Riesame Aia Raffineria Taranto, Uiltec: “Decisioni basate su dati reali, non su scenari teorici”

Taranto, 8 aprile 2026 – In merito al dibattito apertosi sulla richiesta di riesame AIA della raffineria di Taranto, la UILTEC ritiene doveroso intervenire con una posizione chiara, responsabile e fondata su elementi tecnici oggettivi.

Per la UILTEC, la tutela della salute e dell’ambiente rappresenta un principio non negoziabile. Proprio per questa ragione riteniamo che ogni decisione debba essere assunta sulla base di dati reali, verificabili e coerenti con le effettive condizioni di esercizio degli impianti, evitando impostazioni esclusivamente teoriche che rischiano di alimentare allarme e incertezza senza produrre benefici concreti né sul piano sanitario né su quello industriale e occupazionale.

Riteniamo inoltre che questo intervento si collochi in una fase molto delicata del sistema energetico nazionale e internazionale e che, proprio per questo, non si possano alimentare inutili “crociate” nei confronti degli impianti di produzione energetica. Serve invece un approccio equilibrato, fondato sulla conoscenza dei dati, sulla responsabilità istituzionale e sulla capacità di tenere insieme tutela ambientale, sicurezza energetica e salvaguardia del lavoro.

Nel caso del camino E3, il quadro che ha portato alla richiesta di un’ulteriore riduzione emissiva nasce da uno scenario cautelativo costruito sulla massima capacità produttiva e sui valori limite autorizzati, e non sull’andamento storico reale delle emissioni rilevate durante il normale esercizio della Centrale Termoelettrica. È esattamente su questo punto che la UILTEC chiede la massima chiarezza: lavoratori, cittadini e istituzioni devono sapere se si sta intervenendo su criticità effettivamente misurate oppure su uno scenario teorico di worst case che, per sua natura, non rappresenta la normale operatività dell’impianto.

La UILTEC sostiene un principio semplice e rigoroso: massima attenzione alla salute, massimo rigore scientifico, decisioni proporzionate e tecnicamente motivate. Se i dati emissivi storici risultano ampiamente inferiori ai limiti autorizzati, il confronto istituzionale non può prescindere da questa evidenza. Occorre partire dai monitoraggi effettivi, dalle serie storiche, dalle condizioni reali di esercizio e dagli interventi concretamente praticabili dal punto di vista tecnico e industriale.

Non è accettabile che, su temi tanto delicati, si apra un confronto pubblico nel quale a sopportare il peso dell’incertezza siano ancora una volta i lavoratori e l’intero sistema produttivo del territorio. Taranto non ha bisogno di atti simbolici o di contrapposizioni di principio. Taranto ha bisogno di serietà, trasparenza e responsabilità, dentro un percorso che tenga insieme salute, lavoro, ambiente, investimenti, continuità produttiva e futuro industriale.

Per questa ragione la UILTEC chiede:

  • l’apertura immediata di un tavolo tecnico permanente tra istituzioni, enti di controllo, azienda e rappresentanze dei lavoratori;
  • la pubblicazione e il confronto puntuale tra lo scenario teorico assunto nella VDS e i dati emissivi storici reali dell’impianto;
  • l’eventuale definizione di prescrizioni che siano tecnicamente fondate, proporzionate e concretamente misurabili;
  • la piena salvaguardia occupazionale e industriale, perché transizione, sostenibilità e tutela ambientale non possono tradursi in nuova precarietà per chi lavora.

In questo quadro, la UILTEC chiederà ad Eni la disponibilità a mostrare l’effettivo andamento delle emissioni dal camino, così da contribuire a un confronto pubblico fondato su elementi oggettivi, trasparenti e verificabili.

La UILTEC non si sottrae al confronto e non difende posizioni pregiudiziali. Ma allo stesso modo non accetterà semplificazioni, scorciatoie comunicative o decisioni che non trovino pieno riscontro in un’istruttoria tecnica seria e trasparente. La salute dei cittadini merita rispetto. I lavoratori meritano rispetto. Taranto merita verità, equilibrio e responsabilità.

