POSTE ITALIANE, UIL FPC PUGLIA CHIEDE L’INTERVENTO DEGLI ORGANI ISPETTIVI: “AI LAVORATORI DEVE ESSERE GARANTITA ACQUA POTABILE GRATUITA IN TUTTE LE SEDI”

Taranto, 14 luglio 2026 –  La UIL FPLC Puglia – Settore Poste ha presentato un esposto ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPeSAL) delle ASL pugliesi, alla Direzione Interregionale del Lavoro del Sud e agli Ispettorati Territoriali del Lavoro, chiedendo un intervento ispettivo urgente sulla mancata disponibilità gratuita di acqua potabile nei luoghi di lavoro di Poste Italiane presenti sul territorio regionale.

Secondo l’organizzazione sindacale, la criticità interesserebbe in maniera diffusa uffici postali, centri di recapito e altre strutture aziendali delle province di Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. La UIL FPC evidenzia come, nonostante le ripetute segnalazioni rivolte all’azienda negli ultimi anni, non siano stati adottati interventi strutturali capaci di garantire ai lavoratori una disponibilità gratuita, facilmente accessibile e sufficiente di acqua potabile durante l’orario di servizio.

Particolare attenzione viene posta alla situazione dei portalettere, impegnati quotidianamente all’esterno anche durante le giornate caratterizzate da temperature elevate. La UIL FPC sottolinea come la consegna delle borracce termiche da parte dell’azienda rappresenti un’iniziativa incompleta se non accompagnata dalla presenza di punti di rifornimento gratuiti e idonei. In assenza di tali strumenti, infatti, i lavoratori sono costretti a portare acqua da casa oppure ad acquistarla a proprie spese, sostenendo un costo che, secondo il sindacato, dovrebbe invece essere a carico del datore di lavoro quale misura di prevenzione contro il rischio da calore, disidratazione e stress termico.

Analoga situazione viene segnalata negli uffici postali, dove in molti casi l’unica possibilità per idratarsi durante il servizio sarebbe rappresentata dall’acquisto di bottiglie ai distributori automatici oppure dall’acqua portata da casa. La presenza di distributori a pagamento, evidenzia la UIL FPC, non può sostituire l’obbligo datoriale di mettere gratuitamente a disposizione una risorsa essenziale per la tutela della salute dei lavoratori.

Nell’esposto il sindacato chiede agli organi competenti di effettuare sopralluoghi, anche senza preavviso, nelle strutture di Poste Italiane della Puglia per verificare la reale disponibilità di acqua potabile gratuita, l’idoneità degli impianti e dei punti di erogazione, l’adeguatezza delle misure adottate per fronteggiare il rischio da caldo e il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

“La tutela della salute dei lavoratori non può essere lasciata alla disponibilità economica del singolo dipendente”, dichiara Giuseppe Manfuso, segretario regionale aggiunto UIL FPC Puglia – Settore Poste e segretario generale UIL FPC Taranto. “Non è accettabile che chi presta servizio, soprattutto durante un’estate caratterizzata da temperature sempre più elevate, debba acquistare di tasca propria l’acqua necessaria per svolgere il proprio lavoro in sicurezza. L’idratazione rappresenta una misura di prevenzione e come tale deve essere garantita dal datore di lavoro, senza costi per il personale”.

“Con questo esposto – prosegue Manfuso – non chiediamo privilegi, ma il pieno rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Chiediamo che tutte le sedi di Poste Italiane della Puglia siano dotate di punti di erogazione gratuiti di acqua potabile oppure, nelle more della loro installazione, che venga fornita acqua confezionata ai lavoratori. Serve un intervento uniforme su tutto il territorio regionale, affinché non vi siano differenze tra una provincia e l’altra e venga assicurata la stessa tutela a tutti i dipendenti”.

La UIL FPC Puglia ribadisce infine che la richiesta non riguarda uno specifico sistema di distribuzione dell’acqua, ma il principio secondo cui ogni lavoratore deve poter disporre gratuitamente di acqua potabile sicura, facilmente accessibile e in quantità adeguata durante l’attività lavorativa, senza dover sostenere alcun costo personale