Rendiconto Sociale Provinciale 2022 |UIL Taranto analizza i dati

“I dati del Rapporto raccolti ci consegnano una realtà del territorio che resta per la UIL “sorvegliato speciale”

La UIL ha raccolto molto positivamente, partecipando la presentazione del Rendiconto sociale provinciale 2022 di INPS di Taranto. Presenti all’evento, Gianfranco Violino in rappresentanza dell’ ITAL/UIL Taranto, Roberto Basile membro del Comitato provinciale INPS, Lorena Arre’ in rappresentanza della Copagri Taranto e Pietro Pallini Coordinatore provinciale UIL Taranto. 

Sulle evidenze del dettaglio rappresentato nel rapporto, non possiamo che riconoscere l’elevata professionalità nello svolgimento dell’enorme mole di lavoro che l’ente svolge giornalmente nell’obiettivo di protezione sociale e welfare, obiettivi del tutto comuni con le attività dei servizi che la UIL offre alle persone in primis con le strutture ITAL/UIL presenti sul territorio ma anche con il CAF/UIL messi in interscambio con l’ente anche attraverso la nuova piattaforma “COMBIPAT” che ha portato da 675 a 14.936 le comunicazioni tra Ente e strutture di Patronato.

I dati del Rapporto raccolti stamane, tuttavia, ci consegnano una realtà del territorio che resta per la UIL “sorvegliato speciale”, con una situazione che permane molto complessa sul piano dell’occupazione 38.4%. Il dato più basso rispetto alla media in Puglia del 42.6% e del Paese che si attesta al 52.2%.

Molto significativo e degno di riflessione e, soprattutto azione, il dato che riviene dalle ore di cassa integrazione straordinaria (CIGS) sul territorio. Si dettaglia nel report che sul totale delle 19.305 posizioni regionali aperte, la mole di 11.208 sono quelle lavorate a Taranto (58.6%). Non va meglio per il dato relativo alla cassa integrazione ordinaria (CIGO) che da sola rappresenta il 38.67% rispetto al dato regionale.

Allarmante il contesto socio demografico, con una dilagante denatalità 6 volte maggiore rispetto a quella relativa al 2011. Oltre, la presenza di un ulteriore indicatore, che la UIL definisce inquietante, quello relativo alla rilevazione degli ultra sessantacinquenni che vivono a Taranto e che sono pari al doppio della popolazione da 0 a 14 anni.

Altro dato di rilievo, quello del flusso migratorio che è più che raddoppiato tra emigrati ed immigrati. Ciò è un segnale che diviene sempre più dilagante il fenomeno dei giovani che lasciano il nostro territorio per trasferirsi altrove, il più delle volte in maniera irreversibile, causa tra tante, anche i bassi salari.

Spicca anche un dato relativo al peggioramento delle pensioni sulla misura in quota 100 relative al nostro territorio che sono state nel 2022 n. 3039.

É andata peggio per quota 102, con solo n. 40 pensionamenti, mentre, per quota 103, l’attuale peggioramento normativo che il Governo sta introducendo, le stime della UIL sono del tutto in peggioramento attesa anche la penalizzazione economica prevista. 

Tutto ciò non fa altro che fornire alle riflessioni, peraltro già operate dalla UIL, ulteriori inconfutabili dettagli per insistere a contrastare le misure insufficienti e penalizzanti che rivengono dalla manovra di bilancio.

Mettendo per un attimo al margine la maldestra quanto sterile campagna di denigrazione mediatica esercitata da parte di qualche ministro di questo Governo e le determine tese a sminuire le azioni di mobilitazione e protesta della UIL e della CGIL, il Governo rifletta piuttosto sulla necessità di correggere questa manovra che si rivela nell’analisi a beneficio di pochi e ad appannaggio di chi questo Paese lo tiene in piedi.

I dati della UIL, uniti a quelli acquisiti stamane, indicano che senza una rapida inversione di tendenza da parte di chi Governa il Paese, c’è il serio rischio che una manovra di bilancio in deficit per 16 miliardi. cagioni riflessi pesantissimi in tutto il Paese, in particolare al Sud, in particolare a Taranto.

