UILCOM | Taranto paga il prezzo della crisi delle telecomunicazioni
Neglia su Tiscali Taranto: “Rispetto per le scelte individuali, ma il settore resta fragile. Necessaria una visione industriale per fermare la perdita di competenze”
Taranto, 23 gennaio 2026 – La segreteria regionale della Uilcom Puglia ha seguito con attenzione e rispetto le lavoratrici e i lavoratori ( in tutto 50) di Tiscali Taranto che, nella giornata di ieri, hanno sottoscritto a Bari le conciliazioni per l’uscita volontaria incentivata prevista dal piano aziendale, in un comparto delle telecomunicazioni interessato da anni da processi di riorganizzazione e ridimensionamento.
“Si tratta di una scelta personale, spesso complessa e sofferta – dichiara Alfredo Neglia, segretario regionale della Uilcom Puglia – che merita rispetto e ascolto. A chi ha deciso di intraprendere nuovi percorsi professionali va il nostro augurio più sincero. Tuttavia, il compito del sindacato e delle istituzioni resta quello di creare le condizioni per un’occupazione stabile, duratura e di qualità”.
La Uilcom Puglia richiama l’attenzione sul progressivo indebolimento del tessuto occupazionale, in particolare tra i lavoratori più giovani, che sono spesso i primi a lasciare il territorio. Secondo i più recenti dati statistici disponibili, nel mercato del lavoro pugliese il numero complessivo degli occupati nella fascia 15-74 anni registra una flessione rispetto all’anno precedente, con un calo stimato di oltre 10mila unità nel 2025 e un tasso di occupazione che si attesta poco sopra il 50%.
Nel territorio di Taranto, il comparto ICT e delle telecomunicazioni coinvolge alcune migliaia di addetti inseriti in contesti produttivi particolarmente fragili, anche alla luce dei percorsi di riconversione industriale legati al Just Transition Fund.
“Una dinamica – sottolinea Neglia – che rischia di tradursi in una perdita strutturale di competenze e professionalità, aggravata dai piani di uscita e riorganizzazione che stanno interessando diversi grandi gruppi del settore, da TIM a Vodafone-Fastweb fino a WindTre”.
Il quadro nazionale conferma le criticità del comparto TLC. I dati dell’Osservatorio AGCOM sulle Comunicazioni evidenziano un mercato complessivamente stabile in termini di ricavi, ma caratterizzato da una persistente pressione competitiva, in particolare sul segmento mobile, e da una riduzione dei costi del personale legata al calo degli addetti. Parallelamente, il Rapporto Assintel 2025 segnala una crescita della spesa ICT business a livello nazionale, concentrata soprattutto nelle regioni del Nord, con benefici che faticano a ricadere sui territori del Mezzogiorno.
Per la Uilcom Puglia è necessario un cambio di passo. “Non possiamo continuare a governare questa fase con strumenti emergenziali o con il ricorso sistematico agli esodi incentivati – conclude Neglia –. Serve una visione industriale di lungo periodo e un patto sociale su lavoro, formazione e sostenibilità, capace di accompagnare la transizione digitale senza scaricarne i costi su lavoratrici, lavoratori e territori come Taranto”.



