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Taranto, 21 febbraio 2026 – Si è svolta ieri, venerdì 20 febbraio, presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, la presentazione ufficiale dello Sportello Famiglia “Tiziana Resta”. Il nuovo progetto, promosso dalla UILCOM TARANTO, nasce con l’obiettivo di offrire un supporto concreto e multidisciplinare alle famiglie degli iscritti, affrontando le crescenti complessità sociali, educative e psicologiche del nostro tempo.
L’iniziativa è dedicata alla memoria di Tiziana Resta, indimenticata delegata UILCOM TARANTO, ricordata durante l’evento per la sua straordinaria sensibilità e la costante attenzione verso il prossimo. Il momento più toccante della serata, infatti, è stata la consegna di una targa commemorativa al figlio Donatello, presente insieme alla madre e al fratello di Tiziana, in riconoscimento del lavoro e dell’eredità umana lasciata dalla sindacalista.
L’incontro è stato introdotto e condotto da Alfredo Neglia, segretario regionale UILCOM Puglia. A illustrare le finalità del progetto è intervenuta Maria Biasi, Responsabile dello Sportello Famiglia, che ha sottolineato l’importanza di un servizio focalizzato sulla persona e sulla sua storia. “L’obiettivo – ha spiegato Biasi – è garantire inclusione, ascolto e competenza. Lo Sportello vuole essere un ponte verso gli iscritti, il territorio, i consultori, i servizi sociali e le scuole. Un luogo dove costruire relazioni e intercettare le fragilità prima che si trasformino in emergenze”.
Il coordinatore generale UIL Taranto, Gennaro Oliva, ha espresso forte apprezzamento per l’iniziativa, evidenziandone il valore strategico e sociale: “Questo sportello incarna la vera essenza del nostro impegno sindacale. Non offriamo solo un servizio di consulenza, ma un supporto concreto alla nostra comunità. In un’epoca segnata da incertezze, lo Sportello Famiglia rappresenta un approdo sicuro per affrontare le sfide quotidiane, dimostrando che la UIL è al fianco dei lavoratori non solo nelle aziende, ma in ogni ambito della vita familiare”.
Hanno partecipato all’evento anche i vertici regionali dell’organizzazione, con gli interventi di ringraziamento del segretario generale UILCOM Puglia, Vito Gemmati, e del segretario aggiunto regionale UILCOM Puglia, Tonia Di Tommaso.
Durante la presentazione è stata introdotta l’équipe multidisciplinare di professionisti in convenzione che opererà all’interno dello Sportello, a disposizione delle famiglie per consulenze specifiche:
Avv. Gianni Brunetti, esperto in diritto di famiglia
Avv. Valentina Parabita, avvocato familiarista
Dott.ssa Liliana Doria, pedagogista clinica
Dott.ssa Noemi Dell’Isola, educatrice professionale e tecnico del comportamento
Dott.ssa Claudia Bommino, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Dott.ssa Francesca Romanelli, psicologa e psicoterapeuta in formazione umanistica bioenergetica
Dott.ssa Angela Blasi, assistente sociale
La UILCOM ribadisce così la propria identità: “Non siamo solo un sindacato di tessere, ma un sindacato che ascolta le persone, offrendo orientamento, competenza e umanità”.
Struttura mercatale in abbandono, diffida formale al Comune per interventi urgenti di sicurezza e decoro
Taranto, 20 febbraio 2026 – L’ADOC, interviene sul preoccupante stato in cui versa l’area mercatale Fadini di Taranto.
Il presidente provinciale ADOC Taranto, Domenico Votano, segnala una situazione che non è più tollerabile, sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto quello dell’igiene e del decoro urbano.
Le immagini e le segnalazioni raccolte documentano una struttura caratterizzata da infiltrazioni e intonaci ammalorati, pilastri e murature con evidenti distacchi di materiale, ferri ossidati in vista e parti lesionate che potrebbero rappresentare un pericolo concreto per i frequentatori dell’area mercatale.
Sul tetto si notano vegetazione spontanea e accumuli di rifiuti, segnali evidenti di mancata manutenzione e controllo nel tempo, mentre le facciate interne ed esterne mostrano vaste porzioni di intonaco caduto o in fase di distacco.
