Proroga Tpwa: Una soluzione ponte per il porto di Taranto

Carmelo Sasso, Segretario Generale UIL Trasporti Taranto, sottolinea l’importanza della proroga per il futuro dei lavoratori

Nel cuore del dibattito sul futuro dell’Indennità di mancato avviamento e della cassa integrazione dei portuali, si erge la questione della Taranto Port Workers Agency (Tpwa). Attualmente, ben 338 lavoratori ex Taranto Container Terminal-Evergreen dipendono dall’Agenzia, la Taranto Port Workers Agency (Tpwa).

L’appello del Segretario Generale della UIL Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, è chiaro: “La proroga è la soluzione migliore per tutti”. L’obiettivo non è solo garantire la continuità per altri 24 mesi nei pagamenti dell’Indennità di mancato avviamento e della cassa integrazione, ma anche facilitare il passaggio dei 338 ex Tct verso le nuove imprese che si apprestano a investire nella Zona economica speciale del porto di Taranto.

Al momento, sei aziende hanno manifestato interesse a investire, portando con sé un totale di 117,595 milioni di euro e la prospettiva di creare 395 nuovi posti di lavoro. “La proroga della Tpwa non è un mero atto assistenziale”, specificano i sindacati, “ma una soluzione ponte che permetterà ai 338 lavoratori in attesa di trovare un impiego mentre le nuove imprese avviano le proprie attività”.

Sasso sottolinea l’importanza di un emendamento nella prossima legge di Bilancio per garantire le risorse necessarie: “Il finanziamento dell’Ima termina a fine anno, mentre a fine marzo si esaurirà quello relativo alla clausola sociale che impone agli investitori di prioritariamente assumere i lavoratori del bacino ex Tct”.

L’appoggio politico è stato ottenuto, con entrambi gli schieramenti che sostengono la proroga dell’Agenzia. Michele De Ponzio, Oronzo Fiorino e Carmelo Sasso, segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, esprimono fiducia nell’impegno totale sia della maggioranza che dell’opposizione.

Il presidente dell’Autorità Portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, aggiunge: “Dopo il nostro impegno come Authority e le consultazioni con i parlamentari e i sindacati, ora è evidente la necessità di questo intervento. Dobbiamo permettere al porto di gestire questa transizione e garantire la tutela dei lavoratori fino al termine della funzione dell’Agenzia”.

Sasso riferisce che la finestra temporale cruciale è rappresentata dalla legge di Bilancio, nonostante le risorse siano limitate. Sottolinea anche il progresso della Tpwa fin dal suo avvio nel 2017, passando dai 504 dipendenti iniziali ai 338 attuali, grazie alla ricollocazione di circa 200 lavoratori. “Con le nuove imprese e un aumento del traffico container da parte di Yilport, altri potranno essere reinseriti”.

Infine, i sindacati e l’Authority affrontano la questione della ristrutturazione della Tpwa. L’Ancip chiede un bando di gara prima della trasformazione, ma Prete spiega che la trasformazione è prevista dalla legge data l’esistenza dell’Agenzia. Temporaneamente, la Tpwa sarà utilizzata per fornire manodopera, seguendo l’esempio di Gioia Tauro.

In chiusura, Sasso lancia una frecciatina polemica: “Credevamo che ciò che è stato fatto a Trieste e Livorno con l’articolo 17, imprese che temporaneamente forniscono solo manodopera, potesse essere fatto anche a Taranto e Gioia Tauro. Evidentemente, si fa una questione di latitudini”.

VIDEO | SOS LAVORO – L’analisi del coordinatore generale della UIL TARANTO Pietro Pallini

𝔼𝕄𝔼ℝ𝔾𝔼ℕℤ𝔸 𝕃𝔸𝕍𝕆ℝ𝕆, 𝕃𝔼 𝕍𝔼ℝ𝕋𝔼ℕℤ𝔼 𝕋𝔸ℝ𝔸ℕ𝕋𝕀ℕ𝔼
🔵 Durante 𝓑𝓤𝓞𝓝𝓖𝓘𝓞𝓡𝓝𝓞 𝓝𝓔𝓦𝓢 ospite di TeleRama 𝑷𝑰𝑬𝑻𝑹𝑶 𝑷𝑨𝑳𝑳𝑰𝑵𝑰, coordinatore provinciale UIL TARANTO, che ha fatto il punto della situazioni sulle vertente del territorio della citta bimare con la giornalista Daniela Manigrasso.

