Aperture natalizie dei musei: CGIL e UIL contestano la gestione del Ministero della Cultura

“Il 25 Dicembre, giorno ufficiale di chiusura di tutti gli istituti della cultura italiani, le porte di molti musei e parchi archeologici nazionali, e non solo, sono state aperte per accogliere cittadini e turisti. Ma a quale prezzo e con quali risultati?”

Lo dichiarano in un comunicato congiunto la UilPa Beni Culturali Taranto e la CGIL sede territoriale del MArTa.

“Dopo l’annuncio del ministro Sangiuliano, la contrattazione sindacale per organizzare le aperture si è tenuta solo il 19 dicembre, 6 giorni prima di Natale, con ovvi disagi per il personale di accoglienza e vigilanza che, sebbene su base volontaria, è stato chiamato a rispondere all’appello per garantire l’iniziativa.Sul tavolo 136.000€ da dividere tra i singoli istituti.

Molti di questi hanno rifiutato la proposta del Ministro, preferendo passare il Natale in famiglia e con i propri cari e ricevendo il sostegno dalle sigle sindacali CGIL e UIL, uniche non firmatarie dell’accordo di Intesa per l’apertura straordinaria.

Tanti rifiuti che hanno costretto molti musei a restare chiusi e alcune amministrazioni a cercare altrove lavoratori e lavoratrici per garantire l’iniziativa, rivolgendosi sia a cooperative esterne, sia estendendo la proposta al personale interno amministrativo, quest’ultimo, ovviamente, non competente per il servizio di accoglienza e vigilanza e dunque non pronto a offrire un servizio di qualità.

L’apertura dei musei natalizia ha quindi comportato uno sforzo economico da parte del Ministero e tanto sacrificio per molti lavoratori, specie quelli esternalizzati che, a differenza dei dipendenti ministeriali, non hanno avuto alcuna possibilità di scelta né un’indennità paragonabile a quella dei propri colleghi del MiC.

Ma con quali risultati? Se guardiamo alla Puglia, al Museo Archeologico di Taranto, aperto dalle 10.00 alle 14.00, sono stati registrati solo 3 ingressi, al Castello Svevo di Bari, invece, appena una decina. A livello Nazionale c’è il dato, abbastanza esplicativo, della Pinacoteca di Bologna: 1 ingresso. Chiediamo al ministero della Cultura e al ministro Sangiuliano di rendere pubblici i dati dell’affluenza della giornata di Natale per poter comprendere se questa iniziativa, a fronte di tempi organizzativi strettissimi, di investimenti di soldi pubblici e di un compenso economico dignitoso solo per i dipendenti ministeriali, abbia avuto un esito positivo o sia stata, come sembra, un flop.

Lo chiediamo perché si possa evitare il ripetersi di un’iniziativa di questo tipo nei prossimi anni, miope, poco ragionata e dannosa per il settore culturale, ancora una volta sottomesso alle logiche del profitto e della propaganda anche nei giorni di festa nonostante le difficoltà che lo attanagliano tutto l’anno”

Buon Natele e Buon Anno da tutti noi

VERTENZA CONTACT CENTER MERCATO TUTELATO – INCONTRO TASK FORCE REGIONALE

Si è tenuto in data odierna l’incontro convocato dal Comitato SEPAC della regione Puglia, richiesto
dalle OO.SS., sul tema della liberalizzazione dei servizi di energia del mercato tutelato e soprattutto
sulle relative ricadute occupazionali.

