Il femminicidio diventa reato: ergastolo dal 17 dicembre, un passo di civiltà ma la battaglia UIL continua

D’Arcangelo (UIL PO): “Riconosciuta la natura patriarcale del femminicidio, ora servono prevenzione e cultura del rispetto.”

Oliva (UIL): “La legge è un traguardo importante, ma deve tradursi in politiche e protezione reale per le donne”

TARANTO, 19 dicembre 2025 – UIL Taranto accoglie con favore l’approvazione definitiva del nuovo reato autonomo di femminicidio, introdotto nel Codice Penale (art. 577-bis) ed entrato in vigore il 17 dicembre 2025, come strumento di giustizia e tutela concreta contro la violenza di genere.​

La nuova legge prevede una serie di misure volte a rafforzare la tutela, anche penale, nei confronti delle donne. Nel dettaglio, il reato di femminicidio introduce una fattispecie specifica di omicidio, volta a sanzionare con la pena dell’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna per atti di discriminazione, odio o prevaricazione, o attraverso comportamenti di controllo, possesso o dominio sulla vittima in quanto donna.​

Il reato è previsto anche quando l’omicidio avviene in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo, o come atto di limitazione delle sue libertà individuali. Si tratta di un’ipotesi autonoma rispetto al reato comune di omicidio, per la quale la legge applica direttamente la pena dell’ergastolo.​

La norma interviene anche su altri ambiti, modificando il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.), estendendo la tipologia delle vittime (includendo anche i non conviventi legati da rapporto di filiazione con l’autore del reato) e introducendo una nuova aggravante quando la condotta è commessa con le modalità previste per il femminicidio. È inoltre prevista la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il delitto di maltrattamenti. ​

 

“Questo passo normativo – sottolinea Patrizia D’Arcangelo, coordinatrice delle Pari Opportunità UIL Taranto – riconosce finalmente il femminicidio non come un semplice omicidio, ma come un crimine fondato sulla disuguaglianza di potere e sulla cultura patriarcale. È un segnale politico e sociale importante, che tuttavia deve essere accompagnato da un impegno costante nella prevenzione, nell’educazione e nel sostegno reale alle donne vittime di violenza.”

UIL Taranto, in linea con la posizione nazionale dell’Organizzazione, ribadisce che la legge da sola non basta: servono risorse per i Centri Antiviolenza, formazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro, percorsi di autonomia economica e servizi di protezione diffusi sul territorio. In un contesto come quello tarantino, segnato da fragilità sociali e occupazionali, la lotta contro la violenza di genere significa anche garantire dignità, lavoro e inclusione.

“Il nuovo reato rappresenta un passo avanti fondamentale – aggiunge Gennaro Oliva, coordinatore Territoriale UIL Taranto – ma è necessario tradurre la legge in politiche pubbliche, in azioni coordinate e in un cambiamento culturale profondo. La violenza di genere si combatte anche nei luoghi di lavoro, costruendo ambienti sicuri, rispettosi e paritari.”

In questa direzione opera quotidianamente lo Sportello Mobbing e Stalking della UIL Taranto, coordinato da Antonella Maselli, che da anni è al fianco di lavoratrici e lavoratori che subiscono violenza, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Lo sportello mette a disposizione strutture, competenze e professionisti specializzati per offrire assistenza legale, psicologica e sindacale a chi vive situazioni di disagio, abuso o vessazione.

UIL Taranto rinnova infine il proprio impegno accanto alle donne, ai lavoratori e alle lavoratrici del territorio per costruire una comunità fondata su rispetto, giustizia e pari opportunità, perché solo con la partecipazione di tutti è possibile sradicare la cultura della violenza.

Pensione negata da 14 mesi: INPS non paga, Poste Italiane non risponde. La UIL: “Una vergogna intollerabile”

TARANTO, 19 dicembre 2025 – UILPoste Puglia denuncia una vicenda gravissima che coinvolge un ex lavoratore di Poste Italiane di Taranto, collocato in pensione obbligatoria per limiti di età da ben 14 mesi e che, a oggi, non ha ancora percepito un solo euro di pensione.

“Siamo di fronte a una situazione inaccettabile e umanamente indegna – dichiara il segretario regionale della UILPoste Puglia, Giuseppe Manfuso –. Un lavoratore che ha prestato servizio per anni in Poste Italiane si ritrova oggi senza stipendio perché non è più in servizio e senza pensione perché qualcuno non ha fatto il proprio dovere. Questo non è un disguido tecnico, è un fallimento del sistema”.

