A rischio 140 lavoratori: UIL Trasporti sollecita un intervento della Commissaria Prefettizia Giuliana Perrotta

Si avvicina la scadenza dell’appalto multiservizi del Comune di Taranto, prevista per il prossimo 31 marzo, e con essa cresce la preoccupazione per il futuro di 140 lavoratrici e lavoratori che da anni garantiscono servizi essenziali alla cittadinanza.

La UIL Trasporti Taranto, insieme a FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL, ha inviato oggi una lettera urgente alla Commissaria Prefettizia del Comune di Taranto, Giuliana Perrotta, per chiedere un intervento immediato che scongiuri il rischio di interruzione occupazionale per questi lavoratori.

Il segretario generale UIL Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, lancia l’allarme: “Non possiamo permettere che 140 famiglie si trovino improvvisamente senza reddito e prospettive. La precedente giunta comunale aveva predisposto una proroga dell’appalto fino al 31 marzo, ma ora, senza una nuova gara all’orizzonte, la situazione rischia di precipitare. È necessario un confronto immediato con la Commissaria Prefettizia per trovare una soluzione concreta e garantire la continuità lavorativa di questi dipendenti.”

Come ricordano i sindacati, la proroga concessa alle società Servizi Integrati e General Service era una misura temporanea, in attesa di una nuova gara che potesse offrire stabilità lavorativa ai dipendenti. Tuttavia, a poche settimane dalla scadenza, il rischio di una paralisi del servizio e di un dramma sociale appare sempre più concreto.

“La nostra richiesta è chiara – continua Sasso –: serve un iter di gara che assicuri la continuità dei servizi erogati e metta fine all’incertezza che pesa su questi lavoratori. È un dovere delle istituzioni tutelare chi per anni ha garantito con professionalità ed efficienza servizi indispensabili per la comunità.”

Nella lettera indirizzata alla Commissaria Perrotta, UIL Trasporti, insieme alle altre sigle sindacali, chiede quindi la convocazione urgente di un incontro per discutere delle prospettive occupazionali di questi lavoratori e della necessità di garantire loro dignità e sicurezza lavorativa.

UIL Trasporti Taranto, con il suo segretario generale Carmelo Sasso, continuerà a battersi affinché nessuno venga lasciato indietro e affinché le istituzioni assumano un impegno concreto per il futuro di questi 140 lavoratori e delle loro famiglie.

MITILICOLTURA IN CRISI: ASSOCIAZIONI E SINDACATI CHIEDONO UN INCONTRO URGENTE AL COMMISSARIO PREFETTIZIO

Le principali associazioni e organizzazioni sindacali del comparto agroalimentare e della pesca di Taranto – AGCI AGRITAL TARANTO, UNCI AGROALIMENTARE, CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA, LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA, CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO, FAI CISL, FLAI CGIL, UILA PESCA – hanno richiesto un incontro urgente al Commissario Prefettizio del Comune di Taranto, Dott.ssa Giuliana Perrotta, per affrontare la grave crisi che sta colpendo il settore della mitilicoltura.

L’emergenza che affligge il comparto ha origine da una serie di fattori critici, tra cui le restrizioni imposte dalle ordinanze regionali sulla coltivazione nel primo seno del Mar Piccolo e l’eccezionale innalzamento delle temperature durante il periodo estivo. Questi elementi hanno determinato un crollo della produzione e una drastica riduzione dell’occupazione nelle aziende del settore.

Da mesi, le associazioni firmatarie stanno lavorando in sinergia con il Comune di Taranto, la Regione Puglia e il Commissario per le Bonifiche, Prof. Uricchio, al fine di individuare soluzioni per arginare l’emergenza e garantire la sopravvivenza delle imprese coinvolte. In particolare, si attendeva per il 27 febbraio scorso la convocazione del Tavolo di Concertazione Attività Alieutiche e di Maricoltura, che avrebbe dovuto affrontare questioni cruciali come il dissequestro di alcune aree del Mar Piccolo e il rilascio di nuove concessioni.

Al contempo, si stanno studiando misure per supportare i lavoratori del settore, privi di ammortizzatori sociali e ormai in una situazione di estrema difficoltà economica.

“Pur consapevoli della brevità del mandato del Commissario Prefettizio, riteniamo fondamentale che le azioni intraprese non subiscano interruzioni per evitare conseguenze gravi sul piano sociale ed economico. La mitilicoltura rappresenta un patrimonio storico e tradizionale insostituibile per la città di Taranto e un settore economico di rilevanza strategica” – si legge nella richiesta inviata al Commissario.

