Portuale del Mar Ionio ha ufficialmente avanzato la richiesta di proroga fino al 2025 per la Taranto Port Workers Agency (TPWA), l’agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e la riqualificazione professionale. La TPWA attualmente gestisce 339 lavoratori provenienti dalla precedente concessionaria del terminal container per conto di Evergreen.

La richiesta, indirizzata ai ministeri delle Infrastrutture e Trasporti, del Lavoro e della Coesione, nonché alla presidenza della Regione Puglia, è stata formalizzata dal presidente dell’Autorità, Sergio Prete. La proroga biennale è finalizzata a garantire una graduale ricollocazione del personale, fornendo loro un reddito minimo in attesa di trovare nuove opportunità lavorative.

Carmelo Sasso, Segretario Uil Trasporti, ha dichiarato: “Speriamo di ottenerla. Dovrebbero prorogarcela. A breve, intanto, convocheremo i nostri parlamentari e a tutti loro chiediamo di darci una mano. Alla luce degli investimenti che siamo riusciti ad ottenere grazie al lavoro di Zes Ionica e Autorità portuale, dobbiamo asciugare il bacino di coloro che non sono stati ancora rioccupati. La TPWA non è uno strumento assistenziale, ma di politica attiva del lavoro. La nuova Agenzia? Non ho elementi nuovi perché è una vicenda che segue direttamente l’Authority. E comunque gli step erano prima la proroga della TPWA e poi la nuova Agenzia. Che ci sia o meno quest’ultima, la proroga ci serve lo stesso”.

La richiesta di proroga della TPWA è stata accolta positivamente dal sindaco e presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, che ha sottolineato l’importanza di garantire un reddito minimo ai lavoratori in attesa di nuove opportunità occupazionali. La proroga della TPWA rappresenta un passo fondamentale per assicurare continuità occupazionale in un’area in costante espansione.

Nel frattempo, l’Autorità ha avviato la creazione di una seconda agenzia per il lavoro portuale coinvolgendo le imprese, ma si trova in attesa di pareri vincolanti da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e della Corte dei Conti. La nuova agenzia, se approvata, potrà assorbire solo parzialmente il personale attualmente iscritto negli elenchi della TPWA.

UILTRASPORTI TARANTO NON PRESENTE ALLA CERIMONIA DI PRESENTAZIONE DEI 56 NUOVI AUTOBUS DI KYMA MOBILITA’

“Alle cerimonie sfarzose in favore di telecamere e social continuiamo a preferire il rispetto per i lavoratori e delle relazioni sindacali”



Uiltrasporti Taranto intende evidenziare e motivare la propria assenza alla cerimonia di presentazione dei 56 nuovi autobus di Kyma Mobilità avvenuta in data 6 settembre 2023.
A intervenire per la categoria della UIL sono Giuseppe Fumarola RSA Kyma Mobilità, Antonio Schiano segretario territoriale TPL e Carmelo Sasso segretario generale.

Tale assenza – spiegano Fumarola, Schiano e Sasso – è dovuta alle pessime relazioni industriali in virtù delle quali il personale dipendente è ricorso, in più circostanze negli ultimi tempi, ad azioni di sciopero.

Sebbene accogliamo di buon grado, ovviamente, il ringiovanimento della flotta, seppur con risorse governative del tutto estranee all’azienda o alla proprietà, non possiamo esimerci dall’evidenziare come, ad esempio, le cabine di guida “protette” che ieri erano sbandierate come una attenzione alla sicurezza degli operatori siano state adottate dall’azienda dopo solo tre iniziative di sciopero dei lavoratori che tramite il sindacato proponevano e rivendicavano tale soluzione contro il volere aziendale.

Riteniamo, inoltre, che al prossimo 14 settembre si stia giungendo in maniera troppo affrettata all’attivazione del nuovo capolinea a Cimino, dopo anni di ritardo e annunci roboanti.
Tale attivazione comporterà inevitabilmente variazioni in termini di percorsi (quindi di km) e tempi di percorrenza (quindi di carico di lavoro) a gran parte delle linee aziendali.