Secondo quanto comunicato dall’INPS, alla base del blocco della pensione ci sarebbero anomalie contributive relative al periodo compreso tra il 2000 e il 2010, anni in cui il lavoratore era impiegato con contratti a tempo determinato prima della stabilizzazione avvenuta a seguito di un ricorso giudiziario. Anomalie che, secondo l’Istituto previdenziale, devono essere sanate da Poste Italiane prima di procedere alla liquidazione della pensione.

“Nel frattempo – prosegue Manfuso – a pagare è sempre il lavoratore, lasciato senza alcuna entrata economica da oltre un anno, con seri problemi di salute e difficoltà economiche sempre più gravi. È assurdo che due grandi enti continuino a rimpallarsi le responsabilità mentre una persona viene privata di un diritto fondamentale”.

Sulla vicenda interviene anche il coordinatore territoriale della UIL di Taranto, Gennaro Oliva: “Quello che sta accadendo è socialmente inaccettabile. Non si può abbandonare un pensionato in questo limbo burocratico, senza reddito e senza certezze. Chiediamo a Poste Italiane di intervenire immediatamente per regolarizzare la posizione contributiva e all’INPS di attivare ogni strumento possibile per garantire almeno un sostegno economico”.

La UIL sottolinea come il caso non sia isolato, ma riguardi una criticità più ampia che interessa numerosi lavoratori stabilizzati dopo lunghi anni di precariato. “È necessario – aggiunge Oliva – che le istituzioni vigilino e intervengano, perché qui non parliamo solo di numeri, ma di persone e famiglie”.

UILPoste Puglia ribadisce che la pensione non è un favore, ma un diritto sancito dalla legge, e annuncia che non resterà a guardare, mettendo in campo ogni iniziativa sindacale e legale necessaria per risolvere questa vergognosa situazione.

“C’è poi un aspetto che rende questa vicenda ancora più amara – concludono Manfuso e Oliva –: siamo alle porte del Natale, un periodo in cui tutti si preparano a vivere momenti di serenità e di festa. E invece questo lavoratore viene lasciato senza un euro, nell’indifferenza generale. È una ferita profonda al senso di giustizia e di umanità. I diritti dei lavoratori non possono andare in vacanza, nemmeno a Natale”.

UIL Taranto: lo scambio di auguri della Carta della Pace nel segno del “Noi” e della comunità

TARANTO, 17 DICEMBRE 2025 – La UIL di Taranto ha partecipato ieri pomeriggio, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città, allo scambio di auguri con i firmatari della Carta della Pace di Taranto, iniziativa promossa dal presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano.

Un momento dal forte valore simbolico e civile, che ha posto al centro il senso del “Noi”, della comunità e della responsabilità condivisa, richiamando lo spirito della Carta della Pace e l’importanza del dialogo come strumento di coesione sociale. Particolarmente significativo il gesto dell’Albero del Noi, simbolo di una comunità che sceglie di costruire relazioni, partecipazione e futuro attraverso piccoli ma concreti segni di condivisione.

“In un periodo storico segnato da conflitti e divisioni, iniziative come questa ricordano che la pace non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano fatto di ascolto, rispetto e partecipazione”, ha dichiarato Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL di Taranto. “Il valore del Noi è fondamentale: solo rafforzando il senso di comunità è possibile costruire una città più giusta, coesa e attenta ai diritti delle persone”.

La serata, arricchita da momenti musicali, narrativi e dallo scambio reciproco degli auguri, si è conclusa con l’impegno condiviso a proseguire il percorso avviato dalla Carta della Pace, nella consapevolezza che il dialogo e la solidarietà rappresentano le basi su cui costruire il futuro di Taranto.