L’incontro ha visto la partecipazione, delle aziende Network Contacts, Covisian e System House, alle
cui dipendenze sono attualmente i lavoratori occupati nelle commesse del Servizio Elettrico
Nazionale e che rischiano di perdere il loro posto di lavoro a causa della soppressione della norma
prevista nell’articolo 36 ter del decreto lavoro.
Le parti, congiuntamente, hanno espresso al comitato la loro forte preoccupazione ma al contempo

hanno richiesto di far valere la loro pressione presso il governo al fine di trovare una soluzione
strutturale che permetta di garantire la continuità lavorativa. I sindacati hanno in particolare posto
l’accento sulla professionalità acquisita da questi lavoratori, vera ricchezza e fonte di merito che
rischia di disperdersi. Le organizzazioni hanno richiesto inoltre il coinvolgimento del committente
unico del mercato tutelato, ossia Enel, in modo che si assuma le responsabilità e prenda i necessari
impegni per assicurare in questa fase transitoria che i volumi residui dei cosiddetti clienti vulnerabili
vengano gestiti dai lavoratori in questione.

Il presidente del comitato Leo Caroli, ha acquisito le dichiarazioni delle parti ed ha informato le
stesse che, in questa fase di cambiamento le ricadute negative non possono scaricarsi sui lavoratori
e sulle aziende e che occorre gestire il processo modulando le scelte in maniera tale da permettere ai
soggetti in capo di individuare soluzioni garantiste e nn traumatiche.
Evidenzia peraltro quanto rimarcato dalle Parti al tavolo e cioè che è auspicabile che il committente
ENEL svolga un ruolo di raccordo, atteso che molte delle attività che escono dal mercato tutelato di
fatto rientrano nell’ambito del mercato libero.

Le parti si sono aggiornate ad un prossimo incontro da tenersi entro il 20 gennaio per valutare
l’evoluzione della vertenza ed assumere le iniziative conseguenti.
Bari, 19 dicembre 2023


Le Segreterie Territoriali di Taranto e Bari
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL

“Lavorare per le pari opportunità non è retorica, ma impegno concreto”

“Lavorare per le pari opportunità non è retorica, ma impegno concreto. La UIL Taranto, avanti nel terzo millennio, combatte per un futuro equo e trasparente. Famiglie, donne, e il nostro impegno sono la vera forza”

Intervento di Doriana Caleandro, Coordinatrice Pari Opportunità della UIL di Taranto, al Consiglio Territoriale della UILM TARANTO:

Nell’ambito del Consiglio Territoriale della UILM TARANTO, Doriana Caleandro, Coordinatrice Pari Opportunità della UIL, ha affrontato con determinazione e passione le tematiche cruciali legate alla parità di genere e alla lotta contro la violenza, ribadendo l’importanza del suo impegno e quello della UIL nel promuovere un ambiente di lavoro equo e sicuro.

La Caleandro ha risposto alle critiche rivolte al suo impegno, sottolineando quanto sia fondamentale continuare il lavoro in favore delle pari opportunità. La presenza attiva della UIL e del coordinamento delle pari opportunità ha portato a risultati concreti, come la partecipazione alla contrattazione collettiva nazionale e di secondo livello, dimostrando che il tema non è più solo retorica o ideologia.

La UIL di Taranto, in linea con la propria missione, si impegna attivamente nella creazione di una cultura aziendale favorevole alle pari opportunità. Attraverso assemblee informative e formative, il sindacato cerca di sensibilizzare e informare sulle questioni di genere, promuovendo collaborazioni con le parti sociali del territorio, inclusi centri antiviolenza e la polizia di stato, che ha sempre offerto il suo prezioso sostegno.

Il Premio Fiducia, realizzato in collaborazione con l’associazione dei consumatori di Taranto ADOC, è stato consegnato al Questore di Taranto, Massimo Gambino. Questo premio rappresenta un riconoscimento significativo per l’impegno nella promozione della fiducia e della sicurezza nella comunità.

Prossimo appuntamento di rilevanza nazionale sarà l’incontro della commissione nazionale delle pari opportunità, fissato per l’11 gennaio 2024 presso il dipartimento di economia dell’Università Roma Tre. Durante l’evento, si discuterà della direttiva UE 2023 sulla disparità salariale di genere e sulla trasparenza salariale, con un particolare focus sul calcolo del GAP salariale fino all’età pensionistica.