A questo quadro di degrado strutturale si aggiunge la condizione, definibile al limite della decenza, dei servizi igienici pubblici al servizio di operatori commerciali e utenti del mercato, con ripercussioni dirette sulla dignità delle persone e sulla qualità dell’esperienza di acquisto.
Una situazione paradossale se si considera il ruolo storico e sociale del mercato Fadini, punto di riferimento per la spesa quotidiana di numerose famiglie tarantine e area in passato al centro di progettualità di riqualificazione da parte dell’Amministrazione comunale.
Alla luce di queste criticità, ADOC Taranto diffida pubblicamente il Comune di Taranto e gli assessorati competenti a intervenire con urgenza, adottando tutti i provvedimenti necessari per: mettere in sicurezza l’intera struttura mercatale, eliminando ogni possibile fonte di pericolo per cittadini e lavoratori; programmare e realizzare interventi di manutenzione straordinaria, recupero edilizio e bonifica delle parti degradate; garantire il ripristino di condizioni igienico–sanitarie adeguate, con particolare riferimento ai servizi igienici, nel rispetto della normativa vigente e della dignità delle persone.
Contestualmente, l’associazione chiede alle autorità competenti – Comune di Taranto, ASL, Vigili del Fuoco e uffici tecnici preposti – di disporre un immediato sopralluogo congiunto presso Mercato Fadini, finalizzato a verificare lo stato reale dei luoghi, accertare l’eventuale presenza di rischi per l’incolumità pubblica e definire un cronoprogramma di interventi chiaro e trasparente.
ADOC Taranto si riserva fin d’ora di segnalare la situazione anche alle altre istituzioni e autorità di vigilanza competenti, qualora non dovessero arrivare risposte concrete e in tempi brevi, proseguendo nella propria azione di tutela dei consumatori e dei cittadini.
“Mercato Fadini – afferma il presidente provinciale ADOC Taranto, Domenico Votano – è un luogo quotidianamente frequentato da famiglie, anziani, lavoratori e operatori commerciali, che hanno il diritto di svolgere le proprie attività in condizioni di sicurezza, igiene e decoro. Lasciare che la struttura cada in rovina significa non solo mettere a rischio l’incolumità delle persone, ma anche mortificare un presidio sociale e commerciale fondamentale per la città. Chiediamo all’Amministrazione comunale un cambio di passo immediato e interventi concreti, non più rinviabili”.
“Come UIL Taranto – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto – ribadiamo con forza il sostegno all’azione di ADOC, che rappresenta un fronte unitario per la tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini. Il degrado di Mercato Fadini non è solo un problema strutturale, ma un fallimento nella valorizzazione del lavoro quotidiano degli operatori del mercato, che meritano condizioni dignitose e sicure per esercitare la loro attività. La UIL è al fianco di ADOC per vigilare affinché l’Amministrazione adotti urgenti rimedi, nell’interesse della collettività tarantina”.
ADOC Taranto conferma la propria disponibilità a collaborare con il Comune e con gli organi tecnici per individuare le soluzioni più idonee a restituire alla comunità uno spazio sicuro, inclusivo e pienamente fruibile, nel rispetto dei diritti di consumatori, cittadini e lavoratori.
Taranto, 13 febbraio 2026 – Domani, sabato 14 febbraio 2026 dalle ore 10:00 alle ore 12:00, ADOC Taranto e UIL Taranto scenderanno in piazza con un sit-in di protesta nei pressi di Palazzo di Città per portare sotto la sede istituzionale del Comune le istanze dei cittadini delle zone D/E/F/G che si sono visti annullare il pass gratuito residenti per una autovettura nelle strisce blu.
Una decisione che, sebbene figlia di una delibera approvata durante l’amministrazione Melucci, non è stata modificata dall’attuale giunta, producendo effetti concreti e pesanti sulle famiglie tarantine. Con l’annullamento del permesso gratuito per una sola auto a nucleo familiare – diritto finora riconosciuto – molti residenti sono ora costretti a sostenere costi che possono arrivare fino a 75 euro al mese pur di poter parcheggiare sotto casa.
Una situazione che ADOC definisce “iniqua e socialmente insostenibile”, in un contesto già segnato dall’aumento del costo della vita e da servizi urbani spesso carenti.
“Siamo di fronte a un provvedimento che colpisce direttamente le famiglie e che rischia di trasformarsi in una vera e propria tassa occulta sulla mobilità”, dichiara Domenico Votano, presidente ADOC Taranto.