Tutte queste riflessioni si uniscono alle ragioni per affermare l’importanza dello sciopero di giorno 17 novembre con presidio davanti la Prefettura a Taranto e lo sciopero di giorno 1° dicembre con mobilitazione in Piazza Prefettura a Bari. Adesso Basta!

UILTEC | Un addendum per mettere al sicuro i lavoratori

Un incontro quello che si è svolto nella giornata di martedì 14 novembre presso la Regione Puglia, fondamentale per i 92 lavoratori della Tessitura Mottola del Gruppo Albini che il 23 dicembre, a fine della cigs, rischiano di essere tagliati fuori dal mondo del lavoro e senza un futuro.
Presenti i vertici aziendali del Gruppo Albini, Ekasa, il presidente della task force per le emergenze occupazionali Leo Caroli, il sindaco di Mottola Giovanni Piero Barulli e le Parti Sociali. Fuori dalla sede regionale un nutrito gruppo di lavoratori che prima dell’incontro hanno espresso il loro disappunto e tutta la loro angoscia di un periodo che dura oltre 3 anni; un quasi martirio.

Una riunione resasi necessaria alla luce di un accordo preliminare di vendita tra la vecchia proprietà e quella subentrante, il gruppo Ekasa. Un preliminare di vendita con tante zone d’ombra, che aveva allarmato lavoratori e sindacati, circa il loro reale riassorbimento nel nuovo ciclo produttivo dell’ex opificio mottolese.

Il vertice regionale è stato fondamentale per fare quanto di straordinario, per  mettere in sicurezza non solo il sito produttivo e  blindare le 92 maestranze che il 23 dicembre, a scadenza della cassa integrazione per transazione occupazionale, rischiano di essere definitivamente fuori dal mondo del lavoro.
Presenti per la UIL il coordinatore di Taranto Pietro Pallini, il segretario regionale UIL Andrea Toma, il segretario della UILTEC Amedeo Guerriero e la RSU UILTEC Albini Gianfranco Lasaracina.


“Nel preliminare di vendita tra il gruppo Albini ed Ekasa ci preoccupava, e ci preoccupa, – dice la UIL a margine dell’incontro –  la continuità lavorativa dei 92 operatori della Tessitura Mottola. Nel documento di cessione dell’opificio, così come rappresentato, troppi i ‘se’, gli ‘anche’ nello spettro di una forse assunzione, peraltro a tempo determinato da parte del nuovo investitore. Nel documento abbiamo rilevato tutta una serie di incertezze.
All’accordo del 4 ottobre 2022 abbiamo dunque convenuto l’introduzione di un addendum nel quale, nero su bianco, venga prevista l’assunzione a tempo indeterminato, ed entro 2 anni, di tutti lavoratori che dal 23 dicembre andranno in naspi esplorata la impossibilità all’interno del perimetro di legge di ulteriori periodi di cassa integrazione.”


“Abbiamo strappato ancora un ulteriore accordo – afferma la UIL – avvero un nuovo incentivo all’esodo su base volontaria e una, si spera,  integrazione alla naspi, necessaria per dare sicurezza, stabilità e tranquillità ai lavoratori in questa fase delicatissima di transizione.”
Per la UIL, nessuno dei 92 lavoratori deve restare indietro.

ADESSO BASTA! Convocazione attivo quadri e delegati/e

⛔ 🅐🅓🅔🅢🅢🅞 🅑🅐🅢🅣🅐

𝙎𝙘𝙞𝙤𝙥𝙚𝙧𝙤 𝙣𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙞 𝟴 𝙤𝙧𝙚

🗓️17 ɴᴏᴠᴇᴍʙʀᴇ | 1 ᴅɪᴄᴇᴍʙʀᴇ E’ il momento di unirci e difendere i nostri diritti!

🔴🔵 Le Organizzazioni Sindacali di CGIL e UIL hanno indetto una 𝗳𝗮𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 contro le politiche del Governo Meloni. La Legge di Stabilità 2024 è al centro della nostra battaglia e sarà approvata entro fine anno.

📣 In vista delle giornate di 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨 il 17 novembre e il 1° dicembre, è convocato l’attivo dei quadri e delle delegate/i 👇🏼

🗓️ mercoledì 15 novembre

⌚ dalle 9.00 alle 13.30

📍 presso l’Aula Magna dell’IISS Pacinotti in via Lago di Trasimeno a Taranto.

