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La risposta dell’INAIL, Istituto Nazionale Assicurazioni e Infortuni sul Lavoro, non si è fatta attendere subito dopo la tragica morte di Antonio Bellanova, il 31enne Tarantino morto sul lavoro schiacciato da un’ecoballa mentre operava nella stiva di una nave attraccata al porto di Taranto. La Direzione regionale fa sapere alla segreteria della UIL di Taranto che è stato attivato il Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro e l’assegno funerario.
“Non possiamo che ringraziare – sono le parole del coordinatore generale della UIL TARANTO, Pietro Pallini – la Direzione regionale INAIL e quella provinciale, per l’altissima professionalità e responsabilità dimostrati durante l’espletamento delle formalità necessarie, da parte dell’Ente, verso le famiglie e i superstiti che piangono vittime sul lavoro, come successo nel tragico evento all’interno del Porto di Taranto che ha visto strappare un’altra giovane vita, quella di Antonio Bellanova.
Ci siamo trovati, e questo va detto, prima che di fronte a un ente pubblico, di fronte a persone che davanti al dolore hanno la sensibilità di affiancare un qualcosa che oggi si fa fatica a ritrovare: il senso di umanità.
Ci sono giunte in queste ore le giuste rassicurazioni da parte della Direzione regionale, circa il perfezionamento delle formalità e atti necessari da parte dell’ente, per un celere e certo sostegno alla famiglia di Antonio, e questo non era del tutto scontato al cospetto del complesso e vasto iter burocratico previsto.
Ciò, ne siamo ben consapevoli, sicuramente non servirà ad attenuare il dolore immenso della famiglia di Antonio Bellanova, né il vuoto incolmabile di un padre ed un marito volato via troppo prematuramente, ma sono gesti sicuramente a supporto della famiglia di Antonio che serve intensificare adesso.
Il mio personale ringraziamento, e quello della UIL Taranto al Direttore regionale INAIL Dr. Giuseppe Gigante, a quello della sede provinciale Dr. Vito Sante Linsalata e tutte le strutture e i dipartimenti interni all’INAIL che continuano a mostrare oltre la professionalità, il senso di umanità e la sensibilità necessari a una Pubblica Amministrazione alleata e amica. Indubbio, la nostra vicinanza alla famiglia di Antonio, per tutto ciò che il sindacato e la UIL possono fare, per quanto di nostra competenza e per i quali non ci sarà fermo di agosto alcuno se necessario.
Ribadiamo come UIL la necessità di stretta collaborazione tra istituzioni, politica, enti, aziende pubbliche e private e tutti quei soggetti che possono contribuire a cambiare paradigma. Un’azione questa che miri a vincere questa battaglia che tutti ci troviamo a combattere. Tre morti al giorno sul lavoro null’altro è che un conflitto che serve vincere per riacquisire civiltà sul lavoro. Dobbiamo lavorare in sinergia per piantumare e soprattutto radicare una sicurezza sui luoghi di lavoro che prima che norma sia cultura, e un sistema di regole che scoraggi pessimi imprenditori che della sicurezza sovente ne fanno un costo.
#ZeroMortisuLavoro è la campagna lanciata dalla UIL, fatta di proposte e azioni con determinazione e mai con rassegnazione. Continueremo a mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza perché consapevoli che serve uno shock del sistema, ma è fondamentale non essere soli. Serve far bene e presto, ma è necessario fare sistema, tutti insieme, ognuno per il proprio ruolo, affinché il lavoro continui ad essere il vero valore contemporaneo e quello per il futuro delle nuove generazioni.
Il lavoro è da sempre quel vettore che alimenta i sogni e la passione della vita delle persone, non certo uno modello per spegnerli com’è accaduto ad Antonio ed a molti altri lavoratori come Antonio. Per farlo serve metterci la faccia perché dietro i numeri ci sono le persone, e queste persone prima che numeri sono esseri umani”.
“Apprendiamo con sollievo la notizia dell’insediamento del nuovo CDA della Società Kyma Mobilità, per i nostalgici, Amat spa” afferma Carmelo Sasso, segretario provinciale della UIL Trasporti di Taranto.
“Ai componenti del CdA va il nostro in bocca al lupo, sapendo che il compito che gli attende non è per nulla semplice considerate le problematiche esistenti, sostanzialmente le stesse che il presidente Giorgia Gira e il consigliere Francesco Scarinci hanno lasciato inevase sul tavolo poco più di un anno fa.