Ben vengano le innovazioni di logistica digitale introdotte, quali la bigliettazione elettronica e il park & ride, annunciato già tre volte fin dal lontano 2021 e il contestuale spostamento del terminal da via Consiglio a Cimino, ma ciò che aspramente si contesta sono le modifiche unilaterali che la direzione d’esercizio ha adottato senza sentire il Sindacato. Rammentiamo a noi stessi come il rispetto dei ruoli e degli accordi, in un dialogo costruttivo, generi un ambiente lavorativo salubre e risultati in termini di qualità del servizio offerto alla cittadinanza. Condizioni ad   oggi totalmente assenti in Kyma Mobilità.

Restiamo in attesa di conoscere poi come si intenda reinvestire l’importante utile di bilancio conseguito che ad oggi ha prodotto solo un effetto positivo, cioè quello di incrementare ulteriormente la premialità che spetta ai dirigenti aziendali.

Pur apprezzando il consueto savoir faire e il garbo del Presidente Giorgia Gira che, a differenza del suo predecessore, ha avuto la cura e l’attenzione di invitarci, chiediamo che Lei si adoperi sulla dirigenza per risvegliare quel sentimento di rispetto dei lavoratori da troppo tempo sopito.

Alle cerimonie sfarzose – conclude UIL TRASPORTI-  in favore di telecamere e social continuiamo a preferire il rispetto per i lavoratori e quindi torneremo a parteciparvi, forse, quando Kyma Mobilità e soprattutto i suoi dirigenti inizieranno, senza infingimenti e strumentalizzazioni, un dialogo costruttivo nel merito con i lavoratori e con i loro rappresentanti.

Crisi Cemitaly – Richiesta al Ministro del Lavoro altro anno di Cassa

Ma è corsa contro il tempo: mancano poco meno di 10 giorni per mettere in sicurezza il reddito di 40 famiglie.

Si è tenuto stamane, mercoledì 6 settembre,  l’incontro sulla vertenza dei lavoratori Cemitaly, ex Cementir, in Regione Puglia presso la Task Force Lavoro presieduta dal dottor Leo Caroli con la presenza delle Organizzazioni Sindacali, azienda e rappresentanti istituzionali dell’Ente regionale.
L’incontro è stato necessario visto l’approssimarsi di una data che sa di spada di Damocle: il prossimo 15 settembre scadrà la cassa integrazione straordinaria per transizione occupazionale, il che vorrà dire mettere in serio pericolo il futuro di 40 famiglie.

“La delicatezza del contesto vertenziale legato al cementificio, – ha detto Pietro Pallini, coordinatore della UIL TARANTOci pone dinnanzi all’imprescindibile necessità di ricercare un ammortizzatore sociale a tutela delle 40 famiglie di lavoratori appartenenti a questo bacino”.

“Tre sono state le procedure messe in campo, – spiega il Numero Uno di via Dante – dal lontano 2018, per tutelare i lavoratori. I primi 12 mesi attraverso una Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per cessazione d’impresa; per i secondi 12 mesi con un’ulteriore CIGS per transizione occupazionale e, grazie all’ intensa discussione odierna, le parti hanno esplorato e condiviso un accordo per ulteriori 12 mesi di CIGS, dal 16 settembre prossimo, per area di crisi complessa industriale”.

“Un’opportunità che, avvalorata e ratificata come necessario, – continua Pallini – peraltro senza che nulla sia ancora del tutto scontato, occorrerà sottoporre al competente Ministero del Lavoro per la conseguente auspicata concessione.  Sono infatti state dichiarate al tavolo regionale da parte del responsabile della Task force, le necessarie disponibilità economiche in pancia alla Regione Puglia. “In sintesi, – conclude il coordinatore tarantino – quella di oggi è stata una giornata all’insegna della responsabilità, con sicuramente un elemento in più per provare a tirare un barlume di respiro per questi lavoratori, ma occorrerà da parte di tutti mirare a una visione futura tesa a insistere per ricercare ogni possibilità/opportunità per mettere fine alla sofferenza di queste 40 famiglie. Quella di Cemitaly rappresenta purtroppo una brutta pagina di storia che, con il disimpegno dell’azienda, ha segnato la fine di un altro pezzo di industria tarantina”.

Aggressioni al personale sanitario, istituito presso il “Valle d’Itria” una postazione fissa di Polizia.