“Non è accettabile che intere zone della città vengano private di un diritto consolidato senza un confronto preventivo e senza una valutazione reale dell’impatto economico e sociale. Parliamo di lavoratori, pensionati, famiglie monoreddito che si trovano improvvisamente a dover scegliere se pagare per parcheggiare sotto casa o rinunciare ad altre spese essenziali. Questa non è equità: è un’ulteriore pressione sulle tasche dei cittadini”.
Votano ricorda come ADOC abbia formalmente chiesto un confronto con Kyma Mobilità, con il Consiglio Comunale e con il Sindaco di Taranto attraverso PEC inviate il 15 e il 29 gennaio 2026, senza ricevere risposte.
“Abbiamo chiesto un tavolo di confronto per avanzare proposte concrete e migliorative. Non siamo contro la regolamentazione della sosta, ma contro decisioni calate dall’alto che non tengono conto della realtà dei quartieri. Il silenzio istituzionale non è una risposta. Per questo scendiamo in piazza”.
“Questa vicenda rappresenta l’ennesima dimostrazione di una città divisa in cittadini di serie A e cittadini di serie B”, afferma Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto.
“Non possiamo accettare che una parte consistente di Taranto venga privata di un diritto riconosciuto fino a ieri, senza alternative concrete e senza un piano complessivo sulla mobilità urbana. La UIL sostiene questa mobilitazione perché il diritto alla mobilità e alla vivibilità urbana non può essere subordinato alla sola logica del gettito economico. Le scelte amministrative devono essere eque, sostenibili e condivise”.
Oliva sottolinea come la questione parcheggi sia solo uno dei nodi irrisolti della gestione urbana: “Taranto ha bisogno di una visione complessiva che integri trasporto pubblico efficiente, servizi adeguati e politiche che non scarichino sui cittadini il costo delle inefficienze”.
ADOC e UIL invitano la cittadinanza a partecipare al sit-in del 14 febbraio come forma di civile protesta e di richiesta di ascolto istituzionale.
“Questa battaglia riguarda tutti – conclude Votano – perché oggi tocca alle zone D/E/F/G, domani potrebbe riguardare altri quartieri. Il diritto alla mobilità non può diventare un privilegio per pochi”.
“Chiediamo all’amministrazione un atto di responsabilità – aggiunge Oliva – e l’apertura immediata di un confronto vero. La partecipazione è l’unico strumento per ristabilire equilibrio e giustizia nelle scelte pubbliche”.
La mobilitazione cittadina, sottolineano ADOC e UIL, è necessaria per ottenere il rispetto dei diritti e garantire accesso e mobilità a tutti i cittadini di Taranto.
Alla manifestazione parteciperà anche l’associazione Dis-Education che ha annunciato la presenza del sodalizio per denunciare le criticità legate a barriere architettoniche, cantieri e limitazioni alla mobilità urbana.
Attraverso l’Osservatorio Civico per l’Accessibilità e la Mobilità (O.C.A.M.), l’associazione ha raccolto numerose segnalazioni di cittadini relative a cadute, ostacoli e lavori stradali ritenuti inadeguati, chiedendo un intervento immediato dell’amministrazione.
Taranto, 12 febbraio 2026 – In merito alle notizie emerse sulle presunte procedure anomale al Centro Unico di Prenotazione (CUP) dell’ASL di Taranto e alla nota diffusa dal Commissario straordinario Vito Gregorio Colacicco sull’indagine interna relativa al periodo gennaio–giugno 2025, la UIL FPL Taranto interviene con fermezza chiedendo piena trasparenza e un’assunzione di responsabilità chiara sul piano gestionale.
L’azienda sanitaria ha comunicato che una commissione interna ha analizzato i record evidenziando due scenari distinti: da un lato, attività ricorrenti di cancellazione e immediata ri-prenotazione effettuate in orario di servizio – operazioni che, secondo l’ASL, sarebbero tecnicamente consentite dai sistemi regionali e non costituirebbero di per sé illecito –; dall’altro, accessi da remoto in orari non ordinari, per i quali i dati sono stati trasmessi ai NAS per ulteriori approfondimenti, pur in assenza, allo stato, di denunce formali o segnalazioni alla Procura.
Per la UIL FPL, tuttavia, la questione non può essere ridotta a un mero aspetto tecnico.
