Assistenza domiciliare. I cittadini pronti a mobilitarsi contro il Comune di Taranto

Sono pronti alla mobilitazione i cittadini che ieri sera hanno partecipato all’assemblea promossa da CGIL e UIL sul tema delle cartelle pazze relative alla quota di co-partecipazione da parte dei fruitori del servizio ai costi per l’assistenza domiciliare integrata di ADI e SAD.

Dopo il parziale dietrofront dell’amministrazione comunale che si era detta disponibile a ritirare cartelle di riscossione a volte com pregressi anche mille euro, gli utenti sono stati costretti a fare i conti con la realtà.

Conti veri e propri – dicono i referenti della CGIL e della UIL, Ronsisvalle e Eramo – Perchè quella variazione al Regolamento comunale, avvenuta senza nessuna interlocuzione con i sindacati, di fatto arriva su finanze famigliari già pesantemente compromesse dai “costi” imposti dalla fragilità. E il Comune che fa? Al posto di venire incontro ai suoi cittadini più “deboli”, continua a pretendere “minaccioso” il pagamento di spettanze per circa 25mila euro complessive (così come ci viene riferito in Commissione Servizi del Comune di Taranto – ndr): meno di tanti finanziamenti a pioggia allocati sul capitolo dell’intrattenimento.

Dunque la questione, per CGIL e UIL, non è solo economica ma anche di priorità politica nelle scelte che riguardano il governo del territorio.

Alla luce di questa situazione, con 350 famiglie e 60 operatori socio sanitari legati a doppio nodo a questa decisione politica è opportuno domandarsi qual è la ratio, ma anche l’orizzonte ideale, il DNA che questo ente continua ad avere sul fronte della giustizia sociale e dell’individuazione delle priorità – scrivono ancora Ronsisvalle e Eramo.

Infine il diktait.

Quelle richieste di pagamento vanno ritirate e va cambiato il regolamento comunale di accesso a servizi indispensabili per persone che misurano anche il grado di maturità e inclusione della comunità in cui vivono, dalla possibilità di rimanere dignitosamente cittadini – sottolineano i rappresentanti di CGIL e UIL – Se questo non accadrà il fronte si sposterà in piazza.

All’Assemblea cittadina di ieri, organizzata da CGIL e UIL, hanno partecipato anche i rappresentanti di molte associazioni del territorio

Sciopero nazionale contro le morti sul lavoro

🚨 𝕊ℂ𝕀𝕆ℙ𝔼ℝ𝕆 ℕ𝔸ℤ𝕀𝕆ℕ𝔸𝕃𝔼 ℂ𝕆ℕ𝕋ℝ𝕆 𝕃𝔼 𝕄𝕆ℝ𝕋𝕀 𝕊𝕌𝕃 𝕃𝔸𝕍𝕆ℝ𝕆 🚨

🚧 Le categorie nazionali degli edili e dei metalmeccanici di 🅒🅖🅘🅛 e 🅤🅘🅛 hanno indetto due ore di sciopero a fine turno per 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝟮𝟭 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 2024 in 𝒔𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒔𝒕𝒂, 𝒔𝒅𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒆 𝒓𝒆𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂 𝒆𝒎𝒆𝒓𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒔𝒖𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐, come successo ancora venerdì scorso all’interno del cantiere per la costruzione di un punto vendita Esselunga a Firenze.

‼️𝑰𝒍 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒑𝒐𝒓𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒓𝒅𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐, 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒆 𝒊𝒎𝒎𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒆 𝒇𝒐𝒓𝒕𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒑𝒖𝒓𝒕𝒓𝒐𝒑𝒑𝒐 𝒂 𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒆𝒈𝒈𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒆 è 𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒂 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂 𝒆𝒎𝒆𝒓𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒔𝒖𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐. Il Governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza devono assumersi la responsabilità per dire basta al massimo ribasso, ai sub appalti a cascata, alla precarietà, alla mancanza di controlli, alle procedure di sicurezza sempre più superficiali.

⚠️ Come CGIL e UIL Taranto 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘁-𝗶𝗻 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗶𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝟮𝟭 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟰 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼.