Doriana Caleandro ha sottolineato che dietro ai numeri relativi al GAP salariale ci sono storie personali, famiglie e donne che meritano una parità effettiva. In tal senso, la UIL di Taranto annuncia con orgoglio l’apertura dello sportello Mobbing  e Stalking. Tutti gli iscritti, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, avranno la possibilità di rivolgersi direttamente alle competenze presenti nello sportello, composto da una psicologa e un avvocato, oltre alla coordinatrice mobbing e stalking della UIL.

La UIL di Taranto conclude il comunicato sottolineando il proprio impegno a dire “basta alla retorica”, a essere all’avanguardia e a partecipare attivamente alle discussioni e ai tavoli di trattative del terzo millennio. Il sindacato si presenta come un’unità coesa e determinata a perseguire obiettivi di parità e giustizia sociale.

Taranto sprofonda nell’indifferenza politica: l’appello accorato del coordinatore UIL TARANTO Pallini per fronteggiare la crisi industriale e sociale

Il coordinatore della UIL di Taranto Pietro Pallini è intervenuto durante il Consiglio Territoriale di fine anno della UILM TARANTO. Presenti il segretario Nazionale dei Metalmeccanici Rocco Palombella, il segretario generale di Taranto UILM Davide Sperti, il segretario UIL Puglia Gianni Ricci, il segretario regionale UILM Alfio Zaurito, e ad omaggiare i lavori il coordinatore UIL Brindisi Fabrizio Caliolo, i segretari confederali UIL Puglia Andrea Toma e Stefano Frontini oltre i segretari generali UIL Trasporti Carmelo Sasso, UIL FPL Giovanni Maldarizzi e la coordinatrice delle Pari Opportunità UIL Doriana Caleandro.

Un intervento che Pallini ha fatto accoratamente toccando le vertenze del territorio ionico che sono troppe e numerose.

La questione di AdI (Acciaierie d’Italia) è stata definita come una truffa alla comunità dettata da una falsa promessa: “chi parlava di chiusura dell’ex Ilva e la ricollocazione dei lavoratori ha ingannato la comunità”.

In 11 anni di vertenza siderurgica sono state consegnate alla città solo macerie, licenziamenti e cassa integrazione. Una vertenza, quella industriale, che vede franare pezzo dopo pezzo la manifattura a Taranto e che in assenza di scelte immediate, creerà desertificazione, povertà economica e sociale. Vertenza che fa il paio con la problematica dei lavoratori della tessitura di Mottola Albini, ex Cementir ed ex TCT. Un esercito di “ex” nel perfetto immobilismo della classe politica che in ambito locale sta mostrando ciò che è di più lontano dalla politica.

Tutto ciò mentre il tasso di occupazione a Taranto arretra al 38.3 % rispetto al 42.6 della Puglia e al 52.2 del resto d’Italia. Le ore processate di cassa integrazione straordinaria a Taranto sono il 58.6% del totale della Puglia e quelle di cassa integrazione ordinaria ben il 34%. Un dato più che allarmante.  Dati che descrivono una città che non affonda più ma che sprofonda. È il tempo di parlare e soprattutto fare per le Persone, perché anche i temi della Sanità pugliese e tarantina, dove oramai le cure sono solo per pochi privilegiati, segnano un primato da maglia nera.

I diritti sacrosanti e costituzionali come lavoro e salute, grazie a questo modo di governare, ancora fanno a pugni.

A Taranto si contano 2500 decessi annui circa a fronte di appena 1300 nati. 1 giovane su 2 lascia il sud per costruirsi un futuro e di questo passo circa 1200 scuole chiuderanno in meno di 5 anni. 

Una comunità, quella tarantina, che se non fermassimo questo “guasto sociale” è destinata inevitabilmente a estinguersi, in povertà e con tutta una serie di servizi che tenderanno  via via a scomparire.

“Rassegnazione e immobilismo – ha detto Pallini- non fanno parte della UIL. Così come fatto nelle innumerevoli mobilitazioni, e a Bari eravamo 10.000 in piazza l’1 dicembre, continueremo a sbugiardare chi fa vane promesse ai lavoratori e alle persone, perché noi fondiamo su ciò che è giusto, non sulle ideologie e sui proclami di quella che oggi si spaccia per politica. 

