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Boccadamo (UILPA Taranto): “Lavoriamo in turni, festivi e missioni lontano da casa, ma il Ministero continua a ignorare i nostri diritti”
Taranto, 28 marzo 2025 – I dipendenti civili del Ministero della Difesa di Taranto sono esasperati. Da oltre nove mesi attendono il pagamento delle indennità accessorie, senza ricevere risposte certe. Un ritardo inaccettabile che si somma a una condizione lavorativa già critica, segnata da carenze di organico e da un impegno straordinario non adeguatamente riconosciuto.
“Non è più accettabile che chi lavora con professionalità e sacrificio venga lasciato senza le spettanze dovute. I dipendenti hanno prestato servizio in turni, festivi e in reperibilità, arrivando persino a essere imbarcati per settimane senza ricevere la giusta remunerazione”, denuncia Vincenzo Boccadamo, dirigente sindacale UILPA Taranto.
A questa grave situazione si aggiunge l’impatto del mancato taglio del cuneo fiscale 2025 e di un aumento contrattuale irrisorio, che hanno ulteriormente ridotto il netto delle retribuzioni. “Mentre si parla di inflazione e calo del potere d’acquisto, ai lavoratori del Ministero della Difesa viene chiesto di fare sacrifici senza nemmeno garantire loro le indennità maturate”, sottolinea la UILPA Taranto. Il sindacato chiede un intervento immediato per sbloccare i pagamenti arretrati e garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori. “Non siamo più disposti a tollerare ulteriori ritardi – conclude Boccadamo –. Il Ministero della Difesa ha il dovere di riconoscere e retribuire il lavoro svolto dai suoi dipendenti”.
Un percorso lungo otto anni, segnato da incertezze e attese, si avvia finalmente verso una soluzione concreta per gli ex lavoratori della Taranto Container Terminal (TCT). Con l’approvazione del Protocollo d’Intesa in Regione Puglia, prende forma un investimento di 15 milioni di euro destinato alla riqualificazione professionale di oltre 300 lavoratori. Un traguardo che arriva a pochi mesi dalla proroga dell’IMA (Indennità di Mancato Avviamento) e che pone le basi per un reinserimento stabile nel mercato del lavoro.
“Le politiche attive del lavoro devono garantire ai lavoratori non solo formazione, ma reali prospettive di occupazione, rispettando le competenze maturate nel tempo” dichiarano congiuntamente Andrea Toma, segretario regionale UIL Puglia con delega all’Industria, e Carmelo Sasso, segretario generale UIL Trasporti Taranto. “Per questo abbiamo chiesto un monitoraggio costante dell’impianto formativo prima dell’uscita del bando, per assicurare che il percorso sia efficace e mirato alla ricollocazione.”
L’accordo raggiunto con Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, SEPAC e ARPAL Puglia prevede un programma di formazione strutturato, con percorsi di upskilling e reskilling, progettati per allineare le competenze dei lavoratori alle nuove esigenze del mercato. I corsi, della durata variabile tra 300 e 630 ore, comprenderanno anche stage in azienda e il rilascio di certificazioni valide a livello europeo, garantendo così un’opportunità concreta di reinserimento.
L’investimento si inserisce in un più ampio piano di rilancio del porto di Taranto, che guarda con interesse alle prospettive legate all’eolico offshore e agli sviluppi logistici della zona. “Siamo convinti – proseguono Toma e Sasso – che le nuove iniziative governative nel settore dell’energia e delle infrastrutture creeranno opportunità di lavoro importanti per questi lavoratori, che potranno finalmente tornare a essere una risorsa qualificata per il nostro territorio”.
Il cammino verso la piena ricollocazione non è ancora concluso, ma il Protocollo d’Intesa rappresenta una tappa fondamentale in un percorso di politiche attive del lavoro mai sperimentato prima su scala nazionale. “L’obiettivo – concludono i segretari della UIL – è che entro la scadenza della Taranto Port Workers Agency, fissata al 31 dicembre 2026, la totalità dei lavoratori ex TCT trovi una sistemazione stabile, chiudendo definitivamente una lunga fase di precarietà”.