Le associazioni e i sindacati chiedono dunque un incontro urgente con la Dott.ssa Perrotta per illustrare nel dettaglio la drammatica situazione in corso e condividere un percorso che, con il supporto delle strutture tecniche comunali, permetta di dare continuità alle azioni già avviate e di garantire il rilancio del comparto.

Firmatari della richiesta:

UILA PESCA – Vincenzo Guarino

AGCI AGRITAL TARANTO – Emilio Palumbo

UNCI AGROALIMENTARE – Carla Macripò

CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA – Carlo Martello

LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA – Cosimo Bisignano

CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – Cosimo D’Andria

FAI CISL – Antonio Lafortuna

FLAI CGIL – Lucia Lapenna

SICUREZZA SUL LAVORO: LA UIL TARANTO INCONTRA GLI STUDENTI

Ha preso il via presso l’Aula Magna dell’ITT A. Pacinotti di Taranto il seminario “Educhiamo alla sicurezza, la scuola come ponte per il lavoro”, organizzato dalla UILM Taranto per sensibilizzare i giovani studenti sull’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’evento proseguirà anche nella giornata di domani, 14 marzo, con ulteriori approfondimenti e interventi.

Ad aprire i lavori, in rappresentanza della UIL Taranto, è stato Stefano Frontini, segretario organizzativo UIL Puglia, che ha lanciato un messaggio forte e chiaro: il diritto alla sicurezza sul lavoro non è negoziabile. Rivolgendosi agli studenti, prossimi all’ingresso nel mondo del lavoro, Frontini ha sottolineato il ruolo chiave della prevenzione, l’importanza dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e ha presentato la campagna nazionale della UIL Zero Morti sul Lavoro.

Questa iniziativa, promossa dalla UIL a livello nazionale, nasce per affermare con determinazione che nessuna fatalità può giustificare una vita spezzata sul posto di lavoro. L’obiettivo è chiaro: zero vittime, più formazione, più controlli e più sicurezza per tutti. La sicurezza deve essere una priorità condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori, affinché ogni ambiente lavorativo sia protetto e privo di rischi evitabili.

Il seminario: formazione e consapevolezza per i futuri lavoratori

L’evento, strutturato su due giornate, si propone di fornire agli studenti strumenti concreti per affrontare il loro futuro professionale con maggiore consapevolezza sui rischi e sulle misure di tutela disponibili.

📅 Giovedì 13 marzo 🔹 “L’RLS e la gestione del ruolo” 🎤 Relatore: Andrea Farinazzo, Responsabile Ufficio Ambiente Salute e Sicurezza UILM Nazionale

📅 Venerdì 14 marzo 🔹 “Rischio chimico, schede sicurezza e regolamenti REACH e CPL” 🎤 Relatrice: Dr.ssa Sonia Russo, Referente Sicurezza Chimica Regione Veneto

La scuola rappresenta il primo e più importante luogo in cui costruire una cultura della sicurezza: insegnare la prevenzione significa formare lavoratori più consapevoli e cittadini più responsabili. Ogni giovane che oggi apprende l’importanza della sicurezza sarà un adulto più preparato e tutelato domani.

UIL Taranto: per una sicurezza che non sia più un’emergenza, ma una certezza per tutti.

Innovazione e prevenzione: Feneal UIL Taranto promuove un incontro sulla Sicurezza sul Lavoro

In un’epoca in cui la tecnologia avanza a ritmi sempre più serrati e la sicurezza nei luoghi di lavoro diventa una priorità inderogabile, Feneal UIL Taranto organizza un importante incontro dal titolo “Innovazione e prevenzione sulla sicurezza sul Lavoro”. L’evento si terrà venerdì 14 marzo alle ore 18.00 presso la sala multimediale del Formedil Cpt Taranto, situata in Via Carlo Sorcinelli, 21.

Il convegno si propone come un momento di approfondimento e confronto sulle ultime novità del settore edile, in particolare sulla recente introduzione della patente a punti e sulle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale nel migliorare la prevenzione e la sicurezza nei cantieri.

A partire dal 2024, infatti, tutte le aziende e i lavoratori autonomi operanti nei cantieri devono essere in possesso della patente a crediti, un sistema innovativo che, attraverso premi e sanzioni, punta a elevare gli standard di sicurezza e a ridurre il rischio di incidenti. Ma non è tutto: la tecnologia sta offrendo strumenti sempre più avanzati per monitorare e prevenire situazioni di pericolo. Droni, robot, telecamere e sensori intelligenti, oltre a sistemi di realtà aumentata e algoritmi predittivi, sono solo alcune delle soluzioni che verranno esplorate durante l’incontro.