Aggressione al conducente di Kyma Mobilità: ennesimo atto di violenza a Taranto

Taranto, 07 novembre  2025 – Le Segreterie Territoriali e Aziendali di FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI denunciano l’ennesimo grave episodio di violenza ai danni di un operatore di esercizio di Kyma Mobilità, avvenuto nella serata del 6 dicembre 2025. L’autista, mentre svolgeva regolarmente il proprio servizio sulla linea 1/2 , è stato aggredito da un individuo che aveva precedentemente tentato di salire fuori fermata nei pressi di Via Margherita. L’aggressore alle 21.20 circa, in maniera premeditata, ha raggiunto il conducente al capolinea dei Tamburi per poi sferrargli un pugno al volto. Il conducente ha chiamato immediatamente le Forze dell’Ordine e ha dovuto fare ricorso alle cure mediche presso l’ospedale di Martina Franca dove ha ricevuto una diagnosi di contusione all’occhio ed un forte shock emotivo.
I Segretari Territoriali ed Aziendali di FILT-CGIL Zotti Francesco e Cecere Pietro, di FIT-CISL Fumarola Cinzia e Galletta Vincenzo e di UILTRASPORTI Sasso Carmelo e Fumarola Giuseppe esprimono la massima solidarietà al collega aggredito e ribadiscono che tali episodi non sono più tollerabili. È necessario l’intervento immediato delle Istituzioni per GARANTIRE LA SICUREZZA e la TUTELA DEI LAVORATORI del trasporto pubblico.
Non dimentichiamo l’evento di un mese fa che ha colpito 2 ausiliari della sosta dove gli stessi sono stati aggrediti verbalmente da un parcheggiatore abusivo sempre mentre svolgevano il loro turno di lavoro e di tutte le aggressioni fisiche e verbali che hanno interessato altri lavoratori nel capoluogo tarantino
Non possiamo abbassare l’attenzione davanti ad una piaga sociale che sta colpendo sempre di più dei lavoratori vittime del dovere e colpevoli di svolgere il loro lavoro in un contesto sociale sempre più degradato. Si rinnova, pertanto, la richiesta di un INCONTRO URGENTE con S.E. il Prefetto di Taranto ed il Questore, affinché vengano adottate misure concrete e tempestive per prevenire ulteriori atti di violenza e per assicurare un ambiente di lavoro sicuro.

Premio Fiducia Adoc “Eccellenze di Puglia”: Taranto ospiterà la decima edizione il 10 dicembre 2025

Taranto, 07 novembre 2025 – Il prossimo mercoledì 10 dicembre 2025, presso il Teatro Comunale Fusco di Taranto, si terrà la cerimonia di premiazione della decima edizione del premio “Fiducia Adoc Eccellenze di Puglia”. L’evento, che ha sempre avuto il merito di valorizzare le eccellenze del territorio ionico, quest’anno si arricchisce di una nuova dimensione grazie all’ampliamento dell’orizzonte a tutta la regione Puglia. Il premio, istituito dall’Associazione Adoc, è giunto alla sua decima edizione, un traguardo che conferma il successo di un’iniziativa che ha premiato, nel corso degli anni, personalità di spicco in vari ambiti, tra cui la scienza, la cultura, l’arte, lo sport, l’imprenditoria e la solidarietà.

“Siamo entusiasti di questa decima edizione, – ha commentato il presidente di Adoc, Domenico Votano-  che rappresenta un momento significativo di crescita per il nostro Premio. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di premiare chi si distingue, con impegno e passione, nel proprio campo di attività. Quest’anno siamo ancora più felici di poter allargare il nostro raggio d’azione a tutta la Puglia, un segno tangibile di come il nostro impegno stia diventando sempre più grande e diffuso sul territorio”.

“Desidero innanzitutto ringraziare – ha detto Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto-   UIL Puglia, e in particolare il segretario regionale Stefano Frontini, che con il suo sostegno ha permesso di dare un nuovo respiro a questa iniziativa. Il premio, che da quest’edizione abbraccia tutte le città pugliesi, è un’ulteriore dimostrazione di quanto la Puglia sia ricca di talenti e persone che quotidianamente si impegnano per il bene comune. La nostra presenza al fianco di Adoc e delle altre istituzioni locali conferma la volontà della UIL di promuovere la cultura del merito e dell’eccellenza, valori che devono guidare il nostro sviluppo socio-economico.”

L’edizione 2025 del premio si arricchisce di un’importante novità: l’ampliamento della partecipazione e la valorizzazione delle eccellenze provenienti da tutta la Puglia, che rende l’evento ancora più inclusivo e rappresentativo di un territorio dinamico e in continuo fermento. Non solo le personalità tarantine, ma anche quelle di altre città pugliesi, verranno premiate per il loro impegno e le loro conquiste.

L’evento si terrà con la co-organizzazione del Comune di Taranto e della Confcommercio Taranto, e vedrà la partecipazione di importanti personalità della cultura, della politica e dell’imprenditoria pugliese.
L’invito a presenziare la premiazione è stato esteso a tutte le associazioni, enti e autorità.

Il Premio “Fiducia Adoc Eccellenze di Puglia” continuerà a essere un momento di riflessione e di celebrazione per le persone che contribuiscono in modo significativo al progresso della nostra regione, mettendo in luce i risultati ottenuti in vari settori cruciali per la crescita sociale e culturale della Puglia.