Sanitaservice ASL Taranto, per i sindacati continua la parentopoli dello straordinario a parenti e amici. Chiesta audizione alla Regione

Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, tramite i propri segretari Cosimo Sardelli, Massimo Ferri e Giovanni Maldarizzi, hanno emesso due comunicati stampa che mettono in luce gravi problematiche nei servizi sanitari, esortando l’amministrazione a prendere provvedimenti immediati.

Le categorie di CGIL CISL UIL espongono un presunto abuso nel Servizio di Pulizia del SS. Annunziata, sottolineando una gestione disinvolta degli straordinari, che sembra favorire parenti e amici di un caposquadra. Questa situazione è stata ulteriormente aggravata dalla revoca delle indennità di turno, contravvenendo all’Art. 61, Lettera C, n. 4 del CCNL AIOP. Nonostante i lavoratori del Dipartimento di Salute Menatele (DSM) abbiano diritto a tali indennità, non sono stati informati in anticipo, come previsto dalla normativa contrattuale.

Le OO.SS. sottolineano che questa azione rappresenta un ennesimo atto unilaterale da parte della Sanitaservice ASL TA, in netto contrasto con il CCNL, e che discrimina la maggioranza dei lavoratori a favore di alcuni. I turni del DSM, che prevedono un’alternanza stabile tra il turno mattutino e pomeridiano, rispettano le disposizioni contrattuali e garantiscono la continuità del servizio nelle ore pomeridiane. Tuttavia, l’assegnazione impropria di straordinari a lavoratori estranei al DSM ha portato alla luce la situazione.

Inoltre, si evidenzia un comportamento intimidatorio da parte di pseudo responsabili del SS. Annunziata nei confronti di colleghi che cercano di far rispettare le regole senza discriminazioni. Nonostante le richieste di verifica dei turni e degli orari di lavoro in conformità al Dl 66/03, tali richieste sono rimaste senza risposta.

Le OO.SS. FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, mentre attendono una rapida convocazione della Commissione III della Regione per affrontare la vertenza complessiva sull’operato della Sanitaservice ASL Ta, diffidano l’Amministrazione a reintegrare immediatamente le indennità di turno sottratte ai lavoratori, minacciando di adire vie giudiziarie per far valere le ragioni dei lavoratori.

Nel secondo comunicato, le organizzazioni sindacali sollevano il quarto allarme riguardo alle criticità strutturali, infrastrutturali ed igienico-sanitarie nelle postazioni del Servizio 118. Nonostante le precedenti comunicazioni che evidenziavano queste gravi problematiche, non si è avuto alcun riscontro fino a oggi.

Le OO.SS. sottolineano la necessità di un intervento tempestivo e organico per affrontare le criticità e sottolineano che il silenzio da parte delle autorità impone di ricordare gli obblighi e le responsabilità in capo alla stazione appaltante e al datore di lavoro, che rischiano di compromettere sia la qualità del servizio ai cittadini che la salute dei lavoratori.

Le organizzazioni sindacali rimangono in attesa di un urgente riscontro e continuano a vigilare sulla situazione.

Allarme dei sindacati: Bilancio regionale preoccupa per i servizi sanitari ai cittadini

Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica lanciano l’allarme. In una lettera indirizzata ai vertici provinciali Asl, la funzione pubblica dei sindacati, con con i rispettivi segretari Cosimo Sardelli, Giuseppe Lacorte e Giovanni Maldarizzi, sottolinea: «Taranto paga il prezzo più alto del disavanzo regionale Bilancio Regione Puglia 2022: disavanzo di oltre 400 milioni di euro anche a causa di una spesa farmaceutica sforata di 250 milioni di euro (+65%); del blocco generale delle assunzioni delle Asl già da marzo 2023; oltre 400 posti letto ospedalieri pubblici mai attivati e mai attivabili per le carenze in un organico sottodimensionato fin dalla nascita del Patto di Stabilità; impossibilità di attivare il Policlinico San Cataldo malgrado un investimento passato da 220 a 320 milioni di euro oltre ai 160.000 euro già corrisposti ad un Commissario straordinario di un’azienda ospedaliera inesistente».

