Porto di Taranto, CGIL CISL UIL: “Esclusi dal documento inviato al Ministero. Disattesi gli impegni assunti, serve un percorso condiviso per il futuro dei lavoratori”

I sindacati: “Il rilancio del porto passa dal lavoro e dalle prospettive per i 322 lavoratori ex TCT. Necessario rispettare gli accordi e costruire una strategia comune per il territorio”

 

Taranto, 21 luglio 2026 – CGIL, CISL e UIL Taranto esprimono forte preoccupazione per quanto accaduto dopo l’incontro del 30 giugno presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, convocato per affrontare il futuro del porto di Taranto, il rilancio delle attività dello scalo e la situazione occupazionale dei lavoratori ex TCT.

Alla riunione, richiesta dalle organizzazioni sindacali insieme alle categorie portuali, erano presenti il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Giovanni Gugliotti e il sindaco di Taranto Piero Bitetti. In quella sede era stata condivisa la necessità di predisporre un documento unitario da inviare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il coinvolgimento di istituzioni e parti sociali.

CGIL, CISL e UIL hanno però appreso soltanto dagli organi di stampa dell’invio di una comunicazione al Ministero senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, nonostante gli impegni assunti durante l’incontro. La comunicazione inviata dalle segreterie territoriali aveva infatti richiesto la trasmissione della bozza del documento per poter procedere alle eventuali integrazioni e arrivare all’invio congiunto concordato.

“Il nostro obiettivo – dichiara Giovanni D’Arcangelo, segretario generale CGIL Taranto – è rilanciare il porto attraverso il lavoro delle persone. Il 30 giugno abbiamo chiesto un confronto perché era necessario affrontare insieme il futuro dello scalo jonico e dare risposte concrete ai lavoratori”.

“Abbiamo rivendicato – prosegue D’Arcangelo – la necessità di rilanciare le attività del porto, dove ci sono 322 lavoratori in attesa di riprendere il proprio percorso occupazionale. Sono persone che da tempo vivono una situazione di incertezza e per le quali abbiamo chiesto un impegno preciso da parte di tutti i soggetti istituzionali. A breve partirà il percorso di formazione professionale sul quale il sindacato si è fortemente impegnato, ma la formazione deve essere accompagnata da reali opportunità di lavoro”.

“Abbiamo inoltre chiesto – aggiunge il segretario generale della CGIL Taranto – di lavorare insieme per ottenere l’autorizzazione ministeriale per il riconoscimento dell’articolo 17 della legge 84/1994, uno strumento fondamentale per organizzare la manodopera temporanea e creare condizioni favorevoli alla ripresa delle attività portuali”.

“Sul tavolo – conclude D’Arcangelo – c’è anche il futuro della cantieristica navale, con le opportunità legate al decreto interministeriale MASE/MIT n.167/2025 e all’investimento di 28 milioni di euro per la realizzazione dell’hub dell’eolico offshore. Erano tutte richieste condivise che avrebbero dovuto portare alla sottoscrizione di un documento comune da inviare al Governo. Apprendere dai giornali che quel percorso è stato modificato rappresenta una scelta inspiegabile. Chiediamo il rispetto delle relazioni sindacali e degli impegni presi”.

Sulla stessa linea Antonio Baldassarre, segretario generale CISL Taranto/Brindisi: “Dopo la riunione alla presenza dell’Autorità Portuale, del sindaco e della Provincia ci aspettavamo un documento da condividere e inviare al Ministero. Questo non è avvenuto e non per responsabilità del sindacato. La difficoltà di affrontare insieme le questioni del territorio rischia di indebolire la capacità di ottenere risposte”.

Per Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, serve maggiore chiarezza nelle scelte strategiche che riguardano il futuro del porto e dello sviluppo industriale.

“Non possiamo assistere a percorsi separati mentre centinaia di lavoratori attendono risposte – afferma Oliva –. La vertenza ex TCT, la scadenza dell’Agenzia per il lavoro portuale e il futuro della cantieristica richiedono responsabilità e confronto. Anche il progetto dell’ex yard Belleli e il futuro insediamento di Cantieri di Puglia devono essere affrontati con una visione complessiva, evitando che opportunità importanti per l’occupazione del territorio rimangano bloccate”.

CGIL, CISL e UIL chiedono quindi al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti di ripristinare il metodo condiviso annunciato nell’incontro del 30 giugno e di procedere alla definizione di un documento comune con tutte le parti coinvolte.

“Il futuro del porto di Taranto – concludono le organizzazioni sindacali – passa dalla capacità di mettere al centro il lavoro, la dignità delle persone e lo sviluppo del territorio. Gli impegni assunti devono essere rispettati e il confronto istituzionale deve tornare ad essere fondato su trasparenza e collaborazione”.