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L’associazione dei consumatori denuncia il grave dissesto delle strade cittadine e fornisce indicazioni pratiche ai consumatori per tutelarsi dai danni
Taranto, 24 aprile 2026 – Le strade di Taranto sono una trappola. A denunciarlo è ADOC Taranto – Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori – che segnala un quadro sempre più grave di abbandono e mancata manutenzione del manto stradale, con crateri sull’asfalto che mettono a rischio quotidianamente automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Cantieri infiniti e mai calendarizzati aggravano un traffico già caotico, come dimostra il caso di via Capotagliata, all’intersezione con via Cugini, segnalato sabato 18 aprile alla Polizia Locale in servizio a Piazza Fadini. Ad oggi nessun intervento è stato effettuato.
“Le strade dissestate non sono solo un problema di decoro urbano”, dichiara Domenico Votano, presidente di ADOC Taranto. “Ogni buca non riparata è una lesione del diritto dei cittadini a muoversi in sicurezza e si traduce in costi diretti per le famiglie: sospensioni, pneumatici, cerchi e ammortizzatori danneggiati pagati di tasca propria. Una tassa occulta e inaccettabile. Non ci limiteremo alle denunce pubbliche: siamo pronti ad attivare ogni strumento legale per costringere l’amministrazione ad adempiere ai propri obblighi.”
Visto il silenzio degli assessori Lonoce e Patronelli, ADOC lancia la proposta “Adotta una Buca”, ispirata all’iniziativa dell’Ente Provincia “Adotta una Rotonda”. “Chiunque, privato o azienda, voglia colmare una buca di propria iniziativa potrà farlo dandole anche il proprio nome”, annuncia Votano. “Come associazione siamo pronti ad adottarne più di una.”
ADOC chiede al Comune una mappatura urgente delle strade più pericolose, un cronoprogramma pubblico degli interventi e un canale ufficiale di segnalazione con riscontro ai cittadini. “Non sono richieste straordinarie: sono doveri minimi di una pubblica amministrazione che funzioni”, precisa Votano, che invita anche il Prefetto di Taranto a intervenire. “La sicurezza stradale non può essere ostaggio dell’inerzia politica.”
Danni all’auto per buche stradali: cosa fare
ADOC ricorda che è possibile chiedere il risarcimento dei danni causati dal dissesto stradale. “Documentate tutto subito: fotografate la buca e i danni al veicolo, raccogliete testimonianze e chiamate la Polizia Locale per un verbale ufficiale”, spiega Votano. “Conservate fatture e preventivi di riparazione e, in caso di lesioni, fatevi rilasciare un referto medico.” La richiesta va inviata tramite PEC o raccomandata A/R al Comune, ente proprietario delle strade urbane. “La legge è dalla parte dei cittadini: l’art. 2051 del Codice Civile e l’art. 14 del Codice della Strada obbligano gli enti alla manutenzione. Chi subisce danni da una buca non segnalata ha tutto il diritto di essere risarcito.”
La Corte di Appello di Lecce, committente del servizio, nei mesi scorsi alla scadenza del contratto di appalto ha proceduto ad un affidamento diretto del servizio della durata di quattro mesi, nelle more di un nuovo bando di gara.
BARI, 23 aprile 2026 – La decisione della Corte d’Appello di Lecce è quantomeno improvvida e deleteria, l’affidamento diretto ha stravolto le condizioni di lavoro a causa dell’estromissione di alcuni lavoratori “non graditi” al committente e la riduzione del 30% dei parametri orari contrattuali del personale.
Una scelta incomprensibile perché a dispetto della riduzione le lavoratrici ed i lavoratori stanno costantemente effettuando lavoro supplementare.
Al danno si aggiunge la beffa del tentativo di appaltatore, Bruma Investigazioni, e Corte di Appello di Lecce di “nascondere” l’effettivo fabbisogno del servizio.
Aspetto ancor più grave, registriamo interventi di supporto alle attività di portierato persino dalle gpg impegnate nelle stesse sedi giudiziarie in ragione di un altro appalto relativo alla vigilanza armata.
