KYMA AMBIENTE, DALLA VALORIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI ALLA CHIUSURA: LA CITTÀ HA DIRITTO ALLA VERITÀ

Kyma Ambiente, dalla valorizzazione degli impianti alla chiusura: è iniziata la svendita di fine stagione?!?!

La città ha diritto a conoscere la verità sui conti e sul futuro dell’azienda!!

Ci avevano detto che gli impianti di proprietà di Kyma Ambiente sarebbero stati l’elemento fondamentale per il salvataggio e il rilancio dell’azienda. Ci avevano raccontato di un patrimonio da valorizzare, una risorsa strategica su cui costruire il futuro della società. Oggi, invece, assistiamo a una prospettiva diametralmente opposta: quella della chiusura degli impianti e della progressiva dismissione di un patrimonio pubblico.

Apprendiamo con forte preoccupazione e rabbia della decisione dell’amministratore unico di Kyma Ambiente, l’ingegnere Gaetano Nacci, di chiudere, a partire dal prossimo 29 ottobre, l’impianto di compostaggio. Una decisione che solleva interrogativi pesanti sul futuro dell’azienda e sulla strategia che il Comune di Taranto intende perseguire per la propria società partecipata.

Siamo di fronte a un paradosso: ciò che avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per il rilancio di Kyma Ambiente rischia di trasformarsi nel simbolo di una progressiva rinuncia alle sue risorse strategiche. Dalla valorizzazione alla svendita dei gioielli di famiglia: è questo il percorso che si sta delineando?

E, soprattutto, a chi toccherà adesso? L’impianto di Pasquinelli sarà il prossimo a essere coinvolto? Dovremo prepararci, in seguito, anche all’esternalizzazione dei servizi di spazzamento e raccolta? Sono domande tutt’altro che retoriche, alle quali la città merita risposte chiare, documentate e verificabili.

Le preoccupazioni aumentano se si considera, inoltre, il quadro che emerge dai dati del bilancio consuntivo 2025 predisposto dall’amministratore unico. Elementi che, a nostro avviso, rendono ormai indispensabile un confronto pubblico e trasparente sulle condizioni economiche e finanziarie di Kyma Ambiente, sulle scelte gestionali compiute e sulle prospettive industriali della società.

Non bastano più le rassicurazioni. Servono i numeri, gli atti e le responsabilità.

È il momento che la proprietà di Kyma Ambiente, il Comune di Taranto, chiarisca quale futuro intenda garantire all’azienda, ai suoi lavoratori e ai servizi essenziali per la città. E il luogo deputato ad affrontare una questione di tale rilevanza è uno solo: il Consiglio comunale, sede istituzionale del confronto e delle decisioni che riguardano il futuro di Taranto.

Per tutte queste ragioni, chiediamo a tutti i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, di farsi promotori della convocazione urgente di un nuovo Consiglio comunale monotematico dedicato a Kyma Ambiente.

Un confronto che, questa volta, non può limitarsi a dichiarazioni di principio o rassicurazioni fini a sé stesse, come quelle ascoltate nell’ultima seduta consiliare.

Chiediamo che il dibattito si svolga sulla base di dati aggiornati, documenti ufficiali e numeri precisi: dal bilancio consuntivo 2025 alla situazione economico-finanziaria della società, dalle ragioni della chiusura dell’impianto di compostaggio al destino degli altri impianti, fino alle prospettive dei servizi oggi gestiti da Kyma Ambiente.

Taranto non può permettersi di assistere passivamente a decisioni che rischiano di compromettere il patrimonio pubblico e il futuro di un’azienda strategica per la città.

È necessario fare piena luce sulle scelte in corso e sulle loro conseguenze, prima che decisioni irreversibili vengano assunte senza un adeguato confronto istituzionale.

Il futuro di Kyma Ambiente non può essere deciso nel silenzio, Taranto ha diritto alla verità sui conti oltre alla trasparenza sulle scelte e a una prospettiva concreta di rilancio della propria azienda pubblica.

 

Il Segr. Gen. FP CGIL Il Segr.Gen. Uiltrasporti Il Segretario FIT CISL
Cosimo Sardelli Carmelo Sasso Fausto Rossetti
Il Segretario Fiadel Il Segretario SIULS     Il Segretario Nidil Cgil
Giuseppe Lisi   Domenico Lomartire        Luca Surico