“Già nel marzo 2024 – dichiara Giovanni Maldarizzi, segretario generale UIL FPL Taranto – avevamo formalmente segnalato che alcuni dipendenti del CUP erano stati promossi a ruoli di coordinamento senza possedere i titoli e i requisiti necessari. Oggi i nodi vengono al pettine. Le anomalie che emergono sono il frutto di una gestione inadeguata, affidata a chi non poteva e non doveva ricoprire determinati incarichi.”
Secondo il sindacato, le criticità attuali rappresentano la conseguenza di scelte organizzative che, negli ultimi anni, non avrebbero garantito criteri di trasparenza, meritocrazia e correttezza amministrativa.
“Non si può parlare solo di funzionalità del sistema informatico – prosegue Maldarizzi –. Il vero tema è il governo dei processi e il controllo interno. Quando si assegnano ruoli delicati senza il rispetto delle regole, si crea un terreno fertile per disfunzioni e zone d’ombra. A pagarne il prezzo sono i cittadini e gli operatori onesti.”
La UIL FPL Taranto ribadisce la necessità che l’indagine in corso faccia piena luce su ogni aspetto, distinguendo eventuali responsabilità individuali dalle criticità organizzative e gestionali. Il sindacato chiede inoltre che vengano rivisti i criteri di assegnazione degli incarichi e rafforzati i sistemi di controllo, al fine di tutelare la trasparenza del servizio pubblico e la dignità professionale dei lavoratori.
“Il CUP è un presidio fondamentale per garantire il diritto alla salute – conclude Maldarizzi –. Occorre ripristinare regole certe, competenze adeguate e una gestione improntata alla legalità e alla trasparenza. La UIL FPL continuerà a vigilare affinché non si ripetano situazioni che minano la fiducia dei cittadini nella sanità pubblica.”
Massafra, 11 febbraio 2026 – Solo per un caso fortuito non si è trasformato in una tragedia l’incidente avvenuto ieri mattina presso l’Ufficio Postale di Massafra Centro, dove una finestra blindata ha improvvisamente ceduto colpendo una lavoratrice mentre tentava di aprirla. La collega, ferita alla testa e alla spalla, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Pio di Castellaneta, dove le è stato diagnosticato un trauma cranico. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri, il personale sanitario e gli ispettori del lavoro, che hanno avviato gli accertamenti del caso.
“È inaccettabile che nei luoghi di lavoro, e in particolare in ambienti aperti al pubblico come gli uffici postali, si possa ancora rischiare la vita a causa della mancanza di manutenzione – dichiara il segretario regionale UILPoste Puglia, Giuseppe Manfuso. – Non si può parlare di fatalità: quando una struttura cede, significa che non è stata posta la dovuta attenzione alla sicurezza.”
Secondo quanto emerso, il Direttore dell’ufficio aveva già aperto un ticket di segnalazione per evidenziare il malfunzionamento della finestra, una circostanza che rende l’accaduto ancora più grave. “Se il problema era noto e non sono stati presi provvedimenti immediati – prosegue Manfuso – la responsabilità non può che ricadere su chi doveva assicurare un intervento tempestivo. Il rischio era noto e si è preferito attendere, fino a quando si è sfiorata la tragedia.”
A seguito dell’incidente, la finestra sarebbe stata “riparata” con dei bulloni fissati al telaio, un intervento che ne impedirebbe l’apertura. “Ci chiediamo chi abbia autorizzato una simile soluzione e se tale misura non comprometta ulteriormente la sicurezza e la salubrità dei locali – aggiunge Manfuso –. Sigillare le finestre, infatti, priva gli ambienti della possibilità di garantire un adeguato ricambio d’aria, con potenziali conseguenze negative anche per la salute dei lavoratori e dei cittadini. Non basta rimediare in modo improvvisato: servono verifiche tecniche serie e manutenzioni certificate.”
UILPoste Puglia ribadisce che la sicurezza nei luoghi di lavoro non è un costo ma un obbligo morale e giuridico. “Ogni giorno donne e uomini garantiscono con professionalità un servizio essenziale ai cittadini – conclude Manfuso –. È dovere dell’azienda e delle istituzioni fare in modo che tornino a casa incolumi. Non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna per restare vivi a fine turno.”