Dopo mesi di battaglia sindacale, UILPoste Taranto ottiene un’importante vittoria: Poste Italiane ha finalmente riconosciuto il diritto alla priorità nella mobilità volontaria per una lavoratrice madre di un bambino autistico. Un risultato che segna un precedente significativo per molte altre famiglie in situazioni analoghe e che premia l’impegno costante del sindacato nel difendere i diritti dei lavoratori più fragili.
Una battaglia iniziata tra ingiustizie e silenzi. Da anni, la dipendente – operatrice di sportello – chiedeva il trasferimento dagli uffici di San Giorgio Ionico a quelli più vicini ai quartieri Lama/San Vito, richiesta pienamente giustificata dalle esigenze di cura del figlio. Nonostante gli accordi sindacali in materia di mobilità volontaria prevedano agevolazioni per i genitori di figli con disabilità gravi, Poste Italiane ha continuato a ignorare la situazione, lasciando la lavoratrice in difficoltà.
“È inaccettabile che una madre di un figlio autistico debba subire un tale disinteresse. Poste Italiane ignora principi di equità e inclusione”, aveva denunciato nei mesi scorsi il segretario generale Giuseppe Manfuso, puntando il dito contro la condotta dell’azienda. Un atteggiamento ritenuto non solo scorretto, ma in aperta contraddizione con i principi di responsabilità sociale che un’azienda di servizio pubblico dovrebbe rispettare.
L’ingiustizia era evidente: mentre la lavoratrice vedeva respingere ogni richiesta, altri colleghi venivano trasferiti negli stessi uffici da lei richiesti, scavalcandola senza alcuna motivazione. “Questo comportamento non solo è profondamente scorretto, ma rappresenta una violazione delle tutele che dovrebbero essere garantite ai lavoratori più vulnerabili”, aveva denunciato Manfuso.
Grazie all’impegno congiunto di UILPoste Taranto, della Confederazione territoriale e di quella nazionale, la situazione si è finalmente sbloccata. Il risultato ottenuto non è solo una conquista per la lavoratrice, ma una vittoria che potrà fare da riferimento per altri casi simili in tutta Italia.“Non possiamo permettere che questa diventi un’eccezione. Questa vittoria deve trasformarsi in una prassi consolidata, affinché nessuna famiglia venga lasciata sola in situazioni di difficoltà. La UILPoste sarà sempre al fianco dei lavoratori per garantire rispetto e dignità”, conclude Giuseppe Manfuso.
La UIL Trasporti Taranto, con in prima linea il segretario generale Carmelo Sasso, ha ottenuto un importante risultato nella vertenza riguardante i 140 lavoratori dell’appalto multiservizi del Comune di Taranto. Dopo un’intensa giornata di trattative, la struttura commissariale ha concesso una proroga di tre mesi ai contratti in scadenza il 31 marzo, scongiurando il rischio di licenziamenti e garantendo la continuità occupazionale.
“Inizialmente la proroga sembrava esclusa – dichiara Carmelo Sasso – e ci venivano proposte soluzioni inaccettabili, come l’utilizzo di ammortizzatori sociali che avrebbero ridotto le retribuzioni dei lavoratori. Inoltre, ci veniva prospettata un’interruzione di circa due mesi con la garanzia, tutta da verificare, della clausola sociale. Abbiamo detto chiaramente che questa ipotesi non era percorribile e abbiamo preteso che venisse assunta una decisione responsabile”.
La UIL Trasporti Taranto ha dunque spinto affinché la struttura commissariale adottasse un provvedimento immediato per garantire la proroga dei contratti e solo dopo discutere di soluzioni per il futuro. Dopo momenti di forte tensione tra i lavoratori in presidio sotto Palazzo di Città, è arrivata la convocazione di una nuova riunione con i commissari e i dirigenti comunali, che ha portato alla tanto attesa conferma della proroga fino al 30 giugno.
“Abbiamo ottenuto tre mesi di respiro per questi lavoratori – sottolinea Sasso –. Ora vigileremo affinché il nuovo appalto non sia limitato a sei mesi, ma abbia una durata congrua per dare maggiore stabilità ai dipendenti coinvolti”.
La UIL Trasporti Taranto continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione, mantenendo alta l’attenzione affinché i lavoratori non siano più ostaggio di scelte politiche o amministrative incerte.
