Manfuso: “Non è una battaglia di campanile, ma una questione di metodo. I numeri del territorio impongono un confronto trasparente”

TARANTO, 01 agosto 2026 – Poste Italiane ha deciso di accorpare le strutture dirigenziali delle Filiali di Taranto e Brindisi individuando Brindisi come sede della nuova organizzazione. Una scelta che, secondo la UILFPC Puglia, rischia di determinare un progressivo depotenziamento del ruolo direzionale di Taranto e sulla quale il sindacato chiede un confronto immediato e dati chiari.

“Non siamo di fronte a una contrapposizione tra territori – dichiara Giuseppe Manfuso, Segretario Regionale Aggiunto UILFPC Puglia – ma alla necessità di comprendere quali siano stati i criteri adottati. Quando si modifica la presenza organizzativa di un grande gruppo come Poste Italiane, le motivazioni devono essere fondate su elementi oggettivi e verificabili”.

I numeri del territorio evidenziano una realtà significativa. La città di Taranto conta circa 185 mila abitanti contro gli 81 mila di Brindisi. A livello provinciale, il territorio ionico raggiunge circa 548 mila residenti distribuiti su 29 comuni, mentre quello brindisino conta circa 374 mila abitanti su 20 comuni.

Anche la rete degli uffici postali riflette questa differenza: circa 58 sedi operative nel Tarantino rispetto alle 50 del Brindisino. Una distribuzione che comporta una gestione più ampia e articolata del servizio, con un bacino territoriale maggiore da presidiare.

“Se la motivazione della riorganizzazione riguarda efficienza e produttività – prosegue Manfuso – chiediamo che Poste Italiane renda disponibili i dati alla base della decisione: volumi commerciali, attività finanziarie, raccolta, operazioni effettuate, consulenze, ricavi e portafogli clienti. Senza questi elementi diventa difficile comprendere la logica industriale della scelta”.

La UILFPC Puglia solleva inoltre un interrogativo sul reale impatto economico dell’operazione. Poste Italiane manterrà comunque presidi operativi sia a Taranto sia a Brindisi, mentre a Taranto resterà attiva anche la struttura del recapito, che necessita di coordinamento e gestione.

“Se entrambe le sedi continueranno a essere operative – aggiunge Manfuso – quale sarà il risparmio effettivo? Verranno ridotti costi immobiliari, utenze o personale? Oppure si assisterà soltanto allo spostamento di funzioni con possibili nuovi costi organizzativi? Sono domande alle quali è necessario dare risposte concrete”.

Per il sindacato, la scelta arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per Taranto, territorio alle prese con una complessa transizione industriale e con le incertezze legate alla vertenza ex Ilva.

“Taranto non chiede trattamenti privilegiati – conclude Manfuso – ma criteri trasparenti e decisioni coerenti con la realtà dei territori. Chiediamo a Poste Italiane di aprire un confronto e spiegare le ragioni di questa scelta. Il depotenziamento della presenza direzionale appare evidente, mentre il vantaggio economico e organizzativo dell’operazione non è stato ancora dimostrato”.