«In Puglia i debiti li producono tutti ma Taranto paga il prezzo più alto. Di fronte a questo quadro disastroso dipinto alle nostre segreterie dal management dell’Asl Taranto di ritorno dalla Regione Puglia, lanciamo l’allarme per lo stato imminente di riduzione dei servizi sanitari incontro alla quale sta andando la cittadinanza. Noi siamo pronti a sostenere ogni tipo di iniziativa nei confronti della Regione per tutelare la città da queste ennesime deprivazioni. La privatizzazione del sistema sanitario pubblico è parte di un più ampio movimento che vede, soprattutto a Taranto, enti privati, estremamente concorrenziali, sostituirsi sempre di più all’amministrazione pubblica».

«A Taranto, più che altrove (visto che il 50% dei posti letto sono privati), si rischia che il profitto prenda il sopravvento sui bisogni degli ammalati. Secondo fonti certe, nonostante le tante réclame regionali sulle buone intenzioni, da Bari non intenderebbero autorizzare le progressioni di carriera al personale; peggio, non intenderebbero neppure incrementare i Fondi contrattuali così come previsto dal recente Contratto nazionale del personale di Comparto. Insomma tagli, se ancora ce ne fosse il bisogno, che ingessano la contrattazione in sede aziendale. Tagli che, colpiranno i professionisti della salute, chiamati ancora una volta a tappare le falle di un’organizzazione sanitaria regionale fallimentare. Tagli che, colpiranno i cittadini i quali si vedranno ulteriormente ridurre l’accessibilità ai servizi, la qualità e la sicurezza delle cure. Ancora una volta il malgoverno viene fatto pagare ai lavoratori dipendenti ed in particolare a quelli pubblici della Sanità tarantina».

La UIL sulle dichiarazioni della Morselli, ex ILVA

Pallini: “Un racconto fantastico di una realtà dolorosa e tragicamente diversa”

Le parole pronunciate ai microfoni dei giornalisti da parte dell’Amministratore Delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, ospite di una iniziativa a Taranto, non sono passate inosservate alla UIL di Taranto. A intervenire sull’argomento, mettendo ordine al disordine innescato da parte dell’A.D., con un comunicato stampa è il coordinatore generale jonico, Pietro Pallini.

“Vladimir Jankélévitch avrebbe definito le ultime dichiarazioni rese dall’Amministratore Delegato Lucia Morselli come perimetro di tutti e cinque i tratti con cui il filosofo rappresenta la fenomenologia della finzione. Una serie di dichiarazioni rese e che così potremmo riassumere:

  1. Si dissimula il vero, perché si nasconde il reale, quando si sostiene che “sono passati quattro anni in cui si sono fatte cose molto belle”, tra cui lo Steel Commitment a Taranto”.  In questi 4 anni dovremmo annoverare, dunque, tra “le cose molto belle” anche l’atto per recedere dal contratto (novembre 2019) per Taranto, Genova, Novi Ligure, Milano Racconigi, Legnano e Marghera e la comunicazione di sospensione delle attività dello stabilimento di Taranto e delle centrali elettriche in pendenza della retrocessione dei rami d’azienda indirizzata al Governo e Istituzioni. In questi 4 anni “tra le cose molto belle” rientrerebbero anche l’accordo del 4 marzo 2020 tra Azienda, ILVA in A.S. e Governo per dimezzare canoni di affitto sulla promessa di un piano industriale per il periodo 2020-2025 e l’incertezza occupazionale per i lavoratori di ILVA in A.S. e ancora, tra “le cose molto belle” anche l’ulteriore accordo del 10 dicembre 2020 (dopo appena 9 mesi da quello del 4 marzo) le cui tristi risultanze le hanno rappresentate in parte il Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e tre Ministri della Repubblica.
  2. Si altera il vero perché si modifica la natura del reale, quando si sostiene che “sono venuti a Taranto 500 clienti e imprenditori che avrebbero potuto mettere a rischio la loro incolumità”, semplicemente perché lo sciopero della settimana scorsa si è svolto in maniera composto, nonostante la rabbia dei lavoratori e senza nessun incidente, se non il grido di dolore da parte degli stessi stanchi di subire oltre il martirio industriale, l’impoverimento umano;
  3. Si deforma il vero, quando si ingrandisce o rimpicciolisce la realtà, sostenendo che questa azienda è completamente diversa da quella che era quattro anni fa perché molto più bella, più potente, molto più forte”.I fatti del 2019 ci consegnanoil deposito da parte dei Commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria di un esposto denuncia sui fatti e comportamenti inerenti al rapporto contrattuale con ArcelorMittal, con la presunta lesività all’economia nazionale e la presunta distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione;
  4. C’è l’antegoria, quando si sostiene il contrario della realtà nel dire che “si sta lavorando con gli azionisti a un accordo con il Governo, con la disponibilità assoluta per un luogo definito di grande valore, cercando di ascoltare sempre tutti”. Una realtà di grande valore non può essere definita tale di fronte allo stato comatoso degli impianti, in cui i lavoratori sono costretti a reperire ricambistica e materiali da altri impianti per salvaguardare quel minimo di produzione. Ciò che si ha lo si salvaguarda!
  5. C’è la fabulazione infine, quando invece di mascherare la realtà si preferisce reinventarne un’altra di sana pianta, quando si sostiene che “non è un momento brutto per l’azienda”. Siamo al cospettodel minimo storico di produzione mai raggiunto (3.471 mln di tonnellate di acciaio) che ha visto l’iniezione di soldi pubblici attraverso il Contratto di finanziamento da parte di Invitalia (680 milioni) per colmare, almeno in parte, perdite debitorie tra costi dell’energia e imprese dell’indotto. Si reinventa la realtà di fronte al ricorso alla cassa integrazione per 2500 unità solo a Taranto, autorizzata peraltro con Decreto. Mai scordando che i circa 1600 lavoratori di Ilva in A.S. avrebbero dovuto iniziare dal 23 agosto scorso il graduale rientro in fabbrica (clausola di salvaguardia accordo OO.SS. 6.9.2018).

