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Taranto, 28 marzo 2026 – La partecipazione si pratica, non si evoca. E soprattutto non può essere esercitata a seconda degli interlocutori.
Da tempo inviamo richieste di incontro al Sindaco di Taranto senza ricevere alcun riscontro. Si tratta di richieste che nascono dalle necessità e dalle criticità che attanagliano la comunità, segnalate quotidianamente dalle cittadine e dai cittadini che si rivolgono ai nostri sportelli con la speranza di ottenere risposte.
Le problematiche riguardano ambiti fondamentali della vita pubblica: servizi essenziali, trasporti, parcheggi, igiene urbana, tributi locali, sicurezza. Un elenco che potrebbe purtroppo continuare.
Proprio per queste ragioni abbiamo proposto un protocollo d’intesa sulla qualità dei servizi, da sottoscrivere tra il Comune e le associazioni dei consumatori componenti del CNCU, con l’obiettivo di promuovere un confronto costruttivo e partecipativo finalizzato al miglioramento dei servizi stessi. In questo percorso abbiamo riscontrato la sensibilità e la disponibilità dell’Assessore alle Attività Produttive nel sostenere tale iniziativa.
Tuttavia, nelle more che il protocollo completi il proprio iter istituzionale e diventi operativo, riteniamo indispensabile affrontare con urgenza le questioni più critiche, che non possono attendere i tempi della politica.
Per questo, con il presente comunicato, rivolgiamo ancora una volta un appello al Sindaco affinché ci convochi quanto prima, con particolare riferimento alle tematiche oggetto della nostra ultima richiesta di incontro sui tributi locali. Su questo fronte si registrano livelli di imposizione particolarmente elevati e numerosi errori nelle cartelle recapitate ai cittadini.
I nostri sportelli stanno diventando un punto di sfogo per un disagio crescente, aggravato dalla difficoltà di interlocuzione con gli uffici competenti.
Non vorremmo essere costretti ad avviare iniziative pubbliche che si porrebbero in contrasto con quei principi di partecipazione e confronto costruttivo che hanno ispirato il protocollo sopra richiamato.
Non si può continuare a raccontare e promuovere il rilancio della città soffermandosi esclusivamente sugli aspetti esteriori e di immagine, trascurando i bisogni reali di chi la vive quotidianamente, con tutte le sue criticità.
Quando i bisogni si trasformano in disagio diffuso, prima o poi la politica è chiamata a pagarne il prezzo.
Signor Sindaco, confidiamo in una Sua sollecita convocazione
Adiconsum – Adoc – Federconsumatori
I presidenti territoriali
Solazzo – Votano – Zicari
Taranto, 25 marzo 2026 – A due settimane dall’incontro a Palazzo di Città, l’ADOC Taranto torna a incalzare l’amministrazione comunale sulla spinosa questione della sosta a pagamento e dei permessi per i residenti. L’associazione dei consumatori sollecita un riscontro ufficiale e urgente alle proposte consegnate direttamente nelle mani del Sindaco Piero Bitetti lo scorso 12 marzo, necessarie per alleviare il pesante carico economico imposto alle famiglie tarantine. La prolungata assenza di risposte da parte dell’amministrazione rischia ora di inasprire ulteriormente gli animi, aprendo la strada a nuove forme di mobilitazione cittadina.
La vicenda trae origine dalla controversa delibera di giunta approvata nell’estate del 2024, che ha portato all’eliminazione dei permessi gratuiti per i residenti in diverse zone della città, costringendo molti a far fronte a costi mensili fino a 75 euro pur di poter parcheggiare sotto la propria abitazione. Durante il colloquio del 12 marzo, l’ADOC ha consegnato al primo cittadino un documento formale contenente precise richieste e una proposta alternativa di calmierazione delle tariffe per evitare di gravare ingiustamente sulle tasche dei tarantini. L’associazione ha chiesto in primo luogo la sospensione cautelativa della delibera e la riattivazione, a partire dal mese di aprile, dei vecchi permessi di parcheggio per i residenti titolari. Per conciliare il diritto alla mobilità con le esigenze dell’ente, è stata presentata una proposta basata su tre nuove tipologie di abbonamento a costi estremamente ridotti: un pass residenziale valido esclusivamente nelle zone di residenza dove esistono strisce blu e bianche con un costo compreso tra i 10 e i 15 euro mensili, un pass lavorativo per chi deve parcheggiare nei pressi del proprio impiego con un costo tra i 15 e i 20 euro, e un abbonamento totale valido in tutta la città al costo di 40 o 50 euro mensili.