L’evento vedrà la partecipazione di esperti del settore, tra cui:

  • Maurizio Romanazzo, Direttore Formedil Cpt Taranto;
  • Giuseppe Gigante, Direttore Regionale Inail Puglia;
  • Maria Carmela Amorigi, Responsabile Ufficio Legale Anmil;
  • Federica Trianni, esperta del settore edile;
  • Michele Leone, responsabile del Progetto SentirSIcuri;
  • In collegamento web, operatori Cantieri Elettrici CSP dell’azienda Developing.it.

A introdurre e coordinare l’incontro sarà Ivo Fiore, Segretario Generale Feneal UIL Taranto.

L’evento si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal progetto SentirSIcuri, un’iniziativa del sindacato volta a diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro attraverso strumenti digitali innovativi, inclusi i social media e il podcast dedicato SentirSIcuri.

Un appuntamento imperdibile per professionisti del settore e per tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza sul lavoro, in un contesto sempre più tecnologico e in continua evoluzione.

8 MARZO, UIL TARANTO: “PARITÀ DI GENERE ANCORA UN MIRAGGIO. SERVONO AZIONI IMMEDIATE”

D’Arcangelo (UIL PO): “Non vogliamo solo celebrazioni, ma diritti concreti. senza parità salariale, tutele per le madri e lavoro dignitoso, le donne saranno sempre svantaggiate”


Taranto, 8 marzo 2025 – C’è poco da festeggiare. Ancora oggi, la parità di genere in Italia è un traguardo lontano. I numeri parlano chiaro: il tasso di occupazione femminile è il più basso d’Europa, il divario salariale sfiora il 30% e le pensioni delle donne restano quasi la metà di quelle degli uomini. Le lavoratrici sono spesso costrette ad accettare impieghi precari, con salari inferiori e minori possibilità di carriera. A tutto questo si aggiunge il peso della maternità, che troppo spesso si traduce in un ostacolo alla stabilità lavorativa. “Non possiamo permettere che l’8 marzo si riduca a una celebrazione priva di significato – afferma Patrizia D’Arcangelo, coordinatrice della UIL Pari Opportunità di Taranto – Oggi non chiediamo fiori, ma diritti concreti, salari equi e condizioni di lavoro dignitose. Le donne continuano a essere discriminate sul posto di lavoro e le istituzioni non possono più voltarsi dall’altra parte”.

In Italia, il gender pay gap resta una ferita aperta. Gli stipendi delle lavoratrici sono più bassi di quelli dei colleghi uomini di circa il 10,4%, con differenze che vanno dai 3.000 ai 14.000 euro annui a seconda dell’inquadramento. Per le donne più giovani il divario è meno marcato, ma cresce con l’età fino a superare il 27% tra le lavoratrici più anziane. “L’idea che il tempo risolva le disuguaglianze è un’illusione – sottolinea D’Arcangelo – Il problema del divario salariale non si colmerà da solo. Servono interventi concreti per garantire stipendi equi, tutele per le lavoratrici madri e misure che favoriscano la crescita professionale delle donne. Il cambiamento deve avvenire ora”.

Il quadro è ancora più drammatico al Sud, dove l’occupazione femminile fatica a decollare. Mentre le regioni del Nord e del Centro hanno raggiunto il target del 60% di occupazione femminile, il Mezzogiorno è ancora fermo al palo. “Le donne del Sud sono doppiamente penalizzate – denuncia D’Arcangelo – Non solo faticano a entrare nel mondo del lavoro, ma quando ci riescono devono accontentarsi di stipendi più bassi, meno tutele e contratti precari. Se davvero vogliamo parlare di sviluppo, dobbiamo partire da qui: investire sulle donne significa investire sul futuro di tutto il Paese”.

Anche la sicurezza sul lavoro resta una questione aperta. Nel 2024 gli infortuni femminili sono leggermente diminuiti, ma quelli nel tragitto casa-lavoro sono aumentati del 5%, confermando che le donne sono più esposte ai rischi fuori dai luoghi di lavoro. L’incidenza degli infortuni in itinere è del 28% per le donne contro il 19% degli uomini, e il dato diventa ancora più drammatico nei casi mortali, dove la percentuale femminile sale al 56,5%. “Anche su questo tema manca una vera attenzione da parte delle istituzioni – osserva D’Arcangelo – Le donne si spostano di più per lavoro, spesso con mezzi pubblici inadeguati o in orari disagevoli, eppure il problema della sicurezza nei trasporti e nelle città non è mai una priorità. Non possiamo accettare che una lavoratrice rischi la vita semplicemente andando o tornando dal lavoro”.

