PORTUALI DI TARANTO: PROROGA BIENNALE DELL’IMA NELLA LEGGE DI BILANCIO
UIL E UILTRASPORTI: «TEMPO DECISIVO PER COMPLETARE LA FORMAZIONE, ORA SBLOCCARE GLI INVESTIMENTI PER IL LAVORO VERO»
TARANTO 31 ottobre 2026 – Arriva una boccata d’ossigeno decisiva per il porto di Taranto. Nella bozza della Legge di Bilancio approda la proroga biennale per il 2027-2028 dell’Indennità di Mancato Avviamento (IMA) a tutela dei lavoratori iscritti alla Taranto Port Workers Agency (TPWA), istituita ai sensi dell’art. 4 del D.L. 243/2016. La misura, collocata all’articolo 47, comma 12 della manovra con uno stanziamento di circa 15 milioni di euro, scongiura il blocco dei sussidi fissato al 31 dicembre, garantendo continuità economica a oltre 320 addetti e alle rispettive famiglie.
La vertenza dura ormai da oltre dieci anni: dalla messa in liquidazione nel 2015 del consorzio Taranto Container Terminal (TCT), il personale è rimasto sospeso in una complessa fase di transizione. Oggi quel percorso trova concretezza con il programma “JTF Portuali” della Regione Puglia, che ha messo a catalogo 11 profili di riqualificazione calibrati sui fabbisogni dello scalo. Dalla metà di ottobre sono partite le prime classi d’aula e a novembre decollerà la quasi totalità dei corsi, offrendo una reale riconversione tecnica ai portuali.
«Accogliamo con soddisfazione la proroga biennale – dichiara Carmelo Sasso, segretario generale Uiltrasporti Taranto –. Questo stanziamento garantisce il sostegno al reddito e dà il tempo necessario per completare i percorsi formativi appena partiti. Le politiche attive hanno ora tutti i mezzi a disposizione, ma la tutela è solo una tappa verso la ricollocazione piena e la chiusura dell’Agenzia. Ringraziamo il ministro Calderone, l’onorevole Iaia e i parlamentari ionici per l’impegno. Ora serve intensificare il lavoro con l’Autorità Portuale guidata dal presidente Gugliotti per mettere a terra progetti fermi da anni: dallo yard Belleli a Cantieri di Puglia ex Ferretti, fino alla piastra logistica, oltre che per sbloccare finalmente l’iter autorizzativo della ricostituzione dell’operatore di manodopera temporanea portuale, ex articolo 17 della legge 84/94, di cui il nostro porto è ormai privo da troppi anni, perdendo di fatto un fattore di competitività per l’acquisizione di nuovi traffici».
«La proroga dell’IMA è un traguardo irrinunciabile che riconosce dignità a chi vive nell’incertezza, ma il sussidio non può rappresentare l’orizzonte finale – rimarca Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto –. Come sindacato ribadiamo che la formazione deve sfociare in contratti stabili. Il porto è il fulcro del riscatto produttivo ionico: i lavoratori stanno facendo la propria parte qualificandosi, ora tocca a istituzioni e imprese sbloccare i cantieri. Taranto non accetterà altri rinvii sul terreno del lavoro».