Confidiamo, però, che quello spirito di dialogo che aveva caratterizzato il periodo finale della precedente gestione Gira, e che aveva portato dopo mesi di impasse alla sottoscrizione dell’Accordo Integrativo Aziendale, possa ritornare presto, contribuendo alla risoluzione di quelle problematiche urgenti che negli ultimi dodici mesi sono state gestite solo a colpi di inutili comunicati stampa e sterili spot pubblicitari, seguiti poi da una serie di magre figure, alcune senza precedenti.
Parte sicuramente sotto i migliori auspici questa “nuova gestione” in considerazione del fatto che sono già sul territorio, e in fase di allestimento, i 55 nuovi bus ibridi Mercedes che dopo la successiva immatricolazione potranno finalmente andare a supportare il parco mezzi della Società che attualmente risulta del tutto inadeguato in termini numerici e soprattutto di obsolescenza dei Bus.
Questi, unitamente ai 24 bus ibridi, potranno andare a svecchiare in maniera significativa il parco rotabili consentendo di mettere fuori servizio finalmente i bus più vecchi, inquinanti e spesso privi di aria condizionata, di impianto antincendio che ad oggi purtroppo ancora circolano per le strade della nostra città.
Proprio dai 24 bus Man, arrivati a Taranto nel 2020 grazie ai 7.992.458 euro ottenuti nell’ambito del progetto “Smart Go City”, vorremo iniziare un ragionamento anche abbastanza semplice e logico.
Questi 24 mezzi dopo un uso intensivo, dovuto alla insufficienza dei mezzi che impedisce una loro sistematica rotazione, sono già abbastanza usurati nonostante la loro età anagrafica.
Il dato che preoccupa è rappresentato dal fatto che circa la metà di questi sia sistematicamente siamo fermi in officina per avarie e malfunzionamenti o peggio in attesa di ricambi.
Questo aspetto che per ora non ha forti ripercussioni di natura economica, poiché i mezzi sono tutti prossimi in “garanzia” seppur prossimi alla scadenza, manlevando l’azienda spesso dai costi di manutenzione, ha purtroppo una ricaduta sulla qualità del servizio, soprattutto l’estate, costringendo operatori ed utenti a condividere bus obsoleti, spesso privi di aria condizionata.
Tra qualche mese quando la garanzia dei mezzi scadrà questo inizierà a pesare e non poco sulle spalle della società mentre ha pesato fin ora solo sulle “spalle” dei lavoratori.
Questa valutazione serve per far comprendere come vi sia un problema di usura dei mezzi dovuto alle pessime condizioni del manto stradale che mette a dura prova anche mezzi nuovi e moderni, che risultano sistematicamente in avaria e che non faranno certo bene all’apparato muscolo scheletrico degli operatori e degli utenti a causa delle continue sollecitazioni cui gioco forza sono esposti.
Consigliamo al presidente Giorgia Gira, ove non lo avesse già fatto, di investire con immediatezza l’ Amministrazione Comunale e l’assessore Ciraci nella sua doppia veste di assessore ai lavori pubblici e responsabile della Polizia Locale della necessità improcrastinabile della valutazione e dell’ immediato ripristino della sicurezza del manto stradale in vaste zone della città con particolare riferimento e priorità ai percorsi utilizzati dal trasporto pubblico locale.
Questo lavoro fu iniziato dal precedente Assessore Mattia Giorno (tra l’altro protagonista dell’aver saputo intercettare le risorse governative utili all’acquisto dei 55 nuovi bus n.d.r.), in maniera purtroppo non sistematica si è poi inspiegabilmente bloccato, vanificando di fatto anche quanto messo precedentemente in campo.
E’ intuitivo come mettere in servizio 55 macchine nuove ottenute grazie ad un finanziamento governativo su strade che spesso rasentano il percorso da rally risulti quanto meno contro producente, rischiando di vanificare l’intera bontà dell’iniziativa e creare in futuro costi di gestione enormi per quanto attiene le manutenzioni.
Nel frattempo che questa accurata ricognizione sia compiuta ci permettiamo di segnalare alcuni interventi prioritari che ci sono stati indicati direttamente dai lavoratori e dagli utenti e che potrebbero essere compiuti in urgenza per cercare di migliorare quanto più possibile la qualità del manto stradale nei percorsi del TPL come Circonvallazione dei fiori – via Lama,Via Salvemini – via della pesca paolo VI, Viale duca d’Aosta, Via Costantinopoli, Via Garibaldi-cariati, Via Vascelli – Via stelle alpine a Lama, Via golfo di Taranto.