Un passo storico per la tutela del settore della pesca e della mitilicoltura a Taranto e in tutta la Puglia. Così Vincenzo Guarino, Segretario Generale di UILA PESCA Taranto, commenta con soddisfazione la pubblicazione del decreto del Ministero dell’Agricoltura che dispone l’utilizzo del fondo di solidarietà nazionale per le imprese pugliesi della mitilicoltura, riconoscendo ufficialmente l’innalzamento delle temperature dell’acqua marina come una calamita naturale.
“Questo risultato – sottolinea Guarino – è il frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, associazioni di categoria e sindacati. L’impegno costante di UILA PESCA, insieme alle altre organizzazioni, ha portato alla concreta attivazione di strumenti di sostegno fondamentali per le imprese colpite dalla crisi ambientale. Ora il nostro obiettivo è garantire che le risorse previste vengano effettivamente destinate a chi ne ha bisogno.”
La decisione ministeriale rappresenta un precedente di rilievo, che potrebbe aprire la strada a ulteriori riconoscimenti e strumenti di tutela per il settore ittico. “Non possiamo fermarci qui – continua Guarino –. Mentre affrontiamo questa emergenza, è indispensabile individuare e mettere in atto soluzioni strutturali che assicurino la sostenibilità del comparto.”
UILA PESCA Taranto, insieme alle altre sigle sindacali e associazioni di settore, ha già richiesto un incontro con l’assessore regionale Donato Pentassuglia per discutere le risorse disponibili, le tipologie di aiuti che potranno essere attivate e l’iter burocratico da seguire. “Siamo fiduciosi – conclude Guarino – che il confronto con la Regione continuerà a essere costruttivo e porterà ad azioni concrete a beneficio dei lavoratori del comparto.”
Parallelamente, UILA PESCA ribadisce la necessità di accelerare la bonifica e il dissequestro delle aree del Mar Piccolo, condizione essenziale per la ripresa delle attività mitilicole. “Non permetteremo – avverte Guarino – che progetti estranei alla tradizione e alla vocazione naturale di questo territorio mettano a rischio un comparto già fortemente provato. Siamo pronti a mobilitarci in tutte le sedi per difendere il lavoro e l’ambiente.”
UILA PESCA Taranto conferma il proprio impegno al fianco degli operatori della pesca e della mitilicoltura, assicurando la massima attenzione su tutte le questioni che riguardano il futuro del settore.
La vertenza Multiservizi esplode nuovamente a Taranto, con 140 lavoratori che rischiano il licenziamento entro il 31 marzo se il Comune non troverà le risorse necessarie per garantire la proroga prima dell’aggiudicazione del nuovo bando di gara. Un dramma occupazionale che si ripresenta a distanza di pochi mesi da quando, a gennaio, l’ex amministrazione Melucci aveva assicurato una soluzione stabile.
La UIL Trasporti, insieme agli altri sindacati di categoria, è in prima linea per scongiurare il peggio. Il Segretario Generale Carmelo Sasso ha espresso tutta la sua preoccupazione per il destino dei lavoratori della Multiservizi, molti dei quali con stipendi già al limite della sussistenza, tra i 450 e i 900 euro mensili.
“Abbiamo chiesto la proroga per garantire la continuità occupazionale fino all’espletamento della gara – ha dichiarato Sasso – ma ci è stato risposto che mancano i fondi. È inaccettabile che 140 famiglie vengano abbandonate al proprio destino dopo anni di servizio per il Comune di Taranto”.
I sindacati hanno avanzato una proposta concreta: reperire gli 800.000 euro necessari per la proroga attingendo ai fondi stanziati a gennaio per i gettoni di presenza destinati ai consiglieri comunali, ormai decaduti. La soluzione sarà discussa in un incontro previsto per il 25 marzo con il Commissario o il subcommissario del Comune.
Nel frattempo, le prime lettere di licenziamento sembrano già in arrivo, alimentando tensione e rabbia tra i lavoratori. La UIL Trasporti annuncia battaglia: “Se non verrà trovata una soluzione, saremo pronti a manifestazioni ancora più dure”, ha avvertito Sasso.
Il 25 marzo si preannuncia quindi una giornata cruciale: i lavoratori della Multiservizi torneranno sotto Palazzo di Città per un nuovo sit-in, con la speranza che l’amministrazione trovi una soluzione per scongiurare il disastro sociale imminente.
