Latest News
My latest ramblings.
Enjoy! I definitely got important things to say
My latest ramblings.
Enjoy! I definitely got important things to say
Stamane, sotto Palazzo di Città, si è svolta la mobilitazione delle sigle sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL contro la decisione dell’Amministrazione Comunale di Taranto di privatizzare gli asili nido comunali. Presenti anche le confederazioni territoriali, a testimonianza di una mobilitazione corale contro una scelta che mina la qualità del servizio educativo e la stabilità lavorativa del personale. Per la UIL, hanno partecipato il segretario organizzativo UIL Puglia Stefano Frontini e il segretario generale della UIL FPL Taranto Giovanni Maldarizzi.
Nonostante la ferma opposizione espressa durante il presidio, il Consiglio Comunale, riunitosi nel pomeriggio, ha votato a favore della privatizzazione, scatenando il dissenso unanime della UIL, che ribadisce il proprio impegno per la difesa dei diritti di lavoratori e cittadini.
Frontini e Maldarizzi: “Decisione calata dall’alto e dannosa”
“La scelta dell’amministrazione Melucci di esternalizzare i servizi educativi comunali rappresenta un atto di miopia politica e sociale. Si tratta di un servizio pubblico di eccellenza, costruito negli anni grazie alla professionalità e alla dedizione di educatrici altamente qualificate. Esternalizzare in questo modo appare incomprensibile rispetto al merito e assolutamente da stigmatizzare quanto al metodo. Per una città come Taranto che ambisce a crescere e migliorare ci si aspetta scelte progettuali e di prospettiva, non lo smantellamento dei servizi pubblici.ha dichiarato Stefano Frontini.
Giovanni Maldarizzi ha aggiunto: “Non comprendiamo come si possa smantellare un fiore all’occhiello del nostro sistema educativo. È la stessa amministrazione che, negli ultimi anni, ha assunto decine di educatrici per rafforzare il servizio pubblico. Ora, senza alcun confronto con le parti sociali, decide di cancellare questo patrimonio. Questa privatizzazione non risponde alle esigenze della comunità, ma rappresenta un passo indietro per Taranto. Come UIL, continueremo a opporci a ogni decisione che metta in discussione i diritti di lavoratori, bambini e famiglie”.
La UIL: “Un messaggio chiaro al sindaco: i diritti non si svendono”
Per la UIL, il futuro della città passa dalla tutela di servizi pubblici di qualità, che garantiscano continuità educativa e stabilità lavorativa. La mobilitazione odierna è solo l’inizio di una battaglia che coinvolgerà lavoratori, famiglie e cittadini. “Non accetteremo passivamente una scelta così dannosa – conclude Maldarizzi –. Taranto merita un futuro migliore, costruito su una rete di servizi pubblici solidi e inclusivi, non su logiche di privatizzazione”.
Le sigle sindacali FP CGIL Taranto, CISL FP Taranto-Brindisi e UIL FPL Taranto esprimono la loro ferma opposizione alla decisione dell’Amministrazione Comunale di esternalizzare il servizio degli asili nido comunali. Per questa ragione, invitano lavoratrici, lavoratori e cittadini a partecipare alla mobilitazione prevista per il 28 dicembre 2024, dalle ore 10:00 alle 14:00, presso Palazzo di Città, in Piazza Castello n.1.
La delibera n. 444 del 12 dicembre 2024, rappresenta una scelta che ignora il confronto con le organizzazioni sindacali e si colloca in controtendenza rispetto a molte amministrazioni italiane, che stanno invece lavorando per riportare i servizi educativi sotto gestione pubblica. Taranto, invece, intraprende la strada opposta, rischiando di compromettere un patrimonio prezioso di competenze e continuità educativa costruito negli anni. La qualità del servizio per le famiglie e la stabilità del personale educativo vengono messi gravemente in discussione.
Le educatrici degli asili nido comunali di Taranto non sono semplici erogatrici di “cordialità”, ma professioniste altamente qualificate che lavorano con dedizione per garantire ai bambini un ambiente sicuro, educativo e stimolante. La loro missione non si esaurisce in un sorriso (che pure non manca mai), ma si fonda su anni di studio, formazione e esperienza, oltre a una straordinaria passione per il proprio lavoro. È per questo che l’amministrazione Melucci aveva deciso di assumere una ventina di educatrici nell’ultimo anno.