Questo se effettuato tempestivamente potrebbe consentire di mettere in servizio le nuove 55 macchine in condizioni di viabilità migliore e sicuramente contribuirebbe a ridurre l’usura dei nuovi mezzi che siamo sicuri insieme ad una migliore organizzazione aziendale potrebbero innalzare nettamente la qualità del servizio offerto e della vita lavorativa del personale.
Su questi aspetti oltre che su quelli attinenti i lavoratori intendiamo confrontarci quanto prima con l’Azienda che confidiamo, grazie alla nuova governance, saprà rilanciare il dialogo con le OO.SS. a volte conflittuale seppur sempre nel rispetto delle reciproche prerogative superando quell’atteggiamento assunto nell’ultimo anno in cui il confronto sindacale è stato sminuito e svilito continuamente.
Siamo sicuri che invece queste nostre riflessioni e sollecitazioni sapranno essere colte con prontezza e comprese per il loro valore positivo e non come in passato continuamente travisate e strumentalizzate per giustificare l’immobilismo e spesso l’inadeguatezza”.
🔵 ℝ𝕀𝕌ℕ𝕀𝕆ℕ𝔼 𝔻𝔼𝕃 ℂ𝕆𝕄𝕀𝕋𝔸𝕋𝕆 𝕋𝔼ℝℝ𝕀𝕋𝕆ℝ𝕀𝔸𝕃𝔼 𝐔𝐈𝐋𝐓𝐔𝐂𝐒 𝐓𝐀𝐑𝐀𝐍𝐓𝐎
👥 Nella giornata del 3 Agosto 2023 si è svolta la ʀɪᴜɴɪᴏɴᴇ ᴅᴇʟ ᴄᴏᴍɪᴛᴀᴛᴏ ᴛᴇʀʀɪᴛᴏʀɪᴀʟᴇ ᴜɪʟᴛᴜᴄs ᴅɪ ᴛᴀʀᴀɴᴛᴏ con la presenza del segretario generale della Uiltucs Puglia 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙤 𝘿𝙚𝙡𝙡’𝘼𝙣𝙣𝙖.
📝 La relazione introduttiva è stata curata del responsabile territoriale 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗚𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 il quale ha affrontato la situazione politica occupazionale del territporio Tarantino, soffermandosi sui rinnovi contrattuali ancora aperti e annunciando che 𝘥𝘢 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦 2023 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘳à 𝘶𝘯𝘢 𝘯𝘰𝘵𝘦𝘷𝘰𝘭𝘦 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘢 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 su tutti i posti di lavoro.
-ʟ’ᴀɴᴀʟɪsɪ ᴅᴇʟʟᴀ ᴄᴏɴᴄʟᴜsɪᴏɴᴇ ᴄᴏɴᴛʀᴀᴛᴛᴜᴀʟᴇ ᴅᴇʟ ᴄᴏɴᴛʀᴀᴛᴛᴏ ᴅᴇʟ sᴇᴛᴛᴏʀᴇ ᴠɪɢɪʟᴀɴᴢᴀ.
-ʟᴏ sᴛᴀᴛᴏ ᴅɪ sᴀʟᴜᴛᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ᴜɪʟᴛᴜᴄs ᴅɪ ᴛᴀʀᴀɴᴛᴏ ᴄʜᴇ ᴄᴏɴᴛɪɴᴜᴀ ɪʟ sᴜᴏ ᴘᴇʀᴄᴏʀsᴏ ᴅɪ ᴄʀᴇsᴄɪᴛᴀ.
Sono intervenuti diversi delegati e dirigenti della Uiltucs di Taranto per riconfermare il loro impegno a chè tutti i settori e i lavoratori della Uiltucs siano conquistati 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗼𝘀𝗶, hanno tra l’altro ribadito la loro forte determinazione a ché 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑖𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑜.
🙋🏽♂️ Le conclusioni sono state affidate a 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗗𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗻𝗻𝗮 segretario senerale Uiltucs Puglia e si sono concentrate sul valore imprescindibili del ʀɪɴɴᴏᴠᴏ ᴅᴇɪ ᴄᴏɴᴛʀᴀᴛᴛɪ ɴᴀᴢɪᴏɴᴀʟɪ.
