Pulizie e portierato nei Tribunali, la UILTuCS contro la Corte d’Appello: “Relazioni negate e caos appalti, pronti alla mobilitazione”
Stipendi decurtati di oltre un terzo, disservizi e sei assunzioni mancate tra Taranto e Lecce. Il sindacato chiede un tavolo urgente alla task force regionale.
TARANTO, 16 marzo 2026 – Una vertenza che assume i contorni del paradosso istituzionale, quella denunciata dalla UILTuCS Puglia e dalla sede di Taranto, che accendono i riflettori sulla gestione degli appalti di pulizia e portierato presso le sedi giudiziarie del territorio. Al centro delle accuse c’è la Corte d’Appello di Lecce, stazione appaltante del servizio, rea di aver interrotto le fisiologiche relazioni sindacali. Nonostante le reiterate richieste di incontro formali, la committenza pubblica continua a confrontarsi proficuamente ed esclusivamente con le aziende appaltatrici (Dussmann Service e Bruma Group), giudicando “irricevibile” un confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Un atteggiamento che il sindacato ritiene inaccettabile, poiché le scelte della stazione appaltante ricadono direttamente sulla vita e sui redditi delle maestranze.
Dietro questo rifiuto formale si cela una situazione di profondo caos organizzativo che sta mettendo in ginocchio il servizio. Alfonso Galiano, componente della segreteria UILTuCS Taranto, denuncia come l’attuale gestione stia determinando un grave “vulnus” operativo. Per sopperire alle oggettive difficoltà emerse nell’espletamento del servizio di portierato, si ricorre costantemente a soluzioni tampone anomale, arrivando a chiedere a dipendenti estranei all’attività di sopperire alle mancanze. Una condizione di precarietà e inefficienza continua che penalizza sia il corretto funzionamento degli uffici giudiziari, sia i lavoratori stessi, costretti a subire le conseguenze di una programmazione deficitaria e di un utilizzo non conforme delle risorse.
Le ricadute di queste scelte si traducono in quella che la UILTuCS definisce senza mezzi termini una vera e propria “macelleria sociale”. Nel solo servizio di portierato, la committenza ha ridotto unilateralmente il monte ore complessivo da 875 a 600, provocando un taglio verticale degli orari individuali che si traduce in una perdita salariale di circa il 35% per i lavoratori coinvolti. A questo si aggiungono le mancate promesse occupazionali: la Dussmann, in modo giudicato immotivato, non ha dato corso all’assunzione di 4 unità per le pulizie presso il Tribunale di via Marche a Taranto, mentre Bruma Group ha bloccato l’inserimento di altre 2 unità nel portierato, in aperto dispregio di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di categoria.
Di fronte a questo scenario, la tensione è ormai alle stelle. La UILTuCS ha già in cantiere la proclamazione di un nuovo sciopero, temporaneamente congelato solo per il profondo senso di responsabilità etica del sindacato in concomitanza con le imminenti consultazioni referendarie. Nel frattempo, Galiano e la segreteria sollecitano un intervento immediato della task force regionale sull’occupazione (SEPAC) guidata da Leo Caroli, dalla quale si attende ancora una convocazione. “Nei luoghi in cui deve essere garantita la legalità, non ci aspettiamo comportamenti che vadano in direzione diametralmente opposta”, chiosa il sindacato, facendo eco a una celebre massima di Giovanni Falcone affissa nei propri uffici: “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare”.