“Chi davanti a questi dettagli, ma che dettagli non sono, indisturbato conia il 17esimo condono fiscale, giungendo perfino a precettare i lavoratori limitandone le libertà. Questo é potere non politica. Le persone e i lavoratori sono impoveriti, stanchi, e disillusi e quando scioperano lo fanno tassandosi le retribuzioni per cambiare le sorti di questo Paese e della comunità tarantina”. 

E conclude: “Noi sentiamo forte la responsabilità e il dovere di cambiare questo triste stato di fatti, perché non ce  lo chiede una ristretta porzione di ‘elettori’, ma le centinaia di migliaia  di persone che tutti i giorni con il loro sacrificio, ancora tengono in piedi questo Paese”. 

Passaggio al mercato libero, critico il sindacato UILCOM di Puglia e Taranto


Il passaggio al mercato libero dell’energia potrebbe rappresentare una minaccia imminente per i lavoratori dei call center energetici, mettendo a repentaglio oltre 1500 posti di lavoro in tutto il territorio nazionale.

La UILCOM di Taranto avverte che questo potrebbe essere solo il primo segnale di una potenziale ondata di esuberi nel settore.

Il Segretario UILCOM Puglia, Alfredo Neglia, esprime preoccupazione per il futuro occupazionale dei lavoratori dei call center energetici: “Da tempo il sindacato discute con il governo del passaggio al mercato tutelato e degli effetti sull’occupazione”, afferma Neglia. “La UILCOM, con il segretario nazionale Pierpaolo Mischi, aveva richiesto una clausola di salvaguardia che mettesse al riparo i lavoratori dal cambiamento del mercato, specialmente considerando che operano in aziende che gestiscono in subappalto i servizi di call center di grandi gruppi come Enel o Acea, detentori della maggior quota del mercato tutelato”.

La UILCOM aveva precedentemente proposto l’applicazione della clausola di salvaguardia per evitare il superamento dell’articolo 36 ter previsto dalla L.85 del 3 luglio 2023, norma che garantisce il trasferimento dei lavoratori in caso di subentro di una nuova azienda nell’appalto. Patrizia D’Arcangelo, coordinamento UILCOM Taranto, sottolinea che questa normativa rappresenta “una clausola di civiltà” che tutela i lavoratori del settore energetico e garantisce la continuità lavorativa durante la transizione al mercato libero.

Di fronte a questa situazione critica, la UILCOM annuncia iniziative di mobilitazione a partire da lunedì.
Sono previsti scioperi nelle sedi dei call center energetici del mercato tutelato, manifestazioni, presidi, invio di lettere alle prefetture e sensibilizzazione delle istituzioni locali sul tema. A livello nazionale, sarà richiesto un incontro con i Ministeri competenti per affrontare la questione e cercare soluzioni immediate.

Il sindacato invita tutti i lavoratori, le istituzioni e la cittadinanza a sostenere la causa per preservare i posti di lavoro e garantire una transizione equa verso il mercato libero, tutelando la sicurezza economica dei dipendenti coinvolti. La UILCOM rimane in attesa di un riscontro positivo dalle autorità competenti per salvaguardare l’occupazione nel settore dei call center energetici.

Un lungo viaggio straordinario e professionale

Carissimi amici,

È con un misto di 𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒈𝒓𝒂𝒕𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒆 che oggi ci rivolgiamo a voi per annunciare il meritato pensionamento del nostro caro Segretario Generale, Giuseppe Andrisano, dopo 𝟒𝟐 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒊𝒎𝒑𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒊𝒏𝒔𝒕𝒂𝒏𝒄𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒍’𝑨𝒓𝒔𝒆𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝑻𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒐.