Il segretario regionale per UILTEC Taranto
Amedeo Guerriero

Stangata carburanti a Taranto, le associazioni dei consumatori: “Aumenti ingiustificati, servono controlli immediati”

Taranto, 08 aprile 2026 – Il taglio delle accise sui carburanti promesso dal Governo sembra essere stato annullato da aumenti del tutto ingiustificati, trasformando le stazioni di servizio dell’intera provincia di Taranto in una giungla tariffaria. Di fronte a differenze di prezzo che sfiorano i 25 centesimi al litro all’interno dello stesso territorio cittadino, le sigle a tutela dei consumatori Adiconsum, Adoc e Federconsumatori lanciano un allarme congiunto. La coesistenza di impianti con il gasolio a 1,99 euro accanto ad altri che superano stabilmente i 2,20 euro rappresenta un’anomalia inaccettabile che pesa in modo sproporzionato sui bilanci domestici e sull’economia locale.

Secondo le stime degli Osservatori Nazionali delle tre Associazioni, seguendo il reale andamento delle quotazioni internazionali del Brent, oggi la benzina dovrebbe costare 21 centesimi in meno al litro e il gasolio 26 centesimi in meno. I sovrapprezzi attuali determinano invece una ricaduta drammatica di oltre 530 euro annui a famiglia, sommando i costi diretti dei rifornimenti a quelli indiretti legati al trasporto delle merci. A questo si aggiunge il paradosso storico del capoluogo jonico, un territorio che ospita la raffineria ma non beneficia di alcuna compensazione reale, subendo al contrario prezzi spesso disallineati verso l’alto rispetto alla media nazionale.

“Difendere il potere d’acquisto delle famiglie è una priorità assoluta di fronte ad un aumento ingiustificato dei prezzi alla pompa nei distributori ed il controllo di questi resta una priorità”, affermano i presidenti di Adiconsum, Adoc e Federconsumatori, rispettivamente Solazzo, Votano e Zicari. Gli stessi ribadiscono come questi rincari non trovino giustificazioni oggettive e finiscano per erodere drammaticamente la capacità di spesa dei cittadini più vulnerabili ed è fondamentale che le inefficienze della filiera distributiva non vengano scaricate sui consumatori, richiedendo un intervento di sistema che superi la logica dell’emergenza temporanea.

La situazione critica impone un intervento immediato e coordinato su più fronti istituzionali per arginare le possibili dinamiche speculative. Adiconsum, Adoc e Federconsumatori si associano all’appello nazionale rivolto al Governo per adottare misure concrete e durature a protezione delle famiglie italiane, esigendo massima trasparenza lungo la catena di distribuzione. Le tre sigle rivolgono inoltre un accorato invito alle forze dell’ordine e ai corpi militari deputati ai controlli affinché verifichino con urgenza la presenza di ingiustificati e strumentali aumenti alla pompa. Sul fronte energetico complessivo, l’istanza unitaria si estende anche alle bollette, proponendo l’applicazione dell’Iva al 10% su tutto il gas domestico e una drastica riduzione degli oneri di sistema sull’energia elettrica.

Gianfranco Solazzo, presidente di Adiconsum Taranto Brindisi

Domenico Votano, presidente di Adoc Taranto

Antonello Zicari, presidente di Federconsumatori Taranto

 

“Stop al Bullismo”: la UILFPC in campo per supportare le famiglie. L’8 aprile un seminario organizzato dallo Sportello Famiglia “Tiziana Resta”

Un incontro multidisciplinare per affrontare il fenomeno del bullismo attraverso la consapevolezza e il supporto di psicologi, avvocati e assistenti sociali. Appuntamento alle ore 17.00 nella sede UIL di Piazza Dante.

Taranto, 6 aprile 2026 – La violenza si combatte innanzitutto con la consapevolezza. È con questo chiaro obiettivo che lo Sportello Famiglia “Tiziana Resta” ha organizzato l’evento dal titolo “Stop al Bullismo”, un seminario di approfondimento e confronto che si terrà mercoledì 8 aprile 2026, alle ore 17.00, presso la sede della Uil di Taranto in Piazza Dante 2, al terzo piano. L’iniziativa si inserisce all’interno di un programma più ampio di incontri periodici promossi dallo Sportello, una realtà nata specificamente come centro di ascolto per accompagnare e sostenere le famiglie nelle complesse sfide lavorative, personali e sociali della quotidianità.

A relazionare e curare l’organizzazione dell’evento è Maria Biasi, delegata UILFPC e responsabile dello Sportello Famiglia. “Il tema del bullismo è purtroppo vissuto sulla propria pelle da tantissime persone e famiglie del nostro territorio – spiega Maria Biasi -. In qualità di responsabile dello Sportello ho voluto fortemente affrontare questo problema in modo condiviso, perché credo con assoluta fermezza che il primo fondamentale passo per sconfiggere ogni forma di violenza sia proprio la consapevolezza”.