💪🏽Siamo pronti a difendere i nostri diritti e a lottare per un futuro migliore!

UIL- UILTEC | Tessitura Mottola, i lavoratori: “Stufi delle promesse puntualmente disattese”

È dal 23 ottobre che i lavoratori della Tessitura di Mottola del Gruppo Albini sono davanti ai cancelli della fabbrica. Tanta è l’incertezza del loro futuro ma fanno di tutto per difendere la loro dignità lavorativa. Il presidio permanente è stato ritenuto necessario per evitare che l’acquirente dell’opificio, Ekasa che subentrerà a fine anno all’ormai ex proprietario Albini, metta fuori dai nuovi piani industriali 92 tra lavoratori e lavoratrici.

A fine 2023 gli operai rischiano di andare in disoccupazione (Naspi) ed essere tagliati fuori da ogni prospettiva occupazionale. Famiglie, queste, che vivono con la spada di Damocle sulla testa da quasi un triennio e che adesso chiedono chiarezza per il loro futuro.

“Siamo stufi delle promesse – dicono i lavoratori della Tessitura di Mottola – puntualmente disattese. Sono tre anni che le nostre famiglie vivono nell’incertezza lavorativa. Adesso sappiamo che Ekasa subentrerà ad Albini. Si parla di un preliminare di vendita dell’opificio, ma di noi operai in questo documento non c’è traccia. Abbiamo deciso di bloccare i cancelli perché i macchinari sono stati veduti e pronti per essere spediti. Di qua non uscirà nemmeno un chiodo finché non ci diranno che fine faremo prima del 22 dicembre, tempo ultimo della nostra cassa integrazione e inizio della naspi. Siamo qui da 20 anni e non ci possono rottamare in questo modo. La maggior parte di noi sono vecchi per il mercato del lavoro ma troppo giovani per andare in pensione. Abbiamo mutui da onorare, figli da mantenere. Il natale è alle porte e come regalo avremo la naspi: l’anticipo del nostro funerale”.

“Il nostro obiettivo adesso – afferma Amedeo Guerriero segretario provinciale della UIL TEC di Taranto – è evitare la Naspi. Il 14 novembre siamo riusciti, facendo squadra con la CGIL e la CISL, ad avere un incontro in Regione Puglia con Albini ed Ekasa perché vogliamo la certezza che nel preliminare di vendita ci siano anche i lavoratori che non possono essere lasciati al loro destino. La naspi ha una durata di 2 anni e per riorganizzare il nuovo opificio ce ne vorranno altrettanti. Se mandiamo in disoccupazione questi 92 lavoratori sarà per loro la fine. Proporremo l’assunzione in capo a Ekasa di tutta la forza lavoro in modo da poter attivare da subito la nuova cassa integrazione”.

“Su questa vertenza la Uil non ha mai perso le speranze – sono le parole del coordinatore della Uil Taranto Pietro Pallini – e vogliamo capire fino in fondo quanto è vero l’intento di voler realmente reindustrializzare. Vorrei ricordare che prima di Ekasa c’è stato l’interesse di Motion, gruppo che è scappato a gambe levate facendo ripiombare i lavoratori nella disperazione. Voglio che sia chiaro che a nessuno è concesso staccare ulteriori assegni in bianco quando in ballo c’è la pelle dei lavoratori e delle loro famiglie. Dobbiamo pretendere certezza, ovvero sicurezza, sul futuro del sito produttivo con dentro tutti i 92 lavoratori. Questi erano e restano, per quanto ci riguarda, i patti iniziali attraverso i quali con Albini nella sede istituzionale si convenne di proseguire l’attività di scouting da parte di Vertus. Gradiremmo che le istituzioni e la politica, che si sono dichiarate dalla parte dei lavoratori, continuassero ad esserlo nella concretezza da adesso fino alla fine di questa sconvolgente vertenza. Siamo alle battute finali di questa triste vicenda che vorremmo rappresentasse un lieto fine e non il de profundis per le famiglie e di un altro pezzo di industria locale”.