 

Riconferma di Vincenzo Guarino alla guida della Uila Pesca Taranto

Taranto, 3 dicembre 2025 – Si è svolto ieri a Taranto il II Congresso Uila Pesca, un evento che ha visto la partecipazione delle principali figure sindacali e istituzionali del settore pesca. Durante l’incontro, Vincenzo Guarino è stato riconfermato Segretario Responsabile della Marineria Uila Pesca di Taranto, consolidando il suo ruolo di guida per i lavoratori del mare e per un settore che riveste un’importanza fondamentale per il territorio tarantino.

La conferma di Guarino, accolta con entusiasmo dai presenti, arriva in un momento cruciale per Taranto, una città la cui identità è profondamente legata alla tradizione della pesca e alla marineria. L’evento ha visto l’intervento di numerosi leader sindacali, tra cui Maria Laurenza, Segretaria Generale Uila Pesca Nazionale, Pietro Buongiorno, Segretario Generale Uila Puglia, e Andrea Losito, Segretario Generale Uila Pesca Puglia. A presiedere i lavori è stato Antonio Trenta, Segretario Generale Uila Taranto.

La pesca a Taranto non è solo una risorsa economica, ma è anche un patrimonio culturale che identifica la città e il suo popolo. Con la riconferma di Guarino, la Uila Pesca intende proseguire il suo lavoro di tutela dei diritti dei lavoratori del mare, promuovendo politiche che rispondano alle sfide del settore e alle necessità di chi vive quotidianamente di pesca.

“Taranto ha bisogno di un forte impegno per tutelare un settore che è parte integrante della sua storia e della sua cultura”, ha dichiarato Gennaro Oliva, Coordinatore Provinciale della UIL di Taranto. “Siamo felici della riconferma di Vincenzo Guarino, un segretario che ha saputo coniugare competenza e passione per il lavoro. Il suo impegno sarà determinante per continuare a difendere e promuovere il futuro della marineria tarantina.”

Durante il congresso, sono stati discussi i principali temi legati alla pesca, dall’innovazione nelle tecniche di lavorazione alla sostenibilità del settore, fino alla valorizzazione della cultura marinara. La conferma di Vincenzo Guarino alla guida della Uila Pesca è vista come un segno di continuità in un settore che deve affrontare molte sfide, dalla concorrenza internazionale alle difficoltà legate alla sostenibilità ambientale e alla gestione delle risorse marine.

Guarino ha ribadito la sua intenzione di continuare a lavorare al fianco dei lavoratori, per difendere i loro diritti, migliorare le condizioni di lavoro e garantire una maggiore attenzione alle politiche ambientali e alla sicurezza sul lavoro.

L’evento è stato anche un’occasione per riflettere sul futuro del settore pesca, un futuro che dovrà necessariamente puntare su innovazione e sostenibilità. “Il nostro obiettivo è quello di costruire un settore che non solo sia competitivo, ma che rispetti anche l’ambiente”, ha spiegato Vincenzo Guarino. “La sostenibilità non è più una scelta, è una necessità. La marineria tarantina deve evolversi per affrontare le nuove sfide globali, ma deve farlo senza mai dimenticare le sue radici.”

Il congresso di ieri ha segnato un momento importante per il settore pesca di Taranto, non solo per la riconferma di Guarino, ma anche per l’importante riflessione sul futuro della marineria e sul ruolo centrale che essa gioca nella vita sociale, economica e culturale della città. Con il sostegno delle istituzioni locali e della UIL, i lavoratori del mare possono guardare al futuro con maggiore speranza, fiduciosi che il settore pesca possa continuare a crescere e prosperare.

Taranto, come sempre, guarda al mare con speranza, e con il coraggio del lavoro che da sempre la caratterizza. L’impegno della Uila Pesca e dei suoi rappresentanti, come Vincenzo Guarino, è una garanzia che il futuro della marineria tarantina è in buone mani.

Kyma Ambiente, convocata l’audizione in Commissione: “Ora chiarezza sui 3 avanzamenti di livello”

Taranto, 2 dicembre 2025FP CGIL e UIL Trasporti annunciano la convocazione ufficiale con di Kyma Ambiente Spa per giovedì 4 dicembre alle ore 12 presso le Commissioni Consiliari Controllo e Ambiente del Comune di Taranto. L’audizione è stata fissata in seguito alla richiesta formale inviata il 1° dicembre dalle due sigle, dopo le gravi anomalie riscontrate nella recente delibera del Cda di Kyma Ambiente.