Un altro nodo irrisolto è quello della maternità. Il numero di contratti a tempo indeterminato per le donne continua a essere nettamente inferiore rispetto a quello degli uomini: nel 2023, sono stati 3.489 per le donne contro 6.014 per i lavoratori maschi. Le donne sono ancora costrette a scegliere tra lavoro e famiglia, perché i servizi di supporto restano insufficienti. “Ogni anno si parla di nuove misure per sostenere la genitorialità, ma alla fine sono sempre interventi parziali – denuncia D’Arcangelo – Il bonus mamme previsto per il 2025, ad esempio, non ha ancora un decreto attuativo. Le famiglie non possono vivere nell’incertezza. Servono congedi paritari, servizi per l’infanzia accessibili a tutti e un sistema che non penalizzi le madri sul lavoro. Fino a quando la maternità sarà considerata un problema, le donne saranno sempre svantaggiate”.

La UIL Pari Opportunità di Taranto chiede un cambio di passo immediato. “Non possiamo continuare a trattare questi temi come questioni secondarie – conclude D’Arcangelo – La parità di genere non è solo un diritto, ma una necessità per la crescita del Paese. È ora che la politica si assuma la responsabilità di garantire un futuro in cui le donne non siano più costrette a lottare per ciò che dovrebbe essere scontato: il diritto a un lavoro dignitoso, sicuro e retribuito equamente”.

Edilizia, siglato il nuovo CCNL: più tutele e salari più alti per 5000 lavoratori a Taranto

Ivo Fiore (FenealUIL Taranto): “Una svolta per il settore: più trasparenza, contrasto al lavoro nero e aumenti salariali concreti”


Taranto, 24 febbraio 2025 – Un passo avanti per i lavoratori edili nazionale, e di Taranto e provincia: con il rinnovo del CCNL dell’industria e delle cooperative dell’edilizia, siglato il 21 febbraio dalle parti sociali del settore, arrivano aumenti salariali, maggiore trasparenza e nuove misure per la regolarità del lavoro. Il nuovo contratto interessa circa 5000 addetti sul territorio jonico.

L’intesa, raggiunta tra FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e le associazioni datoriali Ance, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci Produzione e Lavoro, prevede un incremento salariale di 210 euro al secondo livello. Inoltre, sono stati introdotti strumenti innovativi come la denuncia unica edile e la regolamentazione della trasferta, che mirano a contrastare il lavoro irregolare e a garantire maggiore affidabilità del settore.

Il segretario generale di FenealUIL Taranto, Ivo Fiore, ha commentato: “Questo rinnovo rappresenta una svolta per il settore edile del nostro territorio. Con la denuncia unica edile, sarà possibile garantire maggiore trasparenza e combattere più efficacemente il lavoro nero, un fenomeno purtroppo ancora diffuso. Inoltre, l’aumento salariale è un segnale importante per la tutela del potere d’acquisto dei lavoratori”.

Un altro aspetto rilevante riguarda la trasferta: il nuovo regime prevede l’implementazione di un sistema automatizzato che semplifica gli adempimenti per le imprese e garantisce un maggiore controllo sulla corretta applicazione contrattuale. “Finalmente si introduce uno strumento che migliora le condizioni dei lavoratori e favorisce le imprese che operano nel rispetto delle regole”, ha aggiunto Fiore.

Il contratto, che scadrà il 30 giugno 2028, sarà ora sottoposto alle assemblee dei lavoratori per la validazione entro il 20 marzo 2025. “Ora tocca ai lavoratori valutare questo rinnovo contrattuale. Noi continueremo a vigilare affinché venga applicato in tutti i cantieri della provincia”, ha concluso il segretario FenealUIL Taranto.

UIL PA | Difesa: il declino della forza lavoro civile e l’opportunità mancata per Taranto

La UILPA denuncia la crisi occupazionale negli enti militari e chiede un piano urgente di assunzioni per salvare competenze e garantire continuità operativa.