Per garantire un approccio completo a una tematica così delicata, l’incontro vedrà l’intervento di un pool di professioniste pronte ad analizzare il fenomeno sotto diversi punti di vista. Prenderanno infatti la parola le psicologhe Francesca Romanelli e Noemi Dell’Isola, che approfondiranno i risvolti emotivi e comportamentali, l’avvocato Valentina Parabita, per inquadrare gli aspetti legali e normativi a tutela delle vittime, e l’assistente sociale Angela Blasi, che illustrerà l’importanza delle reti di supporto territoriale.

L’appuntamento rappresenta un momento di grande rilevanza anche per l’assetto sindacale e istituzionale, confermando la vocazione sociale dell’organizzazione. All’incontro sono stati infatti invitati il Segretario Generale della UILFPC Puglia, Tonia Di Tommaso, il coordinatore provinciale della Uil Taranto, Gennaro Oliva, e il referente della UILFPC di Taranto, Alfredo Neglia, a testimonianza di un impegno costante che va oltre le tradizionali vertenze lavorative per abbracciare le emergenze della comunità.

Vertenza Kyma Ambiente a rischio default: Uil e Uiltrasporti chiedono un piano di risanamento immediato

In conferenza stampa Uil Taranto, Uiltrasporti e le sigle di categoria denunciano l’immobilismo di Palazzo di Città. Pesa il monito dell’Antitrust sull’affidamento in house. Oliva: “L’amministrazione scappa dai tavoli”. Sasso: “Differenziata ferma al 27%, serve chiarezza sui debiti e sui lavoratori somministrati”

Taranto, 2 aprile 2026 – L’orologio della crisi segna un tempo ormai scaduto per Kyma Ambiente e per i suoi dipendenti. L’azienda municipalizzata che gestisce il ciclo dei rifiuti a Taranto si trova stretta in una morsa finanziaria e gestionale che rischia di comprometterne definitivamente la natura pubblica e il futuro occupazionale. A lanciare l’allarme, nel corso di una conferenza stampa congiunta tenutasi questa mattina, sono state le organizzazioni sindacali Uil Taranto e Uiltrasporti, affiancate in un fronte unitario da Fp Cgil, Fiadel e Siuls. Il nodo centrale della vertenza è l’imminente scadenza del contratto di servizio e il gravissimo parere espresso lo scorso 19 marzo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’organismo ha di fatto certificato l’impossibilità di procedere con un nuovo affidamento “in house” all’azienda a causa delle palesi inefficienze operative e di una mole debitoria stimata oltre i 40 milioni di euro.

A tracciare i contorni tecnici del baratro verso cui sta scivolando l’ex Amiu è Carmelo Sasso, segretario generale della Uiltrasporti di Taranto, che non usa mezzi termini per descrivere l’immobilismo di Palazzo di Città. “Non è assolutamente accettabile affrontare la vertenza di una società così importante per la città, che ha una massa debitoria così imponente, rimandando le questioni in maniera generica senza mai offrire una soluzione”, ha dichiarato Sasso. Il segretario ha puntato l’indice sui parametri disastrosi della raccolta differenziata, bloccata al 27%, una percentuale che per legge impedisce ai comuni di mantenere la gestione pubblica dei servizi ambientali. Sasso ha inoltre acceso i riflettori sul destino del polo impiantistico e sulla dignità dei precari: “Vogliamo sapere a che punto è la procedura per le manifestazioni d’interesse sull’inceneritore e, soprattutto, come si intende risolvere il problema dei lavoratori somministrati che da sei anni mantengono in piedi i servizi e ai quali vengono prorogati contratti di soli sette giorni”.

Il quadro sindacale si compatta ulteriormente nella ferma presa di posizione della confederazione territoriale, pronta a inasprire i toni del confronto se non arriveranno rassicurazioni tangibili, risorse economiche certe e un vero piano industriale. Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della Uil Taranto, ha criticato aspramente il metodo adottato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bitetti, accusata di sfuggire sistematicamente al dialogo con le parti sociali e con la città. “La nostra preoccupazione è che continuino a scappare dai tavoli, e quando scappano è perché non sono in grado di dare risposte o hanno già deciso di fare cose che a noi non andranno bene”, ha avvertito Oliva. Il coordinatore ha poi stigmatizzato la scelta di ricorrere a continui incarichi esterni per prendere tempo: “Hanno messo persino un consulente commercialista per fare quello che c’è già, dimostrando la loro incapacità. Da parte della confederazione ci sarà il pieno supporto ai lavoratori: se ci sarà bisogno di fare iniziative importanti, la Uil di Taranto sarà al loro fianco senza esitazioni”.