Maldarizzi (UIL FPL): “Un passo in avanti per la sicurezza degli operatori sanitari”

Non si è fatta attendere la risposta da parte del Direttore Generale dell’ASL di Taranto, il dottor Vito Gregorio Colacicco, alla richiesta avanzata dalla UIL FPL di Taranto circa l’istituzione di una postazione fissa di Polizia presso il Presidio Ospedaliero “Valle d’Itria” di Martina Franca.
A chiedere la presenza delle Forze dell’Ordine era stato il subcommissario della UIL Federazione Poteri Locali comparto Sanità, Giovanni Maldarizzi, dopo l’ultima aggressione, in ordine di tempo, subìta a colpi di bottiglia nei confronti di un operatore sanitario a fine luglio.
“Apprendiamo con grande soddisfazione – commenta Giovanni Maldarizzi – la pronta risposta alla nostra richiesta di dotare il pronto soccorso dell’ospedale di Martina Franca di una postazione permanente di Polizia. Esprimiamo nei confronti della Direzione Generale della ASL di Taranto, del Direttore Sanitario e Amministrativo grande soddisfazione in merito al tema della sicurezza degli operatori sanitari che, come ci raccontano le cronache, negli ultimi tempi sono oggetto di atti di gratuita violenza da parte di pazienti e parenti i quali riversano su costoro colpe che risiedono in scelte politiche scellerate e che da tempo ormai denunciamo in ogni sede istituzionale”.

E continua: “In data 4 settembre abbiamo appreso dell’insediamento del corpo di Polizia presso l’ospedale martinese che avrà il compito di garantire la sicurezza degli operatori ma anche dei cittadini. Nonché della volontà da parte della Direzione Generale di incrementare il servizio di vigilanza con l’aumento del personale in tutti i presidi ospedalieri dell’arco jonico.
Un plauso ci sentiamo di rivolgerlo anche al Questore di Taranto, il dottor Massimo Gambino, per la prontezza con la quale ha affrontato questa problematica”.


Conclude il subcommissario UIL FPL TARANTO: “Quella della sicurezza del personale medico, infermieristico, ausiliario e OSS non è solo la priorità ma è diventata l’emergenza a Taranto. E solo con la sinergia delle parti, con l’impegno di tutti, potremmo evitare che simili episodi di cronaca si verifichino ancora”.

La UIL per i bambini malati di tumore

🔵 Per sentirci più vicini ai bambini malati di tumore la UIL di Taranto appoggia l’iniziativa.

🕺👩‍🦽🏃🤸‍♀️Corri, cammina, danza, saltella, piroetta. E se hai qualche limitazione fisica, vieni tranquillamente in carrozzina.

Insomma, fa’ quello che vuoi, ma fallo in #pigiama!❤Iscriviti ora alla #pigiamarun della #Lilt. A #Taranto aiuteremo i bambini malati del reparto di Oncoematologia Pediatrica “Nadia Toffa” del SS. Annunziata.

✅Clicca qui per saperne di più 👉https://www.pigiamarun.it/taranto/Lilt Taranto

🫵🏻 Oppure vienici a trovare presso la nostra sede UIL TARANTO in Piazza Dante n° 2 (Bestat) Lunedì 11 dalle 16.30Mercoledì 13 dalle 11.00

UIL FPL – Adeguamento del CCNL dei dipendenti comunali e provinciali

UIL FPL TARANTO : “Si attivino con celerità assoluta gli organi tecnico-amministrativi per aprire e chiudere la contrattazione aziendale prima della fine del 2023 e non l’ultimo giorno dell’anno”.

Una lettera aperta e accorata per sbloccare l’adeguamento dei contratti di lavoro dei dipendenti del Comune di Taranto e dell’Ente Provincia. È quanto richiede la segreteria territoriale tarantina della UIL FPL con Giuseppe Zingaropoli attraverso una missiva indirizzata a Rinaldo Melucci il quale riveste il doppio incarico di Sindaco della Città bimare e Presidente dell’Ente di via Anfiteatro.

Caro Sindaco e Presidente della Provincia – scrive Giuseppe Zingaropoli –  premesso che questo sindacato ha attraversato anche il dissesto dell’Ente Comune di Taranto, tanto da essere presente anche attraverso il sottoscritto al tavolo nazionale di avvio della fase di riequilibrio economico-sociale con il sottosegretario Boccia e il Commissario Straordinario Blonda, tutto ciò posto, si rivolge appello, all’Istituzione e non alla persona, che tende a sensibilizzarla in merito alla gestione del personale e conseguentemente dei servizi erogati dai due Enti da Lei presieduti in questo difficile momento storico per la comunità Jonica”.