Anche il coordinatore territoriale UIL Taranto, Gennaro Oliva, interviene sull’accaduto, sottolineando la necessità di una riflessione più ampia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici: “L’incidente di Massafra dimostra ancora una volta quanto sia urgente un piano concreto di tutela della sicurezza, non solo per i dipendenti ma anche per i cittadini che ogni giorno frequentano gli uffici postali. La sicurezza deve essere una priorità condivisa da tutti: non esiste servizio efficiente se non è sicuro. Serve un controllo costante delle strutture e una reale cultura della prevenzione, perché ogni misura di tutela adottata in tempo può salvare vite.”
“Nel nostro territorio, già gravato da pesanti criticità ambientali e sanitarie, la protezione di chi opera nei blocchi operatori, nelle radiologie e in tutte le unità dove si utilizzano apparecchi radiogeni deve diventare una priorità assoluta, non negoziabile”.
TARANTO, 09 febbraio 2026 – La tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità non può dipendere da una scelta burocratica o da esigenze di contenimento della spesa. L’ordinanza n. 11310 del 29 aprile 2025 della Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – rafforza in modo netto il quadro delle tutele per il personale infermieristico esposto a radiazioni ionizzanti, riconoscendo la natura di vero e proprio diritto soggettivo dell’indennità di rischio radiologico e dei 15 giorni di congedo aggiuntivo per recupero biologico.
La Suprema Corte ha chiarito che il diritto all’indennità e al congedo aggiuntivo non nasce da una “etichetta” formale o dal giudizio delle commissioni aziendali, ma dalla concreta esposizione al rischio radiologico. Conta la realtà del lavoro: esposizione non occasionale né temporanea, attività svolta abitualmente in “zona controllata”, livello di rischio analogo a quello del personale di radiologia, così come definito dal D.Lgs 230/1995 e dalla normativa contrattuale.
“Troppo spesso – anche negli ospedali del territorio ionico – infermieri strumentisti e personale di sala operatoria coinvolti in procedure radioguidate si sono visti negare indennità e congedi, sulla base di classificazioni interne arbitrarie o letture restrittive delle norme” dichiara il segretario generale UIL FPL Taranto, Giovanni Maldarizzi. “La Cassazione ribadisce che le valutazioni aziendali non hanno valore costitutivo: se l’esposizione è effettiva e abituale, la tutela deve essere riconosciuta”.
Il mancato riconoscimento del rischio non è un dettaglio amministrativo: ha conseguenze dirette sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Le evidenze scientifiche richiamate anche nella giurisprudenza e nella normativa di radioprotezione indicano, in caso di esposizione prolungata a radiazioni ionizzanti, un aumento del rischio di patologie oncologiche, di cataratta professionale e di disturbi a carico della tiroide.
In un territorio come quello ionico, già gravato da pesanti criticità ambientali e sanitarie, la protezione di chi opera nei blocchi operatori, nelle radiologie e in tutte le unità dove si utilizzano apparecchi radiogeni deve diventare una priorità assoluta, non negoziabile.
Alla luce di questo importante pronunciamento, UIL FPL Taranto invita formalmente la Direzione dell’azienda sanitaria a rivedere con urgenza le mappature del rischio radiologico in tutte le sale operatorie, nei blocchi endoscopici, nelle emodinamiche e in ogni servizio in cui si effettuano procedure radioguidate, adeguandole ai criteri tecnici del D.Lgs 230/1995 e alla più recente giurisprudenza; a assicurare una tracciabilità rigorosa dell’esposizione di ciascun operatore, includendo presenze in zona controllata, tempo di esposizione e dosimetria, per garantire trasparenza e tutela effettiva; e a riconoscere l’indennità di rischio radiologico e i 15 giorni di congedo per recupero biologico a tutte le figure aventi diritto – non solo tecnici e medici di radiologia, ma anche personale infermieristico e di supporto che dimostri una esposizione abituale comparabile – evitando un contenzioso giudiziario che, alla luce dell’orientamento della Cassazione, esporrebbe l’azienda a sicure soccombenze.
“Non consentiremo che la burocrazia o logiche di risparmio scarichino sui lavoratori il peso del rischio radiologico” prosegue Maldarizzi. “Come UIL FPL Taranto siamo pronti a garantire assistenza legale a tutte le iscritte e gli iscritti che, pur operando in zona controllata o in ambienti ad alto uso di fluoroscopia, vedono ancora negati questi diritti”