🖐🏻 𝘐 𝘤𝘪𝘯𝘲𝘶𝘦 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘪 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘪𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘌𝘴𝘴𝘦𝘭𝘶𝘯𝘨𝘢 𝘢 𝘍𝘪𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘯𝘰𝘮𝘪, 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘦, 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦. 𝘊𝘰𝘮𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 “𝘤𝘢𝘥𝘶𝘵𝘪 𝘴𝘶𝘭 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰” 𝘱𝘪ù 𝘥𝘪 40 𝘯𝘦𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘪 15 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘧𝘦𝘣𝘣𝘳𝘢𝘪𝘰.

📢 🅑🅐🅢🅣🅐 parlare di cordoglio, è il momento che il Governo le imprese e le loro associazioni di rappresentanza, si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro sono conseguenze di scelte, non una fatalità!

🛠️ Si è deciso di fare cassa togliendo le risorse per gli ispettori del lavoro e la medicina per la prevenzione sul territorio; deregolamentare la catena degli appalti, non intervenire sugli appalti privati, fino al punto che non si riesce a capire quali e quante ditte sono in un cantiere e di costringere le persone migranti a lavorare in clandestinità. È stata ignorata la Piattaforma di Cgil, Cisl e Uil e si continua ad agire senza il confronto con chi è nei posti di lavoro.

🛑 Con la patente a punti oggi probabilmente quelle aziende non avrebbero potuto avere l’appalto Esselunga; con una congruità anche su tempi e modi di esecuzione ci sarebbe un limite allo sfruttamento del lavoro; con l’obbligo alla timbratura si saprebbe chi e quanto tempo lavora in un cantiere.

📋 Vogliamo tutte le agibilità necessarie per gli RLS, RLST, delegati di sito alla sicurezza. Vogliamo il ripristino della parità di trattamento negli appalti e la responsabilità dell’impresa committente. Vogliamo l’applicazione dei CCNL del settore di riferimento, sottoscritti dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative, vogliamo la formazione obbligatoria prima di accedere nel luogo di lavoro.

🔍 Questi sono i cambiamenti necessari, altrimenti i richiami alla cultura della sicurezza sono frasi vuote. Vogliamo luoghi di lavoro sicuri senza il ricatto della perdita del lavoro e dei bassi salari. A partire dai cantieri.

🤝 Vogliamo l’apertura di un confronto vero il Governo su questi punti e su tutta la Piattaforma unitaria. Mercoledì 21 febbraio sciopero nazionale degli edili e dei metalmeccanici nelle ultime due ore di ogni turno. Mobilitazione anche con sciopero e assemblee in tutte le altre categorie. Cgil e Uil invitano a costruire visibilità delle iniziative con presidi diffusi sul territorio.

‼️ 𝗢𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗲’ 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶. 𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼𝗰𝗶 𝗥𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲.

Morselli querela il segretario Palombella, UIL TARANTO: “Non ci facciamo intimorire”

“L’annuncio odierno da parte dell’A.D. Lucia Morselli, è semplicemente degno di un copione al suo ultimo atto. Il secondo in pochi mesi che, questa volta, ha come matrice il sacrosanto diritto di pensiero e critica circa le dichiarazioni, del segretario nazionale della UILM Rocco Palombella, rese al quotidiano ‘La Repubblica’ in relazione all’audizione di giorno 13 febbraio scorso alla IX Commissione del Senato”.

Così il coordinatore generale della UIL di Taranto Pietro Pallini.

E continua: “Dapprima, poi leggendo, non neghiamo che per un attimo abbiamo pensato che la comunicazione fosse invece improntata alle dimissioni dell’A.D. Lucia Morselli, se non altro come atto dovuto verso un’intera comunità e al Paese, ma invece, siamo alle solite.

Anche in questa pessima circostanza, non è solo il Segretario generale della UILM nazionale Rocco Palombella a essere preso di mira ma il sindacato, e questo voglio sottolinearlo. Anche questa volta sapremo far valere le nostre motivazioni dinanzi alla legge, ma soprattutto, nessuno confidi attraverso questi atti di imbavagliare il sentimento di un’organizzazione sindacale libera, che si onora del consenso più ampio tra i lavoratori all’interno della fabbrica e non solo, e che di tutto ciò sono oramai esausti”.

“Sono ore cruciali – dice Pallini – quelle che passeranno da qui a breve per il futuro della grande fabbrica, cui sono legate le sorti di migliaia di lavoratori, quelle di una comunità e del Paese.

