Vertenza Kyma Ambiente a rischio default: Uil e Uiltrasporti chiedono un piano di risanamento immediato
In conferenza stampa Uil Taranto, Uiltrasporti e le sigle di categoria denunciano l’immobilismo di Palazzo di Città. Pesa il monito dell’Antitrust sull’affidamento in house. Oliva: “L’amministrazione scappa dai tavoli”. Sasso: “Differenziata ferma al 27%, serve chiarezza sui debiti e sui lavoratori somministrati”
Taranto, 2 aprile 2026 – L’orologio della crisi segna un tempo ormai scaduto per Kyma Ambiente e per i suoi dipendenti. L’azienda municipalizzata che gestisce il ciclo dei rifiuti a Taranto si trova stretta in una morsa finanziaria e gestionale che rischia di comprometterne definitivamente la natura pubblica e il futuro occupazionale. A lanciare l’allarme, nel corso di una conferenza stampa congiunta tenutasi questa mattina, sono state le organizzazioni sindacali Uil Taranto e Uiltrasporti, affiancate in un fronte unitario da Fp Cgil, Fiadel e Siuls. Il nodo centrale della vertenza è l’imminente scadenza del contratto di servizio e il gravissimo parere espresso lo scorso 19 marzo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’organismo ha di fatto certificato l’impossibilità di procedere con un nuovo affidamento “in house” all’azienda a causa delle palesi inefficienze operative e di una mole debitoria stimata oltre i 40 milioni di euro.
A tracciare i contorni tecnici del baratro verso cui sta scivolando l’ex Amiu è Carmelo Sasso, segretario generale della Uiltrasporti di Taranto, che non usa mezzi termini per descrivere l’immobilismo di Palazzo di Città. “Non è assolutamente accettabile affrontare la vertenza di una società così importante per la città, che ha una massa debitoria così imponente, rimandando le questioni in maniera generica senza mai offrire una soluzione”, ha dichiarato Sasso. Il segretario ha puntato l’indice sui parametri disastrosi della raccolta differenziata, bloccata al 27%, una percentuale che per legge impedisce ai comuni di mantenere la gestione pubblica dei servizi ambientali. Sasso ha inoltre acceso i riflettori sul destino del polo impiantistico e sulla dignità dei precari: “Vogliamo sapere a che punto è la procedura per le manifestazioni d’interesse sull’inceneritore e, soprattutto, come si intende risolvere il problema dei lavoratori somministrati che da sei anni mantengono in piedi i servizi e ai quali vengono prorogati contratti di soli sette giorni”.
Il quadro sindacale si compatta ulteriormente nella ferma presa di posizione della confederazione territoriale, pronta a inasprire i toni del confronto se non arriveranno rassicurazioni tangibili, risorse economiche certe e un vero piano industriale. Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della Uil Taranto, ha criticato aspramente il metodo adottato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bitetti, accusata di sfuggire sistematicamente al dialogo con le parti sociali e con la città. “La nostra preoccupazione è che continuino a scappare dai tavoli, e quando scappano è perché non sono in grado di dare risposte o hanno già deciso di fare cose che a noi non andranno bene”, ha avvertito Oliva. Il coordinatore ha poi stigmatizzato la scelta di ricorrere a continui incarichi esterni per prendere tempo: “Hanno messo persino un consulente commercialista per fare quello che c’è già, dimostrando la loro incapacità. Da parte della confederazione ci sarà il pieno supporto ai lavoratori: se ci sarà bisogno di fare iniziative importanti, la Uil di Taranto sarà al loro fianco senza esitazioni”.
In vista del tavolo istituzionale riprogrammato per il prossimo 7 aprile, le organizzazioni sindacali hanno depositato un documento con sei macro questioni inderogabili. Alla giunta comunale viene ora chiesto di gettare la maschera e presentare, con totale trasparenza, le iniziative che intende mettere in campo per scongiurare il tracollo di un servizio essenziale per l’intera comunità ionica e garantire la tenuta dei livelli occupazionali.