Taranto, un tempo fulcro dell’industria della Difesa, oggi vede assottigliarsi il suo patrimonio di competenze e posti di lavoro. Il drastico calo della forza lavoro civile nel Ministero della Difesa non è solo una questione numerica, ma un campanello d’allarme per l’intero tessuto economico e sociale della città. L’Arsenale Militare, che fino a pochi decenni fa contava 1.400 dipendenti, oggi ne registra appena 800. Stessa sorte per il Comando Stazione Navale Mar Grande, passato da 540 a 340 unità. Una riduzione complessiva del 40% che, secondo la UILPA di Taranto, rischia di compromettere non solo l’efficienza operativa degli enti militari, ma anche il futuro occupazionale di un territorio già segnato da una lunga crisi industriale.

“La situazione è diventata insostenibile”, dichiara Vincenzo Boccadamo, segretario aziendale e coordinatore RSU UILPA Maristanav Taranto. “Parliamo di una desertificazione silenziosa che sta prosciugando le nostre officine e i nostri uffici. Ogni pensionamento si traduce in una perdita di competenze difficilmente recuperabile, mentre i concorsi pubblici, rari e mal distribuiti territorialmente, non bastano a colmare il vuoto”.

La UILPA punta il dito anche contro la scelta, rivelatasi inefficace, di estendere la permanenza in servizio oltre i 67 anni. “Doveva essere un’opportunità per il passaggio di consegne generazionale, ma si è trasformata in un vicolo cieco. I dipendenti più esperti lasciano il servizio senza che vi sia stato un reale trasferimento di know-how, mentre le nuove assunzioni si fanno attendere anni”.

Il confronto con altri paesi europei è impietoso: mentre l’Italia conta appena 11.600 civili nella Difesa, la Germania ne impiega 50.000, la Francia 62.500, il Regno Unito 58.300 e la Spagna 51.000. Un’anomalia che, secondo Boccadamo, non è più giustificabile, soprattutto alla luce dell’attuale instabilità geopolitica: “In un contesto internazionale sempre più fragile, ridurre il personale civile significa compromettere la capacità operativa delle nostre Forze Armate e aumentare il ricorso alle esternalizzazioni, con costi pubblici fuori controllo”.

La UILPA chiede un piano straordinario di assunzioni, che garantisca il ricambio generazionale e la salvaguardia delle competenze tecniche, evitando che un intero settore cada nell’oblio. “Questa potrebbe essere l’ultima opportunità per rilanciare un comparto strategico per il Paese e per Taranto. Non coglierla sarebbe un errore imperdonabile”.

Taranto, UIL: “La città a un bivio, servono scelte coraggiose per il rilancio”

Frontini: “Crisi industriale, lavoro precario e infrastrutture ferme: senza una guida forte rischiamo il declino. Ora servono visione e concretezza per il futuro di Taranto.”

TARANTO, 23 febbraio 2025 – “Taranto è a un bivio: da una parte il rischio di un declino irreversibile, dall’altra la possibilità di una rinascita, ma servono scelte coraggiose e una visione chiara”. Con queste parole Stefano Frontini, segretario organizzativo della UIL Puglia, denuncia lo stato di emergenza in cui versa il capoluogo ionico.

La crisi amministrativa, culminata con la caduta del consiglio comunale, arriva nel momento peggiore possibile: la città è stretta nella morsa di un declino industriale senza precedenti, con un tessuto produttivo sempre più fragile e un futuro incerto per migliaia di lavoratori. “Taranto è in agonia: il tasso di occupazione è il più basso della Puglia, le aziende chiudono, le famiglie sono in difficoltà. E mentre il mondo va avanti, noi restiamo fermi, ostaggio di una classe politica incapace di risolvere i problemi reali della città. Proprio in questi giorni abbiamo portato nel capoluogo ionico la carovana ‘No ai lavoratori fantasma’ per portare all’attenzione di tutti la questione Taranto e parlare di lavoro e diritti”, aggiunge Frontini.

La UIL lancia un allarme chiaro: “Taranto merita rispetto e una classe politica che finalmente esca dalle dinamiche degli equilibri (ed equilibrismi) di palazzo che in questi ultimi anni hanno causato solo instabilità e dannosi capovolgimenti di fronte, per concentrarsi su una visione strategica di città, che rimetta al centro le persone e quindi temi come il lavoro, lo sviluppo del tessuto commerciale e produttivo, la sicurezza e la salute della comunità. Un percorso che deve passare anche e necessariamente da un confronto tra l’amministrazione e le parti sociali che da anni è colpevolmente assente”.

Un’economia al collasso e un futuro che sfugge

I numeri parlano chiaro: nel 2024 sono state autorizzate oltre 3,5 milioni di ore di cassa integrazione, mentre il tasso di occupazione si attesta al 43,2%. La desertificazione industriale avanza senza freni, con la chiusura di realtà storiche come ex TCT, ex Albini, ex Ilva ed ex Cementir. “Abbiamo perso pezzi interi della nostra economia e non abbiamo mai avuto un piano serio per rilanciare il lavoro. È inaccettabile”, incalza Frontini.