Giuseppe ha dedicato la sua vita professionale a servire con dedizione e passione l’Arsenale della Marina Militare di Taranto ed i lavoratori che ivi operano, 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘪𝘯 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰, 𝘢𝘭 𝘣𝘦𝘯𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘦𝘭𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘰𝘨𝘯𝘶𝘯𝘰 𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘶𝘯𝘢.
La sua esperienza, la sua leadership, hanno reso unici e inestimabili i suoi contributi.
Oggi, mentre salutiamo un capitolo straordinario della sua carriera, non possiamo fare a meno di ringraziare Giuseppe per la sua determinazione, la sua saggezza e la sua guida sindacale.

𝘾𝙖𝙧𝙞𝙨𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙂𝙞𝙪𝙨𝙚𝙥𝙥𝙚, 𝙩𝙞 𝙖𝙪𝙜𝙪𝙧𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙞𝙡 𝙗𝙚𝙣𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙩𝙞 𝙢𝙚𝙧𝙞𝙩𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙪𝙡𝙩𝙚𝙧𝙞𝙤𝙧𝙚 𝙞𝙢𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙩𝙖𝙥𝙥𝙖 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙩𝙖, 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙖𝙧𝙖’, 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙣𝙚𝙡 𝙩𝙪𝙤 𝙨𝙩𝙞𝙡𝙚, 𝙥𝙞𝙚𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙨𝙤𝙙𝙙𝙞𝙨𝙛𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙚 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙞𝙯𝙯𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖𝙡𝙞.

Il tuo impegno instancabile è il faro per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividere con te questa straordinaria avventura lavorativa in Arsenale, ma altrettanto lo sarà e per tutti i giovani che oggi approcciano a questo affascinante cammino lavorativo chiamato Arsenale marittimo.

Nonostante si concluda questa straordinaria avventura da dipendente con la difesa, 𝑮𝒊𝒖𝒔𝒆𝒑𝒑𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒇𝒆𝒓𝒎𝒆𝒓𝒂’ 𝒒𝒖𝒊 𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒆𝒓à 𝒊𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒐𝒓𝒅𝒊𝒏𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝑼𝑰𝑳𝑷𝑨 𝒆 𝑼𝑰𝑳 𝒅𝒊 𝑻𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒐, 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒂𝒗𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒍𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒎𝒊𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒆𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊𝒃𝒖𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒕𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒂𝒎𝒃𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒆𝒒𝒖𝒐 𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒊𝒅𝒂𝒍𝒆.

Auguroni Giuseppe!
Con affetto, la UIL di Taranto 🔵

Sciopero generale 1 dicembre: ADESSO BASTA!

📢🤝 𝔸𝔻𝔼𝕊𝕊𝕆 𝔹𝔸𝕊𝕋𝔸! 🤝📢🔵

Cari 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 e care 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶, 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 e 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗲 di Taranto,Domani ci troviamo ancora una volta in piazza, non solo come rappresentanti del Sindacato UIL Taranto, ma come 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗮 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲. I problemi sociali ed economici persistono, e la situazione richiede la nostra attenzione e azione congiunta.

🛑 🅢🅒🅘🅞🅟🅔🅡🅞 🅖🅔🅝🅔🅡🅐🅛🅔 – ❶ 🅓🅘🅒🅔🅜🅑🅡🅔 – 🅟🅘🅐🅩🅩🅐 🅛🅘🅑🅔🅡🅣🅐’, 🅑🅐🅡🅘 🛑 Abbiamo indetto uno sciopero generale perché riteniamo che le questioni fondamentali debbano essere affrontate con decisione e urgenza. La 𝒑𝒆𝒓𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒅’𝒂𝒄𝒒𝒖𝒊𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒔𝒂𝒍𝒂𝒓𝒊 𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝒊𝒍 𝒎𝒂𝒏𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒓𝒊𝒏𝒏𝒐𝒗𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒊, 𝒍𝒂 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒔𝒖𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐, 𝒊𝒍 𝒇𝒊𝒔𝒄𝒐 𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒗𝒊𝒅𝒆𝒏𝒛𝒂 sono tematiche che coinvolgono ognuno di noi.