E continua Zingaropoli: “Non è possibile che nei due Enti Locali più grandi della Provincia di Taranto ancora non sia partita la fase contrattuale aziendale nel rispetto del nuovo CCNL. Questo determina un’atmosfera lavorativa nella erogazione dei servizi di fibrillazione continua dei dipendenti e conseguentemente dei Cittadini. Situazione questa già vissuta nella fase di applicazione del passato CCNL 2016 – 2018 che si è sbloccata eccezionalmente grazie a solo questa Organizzazione Sindacale alla data ultima del 31 dicembre 2019. Sottoscrizione aziendale che ha permesso in questi anni una giusta erogazione dei vari istituti contrattuali a tutti i dipendenti con lievi aggiustamenti effettuati annualmente con i contratti economici”.
Dare certezza ai lavoratori, sia dirigenti che non, per l’erogazione degli istituti contrattuali e con particolare riguardo alla Formazione Continua può mitigare le difficoltà quotidiane che si affrontano con grave carenza di personale e aumento quotidiano delle varie competenze affidate agli Enti Locali di ‘prossimità’”.

Conclude la segreteria della UIL FPL TARANTO: “Con la presente pertanto Le chiediamo di attivare con celerità assoluta gli organi tecnico amministrativi, degli Enti da Lei Presieduti, per aprire e chiudere la contrattazione aziendale prima della fine del 2023 e non l’ultimo giorno dell’anno.

Nel caso in cui assisteremo a un ulteriore immobilismo da parte delle delegazioni trattanti di parte pubblica, saremo costretti ad abdicare alla nostra moderazione riassumendo le nostre prerogative sindacale.

ASSEMBLEA COMPARTO SANITA’ – 8 SETTEMBRE

DALLA SCHIAVITÙ DELLE ASSOCIAZIONI AL CAOS CLIENTELARE DELLE TURNAZIONI. Diritti non ricatti!

A distanza di 5 mesi dal risultato straordinario dall’internalizzazione l’Amministrazione ha spesso cercato di eludere il confronto con FP CGIL CISL FP e UIL FPL, ignorandone proposte e suggerimenti e favorendo interlocutori sindacali di comodo determinando, così, una gestione irregolare e clientelare nei turni di lavoro;
– Manca un regolamento aziendale che deve essere necessariamente preceduto dal DVR (Documento Valutazione dei Rischi);
– Persiste la grave violazione della normativa sull’orario di lavoro, compreso il mancato rispetto del riposo settimanale;
– Le postazioni continuano a versare in condizioni indecenti: blatte, topi, ecc., con arredi non conformi, bombole di ossigeno conservate in maniera non idonee, con promiscuità di bagni e assenza di spogliatoi fattispecie quest’ultima che costringe i lavoratori ad indossare divise contaminate, riconosciute come DPI, da e presso le proprie abitazioni;
– I turni di lavoro sono improvvisati, le ore mensili sono gravemente diverse tra lavoratori (chi 180 ore chi 144), in alcune postazioni gli equipaggi cambiano ogni mese senza motivo se non quello di favorire qualcuno;
– Il lavoro straordinario, a parità di ore, a qualcuno viene pagato mentre ad altri no, ed è facile intuirne la motivazione;
– Molti autisti, anziché svolgere le mansioni per cui sono stati assunti e andare a costituire le seste unità dove mancano, sono spesso demansionati;
– L’amministrazione ha ignorato la proposta di Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl di istituire la pronta disponibilità, con la conseguenza che gli operatori, pur non in servizio, vengono chiamati a tutte le ore e minacciati per andare a prestare l’attività;
– Gli operatori sono stati impropriamente indicati dalla Direzione del Sistema 118 della Asl Ta come oggettivamente responsabili di apparecchiature (tablet, cavi, ecc.) anche quando la responsabilità è di altri (infermieri e medici), mettendo pericolosamente in dubbio se alcune attività possono continuare ad essere svolte;
– Il Fenomeno delle carriere veloci: da Metalmeccanico a gestore del servizio e dei turni! La necessità di garantire la partenza del servizio in maniera autonoma e senza ulteriore personale, ha inizialmente reso necessario l’impiego nell’Ufficio Operativo di lavoratori con esperienza che ne hanno consentito l’avvio.