E’ inaccettabile che una committente pubblica che rappresenta la giustizia sul territorio possa determinare condizioni di precarietà e disagio ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori.
Abbiamo tentato più volte di dialogare con la Corte di Appello di Lecce, rappresentata dal ruolo RUP, ma abbiamo registrato solo disinteresse e incredibile pervicacia nel sostenere posizioni che riteniamo assolutamente illegittime ed inopportune per il ruolo e la funzione svolta da questa committente.
A fine maggio scade questo affidamento diretto ma non abbiamo alcuna informazione sul nuovo bando di gara e, soprattutto, sulle condizioni per le lavoratrici ed i lavoratori.
Non vorremo che questo affidamento sia solo servito a ridurre il costo del lavoro per prevedere tagli definitivi nel prossimo appalto.
Continueremo a dare voce alle ingiustizie di questo appalto, coinvolgeremo la Regione Puglia perché non possiamo consentire che nel nostro territorio attraverso proprio gli appalti pubblici si possano perpetrare ingiustizie ai danni delle persone.
Filcams Cgil Puglia Fisascat Cisl Puglia Uiltucs Uil Puglia
Barbara Neglia Leonardo Piacquaddio Marco Dell’Anna
Segr. Generale Segr. Generale Segr.Generale
Il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi, accoglie con favore lo schema di Decreto Ministeriale che fissa a 1.428 unità il fabbisogno di personale dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, ma rilancia: “Non basta fermare i tagli, serve assumere adesso.
Taranto, 23 aprile 2026 – La UIL FP accoglie con favore lo schema di Decreto Ministeriale che scongiura la riduzione degli organici dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, confermando un fabbisogno di 1.428 unità. Un risultato che il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi, definisce “un primo segnale importante, ma non risolutivo”.
“Siamo soddisfatti che si sia evitato il peggio – dichiara Maldarizzi – ma questo decreto è solo un punto di partenza. La vera emergenza è che oggi all’Arsenale lavorano circa 800 dipendenti, quasi la metà del fabbisogno previsto. I concorsi banditi negli ultimi anni si sono rivelati del tutto insufficienti a colmare le vacanze organiche”.
Il segretario generale sottolinea l’urgenza di risposte concrete per una città segnata da complesse crisi industriali. “Taranto non può sprecare questa occasione: il comparto Difesa è uno dei pochi settori in grado di generare lavoro stabile. Pretendiamo che i posti sulla carta si traducano in assunzioni vere e immediate. Non accetteremo altri rinvii”.
La questione è centrale anche alla luce degli investimenti superiori a 60 milioni di euro in corso per l’acquisizione di un nuovo bacino.
“Sessanta milioni sono un’opportunità straordinaria – continua Maldarizzi – ma solo se accompagnati da un piano strutturale di assunzioni e formazione. Rischiamo di avere infrastrutture d’eccellenza senza le donne e gli uomini per farle funzionare. Chiediamo al Ministero della Difesa e agli enti locali di massimizzare le ricadute occupazionali di queste risorse”.
La UIL FP ricorda inoltre che la vertenza non si limita all’Arsenale. Le criticità sono diffuse in tutti gli enti del comparto cittadino. Nell’area operativa e nella nuova base navale, a fronte di una dotazione prevista di 550 unità, il personale in servizio è sceso a meno di 330 unità, registrando una carenza organica superiore al 40% con un trend in costante peggioramento.
“La sicurezza operativa e la dignità lavorativa di chi serve lo Stato non sono variabili di aggiustamento, ma diritti inviolabili”, incalza Maldarizzi. La UIL FP continuerà a rappresentare le esigenze dei lavoratori, chiedendo interventi tempestivi e riservandosi di attivare ogni strumento di mobilitazione affinché le promesse governative si trasformino in vera occupazione per il territorio ionico.