Lunedì 19 febbraio a Roma ci aspettiamo che il Governo metta la parola fine all’avviata desertificazione di un territorio, comunicandoci il rilanciando della siderurgia per ciò che non solo in Italia, ma nel resto d’Europa è verosimile fare”.

E conclude: “Pretendiamo di trovarci di fronte a un modello di industria fatto di un sistema di regole certo e nel solco della Legalità. Un esempio di rispetto dell’Ambiente circostante, della Sicurezza, Salute e del Lavoro accompagnato dalle inevitabili misure di protezione sociale, tanto per i lavoratori tutti, quanto per le imprese, entrambi che con non poche difficoltà, a volte miracolosamente, quegli impianti hanno contribuito a mantenerli in vita.

Al Governo, un ultimo messaggio: Coraggio!”

In piazza a Bari la protesta di Cgil e Uil Puglia contro l’Autonomia differenziata

Il delicatissimo tema dell’Autonomia differenziata (Ddl n. 615 – Calderoli), con la prima
approvazione da parte del Senato, potrebbe, tra meno di un mese diventare legge dello
Stato. Con ciò le Regioni potranno avocare a sé una, più o tutte le 23 materie tra cui settori
vitali come la scuola, sanità e trasporti con i pesantissimi riflessi di una riduzione dei diritti
civili e sociali al SUD.

Regioni più ricche, quali Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, potranno reclamare
maggiori entrate fiscali in ragione di maggiori servizi che già erogano rispetto alle Regioni
del SUD. Oltremodo, non avendo il Governo intavolato discussione concreta sulla
definizione dei LEP (Livelli Essenziali di Prestazione), che resta al momento indefinita, a
parte la promessa futura del loro finanziamento attraverso un Ddl ad hoc (Art. 3 Ddl n. 615),
la verità è che dopo l’autonomia differenziata lo Stato avrà sempre maggiori difficoltà a
reperire risorse per colmare i divari tra regioni.

Le Regioni del Nord, da una prima stima, tratterranno IRPEF e IVA per ben 9 Mld.
Se si pensa che l’ultima legge di bilancio ha previsto una dote economica di appena 24
milioni di euro (in deficit per 16 Mln), con tagli in tutti i settori, è evidente lo spettro di una
perfetta catastrofe del Mezzogiorno.

Va da sé, sebbene l’Art. 117 della Costituzione sia il baluardo per garantire a tutti
eguali diritti ed eguali opportunità, che l’assurda decisione di una legge senza una
preventiva discussione in Parlamento (Art. 138 della Costituzione), rischia di consacrare
quella che si rivelerà la vera e propria secessione dei ricchi, in cui l’Art. 117 della nostra
costituzione poco o nulla potrà più garantire.
Il giudizio della UIL su tutto ciò resta fortemente negativo, tanto per gli evidenti
profili di incostituzionalità della norma, quanto per il rischio più che concreto della futura
contrazione dei diritti di ognuno che metterà a rischio i principi di equità, solidarietà e di
giustizia sociale ed economica, in difesa dei quali la nostra organizzazione è da sempre in
prima linea.

Per tutte queste ragioni la UIL assume la decisione di mobilitarsi.
Lo faremo attraverso una manifestazione che avrà luogo Venerdì 9 febbraio p.v.
in Bari – Via Sparano (incrocio con Via Principe Amedeo) a partire dalle ore 17:00.

EX ILVA | Pallini (UIL): “Siamo di fronte al martirio sociale, al collasso industriale. Al Governo un nostro ultimo appello: CORAGGIO!”

A seguito delle ultime vicende che hanno investito il siderurgico di Taranto, Acciaierie d’Italia, interviene il coordinatore generale della UIL di Taranto Pietro Pallini fortemente preoccupato sullo stato in cui versa lo stabilimento siderurgico più grande d’Europa e su come questo si ripercuota negativamente sul tessuto socioeconomico della città Bimare. 