Nella richiesta di incontro – già agli atti delle Commissioni – i sindacati avevano denunciato l’assegnazione del settimo livello a tre dipendenti, una progressione definita “distonica e ingiustificata” rispetto allo stato dell’azienda, che versa in condizioni finanziarie critiche:
40 milioni di euro di massa debitoria;
oltre 2,2 milioni di euro non versati al Fondo di previdenza complementare;
– regolamento interno che prevede il titolo di laurea come requisito di accesso al livello riconosciuto.

“Siamo stati convocati perché abbiamo chiesto un confronto serio, trasparente e urgente” dichiarano Cosimo Sardelli (FP CGIL) e Carmelo Sasso (UIL Trasporti). “Giovedì porteremo in Commissione tutte le criticità già sollevate e chiederemo all’azienda spiegazioni puntuali e, soprattutto, documenti che attestino la legittimità delle progressioni decise dal Cda. I lavoratori meritano risposte, non favoritismi”.

Le due sigle confermano che durante l’audizione ribadiranno la richiesta di una verifica complessiva sulla gestione dell’azienda, anche alla luce degli scarsi risultati sulla raccolta differenziata e dell’annunciata – ma ancora indefinita – due diligence. “Kyma Ambiente – concludono – deve tornare a essere un’azienda pubblica credibile, non un terreno di scelte incomprensibili”.

 

Il Segr. Gen. FP CGIL Cosimo Sardelli
Il Segr. Gen. Uiltrasporti Carmelo Sasso

DISSERVIZI ALL’UFFICIO POSTALE DI TARANTO VECCHIA: LA UIL DENUNCIA “SITUAZIONE SCANDALOSA” E CHIEDE INTERVENTI IMMEDIATI

Taranto, 1 dicembre 2025 – Si è svolta questa mattina davanti all’Ufficio Postale di via Arco Paisiello la conferenza stampa convocata dalla UIL Poste Taranto e dalla UIL Taranto per denunciare pubblicamente le gravi criticità che da mesi interessano il presidio postale della Città Vecchia, aggravate in seguito alla chiusura dell’ufficio di piazza Fontana. Una decisione, quella di Poste Italiane, che secondo il sindacato ha riversato l’intera utenza del centro storico – oltre 2.200 residenti – su un unico sportello non attrezzato, generando disservizi pesantissimi per cittadini e lavoratori.

Il segretario regionale UIL Poste Puglia e segretario generale UIL Poste Taranto, Giuseppe Manfuso, ha spiegato come la situazione sia ormai diventata insostenibile. “Quella che viviamo qui non è più una semplice difficoltà operativa: è una condizione che definirei senza esitazioni scandalosa”, ha dichiarato. La chiusura dell’ufficio di piazza Fontana ha prodotto limitazioni ai prelievi per i correntisti trasferiti, costretti a vedersi negata la possibilità di ritirare somme superiori a quelle consentite dalla giacenza assegnata al nuovo sportello. “È inconcepibile che un pensionato debba essere trattato diversamente solo perché il suo ufficio è stato chiuso”, ha aggiunto Manfuso, sottolineando come “la Città Vecchia meriti gli stessi diritti degli altri quartieri”.

Allo stesso tempo gli sportellisti operano con disponibilità economiche irrisorie, talmente ridotte da non permettere di servire più di 15-20 clienti. “Chiediamo solo di poter lavorare – ha ribadito – e non di essere messi nella condizione di dover spiegare ai cittadini perché non possiamo effettuare operazioni essenziali”. Una situazione aggravata in una giornata come quella del primo dicembre, dedicata anche all’erogazione delle tredicesime. A ciò si aggiunge l’impossibilità dei lavoratori di svolgere pienamente le attività previste, tanto da essere spesso distaccati in altri uffici. “È assurdo che un dipendente venga mandato ogni giorno in un luogo diverso perché qui non ha gli strumenti per lavorare. È una mortificazione professionale e umana”.

“Questa situazione – ha aggiunto Manfuso – sta generando un livello di stress insostenibile per i lavoratori, che ogni giorno si ritrovano costretti a discutere con cittadini arrabbiati e frustrati, pur non avendo alcuna responsabilità diretta. Non possiamo accettare che un servizio pubblico scarichi il proprio malfunzionamento su chi è in prima linea”.

Manfuso ha ricordato come “nei mesi scorsi abbiamo scritto, segnalato, denunciato. Ma da parte di Poste Italiane non è arrivata nemmeno una risposta formale”. E ha concluso avvertendo che “non esistono cittadini di serie A e serie B: serve un frazionario unico per garantire uguaglianza. Non si può continuare a ignorare una comunità intera”.