-sᴜʟʟ’ɪᴍᴘᴇɢɴᴏ ᴄʜᴇ sɪ ᴜᴛɪʟɪᴢᴢɪɴᴏ ʟᴇ ʀɪsᴏʀsᴇ sᴜʟʟᴀ ʀɪᴅᴜᴢɪᴏɴᴇ ᴅᴇʟʟᴇ ᴛᴀssᴇ sᴜɪ ʟᴀᴠᴏʀᴀᴛᴏʀɪ, ᴅᴇᴛᴀssᴀɴᴅᴏ ɢʟɪ ᴀᴜᴍᴇɴᴛɪ ᴄᴏɴᴛʀᴀᴛᴛᴜᴀʟɪ, ᴄᴏsì ᴄᴏᴍᴇ sᴜ 13° ᴇ 14° ᴍᴇɴsɪʟɪᴛà.
-ʜᴀ ᴀɴɴᴜɴᴄɪᴀᴛᴏ ᴜɴ ғᴏʀᴛᴇ ɪᴍᴘᴇɢɴᴏ ɴᴇʟʟᴀ ғᴏʀᴍᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅᴇɪ ǫᴜᴀᴅʀɪ ᴇ ᴅɪʀɪɢᴇɴᴛɪ ᴄʜᴇ ᴘᴀʀᴛɪʀà ᴀ sᴇᴛᴛᴇᴍʙʀᴇ.
-ʜᴀ ᴄᴏɴғᴇʀᴍᴀᴛᴏ ᴄʜᴇ ʟᴀ sɪɴᴇʀɢɪᴀ ɢɪà ʀᴇᴀʟɪᴢᴢᴀᴛᴀ ᴛʀᴀ ʟᴀ ᴜɪᴛᴜᴄs ᴅɪ ᴛᴀʀᴀɴᴛᴏ ᴇ ʀᴇɢɪᴏɴᴀʟᴇ ᴄᴏɴᴛɪɴᴜᴇʀà sᴇᴍᴘʀᴇ ᴘɪù, sᴜ ᴛᴜᴛᴛɪ ɪ sᴇᴛᴛᴏʀɪ, ᴄʜᴇ ʟᴀ ᴄʀᴇsᴄɪᴛᴀ ᴀᴠᴠᴇɴᴜᴛᴀ ᴀ ᴛᴀʀᴀɴᴛᴏ è ᴇʟᴇᴍᴇɴᴛᴏ ᴅɪ ᴏʀɢᴏɢʟɪᴏ ᴘᴇʀ ᴛᴜᴛᴛᴀ ʟᴀ ᴜɪʟᴛᴜᴄs.
“Il Governo ha annunciato da tempo una stretta sul reddito di cittadinanza, o una non meglio riforma che lo trasforma in reddito di inclusione. Ora, questo tempo trascorre inesorabile e i primi effetti sono quelli che la UIL aveva purtroppo previsto, peraltro ammonendo il Governo” afferma il coordinatore della UIL di Taranto Pietro Pallini.
“Non certo ci appassiona il nuovo termine utilizzato (reddito di inclusione), ma i pesanti riflessi di tutto ciò, atteso quello che già sta accadendo con l’invio di 169 mila sms da parte dell’INPS ai percettori di RdC.
Cosa conteneva la notizia? Semplicemente l’inizio della fine di una rete di protezione sacrosanta, prima che di un beneficio, che aveva il sol fine di attenuare le pesantissime ripercussioni della pandemia e di un Paese che arranca, soprattutto al SUD a cui si aggiunge l’emergenza lavoro. Sono 12 mila i destinatari degli sms in Puglia.
Mentre tutto apparentemente scorre col macigno della pesante inflazione, tra l’aumento dei tassi di interesse al 4.25, dei prezzi e delle tariffe oramai alle stelle, l’idea è stata quella di mantenere fede alle promesse elettorali piuttosto che disporre un’attenta analisi su un modello di società che continua a fare i conti con le dilaganti disuguaglianze, con tutta una serie di diritti che nella forma restano ben richiamati nella carta costituzionale, ma che nei fatti rappresentano un problema serio, serissimo, come il diritto al lavoro, in cui il RdC aveva il ruolo di puntellare un sistema che mostra lesioni da ogni parte, un semplice ma necessario strumento per combattere la povertà ormai dilagante.