“Dopo l’istanza di composizione negoziata avanzata – scrive il coordinatore della UIL TARANTO, Pietro Pallini – dal socio privato, ciò che ha sentenziato il Tribunale di Milano deve rappresentare senza sé e senza ma lo spartiacque sulla fuoriuscita di questo socio privato. Infatti, il giudice delegato Francesco Pipicelli ha rigettato l’istanza di AdI avverso la possibile procedura di Amministrazione Straordinaria, dopo le ultime disposizioni di legge introdotte dal Governo. Un tentativo maldestro, da parte del socio privato, nell’avviare questa formale procedura che null’altro è che la perfetta ammissione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario dell’azienda”.

“Adesso il reale stato in cui versa la società – continua Pallini – è messo nero su bianco. Specchio di tutto ciò, è lo stato degli impianti, quei pochi rimasti in marcia, le manutenzioni e lo stato di malessere che serpeggia sempre più insistente nel territorio. Il termometro di tutto ciò per noi continua ad essere la realtà. Una realtà che è stata finora deformata, dissimulata, negata, perfino inventata. Va appena ricordato che nello Steel Commitment il 28 settembre dello scorso anno, l’A.D. Lucia Morselli nelle sue dichiarazioni rappresentò ‘un’azienda completamente diversa rispetto a quattro anni fa in cui si sono fatte cose molto belle’. E ancora: ‘un’azienda che non è in un brutto momento, molto più bella, più potente e molto più forte’”.

“Com’è andata, sono i fatti a dircelo. Siamo di fronte al martirio sociale – dice il numero Uno di Piazzale Bestatper le migliaia di lavoratori diretti, di Ilva in AS e dell’appalto in cassa integrazione, e i riflessi nefasti dell’impoverimento. Siamo altresì di fronte al collasso industriale, visto anche l’epilogo della visita ispettiva da parte dei Commissari di Ilva in A.S. e dei tecnici all’interno dello stabilimento. Comprova, l’insussistenza di elementi alle legittime richieste avanzate dalla delegazione durante l’ispezione per accertare il reale stato degli impianti, durato poco più di un’ora, al verso: ‘Vi faremo sapere’. Siamo all’inverosimile”.

Non ci sono più scuse. Serve prendere – incalza e conclude il coordinatore di Taranto della UIL – a ferme mani le redini dello stabilimento e, insieme, quelle di una comunità con i suoi lavoratori, le imprese e le persone che non attendono altro che questa pessima pagina si chiuda per aprirne una nuova, totalmente diversa. Certo, l’ombra pesante che aleggia dell’ulteriore commissariamento non è cosa vantaggiosa per nessuno, ma se ciò si rivelasse inevitabile, chiediamo al Governo ed a tutte le forze politiche di unirsi, accompagnando l’iter di conversione dei due Decreti Legge con i dovuti e necessari emendamenti. Impensabile non sostenere i lavoratori in questo dolorosissimo passaggio con misure straordinarie a loro tutela, a partire da un provvedimento che ponga il divieto dei licenziamenti, e che ristabilisca la via conforme della CIGS di relazione negoziale con le Parti sociali. Oltremodo, immorale immaginare di non sostenere in modo robusto le aziende, che saranno le stesse chiamate al risanamento di quegli impianti sulle quali vi è il peso di quasi 170 milioni di crediti. Al Governo un nostro ultimo appello, Coraggio!”

VERTENZA EX CTM | Ascom si impegna ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori

Si è svolto nella giornata di ieri, presso il varco 10 della raffineria Eni di Taranto, un presidio di solidarietà organizzato dalla UILTEC di Taranto a seguito del rischio imminente di perdita del lavoro per cinque operai della ex CTM, azienda dell’appalto che operava nel sito Eni.

Il segretario provinciale della UILTEC di Taranto, Amedeo Guerriero, commenta positivamente l’incontro con ASCOM, azienda che subentra a CTM.

“Forse abbiamo messo – ha detto – la parola fine a una vertenza che poteva mettere in bilico 5 famiglie che rischiavano di perdere il lavoro e quindi l’unico mezzo di sostentamento economico familiare. Ascom si è impegnata ad assumere a tempo indeterminato i 5 lavoratori con 2 step fondamentali. Il primo avvenuto nella giornata di ieri con l’accordo di assunzione a tempo determinato fino alla metà di giugno di quest’anno. Poi si passerà a siglare per questi 5 lavoratori un contratto a tempo indeterminato”.  

Una notizia, questa, positiva viste le innumerevoli vertenze occupazionali che stanno flagellando il territorio di Taranto facendo diventare ex tante aziende con i suoi lavoratori.

