Difesa a Taranto, Uilpa: “Sì ai 60 milioni per l’Arsenale, ma serve un piano strategico contro l’emorragia occupazionale”
Dal 1975 a oggi persi quasi 4.000 posti civili. Il sindacato chiede formazione qualificata, sinergia con l’industria nazionale e rilancio della cantieristica ionica per trasformare i fondi in reale sviluppo.
TARANTO, 18 marzo 2026 – Un’emorragia occupazionale senza precedenti che rischia di paralizzare un settore vitale per il territorio ionico, ma anche un’opportunità irripetibile legata ai nuovi investimenti. È questa la fotografia del comparto Difesa a Taranto tracciata dalla Uilpa, a margine della riunione tenutasi nei giorni scorsi presso il Comando Interregionale Marittimo. I numeri, del resto, parlano chiaro: se nel 1975 l’Arsenale Militare contava 4.774 dipendenti civili, le stime per il quadriennio 2021-2025 registrano un crollo a circa 800 unità. A questo si aggiungono le riduzioni previste tra il 2024 e il 2025, con circa 2.000 civili in meno in tutti gli enti della Difesa tarantina a causa dei pensionamenti. Una crisi che colpisce duramente anche il Comando Stazione Navale, dove la riduzione della forza lavoro sfiora il 40%.
Di fronte a questa drammatica condizione, che incide sulla dignità lavorativa e sulla funzionalità del comparto, il sindacato sceglie la via della proposta. La notizia dell’arrivo di oltre 60 milioni di euro per l’acquisizione di un nuovo bacino all’interno dell’Arsenale Militare viene accolta come un segnale incoraggiante, ma con una precisa avvertenza: senza un piano organico e coordinato, il rischio è che queste risorse restino un intervento isolato, incapace di invertire la rotta. La Uilpa chiede una visione integrata che coinvolga istituzioni, industria e parti sociali, puntando su formazione, valorizzazione delle competenze e nuove assunzioni stabili.
A tracciare la rotta per il sindacato è Vincenzo Boccadamo, in rappresentanza della UILPA Taranto, che sottolinea la necessità di un cambio di passo immediato.
“Da tempo denunciamo le difficoltà strutturali in cui versa il personale civile della Difesa, ma oggi crediamo sia necessario andare oltre la mera segnalazione delle criticità”, dichiara Boccadamo. “Occorre costruire una strategia concreta: i piani manutentivi delle nuove unità navali prevedono un coinvolgimento diretto dell’industria nazionale che ha realizzato tali assetti. Questo elemento rappresenta un’opportunità strategica che il nostro territorio non può trascurare”.
Il rappresentante della UILPA pone poi l’accento sull’importanza dell’aggiornamento professionale: “Siamo consapevoli che le nuove tecnologie e i sistemi innovativi che alimentano le moderne unità navali richiedono competenze altamente specialistiche. Per questo riteniamo indispensabile e urgente prevedere piani formativi strutturati. Un investimento in formazione non solo rafforzerebbe le capacità operative del comparto, ma contribuirebbe a generare un indotto significativo, con ricadute positive sull’intero tessuto economico e produttivo tarantino”.
Riguardo ai fondi in arrivo, Boccadamo chiarisce: “I 60 milioni previsti per il nuovo bacino dell’Arsenale sono un segnale positivo e incoraggiante. Tuttavia, tale intervento rischia di rimanere isolato se non inserito all’interno di un piano strutturato, organico e coordinato, finalizzato al rilancio complessivo della cantieristica nell’area ionica. Solo attraverso una programmazione strategica e condivisa sarà possibile trasformare questi investimenti in una reale opportunità di crescita, restituendo centralità a un territorio che può e deve tornare a essere un polo di eccellenza. Come Uilpa, continueremo a vigilare con spirito propositivo affinché alle parole seguano fatti concreti”.