In vista del tavolo istituzionale riprogrammato per il prossimo 7 aprile, le organizzazioni sindacali hanno depositato un documento con sei macro questioni inderogabili. Alla giunta comunale viene ora chiesto di gettare la maschera e presentare, con totale trasparenza, le iniziative che intende mettere in campo per scongiurare il tracollo di un servizio essenziale per l’intera comunità ionica e garantire la tenuta dei livelli occupazionali.

Tavolo per lo sviluppo di Taranto, la Uil detta l’agenda: “Basta promesse, servono risposte su industria, porto, sanità e amianto”

L’intervento del coordinatore territoriale Gennaro Oliva al vertice convocato dall’amministrazione comunale. Al centro del dibattito la crisi salariale, il fallimento della gestione statale dell’ex Ilva, il nodo occupazionale e l’emergenza sanitaria.

Taranto, 30 marzo 2026 – Oggi, 30 marzo, si è tenuto a Palazzo di Città il “Tavolo per lo sviluppo del territorio”, un momento di confronto convocato dall’amministrazione comunale di Taranto per fare fronte comune sulle sfide cruciali che attendono la comunità ionica. La Uil Taranto ha partecipato all’incontro con il consueto senso di responsabilità, chiarendo fin dalle prime battute una condizione essenziale: il dialogo istituzionale deve tradursi in azioni concrete, evitando il moltiplicarsi di infiniti “sottotavoli” che allontanano la risoluzione dei problemi.

A tracciare il bilancio della grave situazione socio-economica locale è stato il coordinatore territoriale della Uil, Gennaro Oliva, che ha portato all’attenzione delle istituzioni la voce di una classe lavoratrice ormai stremata. “Oggi ci rendiamo conto che i lavoratori sono sfiduciati e i dati Inps sono allarmanti”, ha sottolineato Oliva. Il quadro descritto dal sindacato evidenzia un altissimo ricorso alla cassa integrazione e un drastico calo demografico. A questo si aggiunge la questione salariale: con stipendi medi che oscillano tra gli 800 e i 1000 euro al mese, il 60% dei lavoratori tarantini non è più proprietario di casa, faticando a mantenere le proprie famiglie e smentendo la narrazione di una città capace di accumulare risparmi.

Sul fronte industriale e infrastrutturale, la Uil ha acceso i riflettori sulle vertenze storiche ancora irrisolte. Dopo dodici anni di gestione statale che non ha prodotto i risultati sperati, la grande fabbrica versa in uno stato di profonda crisi. Parallelamente, le mancate politiche di diversificazione hanno portato alla desertificazione del porto di Taranto, dove quasi 400 lavoratori dell’ex TCT attendono ancora risposte occupazionali. Il sindacato ha inoltre espresso forte preoccupazione per eventuali processi di privatizzazione, temendo che questi possano tradursi unicamente in pesanti tagli al personale.

Non meno urgente è l’allarme lanciato sulla sicurezza e sull’emergenza ambientale, con un focus specifico sulla piaga dell’amianto. Insieme a Cgil e Cisl, la Uil ha formalmente richiesto la convocazione di un tavolo regionale urgente a Bari. L’obiettivo è ottenere un’accelerazione reale sulle bonifiche, garantire un’adeguata sorveglianza sanitaria per gli ex esposti e assicurare il riconoscimento dei benefici previdenziali per chi ha respirato la fibra killer nei cantieri e nelle fabbriche del territorio.

Infine, il capitolo sanità. Affrontando il tema del nuovo ospedale San Cataldo, Oliva ha ribadito una verità inequivocabile: la vera criticità non riguarda l’apertura della struttura o il numero dei posti letto fisici, ma la drammatica carenza di personale medico, infermieristico e ausiliario. Senza un piano straordinario di assunzioni, il nuovo polo ospedaliero rischia di non poter garantire i servizi essenziali. Per la Uil Taranto, il rilancio della città come polo strategico del Mezzogiorno deve necessariamente passare da tutele sanitarie reali, lavoro stabile e rispetto per la dignità di un intero territorio.