Adesso, più che mirare alla “Twin digital” di cui parla l’A.D. Morselli per la realizzazione di una copia degli impianti digitali, che ella stessa definisce con l’intenzione di fare meglio, di fare diverso, il nostro spunto dopo la mobilitazione di giorno 28 settembre, è che prima di pensare di fare copia degli impianti si pensi piuttosto al mantenimento, rilancio e messa in sicurezza degli esistenti, perché lo ripetiamo, avvertiamo il serio rischio, se il Governo non intervenisse adesso, che molto presto non vi sarebbe più neppure il calco per fare le copie degli impianti. Coraggio, il Governo non si divida, intervenga”.

EX ILVA, il giorno dello sciopero.

Pallini (UIL Taranto): “Il Governo ascolti il grido di allarme che giunge dalla fabbrica. È il momento di scegliere”

Il coordinatore della UIL di Taranto Pietro Pallini interviene sull’annosa questione riguardante il destino dell’ex ILVA di Taranto e dei suoi lavoratori commentando, con una nota stampa, l’incontro istituzionale avvenuto a Roma con le sigle sindacali nazionali di categoria e alla luce dello sciopero di 24 ore presso lo stabilimento tarantino.


“È paradossale apprendere che la riunione convocata nella giornata di ieri a Palazzo Chigi alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano e ben tre ministri, si apra da parte della delegazione di Governo attraverso un semplice “diteci”. Traspaiono, da quel verbo, i tratti di una forma di autolesionismo nel voler sentirsi ripetere che la fabbrica è al collasso, che i lavoratori sono esasperati e che un Territorio rischia da un momento e l’altro la bomba sociale e ambientale.

Cos’altro dovrebbero dire le parti sociali? Lo abbiamo scritto, detto, ribadito e gridato, che il protrarsi di questo stato di fatto a Taranto null’altro sancisce all’infuori della consumazione di un dramma, industriale, economico e sociale. È assurdo ostinarsi a non compiere passi in avanti in uno stato di fatti del tutto allarmante, ma, diventa tutto avventato constatare che addirittura i passi vengano fatti all’indietro, e alla cieca dopo il vuoto emerso dalla riunione a Palazzo Chigi.

E ancora stamani presso le portinerie di AdI abbiamo dovuto far sentire il nostro grido di dolore contro chi aveva promesso di investire nell’acciaio italiano e soprattutto pulito, rilanciando un’azienda che le cronache politico/sindacali ci consegnano come un paziente in terapia intensiva. Centinaia di lavoratori, stremati, stanchi, delusi hanno tirato fuori l’ulteriore grido di dolore per chiedere a gran voce risposte, che non arrivano dalla proprietà ma soprattutto dal Governo, su quella che sarà l’ex ILVA di Taranto. Momenti di angoscia quelli di stamane davanti ai cancelli della fabbrica che si susseguono a quelli di rabbia. La misura è colma.