Affermare che la privatizzazione migliorerebbe la qualità del servizio significa, di fatto, mettere in discussione l’impegno, la professionalità e il valore che queste donne (e uomini) portano ogni giorno nelle vite delle famiglie tarantine.
Gli asili nido comunali sono molto più di un servizio: sono un investimento essenziale nel futuro della comunità, un sostegno irrinunciabile per le famiglie e una garanzia di educazione per i più piccoli. L’esternalizzazione rischia di subordinare la cura e l’educazione dei bambini a logiche di mercato, penalizzando sia i piccoli utenti che le lavoratrici e i lavoratori, che ogni giorno svolgono con passione e professionalità un compito delicatissimo.
Taranto merita un futuro migliore. Non si può accettare una decisione calata dall’alto, senza ascoltare le parti sociali né valutare soluzioni alternative che consentano di mantenere la gestione pubblica e garantire la sostenibilità economica del servizio. Nonostante le richieste formali di revoca della delibera e l’apertura a un confronto costruttivo, l’Amministrazione Comunale continua a mantenere un silenzio assordante.
La mobilitazione del 28 dicembre sarà un messaggio forte e chiaro: la qualità dell’educazione e la dignità del lavoro non sono in vendita. I bambini di Taranto hanno diritto a un servizio educativo pubblico e di eccellenza, e il personale educativo deve poter contare su stabilità e condizioni che consentano di costruire un legame educativo stabile e duraturo.
Si avvicina un Natale di grande incertezza per i 330 lavoratori dell’ex Terminal Container di Taranto (TCT), la cui occupazione è legata alla proroga dell’IMA, l’indennità di mancato avviamento, in scadenza il 31 dicembre. Carmelo Sasso, rappresentante della Uiltrasporti, ha delineato la situazione in un’intervista, mettendo in luce i nodi principali e le prospettive future.
“La discussione è in corso alla Camera dei Deputati, dove sono stati presentati due emendamenti alla legge di bilancio. Uno prevede una proroga di 12 mesi, l’altro, più ambizioso, propone un’estensione di 24 mesi con un finanziamento di 24 milioni di euro dal Fondo Formazione e Lavoro,” spiega Sasso ai microfoni di RadioCittadella. L’approvazione del secondo emendamento, su cui si ripongono le maggiori speranze, rappresenterebbe un segnale positivo per i lavoratori.
Parallelamente, la Regione Puglia ha avviato un percorso di riqualificazione professionale. “Molti lavoratori verranno formati per nuove mansioni legate allo sviluppo di attività come l’eolico galleggiante, che dovrebbe partire nei prossimi mesi grazie a un decreto del MASE. È un segnale di speranza, ma resta molto da fare,” sottolinea Sasso.
La mancata ripresa del Terminal Container sotto la gestione di Yilport ha rallentato il processo di ricollocazione. “Non sono stati raggiunti i volumi di traffico previsti. Le nuove attività nel porto richiedono competenze diverse rispetto al passato, ma ci impegniamo affinché ogni lavoratore abbia un’opportunità concreta di reimpiego,” afferma il sindacalista.
Sul fronte della gestione del terminal container, cresce l’incertezza dopo la separazione tra i fratelli Yildirim, alla guida del colosso internazionale proprietario del terminal. “Non sappiamo ancora quale delle due nuove società avrà la responsabilità di Taranto, ma la situazione di bilancio e lo sviluppo insufficiente del terminal destano preoccupazioni,” conclude Sasso.
Il futuro del porto di Taranto si gioca ora tra le decisioni del Parlamento e le sfide di un sistema portuale che cerca di reinventarsi. Per i lavoratori, la speranza è che questa ennesima attesa non si trasformi in un’altra delusione.
Il Segretario Giuseppe Manfuso: “È inaccettabile che una madre di un figlio autistico debba subire un tale disinteresse. Poste Italiane ignora principi di equità e inclusione.”