MITILICOLTURA TARANTINA E SICUREZZA ALIMENTARE: NESSUN ALLARME EPATITE NEI NOSTRI MARI

Taranto, 28 marzo 2026 – Le scriventi Organizzazioni sindacali e datoriali del comparto mitilicolo tarantino, alla luce delle notizie diffuse in queste ore riguardanti un focolaio di epatite registrato a Napoli e casi segnalati anche in altre regioni, ritengono necessario intervenire per fare chiarezza e tutelare consumatori, operatori del settore e l’immagine di un prodotto simbolo della città di Taranto.

Si precisa con assoluta fermezza che le cozze di Taranto non sono interessate da alcuna emergenza sanitaria, poiché l’intera filiera produttiva locale è sottoposta a controlli rigorosi e costanti da parte degli enti competenti. I monitoraggi effettuati regolarmente da ASL Taranto e ARPA Puglia, attraverso campionamenti e analisi sulle acque e sui mitili, garantiscono standard elevatissimi di sicurezza alimentare, salubrità e tracciabilità, assicurando che il prodotto tarantino rispetti pienamente le normative sanitarie vigenti. Inoltre, è importante evidenziare che in questo periodo la cozza tarantina autoctona non è ancora nella fase di piena commercializzazione, (solo una piccola parte della produzione ha raggiunto le taglie commercializzabili) circostanza che rende ulteriormente evidente come eventuali prodotti potenzialmente a rischio possano difficilmente essere ricondotti alla produzione locale tarantina.

A conferma del miglioramento complessivo delle condizioni ambientali e della qualità delle produzioni, si registra inoltre un dato significativo: i mitili del primo seno del Mar Piccolo, dopo molti anni, finalmente non risultano contaminati. Lo ha dichiarato nelle scorse ore il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, Vito Felice Uricchio, riferendo dei confortanti risultati forniti proprio da ASL Taranto e ARPA Puglia. Resta attualmente vigente l’Ordinanza n. 188/2016, che disciplina la movimentazione del novellame verso aree classificate del secondo seno del Mar Piccolo o del Mar Grande, misura adottata esclusivamente per la tutela della salute pubblica e per garantire continuità produttiva alla mitilicoltura tarantina.

I recenti risultati positivi hanno consentito di accogliere l’esigenza rappresentata dagli operatori del comparto, legata alle avverse condizioni meteo che hanno determinato ritardi nelle operazioni di spostamento. Tali difficoltà hanno portato alla presentazione di una formale richiesta di differimento dei termini, con conseguente slittamento della scadenza ultima per lo spostamento, fissata quest’anno al 31 marzo.

Le scriventi ribadiscono pertanto che il consumo della cozza tarantina autoctona è garanzia di qualità, tradizione e sicurezza alimentare, frutto di una filiera controllata, seria e trasparente. Allo stesso tempo si invita la cittadinanza a prestare attenzione alla provenienza del prodotto acquistato e a diffidare di mitili privi di adeguata tracciabilità o che possano essere immessi sul mercato con indicazioni ingannevoli, arrecando danno ai consumatori e agli operatori onesti. Taranto, la sua mitilicoltura e la sua cozza rappresentano un patrimonio economico, culturale e identitario che merita rispetto, tutela e verità.

f.to

COLDIRETTI TARANTO/SETTORE PESCA – EMILIO PALUMBO                CONFCOOPERATIVE TARANTO/FEDERCOOPESCA – GIANLUCA BASILE                                   CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – COSIMO D’ANDRIA

LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTO PESCA – COSIMO BISIGNANO

UNCI AGROALIMENTARE – CARLA MACRIPO’

FAI CISL – ALESSANDRO GESUE’

FLAI CGIL – GIUSEPPE ROMANO

UILA PESCA – VINCENZO GUARINO

 

Ascolto negato: i presidenti di Adiconsum, Adoc e Federconsumatori chiedono un incontro urgente al Sindaco di Taranto

Taranto, 28 marzo 2026 – La partecipazione si pratica, non si evoca. E soprattutto non può essere esercitata a seconda degli interlocutori.