Siamo di fronte al delirio col solo immaginare di voler ancora negoziare con un negoziatore (Arcelor Mittal) al quale gli si è concesso di tutto. Da un piano industriale che non c’è, alla promessa di un’ambientalizzazione che nei fatti la invocano solo le persone e i lavoratori di questo territorio. Gli si è concesso non l’orgoglio di lavoratori che hanno contribuito col loro lavoro a fare grande questo Paese, ma un esercito di cassintegrati e di” ex” e una pioggia di milioni, che rischia di divenire grandine sullo spettro di una inimmaginabile deindustrializzazione e mancata ambientalizzazione.

Non c’è più nulla da dire né altro da aggiungere se non fare e fare bene e alla svelta.

Siamo di fronte a un problema che vede appese le sorti di una comunità intera e sarebbe delittuoso da parte del Governo insistere a “trattare” con chi nei fatti ha deciso di fare altro. Il Governo Meloni, non esiti, e spezzi le catene di questa insensata minaccia. Piuttosto, dopo i disordini di stamane, vada in discontinuità con le scelte dei Governi passati, peggio, le non scelte.

Mostri la sua autorevolezza adesso, e ascolti il grido di allarme che giunge dalla fabbrica e quello di un’intera città, ma soprattutto, non resti ancora spettatore di un’esibizione da parte di un soggetto industriale che è giunto già da tempo al capolinea di un viaggio che non è mai iniziato.

Coraggio, sono i lavoratori e Taranto che ve lo chiede!”

Congresso UIL FPL “UNITI SI VINCE”

Con la chiusura dei lavori del Congresso Straordinario della UIL FPL, si chiude la dolorosa e lunga fase del commissariamento e se ne apre un’altra all’insegna dell’Unione e delle riconquiste.

“Uniti si vince”, più che lo slogan del congresso federale, rappresenta la nostra ferma convinzione.

Oggi abbiamo potuto celebrare un gran congresso, e di questo ne siamo orgogliosi, perché è un’unione che ora definisco indissolubile, vista anche la resilienza ai dolorosi eventi del trascorso.

La nostra resta un’unione fatta di passione, determinazione, coraggio e rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentiamo.

Durante quasi un interminabile anno abbiamo assistito a tutto, dagli screditi alla derisa, perfino gli insulti; uno spettacolo indecoroso ma che non ci ha distratto.

Abbiamo tirato dritto verso il nostro unico obiettivo, le Persone. Soprattutto, non abbiamo sprecato tempo prezioso, perché convinti che non serviva dividere e alimentare sterili discussioni, che poco o nulla hanno a che fare con l’interesse esclusivo delle centinaia di lavoratori e lavoratrici.

Tutte Persone queste che rappresentiamo, nella consapevolezza che serviva e serve, di contro, unire per migliorare questo triste stato di fatti all’interno dei luoghi di lavoro in una società sempre più afflitta e che arretra sul piano dei diritti.

Mi corre adesso il dovere, come UIL Taranto, di ringraziare uno a uno tutti i lavoratori e le lavoratrici iscritti, i simpatizzanti e gli attivisti per aver reso possibile tutto ciò e per non aver smesso di indossare i colori della UIL.  Semplicemente grazie! Grazie, perché oggi questi colori hanno i tratti di una livrea attraverso la quale in ogni occasione, continuare a lottare uniti per ciò in cui crediamo, per ciò che è giusto e per ciò che è necessario e non più rinviabile.

Al nuovo segretario eletto Giovanni Maldarizzi e al quadro dirigente tutto della UIL FPL, il mio sincero augurio di buon lavoro


Pietro Pallini, coordinatore generale UIL TARANTO

Giovanni Maldarizzi nuovo Segretario Generale della UIL FPL di Taranto

Oggi pomeriggio, 22 settembre 2023, Giovanni Maldarizzi è stato eletto all’unanimità Segretario Generale della UIL FPL Taranto, la categoria che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori della sanità, delle funzioni locali e del terzo settore. 
Al Congresso Straordinario Provinciale della UIL FPL Taranto hanno partecipato Domenico Proietti, Segretario Generale Nazionale della UIL FPL, Rita Longobardi, Segretaria Organizzativa Nazionale UIL FPL, Paola Bruno, Commissaria UIL FPL Puglia Bari e Bat, Emanuele Ronzoni, Segretario Organizzativo Nazionale UIL e Commissario straordinario UIL Puglia, e Pietro Pallini, coordinatore generale UIL Taranto.
Al termine del congresso straordinario è stata eletta la nuova segreteria provinciale.