1 DICEMBRE SCIOPERO DI 8 ORE NAZIONALE “ADESSO BASTA!”

📢 Adesso basta! 8 ore di sciopero nazionale per alzare i salari, estendere i diritti e contrastare una legge di bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e non offre futuro ai giovani.

🚫 Non c’è alcuna risposta all’emergenza salariale: hanno annunciato “100 euro in più nelle buste paga”, ma si limitano a confermare quelle in essere, già falcidiate – in media del 17% – da un’inflazione da profitti e speculazione.

💼 Hanno detto di “rilanciare la contrattazione collettiva”, ma non stanziano le risorse necessarie a rinnovare i contratti del pubblico impiego e a sostenere e detassare i rinnovi nei settori privati.

🏥 Continuano a indebolire il servizio sanitario nazionale spingendo cittadini e personale verso la sanità privata, tagliano le risorse alla scuola pubblica, alle politiche sociali (casa, affitti, bollette, povertà), alla disabilità e non mettono nulla per la non autosufficienza e sul trasporto pubblico locale.

👴👵 Avevano promesso di “cancellare la legge Fornero” e invece la confermano e la peggiorano, stabilendo uscite per tutti con i 67 anni di vecchiaia e altri requisiti.

💼 Non fanno nulla per il lavoro stabile e di qualità, reintroducono i voucher e liberalizzano il lavoro a termine.

👩‍💼 Nessun investimento concreto per migliorare la vita e il lavoro delle donne: solo propaganda patriarcale e regressiva.

💵 Riforma fiscale che tassa di più i salari e le pensioni dei profitti, delle rendite finanziarie e immobiliari, del lavoro autonomo benestante, dei grandi patrimoni e dei redditi alti e altissimi.

🚫 Non tassano gli extraprofitti e incentivano un’evasione fiscale che sottrae 100 miliardi di euro alle politiche sociali e di sviluppo del paese.

⚠️ Non investono in salute e sicurezza, nonostante la strage che si consuma ogni giorno nei luoghi di lavoro.

👥 Non ci sono politiche industriali e di investimento in grado di creare lavoro buono e ben retribuito soprattutto per i giovani; dare risposte a lavoratrici e lavoratori coinvolti nelle tante crisi aziendali aperte a cui il governo non dà soluzioni; e governare la transizione ambientale, digitale ed energetica.

🚄 Tagliano gli investimenti pubblici e sulle infrastrutture, dimenticano il Mezzogiorno.

🌐 A sostegno di un’altra politica economica, sociale e contrattuale, che non solo è possibile, ma necessaria e urgente.

🛠️ LAVORO: Aumentare stipendi e pensioni; rinnovare i contratti nazionali rafforzando il potere d’acquisto e detassando gli aumenti; abbattere i divari che colpiscono le donne.

💰 FISCO: Combattere l’evasione fiscale; indicizzazione automatica all’inflazione delle detrazioni da lavoro e da pensione; promuovere un fisco progressivo; tassare gli extraprofitti e le grandi ricchezze.

👧🧑 GIOVANI: Favorire il lavoro stabile a tempo indeterminato; cancellare la precarietà; introdurre una pensione contributiva di garanzia; garantire il diritto allo studio attraverso investimenti per servizi, alloggi e borse di studio.

👵👴 PENSIONI: Approvare una vera riforma delle pensioni, che superi la legge Monti-Fornero; garantire la piena tutela del potere d’acquisto delle pensioni in essere.

🏥 STATO SOCIALE: Difendere e rilanciare il servizio sanitario nazionale anche aumentando i livelli salariali; approvare un piano straordinario di assunzioni nella sanità e in tutti i settori pubblici e della conoscenza; finanziare le leggi su non autosufficienza e disabilità; aumentare le risorse per il trasporto pubblico locale; rifinanziare il fondo sostegno agli affitti.

👷‍♀️👷‍♂️ SALUTE E SICUREZZA: Investire su salute e sicurezza: basta morti sul lavoro!!

🌍 POLITICHE PER L’ACCOGLIENZA: Abbandonare la politica securitaria e definire nuove politiche di accoglienza e integrazione dei cittadini migranti.

