Assegno di inclusione negato dall’Inps, il Tribunale di Taranto dà ragione alla ricorrente: “Primo caso in Italia”
Il coordinatore Oliva: “Questa ordinanza può diventare un precedente nazionale”. L’avvocato Altamura: “Riconosciuta la validità dell’invalidità accertata giudizialmente ai fini dell’Assegno di inclusione”
TARANTO, 11 agosto 2026 – Il Tribunale di Taranto, Sezione lavoro, con ordinanza dell’11 agosto 2026, ha disposto il ripristino immediato dell’Assegno di inclusione in favore di una cittadina alla quale l’Inps aveva negato la prestazione per presunta decadenza dal beneficio.
La decisione, emessa dal giudice del lavoro dott. Lorenzo De Napoli, rappresenta un passaggio di particolare rilevanza perché, secondo quanto evidenziato dai legali che hanno seguito il procedimento, si tratta del primo caso in Italia in cui viene riconosciuto il diritto all’Assegno di inclusione sulla base di un’invalidità civile accertata successivamente in sede giudiziaria, anche se maturata nell’ambito di un procedimento avviato per una diversa prestazione.
L’Inps aveva negato la prosecuzione dell’Assegno di inclusione sostenendo che il requisito della disabilità media non potesse essere riconosciuto sulla base dell’invalidità civile successivamente accertata dal Tribunale.
Il giudice del lavoro non ha accolto questa interpretazione, rilevando come il decreto di omologa dell’accertamento tecnico preventivo avesse riconosciuto alla ricorrente un’invalidità civile non inferiore al 67%, requisito previsto dalla normativa per la condizione di disabilità media ai fini dell’accesso alla misura.
Il Tribunale ha quindi ordinato all’Inps il ripristino urgente dell’Assegno di inclusione e il pagamento dei ratei non corrisposti dal febbraio 2026, condannando inoltre l’Istituto alla rifusione delle spese di causa.
A seguire la vicenda legale sono stati gli avvocati Silvia Torsella e Giuseppe Altamura.
“Questa ordinanza – dichiara l’avvocato Giuseppe Altamura – affronta una questione di grande rilievo perché riconosce che l’invalidità accertata in sede giudiziaria produce effetti anche ai fini dell’Assegno di inclusione, indipendentemente dal fatto che il procedimento sanitario sia nato per ottenere un’altra prestazione. Si tratta, per quanto ci risulta, del primo provvedimento in Italia su questo specifico principio. Il giudice ha riconosciuto il diritto della ricorrente al ripristino della misura e al pagamento degli arretrati. Inoltre, alla luce delle modifiche introdotte dalla riforma Cartabia, il provvedimento d’urgenza ex articolo 700 c.p.c. mantiene la propria efficacia anche senza la successiva instaurazione del giudizio di merito”.
Sulla vicenda interviene il coordinatore territoriale della UIL Taranto, Gennaro Oliva.
“Quella arrivata dal Tribunale di Taranto è una decisione di straordinaria importanza. Siamo davanti, per quanto ci risulta, al primo caso in Italia in cui viene riconosciuto il diritto all’Assegno di inclusione attraverso un accertamento dell’invalidità civile ottenuto in sede giudiziaria. Una pronuncia che può rappresentare un punto di riferimento per tantissimi cittadini che si trovano in condizioni di fragilità e che rischiano di vedere negati diritti fondamentali a causa di interpretazioni restrittive”.
“Questa vicenda dimostra ancora una volta – aggiunge Oliva – quanto sia importante garantire un sistema di protezione sociale realmente vicino alle persone. La burocrazia non può diventare un ostacolo per chi ha bisogno di sostegno. Come UIL Taranto continueremo a essere al fianco dei cittadini attraverso i nostri servizi e la nostra attività di tutela, affinché i diritti riconosciuti dalla legge trovino piena applicazione”.
La decisione del Tribunale di Taranto assume quindi un rilievo che va oltre il singolo caso, ponendo un principio interpretativo destinato a essere seguito con attenzione anche a livello nazionale.


