IL GIUDICE DEL LAVORO CONDANNA L’ARSENALE DI TARANTO
Taranto, 23 dicembre 2025 – Nel febbraio del 2023, delegati sindacali di CGIL e UIL dell’Arsenale di Taranto, avevano rivendicato il diritto di una lavoratrice di godere di ferie già maturate o di usufruire dello smart-working, in assenza di particolari esigenze di servizio e di fronte, invece, a bisogni famigliari che richiedevano la sua presenza. Per la richiesta di chiarimenti all’amministrazione che aveva negato alla donna tale diritto, i delegati di FP CGIL e UIL PA, si erano rivolti alla dirigente al personale.
Quella “intromissione”, in realtà vera mission dei sindacati, non era stata gradita dalla funzionaria dell’Arsenale di Taranto che per tale ragione aveva addirittura segnalato i lavoratori rappresentanti della sigle sindacali al PERSOCIV, la Direzione Generale per il Personale Civile, e redatto addirittura un rapporto disciplinare.
Quella macchia sulla vita di questi lavoratori è stata cancellata definitivamente alcuni giorni fa grazie ad una sentenza del Tribunale di Taranto che ha invece condannato l’Arsenale per condotta antisindacale.
La sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Taranto, dottoressa Viviana Di Palma, sana una condotta e in parte restituisce serenità ai lavoratori e rappresentanti sindacali che per due anni hanno dovuto subire l’ “inquisizione” di un procedimento disciplinare sulle loro teste e rappresaglie continue al limite del mobbing.
“Facevamo solo quello che è giusto fare quando si è rappresentanti dei lavoratori”– dicono nel frattempo i delegati sindacali Pietro Avellino e Cosimo Gualano, rispettivamente rappresentanti di FP CGIL e UIL PA.
Una sentenza che ristabilisce anche dignità al ruolo del sindacato – spiegano Cosimo Sardelli, segretario generale della FP CGIL e Giuseppe Andrisano, segretario generale della UIL PA – perché da troppo tempo ormai si tende ad intimidire chi ha il diritto, sancito da leggi e contratti nazionali, di interagire, contrattare e anche dissentire in nome della difesa del lavoro e dei lavoratori.
Un atto di grave violazione delle prerogative sindacali, che ha visto CGIL e UIL adire le vie legali, assistite dall’avvocato Luca Bosco.
Con sentenza di primo e secondo grado il Tribunale ha condannato l’Arsenale per condotta antisindacale, comminando anche una multa di 2.400 euro più le spese.
I giudici hanno sottolineato che le rimostranze manifestate dei sindacalisti rientravano ” nel legittimo diritto di critica ed esercizio dell’attività sindacale la cui repressione , attraverso il procedimento disciplinare e l’irrogazione della sanzione, costituisce una palese violazione del diritto del Sindacato di svolgere attività associativa in favore dei lavoratori e in quanto tale integra gli estremi i condotta antisindacale “
La sentenza manda un messaggio chiaro e una volta di più ricorda a quanti ritengono di vestirsi di autorità – dicono Avellino, Sardelli, Gualano e Andrisano – che i diritti dei lavoratori non si calpestano e il Sindacato, orgogliosamente dalla parte dei lavoratori, non si imbavaglia.



