Vestas e Hiab, UIL e UILM a Bari: “No allo svuotamento industriale, difendiamo lavoro e dignità”

Taranto, 28 gennaio 2026 – Difendere l’occupazione, fermare le delocalizzazioni e costruire soluzioni industriali vere per il territorio jonico. Con questi obiettivi la UIL Taranto, guidata dal coordinatore territoriale Gennaro Oliva, insieme alla UILM Taranto, è oggi a Bari per un incontro con la Task Force Lavoro della Regione Puglia, chiamata ad affrontare due vertenze simbolo della crisi industriale locale: Vestas Taranto e Hiab Statte.

Due situazioni diverse ma accomunate dallo stesso rischio: la perdita di centinaia di posti di lavoro e l’ennesimo arretramento produttivo per un’area che non può permettersi di perdere ulteriori presìdi industriali.

La vertenza Vestas: “Trasferimenti che sono licenziamenti mascherati”

Al centro del confronto c’è la procedura avviata da Vestas Italia per il trasferimento del magazzino, del training center e del reparto reparation blades da Taranto a San Nicola di Melfi, con decorrenza dal 1° marzo. Una scelta che coinvolge 32 lavoratrici e lavoratori, costretti a spostarsi a circa 200 chilometri di distanza.

Per UIL e UILM si tratta di fatto di uno svuotamento del sito tarantino e di una misura che rischia di trasformarsi in “licenziamenti mascherati”, spingendo molte persone alle dimissioni forzate. Da giorni è in corso uno sciopero ad oltranza, con presìdi permanenti e il blocco di straordinari e flessibilità.

“Non accetteremo operazioni che cancellano Taranto dalla geografia industriale del Paese”, dichiara Gennaro Oliva. “Spostare i lavoratori a 200 chilometri significa metterli con le spalle al muro. Per noi equivale a perdere posti di lavoro. L’azienda deve ritirare il trasferimento e aprire un confronto serio per garantire continuità produttiva e occupazionale qui, a Taranto”.

La crisi Hiab: un centinaio di famiglie appese a un filo

Sul tavolo della Task Force anche la situazione dello stabilimento Hiab di Statte, dove la produzione è stata delocalizzata e circa 100 lavoratori vivono tra cassa integrazione e incertezza sul futuro.

Con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo e la scadenza ravvicinata della cosiddetta “non opposizione”, il timore è che senza un piano di reindustrializzazione concreto il sito venga definitivamente dismesso, cancellando competenze e professionalità storiche del territorio.

UIL e UILM chiedono la sospensione di ogni atto unilaterale e garanzie chiare sul rilancio industriale, con nuovi investimenti e percorsi reali di ricollocazione.

“Statte non può diventare un’altra fabbrica fantasma”, sottolinea ancora Oliva. “Parliamo di lavoratori specializzati e di famiglie che rischiano di restare senza reddito. Prima si costruisce un progetto industriale credibile, poi si può discutere del resto. Senza prospettive non c’è alcuna tutela sociale possibile”.

La posizione della UIL

Per la UIL Taranto la difesa di Vestas e Hiab non è solo una battaglia sindacale, ma una questione di giustizia sociale e di futuro per l’intero territorio jonico, già duramente provato da anni di crisi industriali.

Dal vertice di Bari il sindacato ribadisce una linea netta: stop alle delocalizzazioni, salvaguardia dei posti di lavoro e reindustrializzazione vera dei siti produttivi.

“La nostra priorità – conclude Oliva – è una sola: difendere il lavoro. Taranto e Statte non possono essere lasciate sole. Continueremo a mobilitarci finché non arriveranno risposte concrete per i lavoratori”.