Nel corso della mattinata sono emersi ulteriori problemi strutturali e organizzativi. Il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva, ha raccontato un episodio particolarmente significativo: un cittadino invalido non riusciva a entrare nell’ufficio a causa delle barriere architettoniche ed è potuto accedere solo grazie all’aiuto di altri utenti. “È una scena che non dovrebbe più ripetersi in una città moderna. Qui non mancano solo i servizi: manca la dignità garantita a chiunque acceda a un ufficio pubblico”, ha commentato.

Oliva ha denunciato anche la totale assenza di privacy allo sportello dedicato ai prelievi, dove le operazioni economiche vengono effettuate senza alcuna tutela. “A Taranto Vecchia un pensionato deve dire davanti a tutti quanti soldi vuole prelevare. È semplicemente inaccettabile”. Non meno grave la mancanza del sistema di prenotazione tramite ticket, che costringe le persone ad attendere in fila senza ordine. “La scena delle file disordinate, delle persone che arrivano e non sanno a chi spetti il turno, è ormai la normalità. E Poste fa finta di non vedere”.

Il coordinatore territoriale ha continuato: “Noi non siamo qui a fare passerelle. Siamo qui per difendere i cittadini. E se non arriveranno risposte, le nostre iniziative non si fermeranno”. Poi ha aggiunto: “La UIL Taranto sarà al fianco della UIL Poste sempre, su ogni problematica. E se servirà, torneremo con forme di mobilitazione più forti. Perché quello che sta succedendo qui è una mancanza di rispetto per un’intera comunità». Infine, con toni netti, ha concluso: «Se non verranno prese misure immediate, la UIL si farà sentire ancora più duramente. Non permetteremo che questo quartiere venga abbandonato”.

La UIL annuncia che, qualora non arrivassero risposte rapide e concrete, la mobilitazione proseguirà con iniziative ancora più incisive. La Città Vecchia, conclude il sindacato, non può essere privata di un servizio pubblico essenziale, soprattutto in un momento storico in cui fragilità sociali e bisogni del territorio richiedono una presenza più forte e responsabile delle istituzioni

UIL critica l’operato della politica: “Serve responsabilità, non propaganda”

“Non si governa una città raccontandole quel che vorrebbe sentirsi dire: si governa affrontando la realtà, anche quando è dura”

Taranto, 30 novembre 2025 – Taranto scivola mentre la politica resta immobile, incastrata in equilibri precari che hanno trasformato Palazzo di Città in un teatro di attese infinite. Gli indicatori demografici, occupazionali e sociali diffusi dall’INPS e dalle ricerche nazionali raccontano una realtà che si assottiglia, un territorio che arretra mentre chi dovrebbe governarlo preferisce evitare il confronto con i problemi reali. Da oltre nove mesi, con la caduta dell’amministrazione Melucci il 21 febbraio 2025 e la successiva ascesa della esile maggioranza guidata da Bitetti, l’azione politica si è ridotta a una campagna elettorale permanente – con esponenti politici che addirittura offendono i propri compagni di partito sui social –  più attenta agli equilibri interni, precari, che allo stato della città.

Il rapporto INPS 2024 conferma il crollo demografico: nel 2023 il saldo naturale è stato di –2.914, cifra che evidenzia un arretramento ben più pesante del –421 registrato un decennio fa. Le fasce giovani continuano a emigrare, riducendo ulteriormente la capacità produttiva del territorio. A questo declino si affianca la nuova classifica di Italia Oggi 2025, che colloca Taranto al 101° posto su 107 province, in ulteriore peggioramento. In Puglia solo Foggia fa peggio. I punteggi più bassi riguardano ambiente, lavoro e reddito, salute, sicurezza sociale e istruzione, confermando un quadro di fragilità strutturale che si intensifica.

Il mercato del lavoro conferma un affanno profondo: tasso di occupazione al 40,7%, ben lontano dalla media regionale e ancor più da quella nazionale. La disoccupazione supera il 10,5% e l’inattività raggiunge il 54,4%, segno di una rinuncia diffusa alla ricerca di impiego. Mentre aumentano i lavoratori irregolari e le ispezioni calano, cresce anche il peso degli ammortizzatori sociali: Taranto assorbe quasi il 60% della CIG straordinaria pugliese, con un raddoppio delle ore di cassa ordinaria e del Fondo integrazione salariale. La NASPI sale a 24.506 beneficiari. Numeri che descrivono non una crisi momentanea, ma una condizione strutturale di precarietà.
Tutto questo è un macigno al collo.