“Possiamo essere soddisfatti – conclude Guerriero – di aver guidato positivamente una trattativa delicata e difficile. Come UIL vigileremo affinché questo accordo venga rispettato sino alla fine. Il nostro impegno è, e resta, quello della tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici”

Centro per l’Impiego chiuso | Con la mobilitazione odierna, giunti nuovi elementi

Incontro tra sigle sindacali, Comune e Arpal giorno 8 febbraio

“Oggi abbiamo fatto un passo in avanti per ridare dignità lavorativa ai 45 dipendenti e 12 unità di coordinamento del Centro per l’Impiego di Taranto e per offrire un servizio dignitoso e sacrosanto per le istanze di lavoro, formazione e ricerca di occupazione di migliaia di cittadini e cittadine del territorio ionico”.

Così nella giornata di oggi 1 febbraio 2024 si sono espresse le sigle confederali di CGIL, CISL e UIL dopo aver incontrato i rappresentanti del comune di Taranto a margine di un sit-in di protesta organizzato sotto Palazzo di Città. Il motivo che ha portato le 3 sigle sindacali a tale mobilitazione risiede nella chiusura del Centro per l’Impiego di via Raffaele Carrieri a Taranto a causa di una disposizione del servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro di aprile 2023.

“Questo è un problema di una comunità – hanno detto Giovanni D’Arcangelo, Gianfranco Solazzo e Pietro Pallini, rispettivamente segretari territoriali di CGIL, CISL e UIL – che nel momento più critico sotto il profilo del lavoro si vede privarsi di un pilastro fondamentale: quello che mette in connessione il lavoro con i cittadini. In mancanza di una sede territoriale del Centro per l’Impiego, le nostre valutazioni sono ancor più severe, per effetto delle norme introdotte dal governo in tema di lavoro, che assegnano ai CPI un ruolo chiave”.

“L’incontro di oggi ci ha permesso di scoprire – continuano – una sorta di corrispondenza epistolare tra Arpal e Comune di Taranto avviata durante questi nove mesi. Dalle prime dichiarazioni rese dall’Assessore Liuzzi e dal vice Sindaco Azzaro a Palazzo di Città, si è avuta notizia della presunta intenzione dell’Arpal di ricercare una nuova sede, ma questa volta da acquistare. D’altro canto l’Amministrazione comunale ha messo sul piatto della bilancia le diverse disponibilità di patrimonio già esistenti e magari da riadattare, ma ciò, di fatto, non ha superato il paradossale e penalizzante ‘impasse’ che si è generato”.

Sulle evidenze del sit-in odierno, la prossima tappa cruciale risulta adesso essere quella di giovedì 8 febbraio, che rappresenta una data determinante in cui si capirà se le diverse visioni possono convergere in un linguaggio unico nell’interesse della collettività tarantina.

“E’ sicuramente un elemento di valutazione in più quanto emerso oggi con la convocazione di un incontro per giorno 8 febbraio p.v. – concludono D’Arcangelo, Solazzo e Pallini – ma non è ancora la soluzione. Giovedì avremo sicuramente un quadro più chiaro che ci consentirà di valutare i passi successivi. Taranto da questo momento in avanti deve ritornare ad avere il suo centro per l’impiego, come peraltro normale in ogni realtà di questo Paese”.

Centro per l’Impiego chiuso: Sit-in 1° Febbraio

Tra pochi giorni i lavoratori e i disoccupati tarantini festeggeranno un anno esatto dalla chiusura, per inagibilità e assenza d’igiene, del Centro per l’Impiego di Taranto.

A ricordarlo in una nota congiunta che annuncia anche il sit-in di protesta che si terrà il prossimo 1° febbraio (9.30-12.00) sotto Palazzo di Città a Taranto, sono i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL di Taranto.

“La struttura che per anni ha accolto le istanze di lavoro, formazione e ricerca di occupazione di migliaia di cittadini e cittadine del territorio, dall’aprile 2023 è chiuso nella completa indifferenza delle istituzioni che se ne dovrebbero occupare – dicono Giovanni D’Arcangelo, Gianfranco Solazzo e Pietro Pallini, rispettivamente segretari territoriali di CGIL, CISL e UIL – All’utenza, già in condizioni di precarietà o bisogno, viene di fatto chiesto di arrangiarsi: o si è capaci di orientarsi nel ginepraio delle pratiche on line o si raggiunge un’altra sede periferica a Castellaneta, Grottaglie, Manduria, Martina Franca o Massafra”.