“Ripartiamo – ha dichiarato il segretario nazionale organizzativo della UIL e commissario straordinario UIL Puglia, Emanuele Ronzoni – con una nuova classe dirigente di categoria, in un clima di assoluta sinergia con la confederazione, per continuare la nostra azione di rivendicazione, nei confronti della politica e delle istituzioni locali, di un sistema sanitario degno delle legittime aspettative della comunità tarantina e pugliese, di enti locali efficaci, di un piano assunzionale straordinario che metta i lavoratori e le lavoratrici della sanità nelle condizioni di lavorare in sicurezza e senza turni massacranti, per la lotta al precariato, coscienti che i lavoratori e le lavoratrici del comparto sono dalla nostra parte, sono dalla parte di chi non lesina sforzi per difendere i loro diritti”.

Per il neoeletto segretario generale, Giovanni Maldarizzi: “È il momento di dire basta a eventuali ulteriori chiusure di reparti e ospedali, perché il nostro territorio ha bisogno di essere potenziato, non di sbarramenti e miopi arretramenti e timide iniziative”. Nel suo discorso al termine del congresso si è soffermato sul futuro della città Jonica: “Vogliamo che Taranto sulle ombre del suo passato torni a essere un modello di progresso laborioso, sano, ispirato da ciò che di migliore ognuno di noi può e deve offrire alle future generazioni”.

Il congresso ha portato all’elezione nella segreteria di: Alessandro Famà (segretario organizzativo), Patrizia Catucci (segretario), Angelo Lentini (segretario), Elisabetta Patrimia (segretario) e Daniele Petrosino (tesoriere).

All’incontro era presente anche il segretario generale nazionale della Uil Fpl, Domenico Proietti che si è focalizzato sulla situazione attuale degli enti locali: “L’Fpl ritiene improcrastinabile un riordino complessivo delle autonomie locali, noi vediamo danni di molta frammentazione, province si province no, unione dei Comuni, ruolo delle Regioni è arrivato il momento del riordino complessivo a partire dall’accorpamento dei Comuni. L’Italia non può avere ottomila Comuni, il 48% dei quali sotto i 2mila abitanti. C’è l’esigenza di accorpare i Comuni per migliorare la qualità dei servizi e mettere le persone che operano all’interno degli enti locali di esprimere a pieno le proprie professionalità” e sulla sanità evidenziando un gap ormai insostenibile tra nord e sud “La vera priorità in questo momento per il nostro Paese è salvaguardare la sanità pubblica, noi dobbiamo fare questa grande operazione perché la sanità pubblica riguarda la vita delle persone e soprattutto la vita delle persone più deboli che noi rappresentiamo. Noi chiediamo al Governo di aumentare il fondo sanitario nazionale ma chiediamo una cosa ancora più generale, la Meloni deve andare in Europa e riaprire il discorso del Mes sanitario è stato un errore delittuoso tre anni fa non utilizzare i 37 miliardi del Mes sanitario che erano risorse immediatamente disponibili ad un tasso di interesse dello 0,60%. Oggi il Governo abbia il coraggio di riaprire questo capitolo riprendendo anche la proposta che aveva fatto la presidente von der Leyer di arrivare all’unione sanitaria europea. Questa è l’unica via per salvaguardare la sanità pubblica”.

“Il diritto alla cura – sono le parole del coordinatore provinciale UIL Taranto, Pietro Pallini – è diventato un privilegio. Questo non è un modello di socialità civile, il diritto costituzionale alla sanità è stato vilipeso. E noi dobbiamo ostacolare questo modello, ritornando, anche a Taranto, a un sistema sanitario davvero equo, per i cittadini e per i lavoratori del comparto”.