🤲 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗜 𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘🤲 Il nostro sciopero è stato organizzato nel rispetto scrupoloso delle leggi vigenti. 𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗽𝘂𝗼’ 𝗮𝗿𝗿𝗼𝗴𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗶𝗹𝗮𝘁𝗲𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 quando è opportuno scioperare. La nostra Costituzione riconosce il diritto di protesta pacifica come una fondamentale espressione di democrazia, e oggi siamo qui per far valere questo diritto

🌐 𝗨𝗡𝗔 𝗩𝗢𝗖𝗘 𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗔𝗦𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔𝗧𝗜 🌐 Dalla piazza di Bari, e da tutte le altre piazze coinvolte in questa mobilitazione, si leva un grido di partecipazione e una richiesta chiara al Governo: 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒉𝒊 𝒆’ 𝒊𝒏 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒊𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂’, 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒉𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆’ 𝒅’𝒂𝒄𝒄𝒐𝒓𝒅𝒐. La diversità di voci è la forza della democrazia, e insieme possiamo costruire un futuro più giusto e sostenibile.

#1dicembre #scioperogenerale #adessobasta UIL – Unione Italiana del Lavoro UIL Puglia PierPaolo Bombardieri

UIL TRASPORTI TARANTO LANCIA L’ALLARME SU KYMA AMBIENTE: RITARDI NEGLI STIPENDI, AZIENDA VICINA AL DEFAULT

Sasso: “Mentre a Palazzo tutti sono intenti a ballare la quadriglia, i lavoratori Amiu anche questo mese percepiranno lo stipendio in ritardo”

Il segretario generale di UIL TRASPORTI TARANTO, Carmelo Sasso, interviene sulla preoccupante condizione in cui versa l’azienda pubblica di igiene urbana della citta di Taranto, Kyma Ambiente.

Nel comunicato, Sasso esprime preoccupazione per la condizione attuale della città, evidenziando una serie di problematiche che vanno oltre le dinamiche politiche e che impattano direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. La stasi politica, le continue controversie e la mancanza di decisioni concrete stanno causando ritardi e disastri, soprattutto nei servizi pubblici, nell’igiene urbana e nel decoro della città.
Il Segretario Generale UIL Trasporti Taranto auspica un cambio di rotta e una maggiore stabilità amministrativa, esortando il Sindaco, Rinaldo Melucci, ad affrontare con determinazione le criticità presenti e a garantire una gestione coerente delle partecipate, come Kyma Mobilità, che sta ottenendo risultati positivi grazie a relazioni industriali stabili.

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“Imbarazzante, oltre che sprezzante dei bisogni di Taranto e dei suoi cittadini, – scrive Carmelo Sasso, segretario generale di UIL TRASPORTI TARANTO – la stucchevole querelle messa in campo nelle ultime settimane dalla politica Ionica.

La città è ferma, anzi arretra ancora nella qualità dei servizi pubblici, nell’igiene e nel decoro urbano, più in generale nella qualità della vita.

Questa volta però la colpa non può certo ascriversi al ‘commissario’ o ai ‘congiurati’, mentre la politica locale e regionale continuano a trastullarsi con esperimenti da manuale Cencelli che nulla ha a che vedere con il pubblico interesse e con il bene di Taranto.

Delle ‘emergenze croniche’ come la questione Kyma Ambiente non vi è più traccia nella discussione politica territoriale da quando è stato aperto il ‘calciomercato di recupero’.

Non ci permettiamo di giudicare l’etica o la morale di chi, ottenendo mandato dai cittadini per navigare ad Est, di colpo vira ad Ovest disorientandoli, perché questo aspetto attiene alla cultura e alla sensibilità individuale delle persone.

Ciò che rileviamo però essendo questo un dato incontrovertibile è che la perdurante instabilità, non solo politica di chi governa il nostro territorio, sta causando ritardi e disastri che difficilmente potranno essere coperti a lungo; distraendo l’attenzione dei cittadini verso il mercato di recupero di dicembre (per rimanere nella metafora calcistica) messo in campo nelle ultime settimane anche perché di Lionel Messi in giro non se ne vedono.