🏭 POLITICHE INDUSTRIALI: Serve una nuova strategia e un nuovo intervento pubblico per affrontare le crisi vecchie e nuove, puntare sulla transizione ambientale ed energetica, riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo governando i processi di digitalizzazione, difendere e incrementare la qualità e la quantità dell’occupazione a partire dal Mezzogiorno.

UIL TRASPORTI – Tensioni sulla situazione dell’inceneritore dell’Amiu-Kyma Ambiente

Il sindaco Rinaldo Melucci ha annunciato venerdì 3 novembre che ci sono due manifestazioni di interesse per l’inceneritore dei rifiuti dell’Amiu-Kyma Ambiente. L’impianto, fermo da un decennio, è attualmente dotato di un’Autorizzazione Integrata Ambientale in vigore e rientra nelle previsioni del Piano Regionale dei Rifiuti.

Durante l’incontro con i rappresentanti sindacali delle organizzazioni Cgil, Cisl, Uil, Usb e Fiadel, l’attenzione è stata focalizzata sullo stato dell’azienda. Tuttavia, la notizia sull’inceneritore ha portato ad uno strappo tra la Uil e il sindaco Melucci, con quest’ultimo che ha abbandonato la riunione.

Carmelo Sasso, segretario Uil Trasporti, ha dichiarato: “Ci hanno convocato per aggiornarci sull’Amiu, ma non c’era nessuna ragione per farlo visto che il 6 novembre andremo dal prefetto, insieme all’azienda e forse anche alla proprietà, cioè il Comune, per la procedura di sciopero contro i 57 licenziamenti. Procedura attivata in base alla legge 146/1990, quella sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, e che una volta terminata, ci metterà nelle condizioni di fissare lo sciopero.”

Sasso ha inoltre sollevato la questione riguardo alla fornitura dei documenti e dei chiarimenti richiesti sull’atteso nuovo contratto di servizio da parte dell’Amiu. Ha sottolineato che senza tale contratto, non c’è modo di garantire la tutela dei 57 lavoratori interessati.

Il confronto è proseguito con la richiesta di informazioni sulle due manifestazioni d’interesse per l’inceneritore, in particolare, chi le ha proposte e se il Comune intende renderle pubbliche. Melucci ha sostenuto che tutto è a posto e che l’istruttoria per un finanziamento all’Amiu è pronta. Tuttavia, non ha fornito chiarezza sulle manifestazioni d’interesse.

Le dichiarazioni di Mancarelli, presidente dell’azienda dell’igiene urbana, hanno ulteriormente confuso la situazione, affermando che in realtà si trattava di una richiesta di visita all’impianto per una potenziale collaborazione futura.

Carmelo Sasso ha concluso con una nota polemica: “Il sindaco, evidentemente, è abituato a ricevere consenso e approvazione dal suo entourage senza mai entrare nel merito delle questioni trattate. Quando abbiamo provato, come è nostra abitudine, ad entrare nel merito di quanto comunicatoci, è andato visibilmente fuori giri abbandonando la riunione da lui stesso convocata con urgenza ed alla quale avevamo aderito nonostante altri impegni già pianificati. Non ha risposto ad alcuno dei nostri semplici, logici interrogativi e ci ha lasciato con tutti i nostri dubbi, che certamente fugheremo in altra sede.”

In attesa di sviluppi, la questione dell’inceneritore Amiu-Kyma Ambiente rimane al centro dell’attenzione, con i sindacati che proseguiranno nelle azioni volte a tutelare i lavoratori interessati.

UIL Puglia: E’ Gianni Ricci il nuovo Segretario Regionale

L’UIL Taranto, con il coordinatore generale Pietro Pallini, celebra una nuova era con l’elezione del nuovo Segretario Regionale, Gianni Ricci, che ha assunto la guida dell’importante organizzazione sindacale UIL Puglia. La cerimonia di insediamento, tenutasi IL 31 ottobre, è stata un’occasione di grande significato per i lavoratori e i sindacalisti della regione, che guardano con speranza e fiducia al futuro.

La UIL Taranto è da sempre un punto di riferimento per i lavoratori pugliesi e il passaggio di testimone da Gianni Ricci rappresenta un momento di rinnovamento e di grande attesa. Con il suo spirito energico e la sua visione innovativa, Gianni Ricci è stato accolto con entusiasmo da coloro che desiderano vedere il sindacato evolve in sintonia con i tempi moderni.