Taranto, 23 aprile 2026 – Apprendiamo con stupore e preoccupazione, come il Comune di Taranto abbia annullato, in autotutela, l’affidamento diretto ad un consulente esterno dell’incarico di predisposizione di uno studio della situazione economico – finanziaria di Kyma Ambiente, al fine di individuare le possibili soluzioni della crisi d’impresa. Il tutto a seguito dei rilievi della Corte dei Conti
Stupore ma non sorpresa! Infatti, più volte avevamo rilevato come lo studio della situazione economica e patrimoniale dell’Azienda poteva già essere materia del controllo analogo che la legge attribuisce al Comune di Taranto.
Desta meraviglia la qualificazione del predetto incarico come “appalto di servizi”, essendo evidente che trattavasi di una consulenza a tutti gli effetti e che richiedeva una previa verifica delle professionali interne esistenti.
Ora senza volerci addentrare in questioni tecniche, il dato che rileva è che il tempo passa, ben sette mesi, e ora come nel gioco dell’oca ritorniamo al punto di partenza. Siamo passati dalla due diligence con una società di revisione esterna, notizia annunciata e mai concretamente realizzata, poi al super consulente esterno e ora?
Abbiamo sempre denunciato come il passar del tempo, non aiutava a trovare possibili soluzioni di salvataggio dell’azienda e di garanzia di un servizio efficiente ai cittadini, ma ora alla luce di queste ultime notizie, ci chiediamo se tutto ciò sia frutto di imperizia oppure di scelte già fatte ma non ancora comunicate.
Non è tollerabile, in una situazione così delicata, con il coinvolgimento di circa 400 lavoratori e della qualità della vita dei cittadini, un simile pressapochismo.
Ci auguriamo per bene della città e dei lavoratori di Kyma Ambiente di essere smentiti con i fatti.
Il Segr. Gen. FP CGIL Il Segr.Gen. Uiltrasporti
Cosimo Sardelli Carmelo Sasso
UIL FP condanna l’episodio e chiede al Comune di costituirsi parte civile: “Atto di follia intollerabile”
Laterza, 21 aprile 2026 – Un normale servizio di controllo del territorio si è trasformato in una brutale aggressione ai danni di tre agenti della Polizia Locale di Laterza. Tutto è accaduto mentre uno degli agenti stava elevando una sanzione per divieto di sosta: il proprietario del veicolo, uscito di casa, ha immediatamente aggredito il vigile nel tentativo di impedirgli di completare la procedura. La situazione è rapidamente degenerata, rendendo necessario l’intervento di rinforzi per bloccare l’aggressore. I tre agenti coinvolti hanno riportato lesioni con prognosi rispettivamente di 15, 10 e 10 giorni.
“Apprendere che tre lavoratori abbiano subito lesioni fisiche per una contestazione legata a un semplice divieto di sosta è un fatto gravissimo e intollerabile”, dichiara Angelo Lentini, responsabile del Dipartimento Funzioni Locali della UIL FP di Taranto. “Stigmatizziamo con assoluta fermezza questo ennesimo episodio di violenza gratuita ai danni di chi, ogni giorno, opera per garantire legalità e sicurezza urbana. Non è accettabile che la professionalità e l’incolumità dei nostri iscritti vengano messe a rischio da simili atti di follia”.
La UIL FP rivolge un appello diretto all’Amministrazione comunale di Laterza affinché agisca con decisione a tutela dei propri dipendenti. «Pur apprezzando le parole di solidarietà espresse dal Sindaco — aggiunge Lentini — esortiamo il Comune a fare un passo concreto, costituendosi parte civile nel procedimento penale a fianco dei colleghi aggrediti. Sarebbe un atto dovuto, a difesa della dignità dei lavoratori e del prestigio dell’Istituzione».
Il sindacato chiede inoltre il potenziamento delle misure di sicurezza, della formazione e delle dotazioni strumentali, affinché gli agenti possano operare in contesti critici con la massima protezione possibile. “Chi aggredisce un pubblico ufficiale in servizio — conclude Lentini — colpisce lo Stato e l’intera comunità. Auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso con il massimo rigore”.
La Segreteria UIL FP di Taranto rimarrà al fianco dei tre agenti feriti, ai quali esprime i più sentiti auguri di una pronta e completa guarigione.