Il presidente di ADOC Taranto, Domenico Votano, ribadisce l’urgenza di una risposta chiara da parte delle istituzioni locali. “Siamo stati gentilmente accolti dal Sindaco lo scorso 12 marzo, al quale abbiamo consegnato a mano le nostre proposte per risolvere il grave disagio economico causato dalle nuove tariffe, che chiedono ai cittadini di sborsare 75 euro al mese” ha dichiarato Votano. “Abbiamo dimostrato un approccio costruttivo e collaborativo, suggerendo abbonamenti calmierati che permetterebbero al Comune di recuperare entrate anche da chi oggi è impossibilitato a pagare cifre tanto esorbitanti. Restiamo fiduciosi in un accoglimento delle nostre istanze, ma la nostra pazienza ha un limite”.
A rafforzare in maniera netta la posizione dell’associazione interviene Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto, confermando il pieno e totale appoggio del sindacato a questa vertenza. “Come UIL Taranto sosteniamo fermamente la battaglia dell’ADOC, perché le scelte amministrative non possono scaricare le inefficienze e la necessità di fare cassa sulle spalle di lavoratori, pensionati e famiglie” afferma Oliva. “Non possiamo accettare che Taranto venga divisa in cittadini di serie A e di serie B, trasformando il diritto alla mobilità in un privilegio per pochi o in una tassa occulta insopportabile. Chiediamo al Sindaco un cambio di rotta immediato e risposte concrete alle proposte presentate: continueremo a vigilare e a mobilitarci finché non sarà ripristinata l’equità sociale”.
Dal 1975 a oggi persi quasi 4.000 posti civili. Il sindacato chiede formazione qualificata, sinergia con l’industria nazionale e rilancio della cantieristica ionica per trasformare i fondi in reale sviluppo.
TARANTO, 18 marzo 2026 – Un’emorragia occupazionale senza precedenti che rischia di paralizzare un settore vitale per il territorio ionico, ma anche un’opportunità irripetibile legata ai nuovi investimenti. È questa la fotografia del comparto Difesa a Taranto tracciata dalla Uilpa, a margine della riunione tenutasi nei giorni scorsi presso il Comando Interregionale Marittimo. I numeri, del resto, parlano chiaro: se nel 1975 l’Arsenale Militare contava 4.774 dipendenti civili, le stime per il quadriennio 2021-2025 registrano un crollo a circa 800 unità. A questo si aggiungono le riduzioni previste tra il 2024 e il 2025, con circa 2.000 civili in meno in tutti gli enti della Difesa tarantina a causa dei pensionamenti. Una crisi che colpisce duramente anche il Comando Stazione Navale, dove la riduzione della forza lavoro sfiora il 40%.
Di fronte a questa drammatica condizione, che incide sulla dignità lavorativa e sulla funzionalità del comparto, il sindacato sceglie la via della proposta. La notizia dell’arrivo di oltre 60 milioni di euro per l’acquisizione di un nuovo bacino all’interno dell’Arsenale Militare viene accolta come un segnale incoraggiante, ma con una precisa avvertenza: senza un piano organico e coordinato, il rischio è che queste risorse restino un intervento isolato, incapace di invertire la rotta. La Uilpa chiede una visione integrata che coinvolga istituzioni, industria e parti sociali, puntando su formazione, valorizzazione delle competenze e nuove assunzioni stabili.
A tracciare la rotta per il sindacato è Vincenzo Boccadamo, in rappresentanza della UILPA Taranto, che sottolinea la necessità di un cambio di passo immediato.
“Da tempo denunciamo le difficoltà strutturali in cui versa il personale civile della Difesa, ma oggi crediamo sia necessario andare oltre la mera segnalazione delle criticità”, dichiara Boccadamo. “Occorre costruire una strategia concreta: i piani manutentivi delle nuove unità navali prevedono un coinvolgimento diretto dell’industria nazionale che ha realizzato tali assetti. Questo elemento rappresenta un’opportunità strategica che il nostro territorio non può trascurare”.
Il rappresentante della UILPA pone poi l’accento sull’importanza dell’aggiornamento professionale: “Siamo consapevoli che le nuove tecnologie e i sistemi innovativi che alimentano le moderne unità navali richiedono competenze altamente specialistiche. Per questo riteniamo indispensabile e urgente prevedere piani formativi strutturati. Un investimento in formazione non solo rafforzerebbe le capacità operative del comparto, ma contribuirebbe a generare un indotto significativo, con ricadute positive sull’intero tessuto economico e produttivo tarantino”.