ZES: ROTTA VERSO LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL SUD

👨‍💻 ℤ𝔼𝕊: ℝ𝕆𝕋𝕋𝔸 𝕍𝔼ℝ𝕊𝕆 𝕃𝕆 𝕊𝕍𝕀𝕃𝕌ℙℙ𝕆 𝕊𝕆𝕊𝕋𝔼ℕ𝕀𝔹𝕀𝕃𝔼 𝔻𝔼𝕃 𝕊𝕌𝔻
🗓️ A un anno dall’avvio dello Sportello Unico Digitale, la Zes Ionica guidata dal Commissario straordinario di Governo Floriana Gallucci ha organizzato un press tour internazionale e una giornata di studio e di approfondimento sulle prospettive della Zes dal titolo “ZES: Rotta verso lo sviluppo sostenibile del Sud”.
🎤 Il commento a fine lavori, ai microfoni della giornalista Alessandra Martellotti per Trmtv.it, del coordinatore della UIL di Taranto 𝙋𝙄𝙀𝙏𝙍𝙊 𝙋𝘼𝙇𝙇𝙄𝙉𝙄

Decimo aumento dei tassi d’interesse della BCE, “Riflessi pesantissimi su famiglie e imprese”

“Governo contrario ai bisogni delle persone in cui si dimostra che sono l’economia e la finanza a dettare legge, e non i bisogni delle persone”

Critico e preoccupato l’intervento del coordinatore della UIL di Taranto, Pietro Pallini, circa l’ulteriore aumento dei tassi d’interesse attuato dalla BCE nelle scorse ore. Manovra, questa, che mette, secondo il numero uno di via Dante, alle strette famiglie e imprese con una stima di crescita dell’economia italiana pari allo zero virgola, il nulla. Determinando, ancora, l’aumento della povertà assoluta e la crescita dei divari nel sud del Paese.

“Un altro rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea che stringe di un altro passante la cinghia attorno al collo di famiglie e aziende. Un’insensata follia, sotto la promessa di riduzione dell’inflazione”.

“La definisco semplicemente una follia, perché l’origine del balzo inflattivo è prevalentemente determinato dal conflitto russo-ucraino, una barbarie che non dà purtroppo segnali che tutto quest’orrore presto finisca”. 

E dunque, dove si giungerà di questo passo, si domanda Pallini.

“L’ulteriore scempio di questi giorni si somma allo scempio di agosto che aveva già previsto l’aumento di 25 punti base al 4.25% (picco più alto dal 2001)”.

“Così la Bce in questa febbricitante corsa svetta i tassi d’interesse di un ulteriore quarto di punto percentuale: tasso di riferimento al 4,50%, il più alto da quando è stata introdotta la moneta unica, peraltro non escludendo nuove strette in autunno”.

“Lo ripetiamo, l’aumento sconsiderato dei tassi d’interesse per contenere l’inflazione avrà da un lato gli effetti di contenere minimamente la stessa, ma ridurrà maggiormente la spesa delle famiglie e contribuirà a strangolare le stesse, alimentando la povertà assoluta e la crescita dei divari, già di per sé preoccupante, soprattutto al Sud”.

“Anche le imprese soffocano sotto il peso dei riflessi della pandemia, tutt’altro che trascorsi e l’aumento di materie prime, costi e tariffe”. 

Una scelta scellerata, afferma il coordinatore della UIL di Taranto, dai “riflessi pesantissimi più in Italia che nel resto d’Europa, semplicemente perché i nostri salari sono tra i più bassi e il potere di acquisto delle famiglie se negli altri Paesi affonda, qui da noi sprofonda al cospetto del carovita”.

“Questa è la comprova che si è scelto di restare più o meno consapevolmente sordi e ciechi nel governare una delle crisi più complicate dal secondo dopoguerra”.

“Una forma di Governo contraria ai bisogni delle persone in cui si dimostra che sono l’economia e la finanza a dettare legge, e non i bisogni delle persone”.

E conclude Pallini: “Il Governo metta al riparo le famiglie da questa follia, la cui scelta peraltro non ha visto la condivisione di molti governatori in Europa, e metta immediatamente in campo un sistema di protezione sociale per tutti coloro che con il bisogno di accendere un muto, scelsero di acquistare la prima casa, non certo di svenderla come al contrario sta accadendo”. 

“Sul totale di 25,7 milioni di famiglie italiane, quelle che hanno un mutuo sono circa 3,5 milioni (la rata che passa da 456 a 759 euro l’anno), mentre sono circa 6,8 milioni i cittadini indebitati anche con altre forme di finanziamento, come il credito al consumo e i prestiti personali. Le rate non pagate dalle famiglie salgono dagli 11 ai 15 miliardi”.

“Questo è quello che queste manovre stanno producendo; tutto è incontrovertibile, siamo davanti alla follia.
Il Governo intervenga”.