Taranto. 17 aprile 2026 – Il precongresso della UIL Taranto rilancia l’azione sindacale sul territorio e guarda con determinazione alle sfide future, ponendo al centro lavoro, diritti e sviluppo sostenibile. Una giornata intensa di confronto e partecipazione che ha visto riuniti dirigenti sindacali, delegati e rappresentanti del mondo del lavoro, insieme a istituzioni e parti sociali, a testimonianza di una comunità ampia e coinvolta.
Ad aprire i lavori è stato il tavolo di presidenza, composto da Andrea Toma, segretario regionale UIL Puglia con delega all’industria, dal segretario generale UIL Puglia Stefano Frontini, dall’amministratore unico UIL Puglia Emanuele Piazzolla e dal coordinatore UIL Taranto Gennaro Oliva, a rappresentare la guida politica e organizzativa del Congresso.
Ai lavori congressuali hanno preso parte il Sindaco di Taranto Piero Bitetti che ha portato i saluti istituzionali. Il dibattito si è arricchito inoltre degli interventi dei rappresentanti sindacali di CGIL e CISL e di autorevoli esponenti del mondo economico e istituzionale.
Nel corso dei lavori, il Coordinatore territoriale Gennaro Oliva ha delineato una visione chiara del ruolo che il sindacato è chiamato a svolgere in questo contesto. Il Congresso, ha sottolineato, non rappresenta un semplice passaggio statutario, ma un momento di responsabilità collettiva, un vero e proprio patto con il territorio per affrontare con determinazione le difficoltà che investono Taranto e il suo tessuto produttivo.
Ampio spazio è stato dedicato allo scenario internazionale, segnato da tensioni geopolitiche, dall’introduzione di nuovi dazi e da una crescente instabilità dei mercati, elementi che incidono in maniera diretta sull’economia locale. In particolare, Oliva ha richiamato l’attenzione sulle ripercussioni nei comparti strategici come l’acciaio, il porto e l’indotto, evidenziando come ogni dinamica globale finisca per tradursi in conseguenze concrete per lavoratori e famiglie.
Non è mancato il riferimento alla complessa vertenza industriale tarantina. Le transizioni ecologica, digitale e produttiva, ha rimarcato, devono essere governate e accompagnate, affinché non si traducano in un ulteriore sacrificio per i lavoratori. Serve una visione che coniughi innovazione e giustizia sociale, evitando che il cambiamento diventi sinonimo di precarietà.
Proprio sul tema del lavoro si è concentrata una parte significativa dell’intervento. Oliva ha evidenziato come non sia più sufficiente parlare di occupazione in termini quantitativi, se a crescere sono forme di lavoro povero e precario. La qualità del lavoro, le tutele e la dignità dei lavoratori devono tornare ad essere priorità assolute nell’agenda politica e istituzionale.
Rivendicato con forza anche il ruolo del sindacato confederale, chiamato a rappresentare un punto di riferimento stabile soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. In un contesto in cui spesso politica e istituzioni appaiono distanti, la UIL continua a garantire presenza, ascolto e azione concreta nei luoghi di lavoro e nella società.
Un passaggio significativo è stato dedicato al valore della comunità sindacale: una rete fatta di donne e uomini che ogni giorno operano tra fabbriche, uffici, cantieri e servizi, contribuendo a costruire un presidio reale di diritti e solidarietà.
Nel corso del Congresso è emersa inoltre una proposta importante per il futuro dell’organizzazione: Gennaro Oliva è stato indicato come Coordinatore Generale UIL Taranto in vista del Congresso regionale, a conferma della fiducia nel lavoro svolto e nella capacità di guidare l’organizzazione in una fase così delicata.
Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Stefano Frontini, Segretario Generale UIL Puglia.
Il Congresso si chiude dunque con un messaggio chiaro: la UIL Taranto è pronta a continuare il proprio impegno con responsabilità, competenza e spirito unitario, per affrontare le sfide dei prossimi anni e costruire un futuro più equo per lavoratori, pensionati e cittadini del territorio.