Da tempo inviamo richieste di incontro al Sindaco di Taranto senza ricevere alcun riscontro. Si tratta di richieste che nascono dalle necessità e dalle criticità che attanagliano la comunità, segnalate quotidianamente dalle cittadine e dai cittadini che si rivolgono ai nostri sportelli con la speranza di ottenere risposte.

Le problematiche riguardano ambiti fondamentali della vita pubblica: servizi essenziali, trasporti, parcheggi, igiene urbana, tributi locali, sicurezza. Un elenco che potrebbe purtroppo continuare.

Proprio per queste ragioni abbiamo proposto un protocollo d’intesa sulla qualità dei servizi, da sottoscrivere tra il Comune e le associazioni dei consumatori componenti del CNCU, con l’obiettivo di promuovere un confronto costruttivo e partecipativo finalizzato al miglioramento dei servizi stessi. In questo percorso abbiamo riscontrato la sensibilità e la disponibilità dell’Assessore alle Attività Produttive nel sostenere tale iniziativa.

Tuttavia, nelle more che il protocollo completi il proprio iter istituzionale e diventi operativo, riteniamo indispensabile affrontare con urgenza le questioni più critiche, che non possono attendere i tempi della politica.

Per questo, con il presente comunicato, rivolgiamo ancora una volta un appello al Sindaco affinché ci convochi quanto prima, con particolare riferimento alle tematiche oggetto della nostra ultima richiesta di incontro sui tributi locali. Su questo fronte si registrano livelli di imposizione particolarmente elevati e numerosi errori nelle cartelle recapitate ai cittadini.

I nostri sportelli stanno diventando un punto di sfogo per un disagio crescente, aggravato dalla difficoltà di interlocuzione con gli uffici competenti.

Non vorremmo essere costretti ad avviare iniziative pubbliche che si porrebbero in contrasto con quei principi di partecipazione e confronto costruttivo che hanno ispirato il protocollo sopra richiamato.

Non si può continuare a raccontare e promuovere il rilancio della città soffermandosi esclusivamente sugli aspetti esteriori e di immagine, trascurando i bisogni reali di chi la vive quotidianamente, con tutte le sue criticità.

Quando i bisogni si trasformano in disagio diffuso, prima o poi la politica è chiamata a pagarne il prezzo.

Signor Sindaco, confidiamo in una Sua sollecita convocazione

Adiconsum – Adoc – Federconsumatori

 I presidenti territoriali

    Solazzo  –   Votano –   Zicari

Parcheggi a Taranto, ADOC sollecita il Comune

Taranto, 25 marzo 2026 – A due settimane dall’incontro a Palazzo di Città, l’ADOC Taranto torna a incalzare l’amministrazione comunale sulla spinosa questione della sosta a pagamento e dei permessi per i residenti. L’associazione dei consumatori sollecita un riscontro ufficiale e urgente alle proposte consegnate direttamente nelle mani del Sindaco Piero Bitetti lo scorso 12 marzo, necessarie per alleviare il pesante carico economico imposto alle famiglie tarantine. La prolungata assenza di risposte da parte dell’amministrazione rischia ora di inasprire ulteriormente gli animi, aprendo la strada a nuove forme di mobilitazione cittadina.

La vicenda trae origine dalla controversa delibera di giunta approvata nell’estate del 2024, che ha portato all’eliminazione dei permessi gratuiti per i residenti in diverse zone della città, costringendo molti a far fronte a costi mensili fino a 75 euro pur di poter parcheggiare sotto la propria abitazione. Durante il colloquio del 12 marzo, l’ADOC ha consegnato al primo cittadino un documento formale contenente precise richieste e una proposta alternativa di calmierazione delle tariffe per evitare di gravare ingiustamente sulle tasche dei tarantini. L’associazione ha chiesto in primo luogo la sospensione cautelativa della delibera e la riattivazione, a partire dal mese di aprile, dei vecchi permessi di parcheggio per i residenti titolari. Per conciliare il diritto alla mobilità con le esigenze dell’ente, è stata presentata una proposta basata su tre nuove tipologie di abbonamento a costi estremamente ridotti: un pass residenziale valido esclusivamente nelle zone di residenza dove esistono strisce blu e bianche con un costo compreso tra i 10 e i 15 euro mensili, un pass lavorativo per chi deve parcheggiare nei pressi del proprio impiego con un costo tra i 15 e i 20 euro, e un abbonamento totale valido in tutta la città al costo di 40 o 50 euro mensili.

