Ex TCT, la UIL di Taranto: “La formazione sia il primo passo verso il lavoro vero. Ora servono assunzioni e un futuro stabile”

TARANTO, 6 luglio 2026 – La pubblicazione dell’Avviso pubblico JTF Portuali 2026, destinato alla riqualificazione professionale dei lavoratori ex Taranto Container Terminal oggi in forza alla Taranto Port Workers Agency, rappresenta un passaggio importante per il futuro del porto di Taranto e di oltre 320 lavoratori che da dodici anni attendono una concreta prospettiva di reinserimento occupazionale. Un risultato maturato al termine di un lungo percorso di confronto tra istituzioni e parti sociali, che ha portato alla definizione di undici nuovi profili professionali destinati ad accompagnare la trasformazione dello scalo ionico nei settori della logistica, della movimentazione merci, dell’eolico offshore, della cantieristica navale e dei servizi portuali.

La UIL di Taranto esprime soddisfazione per un traguardo che segna l’avvio operativo di un percorso atteso da anni, ma ribadisce che la formazione dovrà essere strettamente collegata ai nuovi investimenti industriali e logistici previsti nel porto. I corsi finanziati con 1,5 milioni di euro del Just Transition Fund dovranno infatti tradursi in concrete opportunità occupazionali e non limitarsi a rappresentare un semplice aggiornamento professionale.

«Accogliamo con favore la pubblicazione del bando – dichiara Gennaro Oliva, coordinatore UIL Taranto – perché finalmente si apre una fase nuova dopo anni di attesa. Ma vogliamo essere molto chiari: questi percorsi formativi devono servire a creare lavoro vero. Non abbiamo bisogno di corsi fine a sé stessi o di iniziative che producano soltanto attestati. Abbiamo bisogno che le competenze acquisite trovino immediatamente sbocco nelle imprese che investiranno nel porto e nella logistica. Taranto ha bisogno di occupazione stabile, i lavoratori hanno bisogno di tornare a lavorare e non di restare sospesi. Ci auguriamo che questo rappresenti davvero l’inizio di un percorso nuovo e virtuoso capace di restituire dignità professionale e prospettive concrete alle centinaia di lavoratori ex TCT.»

Il bando prevede la formazione su undici figure professionali strategiche per accompagnare la transizione produttiva dello scalo ionico, dalla gestione dei terminal alle attività amministrative, fino alla conduzione di mezzi e gru portuali. Un investimento sulle competenze che nasce proprio dall’aggiornamento del repertorio regionale delle qualifiche professionali, realizzato nell’ambito del Protocollo sottoscritto tra Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e organizzazioni sindacali.

«Come UILTRASPORTI – afferma Carmelo Sasso, segretario generale UILTRASPORTI Taranto – esprimiamo soddisfazione per un risultato inseguito per anni e costruito grazie al lavoro unitario del sindacato, delle istituzioni e della cabina di pilotaggio. Oggi possiamo finalmente offrire ai lavoratori un’opportunità concreta di riqualificazione professionale, ma il nostro obiettivo resta quello dell’occupazione stabile. Voglio rivolgere un particolare ringraziamento ad Andrea Toma, segretario regionale della UIL Puglia, che ha rappresentato la nostra Organizzazione con grande competenza e determinazione all’interno del Comitato di pilotaggio costituito in task force, contribuendo in maniera decisiva al raggiungimento di questo importante risultato.»

Sulla stessa linea interviene Andrea Toma, segretario regionale UIL Puglia con delega all’Industria.

«L’avvio del bando formativo rappresenta un risultato importante, frutto del lavoro svolto dalla cabina di pilotaggio e del confronto costante tra istituzioni e parti sociali. Si tratta di un passaggio positivo che offre finalmente una prospettiva concreta ai lavoratori ex TCT. Ora, però, questa esperienza deve tradursi in ciò che rappresenta il vero obiettivo: il completo reintegro occupazionale dei lavoratori nella nuova compagine produttiva del porto di Taranto, valorizzando le competenze acquisite e garantendo stabilità e futuro a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. La formazione è uno strumento essenziale, ma dovrà essere accompagnata dalla realizzazione degli investimenti programmati e dall’insediamento delle nuove imprese affinché nessuna professionalità venga dispersa.»

Per la UIL resta inoltre prioritario affrontare il tema della continuità delle tutele per i lavoratori. L’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), che ha consentito in questi anni di sostenere economicamente gli ex portuali, è destinata a scadere il prossimo 31 dicembre. Per questo il sindacato ritiene indispensabile che il percorso di formazione proceda parallelamente all’avvio delle nuove attività produttive e alla proroga degli strumenti di sostegno, evitando qualsiasi vuoto di tutela fino al completo reinserimento occupazionale dei lavoratori.

La sfida, conclude la UIL, sarà vinta soltanto quando gli investimenti previsti sul porto si tradurranno in assunzioni e in un rilancio stabile dell’occupazione, consentendo agli ex lavoratori TCT di tornare finalmente protagonisti dello sviluppo dello scalo ionico.