“Siamo in una delle fasi più critiche per il lavoro in città eppure uno dei luoghi simbolo del collocamento e della ricerca di occupazione risulta non essere una priorità né per Regione Puglia, né per il Comune di Taranto, che sollecitati a più riprese, continuano a non affrontare il problema” – dicono i sindacalisti.

E da aprile 2023 ad oggi numerose le istanze che CGIL, CISL e UIL e i relativi sindacati di categoria, hanno presentato denunciando l’irragionevole vuoto in un territorio che nel solo 2023 ha registrato 21.759 nuovi disoccupati (fonte ISTAT).

Ad essere interessati del problema che riguarda, inoltre, 45 dipendenti e 12 unità di coordinamento, sono stati la Prefettura, il Comune di Taranto e la Regione Puglia, e tutte le volte non si è riusciti mai andare oltre i buoni propositi.

“Persino la lettera dello scorso 19 gennaio, indirizzata a Prefettura, Regione, Comune e ARPAL Puglia, in cui annunciamo la manifestazione di protesta che si svolgerà il prossimo 1 febbraio sotto la sede del Municipio di Taranto, non ha smosso l’attenzione dei destinatari – dicono D’Arcangelo, Solazzo e Pallini –  restituendo a tutti noi la frustrante sensazione che il lavoro non sia assolutamente percepito come una emergenza da affrontare con la dovuta solerzia”.

“La Regione Puglia e il Comune di Taranto, quest’ultimo secondo i propri obblighi normativi sanciti dall’art. 3 della Legge 56/87 – termina la nota dei sindacati – hanno il dovere di trovare una solzione tempestiva percorribile nell’immediato”.

Quella che, giusto per intenderci, manca da quasi un anno.


L’appuntamento per la stampa è Giovedì 1° febbraio 2024, dalle 9.30 alle 12.00, sotto la sede di Palazzo di Città di Taranto.

UIL e UILTRASPORTI su vertenza EX TCT

Per Ferretti tempi lunghi Protocollo con la Regione per gli ex lavoratori di Tct
Sasso e Pallini: serve la proroga per altri 18 mesi, tempo necessario a rioccupare i 330 portuali

Ieri l’assemblea organizzata da Uil e Uiltrasporti a cui ha partecipato il presidente dell’autorità portuale Prete. Rassicurazioni sull’impegno per la copertura dell’agenzia portuale oltre marzo. Formazione in vista

«A Taranto le vertenze si risolvono perché le aziende non esistono più. E noi oggi non possiamo permetterci di perdere nemmeno un pezzo dei lavoratori ex Tct-Evergreen». In un’assemblea ieri pomeriggio al Salina, Uil e Uil Trasporti tengono la barra dritta sui 330 lavoratori che, usciti anni fa dal precedente concessionario del terminal container, non sono stati ancora rioccupati e sono in carico all’Agenzia del lavoro portuale che però, stando al decreto Milleproroghe che si sta cercando di cambiare nella discussione in Parlamento, ha copertura e risorse solo sino a marzo prossimo.


In attesa che il testo del dl cambi e quindi dia un po’ di respiro in più all’Agenzia e ai lavoratori interessati «ci stiamo muovendo – spiega Piero Pallini, coordinatore Uil Taranto – per fare un protocollo a livello di Regione Puglia sulla formazione professionale degli ex TCT-Evergreen. Ma io ho anche spiegato ai lavoratori che parlare di misure Gol, Garanzia occupabilità lavoratori, e dare una serie di risorse specifiche, e poi avere a Taranto il centro per l’impiego chiuso, non credo che sia di miglior auspicio. Ho portato quindi i lavoratori a vedere la realtà. Per gli ex TCT-Evergreen, è fondamentale la riqualificazione e quindi accrescere le loro competenze. I lavoratori ci hanno rappresentato la forte volontà di tornare al lavoro qualunque esso sia e rendendosi disponibili per qualsiasi percorso di riqualificazione, ma prima vanno fatte una serie di cose».


