Ex Ilva, la UIL: «La crisi riguarda tutta Taranto. Servono garanzie per i lavoratori diretti e dell’indotto»
Gennaro Oliva, coordinatore territoriale UIL Taranto, al fianco delle migliaia di lavoratori che hanno partecipato allo sciopero del 12 ottobre: «Bisogna riappacificare la città e il mondo del lavoro»
TARANTO, 12 ottobre 2026 – La crisi dell’ex Ilva non riguarda soltanto i metalmeccanici, ma investe l’intero sistema economico e sociale di Taranto. È questo il messaggio che la UIL Taranto rilancia in occasione dello sciopero di oggi, al quale hanno partecipato migliaia di lavoratori, con una mobilitazione che richiama l’attenzione sul futuro industriale del territorio e sulle ricadute occupazionali per tutte le categorie coinvolte.
La presenza della UIL al fianco dei lavoratori conferma la necessità di affrontare la vertenza con uno sguardo più ampio, che comprenda non soltanto i dipendenti diretti dello stabilimento siderurgico, ma anche quelli delle aziende dell’appalto e dell’indotto, insieme alle tante realtà che dipendono, direttamente o indirettamente, dalle attività industriali.
«La UIL è presente al fianco delle migliaia di lavoratori che hanno partecipato allo sciopero di oggi», dichiara Gennaro Oliva, coordinatore territoriale della UIL Taranto, che nel corso della giornata è intervenuto anche in diretta attraverso alcune interviste.
Tenere insieme le ragioni dei lavoratori e quelle della città
Per Oliva, uno dei nodi centrali della vertenza è la necessità di superare le contrapposizioni che nel tempo hanno segnato il rapporto tra la questione industriale e le esigenze della comunità tarantina.
La difesa dell’occupazione e la tutela della salute e dell’ambiente non possono diventare obiettivi contrapposti. È necessario costruire un percorso capace di tenere insieme le legittime preoccupazioni dei cittadini e il diritto al lavoro di migliaia di persone, evitando che siano proprio i lavoratori a pagare il prezzo più alto di una crisi che si trascina da anni.
La richiesta della UIL è quella di riaprire spazi di confronto e ricomporre una frattura che coinvolge il mondo del lavoro e la città, individuando soluzioni credibili per il futuro del territorio.
Nessuno può essere lasciato indietro
Un altro punto fondamentale riguarda le garanzie occupazionali. La vertenza non può fermarsi ai lavoratori direttamente impiegati nello stabilimento: le decisioni sul futuro dell’ex Ilva producono effetti anche sulle aziende dell’appalto e dell’indotto, dove l’incertezza rischia di trasformarsi in perdita di commesse, reddito e posti di lavoro.
Per questo, secondo la UIL Taranto, occorre assicurare adeguate forme di tutela e copertura a tutti i lavoratori coinvolti, diretti e indiretti, senza creare differenze tra chi opera all’interno dello stabilimento e chi contribuisce al suo funzionamento attraverso le imprese collegate.
La salvaguardia dell’occupazione deve accompagnarsi a impegni concreti, strumenti di protezione adeguati e una prospettiva industriale definita. Gli ammortizzatori sociali possono rappresentare una misura di sostegno, ma non possono sostituire una strategia capace di garantire continuità produttiva e lavoro stabile.
Una vertenza che riguarda l’intera comunità
La mobilitazione del 12 ottobre riporta al centro una questione che Taranto non può più rinviare: il futuro dell’acciaieria e delle attività collegate deve essere affrontato attraverso scelte chiare, responsabilità istituzionali e garanzie verificabili.
La UIL Taranto ribadisce il proprio impegno al fianco delle persone e dei lavoratori, chiedendo che il confronto sul futuro industriale tenga conto di tutte le conseguenze economiche e sociali delle decisioni che saranno assunte.
La priorità è costruire una prospettiva che tuteli il lavoro, rispetti la città e non lasci indietro nessuno. Perché la crisi dell’ex Ilva non è una questione che riguarda una sola categoria: è una vertenza che coinvolge il futuro dell’intera comunità tarantina.