Le opportunità ci sarebbero, ma senza una guida politica concreta restano solo sulla carta. Il Just Transition Fund (JTF) potrebbe garantire investimenti per la riconversione industriale e ambientale, mentre i Giochi del Mediterraneo 2026 rappresentano un’occasione unica per il rilancio delle infrastrutture e del turismo. Ma senza una programmazione efficace e un’amministrazione in grado di gestire i progetti, il rischio è quello di sprecare risorse preziose e vedere sfumare ogni possibilità di rilancio.

“E mentre la politica cittadina si sgretola, il governo nazionale resta a guardare. Taranto non può più essere trattata come un problema marginale. Serve un intervento deciso, servono investimenti mirati, serve una regia politica forte che impedisca alla città di affondare definitivamente”, denuncia la UIL.

Settori storici in crisi: la mitilicoltura rischia di scomparire

A pagare il prezzo più alto di questa paralisi sono anche i settori storici dell’economia tarantina. La mitilicoltura, simbolo identitario della città, è in ginocchio. Centinaia di famiglie vedono il proprio futuro appeso a un filo, tra il disinteresse della politica e la mancanza di misure di sostegno. “Siamo davanti alla possibile scomparsa di un settore che ha fatto la storia di Taranto. Se non si interviene subito, rischiamo di perdere per sempre una tradizione secolare e una fonte di reddito per tantissimi lavoratori”, avverte Frontini.

Trasporti inesistenti, aeroporto dimenticato: il nodo delle infrastrutture

Come se non bastasse, Taranto continua a scontare un drammatico ritardo sul fronte delle infrastrutture. L’assenza di un piano serio per i trasporti su gomma e su rotaia frena lo sviluppo del territorio e penalizza cittadini e imprese. “Non abbiamo collegamenti adeguati, i trasporti pubblici sono al collasso, e nessuno sembra preoccuparsene”, denuncia Frontini.

E poi c’è la questione irrisolta dell’aeroporto di Grottaglie. Potrebbe essere una risorsa strategica per il turismo e per l’economia locale, e invece resta nel limbo, prigioniero di scelte politiche miopi e di un’assenza totale di programmazione. “Non sappiamo ancora quale sia il suo destino, se verrà realmente utilizzato per il traffico passeggeri o se resterà un’infrastruttura fantasma. È l’ennesimo esempio della mancanza di visione di chi governa il territorio”.

Taranto merita di più: la UIL chiede responsabilità e concretezza

La UIL non ha dubbi: La città ha bisogno di un’amministrazione capace di attrarre investimenti, di sviluppare la portualità, l’aerospazio, l’economia del mare e la ricerca per la decarbonizzazione. “Abbiamo il Tecnopolo che potrebbe essere un punto di riferimento a livello internazionale, abbiamo le potenzialità per diventare un hub strategico per il Mediterraneo, ma senza una governance forte e competente rischiamo di sprecare tutto”, avverte Frontini.

Il sindacato chiede con forza una classe dirigente che sappia guardare alla concretezza. “Non possiamo permettere che la città resti in questa situazione di stallo. Taranto ha bisogno di una guida politica all’altezza delle sfide che ci aspettano. I cittadini meritano risposte, i lavoratori meritano certezze, la città merita un futuro. E il futuro si costruisce ora, non tra mesi o anni”.

“No ai lavoratori fantasma” – La UIL denuncia il lavoro sommerso a Taranto ( prima giornata)

Taranto, 20 febbraio 2025 – Dare voce ai lavoratori invisibili, denunciare lo sfruttamento e promuovere un’occupazione stabile e sicura: questi gli obiettivi della terza tappa della campagna nazionale della UIL “No ai lavoratori fantasma”, che ha fatto tappa a Taranto, unica città pugliese coinvolta nell’iniziativa.

Un evento di portata nazionale che ha visto la partecipazione di figure di spicco del sindacato e delle istituzioni, con il preciso intento di portare alla luce una realtà troppo spesso ignorata: quella di migliaia di lavoratori costretti a vivere nell’ombra, senza tutele e senza diritti.