Il problema, lo ripetiamo è molto serio, ma diventa serissimo al SUD dove le reti di protezione sociale non sono sufficienti a soddisfare la povertà dilagante e il dramma di migliaia di famiglie. Al SUD si rischia una bomba sociale senza precedenti, lo ripetiamo. Il Mezzogiorno oggi cresce con livelli di 10 punti con quelli del 2008 e il tasso di occupazione è di quasi 21 punti percentuali al di sotto del resto d’Italia. L’emergenza occupazionale tra i giovani è tutt’altro che risolta al SUD e lo dimostra la fuga di cervelli, lo spopolamento e la denatalità con dati drammatici ed inconfutabili.
Come inconfutabile è che il Mezzogiorno d’Italia sia in fondo alla classifica europea sul lavoro. Sicilia, Campania, Calabria e Puglia sono il fanalino di coda. Al SUD appena il 35% delle madri con figli in età prescolare lavora, contro il 64% del centro-nord (fonte SWIMEZ). Mentre l’1% della popolazione mondiale rappresentata da magnati e plutocrati continuano ad accumulare ricchezza più di tutto il resto dell’umanità. Le principali 95 multinazionali dell’energia, dell’agro-business e big-pharma hanno più che raddoppiato i profitti rispetto alla media del periodo 2018-2020, mentre 800 milioni di persone soffrono la fame. In Italia crescono i divari e quasi un italiano su 10 è in povertà assoluta (5.6 milioni di persone).
Siamo di fronte a una fase che è la più difficile dal secondo dopoguerra e, invece di tagliare le reti di protezione sociale, è di contro opportuno che si ristabilisca un poderoso sistema di aiuto e sostegno alle famiglie, ai pensionati, ai lavoratori e tutte quelle persone che un lavoro faticano a trovarlo. Senza giri di parole e dita puntate verso chi, indipendentemente da tutto, è solo nella necessità di ricevere aiuto ed è dovere di chi sta meglio correre in suo aiuto.
Le risorse la UIL ha ben spiegato da dove prenderle: lotta all’evasione fiscale in primis e tassazione degli extraprofitti sarebbero i punti fermo da cui partire. Riforma del mercato del lavoro che basi su qualità, stabilità e sicurezza. Agosto sarebbe un mese del tutto ideale per disinnescare le tensioni sociali che temiamo potrebbero caratterizzare l’autunno italiano”.
“Ancora una volta assistiamo a un rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE che a differenza della FED sceglie così di stringere il cappio attorno al collo delle famiglie. Un’insensata manovra, sebbene la BCE stessa abbia ammesso che l’inflazione è causata anche dagli extraprofitti da parte di molte aziende e multinazionali, che con la pandemia e l’instabilità causata dal conflitto Russo-Ucraino hanno fatto e continuano a fare affari d’oro. Questa volta infatti ci troviamo di fronte a un ulteriore rialzo di 25 punti base al 4.25% (ai massimi dal 2001), con effetto dal 2 agosto 2023 e con il tentativo (maldestro) di contenere un’inflazione oramai alle stelle entro il limite del 2%” afferma Pietro Pallini, coordinatore generale della UIL TARANTO.
“Siamo di fronte a un nuovo disegno dell’economia mondiale con le variabili geopolitiche e gli effetti del conflitto Russo-Ucraino, la transizione ecologica e il covid-19. Un aumento dei tassi sconsiderato per contenere l’inflazione avrà da un lato gli effetti di contenere l’inflazione, ma dall’altro continuerà a ridursi la spesa delle famiglie, con la continua ascesa di italiani in povertà assoluta e la crescita dei divari.
L’incapacità a governare le molteplici crisi, la scarsa governabilità della transizione, i pesanti riflessi sull’occupazione, il dato in crescita della cassa integrazione e le tante, troppe crisi d’azienda rischiano di innescare una bomba sociale, soprattutto al Sud, senza precedenti. Tutto ciò è un’ulteriore macigno al carovita e alla fatica che famiglie, lavoratori e pensionati compiono per arrivare alla fine del mese, per i più fortunati.