Il nuovo Segretario Regionale non è solo, ma è affiancato da una solida squadra di dirigenti sindacali che sono pronti a sostenere questa nuova fase di cambiamento. La segreteria è composta da Antonio Trenta (tesoriere), Juri Galasso, Annarita Gianniello, Stefano Frontini, Azzurra Schirosi e Andrea Toma. Questi rappresentanti sindacali hanno il compito di coadiuvare Gianni Ricci nell’implementazione delle strategie sindacali e nell’organizzazione delle future iniziative.

Gianni Ricci ha dichiarato con determinazione che la UIL Puglia diventerà capofila di una mobilitazione territoriale che porterà alla realizzazione di uno sciopero nazionale programmato da CGIL e UIL. Il nuovo corso sindacale è incentrato su un’idea di sindacato innovativa e rivoluzionaria, pronta a rispondere alle sfide dei tempi moderni.

In questo periodo di transizione, la UIL Taranto si prepara a un futuro promettente, dove il sindacato è chiamato a svolgere un ruolo centrale nella tutela dei diritti dei lavoratori e nell’innovazione dei rapporti sindacali.

Mobilitazione nazionale: La voce dei lavoratori dell’Ispettorato del Lavoro di Taranto

I lavoratori dell’Ispettorato del Lavoro di Taranto hanno dato vita a una vibrante protesta per rivendicare i loro diritti e promuovere la sicurezza nel mondo del lavoro. Con determinazione e passione, si sono uniti alla mobilitazione nazionale per ottenere il riconoscimento degli arretrati della perequazione (2020-2022), superare il gap salariale con altri Enti, definire il ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e valorizzare appieno coloro che si dedicano a garantire la sicurezza nel contesto lavorativo.

Nella mattinata del 30 ottobre, in concomitanza con lo sciopero nazionale, si è tenuta un’assemblea presidio davanti agli Uffici dell’Ispettorato Territoriale di Taranto, in via Japigia, 2, dalle ore 09.00 alle 11.00. Questo è stato un momento di aggregazione e di condivisione delle istanze dei lavoratori, un momento in cui le voci di tutti sono state ascoltate e valorizzate.

Il segretario generale della UIL PA di Taranto, Giuseppe Andrisano, ha sottolineato l’importanza di questa mobilitazione e ha evidenziato il fondamentale ruolo svolto dagli ispettori del lavoro nella tutela dei diritti dei lavoratori e nella promozione di un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso.

Tessitura di Mottola – Gruppo Albini. Gli operai bloccano i cancelli della fabbrica

Per i 92 lavoratori della Tessitura di Mottola del Gruppo Albini, non c’è pace. Dopo l’incontro avvenuto il 19 ottobre in Regione Puglia, alla presenza del presidente della task force all’occupazione Leo Caroli, ai massimi vertici aziendali e alle parti sociali, per discutere del futuro dell’azienda e dei lavoratori, gli animi si sono acuiti.

È da ieri, 23 ottobre, che tutti i 92 dipendenti sono in presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica perché chiedono garanzie certe per il loro futuro in azienda.

“Nella giornata di lunedì – afferma Amedeo Guerriero segretario provinciale della UIL TEC di Taranto e Marcello De Marco, segretario Femca CISL – abbiamo fatto un’assemblea nei pressi dei cancelli dell’opificio. Con tutti e 92 lavoratori si è deciso di attuare a oltranza un presidio permanente per non permettere la fuoriuscita dei macchinari, venduti dal Gruppo Albini al nuovo gruppo acquirente Ekasa. La protesta continuerà fino al prossimo incontro in Regione che avverrà il prossimo 14 novembre”.

Nell’incontro avvenuto lo scorso 19 ottobre i sindacati hanno appreso di un preliminare di vendita (600.000 euro acconto e 3.400.000 euro a conclusione) tra Albini ed Ekasa nel quale però non sarebbero stati inseriti accordi per l’assorbimento di tutte le 92 maestranze.