Il presidente di ADOC Taranto, Domenico Votano, ribadisce l’urgenza di una risposta chiara da parte delle istituzioni locali. “Siamo stati gentilmente accolti dal Sindaco lo scorso 12 marzo, al quale abbiamo consegnato a mano le nostre proposte per risolvere il grave disagio economico causato dalle nuove tariffe, che chiedono ai cittadini di sborsare 75 euro al mese” ha dichiarato Votano. “Abbiamo dimostrato un approccio costruttivo e collaborativo, suggerendo abbonamenti calmierati che permetterebbero al Comune di recuperare entrate anche da chi oggi è impossibilitato a pagare cifre tanto esorbitanti. Restiamo fiduciosi in un accoglimento delle nostre istanze, ma la nostra pazienza ha un limite”.

A rafforzare in maniera netta la posizione dell’associazione interviene Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto, confermando il pieno e totale appoggio del sindacato a questa vertenza. “Come UIL Taranto sosteniamo fermamente la battaglia dell’ADOC, perché le scelte amministrative non possono scaricare le inefficienze e la necessità di fare cassa sulle spalle di lavoratori, pensionati e famiglie” afferma Oliva. “Non possiamo accettare che Taranto venga divisa in cittadini di serie A e di serie B, trasformando il diritto alla mobilità in un privilegio per pochi o in una tassa occulta insopportabile. Chiediamo al Sindaco un cambio di rotta immediato e risposte concrete alle proposte presentate: continueremo a vigilare e a mobilitarci finché non sarà ripristinata l’equità sociale”.

Difesa a Taranto, Uilpa: “Sì ai 60 milioni per l’Arsenale, ma serve un piano strategico contro l’emorragia occupazionale”

Dal 1975 a oggi persi quasi 4.000 posti civili. Il sindacato chiede formazione qualificata, sinergia con l’industria nazionale e rilancio della cantieristica ionica per trasformare i fondi in reale sviluppo.

TARANTO, 18 marzo 2026 – Un’emorragia occupazionale senza precedenti che rischia di paralizzare un settore vitale per il territorio ionico, ma anche un’opportunità irripetibile legata ai nuovi investimenti. È questa la fotografia del comparto Difesa a Taranto tracciata dalla Uilpa, a margine della riunione tenutasi nei giorni scorsi presso il Comando Interregionale Marittimo. I numeri, del resto, parlano chiaro: se nel 1975 l’Arsenale Militare contava 4.774 dipendenti civili, le stime per il quadriennio 2021-2025 registrano un crollo a circa 800 unità. A questo si aggiungono le riduzioni previste tra il 2024 e il 2025, con circa 2.000 civili in meno in tutti gli enti della Difesa tarantina a causa dei pensionamenti. Una crisi che colpisce duramente anche il Comando Stazione Navale, dove la riduzione della forza lavoro sfiora il 40%.

​Di fronte a questa drammatica condizione, che incide sulla dignità lavorativa e sulla funzionalità del comparto, il sindacato sceglie la via della proposta. La notizia dell’arrivo di oltre 60 milioni di euro per l’acquisizione di un nuovo bacino all’interno dell’Arsenale Militare viene accolta come un segnale incoraggiante, ma con una precisa avvertenza: senza un piano organico e coordinato, il rischio è che queste risorse restino un intervento isolato, incapace di invertire la rotta. La Uilpa chiede una visione integrata che coinvolga istituzioni, industria e parti sociali, puntando su formazione, valorizzazione delle competenze e nuove assunzioni stabili.

A tracciare la rotta per il sindacato è Vincenzo Boccadamo, in rappresentanza della UILPA Taranto, che sottolinea la necessità di un cambio di passo immediato.

“Da tempo denunciamo le difficoltà strutturali in cui versa il personale civile della Difesa, ma oggi crediamo sia necessario andare oltre la mera segnalazione delle criticità”, dichiara Boccadamo. “Occorre costruire una strategia concreta: i piani manutentivi delle nuove unità navali prevedono un coinvolgimento diretto dell’industria nazionale che ha realizzato tali assetti. Questo elemento rappresenta un’opportunità strategica che il nostro territorio non può trascurare”.