“Possiamo continuare a raccontarci che Taranto è proiettata nel futuro — dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto — ma i dati dicono l’opposto. Il territorio arretra mentre la politica evita il confronto, preferendo gestire equilibri fragili invece di assumersi responsabilità. Non si governa una città raccontandole quel che vorrebbe sentirsi dire: si governa affrontando la realtà, anche quando è dura. Il cambio di passo con il passato è pressoché impalpabile”.

Lo stesso sbilanciamento emerge sul fronte industriale. La vicenda dell’ex Ilva resta sospesa tra rinvii e incertezze, mentre la riconversione degli impianti è rimasta un annuncio. La città continua a pagare un prezzo altissimo in termini di lavoro, ambiente e salute. Le bonifiche procedono a rilento, e la frattura tra ambientalisti e aziendalisti resta un alibi per non decidere.

A pesare è anche la crisi del porto, dove investitori strategici come Renexia hanno scelto altre destinazioni, nonostante la retorica dell’hub dell’eolico offshore. I fondi del JTF, del CIS e delle bonifiche avrebbero già dovuto delineare una traiettoria alternativa, ma nessun cambio di rotta è stato realmente avviato.

La situazione rifiuti rappresenta un nuovo capitolo del declino: Kyma Ambiente — l’azienda incaricata del servizio di igiene urbana — si presenta con un debito stimato in circa 43 milioni di euro. Nonostante questo, la raccolta resta inadeguata: cumuli di rifiuti, cassonetti traboccanti, ritardi nella raccolta, aree urbane trasformate in discariche a cielo aperto, segnalate ormai da mesi in più quartieri.

“Una città sommersa dai rifiuti — accusa Oliva — non può chiedere fiducia nel futuro. È paradossale che la prima emergenza — la salute, l’igiene urbana — venga affrontata con lentezza e retorica, mentre da Palazzo di Città si continua a parlare di sviluppo e hub ambientali”.

Il fallimento delle promesse su decoro urbano e raccolta differenziata pesa come un macigno sulla credibilità della giunta Bitetti: la città appare meno pulita di ieri, senza alcun segnale di inversione reale. Eppure, per il Comune la narrativa resta quella di una Taranto “in cammino verso il domani”.

“La gente non vuole più pacche sulle spalle — conclude Oliva —. Vuole che la citta venga liberata dall’immondizia, che i debiti vengano onorati, che il servizio torni regolare. Vuole rispetto”.

L’astensione delle ultime regionali, con un’affluenza intorno al 40% in provincia, è il sintomo di un rapporto logoro tra cittadini e istituzioni. È la prova di una distanza che cresce ogni giorno e che nessuna narrazione ottimista potrà colmare. Se la politica continuerà a muoversi dentro logiche di sopravvivenza e non di governo, Taranto resterà prigioniera del suo declino.

UIL Taranto lancia un appello: basta compromessi, basta propaganda, basta inerzia. Occorre un programma vero, con un tavolo permanente, con misure concrete per lavoro, ambiente, servizi, decoro urbano. Occorre che la politica — soprattutto quella comunale — si assuma responsabilità reali, non si nasconda dietro slogan o emergenze temporanee.

A Roma la voce del lavoro: la UIL Taranto alla manifestazione nazionale del 29 novembre

ROMA 29 novembre 2025 – La manifestazione nazionale della UIL al Teatro Brancaccio di Roma ha rappresentato un momento di grande partecipazione e di forte tensione civile. Delegazioni provenienti da ogni parte d’Italia hanno riempito un teatro colmo già dalle prime ore della mattina, portando sul palco esperienze, problemi e speranze di un mondo del lavoro che chiede ascolto e risposte concrete. Anche la UIL Taranto era presente con una delegazione nutrita e attenta, consapevole che i temi discussi nella capitale toccano profondamente il nostro territorio, dalla crisi dell’ex Ilva alle condizioni del lavoro fragile e frammentato.

La mattinata ha raccolto interventi di lavoratrici, lavoratori, pensionati e giovani. Sono emerse storie di precarietà nei centri commerciali, contratti part-time che nascondono orari da full-time, turni massacranti nella sanità, vite sospese nel lavoro somministrato, schiene rotte nei campi agricoli, difficoltà crescenti nel trasporto pubblico, nell’edilizia e nel turismo. Un’Italia reale, quella che spesso non trova voce nei palazzi ma che rappresenta la colonna portante del Paese.