La UILPoste Taranto denuncia con fermezza la grave situazione di disservizio e mancanza di attenzione dimostrata da Poste Italiane nei confronti di una collega Operatrice di Sportello, madre di un bambino autistico. Da anni, la lavoratrice attende invano il trasferimento dagli uffici di San Giorgio Ionico a quelli più vicini ai quartieri Lama/San Vito, necessitando di conciliare al meglio le esigenze familiari con quelle professionali.
La collega si trova costretta a combattere quotidianamente contro le difficoltà legate alla gestione della condizione del figlio, che richiede assistenza costante e vicinanza a scuola e servizi specifici. Nonostante le numerose richieste e le previsioni degli accordi sindacali in materia di mobilità volontaria, che dedicano particolare attenzione ai genitori di figli con disabilità gravi, l’azienda continua a negarle il trasferimento.
Giuseppe Manfuso, segretario generale di UILPoste Taranto, afferma: “È inaccettabile che una lavoratrice, madre di un figlio con bisogni speciali, debba subire un tale disinteresse da parte di Poste Italiane. Negli ultimi anni, mentre lei vedeva chiudersi tutte le porte, altri colleghi venivano trasferiti proprio negli uffici di Lama e San Vito, scavalcandola senza alcuna giustificazione. Questo rappresenta una grave violazione dei principi di inclusione e di tutela delle esigenze familiari.”
La UILPoste Taranto evidenzia come la filiale locale, ignorando le difficoltà della collega, stia contravvenendo ai valori di equità e sensibilità sociale che dovrebbero caratterizzare una realtà aziendale di rilievo nazionale come Poste Italiane. Manfuso conclude: “Non possiamo accettare che un’azienda come Poste Italiane, simbolo di servizio pubblico, ignori situazioni di così evidente difficoltà. Continueremo a batterci per questa collega affinché le venga riconosciuto il suo diritto a un trattamento equo e dignitoso. Nessun altro lavoratore deve trovarsi in una simile condizione.”
La UILPoste Taranto sottolinea che non esiterà a intraprendere tutte le azioni sindacali e legali necessarie per tutelare i diritti della collega e per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa grave vicenda.
La crisi che attraversa il porto di Taranto si aggrava, e a pagarne il prezzo più alto sono i lavoratori. Il Segretario Generale della UIL Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, è intervenuto oggi sulle colonne del Quotidiano per denunciare la situazione critica degli ex dipendenti TCT (Evergreen), evidenziando ritardi nell’erogazione dell’Ima (indennità di mancato avviamento) e prospettive incerte per il futuro.
«Rileviamo con rammarico e preoccupazione – dichiara Sasso – un inceppamento nel meccanismo apparentemente infallibile legato all’erogazione dell’Ima per i lavoratori ex TCT iscritti nella TPWA (Taranto Port Workers Agency). Il ritardo nell’accredito dell’indennità di settembre, ricevuta solo il 20 novembre, è stato classificato come “fisiologico”. Tuttavia, è allarmante che, al 2 dicembre, non vi sia alcuna visibilità per quella di ottobre, che doveva essere erogata entro il 30 novembre».
Una situazione insostenibile per 327 famiglie
La UIL Trasporti lancia l’allarme: «Si rischia di far passare un Natale amaro a 327 famiglie, private di un sostegno essenziale per la loro sopravvivenza. Pare che vi sia un errore di comunicazione tra Inps Roma e Inps Taranto. Chiederemo un incontro urgente ai vertici locali dell’Inps per comprendere le motivazioni di questi ritardi e porvi rimedio. Le famiglie dei lavoratori ex TCT vivono una vertenza lunga e dolorosa che ancora non vede soluzione», continua Sasso.
Prospettive future e interventi legislativi
Il futuro dell’Ima per il 2025 resta incerto. Gli emendamenti presentati alla Legge di Bilancio dai deputati Vito De Palma (Forza Italia) e Dario Iaia (Fratelli d’Italia) propongono misure di proroga e finanziamento per le Agenzie di somministrazione e riqualificazione del lavoro portuale. La proposta di De Palma proroga l’attività delle Agenzie sino al 31 dicembre 2025, stanziando 8,2 milioni di euro per il prossimo anno, mentre quella di Iaia estende la copertura fino al 2026 con ulteriori risorse.