​Il rappresentante della UILPA pone poi l’accento sull’importanza dell’aggiornamento professionale: “Siamo consapevoli che le nuove tecnologie e i sistemi innovativi che alimentano le moderne unità navali richiedono competenze altamente specialistiche. Per questo riteniamo indispensabile e urgente prevedere piani formativi strutturati. Un investimento in formazione non solo rafforzerebbe le capacità operative del comparto, ma contribuirebbe a generare un indotto significativo, con ricadute positive sull’intero tessuto economico e produttivo tarantino”.

​Riguardo ai fondi in arrivo, Boccadamo chiarisce: “I 60 milioni previsti per il nuovo bacino dell’Arsenale sono un segnale positivo e incoraggiante. Tuttavia, tale intervento rischia di rimanere isolato se non inserito all’interno di un piano strutturato, organico e coordinato, finalizzato al rilancio complessivo della cantieristica nell’area ionica. Solo attraverso una programmazione strategica e condivisa sarà possibile trasformare questi investimenti in una reale opportunità di crescita, restituendo centralità a un territorio che può e deve tornare a essere un polo di eccellenza. Come Uilpa, continueremo a vigilare con spirito propositivo affinché alle parole seguano fatti concreti”.

 

Pulizie e portierato nei Tribunali, la UILTuCS contro la Corte d’Appello: “Relazioni negate e caos appalti, pronti alla mobilitazione”

Stipendi decurtati di oltre un terzo, disservizi e sei assunzioni mancate tra Taranto e Lecce. Il sindacato chiede un tavolo urgente alla task force regionale.

TARANTO, 16 marzo 2026 – Una vertenza che assume i contorni del paradosso istituzionale, quella denunciata dalla UILTuCS Puglia e dalla sede di Taranto, che accendono i riflettori sulla gestione degli appalti di pulizia e portierato presso le sedi giudiziarie del territorio. Al centro delle accuse c’è la Corte d’Appello di Lecce, stazione appaltante del servizio, rea di aver interrotto le fisiologiche relazioni sindacali. Nonostante le reiterate richieste di incontro formali, la committenza pubblica continua a confrontarsi proficuamente ed esclusivamente con le aziende appaltatrici (Dussmann Service e Bruma Group), giudicando “irricevibile” un confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Un atteggiamento che il sindacato ritiene inaccettabile, poiché le scelte della stazione appaltante ricadono direttamente sulla vita e sui redditi delle maestranze.

Dietro questo rifiuto formale si cela una situazione di profondo caos organizzativo che sta mettendo in ginocchio il servizio. Alfonso Galiano, componente della segreteria UILTuCS Taranto, denuncia come l’attuale gestione stia determinando un grave “vulnus” operativo. Per sopperire alle oggettive difficoltà emerse nell’espletamento del servizio di portierato, si ricorre costantemente a soluzioni tampone anomale, arrivando a chiedere a dipendenti estranei all’attività di sopperire alle mancanze. Una condizione di precarietà e inefficienza continua che penalizza sia il corretto funzionamento degli uffici giudiziari, sia i lavoratori stessi, costretti a subire le conseguenze di una programmazione deficitaria e di un utilizzo non conforme delle risorse.

Le ricadute di queste scelte si traducono in quella che la UILTuCS definisce senza mezzi termini una vera e propria “macelleria sociale”. Nel solo servizio di portierato, la committenza ha ridotto unilateralmente il monte ore complessivo da 875 a 600, provocando un taglio verticale degli orari individuali che si traduce in una perdita salariale di circa il 35% per i lavoratori coinvolti. A questo si aggiungono le mancate promesse occupazionali: la Dussmann, in modo giudicato immotivato, non ha dato corso all’assunzione di 4 unità per le pulizie presso il Tribunale di via Marche a Taranto, mentre Bruma Group ha bloccato l’inserimento di altre 2 unità nel portierato, in aperto dispregio di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di categoria.

Di fronte a questo scenario, la tensione è ormai alle stelle. La UILTuCS ha già in cantiere la proclamazione di un nuovo sciopero, temporaneamente congelato solo per il profondo senso di responsabilità etica del sindacato in concomitanza con le imminenti consultazioni referendarie. Nel frattempo, Galiano e la segreteria sollecitano un intervento immediato della task force regionale sull’occupazione (SEPAC) guidata da Leo Caroli, dalla quale si attende ancora una convocazione. “Nei luoghi in cui deve essere garantita la legalità, non ci aspettiamo comportamenti che vadano in direzione diametralmente opposta”, chiosa il sindacato, facendo eco a una celebre massima di Giovanni Falcone affissa nei propri uffici: “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare”.