Riguardo ai fondi in arrivo, Boccadamo chiarisce: “I 60 milioni previsti per il nuovo bacino dell’Arsenale sono un segnale positivo e incoraggiante. Tuttavia, tale intervento rischia di rimanere isolato se non inserito all’interno di un piano strutturato, organico e coordinato, finalizzato al rilancio complessivo della cantieristica nell’area ionica. Solo attraverso una programmazione strategica e condivisa sarà possibile trasformare questi investimenti in una reale opportunità di crescita, restituendo centralità a un territorio che può e deve tornare a essere un polo di eccellenza. Come Uilpa, continueremo a vigilare con spirito propositivo affinché alle parole seguano fatti concreti”.
Stipendi decurtati di oltre un terzo, disservizi e sei assunzioni mancate tra Taranto e Lecce. Il sindacato chiede un tavolo urgente alla task force regionale.
TARANTO, 16 marzo 2026 – Una vertenza che assume i contorni del paradosso istituzionale, quella denunciata dalla UILTuCS Puglia e dalla sede di Taranto, che accendono i riflettori sulla gestione degli appalti di pulizia e portierato presso le sedi giudiziarie del territorio. Al centro delle accuse c’è la Corte d’Appello di Lecce, stazione appaltante del servizio, rea di aver interrotto le fisiologiche relazioni sindacali. Nonostante le reiterate richieste di incontro formali, la committenza pubblica continua a confrontarsi proficuamente ed esclusivamente con le aziende appaltatrici (Dussmann Service e Bruma Group), giudicando “irricevibile” un confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Un atteggiamento che il sindacato ritiene inaccettabile, poiché le scelte della stazione appaltante ricadono direttamente sulla vita e sui redditi delle maestranze.
Dietro questo rifiuto formale si cela una situazione di profondo caos organizzativo che sta mettendo in ginocchio il servizio. Alfonso Galiano, componente della segreteria UILTuCS Taranto, denuncia come l’attuale gestione stia determinando un grave “vulnus” operativo. Per sopperire alle oggettive difficoltà emerse nell’espletamento del servizio di portierato, si ricorre costantemente a soluzioni tampone anomale, arrivando a chiedere a dipendenti estranei all’attività di sopperire alle mancanze. Una condizione di precarietà e inefficienza continua che penalizza sia il corretto funzionamento degli uffici giudiziari, sia i lavoratori stessi, costretti a subire le conseguenze di una programmazione deficitaria e di un utilizzo non conforme delle risorse.
Le ricadute di queste scelte si traducono in quella che la UILTuCS definisce senza mezzi termini una vera e propria “macelleria sociale”. Nel solo servizio di portierato, la committenza ha ridotto unilateralmente il monte ore complessivo da 875 a 600, provocando un taglio verticale degli orari individuali che si traduce in una perdita salariale di circa il 35% per i lavoratori coinvolti. A questo si aggiungono le mancate promesse occupazionali: la Dussmann, in modo giudicato immotivato, non ha dato corso all’assunzione di 4 unità per le pulizie presso il Tribunale di via Marche a Taranto, mentre Bruma Group ha bloccato l’inserimento di altre 2 unità nel portierato, in aperto dispregio di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di categoria.
Di fronte a questo scenario, la tensione è ormai alle stelle. La UILTuCS ha già in cantiere la proclamazione di un nuovo sciopero, temporaneamente congelato solo per il profondo senso di responsabilità etica del sindacato in concomitanza con le imminenti consultazioni referendarie. Nel frattempo, Galiano e la segreteria sollecitano un intervento immediato della task force regionale sull’occupazione (SEPAC) guidata da Leo Caroli, dalla quale si attende ancora una convocazione. “Nei luoghi in cui deve essere garantita la legalità, non ci aspettiamo comportamenti che vadano in direzione diametralmente opposta”, chiosa il sindacato, facendo eco a una celebre massima di Giovanni Falcone affissa nei propri uffici: “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare”.
L’arrivo della nave WKyrenia al molo polisettoriale smentisce le vecchie giustificazioni sui mancati dragaggi. Il segretario generale della Uil Trasporti Taranto, sulle colonne del Quotidiano di Taranto, chiede chiarezza a Yilport: “Capiremo presto se è solo un approdo spot o l’inizio di un vero rilancio per il nostro scalo e i suoi lavoratori”.
Al terminal container del porto di Taranto si registrano segnali di movimento che impongono un’attenta riflessione sul futuro dello scalo. L’arrivo della grande portacontainer WKyrenia della compagnia Maersk, attraccata al molo polisettoriale gestito da Yilport, ha generato circa 2.400 movimenti tra container pieni, vuoti e refrigerati. Un volume di operazioni che non si vedeva da tempo nello scalo ionico, reduce da una lunga fase di stasi e da un preoccupante calo dei traffici nel corso dell’ultimo anno. Questo arrivo inaspettato apre nuovi scenari sulle reali potenzialità dell’infrastruttura.