“A fine anno – continua Guerriero – la cigs per queste persone termina e in automatico passa la naspi ovvero lo stato di disoccupazione. Ekasa afferma di aver bisogno di oltre 2 anni per mettere su la nuova azienda. A conti fatti 92 lavoratori e lavoratrici rischiano fattivamente di essere fuori dall’azienda e dal mercato del lavoro. Sono oltre due anni che lottiamo ché questo non avvenga!”

Una soluzione ci sarebbe afferma il segretario della UIL Tec di Taranto: “Ekasa dovrebbe assumere almeno per 30 giorni tutti e 92 dipendenti per poter permettere poi una nuova cassa integrazione. Il nuovo periodo di cassa dovrebbe consentire il tempo per rimettere in moto il nuovo ciclo produttivo dell’opificio.”

E conclude: “Non uscirà da questa fabbrica nemmeno un chiodo se non riceviamo da Albini e da Ekasa, ma anche dalla stessa Regione Puglia, rassicurazioni sul futuro occupazionale di queste persone che da anni vivono nell’incertezza.
Questo territorio ha subìto grandi fregi occupazionali e ambientali e non permetteremo che si continui a perdere forza lavoro e a sommare disperazione ad altra disperazione!”
 

Consiglio confederale UIL a Roma

🔵 ℂ𝕆ℕ𝕊𝕀𝔾𝕃𝕀𝕆 ℂ𝕆ℕ𝔽𝔼𝔻𝔼ℝ𝔸𝕃𝔼 𝕌𝕀𝕃 – ℝ𝕆𝕄𝔸

🎨 Un messaggio artistico di grande impatto! Un meraviglioso murales è ora in bella vista in Via Cristoforo Colombo, proprio di fronte all’ingresso principale della ex Fiera di Roma. Quest’opera non solo cattura lo sguardo, ma anche il cuore, poiché rappresenta una 𝙙𝙞𝙘𝙝𝙞𝙖𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙛𝙤𝙧𝙩𝙚 𝙨𝙪𝙡𝙡’𝙞𝙢𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙞𝙘𝙪𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖 𝙨𝙪𝙡 𝙥𝙤𝙨𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤.

Per la Uil, il 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒆’ 𝒊𝒍 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂, e in questo contesto, 𝙡𝙖 𝙨𝙞𝙘𝙪𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖 𝙨𝙪𝙡 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤 𝙚’ 𝙪𝙣𝙖 𝙥𝙧𝙞𝙤𝙧𝙞𝙩𝙖’ 𝙖𝙨𝙨𝙤𝙡𝙪𝙩𝙖. Abbiamo voluto realizzare questo murales per ricordare sia ai politici che all’opinione pubblica che 𝒊𝒍 𝒗𝒂𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒅𝒊𝒈𝒏𝒊𝒕𝒐𝒔𝒐 𝒅𝒐𝒗𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒈𝒖𝒊𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒐𝒈𝒏𝒖𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒊, a partire dal governo.

🤝 Nel corso del nostro Consiglio Confederale, riunito oggi a Roma per valutare la manovra economica varata dal Governo e per definire il nuovo assetto dei vertici, abbiamo eletto all’unanimità due nuovi membri della Segreteria Confederale: Vera Buonomo e Santo Biondo. Con queste nuove nomine, la Segreteria sarà composta dal Segretario Generale, PierPaolo Bombardieri, dal Segretario Organizzativo, Emanuele Ronzoni, dal Tesoriere, Benedetto Attili, e dai Segretari Confederali, Santo Biondo, Tiziana Bocchi, Vera Buonomo e Ivana Veronese.

👋 Dopo 17 anni di servizio, Domenico Proietti lascia la Segreteria, avendo assunto il ruolo di Segretario Generale della Uil-Fpl, la categoria della sanità e degli Enti locali. Con grande impegno, guiderà il percorso verso la costituzione di una grande e unica Federazione del pubblico impiego!

🌟 Vera Buonomo, 48 anni, proveniente dalla categoria degli agroalimentaristi e con una solida esperienza nella Segreteria regionale della Uil Campania, e Santo Biondo, 47 anni, con una storia da leader regionale dei metalmeccanici, porteranno la loro esperienza al servizio della Uil a Roma.

𝐔𝐧 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐨𝐬𝐨 𝐜𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞𝐬 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.

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