Il cambiare continuamente assetto di governo e il mettere in discussione gli equilibri in Consiglio, sta portando a una totale paralisi della macchina amministrativa la cui riprova sono i ritardi oramai incontestabili nella organizzazione dei Giochi del Mediterraneo che stanno causando un grave danno anche di immagine al territorio che da anni si candida al suo rilancio anche attraverso il turismo.

Per quanto attiene le ‘croniche emergenze’ della nostra città un esempio lampante di questo stallo amministrativo è rappresentato dalla questione Kyma Ambiente che versa in uno stato comatoso in attesa di ulteriori prestiti bancari per evitare il fallimento attraverso il nuovo Contratto di Servizi e il relativo Piano Industriale che, a detta della proprietà Comune di Taranto, dovrebbero risanare e rilanciare l’azienda.

Del contratto di servizi che doveva essere pronto a settembre e del quale sono state mostrate a Palazzo di Città delle slide riepilogative alla vigilia di ferragosto non vi è traccia alcuna, neanche in bozza: in pratica ci hanno mostrato un altro rendering.

Siamo a dicembre e di questo importante documento per il rilancio oltre che della Società anche delle condizioni di decoro e igiene della città non vi è traccia alcuna; non ha neanche iniziato il suo percorso nelle relative commissioni consiliari prima di dover essere sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale.

Nel frattempo i lavoratori di Kyma Ambiente anche questo mese con molta probabilità percepiranno le retribuzioni in ritardo con grave nocumento per gli equilibri familiari che da mesi sopportano questi ritardi spesso non vedendosi pagate le cessioni del quinto e i fondi complementari.

Al netto di quanto accaduto confidiamo che il Sindaco abbia finalmente trovato un suo equilibrio con questa ‘nuova’ Giunta e soprattutto la serenità per affrontare con la giusta determinazione le gravi questioni di merito che nelle prossime settimane andranno poste come priorità dell’Amministrazione.

Siamo anche sicuri che il nuovo assessore all’Ambiente che prenderà in carico il dossier Kyma Ambiente Amiu saprà dare la giusta ‘verve’ a una vicenda che vive una fase di grave stallo dal punto di vista della relativa Direzione che tarda a produrre gli atti necessari al rilancio della Società.

Speriamo anche che i ‘rimpasti’ siano completi e non investano anche i CdA delle partecipate, perché al netto della grave situazione di Kyma Ambiente che necessita di attenzioni particolari, in Kyma Mobilità finalmente si è riusciti a stabilire delle relazioni industriali che stanno portando ottimi risultati, oltre che per l’azienda, questa volta finalmente, anche per i lavoratori.

Queste Società, seppur di proprietà e su indirizzo pubblico, alla fine della fiera sono delle Aziende che devono avere una continuità di gestione che eviti continui cambi di rotta e di filosofia oltre che di Consiglieri di Amministrazione.

Confidiamo anche che i nuovi ‘consiglieri’ di cui il Sindaco si è recentemente dotato siano in grado di aggiungere alla dinamicità politica, finora dimostrata, quella dose di esperienza e saggezza che forse in questa fase è mancata.

In assenza di un rasserenamento del clima politico a Taranto le decisioni continueranno a essere assunte altrove e continueremo ad assistere a commissariamenti e nomine di ‘salvatori della patria’ a vario titolo.

Pensiamo che la politica locale debba rendersi conto, anche nel suo interesse che spesso appare il preminente, che bisogna essere seri e stare attenti perché non restano molte altre formazioni alternative per continuare a ballare la quadriglia tutti insieme”.

Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: una chiamata all’azione per la parità di genere e la non violenza

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, Doriana Caleandro, Coordinatrice Pari Opportunità UIL Taranto, pone l’attenzione su una triste realtà che continua ad affliggere la società: la persistenza della violenza di genere. Rompendo con la retorica comune, il messaggio trasmette l’urgenza di affrontare questo problema con azioni concrete anziché con parole ripetute nel corso dei secoli.

