Emergenza rifiuti, la UIL: “Basta parole, servono atti concreti. Kyma Ambiente a rischio tenuta”

Taranto 30 dicembre 2025 – Un consiglio comunale lungo, articolato, partecipato, ma che lascia aperti più interrogativi di quanti ne chiuda. È il giudizio netto della UIL sull’esito della seduta monotematica dedicata all’emergenza rifiuti e alla situazione di Kyma Ambiente, conclusasi con l’approvazione del cosiddetto “Patto di civiltà per Taranto”, documento che – secondo il sindacato – contiene impegni generici e nessuna risposta strutturale alle criticità emerse.

Per la UIL, il nodo centrale resta la tenuta dell’azienda pubblica e il futuro dei lavoratori. A ribadirlo con forza è stato Carmelo Sasso, segretario generale della UIL Trasporti Taranto, intervenuto in consiglio comunale.

«Serve un’operazione di chiarezza non solo nelle parole ma soprattutto negli atti. Oggi siamo profondamente preoccupati per la tenuta dell’azienda: Kyma Ambiente è tecnicamente fallita e questo non può essere ignorato», ha dichiarato Sasso.

Particolare allarme desta la decisione di affidare a una società esterna una due diligence.

«Affidare una revisione esterna significa ammettere che né l’azienda né il Comune hanno contezza reale della situazione debitoria e finanziaria. Ci chiediamo: questa due diligence serve a risanare l’azienda, a venderla o a liquidarla?», ha aggiunto il segretario UIL Trasporti, puntando il dito anche sull’assenza di un controllo analogo efficace negli anni.

Nel mirino della UIL anche la gestione del personale e l’organizzazione del lavoro.

«Ci troviamo di fronte a una situazione inaccettabile: più lavoratori somministrati che dipendenti diretti, mansioni affidate senza criteri chiari, lavoratori che raccolgono rifiuti a mani nude. Se davvero si vuole mantenere pubblica Kyma Ambiente, bisogna dire con quali strumenti, con quali risorse e con quali impianti», ha sottolineato Sasso, richiamando l’urgenza di tutele per centinaia di lavoratori precari che da anni garantiscono il servizio.

Sulla stessa linea Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, che evidenzia come il confronto istituzionale non possa limitarsi a documenti di principio.

«Il Patto di civiltà non può restare una dichiarazione d’intenti. Taranto ha bisogno di un cronoprogramma, di obiettivi misurabili e di scelte chiare. I cittadini pagano una Tari elevata e hanno diritto a un servizio efficiente, i lavoratori hanno diritto a certezze», afferma Oliva.

Per la UIL, la difesa del carattere pubblico di Kyma Ambiente deve tradursi in atti concreti.

«Dire che l’azienda resterà pubblica non basta: servono investimenti, impianti funzionanti, una governance trasparente e un confronto vero con le parti sociali. Senza queste condizioni, il rischio è continuare a rinviare, mentre la situazione peggiora», conclude Oliva.

La UIL continuerà a vigilare e a incalzare l’amministrazione comunale affinché alle parole seguano finalmente decisioni chiare, nell’interesse della città, dell’ambiente e dei lavoratori.