La presenza di una nave con una portata lorda di oltre 93mila tonnellate solleva interrogativi cruciali sulle passate strategie del terminalista. Il segretario generale della Uil Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, interviene per fare chiarezza su un punto tecnico fondamentale. “Già il fatto del pescaggio di 14 metri della nave induce qualche riflessione”, sottolinea Sasso. “Questo dimostra che le navi con determinate caratteristiche possono approdare a Taranto, mentre Yilport ha sempre sostenuto che unità simili fossero tagliate fuori per la mancanza dei dragaggi dei fondali. Certo, le navi possono manovrare la zavorra per regolare l’assetto, ma il dato di fatto inequivocabile è che l’approdo c’è”.
Resta da comprendere se l’arrivo della WKyrenia rappresenti l’inizio di una rotta fissa o semplicemente una soluzione d’emergenza temporanea. Attualmente, la congestione di porti come quello di Malta e le tensioni geopolitiche internazionali spingono le grandi compagnie di navigazione a cercare scali alternativi e a variare gli itinerari. Su questo aspetto, il Segretario Sasso traccia una linea netta per interpretare gli sviluppi futuri: “Capiremo se per Maersk è solo un approdo spot o se potrà generare un indotto reale da quello che accadrà in seguito. Se si vorranno attivare servizi stabili da Taranto, vedremo arrivare navi feeder più piccole per movimentare i carichi. Se invece giungerà un’unica grande nave per riprendere tutti i container insieme, significherà che si è trattato solo di un passaggio dovuto alla congestione maltese”.
La posizione della Uil Trasporti Taranto è chiara e richiama alle proprie responsabilità tutti gli attori istituzionali e privati coinvolti. Il porto ionico non può continuare a vivere di approdi occasionali o sperare nei disagi degli scali concorrenti per vedere le proprie banchine finalmente operative. I lavoratori del comparto marittimo e portuale tarantino necessitano di certezze, di un piano industriale aggiornato e di traffici strutturali che garantiscano occupazione stabile e un vero rilancio per l’economia dell’intero territorio.
Il sindacato si scaglia contro il mancato rinnovo dei contratti per i lavoratori a tempo determinato assunti dal Ministero della Cultura durante l’emergenza. “Trattati come miseri ingranaggi da usare all’occorrenza. La Uil non ci sta”.
Taranto, 9 marzo 2026 – Quasi sei anni in cui il mondo ha conosciuto uno sconvolgimento senza precedenti, capace di mettere in dubbio tutte le nostre speranze in un futuro più luminoso. Eppure, non sono stati sufficienti al Ministero della Cultura per riconoscere, con una giusta e doverosa stabilizzazione, l’enorme impegno e la grande professionalità dei lavoratori a tempo determinato che hanno prestato servizio a beneficio dell’intera collettività.
Oggi, il Ministero ha pensato bene di rispedirli a casa e di non rinnovare i loro contratti, dimostrando nei fatti che queste persone sono state assunte solo per tappare situazioni emergenziali. È una pagina vergognosa della nostra storia, un’onta all’immagine di uno Stato che si definisce giusto e democratico, nonché un’offesa imperdonabile alla meritocrazia.
Il Coordinamento Territoriale Uil-Pa MIC e la RSU del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), direttamente interessati dal fenomeno, si fanno fieri portavoce di questa battaglia. Non è possibile cancellare con un colpo di spugna il lavoro eccellente svolto dai precari per il nostro Museo; un impegno andato spesso ben oltre quanto concretamente richiesto dal contratto. In questi anni abbiamo conosciuto non solo validi colleghi, ma amici e confidenti che hanno arricchito la nostra struttura. E adesso, dove sono? Cosa fanno?
Dobbiamo forse aspettare un’altra pandemia per riaverli tra noi? O magari un terremoto?
Alle logiche spersonalizzanti, che vedono i lavoratori come miseri ingranaggi da usare alla bisogna, la Uil-Pa NON CI STA.
Alle logiche puramente economiche, che considerano queste persone solo come buste paga in meno da erogare, la Uil-Pa NON CI STA.
Alle logiche miopi e apatiche di chi non si interessa del futuro di queste famiglie e delle loro necessità, la Uil-Pa NON CI STA.
Per questo motivo non possiamo esimerci dal denunciare con forza questa inaccettabile situazione. Pretendiamo un’immediata stabilizzazione: è il minimo che lo Stato possa e debba fare per i nostri colleghi.
Franco Villani – Coordinatore Territoriale UIL-PA MIC
Domenico D’Onchia – RSU UIL-PA Museo Nazionale MArTA-