Ma con il passare del tempo sono stati inseriti nell’Ufficio personaggi usciti dal nulla, senza esperienza, i cui meriti non sono conosciuti da nessuno, che lo hanno trasformato in strumento di ricatto pseudo sindacale con la complicità dell’amministrazione. È ora necessario porre fine e raccomandazioni, ingiustizie, diseguaglianze e ricatti. È la trasparenza nell’affidamento delle mansioni la garanzia per un servizio efficiente. La gravità della condizione richiede la consultazione dei lavoratori e la programmazione di una iniziativa straordinaria.

Taranto: Tra promesse, progetti e sfide. Il futuro incerto di una comunità

Pietro Pallini, coordinatore generale della UIL di Taranto, fa un’analisi su alcune questioni, vecchie e nuove, del territorio dell’arco jonico: dall’ex Ilva di Taranto, madre delle vertenze tarantine, passando per l’Arsenale Militare e il tanto atteso ma “bucato” concorsone, toccando le infrastrutture del territorio, come l’ospedale San Cataldo e la Regionale 8.

“Taranto fatica e non poco a uscire dalla morsa stringente delle mancate scelte del passato, la volontà da sola non basta, e non bastano neppure le leggi … C’è chi si ostinerà a chiamarla “sfortuna”, preferiamo chiamarla manifesta incapacità” dice il numero uno di via Dante.


“Buona parte di ciò che si prova a insediare a Taranto, chissà per quale meccanica celeste, diventa un’impresa quando va bene; quando invece va male resta appesa al palo e quando addirittura peggio il palo crolla. Sembra un anatema.

Con la vertenza dell’ex ILVA a dominare ogni tendenza a oltre 11 anni dal sequestro degli impianti, e 5 dalla presentazione di un progetto industriale, ancora non si conoscono le reali linee guida da parte del Governo per la siderurgia a Taranto e nel Paese.

Dalla gestione febbricitante dei fondi assegnati come nel caso dei 680 milioni ad AdI per colmare voragini finanziarie societarie; normativa sulla cassa integrazione per migliaia di lavoratori di volata all’interno del decreto PA e senza un reale piano industriale; emendamenti al Decreto Salva infrazioni in Senato da parte del Ministro Fitto rasente perfino al perimetro normativo del codice di procedura penale. Il miliardo destinato al progetto del preridotto (DRI), che dal PNRR con data quantomeno certa di esecuzione entro il 2026, viene dirottato sui Fondi di Sviluppo e Coesione che, sentite le dichiarazioni del Presidente Michele Emiliano, consacrerebbe così un’altra avventura tutta da cominciare.

Far funzionare impresa a Taranto e crearla con al seguito i tanto auspicati posti di lavoro non è una questione semplice. Non lo è stato nel passato e tristemente non lo è nel contemporaneo, e questo ce lo dicono i fatti. Un territorio che continua a far a pugni con lo stato di diritto che fatica a realizzare i sogni, poi mica tanto fantasiosi, com’anche l’opportunità marginalmente infranta del concorsone dell’Arsenale di Taranto. 315 posti messi a concorso, ma se andrà bene, alla fine il Ministero della Difesa riuscirà ad assegnarne una manciata in più della metà (scarsi 170). Chi crede nella sfortuna, la definisca pure tale, ma per essere pragmatici siamo al cospetto un’occasione sprecata: se si pensa che per quei 315 posti di lavoro strettamente legati al futuro dell’Arsenale di Taranto abbiamo lottato duramente e non poco.

Poche opportunità e troppa cassa integrazione e cessazione di attività nel territorio. Come tanti buoni propositi annunciati e diversi progetti in cantiere, con la visione di fare di Taranto un modello di sviluppo innovativo rispetto al passato, nella realtà, ‘l’ascensore sociale’ jonico resta in continua manutenzione perché si ferma troppo spesso più o meno consapevolmente e sempre allo stesso piano. E questo è un serio problema per tutta la comunità.