Un fenomeno allarmante: il quadro di Taranto e della Puglia

La giornata è stata aperta dall’intervento di Emanuele Ronzoni, Segretario Organizzativo UIL Nazionale, che ha sottolineato come questa campagna si affianchi a un’altra battaglia storica del sindacato: “Zero morti sul lavoro”.
“Il lavoro sommerso, precario e sfruttato distrugge la dignità delle persone e alimenta un sistema economico malato. La UIL è in prima linea per garantire sicurezza e diritti per tutti”, ha dichiarato Ronzoni.

Secondo Gianni Ricci, Segretario Generale UIL Puglia, Taranto rappresenta tristemente la città simbolo di questa emergenza, in un contesto regionale già fortemente compromesso:

  • L’80% dei nuovi contratti in Puglia è precario.
  • 1 contratto su 5 dura meno di un mese.
  • Oltre 200mila lavoratori in nero, che generano un’economia sommersa da 4,5 miliardi di euro.
  • Il tasso di disoccupazione in Puglia si attesta al 12,1%, ben al di sopra della media nazionale (8,2%).
  • Il tasso di occupazione a Taranto è il più basso della regione con appena il 43,2%.

L’analisi dei dati: Fabio Piacenti (EURES)

A confermare il quadro drammatico è stata l’analisi di Fabio Piacenti, Presidente di EURES, che ha presentato dati preoccupanti sul fenomeno del lavoro precario in Italia:
🔹 Meno di 1/6 delle assunzioni nel 2024 è stata a tempo indeterminato.
🔹 Le trasformazioni da tempo determinato sono calate del 5%.
🔹 Il part-time involontario continua a crescere, toccando il 38% dei contratti precari.
🔹 Gli occupati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) sono appena 19.000 in tutta Italia, con un reddito medio mensile di 234 euro.

“L’Italia sta vivendo una crisi occupazionale profonda, dove il lavoro precario è diventato la norma e non l’eccezione. È necessaria un’inversione di rotta, altrimenti il rischio è quello di una generazione senza futuro”, ha dichiarato Piacenti.

Transizione industriale e giustizia sociale: quale futuro per il lavoro instabile?

Un momento di grande rilevanza dell’evento è stato il primo panel della giornata, moderato dal giornalista Nicola Sammali (TarantoToday), che ha affrontato una delle questioni più delicate per il Mezzogiorno: la transizione industriale e il suo impatto sui lavoratori.

Nel dibattito sono intervenuti esperti e rappresentanti sindacali per discutere le sfide e le opportunità legate alla trasformazione economica, con la necessità di garantire giustizia sociale e diritti per i lavoratori.

✅ Vera Buonomo, Segretaria Confederale UIL Nazionale, ha sottolineato l’importanza di non sacrificare il lavoro in nome di un’industrializzazione senza regole: “La transizione deve essere giusta, sostenibile e inclusiva. Non possiamo permettere che diventi un altro strumento di precarizzazione”.

✅ Rocco Palombella, Segretario Generale UILM Nazionale, ha evidenziato la necessità di tutelare i lavoratori dell’industria, soprattutto in un territorio come Taranto, già segnato da crisi aziendali e incertezze sul futuro:
“Taranto ha pagato un prezzo altissimo per le politiche industriali sbagliate. Non possiamo accettare che i lavoratori siano sempre quelli che subiscono le conseguenze delle crisi. Serve un piano serio di rilancio e investimenti”.

✅ Daniela Piras, Segretaria Generale UILTEC Nazionale, ha ribadito il ruolo strategico del settore energetico e industriale nella creazione di posti di lavoro, ma ha anche ammonito: “Se la transizione energetica non sarà accompagnata da una strategia chiara di tutela del lavoro, il rischio è che si creino nuove sacche di precarietà, anziché opportunità”.

✅ Alessandro Delli Noci, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, ha riconosciuto l’importanza del dibattito e ha sottolineato l’impegno della Regione nel sostenere misure che favoriscano un’occupazione stabile e di qualità: “Il nostro obiettivo è creare condizioni di sviluppo che non lascino indietro nessuno. Il precariato non può essere il prezzo da pagare per la crescita economica.”

Il sostegno delle istituzioni e il coinvolgimento della comunità

L’evento ha visto anche il supporto dell’amministrazione comunale di Taranto, con il saluto di Gianni Azzaro, che ha ribadito la volontà del Comune di lavorare a fianco della UIL per contrastare il lavoro irregolare e promuovere una nuova cultura del lavoro dignitoso.

Oggi e domani, la campagna UIL proseguirà alla Rotonda Marinai d’Italia, dove sarà allestito un Truck di oltre 13 metri trasformato in un punto di ascolto e informazione. Qui i cittadini potranno confrontarsi con esperti, lavoratori, giovani e pensionati per discutere di precariato, diritti e soluzioni concrete per il futuro del lavoro.