La crescita esponenziale dei tassi d’interesse sono un moltiplicatore del disagio abitativo per le famiglie e per chi invece una famiglia vorrebbe farsela, perfino per chi una famiglia non ce l’ha più. Questo va espresso in modo netto e marcato. Insistere ad alzare i tassi di interesse in una fase, la più dolorosa dal secondo dopoguerra, non servirà a contenere i prezzi, ma si ripercuoterà su chi è già in grandi difficoltà e scoraggerà gli investimenti invocati a gran voce dal Governo e dall’Europa.
Sulle evidenze di tutto ciò, adesso non si pensi al fermo prossimo di agosto è l’invito della UIL Taranto, piuttosto si utilizzi questo periodo per mettere a punto una misura ulteriore e forte a sostegno delle famiglie, ai più fragili e meno abbienti, e di tutte le persone rese tali da questo febbricitante modello di sviluppo che strangola i diritti. Si utilizzi questo tempo (che per molti non è poco) anche per dare una svolta alle politiche salariali, il rinnovo dei contratti e il sostanzioso taglio del cuneo fiscale.
In questo il resto d’Europa è stata virtuosa ma noi italiani, maglia nera, utilizziamo invece l’Europa per uscire il petto in fuori, finendo poi per inchinarci, coprendoci, allorquando serve mostrare il coraggio delle scelte. Le risorse la UIL ha ben spiegato da dove reperirle; si cominci dagli oltre 100 miliardi di evasione (€ 1700 a persona) e si prosegua con la tassazione degli extraprofitti per cominciare e vedrete che l’inflazione si ridurrà assieme ai divari”.
“Un’altra giovane vita spezzata e il vuoto incolmabile per tutta una comunità che continua a contare vittime incolpevoli, come Antonio Bellanova, intento a lavorare con contratto di somministrazione all’interno del porto di Taranto. Commenti, parole e affermazioni di fronte a questi drammi che sono diventati oramai una vera e propria emergenza, ma che purtroppo non viene trattata come tale, tendono ad assumere sempre contorni più marcati di una irragionevole impotenza, perfino rassegnazione da parte di chi ha le leve decisionali nel Paese, e non solo, che può fare e non fa” afferma Pietro Pallini, coordinatore della UIL di Taranto.
“Non ci si può rassegnare di fronte a vite che si interrompono in questo modo, proprio mentre si svolgono le proprie mansioni di lavoro; mentre si assolve a un dovere, com’è accaduto ad Antonio. Una terribile notizia, dolore e rabbia, proprio mentre si è da poco concluso l’incontro con il Ministero del lavoro sul tema dell’emergenza caldo dietro la nostra forte sollecitazione.
Non dobbiamo mai smettere di dar voce a proposte e azioni che mirano a migliorare le condizioni sui luoghi di lavoro, affinché non si comprometta la sicurezza di chi opera, di chi si smazza per un salario, il più delle volte per la sopravvivenza. Vivere non è sopravvivere e sopravvivere non è morire. Di questo stiamo parlando. È giunto il momento di un impegno forte, di uno shock al sistema da parte della politica, attraverso il varo di misure straordinarie per fronteggiare quella che oramai è diventata una battaglia per la vita. Cos’altro è se a distanza di pochi giorni tutti piangiamo la seconda vittima sul lavoro qui a Taranto?
In attesa che gli inquirenti facciano piena luce sull’accaduto e accertino eventuali responsabilità, le nostre proposte sono e restano estremamente chiare e non danno luogo a fraintendimenti: incremento dei controlli, maggiori assunzioni di ispettori sul lavoro e maggiori sopralluoghi ispettivi, divieto di accesso a fondi pubblici (a cominciare da quelli del PNRR) per le aziende che non rispettano gli standard di sicurezza e non applicano i contratti nazionali di lavoro sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi; maggiori investimenti in formazione e prevenzione, leggi più severe e inasprimento della pena per chi fa della sicurezza un costo anteponendo così il profitto alla vita umana.
Tutte proposte che finora sono rimaste inascoltate dal mondo politico e istituzionale di fronte a un dramma che oramai ha assunto i tratti di un conflitto, quello per la civiltà. Alla famiglia di Antonio, le condoglianze e la vicinanza più sentita da parte della UIL Taranto, che continuerà senza sosta a lottare per l’affermazione di una sicurezza che sia prima cultura che norma, con l’invito a tutte le istituzioni del territorio coinvolte sul tema della sicurezza del lavoro a mettere in campo ogni forma di collaborazione e iniziativa tesa alla sensibilizzazione pubblica ed al rispetto delle regole e normative vigenti”.