Parallelamente, Regione Puglia e Autorità Portuale stanno lavorando a un ciclo di formazione e riqualificazione per questi lavoratori, con un aggiornamento del catalogo delle professioni. «Tuttavia, queste prospettive devono essere accompagnate da azioni immediate e concrete per garantire stabilità ai lavoratori e alle loro famiglie», sottolinea Sasso.
La UIL Trasporti Taranto in prima linea
La UIL Trasporti si conferma un punto di riferimento per i lavoratori del porto. «Non permetteremo che questi ritardi diventino la norma. Vigileremo affinché i diritti dei lavoratori siano rispettati e faremo pressione sulle istituzioni per garantire loro il sostegno necessario in questo momento critico», conclude Sasso.
La situazione del porto di Taranto e dei suoi lavoratori è un tema centrale per lo sviluppo del territorio. La UIL Trasporti non farà mancare il suo impegno per costruire un futuro più equo e sostenibile per tutti i lavoratori coinvolti.
La vertenza Multiservizi del Comune di Taranto tiene banco e preoccupa. L’incontro previsto oggi presso il Sepac, la task force regionale guidata da Leo Caroli, è stato rinviato a data da destinarsi su richiesta del sindaco Rinaldo Melucci. Tuttavia, non tutto è fermo: domani il Consiglio Comunale si riunirà per discutere, tra i vari punti all’ordine del giorno, delle variazioni di bilancio necessarie a garantire continuità lavorativa ai 140 dipendenti della Multiservizi, il cui contratto scadrà a fine dicembre.
Carmelo Sasso, segretario generale della Uiltrasporti di Taranto, sottolinea l’importanza cruciale di questa seduta consiliare: «Circa 140 lavoratori sono con il fiato sospeso. La variazione di bilancio è indispensabile per assicurare loro continuità occupazionale e reddituale. Confidiamo che prevalgano buon senso e senso di opportunità affinché le nostre istanze siano accolte».
Il clima, però, è tutt’altro che sereno. L’ultima seduta monotematica sul tema si è svolta in un’atmosfera infuocata, durata oltre cinque ore e caratterizzata da aspri scontri. La maggioranza aveva respinto due mozioni dell’opposizione, che miravano a impegnare la Giunta comunale a reperire risorse per la salvaguardia dei posti di lavoro. Questo ha alimentato la frustrazione dei lavoratori presenti, molti dei quali monoreddito e impegnati in servizi essenziali come manutenzione, facchinaggio, portierato e accoglienza presso gli uffici comunali.
Nonostante le tensioni, domani potrebbe aprirsi uno spiraglio. L’approvazione delle variazioni di bilancio costituirebbe un passo avanti per definire i fondi necessari e stabilire il futuro della Multiservizi.
Oltre alla vicenda Multiservizi, un altro fronte aperto è quello di Kyma Ambiente, la municipalizzata dei rifiuti. Il concorso per l’assunzione di nuovi lavoratori, sospeso per vicende giudiziarie, rimane un tema caldo. Sasso richiama l’attenzione sull’importanza di valorizzare i lavoratori interinali che, negli ultimi anni, hanno garantito la continuità dei servizi essenziali: «Confidiamo che il bando preveda una premialità per chi ha già maturato esperienza, evitando che professionalità consolidate vadano disperse».
Il quadro si complica ulteriormente sul fronte nazionale. La Uil sta seguendo da vicino l’iter della Legge di Stabilità, con particolare attenzione agli emendamenti riguardanti i lavoratori ex Tct. Tra questi, uno a firma dell’onorevole Dario Iaia prevede la proroga di 24 mesi dell’indennità di mancato avviamento, con una copertura finanziaria di 24 milioni di euro per il biennio 2025-2026. «Se approvato, insieme al programma di riqualificazione professionale, consentirà la piena ricollocazione di questi lavoratori entro i prossimi due anni», afferma Sasso.
Domani, intanto, è prevista una giornata di sciopero generale indetta da Cgil e Uil. Al centro della mobilitazione, oltre alle vertenze locali, ci sono temi di rilievo nazionale: perdita salariale, precarietà, lavoro nero e il progressivo indebolimento del welfare pubblico. In agenda anche la questione delle lunghe liste d’attesa nella sanità e la carenza di personale medico, problemi che gravano pesantemente sulla provincia ionica.