“NO AI LAVORATORI FANTASMA” | LA UIL DENUNCIA IL LAVORO SOMMERSO A TARANTO

Taranto, 18 febbraio 2025 – Far emergere l’invisibile e dare voce ai lavoratori precari e al fenomeno del lavoro sommerso. Questo l’obiettivo della campagna nazionale della UIL “No ai lavoratori fantasma”, che il 20 e il 21 febbraio farà tappa a Taranto, unica città pugliese coinvolta nell’iniziativa. La conferenza stampa di presentazione si è svolta oggi presso la sede della UIL di Taranto, alla presenza del segretario generale UIL Puglia, Gianni Ricci, e del segretario organizzativo UIL Puglia, Stefano Frontini.

UN FENOMENO ALLARMANTE La tappa di Taranto segue quelle di Ascoli Piceno e Potenza, con l’obiettivo di denunciare il crescente problema del lavoro precario e irregolare, una piaga che colpisce milioni di lavoratrici e lavoratori in tutto il Paese e in particolare nel Mezzogiorno.

“Abbiamo scelto Taranto perché è la provincia che soffre di più in Puglia, dove la precarizzazione del lavoro è la norma. In Puglia, l’80% delle nuove attivazioni contrattuali sono di lavoro precario e a termine, e un quinto di esse non supera il mese di durata. Non possiamo continuare a raccontare un Paese che cresce mentre milioni di persone sono costrette a vivere nell’ombra, senza tutele e senza diritti”, ha dichiarato Gianni Ricci.

I DATI: PUGLIA E ITALIA A CONFRONTO Incrociando i dati Istat e Inps, il quadro emerge in tutta la sua gravità:

  • In Puglia, solo il 7,6% dei contratti attivati nel 2024 è a tempo indeterminato.
  • Oltre l’80% dei contratti è a tempo determinato, di cui un quarto ha durata tra uno e tre mesi e uno su cinque meno di 30 giorni.
  • Sono oltre 200mila i lavoratori in nero, generando un’economia sommersa pari a 4,5 miliardi di euro.
  • Il tasso di irregolarità in Puglia raggiunge il 14,4%.
  • La disoccupazione pugliese si attesta al 12,1%, ben sopra la media nazionale dell’8,2% e quella del Nord Italia (5,1%).
  • L’occupazione in Puglia è al 50,7%, con Taranto al minimo regionale (43,2%).
  • Il tasso di inattività ha toccato il 33,7%, segnalando un grave problema di scoraggiamento lavorativo.

A livello nazionale, il fenomeno si conferma allarmante:

  • Meno di 1/6 delle assunzioni nel 2024 sono state a tempo indeterminato.
  • Nel periodo gennaio-settembre 2024, le assunzioni nel settore privato sono diminuite dell’1,7% rispetto al 2023.
  • I contratti di apprendistato e tempo indeterminato sono calati rispettivamente del 9,6% e del 5,8%.
  • L’incidenza del part-time è in crescita tra i contratti a termine (38%), segno di una sempre maggiore precarizzazione.

SICUREZZA E DIGNITÀ: PRIORITÀ DELLA UIL Il lavoro sommerso e precario non è solo una questione economica, ma anche un grave problema di sicurezza. “I lavoratori privi di contratto o con contratti instabili sono i più esposti ai rischi sul luogo di lavoro, senza alcuna tutela o protezione. Questa campagna si affianca alla nostra battaglia ‘Zero Morti’, perché la sicurezza deve essere un diritto per tutti”, ha sottolineato Stefano Frontini.

LA TAPPA DI TARANTO: UNA PIAZZA PER I LAVORATORI Nei giorni 20 e 21 febbraio, alla Rotonda Marinai d’Italia, la UIL allestirà un grande tir di oltre 13 metri, trasformandolo in un punto di ascolto e informazione. I cittadini potranno confrontarsi con esperti, lavoratori, pensionati, giovani e studenti, per discutere di precariato, diritti e soluzioni per il futuro del lavoro. Dopo Taranto, la carovana della UIL proseguirà il suo viaggio attraverso l’Italia, per dare voce ai lavoratori fantasma e sollecitare un intervento concreto da parte delle istituzioni. “Vogliamo accendere i riflettori su questo dramma e proporre soluzioni. Il lavoro dignitoso non deve essere un privilegio, ma un diritto garantito a tutti”, ha concluso Ricci.