All’assemblea ha partecipato anche il presidente dell’Authority, Sergio Prete, che «sull’investimento Ferretti dice che serviranno almeno altri due anni – dichiara Pallini -. Prima di due anni non vedremo nulla. E se questo è il tempo che dobbiamo attendere, per come si stanno muovendo oggi gli scenari geopolitici e mondiali, è anche probabile che Ferretti possa decidere di fare l’investimento altrove».
Sulla continuità dell’Agenzia, Prete afferma che «abbiamo testato la disponibilità di tutti i parlamentari per un’ulteriore richiesta di proroga degli strumenti a favore di questa categoria di lavoratori. Ciò non per mantenere unicamente una tutela, ma perché questo può consentire di allineare la stessa tutela ad una ricollocazione degli stessi lavoratori nelle numerose iniziative presenti nel porto. Iniziative che per motivazioni di natura burocratica, ambientale e altro, stanno rallentando l’insediamento e quindi la creazione di nuovi posti di lavoro. Siamo fiduciosi che nella conversione del Milleproroghe ci sia la possibilità di posticipare l’Agenzia a fine 2024, se non, addirittura, al termine del 2025 come noi abbiamo chiesto». In riferimento agli ex TCT-Evergreen, Prete spiega che l’Agenzia del lavoro non riguarda solo la loro ricollocazione presso un nuovo terminalista «ma li tutela per ogni nuova iniziativa in ambito portuale. È indubbio che le criticità che si sono concentrate su Taranto, compresa quella del siderurgico, ha portato ad una contrazione del lavoro in generale nell’ambito del porto. Ora confidiamo che, già a partire dai prossimi mesi, alcune di queste criticità vengano meno e si possano creare le condizioni per un riposizionamento».


«Il momento è delicato, i lavoratori sono preoccupati e il periodo di Natale tra l’altro è coinciso con la tensione per la proroga dell’Agenzia che poi è arrivata in maniera rocambolesca e temporanea – rileva Carmelo Sasso, segretario Uil Trasporti -. Inoltre, il ritardo nell’erogazione dell’indennità di mancato avviamento ha creato ulteriori difficoltà. Con i lavoratori abbiamo quindi fatto il punto dopo gli incontri dei giorni scorsi con i parlamentari e la task force Lavoro della Regione. Nei prossimi mesi la situazione dell’Agenzia dovrà necessariamente essere portata a definizione in termini di proroga, finanziamenti e riqualificazione dei lavoratori. Dopo i tre mesi accordati, abbiamo chiesto una proroga di almeno 18 mesi perché prima non possiamo assicurare ai lavoratori la rioccupazione, poi perché la riqualificazione prevede corsi complessi da 300-600 ore, e infine perché dobbiamo dare tempo ai progetti dei nuovi investitori, compreso l’ultimo di Vestas».

Domenico Palmiotti, Quotidiano di Puglia e Basilicata

ASSEMBLEA INFORMATIVA PER GLI ISCRITTI ALLA TARANTO PORT WORKERS AGENCY ASSOCIATI ALLA UILTRASPORTI

Al fine di fornire un aggiornamento completo e chiaro riguardo alla proroga della Taranto Port Workers Agency (TPWA) e alle iniziative in corso per la riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori associati, è stata indetta un’assemblea informativa per gli iscritti alla TPWA affiliati alla UILTRASPORTI.
L’assemblea si terrà giorno 22 Gennaio 2024 alle ore 17:00 presso il Salina Hotel, situato in Via Mediterraneo 1/Viale Unità di Italia 648-650.

Temi in agenda:

  1. Proroga dello strumento normativo che istituisce la Taranto Port Workers Agency
  2. Riqualificazione e ricollocamento dei lavoratori iscritti alla TPWA
  3. Aggiornamento sul Fornitore di lavoro temporaneo ex art 17 L84/98


All’assemblea interverranno il Coordinatore Generale della UIL Taranto, Pietro Pallini, e il Segretario Generale della UILTRASPORTI Taranto, Carmelo Sasso.

Dettagli dell’assemblea:

Data: 22 Gennaio 2024

Ora: 17:00

Luogo: Salina Hotel, Via Mediterraneo 1/Viale Unità di Italia 648-650