Il momento centrale della giornata è stato l’intervento conclusivo del segretario generale Pierpaolo Bombardieri, il quale ha richiamato con forza il senso della mobilitazione. Prima di avviare il suo discorso, Bombardieri ha ricordato il valore della partecipazione responsabile, spiegando che si può protestare senza violenza, senza assaltare redazioni o minacciare chi informa, ma avanzando proposte serie e credibili. Ha sottolineato che la mobilitazione della UIL nasce da un principio semplice: “si può chiedere di cambiare le cose”.

Al centro del suo intervento c’è stato il tema della democrazia economica e sindacale, un punto cardine per il segretario: Bombardieri ha ricordato che il contratto collettivo non è un ingombro, ma un atto di democrazia sostanziale, perché definisce salari, orari, diritti, tutele. “Dove c’è lavoro deve esserci democrazia” ha affermato, ribadendo il valore della contrattazione come luogo dell’equilibrio sociale, della rappresentanza e della responsabilità condivisa.

Un passaggio molto significativo del suo intervento ha riguardato le pensioni. Bombardieri ha spiegato che la riforma non può più essere rinviata e che occorre finalmente separare previdenza e assistenza, perché se si continuano a sommare le due voci diventa impossibile ragionare su sistemi equi. Ha chiesto un confronto serio su come garantire una pensione di garanzia ai giovani precari, sulla possibilità di consentire l’uscita anticipata a chi svolge lavori usuranti, e sul rilancio del secondo pilastro, proponendo l’accettazione semiautomatica della previdenza complementare dal 2027 per dare solidità alle pensioni future.

Toccante e molto applaudito il richiamo alla condizione dei giovani, che secondo Bombardieri “hanno già la certezza di essere penalizzati se le regole non cambieranno”, e la denuncia di un lavoro che non garantisce futuro. Anche per questo, ha ricordato, serve una politica fiscale più giusta: Bombardieri ha citato le sue proposte di aumento della tassazione sui dividendi azionari al 31% e dell’IRES al 26%, misure che potrebbero recuperare fino a dieci miliardi da reinvestire in sanità, pensioni e welfare, alleggerendo il peso su lavoratori e pensionati, oggi tra i più tassati d’Europa.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle disuguaglianze territoriali, con un riferimento diretto alla vicenda dell’ex Ilva. Bombardieri ha ricordato che il futuro dell’acciaio in Italia non può essere discusso solo per gli stabilimenti del Nord, come avvenuto nell’ultimo tavolo ministeriale. Ha denunciato con fermezza l’esclusione di Taranto dal confronto, definendola inaccettabile, e ha ribadito la richiesta – avanzata da tempo dalla UIL – di un intervento pubblico forte, fino alla valutazione della nazionalizzazione sull’esempio francese.

Nel suo intervento, Bombardieri ha più volte richiamato l’idea che questo “non è un tempo per essere spettatori”, ma un momento in cui bisogna difendere i diritti e costruire soluzioni, perché ciò che si decide oggi influenzerà il modello sociale dei prossimi decenni. La sua conclusione è stata un invito all’unità e alla responsabilità: lavorare insieme sulle piattaforme unitarie, superare le divergenze non sostanziali, creare percorsi condivisi per migliorare lo Stato sociale, rafforzare la contrattazione e rispondere alle fragilità crescenti del Paese.

A margine della manifestazione, Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto, ha espresso la sua valutazione sull’esito della giornata e sul ruolo del territorio nell’agenda nazionale. Oliva ha ricordato che Taranto vive una condizione particolarmente complessa, ma proprio per questo non può essere esclusa dai tavoli decisivi, né può attendere soluzioni “parziali o provvisorie”. Ha affermato che la manovra deve essere migliorata con interventi che tengano insieme lavoro, salute e sviluppo, restituendo speranza ai lavoratori e alle famiglie. Ha ribadito inoltre l’urgenza di un piano per la sicurezza sul lavoro, di pensioni più dignitose e di una sanità accessibile, sottolineando che la UIL Taranto continuerà a farsi sentire: la mobilitazione non si ferma qui, perché “la dignità del lavoro non è negoziabile”.

La giornata del Teatro Brancaccio ha così rappresentato un momento di ascolto, partecipazione e proposta. Non una semplice protesta, ma un percorso collettivo che punta a incidere sulle scelte politiche e a dare voce a chi non vuole rassegnarsi. La UIL Taranto proseguirà questo cammino con convinzione, per difendere il diritto a un lavoro sicuro, a un salario equo e a un futuro che appartenga davvero a tutti.