“Inutile fare retorica – afferma Caleandro, sottolineando che la violenza sulle donne è una realtà ancora troppo presente nei fatti di cronaca nera – tutte cose dette e ridette da milioni di anni. Potrei fare infinite citazioni risalenti a secoli passati e che ad oggi risulterebbero ancora attualissime. Eppure risulta ancora necessario parlarne. A dircelo sono i fatti di cronaca nera che vedono nella stragrande maggioranza le donne come vittime di violenza, ogni tipo di violenza, fino ad arrivare alla tragedia del femminicidio”. 

“Siamo in una società che vive lo stereotipo delle favole, del principe azzurro, di cenerentola, della crocerossina, della casa del Mulino Bianco.  Accade che spesso ci giriamo dall’altra parte pur essendo testimoni diretti, quasi con la convinzione che quella violenza non ci riguardi. La verità è che non siamo culturalmente indottrinati alla parità di genere e al rispetto della vita altrui”

“Ci manca la consapevolezza che non esiste il raptus. I segnali ci sono, eccome! Basterebbe mettersi in allerta e prendere provvedimenti prima che sia troppo tardi, rompere il silenzio oltre che i rapporti. La forza del maltrattante sta negli occhi impauriti e nei sensi di colpa che genera alla sua vittima”. 

“È giusto iniziare a lavorare sulla società e non sul singolo individuo: abbandonare una immagine patriarcale, mettere in condizione i soggetti più fragili, che essi siano donne o uomini, a riconoscere l’atto violento prima di esserne vittime”.

“Inserire l’educazione all’affettività, al rispetto e alle differenze a partire dalla scuola dell’infanzia e per tutto il percorso scolastico, introducendo il tema della parità, del contrasto alle violenze di genere e all’odio omotransfobico. È, infatti, fondamentale contrastare la cultura del possesso con appositi momenti di formazione/discussione nei percorsi curriculari degli studenti. Introdurre l’educazione effettiva e sessuale nelle scuole di ogni grado, così come l’educazione al senso civico e al rispetto della vita. Sarebbe un buon inizio così come fare informazione e divulgazione dei numeri utili sul nostro territorio come il 1522 che pur essendo un numero nazionale a ricevere sarà sempre una operatrice del centro antiviolenza più vicino alla vittima”.

“Non tutti sanno che esiste anche il cosiddetto PROTOCOLLO ZEUS che nasce per garantire alla vittima una tutela rapida e anticipata rispetto alla definizione del procedimento penale e consiste nell’avvertimento, rivolto dal Questore allo stalker o maltrattante, di astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia o violenza. La vittima deve esporre i fatti a qualsiasi ufficio di Polizia o presso i Carabinieri e avanzare richiesta di ammonimento. Tale richiesta può essere avanzata non solo dalla vittima ma anche da un testimone che ha il diritto alla riservatezza”.

“Quando il Questore ammonisce non si limita alla mera notifica di un atto, ma offre contestualmente la possibilità di uscire da quella spirale di rabbia senza controllo, in sintesi, dando l’opportunità di entrare a far parte di un percorso di recupero che  aiuti a interrompere quel sentimento di rabbia prima che arrivi a conseguenze estreme. L’obiettivo è aiutare le persone a capire la causa dei loro comportamenti e a correggere l’aggressività”.

“Nel 2020 solo il 20% degli ammonimenti posti in essere sono diventati denunce. L’ultimo dato di oggi ci dice che le denunce sono scese al 9% ma la violenza non è di certo diminuita. Bisogna alzare l’attenzione su un fenomeno che non è per niente in calo”.

“Andiamo avanti, dobbiamo essere uniti focalizzandoci tutti sullo stesso obiettivo, senza distinzione di genere: la cultura paritetica e la non violenza. È arrivato il momento di capire che la cultura alla non violenza riguarda il mondo intero e che a goderne sarà la società e non il singolo individuo”.