Tanti progetti a Taranto, alcuni dei quali faticosamente in definizione. Per esempio la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo dopo la tanto sospirata assegnazione delle risorse pari a 105 milioni per l’allestimento. Appartengono altri progetti apparentemente al palo, come per esempio l’insediamento Ferretti che per la sua realizzazione l’ex Ministra Mara Carfagna nel 2021 definanziò persino il progetto Acquario Green a Taranto nell’area ex Torpediniere in Mar Piccolo. Dopo la messa in sicurezza dell’area dello Yard Belleli, per la realizzazione degli impianti, a parte i titoloni ancora neanche un chiodo è stato piantato e degli oltre 200 dei posti di lavoro neppure l’ombra riflessa.

Certe sono le doti finora impegnate che in soldoni si traducono in 45,5 milioni dal Fondo Infrastrutture a cui si sommano i 28,05 milioni del FSC2021-2027, più 14,2 milioni rivenienti dal Contratto di sviluppo per la reindustrializzazione dell’ex Yard Belleli e 49,8 milioni da parte dell’Autorità Portuale. Troppo tempo trascorso dalla procedura a valle dei pareri ISPRA e ARPA e la successiva conferenza dei servizi decisoria conclusasi il 5 aprile 2023. E’ notizia fresca la firma del decreto finale da parte dei Ministeri dell’Ambiente e delle Imprese quale liberatoria alla pubblicazione dei bandi da parte di SOGESID per la messa in sicurezza, bonifica e infrastrutturazione dell’area.

Il Gruppo Ferretti dovrebbe impegnarne 64 di milioni, ma se la burocrazia spostasse ancora in avanti i tempi del progetto, il grido di allarme della UIL è la consapevolezza che l’imprenditoria guarda a soluzioni e investimenti che molto spesso nella prolissità burocratica rischiano di infrangersi per le mutate condizione di mercato. Non vorremmo trovarci di fronte al caso paradossale di avere finalmente tutte le autorizzazioni ma non avere più l’investitore. E qui la pessima esperienza della MOTION nella vertenza della Tessitura di Mottola Albini dovrebbe insegnarci come nella realtà si muovano i mercati e gli investitori.

Taranto fatica e non poco a uscire dalla morsa stringente delle mancate scelte del passato, la volontà da sola non basta, e non bastano neppure le leggi se analizzassimo il caso del Tecnopolo del Mediterraneo, progetto questo che resta fermo al palo. Ecco, qui si rasenta davvero l’inverosimile, perché nonostante si parli di sviluppo sostenibile e innovazione tecnologica per una transizione a parole annunciata, i fatti ci consegnano ben altro.

Mentre sul tema delle infrastrutture, il vessillo tutt’altro che eburneo è senza dubbio la realizzazione della litoranea interna Talsano-Avetrana, la Regionale 8 per l’appunto. Un’arteria che porta con sé il segno del tempo a quasi 40 anni dal primo scavo che oltre alla causa della necessaria e migliore viabilità, anch’essa rappresentava un riscatto oltre che un paradigma per lo sviluppo turistico e gli investimenti di una Taranto che in tanti sogniamo ma che pochi vogliono.

Infine, i Giochi del Mediterraneo 2026, dal commissariamento alla notizia che il CONI sia uscito dal Comitato organizzatore, a fronte del perdurante e irrisolto stato di impasse che ha prodotto ritardi nella realizzazione delle opere necessarie. Nella consapevolezza che, purtroppo, non sono certo i giochi del Mediterraneo, da soli, a far riscattare questo territorio, che fatica a uscire dal guado. In Puglia ci sono drammaticamente 38 tavoli di crisi industriali complesse, senza contare i lavoratori dell’ex Ilva e del Porto, qualcosa come 5070 lavoratori coinvolti. Di questi 38 tavoli, 9 appartengono a Taranto con i suoi 2294 lavoratori.

C’è chi si ostinerà a chiamarla ‘sfortuna’, ma noi al di là del possesso di visione tanto cara a qualcuno, preferiamo chiamarla manifesta incapacità. Nel frattempo, nella crescita esponenziale dei divari e della povertà, il Governo decapita il sostegno sacrosanto a migliaia di persone proseguendo la campagna di propaganda senza fare differenziazione alcuna al dramma che si vive nel profondo SUD rispetto al resto del Paese. Tutto ciò sarà inevitabilmente motivo di mobilitazione da parte della UIL che continua nell’analisi di dati allarmanti sullo stato sociale e che non certo crede alla sfortuna”.